Posts Tagged ‘costituzione italiana’

Filastrocca dei numeri scritta da Aspettare stanca il 23 settembre 2018

27 settembre 2018

 

3 anni dalla firma dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile

 

12 anni da ora al 2030

 

5 è l’obiettivo Parità di genere dell’Agenda ONU

 

82 la posizione dell’Italia nel 2017 su 144 totali in fatto di uguaglianza di genere

 

32 i posti che l’Italia ha perso dal 2016

 

41 posti che l’italia ha perso dal 2015

 

15 i giorni di congedo obbligatorio dei padri ritenuti necessari per creare un valido rapporto paterno fin dalla nascita

 

4 i giorni di congedo obbligatorio dei padri italiani  nel 2018

 

0 i giorni di congedo obbligatorio dei padri italiani  nel 2019 se nel DEF non ci fosse più lo stanziamento

 

 

Nei prossimi giorni lo sapremo

 

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Terzo anno dalla firma dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo sostenibile

25 settembre 2018

Per celebrare il terzo anno dalla firma dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile domani, martedì 25 settembre 2018, l’Onu mobilita tutti gli attori che si sono impegnati lanciando una campagna social globale.

L’ASviS partecipa a questa campagna attraverso la diffusione di due video:

  • Il video “ASviS #ACT4SDGs” verrà proiettato al Palazzo di Vetro a New York durante le celebrazioni ufficiali, nell’ambito della “Global Action Hour” (il 25/9 alle 19 ora italiana) che tutti possono seguire in diretta: http://act4sdgs.org

Lo trovi anche in: https://youtu.be/iasiCONXCX0 e https://youtu.be/RYEJBpAV2j8

 

 

L’assemblea del PD di luglio

8 luglio 2018

Da Massimo Marnetto

L’assemblea del PD non ha impresso una svolta, ma ha mostrato una discordia promettente.

Le prudenze sono saltate (persino Cuperlo ha detto una parolaccia), ma chi si aspettava un Renzi pentito di aver cercato i voti a destra e averli persi a sinistra ha sbagliato tutto. Il giovane emerito ha ribadito che il torto è degli altri e se n’è andato gesticolando contro gli oppositori, senza ascoltarli. Come ha notato Zingaretti (chi non sa ascoltare, non è un buon leader), che sapendo di dover concedere l’amnistia ai renziani quando sarà segretario, è rimasto in disparte per non esacerbare gli animi.

Di idee forti per recuperare l’elettorato storico, neanche mezza.

E invece sarebbe stato il caso di riposizionare il partito almeno su alcuni punti di forza: come per esempio una gestione dei flussi migratori più avanzata, la tassazione delle rendite e lo sgravio del lavoro, la lotta alla corruzione troppo blanda in passato, investimenti per ammodernamenti strutturali e manutenzioni dei beni pubblici. Magari con un forte richiamo ad una nuova stagione dei doveri – per tutti – per rendere esigibili i diritti – per tutti.  Purtroppo invece non si è volato alto. Più organigramma che programma. L’assemblea ha promosso Martina a segretario, ma tutto il resto è rimandato al congresso e ai risultati delle europee, per capire se sciogliere il partito o riportarlo a sinistra. Con il PD che diventa la più grande sala d’attesa d’Italia.

 

 

Agricoltura sociale risorsa del Paese: organizzazioni settore scrivono al ministro Centinaio

25 giugno 2018

 COMUNICATO STAMPA

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Roma, 22 giugno 2018

Confagricoltura, Cia, Copagri, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Rete Fattorie Sociali, AGCI, CNCA, Capodarco e Legambiente sollecitano i decreti attuativi della legge 141/2015, il dialogo con l’Osservatorio e l’istituzione di un marchio nazionale

 Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Copagri, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Rete Fattorie Sociali, AGCI, CNCA, Capodarco e Legambiente hanno scritto una lettera al ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio per sollecitare la sua attenzione sull’Agricoltura Sociale, che rappresenta un’importante risorsa per l’Italia sia in termini occupazionali che di produzioni agricole di qualità e di welfare territoriale.

Le Organizzazioni ricordano i dati di una recente indagine conoscitiva del CREA, realizzata in collaborazione con la Rete Rurale sull’agricoltura sociale, che confermano come negli ultimi 5 anni si è assistito a una forte crescita del settore, con investimenti per oltre 21 milioni di euro e attività di inserimento socio-lavorativo finalizzato nel 71% dei casi alle fasce più deboli della popolazione, dai disabili ai disoccupati con disagio, dai detenuti agli immigrati.

