Posts Tagged ‘comunicazione politica’

Accordo fra il Governo e le 3 Regioni che chiedono il regionalismo differenziato

9 febbraio 2019

 

Tra  pochissimi giorni, il 15 febbraio 2019 è previsto un accordo fra il Governo e le regioni che chiedono il regionalismo differenziato: il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna.

 

Se ciò avverrà non riguarderà solo i cittadini delle tre regioni, bensì tutto il Paese. Infatti si avvierà un processo poitico decisivo per il suo futuro, che rischia di trasformarlo profondamente, prima di tutto nella sua Costituzione  materiale, inarrestabile nella direzione della sua  definitiva disgregazione economico, sociale, culturale e politica.

 

I Tg e le trasmissioni di approfondimento televisivo e radiofonico tacciono. I  quotidiani solo negli ultimi giorni hanno iniziato timidamente a parlarne, sui social non è certo al centro del dibattito.

La stragrande maggioranza dei cittadini sembra esserne completamente all’oscuro.

 

L’argomento resta tabù e la Lega sta per ottenere la sua vittoria più importante, nel disinteresse generale.

 

Giovedì pomeriggio ho avuto la fortuna di poter assistere al I dibattito del nuovo ciclo di “Conversazioni su Roma” (iniziativa promossa da alcuni anni dal prof. Giovanni Caudo) nel corso della quale il  prof.

Gianfranco Viesti, professore ordinario di economia all’Università di Bari, ha presentato il suo saggio “Verso la secessione dei ricchi?”

(scaricabile gratuitamente sul sito Editori Laterza). Vi consiglio di leggerlo, è prezioso, e fatelo conoscere.

 

Con voi, pensando di fare cosa a voi gradita,  voglio condividere il link dove protete anche rivedere la registrazione del dibattito:

https://www.facebook.com/conversazionisuroma/videos/977303189127474/ .

 

Un cordiale saluto.

 

Marcello Paolozza

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Filastrocca dei numeri scritta da Aspettare stanca il 23 settembre 2018

27 settembre 2018

 

3 anni dalla firma dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile

 

12 anni da ora al 2030

 

5 è l’obiettivo Parità di genere dell’Agenda ONU

 

82 la posizione dell’Italia nel 2017 su 144 totali in fatto di uguaglianza di genere

 

32 i posti che l’Italia ha perso dal 2016

 

41 posti che l’italia ha perso dal 2015

 

15 i giorni di congedo obbligatorio dei padri ritenuti necessari per creare un valido rapporto paterno fin dalla nascita

 

4 i giorni di congedo obbligatorio dei padri italiani  nel 2018

 

0 i giorni di congedo obbligatorio dei padri italiani  nel 2019 se nel DEF non ci fosse più lo stanziamento

 

 

Nei prossimi giorni lo sapremo

 

L’assemblea del PD di luglio

8 luglio 2018

Da Massimo Marnetto

L’assemblea del PD non ha impresso una svolta, ma ha mostrato una discordia promettente.

Le prudenze sono saltate (persino Cuperlo ha detto una parolaccia), ma chi si aspettava un Renzi pentito di aver cercato i voti a destra e averli persi a sinistra ha sbagliato tutto. Il giovane emerito ha ribadito che il torto è degli altri e se n’è andato gesticolando contro gli oppositori, senza ascoltarli. Come ha notato Zingaretti (chi non sa ascoltare, non è un buon leader), che sapendo di dover concedere l’amnistia ai renziani quando sarà segretario, è rimasto in disparte per non esacerbare gli animi.

Di idee forti per recuperare l’elettorato storico, neanche mezza.

E invece sarebbe stato il caso di riposizionare il partito almeno su alcuni punti di forza: come per esempio una gestione dei flussi migratori più avanzata, la tassazione delle rendite e lo sgravio del lavoro, la lotta alla corruzione troppo blanda in passato, investimenti per ammodernamenti strutturali e manutenzioni dei beni pubblici. Magari con un forte richiamo ad una nuova stagione dei doveri – per tutti – per rendere esigibili i diritti – per tutti.  Purtroppo invece non si è volato alto. Più organigramma che programma. L’assemblea ha promosso Martina a segretario, ma tutto il resto è rimandato al congresso e ai risultati delle europee, per capire se sciogliere il partito o riportarlo a sinistra. Con il PD che diventa la più grande sala d’attesa d’Italia.

