Posts Tagged ‘Elezioni regionali 2013’

A proposito della scheda con la quale voteremmo il nuovo Senato

30 novembre 2016

Sventolare la scheda in tv è stato un atto avventato, ma molte persone non lo sanno. Se il referendum confermerà la riforma, la scheda mostrata in TV dal Presidente del Consiglio e Segretario nazionale del Partito democratico potrà (eventualmente), essere utilizzata solo dopo il 2020 e a queste condizioni:

  1. Si dovrebbe riuscire a inserire l’uso della scheda in una legge elettorale per il Senato, che passi preventivamente al vaglio della Corte costituzionale, sempre che il Parlamento riesca a scriverne una che rispetti le numerose e in parte incoerenti nuove e vecchie disposizioni costituzionali.
  2. L’elezione dei nuovi senatori da parte dei Consigli regionali e della Provincia autonoma di Trento sia indetta in concomitanza con il rinnovo dei Consigli, in modo che, i cittadini, oltre a votare presidenti di regione e consiglieri, esprimano le proprie scelte anche su quali consiglieri debbano essere eletti senatori dai Consigli.
  1. I singoli consiglieri votino effettivamente, nel segreto dell’urna i nuovi senatori “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi”. [1]

In realtà, premesso che la scadenza naturale dell’attuale Parlamentoe è a febbraio 2018, salvo non si voglia (e si possa) imporre per quella data  lo scioglimento anticipato di tutti i Consigli regionali, compresi i 14 che dovrebbero durare fino al 2019/2020,  bisogna tenere presente che  l’unica regione a scadenza naturale nell’autunno 2017 è la Sicilia (tra l’altro a statuto speciale e quindi impantanata  nel noto  rebus, ancora non sciolto sulla partecipazione all’elezione del nuovo Senato da parte delle regioni a statuto speciale )  e altre 5 scadranno  a Primavera/ autunno 2018. [2]

Avremmo elettori ed elettrici che, parteciperanno al voto del nuovo Senato e altri no? Che fine farebbe il voto personale ed eguale, libero e segreto dell’articolo 48 della Costituzione?[3] (more…)

Legge elettorale in Sardegna: i primi risultati della legge nazionale Maturani e delle pronunce del Consiglio di Stato

7 febbraio 2016

leggiamo e diffondiamo:

Legge elettorale in Sardegna, ecco la proposta del Pd
Doppia preferenza di genere e tre soglie di sbarramento
Autore: Redazione Casteddu Online il 05/02/2016 17:20
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Doppia preferenza di genere e composizioni paritaria delle liste elettorali, insieme con l’introduzione di una serie di norme che pongono fine ai dubbi interpretativi sugli sbarramenti e l’assegnazione dei seggi, anche alla luce dei recenti pronunciamenti del Consiglio di Stato. Sono i punti cardine della proposta di legge presentata dai consiglieri del gruppo Pd, Franco Sabatini, Daniela Forma e Rossella Pinna, per la modifica della legge elettorale statutaria della Sardegna.

I sette articoli di cui si compone il testo introducono la parità della rappresentanza di genere nelle liste e si chiarisce che, qualora il numero dei componenti la lista sia dispari un genere non può essere rappresentato in numero maggiore di una unità (esempio: una lista di cinque candidati potrà essere formata da tre di genere maschile o femminile e di genere femminile o maschile).

L’elettore potrà esprimere una o due preferenze e se opta per la seconda ipotesi deve votare un candidato di genere maschile e uno di genere femminile. Qualora dovesse esprimere due preferenze per candidati dello stesso genere, vale il voto alla lista e la preferenza al primo candidato mentre si deve considerare nulla la seconda preferenza.

Si introduce inoltre la soglia di sbarramento al 3% per le liste all’interno delle coalizioni, queste ultime che per partecipare all’attribuzione dei seggi devono superare la soglia del 10%: Resta fermo lo sbarramento al 5% per le liste non coalizzate ma la novità riguarda la possibilità di accedere alla ripartizione dei seggi per quelle liste che ottengono il 5% dei voti anche se all’interno di una coalizione che non supera il 10%.

