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Le Sindache italiane neoelette o rielette alle ultime amminstrative

3 luglio 2019

 

RESOCONTO DI DANIELA DOMENICI

 

Daniela Domenici ha concluso le analisi di tutte le Sindache italiane neoelette o rielette lo scorso 26 maggio che sono state 616 su 3.664, il 16,8%.

Il 9 giugno c’è stato il ballottaggio e sono state neoelette o rielette altre 19 Sindache che si aggiungono alle 616 precedenti.

Il totale delle Sindache neoelette o rielette tra il 26 maggio e il 9 giugno è, quindi, di 635 su 3.823, il 16,6%

Le Sindache neoelette o rielette il 9 giugno sono:

Elena Piastra a Settimo Torinese (TO)

Daniela Ballico a Ciampino (RM)

Silvia Marchionini a Verbania (VB)

Martina Vesnaver a Spinea (VE)

Luciana Laera a Putignano (BA)

Sandrina Schito a Copertino (LE)

Maria Arcangela Fiorito a Muggiò (MB)

Giulia Mugnai a Figline e Incisa Valdarno (FI)

Paola Lungarotti a Bastia Umbra (PG)

Simona De Caro a Monsummano Terme (PT)

Roberta Tardani a Orvieto (TR)

Daniela Maldini a Novate Milanese (MI)

Francesca Mele a Marsciano (PG)

Antonella Gualchia a Beinasco (TO)

Giogia Bedin a Monselice (PD)

Maria Irene Bellifemine a Malnate (VA)

Valentina Vada a San Giovanni Valdarno (AR)

Patrizia Andreaotti a Noale (VE)

Francesca Brogi a Ponsacco (PI)

Le altre sindache Regione per Regione:

https://danielaedintorni.com/2019/06/24/le-177-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-lombardia-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/17/le-4-sindache-neoelette-o-rielette-in-sardegna-il-16-giugno-2019-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/17/le-54-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-veneto-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/16/i-28-comuni-al-voto-oggi-in-sardegna-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/15/le-48-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-emilia-romagna-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/15/le-25-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-nelle-marche-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/14/le-10-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-campania-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/13/le-4-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-puglia-resoconto-di-daniela-domenici/

Per il Parlamento europeo si possono ancora votare  due donne, ma  solo se accompagnate

3 maggio 2019

Per il Parlamento europeo si possono ancora votare  due donne, ma  solo se accompagnate

Sulle preferenze per le europee c’è chi diffonde istruzioni ancora più complicate di quanto necessario per esprimere la preferenza a una o a  due donne. (vale anche per chi volesse votare uno o due uomini, ma stranamente non abbiamo trovato notizie false al riguardo).

Confermiamo, dopo aver  letto e riletto la legge del 2014  e le istruzioni del Ministero, (vedi in calce) che niente vieta di esprimere una sola preferenza per una donna (o per un uomo), o due preferenze di seguito per candidati dello stesso sesso, purché in questo caso siano seguite (o precedute ) da una terza preferenza per un candidato di sesso diverso.

Si può quindi dare una sola preferenza a una donna, meglio darne due, ma in questo caso è necessario ci sia anche un’altra per un uomo, altrimenti la seconda è annullata.

Detto in altro modo, se si vuole dare la preferenza a due donne è necessario ci sia una terza preferenza per un uomo, puoi invece anche votare solo una donna.

Ecco quanto scritto  sulle preferenze nel doc istruzioni del Ministero dell’interno:

“Ogni elettore ha diritto di manifestare il voto di lista tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta o nel rettangolo che lo contiene. L’elet­tore può anche esprimere fino a un massimo di tre preferenze per candidati della stessa lista. Se l’elettore esprime due o tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza. “

Legge del 2014https://www.money.it/elezioni-europee-2019-legge-elettorale-Italia-Europa

 

 

Accordo fra il Governo e le 3 Regioni che chiedono il regionalismo differenziato

9 febbraio 2019

 

Tra  pochissimi giorni, il 15 febbraio 2019 è previsto un accordo fra il Governo e le regioni che chiedono il regionalismo differenziato: il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna.

 

Se ciò avverrà non riguarderà solo i cittadini delle tre regioni, bensì tutto il Paese. Infatti si avvierà un processo poitico decisivo per il suo futuro, che rischia di trasformarlo profondamente, prima di tutto nella sua Costituzione  materiale, inarrestabile nella direzione della sua  definitiva disgregazione economico, sociale, culturale e politica.