 

 

Gli algoritmi: questi sconosciuti che a nostra insaputa condizionano le nostre vite

7 luglio 2018

Gli algoritmi e l’intelligenza artificiale, a nostra insaputa, stanno sempre più prendendo piede. Gran parte della nostra vita, ormai, è condizionata dall’uso di internet e dai maggiori social esistenti, che in base ad algoritmi complicati scelgono, tra l’altro,  le persone in evidenza sui nostri profili e ci inviano pubblicità ed altre segnalazioni.

Durante la “UWE CONFERENCE – Women in STEM ProfessionConvegno europeo – Roma 22 giugno 2018,organizzato a Roma dalla F.I.L.D.I.S. Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti  Superiori Rosanna Oliva de Conciliis, intervenuta come presidente della Rete per la Parità, ha parlato de

LA MATEMATICA CHE C’È ANCHE QUANDO NON SI VEDE. Lo sguardo di genere per il superamento della  cultura maschiocentrica.

Una relazione che riguarda anche l’uso degli algoritmi. Vedi il Power Point allegato.SLIDE Oliva

Su questo Blog leggi anche su i BIG DATA post scritto da Francesco Carolei  https://aspettarestanca.wordpress.com/2018/03/25/big-data-la-rivoluzione-e-gia-avvenuta-a-nostra-insaputa/

Governo paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

14 maggio 2018

Comunicato

Governo  paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

 

Economia, Lavoro, Sud i temi all’attenzione del tavolo tecnico M5S – Lega, composto di diciannove uomini e una sola donna. Temi che non possono trovare spunti di valido ed efficace impegno politico continuando a non utilizzare la risorsa-donna, senza una visione di genere che parta dai dati statistici sul lavoro, che accomuna la preoccupante situazione dei giovani a quella delle donne. Sono necessarie misure di welfare e conciliazione inclusive che consentano alle donne di non rinunciare al lavoro ed ai percorsi di carriera per esigenze familiari.

Le trattative che dovrebbero portare al cosiddetto Contratto per un governo Di Maio – Salvini, se davvero, come dichiarato, mirano a individuare le soluzioni ai veri problemi, non possono trascurare le questioni di genere, come già sottolineato anche da Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

Il primo segnale dovrebbe essere la formazione di un Governo  con donne e uomini in egual numero tra i Ministri e i Sottosegretari. Un obbligo e un’opportunità, non solo per la presenza del 52% di donne nel nostro. Paese, ma anche perché il trend discendente nelle graduatorie europee e mondiali (l’Italia si trova all’82° posto e ha perso ben 32 punti rispetto all’anno scorso  secondo il World Economic Forum) è preoccupante per l’economia,  per l’accentuarsi della denatalità, soprattutto al Sud, e per l’aumento delle diseguaglianze, che vedono trasversalmente sempre rilevante il gap di genere.

Se non ci sarà, come probabile, una donna all’economia, ci deve essere almeno un impegno per una Sottosegretaria con delega al bilancio di genere. Un esame del bilancio che ha visto il primo avvio ufficiale nel corso di quest’anno e permette di valutare l’impatto delle scelte di finanza pubblica sull’equilibrio tra uomini e donne. La visione di genere non può mancare in tutti i ministeri, a partire da quelli dell’istruzione, lavoro e salute, con un ruolo di coordinamento affidato alla Ministra alle Pari Opportunità, per l’impegno ad una azione sinergica dell’intero Governo per il raggiungimento della parità sostanziale tra donne e uomini.

La parità di genere è trasversale a tutti i temi che riguardano le diseguaglianze, esplicitati nei 17 obiettivi e relativi target dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,  sottoscritta dall’Italia.

