Posts Tagged ‘informazione politica’

Via dalle strade di Roma i manifesti anonimi e abusivi con l’immagine della Ministra del MIUR

1 febbraio 2017

Alla Sindaca di Roma Capitale

VIRGINIA RAGGI

(virginia.raggi@comune.roma.it)

 

e   p. c.       All’ Assessora Roma Semplice

FLAVIA MARZANO

(assessoratoromasemplice@comune.roma.it)

Alla Dirigente Unità organizzativa Affissioni e Pubblicità

MONICA GIAMPAOLI

(protocollo.attivitaproduttive@pec.comune.roma.it)

Alla Responsabile Ufficio Affissioni

CINZIA PETRINI

(affissione.manifesti@comune.roma.it)

Alla Responsabile Ufficio Controlli sul Territorio e Sanzioni

ROSALBA PIRASTRU

(rosalba.pirastru@comune.roma.it)

 

 

OGGETTO: MANIFESTI ABUSIVI RAFFIGURANTI LA MINISTRA VALERIA FEDELI

 

Dal 10 gennaio 2017 lettera-a-sindaca-raggi-1feb2017,

dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli sono affissi sui muri delle strade della Capitale.

In quanto anonimi e abusivi, compito di Roma Capitale è rimuoverli o ricoprirli tempestivamente, individuare e multare i colpevoli di affissione abusiva. Anche la tipografia responsabile della stampa clandestina è suscettibile di sanzione.

Come scritto sul Corriere della Sera e ripreso dal sito dell’Assessora Marzano “… Sono anonimi  infatti i manifesti apparsi martedì mattina su molte strade del centro di Roma con la fotografia della ministra dellIstruzione Valeria Fedeli, e una didascalia poco lusinghiera...».

Ma, nonostante le immediate dichiarazioni dell’Assessora Marzano “…di provvedere urgentemente alla copertura dei manifesti abusivi…” a distanza di ben tre settimane, varie zone di Roma sono ancora tappezzate dagli stessi manifesti.

I manifesti in questione sono offensivi nei confronti di una ministra in carica, una donna che ha rivestito in precedenza con grande capacità e senso di responsabilità il ruolo prestigioso di Vicepresidente del Senato, dopo essere stata  per molti anni e con risultati apprezzati  Dirigente sindacale nazionale,  Presidente del Sindacato Europeo delle Tessili e Vice presidente del sindacato europeo dell’Industria.

Il coraggio di accettare per spirito di servizio un ministero difficile, al centro di una lunga e necessaria riforma, non è mancato alla Senatrice Valeria Fedeli, e forse proprio questo, come scrive il “Corriere della sera ”… le ha attirato addosso critiche, polemiche, e financo manifesti pubblici.

Noi Le chiediamo come Sindaca di Roma Capitale che i tutti questi manifesti offensivi, anonimi e abusivi siano rimossi dalle strade di Roma a cura degli uffici competenti.

Confidiamo in un suo sollecito e decisivo intervento e rimaniamo in attesa di una cortese risposta.

 

Roma, 1 febbraio 2017

 

 

Per l’Accordo

Daniela Carlà e Marisa Rodano

 

 

 

Sostegno all’Assessore Berdini

10 dicembre 2016

Comitati, Associazioni, Reti, Movimenti, Forum e cittadini qui sottoscritti sono convinti che se lo stadio di James Pallotta si deve costruire, questo debba essere fatto nel rispetto della legalità, senza accessori in contrasto col Piano Regolatore di Roma, in un’area libera da vincoli, sicura dal punto di vista idrogeologico e, soprattutto, con modalità rispondenti al pubblico interesse.

Crediamo fermamente che la mano pubblica debba riappropriarsi della Città, marcando con forza la discontinuità con le giunte precedenti attraverso una moratoria sul consumo di suolo, come ormai sostenuto da un’amplissima componente della popolazione, da movimenti ambientalisti, dal mondo scientifico e della cultura.

