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Governo paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

14 maggio 2018

Comunicato

Governo  paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

 

Economia, Lavoro, Sud i temi all’attenzione del tavolo tecnico M5S – Lega, composto di diciannove uomini e una sola donna. Temi che non possono trovare spunti di valido ed efficace impegno politico continuando a non utilizzare la risorsa-donna, senza una visione di genere che parta dai dati statistici sul lavoro, che accomuna la preoccupante situazione dei giovani a quella delle donne. Sono necessarie misure di welfare e conciliazione inclusive che consentano alle donne di non rinunciare al lavoro ed ai percorsi di carriera per esigenze familiari.

Le trattative che dovrebbero portare al cosiddetto Contratto per un governo Di Maio – Salvini, se davvero, come dichiarato, mirano a individuare le soluzioni ai veri problemi, non possono trascurare le questioni di genere, come già sottolineato anche da Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

Il primo segnale dovrebbe essere la formazione di un Governo  con donne e uomini in egual numero tra i Ministri e i Sottosegretari. Un obbligo e un’opportunità, non solo per la presenza del 52% di donne nel nostro. Paese, ma anche perché il trend discendente nelle graduatorie europee e mondiali (l’Italia si trova all’82° posto e ha perso ben 32 punti rispetto all’anno scorso  secondo il World Economic Forum) è preoccupante per l’economia,  per l’accentuarsi della denatalità, soprattutto al Sud, e per l’aumento delle diseguaglianze, che vedono trasversalmente sempre rilevante il gap di genere.

Se non ci sarà, come probabile, una donna all’economia, ci deve essere almeno un impegno per una Sottosegretaria con delega al bilancio di genere. Un esame del bilancio che ha visto il primo avvio ufficiale nel corso di quest’anno e permette di valutare l’impatto delle scelte di finanza pubblica sull’equilibrio tra uomini e donne. La visione di genere non può mancare in tutti i ministeri, a partire da quelli dell’istruzione, lavoro e salute, con un ruolo di coordinamento affidato alla Ministra alle Pari Opportunità, per l’impegno ad una azione sinergica dell’intero Governo per il raggiungimento della parità sostanziale tra donne e uomini.

La parità di genere è trasversale a tutti i temi che riguardano le diseguaglianze, esplicitati nei 17 obiettivi e relativi target dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,  sottoscritta dall’Italia.

Un Governo che si fa carico di questi temi dovrebbe avere donne nei Ministeri e nelle funzioni di governo di maggiore impatto sul gender equality e sulla crescita inclusiva e una Ministra per le Pari Opportunità, o Per i diritti delle donne, come preferiremmo si chiamasse, che sia dedicata e abbia gli strumenti idonei per l’incarico, tra i quali:

un Dipartimento per le Pari Opportunità potenziato con la copertura di tutti i ruoli, con l’individuazione di personale qualificato e competente e alleggerito da compiti estranei, come quello delle aree urbane degradate

– la creazione di un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile, al quale affidare compiti e funzioni che vadano oltre a quelli dei tavoli tecnici, che finora hanno dimostrato di non essere in grado di incidere operativamente sulle questioni affrontate.

Il primo impegno per la Ministra alle P.O. è di rendere operativo il Piano anti violenza 2017-2020, nel rispetto della Convenzione di Istanbul. Un Piano che, a secondo anno inoltrato, corre il rischio di andare incontro agli stessi ostacoli del precedente piano ( che fu oggetto anche di una negativa relazione della Corte dei conti) se continuerà ad essere affidato ad un Dipartimento sguarnito e senza la Ministra competente.

 

Italia, 13.05.2018

Rete per la Parità

DonneinQuota

EWMD European Women’s Management Development

FILDIS Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori

Vox-diritti

Per informazioni: 3356161043 info@donneinquota.org  segreteria.reteperlaparita@gmail.com

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Caricometro. Uno studio Openpolis.

29 aprile 2018

Un interessante studio di Open Polis che aiuta a comprendere come si raggiungono (e come si perdono)  i consensi elettorali delle diverse forze politiche.

Un dato che colpisce è quello della scarsa presenza di amministratori tra gli eletti del PD. E’ scarsa anche la presenza nelle candidature? Potrebbe essere  una delle cause del drastico calo di voti? Un raffronto con gli stessi dati nelle precedenti politiche sarebbe molto utile, ma nel partto è mancata un’analisi del voto. Non a caso, credo.

Più in generale, come sempre, sarebbe utile  avere i dati di genere.

