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5 giugno 2020 Associazioni e Comitati chiedono la definizione condivisa delle prescrizioni di tutela del vincolo del centro storico di Roma

6 giugno 2020

COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA SUL VINCOLO DEL CENTRO STORICO DI ROMA
5 giugno 2020
Associazioni e Comitati chiedono con forza a Franceschini e Zingaretti la definizione condivisa delle prescrizioni di tutela del vincolo del centro storico di Roma
Da 12 anni il centro storico di Roma, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO fin dal 1980, è stato sottoposto a vincolo paesaggistico senza però che, tanto il MIBACT quanto la Regione, d’intesa con il Comune di Roma, abbiano voluto dettare in tutto questo arco di tempo delle specifiche prescrizioni di tutela.
Il MIBACT in particolare ha rimandato per ben tre volte la tutela del vincolo del centro storico di Roma: lo ha fatto nel 2007 all’atto della adozione del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), lo ha ribadito nel 2015 in sede di controdeduzioni alle osservazioni presentate al PTPR.
Lo ha ora riconfermato a febbraio di quest’anno quando ha preteso che la Regione sostituisse le norme approvate dal Consiglio Regionale con deliberazione n. 5 del 2 agosto 2019 con quelle condivise con gli uffici in un documento sottoscritto il 19 dicembre 2019: la Giunta Regionale ne ha dovuto fare oggetto della proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 17 febbraio 2020, che deve ancora essere messa all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Regionale.
Per il vincolo del centro storico di Roma secondo il MIBACT «l’applicazione di specifiche prescrizioni di tutela da definirsi, in relazione alla particolarità del sito, congiuntamente da Regione e Ministero, decorre dalla loro individuazione con le relative forme di pubblicità.»
Il MIBACT rimanda a chissà quando la definizione di specifiche prescrizioni di tutela del vincolo del Centro storico di Roma, in contrasto con quanto ha sancito al riguardo la sentenza del TAR del Lazio n. 57957 del 29 maggio 2020, secondo cui «Risulta pertanto inammissibile che la Regione, che dovrebbe con il proprio PTPR prevedere un elevato grado di tutela di tali beni, ritenuti di interesse “assolutamente eccezionale” dal Ministero che ne ha promosso l’inserimento nella lista UNESCO (e riconosciuti come tali dal Comitato Intergovernativo con la dichiarazione di “patrimonio dell’Umanità”), possa con una previsione come quella dell’art. 43 co. 15 lasciarli del tutto privi di protezione – in contrasto con gli impegni assunti dallo Stato Italiano in base alla
Convenzione Unesco – procrastinandone e condizionandone la tutela al momento dell’adozione di un “piano di gestione” che ha oggetto e finalità diverse rispetto al piano paesistico nell’ordinamento interno».
In sede di approvazione della suddetta proposta della Giunta Regionale, che sarebbe inemendabile in considerazione anche del ricorso presentato dal Governo alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione, può però essere presentato a nome della Giunta un emendamento che vada a sostituire il testo dell’ennesimo rimando con la definizione, condivisa a monte con il MIBACT, delle definitive prescrizioni di tutela del vincolo del centro storico di Roma.
Le associazioni e comitati in calce chiedono quindi con forza a MIBACT e Regione Lazio di non lasciare ancora senza prescrizioni di tutela il vincolo del centro storico di Roma: lo fanno con una lettera aperta trasmessa al ministro Dario Franceschini ed al governatore Nicola Zingaretti, che si allega, con cui chiedono di estendere la tutela anche alla città storica di Roma, così come individuata dal vigente Piano Regolatore Generale, dai tessuti di origine medievale (T1) ai tessuti di espansione novecentesca (T8).
ADESIONI – Associazione “Amici dell’Inviolata” onlus, Associazione “Aspettare stanca”, Associazione Diritti dei pedoni di Roma e del Lazio, associazione “Gruppo dì’Intervento Giuridico”, associazione “La Vigna”, Associazione Residenti Campo Marzio, associazione “Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio”, associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS), Associazione “Viviamo Vitinia” Onlus, Centro d’Iniziativa per la Legalità Democratica (CILD), Cittadinanzattiva Lazio, Comitato “Abitanti Rione Monti”, Comitato di Quartiere “Osteria del Curato, Comitato Mura Latine APS, Comitato per il Progetto Urbano San Lorenzo e la Salvaguardia del Territorio, Comitato Piazza Caprera, Comitato Salvaguardia Grottaperfetta, Comitato “Salviamo i Pini di Corso Trieste”, Comitato Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt, Comitato Verde Ferratella ODV, Consulta Ambiente e Territorio Sardegna.
Per informazioni: Dott. Arch. Rodolfo Bosi (3339797338)