Ricordiamo che l’assessore Berdini ha promosso, sostenuto e redatto rigorose leggi contro il consumo di suolo insieme ai movimenti e come, in questi decenni, abbia sempre lavorato per un’urbanistica al servizio degli abitanti delle città, non solo di Roma, “(…) conducendo battaglie contro la cementificazione e a favore della rigenerazione urbana, con un occhio particolarmente attento ai destini delle periferie cittadine e caldeggiando piccoli ma significativi interventi in serie piuttosto che opere inutilmente sfarzose.” *

Per quanto riguarda i Media, auspichiamo un deciso cambio di rotta circa il modo di servire al pubblico notizie che si basano più sull’emozione dei lettori che sulla veridicità dei fatti creando vere e proprie post-verità (termine coniato dalla Oxford University che ben si addice a quanto propinato da decine di testate).

All’assessore Berdini va quindi il nostro massimo sostegno, consapevoli di come stia lavorando senza sosta per la Giunta e per i cittadini, per dare a Roma quello che in trent’anni non si è riuscito a realizzare e per ripristinare quanto è stato compromesso.

Una città più a misura di persona, dalla periferia al centro.

Roma, 9 Dicembre 2016

 

Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio

No Corridoio Roma Latina

Coordinamento Agro Romano Bene Comune

Salviamo Tor di Valle dal Cemento

Dolce Spiaggia

Comitato FuoriPista

Italia Nostra Litorale Romano

Respiro Verde Legalberi

Emergenza Cultura

Stop I-60

Gruppo Territorio e Ambiente (GTA) IX° Municipio

Salute Ambiente Eur

Ciampino Bene Comune

Comitato Piccolomini

Italia Nostra Castelli Romani

Difendiamo Tor di Valle

C.A.L.M.A. Coord. Ass.ni del Lazio per una Mobilità Alternativa

Giacomo Lepri, Presidente Cooperativa Agricola Coraggio

Brigate Verdi

Comitato Roma12 per i Beni Comuni

Aspettare Stanca

Comitato Villa Blanc

Viviamo Vitinia

S.I.E.P. Società Italiana di Ecologia del Paesaggio

 

Paolo Maddalena

Vittorio Emiliani

Vezio De Lucia

Tomaso Montanari

Rosanna Oliva

Fulco Pratesi

 

*Cit. Ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea S.p.A.

 

L’inganno dell’art. 39 del Disegno di Legge Costituzionale

28 novembre 2016

In breve: una norma transitoria che non modifica la Costituzione, quindi sfugge a coloro che si limitano a leggere i testi a fronte degli articoli riformati, ma contraddice quanto è previsto dal nuovo articolo 55 della Costituzione sulla promozione dell’equilibrio di genere nelle leggi elettorali per il Parlamento (addirittura falsamente presentato come introduzione del principio della parità di genere in Costituzione) e dal nuovo articolo 57 Costituzione, in cui è stato inserito, per dare un contentino a chi è contro l’elezione indiretta, l’inciso “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri.” in-breve

Testo del Disegno di legge del  12/04/2016 , pubblicato nella G.U. del 15/04/2016

 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/15/16A03075/sg,

– – – – – – –

Tre domande e tre risposte:

  1. I cittadini concorreranno ad eleggere il primo nuovo Senato?

Risposta No

  1. Ci saranno senatrici nel primo nuovo Senato? (salvo le senatrici di nomina del Presidente della Repubblica).

Risposta No

  1. Le regioni a statuto speciale voteranno per il primo nuovo Senato?

Risposta Non si capisce
La prima elezione del nuovo Senato (in realtà l’unica, perché i successivi rinnovi saranno parziali) non avverrà secondo i nuovi articoli della Costituzione, ma in base alla norma “transitoria”, prevista dall’art. 39 del ddl costituzionale, di cui non si parla nei dibattiti e ignorata anche da molti che hanno tentato di informarsi per un voto consapevole.
Una norma “transitoria” che potrebbe avere una vita lunga, in quanto  la legge elettorale ordinaria, prevista dalla Costituzione riformata, potrebbe anche non arrivare mai, come affermato dalla stessa ministra Boschi. Molti concordano perché sembra impossibile che una legge elettorale possa rispettare le disposizioni contraddittorie previste dalla riforma costituzionale e passare indenne al vaglio della Corte costituzionale.

Una norma che, oltre ad essere, come da più parti sottolineato, di difficile interpretazione, non fa menzione delle scelte dei cittadini (nuovo art. 57 della Costituzione), né si fa carico in alcun modo di promuovere l’equilibrio di genere di cui all’articolo 1 della riforma (nuovo art. 55 della Costituzione).