Caricometro-XVIII-legislatura

Elezioni regionali Lazio e Lombardia

22 marzo 2018

Sul sito del ministero dell’interno mancano ancora i dati ufficiali.

Questi i dati forniti dal sito Eligendo messo a disposizione dal Ministero dell’Interno.

 Lazio I dati che vanno delineandosi disegnano un’assemblea regionale in cui il centrosinistra non è certo di avere una maggioranza assoluta.

Il Partito Democratico, con Nicola Zingaretti, ha vinto  le elezioni regionali nel Lazio, la percentuale è del 34,61%. Nella provincia di Roma gli eletti sono 18. 12 al PD, 3 alla lista Zingaretti, 1 per Liberi e Uguali, +Europa e Centro Solidale. Stefano Parisi, candidato presidente per il centro-destra, con 651.587 voti raggiunge il 29,25% di preferenze per 11 eletti, che si aggiungono ai 3 di Forza Italia, 3 per la Lega, 3 a Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni ed 1 a Noi con l’Italia-UDC. La candidata pentastellata, Roberta Lombardi, resta in terza posizione con 607.498 preferenze arriva solo al 27,27% per un totale di 7 seggi. Sergio Pirozzi, che di fatto spacca il centro-destra, raggiunge 106.030 voti per una percentuale del 475 garantendo il suo solo scranno.

Nulla di fatto per Casapound, Potere al Popolo, Democrazia Cristiana, e Jean Leonard Touadi, candidato per la civica Popolare Lorenzin. Percentuale troppo bassa anche per Rosati Stefano con la lista Riconquistare l’Italia.

53.037 schede non valide di cui bianche ben 18.388. Sono 220 le  schede contestate per un totale di 2.280.860 votanti pari al 65,46% dei 3.484.329 aventi diritto.

26 donne su  50 consiglieri escluso il presidente

Regione Lazio 2018

 Lombardia

Netta la vittoria di Attilio Fontana (Lega), candidato del Centrodestra a presidente della Regione. 16 donne elette su un totale di 80 consiglieri, compreso il presidente.

Regione Lombardia

L’IDENTIKIT DEL NUOVO PARLAMENTO

13 marzo 2018

Da Open Polis, consigliamo di leggerlo tutto.

https://www.openpolis.it/tre-poli-contrapposti-2018-lidentikit-del-nuovo-parlamento/

Qui riportiamo i dati di genere, l’aumento è notevole, superata la massa critica, anche se è lontano il 50 %. che rispecchierebbe la composizione anagrafica del paese.

Il 34% dei parlamentari saranno donne.

 È la percentuale più alta della nostra storia repubblicana.

La scorsa legislatura aveva già fatto segnare un’impennata di quote rosa, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Alla Camera l’aumento era stato del 50%, passando dal 20,41% della XVI legislatura al 30,7%. Con la XVIII legislatura la percentuale è destinata a crescere ancora, passando al 34,62%. Solamente 10 anni fa, nella XV legislatura, le donne erano la metà, il 17,2%. Pure a Palazzo Madama i numeri sono record. Rispetto al 28,44% di senatrici della XVII legislatura, nella XVIII passeremo al 34,75%, segnando un aumento del 22%. Il trend negli ultimi anni ha portato a quasi raddoppiare la percentuale di donne, considerando che nel periodo 2006-2008 il dato era fermo al 13,43%.

Leggi anche in

http://www.lastampa.it/2018/03/19/italia/politica/il-parlamento-pi-rosa-della-storia-ma-la-soglia-del-resta-lontana-V0Np43OnzKlA9ItOhTZ33K/pagina.html

http://27esimaora.corriere.it/18_marzo_13/elette-due-rami-parlamento-619e18f6-270d-11e8-a3a0-e47b0114fbef.s

 

 

 

Come si vota il 4 marzo per la Camera e il Senato – post n. 3

7 febbraio 2018

Come votare  sulle due schede Camera e Senato per il collegio uninominale maggioritario e per i listini bloccati proporzionali e come evitare che il proprio voto venga invalidato.

N.B. Vista la complessità del tema, consigliamo a chi non ha sufficiente tempo di leggere solo l’ultima parte IN BREVE.