Con la legge 141/2015 si è dato vita a un Osservatorio Nazionale sull’Agricoltura Sociale che ha svolto con dedizione un lavoro finalizzato a sviluppare reti di rapporti solidi, responsabili e duraturi, finalizzati a creare un processo costruttivo e di crescita, grazie anche al valore delle esperienze del territorio. Purtroppo i tempi lunghi della politica non hanno consentito, nella fase finale della scorsa legislatura, di procedere all’emanazione dei decreti attuativi della legge. Sarebbe dunque importante, a parere delle Organizzazioni, che i decreti attuativi venissero firmati il prima possibile.

Confagricoltura, Cia, Copagri, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Rete Fattorie Sociali, AGCI, CNCA, Capodarco e Legambiente chiedono inoltre al ministro Centinaio di riprendere il dialogo con l’Osservatorio e di tenere alta l’attenzione sul settore, in modo da permettere la stesura delle linee guida e valutare l’opportunità dell’istituzione di un marchio nazionale, per far conoscere e valorizzare le produzioni delle imprese agricole che lavorano in questo ambito, in rete con gli altri attori territoriali, sviluppando la coscienza sociale e la crescita sostenibile e inclusiva dell’agricoltura.

Il livello d’innovazione raggiunto nello sviluppo dell’Agricoltura Sociale – concludono le Organizzazioni – non consente una battuta di arresto, che andrebbe a discapito dei reali beneficiari: imprese agricole, mondo della cooperazione e del terzo settore e, soprattutto, dei soggetti fragili.

Una Fondazione di Partecipazione che si occupi del Tevere a Roma

6 giugno 2018

RAI Buongiorno Regione Lazio dell’1 giugno 2018 con un’ampia pagina sul Tevere a Roma, suddivisa in tre parti dal primo servizio della puntata (e poi dopo 10’30” e dopo 16’45” dall’inizio): http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-af3a2a52-1798-4721-a95d-746d7a341ba8.html.

 

Nelle registrazioni effettuate in più giornate, il Presidente di Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina, Giuseppe Maria Amendola, che fa anche riferimento all’importante azione avviata con il Contratto di Fiume di cui a https://www.comune.roma.it/web/it/municipio-i-progetti.page?contentId=PRG134159. Invitati ad aderire al Contratto, nell’ottica federativa di cui al reportage, anche altri Municipi di Roma Capitale.

 

Il “punto” su tutte le nuove azioni previste, pubbliche e private, ivi compresa la costituzione di una Fondazione di Partecipazione che si occupi del Tevere a Roma, giovedì 14 giugno 2018 alle ore 10.00 alla Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro presso il Senato della Repubblica in Piazza Capranica n°72 a Roma (accrediti a questa mail iniziative@unpontesultevere.com).

XVI Giornata della Primavera all’Inviolatella nel Parco di Veio

28 maggio 2018

Domenica 10 giugno, dalle ore 16.30 alle 19. organizzata dalla Sezione di Roma di Italia Nostra e da Aspettare Stanca,  si terrà la XVI Giornata della Primavera all’interno dell’Inviolatella Borghese, nel Prco di Veio.

Ingresso libero,  passeggiata naturalistica, aggiornamenti, a partire dalla buona notizia  del passaggio all’Ente Parco di Veio del casaletto, picnic (sono graditi contributi mangerecci), premi e animazione per i più piccoli. XVI GIORNATA DELLA PRIMAVERA 10 giugno

 Per il sedicesimo anno consecutivo si svolgerà  la Giornata della Primavera all’Inviolatella.

 Ci sono novità positive, cose problematiche e altre negative.

 Come sempre successi e insuccessi, ma il nostro ruolo di sentinelle è importante. Come il vostro nel partecipare e farlo conoscere.

 

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Governo paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

14 maggio 2018

Comunicato

Governo  paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

 

Economia, Lavoro, Sud i temi all’attenzione del tavolo tecnico M5S – Lega, composto di diciannove uomini e una sola donna. Temi che non possono trovare spunti di valido ed efficace impegno politico continuando a non utilizzare la risorsa-donna, senza una visione di genere che parta dai dati statistici sul lavoro, che accomuna la preoccupante situazione dei giovani a quella delle donne. Sono necessarie misure di welfare e conciliazione inclusive che consentano alle donne di non rinunciare al lavoro ed ai percorsi di carriera per esigenze familiari.