Da non trascurare che i sindaci e i consiglieri regionali attualmente, oltre che del PD, sono in prevalenza uomini e che   questi sono gli elettori e i candidati del nuovo Senato. (more…)

Le città metropolitane un anno dopo, analisi e resoconto di Daniela Domenici (prossimamente il commento di Aspettare stanca) )

12 ottobre 2016

12 ottobre 2016

Mi è stato chiesto, e ho accolto la richiesta con piacere, di analizzare la composizione dei consigli delle città metropolitane un anno dopo con attenzione al gender gap. Ecco i dati che ho desunto.

Iniziamo dicendo che le città metropolitane sono 14, quali siano e le loro caratteristiche lo potete leggere al link seguente

http://www.comuniverso.it/index.cfm?Citta_metropolitane&menu=560

Inizierei dalla città metropolitana di Torino che ha eletto il proprio consiglio l’altro ieri e che è composto da 6 consigliere su 18.

Quella di Bologna lo ha eletto lo scorso 9 ottobre e anche qui troviamo 6 consigliere su 18.

Nella città metropolitana di Genova ci sono 4 consigliere su 18.

Reggio Calabria detiene, purtroppo, il record negativo tra le 14: i consiglieri sono stati eletti lo scorso 8 agosto e c’è 1 sola consigliera su 18, la vice sindaca di Caulonia Caterina Belcastro.

Nella città metropolitana di Bari ci sono solo 2 consigliere su 18.

Nella città metropolitana di Venezia ci sono 3 consigliere su 18.

Il consiglio della città metropolitana di Firenze ha 5 consigliere su 18.

Il consiglio della città metropolitana di Milano detiene, invece, il record positivo: è stato rieletto lo scorso 9 ottobre e ci sono 8 consigliere su 24.

Nel consiglio della città metropolitana di Roma ci sono 6 consigliere su 24.

Nella città metropolitana di Napoli ci sono 4 consigliere su 24. (more…)

Elezioni Città metropolitane: i risultati

11 ottobre 2016

Il 9 ottobre si è votato a Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna e nella provincia di Barletta Andria Trani. Elezioni di secondo livello, gli amministrati non informati, scelte delegate ai consiglieri comunali. Salta all’occhio la scarsa presenza delle donne nei nuovi cnsigli.Dove non c’è democrazia le donne spariscono. A breve contiamo di pubblicare i dati di genere e ulteriori considerazioni.

(Regioni.it 3025 – 11/10/2016) Si sono svolte il 9 ottobre le elezioni per il rinnovo dei Consigli delle Città Metropolitane di Torino, Roma, Milano, Bologna e Napoli.

Il Consiglio metropolitano è l’organo di indirizzo, programmazione e controllo politico-amministrativo della Città metropolitana. Dura in carica cinque anni, a meno che non intervenga nel frattempo il rinnovo del consiglio del comune capoluogo. E’ eletto a suffragio ristretto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni della città metropolitana. Sono eleggibili a consigliere metropolitano i sindaci e i consiglieri comunali in carica.

A Torino con la proclamazione avvenuta nella prima mattinata di lunedì 10 ottobre a palazzo Cisterna, le operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio della Città metropolitana di Torino, presieduto da Chiara Appendino ha registrato come percentuale di voto finale (i seggi si sono chiusi domenica sera alle 23) si è attestata al 64.25%, di poco inferiore a quanto registrato nelle elezioni del 2015, mentre è cresciuto il peso del voto ponderato per l’affluenza ai seggi di più amministratori di città e centri medio grandi del territorio.

Sono andati 8 seggi alla lista di centrosinistra “Città di Città” che vede eletti Alberto Avetta (il più votato in assoluto) sindaco di Cossano Canavese, Vincenzo Barrea consigliere comunale di Borgaro Torinese, i consiglieri comunali di Torino Monica Canalis, Maria Grazia Grippo, Silvio Magliano, Roberto Montà sindaco di Grugliasco, Mauro Carena sindaco di Villardora e Maurizio Piazza sindaco di Beinasco.

Al Movimento 5Stelle sono andati 7 seggi: risultano eletti consiglieri metropolitani Dimitri De Vita (il più votato della sua lista) consigliere comunale a Rosta, Marco Marocco consigliere comunale a Chivasso, Barbara Azzarà consigliera comunale a Torino, Carlotta Trevisan consigliera comunale a Rivoli, Elisa Pirro consigliera comunale ad Orbassano, Anna Merlin consigliera comunale a Cumiana e Antonino Iaria consigliere comunale a Torino.