Consulta Regionale per la Salute Mentale del Lazio

27 febbraio 2020

Una buona notizia. Il 25 febbraio, dopo quasi 3 anni, è stata convocata la Consulta Regionale per la Salute Mentale del Lazio per l’elezione del Presidente. È stata eletta Presidente la dott.ssa Daniela Pezzi, unica candidata, con 12 voti su 14. Oltre ai 3 esperti nominati dalla Regione: Vincenzina Ancona, Tonino Cantelmi e Rosanna Di Giulio, compongono la nuova Consulta:Consulta

  • per le ASSOCIAZIONI DEI FAMILIARI:

o  Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti Psichici della Tuscia (A.f.e.SO.psi.t)

o  Associazione Regionale per la Salute Mentale – (A.RE.SA.M.)

o  Associazione Finalmente Libera

o  Associazione Spazio Disponibile

o  Associazione per la Riforma dell’Assistenza Psichiatrica (ARAP)

  • – per le ASSOCIAZIONI UTENTI:

o  Associazione INSIEME CON TE

o  Associazione Progetto Itaca Roma

  • – per gli ORGANISMI DI VOLONTARIATO E PER LA TUTELA DEI DIRITTI:

o  ACLI Frosinone

o  Comunità di Sant’Egidio ACAP

o  Fondazione Caritas Roma

  • – per le SOCIETÀ SCIENTIFICHE:

o  Associazione per la Ricerca e la Formazione nelle Scienze Neuro-Psico-Sociali (A.R.F.N.)

o  Società Italiana per la Formazione in Psichiatria (S.I.F.I.P.)

o  Società Italiana di Psichiatria SIP Lazio

Ricevuto da Spazio disponibile

Rappresentante delle Associazioni di Familiari nella Consulta Regionale per la Salute Mentale – Lazio

Referente Area Salute Mentale nel Tavolo Misto Permanente per la Partecipazione della ASL Roma 1

Aderente ad ARAS – “Associazioni in Rete per l’Amministrazione di Sostegno”
Socio dell’A.T.S. “OFFICINA VERDE SOLIDALE”

 

La Rete, i Girotondi, il Popolo Viola, i 5 Stelle” e ora Le Sardine

28 gennaio 2020

da Massimo Marnetto

Luigi Manconi nel suo articolo su la Repubblica, “Sardine, l’arte del congedo”, elogia il loro apporto definendolo  “…una politica come bene strettamente necessario, che, a differenza di molte altre esperienze del passato, non è destinata a produrre leader autoritari o soi disant carismatici, élite chiuse, apparati settari, discipline e scissioni. È stato questo il mesto destino di movimenti quali, tra gli altri, La Rete, i Girotondi, il Popolo Viola, i 5 Stelle”.

Non sono d’accordo con Manconi.

Ho dato il mio contributo ai Girotondi e non ho visto “élite chiuse o apparati settari”, ma partecipazione diffusa e spontanea da proto-Sardine. Non c’era nemmeno “un leader autoritario né sedicente carismatico”, visto che Nanni Moretti – l’esponente più conosciuto di quella stagione – ha sempre rifiutato quel ruolo ed è tornato al suo lavoro dopo essersi esposto unicamente per dovere civile, in un periodo di montante berlusconismo verso il quale il più grande partito di sinistra non riusciva a dire “cose di sinistra”. Mi dispiace che Manconi, di solito accurato nelle analisi, abbia addensato in una “marmellata di movimenti”, realtà invece molto diverse per cause, fasi ed evoluzioni.