 

I Tg e le trasmissioni di approfondimento televisivo e radiofonico tacciono. I  quotidiani solo negli ultimi giorni hanno iniziato timidamente a parlarne, sui social non è certo al centro del dibattito.

La stragrande maggioranza dei cittadini sembra esserne completamente all’oscuro.

 

L’argomento resta tabù e la Lega sta per ottenere la sua vittoria più importante, nel disinteresse generale.

 

Giovedì pomeriggio ho avuto la fortuna di poter assistere al I dibattito del nuovo ciclo di “Conversazioni su Roma” (iniziativa promossa da alcuni anni dal prof. Giovanni Caudo) nel corso della quale il  prof.

Gianfranco Viesti, professore ordinario di economia all’Università di Bari, ha presentato il suo saggio “Verso la secessione dei ricchi?”

(scaricabile gratuitamente sul sito Editori Laterza). Vi consiglio di leggerlo, è prezioso, e fatelo conoscere.

 

Con voi, pensando di fare cosa a voi gradita,  voglio condividere il link dove protete anche rivedere la registrazione del dibattito:

https://www.facebook.com/conversazionisuroma/videos/977303189127474/ .

 

Un cordiale saluto.

 

Marcello Paolozza

Ecco il nuovo Consiglio provinciale del Trentino Alto Adige, resoconto di Daniela Domenici

27 ottobre 2018

Le donne elette sono 8 su 28, una percentuale del 28,57%

Ecco tutti/e gli/le eletti/e:

  • Centrodestra, candidato presidente Maurizio Fugatti

LEGA SALVINI TRENTINO

BISESTI MIRKO 3.910 FAILONI ROBERTO 2.336 PACCHER ROBERTO (Pacher) 2.312 ZANOTELLI GIULIA 2.212 MORANDUZZO DEVID 2.111 SEGNANA STEFANIA 1.946 DALZOCCHIO MARA 1.567 PAOLI DENIS 1.456 CATTOI VANESSA 1.352 AMBROSI ALESSIA (Alessia) 1.318 ROSSATO KATIA 1.206 JOB IVANO 1.047 SAVOI ALESSANDRO (Cionfoli) 990

PROGETTO TRENTINO

TONINA MARIO 2.496

AGIRE PER IL TRENTINO

CIA CLAUDIO (Ciola) 1.732

CIVICA TRENTINA

GOTTARDI MATTIA 2.056 BORGA RODOLFO 1.759

ASSOCIAZIONE FASSA

GUGLIELMI LUCA 651 (ladino)

AUTONOMISTI POPOLARI

KASWALDER WALTER (Walter) 2.010

FORZA ITALIA

LEONARDI GIORGIO 1.031

  • Centrosinistra, candidato presidente Giorgio Tonini

UNIONE PER IL TRENTINO

DE GODENZ PIETRO (Piero) 1.885

FUTURA 2018

GHEZZI PAOLO 5.275 COPPOLA LUCIA 1.675

PARTITO DEMOCRATICO

OLIVI ALESSANDRO 5.688 FERRARI SARA 4.063 ZENI LUCA 2.936 MANICA ALESSIO 2.001

  • Movimento Cinque Stelle, candidato presidente Filippo De Gasperi

MOVIMENTO 5 STELLE

MARINI ALEX 751

 

blog Daniela e dintorni

Gli algoritmi: questi sconosciuti che a nostra insaputa condizionano le nostre vite

7 luglio 2018

Gli algoritmi e l’intelligenza artificiale, a nostra insaputa, stanno sempre più prendendo piede. Gran parte della nostra vita, ormai, è condizionata dall’uso di internet e dai maggiori social esistenti, che in base ad algoritmi complicati scelgono, tra l’altro,  le persone in evidenza sui nostri profili e ci inviano pubblicità ed altre segnalazioni.

Durante la “UWE CONFERENCE – Women in STEM ProfessionConvegno europeo – Roma 22 giugno 2018,organizzato a Roma dalla F.I.L.D.I.S. Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti  Superiori Rosanna Oliva de Conciliis, intervenuta come presidente della Rete per la Parità, ha parlato de

LA MATEMATICA CHE C’È ANCHE QUANDO NON SI VEDE. Lo sguardo di genere per il superamento della  cultura maschiocentrica.