Un Governo che si fa carico di questi temi dovrebbe avere donne nei Ministeri e nelle funzioni di governo di maggiore impatto sul gender equality e sulla crescita inclusiva e una Ministra per le Pari Opportunità, o Per i diritti delle donne, come preferiremmo si chiamasse, che sia dedicata e abbia gli strumenti idonei per l’incarico, tra i quali:

un Dipartimento per le Pari Opportunità potenziato con la copertura di tutti i ruoli, con l’individuazione di personale qualificato e competente e alleggerito da compiti estranei, come quello delle aree urbane degradate

– la creazione di un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile, al quale affidare compiti e funzioni che vadano oltre a quelli dei tavoli tecnici, che finora hanno dimostrato di non essere in grado di incidere operativamente sulle questioni affrontate.

Il primo impegno per la Ministra alle P.O. è di rendere operativo il Piano anti violenza 2017-2020, nel rispetto della Convenzione di Istanbul. Un Piano che, a secondo anno inoltrato, corre il rischio di andare incontro agli stessi ostacoli del precedente piano ( che fu oggetto anche di una negativa relazione della Corte dei conti) se continuerà ad essere affidato ad un Dipartimento sguarnito e senza la Ministra competente.

 

Italia, 13.05.2018

Rete per la Parità

DonneinQuota

EWMD European Women’s Management Development

FILDIS Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori

Vox-diritti

Per informazioni: 3356161043 info@donneinquota.org  segreteria.reteperlaparita@gmail.com

Caricometro. Uno studio Openpolis.

29 aprile 2018

Un interessante studio di Open Polis che aiuta a comprendere come si raggiungono (e come si perdono)  i consensi elettorali delle diverse forze politiche.

Un dato che colpisce è quello della scarsa presenza di amministratori tra gli eletti del PD. E’ scarsa anche la presenza nelle candidature? Potrebbe essere  una delle cause del drastico calo di voti? Un raffronto con gli stessi dati nelle precedenti politiche sarebbe molto utile, ma nel partto è mancata un’analisi del voto. Non a caso, credo.

Più in generale, come sempre, sarebbe utile  avere i dati di genere.

Caricometro-XVIII-legislatura

Elezioni regionali Lazio e Lombardia

22 marzo 2018

Sul sito del ministero dell’interno mancano ancora i dati ufficiali.

Questi i dati forniti dal sito Eligendo messo a disposizione dal Ministero dell’Interno.

 Lazio I dati che vanno delineandosi disegnano un’assemblea regionale in cui il centrosinistra non è certo di avere una maggioranza assoluta.

Il Partito Democratico, con Nicola Zingaretti, ha vinto  le elezioni regionali nel Lazio, la percentuale è del 34,61%. Nella provincia di Roma gli eletti sono 18. 12 al PD, 3 alla lista Zingaretti, 1 per Liberi e Uguali, +Europa e Centro Solidale. Stefano Parisi, candidato presidente per il centro-destra, con 651.587 voti raggiunge il 29,25% di preferenze per 11 eletti, che si aggiungono ai 3 di Forza Italia, 3 per la Lega, 3 a Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni ed 1 a Noi con l’Italia-UDC. La candidata pentastellata, Roberta Lombardi, resta in terza posizione con 607.498 preferenze arriva solo al 27,27% per un totale di 7 seggi. Sergio Pirozzi, che di fatto spacca il centro-destra, raggiunge 106.030 voti per una percentuale del 475 garantendo il suo solo scranno.

Nulla di fatto per Casapound, Potere al Popolo, Democrazia Cristiana, e Jean Leonard Touadi, candidato per la civica Popolare Lorenzin. Percentuale troppo bassa anche per Rosati Stefano con la lista Riconquistare l’Italia.

53.037 schede non valide di cui bianche ben 18.388. Sono 220 le  schede contestate per un totale di 2.280.860 votanti pari al 65,46% dei 3.484.329 aventi diritto.

26 donne su  50 consiglieri escluso il presidente

Regione Lazio 2018

 Lombardia

Netta la vittoria di Attilio Fontana (Lega), candidato del Centrodestra a presidente della Regione. 16 donne elette su un totale di 80 consiglieri, compreso il presidente.

