Posts Tagged ‘campagna elettorale’

Compleanno dell’Inviolatella nel Parco di Veio

9 ottobre 2016

 

Attività principali di “Aspettare stanca” associazione di promozione sociale

2006

In occasione dell’inizio della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento nazionale, si costituisce l’Associazione no profit Aspettare stanca. Alcune delle fondatrici, conosciutesi perché impegnate in un Comitato di cittadini e cittadine del Municipio Roma XX, avevano seguito con preoccupazione la riforma elettorale, all’interno della quale il Governo ed il Parlamento non avevano ritenuto di inserire norme di garanzie per assicurare una maggiore presenza di donne.

Da subito si attiva con successo per chiedere all’allora Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu la pubblicazione online sul sito istituzionale delle liste delle candidature e dei rispettivi programmi in occasione delle elezioni politiche del 30 marzo 2006 e di quelle successive.

In rete con altre Associazioni sviluppa azioni di pressione per promuovere la democrazia paritaria mediante una riforma elettorale condivisa, non solo dai partiti, ma anche dalle cittadine e dai cittadini.

Realizza attività di monitoraggio e rilevazione statistica dei dati elettorali rispetto al Genere a partire dalle elezioni politiche del 2006, sia per quanto riguarda le candidature, sia per i risultati (compresa la rilevazione delle elette e degli eletti derivanti dal c.d. “gioco dei subentri”) e per le elezioni amministrative nel Comune e nei Municipi di Roma, inclusi quelle dei Consiglieri aggiunti rappresentanti degli extra Comunitari.

2007

Si impegna nel progetto sperimentale Partecipazione: sostantivo di genere femminile. La diversità è un valore aggiunto finanziata con i fondi comunitari (purtroppo ad oggi ancora non completamente ottenuti), per il sostegno delle politiche di genere con l’adesione degli Enti locali. La sperimentazione ha comportato quattro azioni principali collegate alle allora imminenti elezioni amministrative in tre Comuni della Provincia di Roma (Bracciano, Formello, Torrita Tiberina) e nel XX Municipio di Roma:

  • Sensibilizzazione dei partiti dei vari schieramenti per favorire una presenza di donne nelle liste e sostegno a donne candidate durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative 2007.
  • Sostegno alle donne, una volta elette o nominate nelle Giunte, attraverso progetti di partecipazione locale.
  • Costruzione e gestione di un sito web dedicato, di supporto alla sperimentazione.
  • Diffusione dei risultati.

Al sito originario http://www.aspettarestanca.it si aggiunge quello del progetto http://www.aspettarestanca.it/partecipazione/hp.htm.

2008

In occasione delle elezioni nazionali, provinciali e comunali, partecipa all’iniziativa mediante la distribuzione di materiale informativo Il nostro voto mutilato è ancora decisivo, lanciando lo slogan “Voto ma Protesto!” e “Sulle schede di preferenza (Comune e municipio) vota una donna”. Reitera l’invito alle candidate al Comune e nei Municipi di Roma a fare rete per politiche di genere e per i piani d’azione previsti dalla Carta europea per la Parità e l’uguaglianza delle donne degli uomini nella vita locale.

2009

Monitora la campagna elettorale per le elezioni europee e pubblica dati inerenti alle Statistiche elettorali di genere.

Il sito di Aspettare stanca si evolve con l’aiuto del Blog su WordPress, uno strumento agile, che consente commenti e contributi esterni e più facilmente aggiornabile.

Con una lettera, sottoscritta anche dal Laboratorio 50&50, Corrente rosa e Donne e scienza, è stata chiesta la “par condicio” di genere in Tv e la trasparenza sui finanziamenti elettorali alle candidate e ai candidati.

Nel corso dell’anno scolastico 2008/2009 partecipa, a titolo gratuito, al progetto Sui generis, nelle classi e con i docenti.

Insieme con l’Associazione Donne della Banca d’Italia, Corrente rosa, D52 e il Laboratorio 50&50 invia, in occasione dell’   otto marzo, una lettera al Presidente della Repubblica sul tema dell’occupazione delle donne; le cinque presidenti partecipano alle celebrazioni della Giornata al Quirinale.

Monitora i lavori al Senato sul DDL Marino sul testamento biologico e le cure palliative.

2010

In occasione delle elezioni regionali monitora le candidature del Lazio sollecita la presenza delle donne nelle liste e nelle future giunte.

Dopo le elezioni partecipa alle iniziative di pressione per ottenere in tutte le regioni, principalmente nella Regione Lazio, leggi elettorali con la doppia preferenza di genere, come previsto dalla nuova legge della Regione Campania, passata al vaglio della Corte Costituzionale.

Oltre a contatti online, crea un proprio Gruppo attivo su Facebook, intendendo proseguire nell’uso dei mezzi più attuali ed efficaci per connettere le donne tra loro e per attivare una sempre più incisiva “politica di genere”.

Partecipa attivamente al Comitato nazionale per le celebrazioni del Cinquantenario della sentenza della Corte Costituzionale n. 33 del 13 maggio 1960, che eliminò le discriminazioni per l’accesso alle carriere pubbliche ed è tra le promotrici dell’associazione di promozione sociale Rete per la Parità.

E’ tra le prime firmatarie ed è tuttora  parte attiva in molte delle iniziative dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, che al 2016 raggiunge circa sessanta tra associazioni e gruppi di donne

 2011

 Nel mese di giugno si costituisce in Associazione di promozione sociale.

Aderisce alla manifestazione nazionale di Se Non Ora Quando il 13 febbraio e a quella dell’otto marzo a Roma, entrando a far parte del Comitato romano e partecipa all’incontro nazionale a Siena del 9-10 luglio.