Una relazione che riguarda anche l’uso degli algoritmi. Vedi il Power Point allegato.SLIDE Oliva

Su questo Blog leggi anche su i BIG DATA post scritto da Francesco Carolei  https://aspettarestanca.wordpress.com/2018/03/25/big-data-la-rivoluzione-e-gia-avvenuta-a-nostra-insaputa/

Elezioni comunali Domenica 10 giugno: si vota anche in due Municipi di Roma

8 giugno 2018

Si vota domenica  10 giugno con eventuale ballottaggio domenica 24 giugno

Sono circa 6,7 milioni gli italiani chiamati al voto domenica 10 giugno. Sistema elettorale e modalità di voto cambiano se i comuni hanno più o meno di 15mila abitanti. Dal voto disgiunto alla doppia preferenza, tutte le indicazioni per votare nel modo giusto

Domenica 10 giugno, circa 6,7 milioni di italiani torneranno al voto per le elezioni amministrative che interesseranno in 761 comuni, divisi in 7.995 sezioni. Tra questi ci sono numerosi i capoluoghi di provincia coinvolti, come Ancona, Brescia, Catania, Messina, Siracusa, Terni e Vicenza. Inoltre 291mila cittadini romani saranno chiamati a riscrivere l’organigramma del terzo e dell’ottavo Municipio della Capitale.

Si vota solo domenica

In questa tornata di amministrative si vota in un solo giorno, domenica 10 giugno, e i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23. L’eventuale ballottaggio nei comuni con più di 15mila abitanti è previsto due settimane più tardi, domenica 24 giugno. Per esercitare il diritto di voto occorre esibire un documento d’identità in corso di validità e la tessera elettorale. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura delle urne.

leggi tutto in:

///C:/dati/elezioni%2010%20giuno/Elezioni%20comunali%202018,%20ecco%20come%20si%20vota%20%20%20Sky%20TG24.htm

 

Governo paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

14 maggio 2018

Comunicato

Governo  paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

 

Economia, Lavoro, Sud i temi all’attenzione del tavolo tecnico M5S – Lega, composto di diciannove uomini e una sola donna. Temi che non possono trovare spunti di valido ed efficace impegno politico continuando a non utilizzare la risorsa-donna, senza una visione di genere che parta dai dati statistici sul lavoro, che accomuna la preoccupante situazione dei giovani a quella delle donne. Sono necessarie misure di welfare e conciliazione inclusive che consentano alle donne di non rinunciare al lavoro ed ai percorsi di carriera per esigenze familiari.

Le trattative che dovrebbero portare al cosiddetto Contratto per un governo Di Maio – Salvini, se davvero, come dichiarato, mirano a individuare le soluzioni ai veri problemi, non possono trascurare le questioni di genere, come già sottolineato anche da Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

Il primo segnale dovrebbe essere la formazione di un Governo  con donne e uomini in egual numero tra i Ministri e i Sottosegretari. Un obbligo e un’opportunità, non solo per la presenza del 52% di donne nel nostro. Paese, ma anche perché il trend discendente nelle graduatorie europee e mondiali (l’Italia si trova all’82° posto e ha perso ben 32 punti rispetto all’anno scorso  secondo il World Economic Forum) è preoccupante per l’economia,  per l’accentuarsi della denatalità, soprattutto al Sud, e per l’aumento delle diseguaglianze, che vedono trasversalmente sempre rilevante il gap di genere.

Se non ci sarà, come probabile, una donna all’economia, ci deve essere almeno un impegno per una Sottosegretaria con delega al bilancio di genere. Un esame del bilancio che ha visto il primo avvio ufficiale nel corso di quest’anno e permette di valutare l’impatto delle scelte di finanza pubblica sull’equilibrio tra uomini e donne. La visione di genere non può mancare in tutti i ministeri, a partire da quelli dell’istruzione, lavoro e salute, con un ruolo di coordinamento affidato alla Ministra alle Pari Opportunità, per l’impegno ad una azione sinergica dell’intero Governo per il raggiungimento della parità sostanziale tra donne e uomini.

