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Articolo di Antonella Anselmo su l’Unità del 31 marzo, lo spunto le nomine nel cda ENI

1 aprile 2013

Donne e manager. La leva dell’economia

Può “misurarsi” lo stato di salute di una democrazia? Con le donne è possibile. Una maggiore presenza di donne nei luoghi decisionali della politica e dell’economia rende più vicino l’obiettivo della parità democratica, intesa come eguale distribuzione dei poteri tra donne e uomini. La conferma è data dall’attuale configurazione del Parlamento e delle Giunte Regionali della Lombardia e del Lazio nonché dal processo di rinnovo dei Consigli di amministrazione delle società quotate e di quelle in mano pubblica. E che su questo tema anche i numeri contino lo scriveva nel 1988 Drude Dahlerup fondando la teoria della massa critica: occorre una data soglia numerica entro gli organismi politici ed economici affinchè la componente femminile possa incidere sui processi decisionali e contribuire ad una rappresentanza, come donne e per le donne, in senso sostanziale. Ovviamente la Dahlerup pensava a donne consapevoli, competenti e soprattutto indipendenti: in altre parole pensava all’empowerment. Alla Conferenza Mondiale ONU tenutasi a Pechino nel 1995 la massa critica e le azioni positive, intese come misure specifiche di promozione e sostegno, vengono individuate come strategie verso la parità democratica e l’eguaglianza di genere, modello di riforme in tutto il mondo. La consapevolezza, a quel punto, è che bisogna superare le barriere costituite da reti informali e da strutture plurimillenarie di dominio maschile che impediscono alle donne di partecipare alla pari alla vita economica, politica e sociale. La prospettiva allora non può che essere trasversale e di sistema. L’Europa, che soffre di un certo complesso di democraticità nella propria governance, sancisce tali principi inserendoli nella Carta dei Diritti Fondamentali e attraverso la giurisprudenza della Corte di Giustizia individua nella presenza di un genere al di sotto del 50% un problema di sottorappresentanza. All’interno delle Istituzioni Europee si avvia negli ultimi anni un convinto processo di riequilibrio anche nelle posizioni strategiche.
In Italia, nel 2003 le riforme degli artt. 51 e 117 della Costituzione rendono legittime le azioni positive, accelerando il processo di democratizzazione nei settori pubblici e privati. Varie sono le strategie per il riequilibrio, a seconda degli ambiti di intervento. Tra queste, il meccanismo elettorale della doppia preferenza di genere, che nasce dall’ esperienza della legislazione regionale campana, con il via libera della Consulta, fino a confluire nella recente legge 215/2012 sull’elezione dei consigli comunali. Le prossime elezioni amministrative saranno il primo banco di prova della riforma: (more…)