In occasione delle elezioni amministrative 2011 entra a far parte del gruppo di associazioni che, con la Rete per la Parità, ha realizzato la campagna indirizzata ai partiti Mai più donne italiane portatrici d’acqua, per intensificare la presenza delle donne nelle liste e nelle future giunte. Partecipa al monitoraggio degli esiti delle candidature delle donne, della composizione delle Giunte e delle nomine di secondo livello.

per proseguire leggi il PDF

presentazione-di-aspettare-stanca

 

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14 giugno a Milano cambio di sede: Sala Chagall – Palazzo delle Stelline – Corso Magenta 61 –

13 giugno 2016

GQT locandina 14 giugno

14 giugno alle 9.30 – 12.00
Sala Chagall – Palazzo delle Stelline – Corso Magenta 61 – Milano
MILANO: CITTÀ DELLA PARITÀ

Interviste a:
Stefano PARISI e Beppe SALA
Conduce l’intervista:
Rita QUERZÈ, Giornalista, Corriere della Sera, La Ventisettesima Ora
Intervengono:
Donatella MARTINI, Presidente Associazione DonneInQuota
Angela RONCHINI, Presidente Associazione Articolo 51

Lettere aperte a candidate e candidati sindaci per Roma con richieste per democrazia paritaria

14 aprile 2016

Lettera aperta a Bertolaso Lettera aperta a Fassina Lettera aperta a Giachetti 1 Lettera aperta a Marchini Lettera aperta a Giorgia Meloni               Lettera aperta a Raggi Lettera aperta a Storace

Ecco quanto Aspettare stanca e Donneinquota stanno inviando alle candidate e ai candidati sindaco a Roma .

Pubblicheremo  le risposte anche su questo BLOG .

Vi terremo informate su altre iniziative per la democrazia paritaria in occasione delle prossime amministrative.

Stiamo seguendo quella in avanzata preparazione a Milano

Invitiamo le altre associazioni a  rivolgere analoghe lettere alle candidate e ai candidati nelle città al voto il 5 giugno o a prendere altre iniziative sul genere.

Per la doppia preferenza leggi in

http://www.donneinquota.org/donne-e-politica/335-amministrative-tra-questuanti-del-voto-e-rischio-marginalita-sil-n-12-viii-di-arcipelagomilano

Lettera aperta al candidato sindaco di Roma per il Partito Democratico

31 marzo 2016

Nel PD la democrazia paritaria interna è una caratteristica sempre meno presente, come dimostrato anche dalle ultime primarie a Roma che hanno visto candidati tutti uomini (se si esclude la candidatura presentata da un padre allo scopo di richiamare l’attenzione sulle persone affette da autismo).

Nonostante tutto cominciamo da Roberto Giachetti per chiedere impegni per la democrazia paritaria  ai candidati e alle candidate per il Comune di Roma.

Rappresentanza politica

La partecipazione delle donne al governo di Roma non può prescindere da una piena ed effettiva parità: 50 e 50 nella giunta e nei diversi organismi di competenza comunale valorizzando le tante competenze femminili al servizio dell’amministrazione della città.

 

Le liste che lo appoggeranno per il consiglio comunale e i consigli dei 15 Municipi  avranno solo donne capolista?

Nel caso di una sua vittoria, ci sarà una vicesindaca?

Nel suo progetto di governo di Roma pensa di realizzare una reale democrazia paritaria e come pensa di farlo?

 

  1. Ovviamente una piena partecipazione delle donne alla politica della città significa possibilità di contare e di decidere, ponendo istanze, punti di vista, soluzioni diverse da una politica prevalentemente maschile. Per far questo non sono sufficienti incarichi di facciata ma servono nomine ad assessorati “di peso.

 

Cosa ne pensa? Quali sono le sue proposte in tal senso? 

 

  1. Riteniamo utile un assessorato alle pari opportunità, anche per dare un segnale della centralità delle politiche di genere.

 

Lo ritiene fattibile?

 

  1. Le politiche economiche hanno un impatto diverso su uomini e donne: il bilancio è uno strumento potente per realizzare pari opportunità.

 

Pensa di potersi impegnare sull’introduzione del bilancio di genere al Comune di Roma?

 

  1. 50 e 50 non è solo quantità (numeri di donne presenti nei luoghi decisionali) ma anche qualità: per donne e uomini. E soprattutto trasparenza nelle nomine valorizzando le competenze.

 

Che ne pensa di effettuare le scelte sulla base di esperienze e competenze documentate, quindi del curriculum?

 

Rappresentazione delle donne nei media

 

  1. La pubblicità e, in particolare la cartellonistica stradale, è la forma più dannosa e invasiva di sessismo nella comunicazione. E’ necessario regolamentare le affissioni senza timore di perdere gli introiti della pubblicità.

 

Ha intenzione di impegnarsi in questo senso?

 

Il linguaggio sessuato 

 

  1. L’uso del linguaggio declinato al maschile è utilizzato sempre quale neutro, quindi usiamo il maschile per indicare uomini e donne. Ciò significa non riconoscere le differenze e le identità. Chiediamo l’attenzione al linguaggio sessuato, a partire da quello  istituzionale, utilizzando correttamente il maschile e il femminile per indicare le cariche e nei documenti ufficiali.

 

Ritiene di potersi impegnare in tal senso?

 

Comunità immigrate

 

  1. E’ importante includere le donne come interlocutori attivi, chiamate anche alle decisioni.

Gli interlocutori e/o i gestori degli spazi non possono essere solo i religiosi, che sono tutti uomini. Le donne devono essere rappresentate in modo paritario o almeno sensibile.

 

Si potrebbe ipotizzare una riedizione dei consiglieri aggiunti in Comune e nei Municipi?