Alla luce del recente pronunciamento del Consiglio di Stato nella proposta di legge si precisa che sono considerati resti i voti delle liste che non hanno conseguito seggi a quoziente pieno.

«Ci proponiamo – hanno dichiarato i primi firmatari Sabatini e Forma – di garantire la rappresentanza paritaria delle donne nella competizione elettorale e favorirne la rappresentanza nel Consiglio regionale con l’introduzione della doppia preferenza che ha registrato positivi risultati negli Enti locali; vogliamo inoltre scongiurare i dubbi interpretativi alla legge elettorale regionale, che sono tali da provocare ricorsi e pronunciamenti dei giudici, a distanza di due anni dalle ultime elezioni».
– See more at: http://www.castedduonline.it/sardegna/campidano/32177/legge-elettorale-ecco-la-proposta-del-pd.html#sthash.C647O5Pq.dpuf (more…)

Abuso d’ufficio in Parlamento e nei Consigli regionali? Invitiamo parlamentari e consiglieri regionali a riflettere.

23 dicembre 2014

Art. 323 Codice Penale:“… il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.”
Qualche dubbio è stato sollevato circa la possibilità di estendere ai parlamentari lo statuto penale della pubblica amministrazione, ma autorevoli giuristi la sostengono.  Leggi la voce dell’Enciclopedia Treccani in I pubblici ufficiali
L’ipotesi che alcuni comportamenti possano configurare il reato di abuso d’ufficio (che ha sostituito il vecchio interesse privato in atti d’ufficio), forse potrebbe essere la scossa utile per provocare un cambio di passo, per indurre parlamentari e consiglieri regionali, magari non tutti, ma tante e tanti,  ad evitare in futuro     ( l’Anno Nuovo è un’ottima occasione per buoni propositi) comportamenti penalmente rilevanti e in contrasto con la Costituzione, quella Costituzione che sono tenuti a rispettare, come tutti i cittadini, in base all’art. 54 della Costituzione.
Sono molte le leggi ad personam approvate nelle ultime Legislature dal Parlamento nazionale e da quelli regionali e non soltanto quelle dell’era Berlusconiana, rimaste comunque pressoché intatte.
Così come molti sono i casi di voti ad personam che hanno caratterizzato la mancata approvazione di norme che intaccherebbero  il potere dei loro componenti da parte del parlamento nazionale e dei parlamentini regionali, .
Decisioni di una maggioranza trasversale, molte volte nascosta sotto il voto segreto, assunte da parlamentari e consiglieri regionali attaccati alle loro poltrone (altamente remunerative in vari sensi), per ottenere o mantenere privilegi e non avere preoccupazioni per il loro futuro,.
Una maggioranza trasversale consapevole che il Paese non ha anticorpi, reagisce fiaccamente, al massimo non vota, lasciando decidere ai peggiori: è ormai definitivamente tramontata “la virtù dell’indignazione”, di cui parlava negli ultimi anni dell’Ottocento, in un’Italia unita da poco, Francesco De Sanctis nel libretto Un viaggio elettorale, dedicato da un letterato prestato alla politica all’esperienza in quello che sarebbe diventato il feudo del democristiano Ciriaco de Mita.

http://www.ibs.it/code/9788836812714/de-sanctis-francesco/viaggio-elettorale.html?gclid=CMzv5v-S1cICFefMtAodbx4A7Q http://www.interruzioni.com/viaggioelettorale.htm

Per approfondire:
Leggi ad personam o voti  ad personam

In Parlamento

Un piccolo, recente esempio, ancora non concluso, che non è arrivato a colpire l’opinione pubblica come meriterebbe, è quello che riguarda il divieto dei doppi incarichi, al quale gli Ordini professionali tentano di opporsi.
CORPORAZIONI SENZA TRASPARENZA: ONOREVOLE, AGLI ORDINI (Emiliano Fittipaldi) 20 dicembre 2014
Avvocati, medici e infermieri contro Cantone. Che vuole eliminare i doppi incarichi. Ma senatori Pd, Ncd e Fi si alleano per fermarlo.