 Ci scusiamo inoltre  per eventuali inesattezze, che vi preghiamo di segnalare via mail a info@aspettarestanca.it

Il  4 marzo, a circa  due mesi dallo scioglimento del Parlamento, si voterà per rinnovare  Camera e Senato: per la prima volta dopo più di dieci anni  (le Camere  le ultime tre volte sono  state elette con il cosiddetto Porcellum) si applicherà  una nuova legge elettorale, nominata Rosatellum 2.0, che il Parlamento ha approvato dopo le sentenze della Corte costituzionale  del gennaio 2014, che ha modificato il Porcellum eliminando il premio di maggioranza e le liste bloccate, e del gennaio 2017,  che ha modificato l’Italicum eliminando il ballottaggio.

Per saperne di più:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-04-28/nuova-legge-elettorale-mattarellum-165657.shtml?uuid=AEejfPDB&nmll=2707

http://www.camera.it/leg17/465?tema=riforma_elettorale

Una o due schede?

Chi si recherà ai seggi Domenica 4 marzo e ha almeno 25 anni. riceverà due schede, una per la Camera e una per il Senato; chi non ha compiuto 25 anni solo la scheda per la Camera.

Con che sistema si vota? E’un sistema misto. Circa un terzo dei seggi sia della  Camera che del Senato sarà eletto in confronti diretti nei collegi uninominali, e i restanti circa due terzi saranno eletti con sistema proporzionale.

Con il sistema “maggioritario uninominale” in ogni collegio ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato  candida una sola persona, e chi prende anche un solo voto in più tra le persone candidate ottiene un seggio; con il “proporzionale” uno o  più seggi dello stesso  collegio sono invece divisi in modo proporzionale ai voti presi da ciascuna forza politica .

Saranno possibili brogli? Le nuove schede elettorali sono dotate di un’appendice cartacea munita di un “tagliando antifrode”.  Per saperne di più

http://dait.interno.gov.it/elezioni/faq-elezioni-politiche-2018

Le schede

Ogni scheda sarà divisa in un certo numero di aree separate tra loro, corrispondenti a uno dei partiti o movimenti che si presentano  da soli o a una coalizione.

All’interno di ogni area ci sarà in testa uno spazio rettangolare con un unico nome: è il candidato scelto da ogni coalizione – o partito o movimento – nel collegio uninominale in cui risiediamo. Siccome all’uninominale ogni coalizione deve presentare un solo candidato, può capitare che nel vostro collegio non ci sia il candidato del vostro partito preferito, ma quello scelto dalla coalizione a cui appartiene. Esempio: se i partiti Rosso, Verde e Blu sono alleati in una coalizione, nel collegio di Roma sosterranno tutti insieme un candidato del partito, per esempio Rosso, nel collegio di Milano uno del partito Blu, eccetera.

Sotto lo spazio rettangolare con il nome di chi si candida nel collegio uninominale ci saranno una o più  caselle con un simbolo di partito o movimento, ciascuna con   un certo numero di nomi, dai due ai quattro. Sono le singole liste dei candidati e candidate delle forze politiche che sostengono quel nome e sotto al simbolo ci sono i nomi dei candidati e candidate di quel partito nel collegio proporzionale.

Uno o due segni sulla scheda?

Opzione n. 1: voto con due segni:

Si possono fare al massimo due segni sulla scheda: per barrare il nome del candidato al collegio uninominale e per scegliere una delle liste che lo appoggiano, tracciando, come di consueto una x. Ma attenzione: una volta scelto un candidato /candidata nell’uninominale, si potrà scegliere solo una delle liste che lo appoggiano. Quindi i due segni devono restare all’interno della stessa area sulla scheda.

Inoltre non è possibile scegliere il candidato o la candidata tra i nomi che compongono quella  lista. La lista dei nomi vale solo come informazione.

Opzione n. 2: voto con  un solo segno:

Tracciando  solo un segno su uno dei partiti, movimenti e gruppo politico organizzato, il voto sarà esteso anche alla persona  sostenuta da quella forza politica nel collegio uninominale.

Se, invece, viene barrato solo il candidato o la candidata nell’uninominale, i voti che questi riceverà saranno distribuiti tra le liste che l’appoggiano in proporzione alle preferenze ricevute dalle liste stesse.

Chi sarà eletto?

– Nel collegio uninominale  sarà eletto chi  avrà ricevuto il maggior numero di voti. Basta anche un solo voto in più.

– Nelle liste per il proporzionale,  fermo restando che i seggi da attribuire a ciascuna lista saranno  assegnati  nell’ordine in cui candidate e candidati compaiono sulla scheda, il risultato dipende da vari fattori perché per il proporzionale sono possibili fino a cinque pluricandidature e in aggiunta  ci si può presentare anche in un seggio uninominale.