Regione Lombardia

Elezioni regionali: tiriamo le somme sulla trasparenza

2 marzo 2018

Da Carteinregola

Proponiamo il nostro  bilancio della trasparenza sulla base  dei nostri 5 punti ,  gli stessi che Riparte il futuro ha sottoposto ai candidati al Parlamento  e  anche alla luce delle domande del nostro “Per chi votare – vademecum dell’elettore” ). E mettiamo a disposizione per i necessari approfondimenti la nostra sezione “Elezioni regionali 2018 – liste programmi candidatidove si trovano tutte le informazioni che siamo riusciti a raccogliere sui candidati Presidente, le loro liste, i loro programmi”. Ecco il nostro monitoraggio, che ha preso  in considerazione i candidati Presidente Zingaretti, Parisi, Lombardi, Pirozzi, Canitano e liste a sostegno. Per un voto consapevole (LEGGI TUTTO) http://www.carteinregola.it/index.php/elezioni-regionali-tiriamo-le-somme-sulla-trasparenza/

Candidati trasparenti alle Elezioni Regionali Lazio 2018 

Questi i candidati che hanno aderito alle nostre 5 proposte (in calce) (in ordine di adesione)

Openpolis: A Schede scoperte – chi sono i candidati che troveremo sulla nostra scheda (parlamento)

L’Associazione openpolis  ha realizzato e messo on line “A schede scoperte”, una piattaforma che permette all’elettore, inserendo il proprio indirizzo, di visualizzare tutti i candidati divisi per lista – alla Camera e al Senato – che saranno presenti sulla sua scheda elettorale al momento del voto. E anche di consultare per ogni candidato una scheda con i dati anagrafici, gli eventuali “incarichi politici” ricoperti in precedenza, e gli eventuali interessi  che riguardano “proprietà in aziende” e “incarichi aziendali”. (LEGGI TUTTO)

Elezioni nazionali 2018

Proponiamo alcuni strumenti per orientarsi rispetto al voto del 4 marzo 2014:  informazioni pratiche, programmi, iniziative per la trasparenza .(LEGGI TUTTO)

> Vai a “Per chi votare – vademecum dell’elettore 2018″ di Carteinregola (scarica il Pdf PER CHI VOTARE 2018
> vai a chi sono i canddati trasparenti che hanno aderito alla proposta di riparte il futuro

Post n. 5. Elezioni trasparenti ? Ci pensa OPENPOLIS

24 febbraio 2018

 

Con il  guazzabuglio creato dal nuovo sistema elettorale per il Parlamento, è  importante conoscere in anticipo i nomi delle candidate e dei canditati che troveremo sulle nostre due schede individuando  i collegi di pertinenza  uninominali e plurinominali della Camera e del Senato e non è per niente facile, soprattutto per chi abita nelle grandi città.

Da ieri è possibile, senza dover rinunciare alla protezione dei propri dati, come richiesto in altri siti, grazie all’iniziativa

A schede scoperte,  sul  sito di OPENPOLIS

 https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/?utm_campaign=coschedule&utm_source=facebook_page&utm_medium=Openpolis#!/?utm_campaign=coschedule&utm_source=facebook_page&utm_medium=Openpolis

Openpolis fornisce anche per ciascun candidato/candidata notizie su incarichi politici e incarichi e proprietà aziendali

Leggi anche:

su Carteinregola

http://www.carteinregola.it/index.php/elezioni-nazionali-2018/

su Vigna Clara Blog

https://www.vignaclarablog.it/2018020975691/elezioni-2018-come-si-vota-camera-senato/

(il secondo per vedere la caccia al tesoro che senza OPENPOLIS sarebbe necessaria per capire quali schede saranno consegnate a chi abita nel XV Municipio di Roma)

Come si vota il 4 marzo per la Camera e il Senato – post n. 3

7 febbraio 2018

Come votare  sulle due schede Camera e Senato per il collegio uninominale maggioritario e per i listini bloccati proporzionali e come evitare che il proprio voto venga invalidato.

N.B. Vista la complessità del tema, consigliamo a chi non ha sufficiente tempo di leggere solo l’ultima parte IN BREVE.