Mio commento: Sono scesa in piazza con tutti, salvo l’ultimo, che ho però seguito dai primi contatti in rete. Sono stati e sono il tentativo di offrire ruolo e spazio a chi per scelta o perchè respinto, non trova spazio e ruolo nei partiti, questi sì monopolizzati da èlite e apparati settari. Anche io dissento dall’articolo di Luigi Manconi e offro la mia testimonianza a supporto di quanto scrive Massimo. Ricordo ancora con emozione quando abbiamo fatto un gioioso girotondo intorno al MIUR e l’altro intorno alla RAI. E anche quando ho incontrato Franca Rame al Teatro Vittoria. Eletta senatrice si dimise.

 

Festival di Sanremo 2020- Inaccettabili le anticipazioni e le dichiarazioni di Amadeus

18 gennaio 2020

Festival di Sanremo – lettera alla Rai 2020 (1)

 

 

Al Presidente Rai, Marcello Foa

All’Amministratore Delegato RAI, Fabrizio Salini

e p.c.

Al Consiglio di Amministrazione RAI,:

Rita Borioni, Beatrice Coletti, Riccardo Laganà, Igor De Biasio, Giampaolo Rossi

Al Presidente e ai componenti della Commissione parlamentare di vigilanza RAI

Al Vicedirettore Marketing RAI  Giovanni Scatassa

Alla Ministra alle Pari Opportunità e Famiglia  Elena Bonetti

Italia, 17 gennaio 2020

OGGETTO: FESTIVAL DI SANREMO 2020 – DICHIARAZIONI INACCETTABILI DI AMADEUS

Egregio Presidente Foa ed egregio Dr. Salini,

come associazioni che si occupano da anni del contrasto al sessismo nei media e in particolare nella televisione pubblica – grazie ai nostri contributi il Contratto di Servizio Pubblico Rai-Mise 2018-2022 è il più avanzato della storia della RAI, – esprimiamo un profondo disappunto in merito alle dichiarazioni sessiste del direttore artistico e conduttore Amadeus nella Conferenza stampa di presentazione del Festival e la nostra preoccupazione per le presenze e i ruoli annunciati.

A questo proposito, in piena sintonia con le tante proteste avanzate in questi giorni, chiediamo con fermezza, oltre a una dichiarazione ufficiale a smentita e rettifica, che i ruoli di primo piano NON siano affidati a soli uomini (Amadeus affiancato da Tiziano Ferro e Fiorello) e le donne NON siano semplicemente elementi di contorno e che le presenze di artisti siano valutate attentamente.

Quanto dichiarato e preannunciato da Amadeus, per la prima volta non affiancato dal Direttore di Rete, non è in linea con il Contratto di Servizio Pubblico 2018-2022 per i seguenti motivi:

non è rispettata la dignità della persona (Principi generali, art.2 punto e);

– non vengono superati gli stereotipi di genere al fine di promuovere la parità e di rispettare l’immagine e la dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione (art. 2 punto g)

– non vengono promossi modelli di riferimento per i minori, femminili e maschili, paritari e non stereotipati (art. 8 punto c)

È completamente disatteso l’articolo 9, che riportiamo integralmente:

Art. 9 Parità di genere

  1. La Rai assicura nell’ambito dell’offerta complessiva, diffusa su qualsiasi piattaforma e con qualunque sistema di trasmissione, la più completa e plurale rappresentazione dei ruoli che le donne svolgono nella società, nonché la realizzazione di contenuti volti alla prevenzione e al contrasto della violenza in qualsiasi forma nei confronti delle donne.
  2. Ai fini del conseguimento degli obiettivi di cui al comma 1, la Rai si impegna a:
    a) promuovere la formazione tra i propri dipendenti, operatori e collaboratori esterni, affinché in tutte le trasmissioni siano utilizzati un linguaggio e delle immagini rispettosi, non discriminatori e non stereotipati nei confronti delle donne;
    b) non trasmettere messaggi pubblicitari discriminatori o che alimentino stereotipi di genere;
    c) realizzare il monitoraggio e il relativo resoconto annuale, che consenta di verificare il rispetto della parità di genere nella programmazione complessiva. Il resoconto annuale e’ pubblicato nel sito internet dell’azienda ed e’ trasmesso al Ministero, all’Autorità’, alla Commissione, entro quattro mesi dalla conclusione dell’esercizio precedente.