CORPORAZIONI SENZA TRASPARENZA (more…)

Risultati regionali, riforme e appuntamenti

27 novembre 2014

 

Elezioni regionali in Calabria e Emilia Romagna
La Calabria passa da zero a una consigliera, si arriva a quasi il 25% di elette in Emilia Romagna, ma tutte in due sole liste: Pd e M5S, che nel 2010 aveva eletto solo uomini. Nessuna donna con la Lega  Forza Italia, Fratelli d’Italia, Sel e l’altra Emilia Romagna (ex Tsipras). I nuovi  consigli regionali non brillano certo  per parità dei sessi.
In Calabria forse ce la farà anche la candidata presidente del centrodestra, Wanda Ferro, ma dipenderà dall’interpretazione della legge elettorale regionale.
Da leggere l’analisi dei risultati da un punto di vista di genere di Marco Laudonio Elezioni regionali in Calabria e Emilia Romagna

nell’articolo Alisa Del Re, direttrice del Centro Interdipartimentale di Ricerca di Studi sulle politiche di Genere dell’Università di Padova, legge il dato partendo dalla normativa.

 Riforme

Riforma elettorale. Si sono concluse le audizioni in Prima Commissione Senato (tutti uomini).

Riforma del Senato, in aula alla Camera  il 10 dicembre

Job’s Act Riforma del lavoro: il Jobs Act approvato  alla Camera. Ora si attende il sì del Senato.
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_16982.asp

Appuntamenti

Martedì 2 dicembre 13,30 – 15,00, presso il Caffè Fandango, via dei Prefetti a Roma, l’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria prosegue gli incontri con le parlamentari di tutti gli schieramenti in materia di legge elettorale.

Mercoledì 3 dicembre 15,00 17.30 Accordo seminario Democrazia paritaria e pari opportunità: norme, esperienza e confronto con Paesi Europei in Roma, sala del Parlamento Europeo,
via IV Novembre n. 149

Giovedì 4 dicembre  Ore 19 Mostra di Enrico De Santis MamAfrica african women il 4 dicembre 2014 ore 19.00 Accademia Belle Arti d’Egitto Via Omero n°4 ROMA

L’ inaugurazione della mostra  sarà aperta dal concerto dell’orchestra CAIRO OPERA HOUSE.e dalla proiezione del film AFRICAN WOMEN.

Enrico De Santis

Venerdì 5 dicembre , ore 9 Roma Parlamento Europeo via IV novembre STATI GENERALI DELLE DONNE L’ITALIA CONTINUA A NON ESSERE UN PAESE PER DONNE contributi_stati_generali

 

Articolo di Antonella Anselmo su l’Unità del 31 marzo, lo spunto le nomine nel cda ENI