La parità di genere è trasversale a tutti i temi che riguardano le diseguaglianze, esplicitati nei 17 obiettivi e relativi target dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,  sottoscritta dall’Italia.

Un Governo che si fa carico di questi temi dovrebbe avere donne nei Ministeri e nelle funzioni di governo di maggiore impatto sul gender equality e sulla crescita inclusiva e una Ministra per le Pari Opportunità, o Per i diritti delle donne, come preferiremmo si chiamasse, che sia dedicata e abbia gli strumenti idonei per l’incarico, tra i quali:

un Dipartimento per le Pari Opportunità potenziato con la copertura di tutti i ruoli, con l’individuazione di personale qualificato e competente e alleggerito da compiti estranei, come quello delle aree urbane degradate

– la creazione di un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile, al quale affidare compiti e funzioni che vadano oltre a quelli dei tavoli tecnici, che finora hanno dimostrato di non essere in grado di incidere operativamente sulle questioni affrontate.

Il primo impegno per la Ministra alle P.O. è di rendere operativo il Piano anti violenza 2017-2020, nel rispetto della Convenzione di Istanbul. Un Piano che, a secondo anno inoltrato, corre il rischio di andare incontro agli stessi ostacoli del precedente piano ( che fu oggetto anche di una negativa relazione della Corte dei conti) se continuerà ad essere affidato ad un Dipartimento sguarnito e senza la Ministra competente.

 

Italia, 13.05.2018

Rete per la Parità

DonneinQuota

EWMD European Women’s Management Development

FILDIS Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori

Vox-diritti

Per informazioni: 3356161043 info@donneinquota.org  segreteria.reteperlaparita@gmail.com

XVIII Legislatura al via: le leggi per le donne e delle donne, dal cognome materno agli asili nido

27 aprile 2018

Le prime settimane della XVIII Legislatura sono sicuramente caratterizzate dalle trattative tra i partiti per cercare di comporre una maggioranza che porti alla nascita di un governo, ma i neodeputati e senatori hanno già messo in moto fin dalla prima sedute delle due Camere la loro attività, presentando oltre 500 proposte di legge.

Ovviamente le materie sono tra le più disparate, ma non sfuggono una serie di proposte che vanno a toccare l’universo femminile sotto vari aspetti, da quello più strettamente famigliare alla dimensione pubblica della donna.

Tema caldo di attualità è quello sulla nuova giurisprudenza in tema di assegno divorzile che potrebbe far venir meno un cardine che aveva guidato le decisioni dei giudici in questi 40 anni: il mantenimento del tenore di vita.

La senatrice Juliane (detta Julia) Unterberger (SVP) ha presentato il disegno di legge (S. 167) recante “Modifiche all’articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile”, mentre alla Camera l’On. Alessia Morani mira a introdurre nel nostro ordinamento gli accordi prematrimoniali, che fanno tanto Stati Uniti.

Sempre in tema matrimoniale, ma guardando a un fenomeno che ha una dimensione più transnazionale e di tutela della persona è il disegno di legge (S. 174) della senatrice Nadia Ginnetti, riguardante le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno dei matrimoni forzati. L’On. Francesca La Marca ha invece presentato un disegno di legge recante “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riacquisto della cittadinanza da parte delle donne che l’hanno perduta a seguito del matrimonio con uno straniero e dei loro discendenti” (A.C. 222).

Attenzione anche alla sfera dell’educazione alla parità e alla maternità sotto molteplici aspetti, e qui è possibile trovare diverse proposte normative frutto anche dei diversi orientamenti politici: dalla tutela della partoriente, al divieto di maternità surrogata anche all’estero da parte di cittadini italiani, all’estensione dei congedi di maternità e paternità, all’educazione genitoriale, nonché l’educazione socio-affettiva e di genere nelle scuole, agli asili nido, per arrivare alla tutela della salute della donna, con particolare attenzione a una patologia tutta femminile come l’endometriosi o ancora la proposta di dotare i locali pubblici di fasciatoi accessibili a entrambi i sessi (S. 275).