Alla lista di centrodestra Civica per il territorio sono andati 3 seggi: risultano eletti consiglieri metropolitani Paolo Ruzzola sindaco di Buttigliera Alta, Antonio Catello sindaco di Pianezza e Mauro Fava consigliere comunale a Cuorgnè.

Anche a Milano si è votato per il Consiglio della Città metropolitana (cfr. Statuto.). Ne fanno parte il Sindaco metropolitano e ventiquattro consiglieri. Dei 2.025 sindaci e consiglieri comunali aventi diritto, ha votato il 74,6%. Questi i consiglieri eletti:

– Lista Milano metropolitana – Mezzi Pietro, Vassallo Francesco, Censi Arianna Maria, Maviglia Roberto, Mantoan Giorgio, Bocci Paola, Buscemi Elena, Ceccarelli Bruno, Agogliati Barbara, Uguccioni Beatrice Luigia Elena, D’Alfonso Franco Maria Antonio, Trezzi Siria, Palestra Michela, Del Ben Daniele

– La città dei Comuni – lista civica – Braga Alessandro

– Insieme per la Città Metropolitana – Bellomo Vito, Cocucci Vera Fiammetta Silvana Solange, Di Lauro Angelo Antonio, Musella Graziano, Ballarini Marco, Guidi Luciano

– Lega Nord – Lega Lombarda Salvini – Bastoni Massimiliano, Cucchi Raffaele

– Movimento 5Stelle.It – Carrettoni Marco

Concluse anche a Bologna le elezioni del Consiglio metropolitano che si sono svolte domenica 9 ottobre. L’affluenza è stata dell’80,9%. L’ufficio elettorale della Città metropolitana procederà ora ai riconteggi e alle verifiche di rito e proclamerà ufficialmente gli eletti nella serata di lunedì 10 ottobre. Tra i 18 neo consiglieri metropolitani ci sono:12 uomini e 6 donne, 7 sindaci e 11 consiglieri comunali (di cui 5 del comune capoluogo), 8 consiglieri uscenti rieletti (Ruscigno, Santi Casali, Monesi, Ferri, Manca, Gnudi, Tinti per il Pd ed Evangelisti per Uniti per l’Alternativa). L’età media è di 48 anni.

Questi i 18 consiglieri che entreranno a far parte dell’assemblea di Palazzo Malvezzi:

– Rete Civica, alla quale spettano 2 seggi: Alessandro Santoni e Lorenzo Mengoli;

– Partito Democratico, al quale spettano 13 seggi: Giampiero Veronesi, Raffaele Persiano, Daniele Ruscigno, Raffaella Santi Casali, Luca Lelli, Elisabetta Scalambra, Marco Monesi, Francesco Errani, Simona Lembi, Mariaraffaella Ferri, Daniele Manca, Massimo Gnudi, Fausto Tinti;

– Movimento 5 Stelle, al quale spetta 1 seggio: Paolo Rainone;

– Uniti per l’alternativa, al quale spettano 2 seggi: Marta Evangelisti e Erika Seta.

Nello scorso Consiglio metropolitano il Pd aveva 12 seggi, Uniti per l’Alternativa 3, Sinistra per i beni comuni 1, Rete civica 1, Movimento cinque Stelle 1.

Al via anche il nuovo Consiglio della Città metropolitana di Roma Capitale. Ai seggi di via IV Novembre, si sono recati 1.372 votanti su 1.674, per un’affluenza dell’81,95%. L’Aula del consiglio sarà frammentata in tre blocchi: 9 consiglieri su 24 per il Movimento Cinque Stelle, 8 per il centrosinistra e 7 per il centrodestra.

Questi i Consiglieri eletti

– Movimento 5 Stelle, 9 seggi: De Vito Marcello, Ferrara Paolo, Fucci Fabio, Catini Maria Agnese, Guerrini Gemma, Zotta Teresa Maria, Colizza Carlo, Casto Angelo, Manunta Matteo.