1 aprile 2013

Donne e manager. La leva dell’economia

Può “misurarsi” lo stato di salute di una democrazia? Con le donne è possibile. Una maggiore presenza di donne nei luoghi decisionali della politica e dell’economia rende più vicino l’obiettivo della parità democratica, intesa come eguale distribuzione dei poteri tra donne e uomini. La conferma è data dall’attuale configurazione del Parlamento e delle Giunte Regionali della Lombardia e del Lazio nonché dal processo di rinnovo dei Consigli di amministrazione delle società quotate e di quelle in mano pubblica. E che su questo tema anche i numeri contino lo scriveva nel 1988 Drude Dahlerup fondando la teoria della massa critica: occorre una data soglia numerica entro gli organismi politici ed economici affinchè la componente femminile possa incidere sui processi decisionali e contribuire ad una rappresentanza, come donne e per le donne, in senso sostanziale. Ovviamente la Dahlerup pensava a donne consapevoli, competenti e soprattutto indipendenti: in altre parole pensava all’empowerment. Alla Conferenza Mondiale ONU tenutasi a Pechino nel 1995 la massa critica e le azioni positive, intese come misure specifiche di promozione e sostegno, vengono individuate come strategie verso la parità democratica e l’eguaglianza di genere, modello di riforme in tutto il mondo. La consapevolezza, a quel punto, è che bisogna superare le barriere costituite da reti informali e da strutture plurimillenarie di dominio maschile che impediscono alle donne di partecipare alla pari alla vita economica, politica e sociale. La prospettiva allora non può che essere trasversale e di sistema. L’Europa, che soffre di un certo complesso di democraticità nella propria governance, sancisce tali principi inserendoli nella Carta dei Diritti Fondamentali e attraverso la giurisprudenza della Corte di Giustizia individua nella presenza di un genere al di sotto del 50% un problema di sottorappresentanza. All’interno delle Istituzioni Europee si avvia negli ultimi anni un convinto processo di riequilibrio anche nelle posizioni strategiche.
In Italia, nel 2003 le riforme degli artt. 51 e 117 della Costituzione rendono legittime le azioni positive, accelerando il processo di democratizzazione nei settori pubblici e privati. Varie sono le strategie per il riequilibrio, a seconda degli ambiti di intervento. Tra queste, il meccanismo elettorale della doppia preferenza di genere, che nasce dall’ esperienza della legislazione regionale campana, con il via libera della Consulta, fino a confluire nella recente legge 215/2012 sull’elezione dei consigli comunali. Le prossime elezioni amministrative saranno il primo banco di prova della riforma: (more…)

Giunta paritaria nella Regione in Lombardia, Giunta con sei donne nel Lazio

20 marzo 2013

Il 19 Marzo 2013, si è insediata la Giunta relativa alla X Legislatura di Regione Lombardia,per la prima volta ci sarà una Giunta PARITARIA, con un numero pari di uomini e donne.
Un risultato politico, raggiunto grazie a una battaglia di varie associazioni di donne in via giudiziaria, iniziata in Lombardia nell’ormai lontano Giugno 2010, proseguita anche in altre regioni e in particolare nel Lazio contro Giunte monogenere o con scarsa presenza di donne.
Oggi, 20 marzo, anche la Regione Lazio ha la sua Giunta: nessun consigliere e ben sei donne, tra cui Lidia Ravera alla cultura.
Ecco quanto ha dichiarato a questo proposito il presidente Zingaretti:
«Un motivo in più di orgoglio è la forte presenza femminile nella Giunta. Siamo andati oltre la logica del 50%, facendo della Giunta del Lazio quella con la maggiore rappresentanza femminile tra le Regioni italiane. Voglio sottolineare che non si tratta di una scelta di facciata, ma del risultato dei grandi cambiamenti in atto nella nostra società e del ruolo che, con coraggio e fatica, stanno finalmente conquistando le donne anche nel nostro Paese. Era ora che anche la politica se ne accorgesse». Zingaretti ha concluso: «Ora ci aspetta un lavoro molto difficile, vista la situazione dell’ amministrazione che troviamo e dell’intera regione. Ma sono sicuro nella capacità delle persone che abbiamo scelto, che insieme alle qualità e competenze dei consiglieri di maggioranza faranno ripartire davvero il Lazio».
Si potrebbe aggiungere che quella donna in più rappresenta il dovuto risarcimento per le poche consigliere elette.

http://www.unita.it/italia/regione-lazio-zingaretti-br-giunta-rosa-e-competente-1.490219

Lettera aperta alle candidate e candidati nei consigli regionali per l’adesione alla Carta europea per la Parità

19 febbraio 2013

ASPETTARE STANCA
Associazione di promozione sociale
per la presenza qualificata delle donne in politica