La Città metropolitana

  1. Il sindaco di Roma è anche il presidente della Città metropolitana, un organismo non eletto direttamente, ma non per questo da trascurare, con competenze che influiscono in maniera importante sulla gestione della città.

Pensa di riportare anche in questo suo secondo e altrettanto importante ruolo, gli impegni quando compatibili, che assume come candidato sindaco per la democrazia paritaria?

Aspettare stanca e Donne in Quota

 

Roma, 31 marzo 2016

La par condicio di genere: chi l’ha vista?

1 agosto 2015

Siamo consapevoli dell’importanza che,  anche nell’era dei social, la televisione ha nel creare la notorietà di cui ha assoluto bisogno chiunque voglia suscitare consenso.

Impegnate come siamo per promuovere la presenza delle donne nelle assemblee elettive e in tutti i luoghi decisionali, stiamo da anni puntando sull’obiettivo della cosiddetta par condicio di genere.

Comparve la prima volta nel 2009 nella legge regionale della Campania.LEGGE REGIONALE CAMPANIA.

La Corte Costituzionale ritenne pienamente legittime sia questa disposizione sia le altre inserite nella stessa legge per aumentare la presenza delle donne nel Consiglio regionale.

Grazie alle continue pressioni sul Parlamento, la par condicio di genere ricomparve nella legge 215 del 2012,LEGGE 23 novembre 2012 ma, nonostantei tanti contati e  le formali diffide, di cui più volte abbiamo dato notizia su questo BLOG, la par condicio di genere non viene rispettata neanche nei periodi di campagna elettorale.

La norma che impone ai mezzi di informazione la promozione delle pari opportunità nella comunicazione politica, non solo non viene rispettata ma neanche viene citata nei siti e nei documenti ufficiali come quelli dell’AGCOM.

A nulla valgono, inoltre, le disposizioni sulla pubblicità dei dati di genere nelle campagne elettorali, inserite grazie alle pressioni delle Associazioni, nei relativi regolamenti per le campagne elettorali della Commissione parlamentare di vigilanza e l’AGCOM

Infatti, il monitoraggio di genere in periodo pre-elettorale non viene pubblicato (o non è accessibile facilmente) né da Rai Parlamento né dall’AGCOM. Né ci risulta che il monitoraggio venga eseguito per tutto l’anno, come la legge prescrive.

Donneinquota ha reperito la tabella della Presenza dei soggetti politici per genere” del periodo pre-elettorale 16 aprile-29 maggio 2015, che dimostra che nei mass media la disparità tra i due generi è veramente notevole: le donne sono solo il 22,3%.monitoraggio par condicio 16 apri 29 mag 2015 (2)

Né si ha notizia che l’AGCOM abbia provveduto alle sanzioni corrispondenti.

Insomma, dobbiamo rivolgerci a Chi l’ha visto?

Elezioni comunali: lettera aperta dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria per gli spazi autogestiti

23 aprile 2014

Lettera aperta ai partiti e movimenti che si presentano alle elezioni comunali
Oggetto: Par condicio: messaggi autogestiti per le elezioni amministrative del 25 maggio
Elezioni comunali 2014
Il 25 maggio in 4095 comuni, tra cui 27 capoluoghi, insieme con il voto per il Parlamento europeo si procederà alla elezione del sindaco e del consiglio comunale.
3908 comuni si trovano nelle regioni a statuto ordinario, 131 in Friuli Venezia Giulia, 37 in Sicilia e 19 in Sardegna.
I capoluoghi di provincia chiamati ad eleggere il sindaco e il consiglio comunale sono ventisette: Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Bergamo, Cremona, Pavia, Padova, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Livorno, Prato, Perugia, Terni, Ascoli Piceno, Pesaro e Urbino, Pescara, Teramo, Campobasso, Bari, Foggia, Potenza, Caltanissetta, Sassari, Tortolì.
Le liste devono essere presentate entro le ore 12 del 29º giorno antecedente la data della votazione [articoli 28, ottavo comma, e 32, ottavo comma, del d.P.R. n. 570 del 1960 e successive modificazioni], e cioè entro il 26 aprile.
L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria si augura che dai partiti e movimenti che si presentano, sia utilizzata la possibilità, prevista dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28, di trasmettere sulla RAI TV pubblica messaggi autogestiti, Nota ,in particolare per informare sulle norme introdotte dalla legge 23 novembre 2012, n. 215 sulla doppia preferenza di genere.. Nota

Preso atto di quanto previsto nell’art. 7 del regolamento approvato dalla Commissione di vigilanza, a tale scopo è necessario inviare formale richiesta alla RAI TV, sede di Roma, entro il 28 aprile prossimo. Nota Le Firmatarie dell’Accordo
Roma, 22 aprile 2014
Rif. Daniela Carlà – danielacarla2@gmail.com – Roberta Morroni – morronir@libero.
messaggi autogestitti comunali

“ Bene i nuovi regolamenti della Commissione di vigilanza Rai per contrastare la sotto rappresentazione delle donne in politica”

