Archive for the ‘Studi di Genere’ Category

REMIO DI SCRITTURA FEMMINILE IL PAESE DELLE DONNE (XIX) & DONNA E POESIA (XXVI)

27 novembre 2018

PREMIO DI SCRITTURA FEMMINILE
IL PAESE DELLE DONNE (XIX) & DONNA E POESIA (XXVI)
dedicato a Maria Teresa Guerrero (Maité)
PREMIAZIONE: 1 DICEMBRE, ORE 16,30 – 19,30
CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
VIA DELLA LUNGARA 19 ROMA, SALA SIMONETTA TOSI
Info: paesedelledonne@libero.it
PAESEDELLEDONNE-ON LINE-RIVISTA
COMUNICATO STAMPA 2018 (2)

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Filastrocca dei numeri scritta da Aspettare stanca il 23 settembre 2018

27 settembre 2018

 

3 anni dalla firma dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile

 

12 anni da ora al 2030

 

5 è l’obiettivo Parità di genere dell’Agenda ONU

 

82 la posizione dell’Italia nel 2017 su 144 totali in fatto di uguaglianza di genere

 

32 i posti che l’Italia ha perso dal 2016

 

41 posti che l’italia ha perso dal 2015

 

15 i giorni di congedo obbligatorio dei padri ritenuti necessari per creare un valido rapporto paterno fin dalla nascita

 

4 i giorni di congedo obbligatorio dei padri italiani  nel 2018

 

0 i giorni di congedo obbligatorio dei padri italiani  nel 2019 se nel DEF non ci fosse più lo stanziamento

 

 

Nei prossimi giorni lo sapremo

 

Gli algoritmi: questi sconosciuti che a nostra insaputa condizionano le nostre vite

7 luglio 2018

Gli algoritmi e l’intelligenza artificiale, a nostra insaputa, stanno sempre più prendendo piede. Gran parte della nostra vita, ormai, è condizionata dall’uso di internet e dai maggiori social esistenti, che in base ad algoritmi complicati scelgono, tra l’altro,  le persone in evidenza sui nostri profili e ci inviano pubblicità ed altre segnalazioni.

Durante la “UWE CONFERENCE – Women in STEM ProfessionConvegno europeo – Roma 22 giugno 2018,organizzato a Roma dalla F.I.L.D.I.S. Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti  Superiori Rosanna Oliva de Conciliis, intervenuta come presidente della Rete per la Parità, ha parlato de

LA MATEMATICA CHE C’È ANCHE QUANDO NON SI VEDE. Lo sguardo di genere per il superamento della  cultura maschiocentrica.

Una relazione che riguarda anche l’uso degli algoritmi. Vedi il Power Point allegato.SLIDE Oliva

Su questo Blog leggi anche su i BIG DATA post scritto da Francesco Carolei  https://aspettarestanca.wordpress.com/2018/03/25/big-data-la-rivoluzione-e-gia-avvenuta-a-nostra-insaputa/

XVIII Legislatura al via: le leggi per le donne e delle donne, dal cognome materno agli asili nido

27 aprile 2018

Le prime settimane della XVIII Legislatura sono sicuramente caratterizzate dalle trattative tra i partiti per cercare di comporre una maggioranza che porti alla nascita di un governo, ma i neodeputati e senatori hanno già messo in moto fin dalla prima sedute delle due Camere la loro attività, presentando oltre 500 proposte di legge.

Ovviamente le materie sono tra le più disparate, ma non sfuggono una serie di proposte che vanno a toccare l’universo femminile sotto vari aspetti, da quello più strettamente famigliare alla dimensione pubblica della donna.

Tema caldo di attualità è quello sulla nuova giurisprudenza in tema di assegno divorzile che potrebbe far venir meno un cardine che aveva guidato le decisioni dei giudici in questi 40 anni: il mantenimento del tenore di vita.

La senatrice Juliane (detta Julia) Unterberger (SVP) ha presentato il disegno di legge (S. 167) recante “Modifiche all’articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile”, mentre alla Camera l’On. Alessia Morani mira a introdurre nel nostro ordinamento gli accordi prematrimoniali, che fanno tanto Stati Uniti.