Le trattative che dovrebbero portare al cosiddetto Contratto per un governo Di Maio – Salvini, se davvero, come dichiarato, mirano a individuare le soluzioni ai veri problemi, non possono trascurare le questioni di genere, come già sottolineato anche da Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

Il primo segnale dovrebbe essere la formazione di un Governo  con donne e uomini in egual numero tra i Ministri e i Sottosegretari. Un obbligo e un’opportunità, non solo per la presenza del 52% di donne nel nostro. Paese, ma anche perché il trend discendente nelle graduatorie europee e mondiali (l’Italia si trova all’82° posto e ha perso ben 32 punti rispetto all’anno scorso  secondo il World Economic Forum) è preoccupante per l’economia,  per l’accentuarsi della denatalità, soprattutto al Sud, e per l’aumento delle diseguaglianze, che vedono trasversalmente sempre rilevante il gap di genere.

Se non ci sarà, come probabile, una donna all’economia, ci deve essere almeno un impegno per una Sottosegretaria con delega al bilancio di genere. Un esame del bilancio che ha visto il primo avvio ufficiale nel corso di quest’anno e permette di valutare l’impatto delle scelte di finanza pubblica sull’equilibrio tra uomini e donne. La visione di genere non può mancare in tutti i ministeri, a partire da quelli dell’istruzione, lavoro e salute, con un ruolo di coordinamento affidato alla Ministra alle Pari Opportunità, per l’impegno ad una azione sinergica dell’intero Governo per il raggiungimento della parità sostanziale tra donne e uomini.

La parità di genere è trasversale a tutti i temi che riguardano le diseguaglianze, esplicitati nei 17 obiettivi e relativi target dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,  sottoscritta dall’Italia.

Un Governo che si fa carico di questi temi dovrebbe avere donne nei Ministeri e nelle funzioni di governo di maggiore impatto sul gender equality e sulla crescita inclusiva e una Ministra per le Pari Opportunità, o Per i diritti delle donne, come preferiremmo si chiamasse, che sia dedicata e abbia gli strumenti idonei per l’incarico, tra i quali:

un Dipartimento per le Pari Opportunità potenziato con la copertura di tutti i ruoli, con l’individuazione di personale qualificato e competente e alleggerito da compiti estranei, come quello delle aree urbane degradate

– la creazione di un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile, al quale affidare compiti e funzioni che vadano oltre a quelli dei tavoli tecnici, che finora hanno dimostrato di non essere in grado di incidere operativamente sulle questioni affrontate.

Il primo impegno per la Ministra alle P.O. è di rendere operativo il Piano anti violenza 2017-2020, nel rispetto della Convenzione di Istanbul. Un Piano che, a secondo anno inoltrato, corre il rischio di andare incontro agli stessi ostacoli del precedente piano ( che fu oggetto anche di una negativa relazione della Corte dei conti) se continuerà ad essere affidato ad un Dipartimento sguarnito e senza la Ministra competente.

 

Italia, 13.05.2018

Rete per la Parità

DonneinQuota

EWMD European Women’s Management Development

FILDIS Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori

Vox-diritti

Per informazioni: 3356161043 info@donneinquota.org  segreteria.reteperlaparita@gmail.com

Caricometro. Uno studio Openpolis.

29 aprile 2018

Un interessante studio di Open Polis che aiuta a comprendere come si raggiungono (e come si perdono)  i consensi elettorali delle diverse forze politiche.

Un dato che colpisce è quello della scarsa presenza di amministratori tra gli eletti del PD. E’ scarsa anche la presenza nelle candidature? Potrebbe essere  una delle cause del drastico calo di voti? Un raffronto con gli stessi dati nelle precedenti politiche sarebbe molto utile, ma nel partto è mancata un’analisi del voto. Non a caso, credo.

Più in generale, come sempre, sarebbe utile  avere i dati di genere.

Caricometro-XVIII-legislatura

XVIII Legislatura al via: le leggi per le donne e delle donne, dal cognome materno agli asili nido

27 aprile 2018

Le prime settimane della XVIII Legislatura sono sicuramente caratterizzate dalle trattative tra i partiti per cercare di comporre una maggioranza che porti alla nascita di un governo, ma i neodeputati e senatori hanno già messo in moto fin dalla prima sedute delle due Camere la loro attività, presentando oltre 500 proposte di legge.