Non mancano le proposte riguardanti la donna nella sua sfera pubblica: l’On. Antonella Incerti ha presentato il disegno di legge (A.C. 375) recante una “Legge quadro per la parità tra i sessi e contro le discriminazioni di genere” e ancora norme per garantire la parità di genere nei Consigli di Amministrazione nei consorzi dei marchi di tutela europei dei prodotti tipici locali e l’On. Tiziana Ciprini (M5s) che ha presentato un disegno di legge (A.C. 522) per superare il cosiddetto “gender pay gap” vale a dire il divario retributivo tra donne e uomini

Da segnalare la proposta (A.C. 421) dell’On. Susanna Cenni recante “Norme per la parità di accesso ai mezzi di comunicazione nella campagna elettorale e istituzione dell’Agenzia per la parità, per la non discriminazione tra i generi e per la tutela della dignità della donna nell’ambito della pubblicità e della comunicazione”.

Sono stati presentati anche due disegni di legge per disciplinare l’esercizio della prostituzione: uno da parte dell’on. Silvana Andreina Comaroli, poi ritirato, e l’altro da parte dell’On. Massimo Bitonci (A.C. 472).

Ritorna poi uno dei cavalli di battaglia del movimento femminile politico, arenatesi la scorsa legislatura e ancora in attesa di un’attuazione normativa dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul cognome della madre: la modifica del codice civile per quanto riguarda l’attribuzione del cognome al figlio; sono al momento tre i disegni di legge sul tema presentati in entrambi i rami del Parlamento, tra cui spicca quello della presidente uscente della Camera dei Deputati Laura Boldrini (A.C. 106).

Due anche le proposte di istituire commissioni di inchiesta parlamentari che riguardano strettamente temi di genere: una prima proposta è stata presentata dall’On. Susanna Cenni che chiede l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione economica e sociale delle donne, sulle pari opportunità e sull’attuazione delle politiche di genere in Italia (A.C.508) e l’altra una commissione monocamerale sul fenomeno del “femminicidio”, presentata alla Camera dalle deputate Renate Gebhard ed Emanuela Rossini (Doc. XXII, n. 9).

Francesca Ragno

aggiornamento sui primi 4 mesi

Primi 4 mesi della XVIII Legislatura: le leggi per le donne e delle donne, dal cognome materno agli asili nido
20 luglio 2018
a cura di Francesca Ragno
Fin dai primissimi giorni della XVIII Legislatura sono state presentate centinaia di disegni e proposte di legge, ovviamente le materie sono tra le più disparate, ma non sfuggono una serie di proposte che vanno a toccare l’universo femminile sotto vari aspetti, da quello più strettamente famigliare alla dimensione pubblica della donna.
Alcuni riproducono testi già presentati nella passata legislatura e che in molti casi non avevano neanche iniziato l’esame nelle competenti Commissioni, altri argomenti di attualità.
Tra questi il tema sell’assegno divorzile. La senatrice Juliane (detta Julia) Unterberger (SVP) ha presentato il disegno di legge (S. 167) recante “Modifiche all’articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile”, mentre alla Camera l’On. Alessia Morani (Partito Democratico) mira a introdurre nel nostro ordinamento gli accordi prematrimoniali, che fanno tanto Stati Uniti.
Sempre in tema matrimoniale, ma guardando a un fenomeno che ha una dimensione più transnazionale e di tutela della persona è il disegno di legge (S. 174) della senatrice Nadia Ginnetti, (PD) riguardante le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno dei matrimoni forzati.
L’On. Francesca La Marca (Partito Democratico) ha invece presentato un disegno di legge recante “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riacquisto della cittadinanza da parte delle donne che l’hanno perduta a seguito del matrimonio con uno straniero e dei loro discendenti” (A.C. 222).
Attenzione anche alla sfera dell’educazione alla parità e alla maternità sotto molteplici aspetti, e qui è possibile trovare diverse proposte normative frutto anche dei diversi orientamenti politici: dalla tutela della partoriente, alla sicurezza del parto naturale presentato dal capogruppo della Lega, il Senatore Massimiliano Romeo (S. 545) al divieto di maternità surrogata anche all’estero da parte di cittadini italiani, all’estensione dei congedi di maternità e paternità, la previsione di voucher per i servizi all’infanzia anche per le lavoratrici autonome (S. 470 presentato dal Sen. Gaetano Nastri di Fratelli d’Italia), all’educazione genitoriale, nonché l’educazione socio-affettiva e di genere nelle scuole, agli asili nido, agli incentivi fiscali per le assunzioni femminili (Mara Carfagna, esponente di Forza Italia, A.C. 755) per arrivare alla tutela della salute della donna, con particolare attenzione a una patologia tutta femminile come l’endometriosi o ancora la proposta di dotare i locali pubblici di fasciatoi accessibili a entrambi i sessi (presentata dalla senatrice democratica Laura Garavini S. 275).
Attenzione anche a un aspetto “fiscale” che riguarda l’universo femminile e in particolare la cosiddetta “pink tax” e quindi sono state presentate delle proposte di legge per diminuire l’IVA sui prodotti per l’igiene femminile (in particolare parliamo degli assorbenti igienici) e anche sui prodotti per la prima infanzia (S 475 da parte della Senatrice Donatella Conzatti di Forza Italia).
Non mancano le proposte riguardanti la donna nella sua sfera pubblica: l’On. Antonella Incerti del PD ha presentato il disegno di legge (A.C. 375) recante una “Legge quadro per la parità tra i sessi e contro le discriminazioni di genere” e ancora norme per garantire la parità di genere nei Consigli di Amministrazione nei consorzi dei marchi di tutela europei dei prodotti tipici locali e l’On. Tiziana Ciprini (M5s) che ha presentato un disegno di legge (A.C. 522) per superare il cosiddetto “gender pay gap” vale a dire il divario retributivo tra donne e uomini
Da segnalare la proposta (A.C. 421) dell’On. Susanna Cenni (PD) recante “Norme per la parità di accesso ai mezzi di comunicazione nella campagna elettorale e istituzione dell’Agenzia per la parità, per la non discriminazione tra i generi e per la tutela della dignità della donna nell’ambito della pubblicità e della comunicazione”.
Sono stati presentati anche due disegni di legge per disciplinare l’esercizio della prostituzione: uno da parte dell’on. Silvana Andreina Comaroli, (Lega) poi ritirato e l’altro da parte dell’On. Massimo Bitonci (Lega) (A.C. 472). Si segnala sul tema, ma con aspetti che vanno a toccare la rilevanza penale il disegno di legge (S. 312) della Senatrice del Partito Democratico, Caterina Bini, sulle sanzioni penali per i clienti delle prostitute.