3 aprile 2014

comunicato su regolamenti Commissione vigilanza
COMUNICATO STAMPA

Soddisfazione dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria
“ Bene i nuovi regolamenti della Commissione di vigilanza Rai
per contrastare la sotto rappresentazione delle donne in politica”
“Finalmente non saranno solo gli uomini gli unici protagonisti delle trasmissioni e servizi che la Rai manderà in onda per la prossima tornata elettorale”. L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria esprime la sua soddisfazione per i regolamenti appena licenziati dalla Commissione di Vigilanza Rai per le prossime scadenze elettorali che riguarderanno le Europee, le Regioni Piemonte e Abruzzo, e numerose amministrazioni comunali. “Per la prima volta infatti, richiamandosi all’articolo 51 della Costituzione e alla legge 215 del 2012, la Commissione di vigilanza intende contrastare efficacemente la sotto rappresentazione delle donne in politica, e prescrive la più ampia ed equilibrata presenza di entrambi i sessi nelle trasmissioni radio televisive del servizio pubblico. Non più solo parità di accesso a tutte le forze politiche ma – sottolinea l’Accordo- anche alle donne e agli uomini coinvolti nella consultazione elettorale. Un risultato ottenuto grazie al lavoro di squadra tra l’Accordo, la senatrice Laura Puppato e la deputata Paola De Micheli che, con il loro lavoro, sono riuscite a coinvolgere su questa battaglia di pari opportunità l’intera Commissione di vigilanza Rai , che, lo ricordiamo, conta solo 7 donne su 40 componenti e nessuna donna nel comitato di presidenza.
“L’Accordo è fiducioso che l’Autorità di garanzia per le telecomunicazioni si adeguerà agli stessi principi nelle delibere che riguardano le sue funzioni generali di controllo e le competenze sulle altre trasmissioni radiotelevisive”.

Le Firmatarie dell’Accordo
Roma, 4 aprile 2014
Rif. Daniela Carlà – danielacarla2@gmail.com – Roberta Morroni – morronir@libero.it

Migliorare l’ITALICUM si può: Sui lavori della Tavola rotonda svoltasi il 25 febbraio

28 febbraio 2014

Report Tavola Rotonda 25 f eb 2014
Migliorare l’Italicum. Si può!
Le richieste delle elettrici e degli elettori: rappresentanza paritaria e non solo

Sui lavori della Tavola rotonda svoltasi il 25 febbraio 2014
Report Tavola Rotonda 25 febbraio 2014 by aspettarestanca