Ovviamente le materie sono tra le più disparate, ma non sfuggono una serie di proposte che vanno a toccare l’universo femminile sotto vari aspetti, da quello più strettamente famigliare alla dimensione pubblica della donna.

Tema caldo di attualità è quello sulla nuova giurisprudenza in tema di assegno divorzile che potrebbe far venir meno un cardine che aveva guidato le decisioni dei giudici in questi 40 anni: il mantenimento del tenore di vita.

La senatrice Juliane (detta Julia) Unterberger (SVP) ha presentato il disegno di legge (S. 167) recante “Modifiche all’articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile”, mentre alla Camera l’On. Alessia Morani mira a introdurre nel nostro ordinamento gli accordi prematrimoniali, che fanno tanto Stati Uniti.

Sempre in tema matrimoniale, ma guardando a un fenomeno che ha una dimensione più transnazionale e di tutela della persona è il disegno di legge (S. 174) della senatrice Nadia Ginnetti, riguardante le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno dei matrimoni forzati. L’On. Francesca La Marca ha invece presentato un disegno di legge recante “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riacquisto della cittadinanza da parte delle donne che l’hanno perduta a seguito del matrimonio con uno straniero e dei loro discendenti” (A.C. 222).

Attenzione anche alla sfera dell’educazione alla parità e alla maternità sotto molteplici aspetti, e qui è possibile trovare diverse proposte normative frutto anche dei diversi orientamenti politici: dalla tutela della partoriente, al divieto di maternità surrogata anche all’estero da parte di cittadini italiani, all’estensione dei congedi di maternità e paternità, all’educazione genitoriale, nonché l’educazione socio-affettiva e di genere nelle scuole, agli asili nido, per arrivare alla tutela della salute della donna, con particolare attenzione a una patologia tutta femminile come l’endometriosi o ancora la proposta di dotare i locali pubblici di fasciatoi accessibili a entrambi i sessi (S. 275).

Non mancano le proposte riguardanti la donna nella sua sfera pubblica: l’On. Antonella Incerti ha presentato il disegno di legge (A.C. 375) recante una “Legge quadro per la parità tra i sessi e contro le discriminazioni di genere” e ancora norme per garantire la parità di genere nei Consigli di Amministrazione nei consorzi dei marchi di tutela europei dei prodotti tipici locali e l’On. Tiziana Ciprini (M5s) che ha presentato un disegno di legge (A.C. 522) per superare il cosiddetto “gender pay gap” vale a dire il divario retributivo tra donne e uomini

Da segnalare la proposta (A.C. 421) dell’On. Susanna Cenni recante “Norme per la parità di accesso ai mezzi di comunicazione nella campagna elettorale e istituzione dell’Agenzia per la parità, per la non discriminazione tra i generi e per la tutela della dignità della donna nell’ambito della pubblicità e della comunicazione”.

Sono stati presentati anche due disegni di legge per disciplinare l’esercizio della prostituzione: uno da parte dell’on. Silvana Andreina Comaroli, poi ritirato, e l’altro da parte dell’On. Massimo Bitonci (A.C. 472).

Ritorna poi uno dei cavalli di battaglia del movimento femminile politico, arenatesi la scorsa legislatura e ancora in attesa di un’attuazione normativa dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul cognome della madre: la modifica del codice civile per quanto riguarda l’attribuzione del cognome al figlio; sono al momento tre i disegni di legge sul tema presentati in entrambi i rami del Parlamento, tra cui spicca quello della presidente uscente della Camera dei Deputati Laura Boldrini (A.C. 106).

Due anche le proposte di istituire commissioni di inchiesta parlamentari che riguardano strettamente temi di genere: una prima proposta è stata presentata dall’On. Susanna Cenni che chiede l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione economica e sociale delle donne, sulle pari opportunità e sull’attuazione delle politiche di genere in Italia (A.C.508) e l’altra una commissione monocamerale sul fenomeno del “femminicidio”, presentata alla Camera dalle deputate Renate Gebhard ed Emanuela Rossini (Doc. XXII, n. 9).