Se  chi si candida è eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali sarà proclamato nel collegio uninominale, se è eletto in più collegi plurinominali, sarà proclamato nel collegio in cui la sua lista ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio.

Non è possibile, quindi,  sapere chi è eletto in base semplicemente al risultato della lista in un collegio.

Per la Camera la ripartizione dei seggi avviene su base nazionale, mentre per il Senato è fatta su base regionale.

In un primo momento, grossomodo, si saprà per ogni lista il numero di parlamentari, ma per i risultati effettivi  serve un calcolo più complesso, che rende opaco l’intero meccanismo. Si tratta dell’effetto flipper, potenzialmente più ostico alla Camera rispetto al Senato, che avrà anche ricadute sulle quote di genere.

Per saperne di più

proporzionale ai voti che ha ottenuto

Estero  I Deputati e i Senatori eletti nella circoscrizione estero, inoltre, saranno 18 (12 seggi per la Camera e 6 per il Senato).

Quote di genere (da approfondire in un successivo post)

Le liste plurinominali sono alternate per genere e  nelle capolisture presentate dalla stessa forza politica  nessuno dei due generi potrà essere rappresentato in misura superiore al 60% . La stessa differnza massima va rispettata anche nei collegi uninominali.

 Altri aspetti della legge elettorale

Soglie di sbarramento
Per eleggere candidati alla Camera nel proporzionale, una singola forza politica   deve  ottenere almeno il 3 per cento dei voti su base nazionale,  al Senato invece  riceve seggi anche se – fallendo l’obiettivo del 3 per cento a livello nazionale – abbia ottenuto in una sola regione almeno il 20 per cento dei voti. La soglia per le coalizioni è del 10 per cento nel totale dei voti, a patto che almeno una dei partiti o movimenti  che la compongono raggiunga il 3 per cento a livello nazionale. Se una lista che fa parte di una coalizione non riceve il 3 per cento a livello nazionale, non elegge nessun parlamentare: se ottiene però più dell’1 per cento, i voti che ha raccolto vengono distribuiti tra i suoi alleati.

 Nuovi collegi

I collegi sono stati ridisegnati.

Purtroppo,  a oggi ancora non è possibile individuare i collegi digitando sul sito interno.gov.it  il numero della tessera elettorale o altri dati. Ciò provoca inconvenienti soprattutto per chi voterà nelle grandi città.

Intanto per Roma vedi

http://www.romatoday.it/politica/elezioni/camera-senato-2018/collegi-roma-lazio-quali-sono.html

 

IN BREVE:

– Si riceve una  scheda per la Camera e una scheda per il Senato.

– Su ciascuna scheda si può votare facendo un solo segno, oppure due, basta che entrambi i segni siano fatti nell’area della scheda che spetta a un’unica coalizione.

– È possibile votare un candidato/candidata  all’uninominale e, con un secondo segno, scegliere una delle liste che lo appoggiano.

– Si può scegliere anche solo il candidato all’uninominale o solo una delle liste, ma il voto sarà comunque “trascinato” rispettivamente anche sulle liste o sul candidato.

– Non si può votare una lista diversa da quelle che appoggiano il candidato/candidata  che abbiamo scelto.

Di conseguenza

  • Se avete deciso di votare per un candidato/candidata nel maggoritario ma non vi piace uno dei partiti che lo appoggiano, per evitare che il vostro voto finisca a quel partito, fate due croci, esprimendo anche una scelta per un partito che non sia quello. Attenzione: deve essere parte della stessa coalizione, altrimenti il vostro voto rischia di essere annullato.
  • Se vorreste votare una forza politica  ma non vi piace il candidato/candidata  che ha presentato nel vostro collegio uninominale, l’unico modo che avete per non votarlo è votare solo per il proporzionale un altro simbolo sotto un altro candidato/candidata.

N.B. Nella lista proporzionale non si possono esprimere preferenze sui candidati e candidate.