– Le città della metropoli, 8 seggi: Ascani Federico, Pascucci Alessio, Baglio Valeria, Borelli Massimiliano, Gabbarini Flavio, Califano Michela, Sanna Pierluigi, Celli Svetlana

– Territorio protagonista, 7 seggi.:Silvestroni Marco, Giordani Massimiliano, Libanori Giovanni, Ghera, Fabrizio, Priori Alessandro, Cacciotti Mario, Volpi Andrea

Anche a Napoli, sono stati proclamati i 24 eletti al Consiglio metropolitano. (more…)

Consultazione pubblica dal 16 LUGLIO al 31 AGOSTO del piano d’azione dell’OPEN GOVERNMENT

22 luglio 2016

 

DAL 16 LUGLIO AL 31 AGOSTO  vedi link http://open.gov.it/partecipa/consultazioni-attive/consultazione-terzo-nap/http://open.gov.it/partecipa/consultazioni-attive/consultazione-terzo-nap/

è consultabile il piano d’azione dell’Open Government Italiano.

Sono 99 pagine e nonostante le ferie richiederebbero i nostri commenti per la trasparenza(FOIA), partecipazione e per le azioni riguardanti Roma (Roma collabora e Agenda trasparenza).

Le azioni riguardano

Da: mobilitiamoci@mobilitiamoci.org [mailto:mobilitiamoci@mobilitiamoci.org]
Inviato: giovedì 21 luglio 2016 17:17

Domenica 19 Giugno si voterà per i ballottaggi in 125 città

9 giugno 2016

 

Dal Blog di Daniela Domenici vedi in

Ballottaggi del 19 giugno: 125 comuni al voto, 20 capoluoghi

Si vota di nuovo in 125 città, tra cui sei capoluoghi di regione: Roma, Torino, Napoli, Milano, Bologna, Trieste.

Si voterà anche in altri 14 capoluoghi di provincia: Benevento, Brindisi, Carbonia, Caserta, Crotone, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Savona e Varese.

Tra i Comuni al ballottaggio figurano anche 5 piccoli centri con meno di 15 mila abitanti: Narzole, (Cuneo), Ardenno (Sondrio), Casina (Reggio Emilia), Civita D’antino e Ortucchio (L’Aquila), poichè l’esito del primo turno ha decretato il pareggio tra i candidati a sindaco.

Se un eventuale pareggio dovesse ripetersi anche il 19 giugno, a norma di legge verrebbe eletto il candidato più anziano.

Tra le province con il maggior numero di Comuni al ballottaggio vi sono: Torino (Alpignano, Carmagnola, Cirié, Nichelino, Pinerolo, San Mauro Torinese), Milano (Corbetta, Nerviano, Peschiera Borromeo, Pioltello, Rho, San Giuliano Milanese), Roma (Anguillara Sabazia, Bracciano, Genzano, Marino, Mentana, Nettuno, Rocca di Papa), Napoli (Casoria, Castellammare di Stabia, Frattaminore, Gragnano, Poggiomarino, Vico Equense, Volla).

Nel Friuli Venezia Giulia andranno al ballottaggio: Trieste, Pordenone, Cordenons e San Vito al Tagliamento. In Sicilia torneranno a sfidarsi al secondo turno i candidati di: Canicattì, Favara e Porto Empedocle (in provincia di Agrigento), Caltagirone, Giarre (Catania), Vittoria (Ragusa), Lentini e Noto (Siracusa) e Alcamo (Trapani).

A breve su Comuniverso pubblicheremo i dati dei nuovi Sindaci eletti….

http://www.comuniverso.it

…e io inizierò la mia ormai nota analisi delle Sindache elette.

Articoli collegati

2015

Le 7 neo Sindache italiane elette al ballottaggio del 9/10 giugno, resoconto di Daniela Domenici

In “donne sindache e donne leaders”

Le 27 Sindache uscenti in Lombardia alle prossime amministrative, ultimo resoconto di Daniela Domenici

In “donne sindache e donne leaders”

2013

Le nuove Sindache elette il 26 e 27 maggio 2013, resoconto di Daniela Domenici

In “donne sindache e donne leaders”

Categoria : donne sindache e donne leaders

CambieRAI in peggio? La consultazione del MISE parte male – e non solo perché mancano le donne

14 aprile 2016

COMUNICATO STAMPA RAI – 13 apr 2016 (4)RAI per consultazione pubblica 12 apr 2016 (4)

 

COMUNICATO STAMPA Milano, 14.04.2016

 

La consultazione del MISE parte male – e non solo perché mancano le donne

DonneinQuota chiede un tavolo sulle questioni di genere

 

La consultazione del MISE parte male, denuncia Donatella Martini, presidente di DonneinQuota, che segnala: “Il 12 aprile il Mise, nella persona del sottosegretario Giacomelli ha convocato a Roma una consultazione definita pubblica, in vista del rinnovo della convenzione Stato- RAI già in scadenza a maggio e prorogata ad Ottobre.