 Ci scusiamo inoltre  per eventuali inesattezze, che vi preghiamo di segnalare via mail a info@aspettarestanca.it

Il  4 marzo, a circa  due mesi dallo scioglimento del Parlamento, si voterà per rinnovare  Camera e Senato: per la prima volta dopo più di dieci anni  (le Camere  le ultime tre volte sono  state elette con il cosiddetto Porcellum) si applicherà  una nuova legge elettorale, nominata Rosatellum 2.0, che il Parlamento ha approvato dopo le sentenze della Corte costituzionale  del gennaio 2014, che ha modificato il Porcellum eliminando il premio di maggioranza e le liste bloccate, e del gennaio 2017,  che ha modificato l’Italicum eliminando il ballottaggio.

Per saperne di più:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-04-28/nuova-legge-elettorale-mattarellum-165657.shtml?uuid=AEejfPDB&nmll=2707

http://www.camera.it/leg17/465?tema=riforma_elettorale

Una o due schede?

Chi si recherà ai seggi Domenica 4 marzo e ha almeno 25 anni. riceverà due schede, una per la Camera e una per il Senato; chi non ha compiuto 25 anni solo la scheda per la Camera.

Con che sistema si vota? E’un sistema misto. Circa un terzo dei seggi sia della  Camera che del Senato sarà eletto in confronti diretti nei collegi uninominali, e i restanti circa due terzi saranno eletti con sistema proporzionale.

Con il sistema “maggioritario uninominale” in ogni collegio ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato  candida una sola persona, e chi prende anche un solo voto in più tra le persone candidate ottiene un seggio; con il “proporzionale” uno o  più seggi dello stesso  collegio sono invece divisi in modo proporzionale ai voti presi da ciascuna forza politica .

Saranno possibili brogli? Le nuove schede elettorali sono dotate di un’appendice cartacea munita di un “tagliando antifrode”.  Per saperne di più

http://dait.interno.gov.it/elezioni/faq-elezioni-politiche-2018

Le schede

Ogni scheda sarà divisa in un certo numero di aree separate tra loro, corrispondenti a uno dei partiti o movimenti che si presentano  da soli o a una coalizione.

All’interno di ogni area ci sarà in testa uno spazio rettangolare con un unico nome: è il candidato scelto da ogni coalizione – o partito o movimento – nel collegio uninominale in cui risiediamo. Siccome all’uninominale ogni coalizione deve presentare un solo candidato, può capitare che nel vostro collegio non ci sia il candidato del vostro partito preferito, ma quello scelto dalla coalizione a cui appartiene. Esempio: se i partiti Rosso, Verde e Blu sono alleati in una coalizione, nel collegio di Roma sosterranno tutti insieme un candidato del partito, per esempio Rosso, nel collegio di Milano uno del partito Blu, eccetera.

Sotto lo spazio rettangolare con il nome di chi si candida nel collegio uninominale ci saranno una o più  caselle con un simbolo di partito o movimento, ciascuna con   un certo numero di nomi, dai due ai quattro. Sono le singole liste dei candidati e candidate delle forze politiche che sostengono quel nome e sotto al simbolo ci sono i nomi dei candidati e candidate di quel partito nel collegio proporzionale.

Uno o due segni sulla scheda?

Opzione n. 1: voto con due segni:

Si possono fare al massimo due segni sulla scheda: per barrare il nome del candidato al collegio uninominale e per scegliere una delle liste che lo appoggiano, tracciando, come di consueto una x. Ma attenzione: una volta scelto un candidato /candidata nell’uninominale, si potrà scegliere solo una delle liste che lo appoggiano. Quindi i due segni devono restare all’interno della stessa area sulla scheda.

Inoltre non è possibile scegliere il candidato o la candidata tra i nomi che compongono quella  lista. La lista dei nomi vale solo come informazione.

Opzione n. 2: voto con  un solo segno:

Tracciando  solo un segno su uno dei partiti, movimenti e gruppo politico organizzato, il voto sarà esteso anche alla persona  sostenuta da quella forza politica nel collegio uninominale.

Se, invece, viene barrato solo il candidato o la candidata nell’uninominale, i voti che questi riceverà saranno distribuiti tra le liste che l’appoggiano in proporzione alle preferenze ricevute dalle liste stesse.

Chi sarà eletto?

– Nel collegio uninominale  sarà eletto chi  avrà ricevuto il maggior numero di voti. Basta anche un solo voto in più.