Migliorare l’Italicum. Si può!
Le richieste delle elettrici e degli elettori: rappresentanza paritaria e non solo
Sulla legge elettorale “Italicum” che dovrebbe tornare presto alla discussione in Parlamento, si moltiplicano le prese di posizione dentro e fuori dai partiti e sulle testate nazionali, ma poco si discute in diretta e con esperti ed esperte in carne ed ossa. Esistono punti ancora da chiarire? Quali sono le perplessità? Le proposte di emendamenti sono sufficienti a illuminare i punti controversi? Per rispondere ai numerosi quesiti che da più parti si levano ASPETTARE STANCA, AFFI- Power&Gender e AzioneCivica hanno promosso, con il supporto della segreteria organizzativa della Rete per la Parità, una tavola rotonda di approfondimento, che si è tenuta martedì 25 febbraio, alla Casa Internazionale delle donne. A guidare gli interventi è stata la giornalista Alessandra Mancuso, fondatrice e attuale portavoce di Giulia http://www.giulia globalist. Prima di dare la parola alle/ai presenti, Alessandra Mancuso, ha comunicato che la poltrona in prima fila coperta da un drappo rosso “Posto occupato” ricorda la mobilitazione contro il femminicidio, a testimoniare che la violenza sulle donne e contro le donne è uno dei problemi fondamentali di questo mondo. http://postoccupato.org. In ogni incontro pubblico dovrebbe esserci sempre un POSTO OCCUPATO.
In assenza di Agnese Canevari, -trattenuta da impegni di lavoro, Rosanna Oliva ha fatto il punto sull’iter dell’ITALICUM alla Camera, ancora in attesa di una nuova calendarizzazione in Aula e con un testo di cui non si conoscono i più importanti emendamenti approvati dal Comitato dei Nove, (i membri della prima commissione che seguono i lavori d’Aula) annunciati , ma non ancora divulgati ufficialmente.
In un collegamento da Milano per capire cosa pensano della proposta i ventisette giuristi che hanno proposto il ricorso davanti alla Corte costituzionale, è stato lo stesso Aldo Bozzi , primo firmatario del ricorso, presente in studio anche Claudio Tani, ad intervenire , sottolineando alcuni punti essenziali. La legge attuale, scaturita dalle modifiche apportate dalla Corte, consente di andare alle elezioni con un sistema proporzionale; la nuova legge in discussione dovrà tener conto delle osservazioni essenziali in essa contenute a Costituzione Immutata. Se si vuole modificare la Costituzione e l’attuale impianto dei poteri bisogna dichiararlo apertamente: in Italia il premier non è eletto dal popolo e neppure il presidente della Repubblica. La governabilità è frutto della sapienza e capacità politica degli eletti piuttosto che un meccanismo indotto da alchimie elettorali. Governi eletti con il proporzionale puro e composti da più partiti, sono stati in grado di generare tutte le grandi riforme di questo paese, anche molto controverse all’interno delle direzioni dei partiti e tra l’elettorato.
Antonio Dainelli con supporti in video ha illustrato le differenze tra i vari sistemi e il contenuto dell’Italicum e ha presentato una proposta di sistema maggioritario paritario binominale (o plurinominale), che prevede per ogni collegio l’elezione di una coppia vincente (donna e uomo) e di un terzo rappresentante (donna o uomo) per il partito o movimento secondo classificato.
Antonella Anselmo ha sottolineato che non c’è rinnovamento, non c’è rispetto della Costituzione senza la parità, ma il contesto italiano è poco favorevole. La composizione paritaria del Governo Renzi ha avuto molti commenti negativi e le sentenze finora ottenute dai giudici amministrativi per la violazione dei principi costituzionali, comunitari e internazionali da parte dei sindaci che hanno nominato Giunte senza o con poche donne, potrebbero esser seguiti da decisioni meno in linea con tali principi.
Marisa Rodano, ha illustrato l’azione svolta dall’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria (del quale Aspettare stanca e Power and Gender sono attive componenti) per proporre emendamenti all’Italicum al fine di assicurare alle donne parità nelle candidature e nella possibilità di essere elette, emendamenti che sono stati fatti propri e presentati alla Camera da donne parlamentari di diversi gruppi politici. Successivamente, a titolo personale, ha sostenuto che, a suo avviso, l’Italicum è un tentativo surrettizio di modificare la Costituzione, la quale prevede una Repubblica parlamentare (e non presidenziale) nella quale il Presidente del Consiglio non è eletto dal popolo, ma costruisce la sua maggioranza nel parlamento. Non serve un sistema maggioritario per assicurare la governabilità. Ricorda che negli anni della Prima Repubblica, durante il periodo in cui il Parlamento era eletto con il sistema proporzionale, anche se i governi si avvicendavano di frequente, sono state attuate importanti riforme.
Rosanna Oliva è intervenuta sul tema delle Primarie regolamentate per legge per scegliere candidate e candidati nelle Liste del proporzionale o dei Candidati/e nei Collegi del maggioritario. Il ricorso alle primarie potrebbe essere la risposta alla contrapposizione tra chi è pro e chi è contro le preferenze. Con l’uso della tessera elettorale per il voto e una serie di altri accorgimenti, che sono stati approfonditi in una bozza di proposta già disponibile, si potrebbe assicurare trasparenza e democraticità nel voto. La scelta su liste diverse per gli uomini e per le donne garantirebbe anche la presenza paritaria di entrambi i generi nelle liste o nei collegi.
Irene Giacobbe sulle cosiddette leggi (o meglio norme della legge elettorale ) di contorno, come la regolamentazione delle campagne elettorali e il rispetto della par condicio di genere, il conflitto d’interessi, ha portato all’attenzione anche il tema controverso delle pluricandidature Quanto le pluricandidature cozzano anche con l’Art 3 della costituzione “tutti sono eguali di fronte alla legge?” e quello dell’Incandidabilità , Vanno riviste anche le norme sulla incandidabilità, ha ricordato che oltre 201 comuni sono sciolti per infiltrazioni e malaffare, 16 consigli regionali su 20 sono indagati dalla magistratura o dalla Corte dei conti , 30 deputati della passata legislatura sono stati condannati per reati gravi e oggi due segretari su tre dei maggiori partiti in parlamento sono stati condannati con sentenza definitiva di cui uno, Berlusconi, per un reato grave contro lo stato: Quanto questa situazione ci avvicina o ci allontana dal consesso delle democrazie?
Non è stato possibile per motivi tecnici effettuare il previsto collegamento a distanza con Tommaso Nannicini, che manderà un suo scritto sul tema del passaggio dai voti ai seggi, strettamente connesso a quello dell’ individuazione dei collegi e delle circoscrizioni.
Ha concluso la tavola rotonda Mario Segni che auspica il rispetto della volontà popolare espressa nei referendum del 1991 e 1993 in cui l’impegno di molte associazioni di donne (ANDE e FUCI in testa) è stato fondamentale per il risultato. Segni ha ricordato che il processo referendario era una esigenza insopprimibile per adeguare il sistema politico agli enormi cambiamenti della società italiana. L’obbiettivo era passare dalla repubblica dei partiti a quella dei cittadini ed ancora non è stato raggiunto. E non sarà mai raggiunto se non avremo il coraggio di arrivare a una modifica importante della Costituzione che permetta davvero al Presidente del Consiglio di diventare il “sindaco d’Italia”, cioè avere il potere di incidere in concreto nelle scelte di fondo.
Sono intervenute anche Simonetta Sotgiu, di NOIDONNE Sardegna, che ha portato l’esperienza negativa del recente rinnovo del Consiglio regionale sardo con una legge simile a quella del futuro ITALICUM, Annamaria Isastia, presidente del SOROPTMIST INTERNATIONAL ITALIA, associazione che segue con particolare attenzione anche le norme elettorali nelle singole regioni, e Vanna Palumbo, che condivide le richieste delle norme/leggi di contorno.
Su FB reteperlaparita vedi album foto