Francesca Ragno

aggiornamento sui primi 4 mesi

Primi 4 mesi della XVIII Legislatura: le leggi per le donne e delle donne, dal cognome materno agli asili nido
20 luglio 2018
a cura di Francesca Ragno
Fin dai primissimi giorni della XVIII Legislatura sono state presentate centinaia di disegni e proposte di legge, ovviamente le materie sono tra le più disparate, ma non sfuggono una serie di proposte che vanno a toccare l’universo femminile sotto vari aspetti, da quello più strettamente famigliare alla dimensione pubblica della donna.
Alcuni riproducono testi già presentati nella passata legislatura e che in molti casi non avevano neanche iniziato l’esame nelle competenti Commissioni, altri argomenti di attualità.
Tra questi il tema sell’assegno divorzile. La senatrice Juliane (detta Julia) Unterberger (SVP) ha presentato il disegno di legge (S. 167) recante “Modifiche all’articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile”, mentre alla Camera l’On. Alessia Morani (Partito Democratico) mira a introdurre nel nostro ordinamento gli accordi prematrimoniali, che fanno tanto Stati Uniti.
Sempre in tema matrimoniale, ma guardando a un fenomeno che ha una dimensione più transnazionale e di tutela della persona è il disegno di legge (S. 174) della senatrice Nadia Ginnetti, (PD) riguardante le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno dei matrimoni forzati.
L’On. Francesca La Marca (Partito Democratico) ha invece presentato un disegno di legge recante “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riacquisto della cittadinanza da parte delle donne che l’hanno perduta a seguito del matrimonio con uno straniero e dei loro discendenti” (A.C. 222).
Attenzione anche alla sfera dell’educazione alla parità e alla maternità sotto molteplici aspetti, e qui è possibile trovare diverse proposte normative frutto anche dei diversi orientamenti politici: dalla tutela della partoriente, alla sicurezza del parto naturale presentato dal capogruppo della Lega, il Senatore Massimiliano Romeo (S. 545) al divieto di maternità surrogata anche all’estero da parte di cittadini italiani, all’estensione dei congedi di maternità e paternità, la previsione di voucher per i servizi all’infanzia anche per le lavoratrici autonome (S. 470 presentato dal Sen. Gaetano Nastri di Fratelli d’Italia), all’educazione genitoriale, nonché l’educazione socio-affettiva e di genere nelle scuole, agli asili nido, agli incentivi fiscali per le assunzioni femminili (Mara Carfagna, esponente di Forza Italia, A.C. 755) per arrivare alla tutela della salute della donna, con particolare attenzione a una patologia tutta femminile come l’endometriosi o ancora la proposta di dotare i locali pubblici di fasciatoi accessibili a entrambi i sessi (presentata dalla senatrice democratica Laura Garavini S. 275).
Attenzione anche a un aspetto “fiscale” che riguarda l’universo femminile e in particolare la cosiddetta “pink tax” e quindi sono state presentate delle proposte di legge per diminuire l’IVA sui prodotti per l’igiene femminile (in particolare parliamo degli assorbenti igienici) e anche sui prodotti per la prima infanzia (S 475 da parte della Senatrice Donatella Conzatti di Forza Italia).
Non mancano le proposte riguardanti la donna nella sua sfera pubblica: l’On. Antonella Incerti del PD ha presentato il disegno di legge (A.C. 375) recante una “Legge quadro per la parità tra i sessi e contro le discriminazioni di genere” e ancora norme per garantire la parità di genere nei Consigli di Amministrazione nei consorzi dei marchi di tutela europei dei prodotti tipici locali e l’On. Tiziana Ciprini (M5s) che ha presentato un disegno di legge (A.C. 522) per superare il cosiddetto “gender pay gap” vale a dire il divario retributivo tra donne e uomini
Da segnalare la proposta (A.C. 421) dell’On. Susanna Cenni (PD) recante “Norme per la parità di accesso ai mezzi di comunicazione nella campagna elettorale e istituzione dell’Agenzia per la parità, per la non discriminazione tra i generi e per la tutela della dignità della donna nell’ambito della pubblicità e della comunicazione”.
Sono stati presentati anche due disegni di legge per disciplinare l’esercizio della prostituzione: uno da parte dell’on. Silvana Andreina Comaroli, (Lega) poi ritirato e l’altro da parte dell’On. Massimo Bitonci (Lega) (A.C. 472). Si segnala sul tema, ma con aspetti che vanno a toccare la rilevanza penale il disegno di legge (S. 312) della Senatrice del Partito Democratico, Caterina Bini, sulle sanzioni penali per i clienti delle prostitute.