Attendiamo una risposta urgente, in mancanza della quale preannunciamo altre azioni a contrasto delle pratiche discriminatorie di genere segnalate e per il rispetto del Contratto di Servizio.

 

      Donatella Martini                                                                      Rosanna Oliva

Presidente DonneinQuota                                                Presidente Rete per la Parità

d.martini@donneinquota.org                                     presidenza.reteperlaparita@gmail.com

                                                            

ufficio stampa : cell. 3356161043 – info@donneinquota.org

 

Italia Viva si rivolge a un morto: il centro. 

23 settembre 2019

DaMassimo Marnetto

 

Quello che una volta era fatto di persone con caratteristiche precise: conformismo, posto fisso, sacrificio familista, cattolici quanto basta e pasticcini la domenica. Una borghesia mediana che seguiva il flusso, tollerava la corruzione, perché intanto vedeva arrivare in casa la tv e poi la lavatrice, dopo la fatica e gli stenti di un’infanzia di guerra e dittatura. Oggi, i “moderati” del boom sono in via d’estinzione; i loro figli sono genitori in pensione, ultima tutela  sociale per i loro giovani bloccati in casa dal precariato o ridotti ad affetti skype all’estero.

Il “centro” è modernariato politico. La realtà è polarizzata. Proprio in quella destra e sinistra che i grillini (e non solo) negano. Il resto è astensionismo da abbandono per chi è troppo povero o da indifferenza per chi è troppo ricco. In questo quadro, chi – come Renzi – si allontana dalla sinistra non va al centro, ma a destra.

 

 

IL comunicato di Ebano in occasione della Giornata internazionale contro la tratta

31 luglio 2019

Da UDI Napoli

Inoltro e diffondo con piena condivisione il comunicato di Ebano in occasione della Giornata internazionale contro la tratta

In occasione della “Giornata internazionale contro tratta degli esseri umani” le associazioni Ebano e Adri sono a ribadire il loro impegno contro questo agghiacciante fenomeno.

Prendiamo atto che il rapporto “Piccoli Schiavi 2019” presentato da Save the Children finalmente cita in modo esplicito e maggiormente descrittivo il metodo del lover boy contro il quale ci battiamo da tempo, in ottemperanza a quanto disposto dal punto 61 della Risoluzione Europea del 12.05.16.

Il metodo del “lover boy” è il terribile inganno messo in atto dal trafficante, che finge una relazione d’amore con la vittima per attirarla in una spirale di assoggettamento tale da indurla alla prostituzione senza apparenti segni di costrizione, facendole perdere la percezione dello sfruttamento e della violenza subiti. Da anni è diventato la principale tecnica di traffico intraeuropeo ma ancora stenta ad essere riconosciuto.

Chiediamo, sulla scia di quanto affermato nel suddetto rapporto, che venga istituito un gruppo di lavoro a livello nazionale su questo metodo criminale, per non disperdere le esperienze professionali di ciascuno, per mettere in comune i nostri dati di osservazione dopo anni di lavoro mirato – di concerto con i colleghi europei- su questa tecnica e per addivenire alla messa appunto delle “buone prassi” prescritte dall’Europa già tre anni orsono.

Chiediamo inoltre, visto l’allarmante dato riportato di 2210 minori vittime di sfruttamento sessuale osservati in una sola notte in sole cinque regioni a fronte di esigui numeri di fuoriuscite, di conoscere dettagliatamente -pur nel rispetto della privacy – gli interventi attuati da operatori della rete antitratta, dei servizi minorili, alle Forze dell’ordine e dalle autorità consolari in ciascuna situazione e le dettagliate ragioni delle mancate fuoriuscite al di là delle macrocategorie indicate.

Osserviamo inoltre, come ultimo allarmante dato, che continuiamo a ricevere segnalazioni di minorenni o neo-maggiorenni italiane in situazioni di disagio indotte alla prostituzione sempre con il metodo del lover boy.