LETTERA APERTA
Alle candidate/i nei Consigli regionali di tutti gli schieramenti
delle Regioni Lazio, Lombardia e Molise

Lo scorso gennaio, come in altre tornate elettorali, ci siamo rivolte alle candidate e candidati president@ regionali per chiedere l’impegno a porre in essere ogni iniziativa utile a far aderire la propria Regione alla Carta Europea per l’Uguaglianza tra Donne e Uomini a Livello Locale, approvata il 12 maggio 2006 dal Consiglio delle Regioni e dei Comuni d’Europa (CCRE).
L’intero doc in
http://www.ccre.org/docs/charte_egalite_it.doc)

La sintesi in
https://aspettarestanca.files.wordpress.com/2013/02/sintesi-carta-europea.pdf

Poiché anche il vostro personale impegno sarà importante per raggiungere tale obiettivo, confidiamo nella vostra disponibilità ed interesse e rimaniamo in attesa di una vostra conferma al nostro indirizzo di posta elettronica info@aspettarestanca.it, per consentirci di darne comunicazione sul sito e attraverso le nostre mailing list, nonché in ogni iniziativa pubblica durante la campagna elettorale. (more…)

Proposte

11 gennaio 2013

Pubblichiamo con un certo ritardo la lettera inviata da AFFI & Power Gender. Tra i 10 nominativi segnalati si trovano donne ora  candidate dal  PD in buona posizione e altre che potrebbero portare un notevole contributo  o come candidate alle regionali o con incarichi.

Ci piace evidenziare che nell’elenco è compresa anche Agnese Canevari, Segretaria- tesoriera di Aspettare stanca.

Roma , 4 gennaio 2012

Alla cortese attenzione di :

Pierluigi Bersani          Segretario Partito Democratico

Maurizio Migliavacca   Responsabile Organizzazione PD

Roberta Agostini          Responsabile Conferenza donne PD

Riccardo Nencini        Segretario Partito Socialista Italiano

Rita Cinti Luciani         Dipartimento Pari Opportunità PSI

Nichi Vendola                 Presidente di Sinistra Ecologia Libertà

Francesco Ferrara        Responsabile Organizzazione S.E.L.

Maria Luisa Boccia       Presidente assemblea Nazionale

Ai partiti dello schieramento del centrosinistra e a coloro che hanno promosso le primarie proponiamo  di compiere una scelta  politica ambiziosa, capace di ampliare l’orizzonte e misurarsi con realtà oltre i partiti.

Come “Laboratorio 50&50”  dell’AFFI  e come Associazione “Power and Gender

abbiamo promosso a  fine dicembre, visti i ristretti limiti di tempo, una consultazione tra le associazioni Romane federate all’AFFI ,e/o che fanno riferimento alla Casa Internazionale delle donne; abbiamo  chiesto alle associazioni  di indicarci, nonostante i brevi tempi,  10 nomi di donne da candidare.

Donne autorevoli, competenti, riconosciute per il loro impegno, in grado di arricchire con uno sguardo di genere  la responsabilità  parlamentare.

Abbiamo ricevuto oltre settanta nomi di donne diverse, indicate dalle varie associazioni.

Sappiamo che nei prossimi giorni verrà conclusa dai vostri partiti la composizione definitiva delle liste.

Noi vi trasmettiamo l’elenco delle 10 donne che hanno ricevuto il maggior gradimento e  numero di segnalazioni,

Nomi  diversi, noti e cari a chi ha a cuore le politiche paritarie e l’impegno costante per affermare una democrazia inclusiva e partecipata.

Riteniamo che la ricchezza e la qualità della proposta, possa essere a buon titolo, presa in seria considerazione dai vostri partiti.

Inviamo In allegato le dieci proposte e restiamo a vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti

Per  AFFI                                                                                Per  POWER AND GENDER

Associazione Federativa Femminista Internazionale           Associazione per l’informazione e l’empowerment

EDDA   BILLI                                                                                                               IRENE GIACOBBE (more…)