BIO Partecipanti Tavola rotonda del 25 febbraio 2014
ANTONELLA ANSELMO – Avvocata amministrativista del Foro di Roma e condirettore di una rivista scientifica. Si occupa di ambiente, beni culturali, politiche sociali e sanitarie. Si avvicina alle politiche di genere con l’associazione Di Nuovo. Nel febbraio 2011 risulta cofondatrice del movimento Se Non Ora quando? Partecipa attivamente alle iniziative contro la violenza nei confronti delle donne e a sostegno della democrazia paritaria nei luoghi decisionali politici ed economici. Avvocata di importanti associazioni femminili. antonella.anselmo@sudiolemme.it http://www.studiolemme.it
ALDO BOZZI – Avvocato milanese, omonimo e nipote del politico Aldo Bozzi che nel 1985 guidò la prima commissione parlamentare incaricata di elaborare un progetto di revisione della parte seconda della Costituzione italiana. Nel novembre del 2009, in qualità di privato cittadino, ha citato in giudizio la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno davanti al tribunale di Milano, sostenendo che nelle elezioni politiche che si sono tenute dopo l’entrata in vigore della legge 270/2005, il cosiddetto Porcellum, e nello specifico nelle elezioni del 2006 e del 2008, il suo diritto di voto era stato leso, perché non si era svolto secondo le modalità fissate dalla Costituzione: non era stato garantito un voto “personale ed eguale, libero e segreto” (art. 48) e “a suffragio universale e diretto”. La Corte di Cassazione ha ritenuto non manifestamente infondata l’eccezione di incostituzionalità e inviato gli atti alla Corte Costituzionale, che ha emesso la nota sentenza n. 1 del 2014. bozzialdo6@gmail.com
AGNESE CANEVARI.- Laureata in Scienze Politiche, master in Istituzioni Parlamentari europee e storia costituzionale e in Gender equality e Diversity management. Da anni si occupa di uguaglianza di genere, di diritti delle donne, di democrazia paritaria. Ha collaborato con l’Ufficio legislativo del Dipartimento per le Pari Opportunità. Attualmente lavora all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e si occupa di diritti e parità di trattamento per i diversi fattori di discriminazione. Collabora con l’Università di Pavia come docente al master in Genere, immigrazione, modelli familiari e strategie sociali. All’esperienza professionale ha affiancato anche un intenso impegno sociale. E’ socia fondatrice di Pari o Dispare e coordinatrice del Gruppo “Donne, lavoro e welfare”; socia fondatrice e componente del direttivo di Aspettare stanca; componente del Comitato scientifico della Rete per la Parità. Ha coordinato il gruppo di lavoro che ha elaborato il documento “Per un sistema di regole elettorali women friendly”. É autrice di saggi e articoli sul tema della democrazia paritaria.
agnese.cnvr@gmail.com – www. aspettarestanca.wordpress.com
ANTONIO DAINELLI – Laureato in Fisica presso l’Università di Pisa. Esperienze professionali in ambito nazionale e internazionale, dipendente dal 1988 dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con attività di ricerca in fisica fondamentale e sviluppo tecnologico. Attivista di Alleanza Democratica (poi Unione dei Democratici), confluita ne I Democratici per l’Ulivo. Tra i fondatori nel 2005 di Unione Civica Padovana e tra i promotori del processo di costituzione dell’Associazione per il Partito Democratico. Coordinatore provinciale dei Referendum istituzionali di Segni e sulla Legge Elettorale (Segni-Guzzetta). Tra i fondatori, nel 2010, della Lega Per l’Uninominale. Promotore nel 2013 di una Legge Elettorale di impianto Binominale-Maggioritario, per una corretta Rappresentanza di Genere (Democrazia Paritaria), nel rispetto dei Referendum popolari del 1991, 1993 e 1999. Promotore su Twitter e FaceBook di Uninominale e AzioneCivica.
@Uninominale @AzioneCivica_www.azionecivica.wordpress.com
IRENE GIACOBBE.- Femminista, pubblicista, ricercatrice, interprete. Lavora con le Associazioni della Casa Internazionale delle Donne di Roma. E’tra le fondatrici di Differenza Donna, Assolei, Pari o dispare, Power and gender. E stata una delle presidenti dell’AFFI (associazione firmataria dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria) e curatrice del “Laboratorio 50 & 50”per la riforma elettorale paritaria. Componente dei Comitati Scientifici di Solidea e della Rete per la Parità. Collabora al master sulle Pari opportunità dell’Università RomaTre. i.giacobbe@yahoo.ithttp://www.power-gender.org
TOMMASO NANNICINI – Professore associato di economia politica all’Università Bocconi di Milano, dove insegna econometria e political economics. Ha pubblicato su numerose riviste scientifiche, tra cui l’American Economic Review e l’American Political Science Review. Ha insegnato all’Universita’ Carlos III di Madrid e svolto periodi di ricerca a Harvard University, MIT, Fondo Monetario Internazionale, EIEF e CREI. È affiliato anche ai centri di ricerca IGIER-Bocconi e IZA.
http://www.tommasonannicini.eu/Twitter: @TNannicini.
ROSANNA OLIVA- Già funzionaria dello Stato, come esperta giuridica ha ricoperto incarichi regionali, in Parlamento e di Governo. Nel 2006 ha fondato Aspettare stanca, per promuovere la presenza paritaria delle donne in politica e tuttora ne segue il blog. Appena laureata con un suo ricorso alla Corte Costituzionale ha provocato la sentenza 33/60, che eliminò le principali discriminazioni per l’accesso alla P.A. Nel 2010, in seguito alle celebrazioni dei 50 anni della sentenza, ha fondato la Rete per la Parità per valorizzare i principi fondamentali della Costituzione, a partire dall’uguaglianza formale e sostanziale tra donne e uomini. Grande Ufficiale della Repubblica, le è stato assegnato il premio Minerva 2010 per l’uguaglianza di genere.
Twitter: @Rosanna.Oliva -presidenza.reteperlaparita@gmail.com – www. aspettarestanca.wordpress.com e http://www.reteoerlaparita.it. Anche su FB
MARIA LISA (DETTA MARISA) CINCIARI RODANO – Arrestata nel maggio 1943 per attività contro il fascismo, ha partecipato alla Resistenza a Roma nelle file del Movimento dei Cattolici Comunisti e dei Gruppi di difesa della donna (GDD). Tra le fondatrici dell’UDI (UNIONE DONNE ITALIANE) di cui è stata Presidente nazionale tra il ’56 e il ’60. Consigliera comunale di Roma dal ’46 al ’56. Deputata dal ’48 al ’68, senatrice fino al ’72, Consigliera provinciale di Roma dal ’72 al ’79. Prima donna eletta alla carica di VICE PRESIDENTE della Camera, (dal ’63 al ’68). Parlamentare europea dal 1979 al 1989. Componente della Commissione sulla condizione della donna del Parlamento Europeo (1979-1981), Presidente e Relatrice Generale della Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sulla “Situazione della donna in Europa” (1981-1984), vice-presidente della Commissione dei diritti delle donne del Parlamento Europeo (1984-1989).Componente della Commissione di parità presso la Presidenza del Consiglio, ha fatto parte della delegazione italiana alla Conferenza mondiale della donna dell’ONU a Pechino (1995) e alla Commissione per lo Status della donna dell’ONU a New York nel 1996, 1997, 1998, 1999, 2000. Ha partecipato nel 1999 per il governo italiano al Seminario sui problemi di genere dell’OSCE a Vienna. Fa parte del gruppo “Noi Rete Donne”, che ha promosso con oltre cinquanta associazioni e gruppi femminili l’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria. Pubblicazioni:. “ Del mutare dei tempi” 2 volumi, ed. Memori, Roma 2008 “ Memorie di una che c’era: una storia dell’UDI”, Saggiatore, 2010.
mrodano4@gmail.com /www.facebook.com/noiretedonne.doppiapreferenza‎
MARIO SEGNI – Politico e docente universitario. E’ stato consigliere regionale, parlamentare nazionale (la prima volta nel 1976) ed europeo. Ha ricoperto l’incarico di Sottosegretario all’Agricoltura nel secondo governo Craxi e nel sesto governo Fanfani. Ha militato nella Democrazia Cristiana, ha fondato Alleanza Democratica, il Patto Segni e l’Elefantino. La sua iniziativa referendaria ha portato al cambiamento della legge elettorale, all’inizio degli anni novanta.
Segreteria organizzativa: Rete per la Parità info.reteperlaparita@gmail.comhttp://www.reteperlaparita.it Ufficio stampa: Rosangela Petillo 338.7002506
https://aspettarestanca.wordpress.com/2014/02/28/sui-lavori-della-tavola-rotonda-svoltasi-il-25-febbraio/