 

160 persone, in rappresentanza di 62 associazioni, 20 enti pubblici e istituzioni, 11 centri studi e think tank,   hanno lavorato suddivise in 16 tavoli tematici ma mancavano le associazione di donne che lavorano da anni contro il sessismo nei media e a favore della par condicio di genere, come anche Rete per la Parità e Aspettare stanca.”

 

“Chiediamo quindi – dichiara la presidente di DonneinQuota- che, all’interno della consultazione, si apra un apposito tavolo con le associazioni delle donne e la partecipazione del Dipartimento Pari Opportunità, prima della diffusione dei risultati del think tank del 12 aprile, utilizzando come documento iniziale le proposte contenute nella lettera sopracitata, che alleghiamo al presente comunicato.”

 

Aggiunge Donatella Martini “L’ esclusione nella fase di avvio della consultazione è una grave e ingiustificabile omissione, perché ha cancellato i risultati degli ultimi 6 anni di interlocuzione con i precedenti governi  su questi temi, che hanno portato all’inserimento nel Contratto di Servizio 2010-2012, tuttora vigente, di 13 emendamenti sull’immagine della donna e anche perché non si è ritenuto di utilizzare almeno in parte la bozza di Contratto 2013-2015, che pur aveva completato il suo iter fino all’ approvazione, alla cui stesura abbiamo collaborato e che riteniamo la più avanzata dal punto di genere della storia della Rai.

Sono stati consultati organismi individuati con criteri ignoti e attraverso un think tank in stile Leopolda, con modalità non trasparenti, e confusi  che sono state criticate anche da alcuni partecipanti. Non è stata fornita nessuna risposta alla nostra richiesta del 16 marzo, più volte sollecitata e ribadita con la lettera inviata l’11 aprile scorso con le nostre proposte per una nuova Rai,  di poter partecipare – come in passato –  alla consultazione.

Viceversa studenti, disabili, consumatori, minori, sportivi e tanti altri sono stati chiamati a rappresentare la società, anche attraverso più associazioni di settore per ogni categoria.

Se questa fosse la nuova Rai voluta dal Governo, sarebbe un grave passo indietro, da collegare ad altre decisioni come quella della mancata nomina di una Ministra delle Pari Opportunità.

Un trend negativo, caratterizzato anche dall’insoddisfacente presenza delle donne nei mass media,  in contrasto con  i suggerimenti, basati anche su dati statistici nazionali e internazionali che dovrebbero portare l’Italia ad affrontare con determinazione le questioni legate alla condizione delle donne,  per ottenere vantaggi non solo per le donne ma anche per l’economia e per il futuro del Paese.”

 

Ufficio stampa  cell. 3356161043 info@donneinquota.org

 

Rimpasto: un passo indietro per le Pari Opportunità, anzi più di uno.

29 gennaio 2016

Crescono i numeri, ma le donne diminuiscono.