Sempre in tema matrimoniale, ma guardando a un fenomeno che ha una dimensione più transnazionale e di tutela della persona è il disegno di legge (S. 174) della senatrice Nadia Ginnetti, riguardante le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno dei matrimoni forzati. L’On. Francesca La Marca ha invece presentato un disegno di legge recante “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riacquisto della cittadinanza da parte delle donne che l’hanno perduta a seguito del matrimonio con uno straniero e dei loro discendenti” (A.C. 222).

Attenzione anche alla sfera dell’educazione alla parità e alla maternità sotto molteplici aspetti, e qui è possibile trovare diverse proposte normative frutto anche dei diversi orientamenti politici: dalla tutela della partoriente, al divieto di maternità surrogata anche all’estero da parte di cittadini italiani, all’estensione dei congedi di maternità e paternità, all’educazione genitoriale, nonché l’educazione socio-affettiva e di genere nelle scuole, agli asili nido, per arrivare alla tutela della salute della donna, con particolare attenzione a una patologia tutta femminile come l’endometriosi o ancora la proposta di dotare i locali pubblici di fasciatoi accessibili a entrambi i sessi (S. 275).

Non mancano le proposte riguardanti la donna nella sua sfera pubblica: l’On. Antonella Incerti ha presentato il disegno di legge (A.C. 375) recante una “Legge quadro per la parità tra i sessi e contro le discriminazioni di genere” e ancora norme per garantire la parità di genere nei Consigli di Amministrazione nei consorzi dei marchi di tutela europei dei prodotti tipici locali e l’On. Tiziana Ciprini (M5s) che ha presentato un disegno di legge (A.C. 522) per superare il cosiddetto “gender pay gap” vale a dire il divario retributivo tra donne e uomini

Da segnalare la proposta (A.C. 421) dell’On. Susanna Cenni recante “Norme per la parità di accesso ai mezzi di comunicazione nella campagna elettorale e istituzione dell’Agenzia per la parità, per la non discriminazione tra i generi e per la tutela della dignità della donna nell’ambito della pubblicità e della comunicazione”.

Sono stati presentati anche due disegni di legge per disciplinare l’esercizio della prostituzione: uno da parte dell’on. Silvana Andreina Comaroli, poi ritirato, e l’altro da parte dell’On. Massimo Bitonci (A.C. 472).

Ritorna poi uno dei cavalli di battaglia del movimento femminile politico, arenatesi la scorsa legislatura e ancora in attesa di un’attuazione normativa dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul cognome della madre: la modifica del codice civile per quanto riguarda l’attribuzione del cognome al figlio; sono al momento tre i disegni di legge sul tema presentati in entrambi i rami del Parlamento, tra cui spicca quello della presidente uscente della Camera dei Deputati Laura Boldrini (A.C. 106).

Due anche le proposte di istituire commissioni di inchiesta parlamentari che riguardano strettamente temi di genere: una prima proposta è stata presentata dall’On. Susanna Cenni che chiede l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione economica e sociale delle donne, sulle pari opportunità e sull’attuazione delle politiche di genere in Italia (A.C.508) e l’altra una commissione monocamerale sul fenomeno del “femminicidio”, presentata alla Camera dalle deputate Renate Gebhard ed Emanuela Rossini (Doc. XXII, n. 9).