– Nelle liste per il proporzionale,  fermo restando che i seggi da attribuire a ciascuna lista saranno  assegnati  nell’ordine in cui candidate e candidati compaiono sulla scheda, il risultato dipende da vari fattori perché per il proporzionale sono possibili fino a cinque pluricandidature e in aggiunta  ci si può presentare anche in un seggio uninominale.

Se  chi si candida è eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali sarà proclamato nel collegio uninominale, se è eletto in più collegi plurinominali, sarà proclamato nel collegio in cui la sua lista ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio.

Non è possibile, quindi,  sapere chi è eletto in base semplicemente al risultato della lista in un collegio.

Per la Camera la ripartizione dei seggi avviene su base nazionale, mentre per il Senato è fatta su base regionale.

In un primo momento, grossomodo, si saprà per ogni lista il numero di parlamentari, ma per i risultati effettivi  serve un calcolo più complesso, che rende opaco l’intero meccanismo. Si tratta dell’effetto flipper, potenzialmente più ostico alla Camera rispetto al Senato, che avrà anche ricadute sulle quote di genere.

Per saperne di più

proporzionale ai voti che ha ottenuto

Estero  I Deputati e i Senatori eletti nella circoscrizione estero, inoltre, saranno 18 (12 seggi per la Camera e 6 per il Senato).

Quote di genere (da approfondire in un successivo post)

Le liste plurinominali sono alternate per genere e  nelle capolisture presentate dalla stessa forza politica  nessuno dei due generi potrà essere rappresentato in misura superiore al 60% . La stessa differnza massima va rispettata anche nei collegi uninominali.

 Altri aspetti della legge elettorale

Soglie di sbarramento
Per eleggere candidati alla Camera nel proporzionale, una singola forza politica   deve  ottenere almeno il 3 per cento dei voti su base nazionale,  al Senato invece  riceve seggi anche se – fallendo l’obiettivo del 3 per cento a livello nazionale – abbia ottenuto in una sola regione almeno il 20 per cento dei voti. La soglia per le coalizioni è del 10 per cento nel totale dei voti, a patto che almeno una dei partiti o movimenti  che la compongono raggiunga il 3 per cento a livello nazionale. Se una lista che fa parte di una coalizione non riceve il 3 per cento a livello nazionale, non elegge nessun parlamentare: se ottiene però più dell’1 per cento, i voti che ha raccolto vengono distribuiti tra i suoi alleati.

 Nuovi collegi

I collegi sono stati ridisegnati.

Purtroppo,  a oggi ancora non è possibile individuare i collegi digitando sul sito interno.gov.it  il numero della tessera elettorale o altri dati. Ciò provoca inconvenienti soprattutto per chi voterà nelle grandi città.

Intanto per Roma vedi

http://www.romatoday.it/politica/elezioni/camera-senato-2018/collegi-roma-lazio-quali-sono.html

 

IN BREVE:

– Si riceve una  scheda per la Camera e una scheda per il Senato.

– Su ciascuna scheda si può votare facendo un solo segno, oppure due, basta che entrambi i segni siano fatti nell’area della scheda che spetta a un’unica coalizione.

– È possibile votare un candidato/candidata  all’uninominale e, con un secondo segno, scegliere una delle liste che lo appoggiano.

– Si può scegliere anche solo il candidato all’uninominale o solo una delle liste, ma il voto sarà comunque “trascinato” rispettivamente anche sulle liste o sul candidato.

– Non si può votare una lista diversa da quelle che appoggiano il candidato/candidata  che abbiamo scelto.

Di conseguenza

  • Se avete deciso di votare per un candidato/candidata nel maggoritario ma non vi piace uno dei partiti che lo appoggiano, per evitare che il vostro voto finisca a quel partito, fate due croci, esprimendo anche una scelta per un partito che non sia quello. Attenzione: deve essere parte della stessa coalizione, altrimenti il vostro voto rischia di essere annullato.
  • Se vorreste votare una forza politica  ma non vi piace il candidato/candidata  che ha presentato nel vostro collegio uninominale, l’unico modo che avete per non votarlo è votare solo per il proporzionale un altro simbolo sotto un altro candidato/candidata.

N.B. Nella lista proporzionale non si possono esprimere preferenze sui candidati e candidate.

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