– – – – – –

Verso le elezioni del 4 marzo. Secondo Post

1 febbraio 2018

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

(articolo 48, 2° comma Costituzione)

Dei  simboli depositati entro il 21 gennaio, i contrassegni ammessi a partecipare alle elezioni politiche del 4 marzo sono 84.

http://www.interno.gov.it/it/notizie/i-contrassegni-ammessi-partecipare-elezioni-politiche-sono-84

Il 31 gennaio il Ministero dell’interno ha pubblicato accanto a ogni  contrassegno ammesso la denominazione del partito o del gruppo politico organizzato e se iscritto nel registro di cui all’articolo 4 della legge 21 febbraio 2014, n. 13, il relativo statuto. In mancanza, è stata depositata  una dichiarazione, con la sottoscrizione del legale rappresentante autenticata dal notaio, che indica i seguenti elementi minimi di trasparenza: 1) il legale rappresentante del partito o del gruppo politico organizzato, il soggetto che ha la titolarità del contrassegno depositato e la sede legale nel territorio dello Stato; 2) gli organi del partito o del gruppo politico organizzato, la loro composizione e le relative attribuzioni.

http://www.interno.gov.it/it/notizie/line-elezioni-trasparenti-programmi-statuti-contrassegni-politiche-2018

Le liste dei candidati e delle candidate saranno pubblicate entro l’8 febbraio prossimo.

Dal 4 febbraio, fino al 2 marzo, potranno essere utilizzati  gli spazi di affissione e autorizzato l’uso delle piazze e dei luoghi pubblici. Nelle 24 ore prima del voto si deve rispettare il silenzio elettorale. Per quanto riguarda i sondaggi, infine, è vietata la loro diffusione nei 15 giorni che precedono le elezioni.

Da molti anni le  campagne elettorali si svolgono  principalmente in TV e via radio, importante, quindi,  conoscere e far rispettare i due regolamenti sulla campagna elettorale 2018 che si applicano per alcuni ambiti già dal dodici gennaio.

Si tratta del regolamento della Commissione parlamentare  di vigilanza  per il servizio radiotelevisivo pubblico

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML;jsessionid=3h9zb1q3Pr2fNlKY9ruoNQ__.ntc-as3-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-01-11&atto.codiceRedazionale=18A00212&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario

e di quello dell’AGCOM che riguarda tutti gli altri mass media, stampa compresa.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML;jsessionid=5dKN2SDYHDq7mwRezR+rrg__.ntc-as5-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-01-11&atto.codiceRedazionale=18A00238&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario

Prima di emanare le regole attuative della par condicio, la Commissione e l’Autorità hanno l’obbligo di consultazione reciproca. Tali regole, infatti, sono di norma quasi identiche.

Ci sono varie disposizioni  sulla par condicio di genere, argomento da sempre all’attenzione di Aspettare stanca.

 Per questo argomento, su come presentare segnalazioni, e per considerazioni sui programmi, rinviamo ad un  prossimo post.  

 

 

 

 

Elezioni politiche 2018, si vota il 4 marzo.

16 gennaio 2018

 

Il 28 dicembre 2017 il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Nella stessa data il Presidente della Repubblica ha firmato i seguenti provvedimenti:

  • decreto di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica;
  • decreto di assegnazione alle regioni del territorio nazionale e ai collegi plurinominali di ciascuna regione nonché alle ripartizioni della circoscrizione Estero del numero dei seggi spettanti per l’elezione del Senato della Repubblica;
  • decreto di assegnazione alle circoscrizioni elettorali del territorio nazionale e ai collegi plurinominali di ciascuna circoscrizione nonché alle ripartizioni della circoscrizione Estero del numero dei seggi spettanti per l’elezione della Camera dei Deputati.

La prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno 23 marzo 2018.

La nuova legge elettorale

Decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

Decreto di convocazione dei comizi elettorali

F.A.Q.
Domande frequenti

Risposte e chiarimenti alle domande più frequenti degli elettori

Istruzioni e adempimenti
per le operazioni elettorali

Documenti, pubblicazioni e informazioni inerenti le istruzioni per le operazioni elettorali e i vari adempimenti preparatori del procedimento elettorale

–>

Aggiornamenti

10 gennaio 2018

Elettori all’estero

Elenco elettori residenti all’estero. Domande dei temporanei all’estero. Adempimenti.

Scadenza presentazione opzione:
31 Gennaio 2018

3 gennaio 2018

Decreto di scioglimento

Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2017, n.208.
Scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

3 gennaio 2018

Assegnazione seggi Camera dei deputati

Assegnazione alle circoscrizioni elettorali del territorio nazionale e ai collegi plurinominali di ciascuna circoscrizione nonché alle ripartizioni della circoscrizione Estero del numero dei seggi spettanti per l’elezione della Camera dei deputati.