Ritorna poi uno dei cavalli di battaglia del movimento femminile politico, arenatesi la scorsa legislatura e ancora in attesa di un’attuazione normativa dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul cognome della madre: la modifica del codice civile per quanto riguarda l’attribuzione del cognome al figlio, sono al momento quattro i disegni di legge sul tema presentati in entrambi i rami del Parlamento, tra cui spicca quello della presidente uscente della Camera dei Deputati Laura Boldrini (LeU) (A.C. 106), a cui si affianca sempre alla Camera il disegno di legge A.C. 230 dell’On. Renate Gebhard (Misto) e i due del Senato presentati rispettivamente dalle Sen. Laura Garavini del Partito democratico (S. 170) e da Julia Unterberger del gruppo delle Autonomie (S. 286).

Sempre in attuazione di una sentenza costituzionale, quella sul diritto a conoscere le proprie origini, risulta agli atti di Camera e Senato un solo disegno di legge presentato dal Sen. Gaetano Quagliarello (Forza Italia) recante “Modifiche alla legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di reati di surrogazione di maternità e di commercio di cellule e tessuti di origine umana nonché in materia di accesso alle informazioni sulle proprie origini” (S. 66).

Due le proposte di istituire commissioni di inchiesta parlamentari che riguardano strettamente temi di genere: una prima proposta è presentata dall’On. Susanna Cenni (PD) che chiede l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione economica e sociale delle donne, sulle pari opportunità e sull’attuazione delle politiche di genere in Italia (A.C.508) e l’altra una Commissione monocamerale sul fenomeno del “femminicidio”, presentata alla Camera dalle deputate del Gruppo delle Autonomie, Renate Gebhard ed Emanuela Rossini (Doc. XXII, n. 9). La proposta di legge della Senatrice Donatella Conzatti (Forza Italia) chiede invece l’istituzione di una Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere (S 313).

Ora che da un mese è partita la macchina parlamentare si attendono le calendarizzazioni dei primi disegni di legge di provenienza parlamentare, le prossime settimane saranno utili per capire se fin da subito i lavori parlamentari focalizzeranno parte del loro lavoro anche sulle tematiche di genere.