Francesca Ragno

aggiornamento sui primi 4 mesi

Primi 4 mesi della XVIII Legislatura: le leggi per le donne e delle donne, dal cognome materno agli asili nido
20 luglio 2018
a cura di Francesca Ragno
Fin dai primissimi giorni della XVIII Legislatura sono state presentate centinaia di disegni e proposte di legge, ovviamente le materie sono tra le più disparate, ma non sfuggono una serie di proposte che vanno a toccare l’universo femminile sotto vari aspetti, da quello più strettamente famigliare alla dimensione pubblica della donna.
Alcuni riproducono testi già presentati nella passata legislatura e che in molti casi non avevano neanche iniziato l’esame nelle competenti Commissioni, altri argomenti di attualità.
Tra questi il tema sell’assegno divorzile. La senatrice Juliane (detta Julia) Unterberger (SVP) ha presentato il disegno di legge (S. 167) recante “Modifiche all’articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile”, mentre alla Camera l’On. Alessia Morani (Partito Democratico) mira a introdurre nel nostro ordinamento gli accordi prematrimoniali, che fanno tanto Stati Uniti.
Sempre in tema matrimoniale, ma guardando a un fenomeno che ha una dimensione più transnazionale e di tutela della persona è il disegno di legge (S. 174) della senatrice Nadia Ginnetti, (PD) riguardante le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno dei matrimoni forzati.
L’On. Francesca La Marca (Partito Democratico) ha invece presentato un disegno di legge recante “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riacquisto della cittadinanza da parte delle donne che l’hanno perduta a seguito del matrimonio con uno straniero e dei loro discendenti” (A.C. 222).
Attenzione anche alla sfera dell’educazione alla parità e alla maternità sotto molteplici aspetti, e qui è possibile trovare diverse proposte normative frutto anche dei diversi orientamenti politici: dalla tutela della partoriente, alla sicurezza del parto naturale presentato dal capogruppo della Lega, il Senatore Massimiliano Romeo (S. 545) al divieto di maternità surrogata anche all’estero da parte di cittadini italiani, all’estensione dei congedi di maternità e paternità, la previsione di voucher per i servizi all’infanzia anche per le lavoratrici autonome (S. 470 presentato dal Sen. Gaetano Nastri di Fratelli d’Italia), all’educazione genitoriale, nonché l’educazione socio-affettiva e di genere nelle scuole, agli asili nido, agli incentivi fiscali per le assunzioni femminili (Mara Carfagna, esponente di Forza Italia, A.C. 755) per arrivare alla tutela della salute della donna, con particolare attenzione a una patologia tutta femminile come l’endometriosi o ancora la proposta di dotare i locali pubblici di fasciatoi accessibili a entrambi i sessi (presentata dalla senatrice democratica Laura Garavini S. 275).
Attenzione anche a un aspetto “fiscale” che riguarda l’universo femminile e in particolare la cosiddetta “pink tax” e quindi sono state presentate delle proposte di legge per diminuire l’IVA sui prodotti per l’igiene femminile (in particolare parliamo degli assorbenti igienici) e anche sui prodotti per la prima infanzia (S 475 da parte della Senatrice Donatella Conzatti di Forza Italia).
Non mancano le proposte riguardanti la donna nella sua sfera pubblica: l’On. Antonella Incerti del PD ha presentato il disegno di legge (A.C. 375) recante una “Legge quadro per la parità tra i sessi e contro le discriminazioni di genere” e ancora norme per garantire la parità di genere nei Consigli di Amministrazione nei consorzi dei marchi di tutela europei dei prodotti tipici locali e l’On. Tiziana Ciprini (M5s) che ha presentato un disegno di legge (A.C. 522) per superare il cosiddetto “gender pay gap” vale a dire il divario retributivo tra donne e uomini
Da segnalare la proposta (A.C. 421) dell’On. Susanna Cenni (PD) recante “Norme per la parità di accesso ai mezzi di comunicazione nella campagna elettorale e istituzione dell’Agenzia per la parità, per la non discriminazione tra i generi e per la tutela della dignità della donna nell’ambito della pubblicità e della comunicazione”.
Sono stati presentati anche due disegni di legge per disciplinare l’esercizio della prostituzione: uno da parte dell’on. Silvana Andreina Comaroli, (Lega) poi ritirato e l’altro da parte dell’On. Massimo Bitonci (Lega) (A.C. 472). Si segnala sul tema, ma con aspetti che vanno a toccare la rilevanza penale il disegno di legge (S. 312) della Senatrice del Partito Democratico, Caterina Bini, sulle sanzioni penali per i clienti delle prostitute.