3 gennaio 2018

Assegnazione seggi Senato della Repubblica

Assegnazione alle regioni del territorio nazionale e ai collegi plurinominali di ciascuna regione nonché alle ripartizioni della circoscrizione Estero del numero dei seggi spettanti per l’elezione del Senato della Repubblica.

http://elezioni.interno.it/

E scattata la par condicio

Elezioni politiche 2018 isposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni della Camera dei d

Delibera 1-18-CONS(1)

Per approfondimenti e per notizie  sulle elezioni regionali in Lombardia, Lazio, ecc. rinviamo al prossimo post.

Dopo 14 anni di battaglie anche la Sardegna ha norme di garanzia di genere nella legge elettorale

23 novembre 2017

Sardegna. Il Consiglio regionale ha votato per l’inserimento  della doppia preferenza di genere nella legge elettorale statutaria. Voti favorevoli 49, contrari: 2. Alle prossime elezioni regionali, dunque, i sardi avranno la possibilità di esprimere due preferenze (la seconda di genere diverso).

L’Aula ha superato lo scoglio del voto segreto che è stato chiesto per ben quattro volte, la prima sul passaggio degli articoli, la seconda e la terza su due emendamenti e la quarta sul testo dell’articolo sulla doppia preferenza. La legge approvata introduce anche il principio che prevede la parità al 50% nella compilazione delle liste e un numero di candidati pari (maggiorato di un’unità) anche nelle circoscrizioni con seggi dispari. La doppia preferenza ottiene il via libera quattro anni dopo il 2013, quando venne affossata dall’Assemblea che anche in quell’occasione fece ricorso al voto segreto. Legge elettorale

Regione Lazio. Approvata all’unanimità la nuova legge elettorale

14 novembre 2017

Regione Lazio. Approvata all’unanimità la nuova legge elettorale

Cancellato il listino e introdotta la parità di genere. Divieto di terzo mandato per il presidente. Spazio ad almeno un eletto per ogni provincia. Ineleggibili i sindaci sopra i 20 mila abitanti.

27/10/2017 – Scompare il listino. Introdotte la parità di genere e la garanzia di almeno un consigliere regionale per ogni provincia. Istituito il divieto del terzo mandato consecutivo per il presidente della Regione. Elezioni entro tre mesi in caso di scioglimento anticipato del Consiglio. Ampliati i casi di esenzione dall’obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali. Sancita l’ineleggibilità dei sindaci dei comuni con più di 20 mila abitanti. Sono queste le principali novità introdotte dal Consiglio regionale con l’approvazione all’unanimità (44 voti a favore su 44 votanti) della proposta n. 372 di riforma della legge elettorale del Lazio. Dichiarazioni di voto a favore da parte di tutti i gruppi, sebbene con alcuni distinguo, e in gran parte manifestando soddisfazione per l’avvenuta abolizione del listino.

La principale innovazione è infatti questa: è stata cancellata dalla legge la lista di 10 consiglieri collegati al presidente vincitore che entravano alla Pisana senza aver bisogno di preferenze. L’80 per cento dei seggi continuerà, comunque a essere assegnato con metodo proporzionale, il restante 20 per cento sarà attribuito, come premio, direttamente alle liste circoscrizionali che sostengono il presidente e non più, come accaduto fino a oggi, attraverso il “listino”. Gino De Paolis (Insieme per il Lazio) a questo proposito ha voluto spendere delle parole per i colleghi eletti nel listino, di cui ha avuto occasione, ha detto, di rimarcare “l’abnegazione e la generosità” in questi anni. Ciononostante si è detto favorevole a questa decisione, che sarà ricordata, ha aggiunto, come un risultato della presidenza Zingaretti. Bocciati gli emendamenti del M5s che puntavano a introdurre nel Lazio il doppio turno e uno sbarramento al 3 per cento per i gruppi di liste.
(more…)

Sicilia. Si vota senza doppia preferenza. Ma c’è il listino.

12 ottobre 2017

Riceviamo da Daniela Domenici i dati di genere delle imminenti elezioni regionali siciliane, utili per elettori e elettrici.

https://danielaedintorni.com/2017/10/12/chi-sono-le-donne-nei-listini-deilla-candidatia-per-le-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/07/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-province-di-caltanissetta-catania-ed-enna-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/09/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-province-di-ragusa-siracusa-e-trapani-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/08/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-provincia-di-palermo-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/07/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-provincia-di-agrigento-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/07/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-provincia-di-messina-resoconto-di-daniela-domenici/