Conferenza stampa del Forum nazionale Salviamo il Paesaggio GIOVEDÌ 1 MARZO 2018 – ORE 11.00, Istituto della Enciclopedia Italiana, Piazza della Enciclopedia Italiana 4 – Roma.

27 febbraio 2018
Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio
“Una proposta di legge per la tutela del suolo e del paesaggio italiano (ora la politica non ha più scuse)”.
GIOVEDÌ 1 MARZO 2018 – ORE 11.00, Istituto della Enciclopedia Italiana, Piazza della Enciclopedia Italiana 4 – Roma.
Intervengono: Paolo Berdini, Domenico Finiguerra, Paolo Maddalena, Manlio Lilli, Alessandro Mortarino, Michele Munafò, Riccardo Picciafuoco, Federico Sandrone.
Luca Mercalli e Paolo Pileri (video).
Il nostro Forum racconta il suo progetto normativo e le prime reazioni delle forze sociali, economiche e politiche …

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Le risposte dei Partiti alla richiesta di valutazione della nostra Proposta di Legge Popolare

Diciamocelo: non è stata una bella campagna elettorale per l’ambiente, tema che è stato affrontato dalle forze politiche in maniera insufficiente ed estremamente marginale. Il nostro Forum Salviamo il Paesaggio ha cercato di costringere i Partiti, nell’ultimo mese, a pensarci, discuterne, parlarne, indicarci orientamenti.
Ad oggi queste sono le risposte (e le non risposte) ricevute: tenetene conto quando sarete con la vostra scheda elettorale in cabina…

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La politica all’assalto dei boschi

Prima hanno “svuotato” di potere la Forestale, fin quasi a smantellarne il Corpo; con la scusa di abbinarlo ai Carabinieri gli hanno dato solo più compiti di “ecologia” (prevalentemente controlli sugli inquinamenti, sulla difesa degli animali e sulla caccia). In pratica, allontanandoli da tutti quei compiti “forestali” e di controllo dei boschi e del territorio che ne aveva caratterizzato il Corpo fin dalla sua nascita. Oggi stanno partendo all’assalto dei boschi, quei boschi che il Corpo Forestale aveva per quasi cento anni curato e fatto gestire con oculatezza per cui stanno lentamente ritrasformandosi in foreste vere da fare concorrenza a quelle europee …

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Serve un Fondo nazionale per l’ambiente

L’appello di Luca Marchesi, presidente AssoArpa e vicepresidente Snpa, sulla necessità di continuare il cammino intrapreso nella Legislatura appena conclusa con l’istituzione del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.
Una riforma che segna il passo, ma abbiamo bisogno di un sistema di controllo ambientale che sia non solo repressivo e operi come una vera e propria funzione di “controllo-qualità” nei confronti dell’intero processo di sviluppo economico di un territorio. A garanzia di tutti e nell’interesse di tutti.

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CALENDARIO APPUNTAMENTI

Per conoscere i prossimi eventi potete consultare il nostro calendario:
www.salviamoilpaesaggio.it/blog/calendario/

Post n. 5. Elezioni trasparenti ? Ci pensa OPENPOLIS

24 febbraio 2018

 

Con il  guazzabuglio creato dal nuovo sistema elettorale per il Parlamento, è  importante conoscere in anticipo i nomi delle candidate e dei canditati che troveremo sulle nostre due schede individuando  i collegi di pertinenza  uninominali e plurinominali della Camera e del Senato e non è per niente facile, soprattutto per chi abita nelle grandi città.

Da ieri è possibile, senza dover rinunciare alla protezione dei propri dati, come richiesto in altri siti, grazie all’iniziativa

A schede scoperte,  sul  sito di OPENPOLIS

 https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/?utm_campaign=coschedule&utm_source=facebook_page&utm_medium=Openpolis#!/?utm_campaign=coschedule&utm_source=facebook_page&utm_medium=Openpolis

Openpolis fornisce anche per ciascun candidato/candidata notizie su incarichi politici e incarichi e proprietà aziendali

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su Carteinregola

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su Vigna Clara Blog

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(il secondo per vedere la caccia al tesoro che senza OPENPOLIS sarebbe necessaria per capire quali schede saranno consegnate a chi abita nel XV Municipio di Roma)