Ultime notizie sulle riforme elettorali per il Parlamento

15 gennaio 2014

Siamo al giro di boa (definitivo?) delle discussioni sulla riforma elettorale per il Parlamento che, prima della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 2014, si basavano su dati non completi sul destino del porcellum.

A proposito delle norme antidiscriminatorie di genere, dobbiamo riscontrare che, come in tutte le precedenti occasioni, nel confronto  tra i partiti e sui mass media non si tiene nel debito conto il problema del riequilibrio della rappresentanza sotto il profilo del genere, per le quali l’UDI ( anche con una proposta di legge d’iniziativa popolare ormai decaduta), Aspettare stanca, Rete per la Parità e tante altre associazioni si battono da anni e si impegnano insieme, grazie alla sottoscrizione dell’Accordo per l’azione comune per la democrazia paritaria sottoscritto da 55 associazioni e gruppi di donne.

Si  auspica  che il problema sia tenuto presente nella Prima Commissione della Camera dei Deputati, perché evidenziato non solo  in molte delle proposte di legge all’esame, ma anche  negli interventi delle esperte audite. 

Per un giro d’orizzonte più generale, pensiamo sia utile un riepilogo delle ultime notizie sul WEB, a partire da lunedì 14, giornata di audizioni di costituzionalisti non ancora al corrente delle motivazioni, disponibili solo dal pomeriggio della  stessa giornata.

Una prima amara considerazione, il Parlamento, ormai da tempo, da troppo tempo, lascia alla Corte Costituzionale o alla Cassazione  il compito di sopperire alle proprie gravi lacune, purtroppo solo nei limiti in cui questo è possibile.

 E una seconda, altrettanto amara, considerazione, derivante dalle recenti vicende della condanna dell’Italia arrivata da Strasburgo a proposito dei cognomi delle figlie e dei figli, sulla quale torneremo presto con appositi commenti. S’immagina di colmare decenni di ritardo con una proposta fatta approvare in poche ore dal Consiglio dei Ministri, dal contenuto lacunoso e non rispettoso della parità tra coniugi alla base della condanna.

 Esattamente la stessa fretta che connota l’iniziativa del nuovo segretario del PD sulla riforma elettorale, che  si è posto l’obiettivo di un varo in tempi brevi della riforma delle norme elettorali per il Parlamento, attesa da anni.

In caso di mancato largo accordo  tra i partiti sulla riforma elettorale a Costituzione invariata e nei tempi programmati, (la I Commissione Senato dovrebbe far arrivare un testo in Aula il 27 gennaio) sembra di capire che Renzi intenda attivarsi  per una riforma elettorale del Parlamento emendato del bicameralismo perfetto, con una drastica riduzione del numero dei parlamentari.

Non sfugge a nessuno che  un rinvio ai tempi più lunghi indispensabili per le modifiche costituzionali darebbe al Governo e  al Parlamento maggiore respiro. Non certo perché la modifica della legge elettorale delegitterebbe il Parlamento eletto con la legge precedente ( il prof. D’Alimonte l’ha definita giustamente “una balla”) . Al contrario, la Comunità europea condanna modifiche elettorali a ridosso delle elezioni, che non consentono di assorbire le nuove norme, e, se non bastasse, anche la Corte Costituzionale ha largamente esposto nella recente sentenza i motivi per cui la modifica che ha  deciso non ha alcun effetto sulla legittimazione dei nostri attuali rappresentanti.

Il nuovo porcellum è un proporzionale puro con preferenza unica, senza premio di maggioranza, privo di norme antidiscriminatorie come la doppia preferenza di genere, e non in grado di assicurare la governabilità, intesa non come consociativismo ad ogni costo, ma come maggioranze coese e frutto della libertà di scelta nell’elezione dei rappresentanti in Parlamento

Importante adoperarsi per una prima riforma a Costituzione invariata, tempi più lunghi aumenterebbero il rischio di una chiamata alle urne (non a caso ora invocata dal M5S) con il porcellum come modificato dalla sentenza della Corte, che porterebbe il Paese in una situazione di ingovernabilità che non possiamo permetterci.

Documentazione:

Depositata la sentenza n. 1 del 2014,

ora sono note le motivazioni.