Ritorna poi uno dei cavalli di battaglia del movimento femminile politico, arenatesi la scorsa legislatura e ancora in attesa di un’attuazione normativa dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul cognome della madre: la modifica del codice civile per quanto riguarda l’attribuzione del cognome al figlio, sono al momento quattro i disegni di legge sul tema presentati in entrambi i rami del Parlamento, tra cui spicca quello della presidente uscente della Camera dei Deputati Laura Boldrini (LeU) (A.C. 106), a cui si affianca sempre alla Camera il disegno di legge A.C. 230 dell’On. Renate Gebhard (Misto) e i due del Senato presentati rispettivamente dalle Sen. Laura Garavini del Partito democratico (S. 170) e da Julia Unterberger del gruppo delle Autonomie (S. 286).

Sempre in attuazione di una sentenza costituzionale, quella sul diritto a conoscere le proprie origini, risulta agli atti di Camera e Senato un solo disegno di legge presentato dal Sen. Gaetano Quagliarello (Forza Italia) recante “Modifiche alla legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di reati di surrogazione di maternità e di commercio di cellule e tessuti di origine umana nonché in materia di accesso alle informazioni sulle proprie origini” (S. 66).

Due le proposte di istituire commissioni di inchiesta parlamentari che riguardano strettamente temi di genere: una prima proposta è presentata dall’On. Susanna Cenni (PD) che chiede l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione economica e sociale delle donne, sulle pari opportunità e sull’attuazione delle politiche di genere in Italia (A.C.508) e l’altra una Commissione monocamerale sul fenomeno del “femminicidio”, presentata alla Camera dalle deputate del Gruppo delle Autonomie, Renate Gebhard ed Emanuela Rossini (Doc. XXII, n. 9). La proposta di legge della Senatrice Donatella Conzatti (Forza Italia) chiede invece l’istituzione di una Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere (S 313).

Ora che da un mese è partita la macchina parlamentare si attendono le calendarizzazioni dei primi disegni di legge di provenienza parlamentare, le prossime settimane saranno utili per capire se fin da subito i lavori parlamentari focalizzeranno parte del loro lavoro anche sulle tematiche di genere.

L’IDENTIKIT DEL NUOVO PARLAMENTO

13 marzo 2018

Da Open Polis, consigliamo di leggerlo tutto.

https://www.openpolis.it/tre-poli-contrapposti-2018-lidentikit-del-nuovo-parlamento/

Qui riportiamo i dati di genere, l’aumento è notevole, superata la massa critica, anche se è lontano il 50 %. che rispecchierebbe la composizione anagrafica del paese.

Il 34% dei parlamentari saranno donne.

 È la percentuale più alta della nostra storia repubblicana.

La scorsa legislatura aveva già fatto segnare un’impennata di quote rosa, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Alla Camera l’aumento era stato del 50%, passando dal 20,41% della XVI legislatura al 30,7%. Con la XVIII legislatura la percentuale è destinata a crescere ancora, passando al 34,62%. Solamente 10 anni fa, nella XV legislatura, le donne erano la metà, il 17,2%. Pure a Palazzo Madama i numeri sono record. Rispetto al 28,44% di senatrici della XVII legislatura, nella XVIII passeremo al 34,75%, segnando un aumento del 22%. Il trend negli ultimi anni ha portato a quasi raddoppiare la percentuale di donne, considerando che nel periodo 2006-2008 il dato era fermo al 13,43%.

Leggi anche in

http://www.lastampa.it/2018/03/19/italia/politica/il-parlamento-pi-rosa-della-storia-ma-la-soglia-del-resta-lontana-V0Np43OnzKlA9ItOhTZ33K/pagina.html

http://27esimaora.corriere.it/18_marzo_13/elette-due-rami-parlamento-619e18f6-270d-11e8-a3a0-e47b0114fbef.s

 

 

 

A San Valentino un dono degli uomini e delle donne: anche il cognome della madre accanto a quello del padre

14 febbraio 2018

In attesa che il prossimo Parlamento, in attuazione dei principi costituzionali, ribaditi  dalla sentenza n. 286/2016 della Corte costituzionale, approvi finalmente una legge che faciliti anche l’aggiunta all’Anagrafe del cognome materno, Aspettare stanca, una delle associazioni della Rete per la Parità, che dal 2010 è impegnata per ottenere il doppio cognome per legge, suggerisce:

  • A uomini e donne, come gesto d’amore verso le madri, di aggiungere nei social e in tutte le occasioni informali il cognome materno al solo cognome paterno ancora imposto dalla legge, seguendo l’esempio di chi lo ha già fatto l’anno scorso dopo la sentenza della Corte costituzionale,

Agli uomini, come gesto d’amore verso le loro compagne, di impegnarsi ad attribuire  i cognomi della mamma e del papà alle figlie e ai figli  che nasceranno, (come possibile per le nuove nascite a seguito della sentenza).