Ricordiamo infine le e i minori romeni scomparsi in patria – 410 denunce di scomparsa nel 2018 tuttora pendenti secondo i dati diffusi dalla Polizia Romena, Direcția pentru Investigații Criminale – probabili vittime di tratta. Forse sulle nostre strade. Forse tra i 2210 conteggiati.

Michelangela Barba

Associazione Ebano Presidente

Silvia Dumitrache

ADRI associazione donne romene in Italia Presidente

Focus di Ebano è il sostegno donne in condizione di grave marginalità, vittime di sfruttamento sessuale e grave violenza.

Focus di ADRI è  il sostegno alle migranti intraeuropee, che incorrono in situazioni di sfruttamento sessuale e lavorativo, e ai loro figli.

Le due associazioni collaborano dal 2016 nell’emersione delle situazioni di sfruttamento e nella gestione di percorsi di fuoriuscita.

EBANO

Associazione di Volontariato

Codice fiscale 94055060159

IT03 I030 6909 6061 0000 0146 169

Sede legale: via Jean Jaures n°7 – Milano

ebanoassociazione@gmail.com

+39 329 4040122

Un commento sulla vertenza tra la Sindaca di Amsterdam e il padrone delle vetrine. 

31 luglio 2019

 

 

Femke Anselma, Sindaca di Amsterdam vuole intervenire nel “chilometro quadrato della miseria” (è cosi chiamato il lungocanale a luci rosse). Ha infatti rilevato che la stessa legge che regolamenta la prostituzione viene sistematicamente violata dal maggiore imprenditore del “settore” Masten Stavast (l’azienda si chiama Agapi). La sua attività e le sue vetrine vengono reclamizzate, in ambito turistico, come inviti a “dare una pacca sulla spalla” alle ragazze esposte nelle vetrine stesse. Questo perché i papponi in Olanda non devono apparire come tali. La Sindaca, che si pone problemi amministrativi e non morali, inoltre osserva che la prostituzione irregolare è esponenzialmente aumentata proprio grazie al quartiere, dove Stavast non accetta interferenze. Sempre Anselma denuncia che, nelle vetrine, le ragazze sono esposte ad ogni tipo di aggressione verbale e insulto. Anche questo pur blando tentativo di difesa delle donne non viene ritenuto accettabile dallo sfruttatore legale Stavast, che ha armato un’alleanza con un’associazione di “sex workers” la cui presidente non è per altro identificabile. La presidente (?) infatti mantiene l’anonimato a riprova non solo dell’inconsistenza rappresentativa della così detta associazione, ma anche del fatto che lo stigma che colpisce le prostitute è indipendente dalla loro posizione legale. Altrimenti perché adottare uno pseudonimo, come invece fa “Felicia Anna”? 
La sindaca, come sua competenza, può solo spostare altrove le attività del quartiere, per facilitare i controlli sull’età e il trattamento delle donne: ma lo sfruttatore legale batte i pugni sul tavolo per dimostrare chi effettivamente stabilisce le regole.

L’Olanda è parte dell’Unione Europea, ma i suoi governi continuano a rimanere indifferenti alle risoluzioni che riconoscono la prostituzione è violenza maschile contro le donne.

Stefania Cantatore UDI Napoli

 

Napoli 31 Luglio 2019

Il suicidio, anche se assistito non è eutanasia.

31 luglio 2019

Da Massimo Marnetto

Che differenza c’è tra Primo Levi e DJ Fabo rispetto alla loro scelta di morire?  Il grande scrittore aveva l’autosufficienza fisica per suicidarsi, il dj ha dovuto invece chiedere aiuto, a causa della sua paralisi totale. Del tutto equivalenti invece le motivazioni: l’insopportabile sofferenza della permanenza in vita. Un tormento che può far desiderare la morte e che solo chi lo prova può giudicare insostenibile.

Ma il suicidio di Levi ha ricevuto comprensione, mentre quello di DJ Fabo – solo perché ha chiesto e ottenuto assistenza – ha provocato profonde critiche e il ricorso al parere del Comitato nazionale di bioetica. che ha operato una netta distinzione tra eutanasia e suicidio assistito, ma senza definire se la titolarità della vita appartenga unicamente a chi la possiede.