Ritorna poi uno dei cavalli di battaglia del movimento femminile politico, arenatesi la scorsa legislatura e ancora in attesa di un’attuazione normativa dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul cognome della madre: la modifica del codice civile per quanto riguarda l’attribuzione del cognome al figlio, sono al momento quattro i disegni di legge sul tema presentati in entrambi i rami del Parlamento, tra cui spicca quello della presidente uscente della Camera dei Deputati Laura Boldrini (LeU) (A.C. 106), a cui si affianca sempre alla Camera il disegno di legge A.C. 230 dell’On. Renate Gebhard (Misto) e i due del Senato presentati rispettivamente dalle Sen. Laura Garavini del Partito democratico (S. 170) e da Julia Unterberger del gruppo delle Autonomie (S. 286).

Sempre in attuazione di una sentenza costituzionale, quella sul diritto a conoscere le proprie origini, risulta agli atti di Camera e Senato un solo disegno di legge presentato dal Sen. Gaetano Quagliarello (Forza Italia) recante “Modifiche alla legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di reati di surrogazione di maternità e di commercio di cellule e tessuti di origine umana nonché in materia di accesso alle informazioni sulle proprie origini” (S. 66).

Due le proposte di istituire commissioni di inchiesta parlamentari che riguardano strettamente temi di genere: una prima proposta è presentata dall’On. Susanna Cenni (PD) che chiede l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione economica e sociale delle donne, sulle pari opportunità e sull’attuazione delle politiche di genere in Italia (A.C.508) e l’altra una Commissione monocamerale sul fenomeno del “femminicidio”, presentata alla Camera dalle deputate del Gruppo delle Autonomie, Renate Gebhard ed Emanuela Rossini (Doc. XXII, n. 9). La proposta di legge della Senatrice Donatella Conzatti (Forza Italia) chiede invece l’istituzione di una Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere (S 313).

Ora che da un mese è partita la macchina parlamentare si attendono le calendarizzazioni dei primi disegni di legge di provenienza parlamentare, le prossime settimane saranno utili per capire se fin da subito i lavori parlamentari focalizzeranno parte del loro lavoro anche sulle tematiche di genere.

Elezioni regionali Lazio e Lombardia

22 marzo 2018

Sul sito del ministero dell’interno mancano ancora i dati ufficiali.

Questi i dati forniti dal sito Eligendo messo a disposizione dal Ministero dell’Interno.

 Lazio I dati che vanno delineandosi disegnano un’assemblea regionale in cui il centrosinistra non è certo di avere una maggioranza assoluta.

Il Partito Democratico, con Nicola Zingaretti, ha vinto  le elezioni regionali nel Lazio, la percentuale è del 34,61%. Nella provincia di Roma gli eletti sono 18. 12 al PD, 3 alla lista Zingaretti, 1 per Liberi e Uguali, +Europa e Centro Solidale. Stefano Parisi, candidato presidente per il centro-destra, con 651.587 voti raggiunge il 29,25% di preferenze per 11 eletti, che si aggiungono ai 3 di Forza Italia, 3 per la Lega, 3 a Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni ed 1 a Noi con l’Italia-UDC. La candidata pentastellata, Roberta Lombardi, resta in terza posizione con 607.498 preferenze arriva solo al 27,27% per un totale di 7 seggi. Sergio Pirozzi, che di fatto spacca il centro-destra, raggiunge 106.030 voti per una percentuale del 475 garantendo il suo solo scranno.

Nulla di fatto per Casapound, Potere al Popolo, Democrazia Cristiana, e Jean Leonard Touadi, candidato per la civica Popolare Lorenzin. Percentuale troppo bassa anche per Rosati Stefano con la lista Riconquistare l’Italia.

53.037 schede non valide di cui bianche ben 18.388. Sono 220 le  schede contestate per un totale di 2.280.860 votanti pari al 65,46% dei 3.484.329 aventi diritto.

26 donne su  50 consiglieri escluso il presidente

Regione Lazio 2018

 Lombardia

Netta la vittoria di Attilio Fontana (Lega), candidato del Centrodestra a presidente della Regione. 16 donne elette su un totale di 80 consiglieri, compreso il presidente.

Regione Lombardia