 Leggi in

http://www.cortecostituzionale.it/default.do

 cliccando su 1/2014

Il commento di Stefano Ceccanti

http://www.huffingtonpost.it/stefano-ceccanti/la-sentenza-salva-tutti-e-3-i-sistemi-renzi_b_4591183.html?utm_hp_ref=italy

 

La sentenza salva tutti e 3 i sistemi proposti da Renzi

 La sentenza 1/2014 sulla legge elettorale ha anzitutto un effetto diretto.

Cadono subito:

-sia i premi di maggioranza (nazionale alla Camera, regionali al Senato) che erano congegnati male, senza soglia e illimitati,  (la somma di quelli regionali al Senato era anche una lotteria);

-sia le liste bloccate lunghissime che non consentivano la conoscenza tra eletti ed elettori.

La Corte non poteva lasciare un vuoto: quindi se sciogliessero le Camere domattina si voterebbe con la proporzionale pressoché pura e con la preferenza unica sia alla Camera sia al Senato. Sistemi costituzionali, ma disastrosi ai fini della governabilità (proporzionale quasi pura) e con enormi controindicazioni sui costi delle campagne e la coesione interna delle forze politiche (la preferenze in circoscrizioni enormi).

La sentenza ha però anche un effetto indiretto. Escludendo solo quel tipo di premi e quel tipo di liste, si salvano nel dibattito politico già entrato nel vivo tutti e tre i sistemi indicati da Renzi, oltre a molti altri possibili:

-quello simil-spagnolo perché le liste bloccate sono corte e il premio limitato al 15 per cento;

-la Mattarella rivista perché sono ammessi anche i collegi uninominali e perché il nuovo dosaggio tra principio maggioritario e proporzionale (75-10 con un 15 come clausola di salvaguardia maggioritaria) inserisce comunque dei temperamenti;

-il doppio turno di coalizione perché per assegnare il premio prevede una soglia esigente in mancanza della quale si va ad un ballottaggio.

La sentenza consente per inciso di capire anche qualche altra cosa niente affatto irrilevante:

-restano in piedi tutte le leggi elettorali regionali perché si tratta di livelli di rappresentanza non comparabili, dai premi senza soglia in unico turno alle liste bloccate corte della Toscana;

-gli effetti si producono solo per il prossimo Parlamento,quindi l’attuale è pienamente legittimato;

-dalla critica ai premi regionali per il Senato si ricava che, a Costituzione invariata, essendo quello Camera una assemblea che dà la fiducia a un Governo sarebbe ammissibile anche lì, volendo un premio nazionale.

C’è quindi ampia materia per muoversi nella direzione indicata dal presidente Napolitano già nello scorso dicembre, ossia nel solco della scelta maggioritaria del referendum del 1993, con i vincoli non invasivi ora precisati dalla Corte.

E quello di D’Alimonte

 

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIEA0D04620140114

Secondo Beppe Grillo,

Porcellum, incostituzionale, ma non troppo

http://www.beppegrillo.it/2014/01/porcellum_incostituzionale_ma_non_troppo.html?s=n2014-01-14

e poi il M5S lancerà un sondaggio online

Intanto presso la I Commissione Camera           

 ( Per la composizione vedi http://www.camera.it/leg17/99?shadow_organo_parlamentare=2075)

si svolgono le audizioni di esperti

WEB TV

lunedì 13 gennaio http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2014/01/13/leg.17.bol0155.data20140113.com01.pdf

(alle  ore 17.14 l’autorevole audizione della prof. Maria Elisa D’Amico, componente del Comitato scientifico della Rete per la Parità)

martedì 14 gennaio

http://webtv.camera.it/archivio?id=4522&position=0

Legge elettorale, tutti vogliono il sistema spagnolo. Ma nessuno lo Il Fatto Quotidiano

Dall’altra il sindaco ha deciso di affidarsi al parere ed ai consigli di Roberto D’Alimonte. E quest’ultimo, sul Sole 24 Ore, proprio oggi scrive: “In questa 

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ed ecco una delle più recenti dichiarazioni di Renzi

Renzi: legge elettorale solo con riforma del Senato

martedì 14 gennaio 2014 19:32

 

ROMA (Reuters) – Il Pd avanzerà una sua proposta di riforma elettorale solo se sarà certo di poterla realizzare, altrimenti è tempo perso, e la riforma dovrà andare di pari passo con la modifica del bicameralismo e del Senato.

Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi, rispondendo a una domanda all’indomani della pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale che ha giudicato incostituzionale il premio di maggioranza previsto dal Porcellum e l’assenza del voto di preferenza nella stessa legge.

“Il Pd si presenta con una legge elettorale solo in condizioni di portare a casa il risultato, altrimenti è tempo perso”, ha risposto Renzi alla domanda – posta nel corso del dialogo del segretario del Pd su Twitter – se il partito avanzerà una sua proposta.

 

Lo schema D’Alimonte Il Sole 24 Ore

Così Roberto D’Alimonte, professore alla LUISS ed editorialista del Sole 24 Ore, ai microfoni di Radio24 .

Per saperne di più, un intero dossier:

http://www.camera.it/leg17/465?tema=972&Le+proposte+di+legge+di+riforma+elettorale

 

Salva la data 3 dicembre 2013 dalle 15.00 alle 18.00

23 novembre 2013

L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria il 3 dicembre 2013 dalle 15.00 alle 18.00, organizza l’iniziativa pubblica ‘SE NON E’ PARITARIA NON E’ DEMOCRAZIA.LE RIFORME DELLE LEGGI ELETTORALI EUROPEA, NAZIONALE E REGIONALI’ , presso la sede del Parlamento Europeo- Sala delle Bandiere in via IV Novembre n. 149 – Roma.
Interverrà la Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.

info e contatti :
danielacarla2@gmail.com
morronir@libero.it
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