Sono stati nominati 9 uomini e 4 donne.
Il Governo Renzi fa perdere ogni speranza di avere una ministra per le Pari Opportunità.
L’attenzione dedicata nel discorso di auguri dal Presidente della Repubblica alla situazione delle donne non ha portato a nessun risultato.
Si rottamano le donne e i loro diritti.
Se davvero, come annunciato dai mass media, sarà conferita la delega alla famiglia al neoministro agli Affari regionali (per la verità la certezza l’avremo solo dopo che domani alle 19, il nuovo Ministro avrà giurato al Quirinale), l’attenzione si sposterà sulla famiglia, e le donne, già penalizzate con la mancata nomina della Ministra alle Pari Opportunità, sarebbero ancora maggiormente oscurate, come è prassi in tutti i paesi più retrogradi.
Anni fa facemmo uno studio sul lessico dei politici e risaltava con grande evidenza che nei paesi dove l’attenzione è alla famiglia, le donne sono oppresse.
E, se guardiamo ai numeri, confermato l’addio al Governo 50&50,dopo le dimissioni un anno fa di quella agli Affari regionali e l’importante Dicastero degli Affari Esteri, già assegnato a una donna, passato ad un uomo.
Da domani i ministri saranno di nuovo 16, ma solo 6 le donne
Per non parlare delle viceministre e delle sottosegretarie, che già nella prima composizione e nell’attuale non rispettavano il 50&50,
Crescono le preoccupazioni anche per i nuovi equilibri all’interno della maggioranza, che influiranno sulle politiche di governo nel futuro. Le nomine fatte oggi dal Consiglio dei ministri, oltre ad intervenire su incarichi vacanti da tempo, rappresentano un notevole rafforzamento nel Governo dell’area più moderata (NCD Area Popolare e Scelta Civica) oltre al premio a chi ha lasciato un gruppo dell’opposizione.
Prove tecniche, dopo quelle della spartizione delle presidenze e vicepresidenze della Commissioni in Senato, per evitare problemi col voto sulla legge Cirinnà.
Per tutelare, giustamente, i diritti delle coppie omosessuali, dispiace l’alto prezzo che prefigura un arretramento inaccettabile su conquiste costate anni di rivendicazioni, e toglie le speranze che in tempi brevi, o almeno accettabili, si possano eliminare discriminazioni come quelle dell’obbligo del cognome paterno (che ha portato alla condanna dell’Italia a Strasburgo), o situazioni di svantaggio economico (donne sottooccupate e sottopagate), che arrecano danni all’economia e influiscono sulla denatalità.

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Questi sono i nuovi incarichi, come resi noti dal sito del governo: (more…)

Tra Stabilità e Festività l’elezione (finora mancata) di tre giudici della Corte Costituzionale. 50 associazioni a Parlamento: eleggete tre donne

11 dicembre 2015

Tre donne nella Corte Costituzionale per uscire da un ritardo inaccettabile, è la richiesta dell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia paritaria, ripresa dalle due agenzie allegate.

ADNKRONOS Comunicato Donne alla Consulta 2015 (2) ANSA Comunicato Donne alla Consulta 2015 (2)

Non ancora battuto il record dei 623 giorni impiegati, tra il 1995 e il 1997, per sostituire Vincenzo Caianiello con Annibale Marini. Chissà se basteranno 535 giorni perché il Parlamento riesca finalmente a eleggere i tre giudici della Corte Costituzionale mancanti. Tanti ne saranno trascorsi lunedì, quando le Camere torneranno a riunirsi in seduta comune, dopo che le precedenti si sono concluse senza esito. Il risultato è che la Corte è costretta a lavorare a ranghi incompleti dalla fine di giugno dello scorso anno: all’epoca terminarono il loro mandato Luigi Mazzella e Gaetano Silvestri, seguiti a novembre da Giuseppe Tesauro, Sabino Cassese e Paolo Maria Napolitano e, a inizio anno, da Sergio Mattarella, eletto a gennaio presidente della Repubblica.
Sei giudici scaduti, sostituiti solo da tre, grazie alla nomina parlamentare di Silvana Sciarra e alle designazioni di Daria de Pretis e Nicolò Zanon da parte dell’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano. Mancano tre giudici, con tutte le ovvie e gravi conseguenze sul funzionamento del supremo organo di garanzia costituzionale. Tra i partiti, però, non si trova un accordo e senza un’ampia convergenza non ci sono margini per raggiungere il quorum dei tre quinti necessario.
Il Presidente della Repubblica e quelli delle Camere, e lo stesso Presidente della Consulta, hanno espresso preoccupazioni per un ritardo che rischia di compromettere il funzionamento della Corte. È vero che, negli ultimi anni, i ritardi sono stati frequenti, e i tempi si sono spesso dilatati, così come, nel 1991, il ritardo di un anno, da parte del Parlamento, giustificò l’intervento del presidente della Repubblica Cossiga: in un messaggio alle Camere minacciò, di fatto, lo scioglimento. Scioglimento che alcuni costituzionalisti non escludono possa intervenire.
La ripresa del voto per i giudici costituzionali a Camere riunite è fissata per lunedì 14 dicembre, alle 15. Il 23, anti vigilia di Natale, le vacanze. Niente sedute ad oltranza per quest’anno?. (more…)