Quando riusciremo a dire con umanità che la vita non è un dono divino, ma la condizione personale che ogni persona ha il diritto di giudicare accettabile o meno?

Quando riusciremo a liberarci dal mito della sofferenza che santifica e del suicidio che non merita pietà religiosa?

Il rispetto del diritto a morire è l’ultima conquista laica e l’estremo atto d’umanità per chi vuole andar via. Anche dalla nostra pietà.

 

 

Le Sindache italiane neoelette o rielette alle ultime amminstrative

3 luglio 2019

 

RESOCONTO DI DANIELA DOMENICI

 

Daniela Domenici ha concluso le analisi di tutte le Sindache italiane neoelette o rielette lo scorso 26 maggio che sono state 616 su 3.664, il 16,8%.

Il 9 giugno c’è stato il ballottaggio e sono state neoelette o rielette altre 19 Sindache che si aggiungono alle 616 precedenti.

Il totale delle Sindache neoelette o rielette tra il 26 maggio e il 9 giugno è, quindi, di 635 su 3.823, il 16,6%

Le Sindache neoelette o rielette il 9 giugno sono:

Elena Piastra a Settimo Torinese (TO)

Daniela Ballico a Ciampino (RM)

Silvia Marchionini a Verbania (VB)

Martina Vesnaver a Spinea (VE)

Luciana Laera a Putignano (BA)

Sandrina Schito a Copertino (LE)

Maria Arcangela Fiorito a Muggiò (MB)

Giulia Mugnai a Figline e Incisa Valdarno (FI)

Paola Lungarotti a Bastia Umbra (PG)

Simona De Caro a Monsummano Terme (PT)

Roberta Tardani a Orvieto (TR)

Daniela Maldini a Novate Milanese (MI)

Francesca Mele a Marsciano (PG)

Antonella Gualchia a Beinasco (TO)

Giogia Bedin a Monselice (PD)

Maria Irene Bellifemine a Malnate (VA)

Valentina Vada a San Giovanni Valdarno (AR)

Patrizia Andreaotti a Noale (VE)

Francesca Brogi a Ponsacco (PI)

Le altre sindache Regione per Regione:

https://danielaedintorni.com/2019/06/24/le-177-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-lombardia-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/17/le-4-sindache-neoelette-o-rielette-in-sardegna-il-16-giugno-2019-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/17/le-54-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-veneto-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/16/i-28-comuni-al-voto-oggi-in-sardegna-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/15/le-48-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-emilia-romagna-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/15/le-25-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-nelle-marche-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/14/le-10-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-campania-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/06/13/le-4-sindache-neoelette-o-rielette-il-26-maggio-in-puglia-resoconto-di-daniela-domenici/

Parte il Bilancio Partecipativo 2019 di Roma Capitale

16 giugno 2019

Cittadini e Amministrazione sono chiamati a decidere insieme come utilizzare 20 milioni di euro per interventi di decoro urbano su tutto il territorio cittadino.

Dal 10 giugno è possibile presentare proposte e progetti attraverso la piattaforma telematica disponibile nell’area Partecipa del sito di Roma Capitale. Tutti i contributi sono visibili online e possono essere sostenuti cliccando sul tasto “Sostieni”.

I Municipi sono chiamati a partecipare presentando le loro idee e coinvolgendo i cittadini, anche attraverso momenti di incontro e confronto sul territorio.

A ottobre le proposte che avranno superato le diverse fasi di selezione saranno oggetto di una votazione finale online, al termine della quale verranno approvate le graduatorie degli interventi da realizzare, suddivise per ambiti municipali.

Chi può partecipare?

Possono partecipare le cittadine e i cittadini, residenti, domiciliati o che svolgano attività di lavoro o studio nel territorio capitolino, iscritti al portale di Roma Capitale o in possesso di SPID o Carta Nazionale dei Servizi.

Nei Punti Roma Facile si può richiedere un aiuto concreto per partecipare a tutte le fasi del processo, grazie al supporto dei facilitatori digitali.

Maggiori informazioni su:

https://www.comune.roma.it/web/it/processi-partecipativi.page o tramite contact center Chiama Roma 060606 o presso l’URP – Ufficio Relazioni con il Pubblico più vicino.