Sono gesti d’amore  anche verso figlie e figli, ai quali, attraverso il doppio cognome sarà riconosciuto il diritto alla completa identità,  rompendo con retaggi culturali ormai superati.

– –  – – –

Nell’udienza dell’otto novembre 2016 la Corte costituzionale, nel rispetto dei principi fondamentali costituzionali della parità tra uomini e donne e della tutela dell’identità, con la propria decisione ha eliminato l’automatica attribuzione del solo cognome paterno se i genitori chiedono di aggiungere anche il cognome della madre. Un risultato immediato e importante, ma ancora parziale, anche perché non tutti i neogenitori sono informati. Siamo tutt’ora in attesa di una legge, definita dalla Corte costituzionale, indifferibile.

Per saperne di più: http://www.reteperlaparita.it/cognome-della-madre/

Roma, 14 febbraio 2018

Per contatti: 3386705939 info@aspettarestanca.it

https://aspettarestanca.wordpress.com

L’Italia è contro la violenza maschile sulle donne? O ne è complice? Lo chiedono Rete per la Parità e DonneinQuota

25 novembre 2017

 

Comunicato stampa Audizione Commne Vig – 2017 def con loghi (2)

Mentre la Commissione parlamentare di Vigilanza Rai esamina lo schema di Contratto per il Servizio televisivo pubblico, a Firenze due studentesse americane sono sottoposte a lunghi interrogatori e, secondo gli avvocati difensori dei due carabinieri autori dei presunti stupri, dovrebbero anche rispondere a domande che il giudice ha ritenuto inaccettabili.
Perché l’Ordine degli avvocati non interviene?
Nulla è cambiato dai tempi di Processo per stupro, eppure proprio in questi giorni la Sottosegretaria Maria Elena Boschi con delega alle Pari Opportunità ha presentato il Piano nazionale straordinario contro la violenza 2017-2020, che contiene anche indicazioni sui processi per stupro e la responsabilità dei media, in ottemperanza alla Convenzione di Istanbul.
Aumenteranno le denunce e le telefonate al 1522 da parte di donne che vedono gli spot trasmessi in questi giorni, o le donne continueranno a tacere per il timore di essere sottoposte a martellanti e mortificanti interrogatori?
Giornaliste e giornalisti, a partire da quelli che lavorano in RAI, si adegueranno al manuale «Stop violenza: le parole per dirlo», di GiULiA Giornaliste Unite Libere Autonome e al “Manifesto per il rispetto e la parità di genere nell’informazione. Contro ogni forma di violenza e discriminazione. Attraverso parole e immagini», che sarà presentato oggi da Cpo Fnsi, Cpo Usigrai e associazione GiULiA a Venezia, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne?
E quali dovrebbero essere i compiti dei mass media in generale e del servizio pubblico radiotelevisivo e digitale nei confronti delle donne?
Se lo chiedono Donatella Martini Ciampella – DonneinQuota e Rosanna Oliva de Concilis – Rete per la Parità, che In sede di audizione presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, quattro giorni fa, il 21 novembre, hanno avanzato una serie di proposte migliorative dello schema di Contratto di Servizio Rai in discussione in questo periodo, per garantire un servizio pubblico che rispetti la dignità delle donne e promuova il loro empowerment.
Oltre all’uso di un linguaggio che non nasconda le donne, all’attenzione all’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile e alla composizione paritaria nelle varie commissioni, comitati, osservatori e strutture previsti dal Contratto, le due associazioni si sono concentrate sulla qualità del monitoraggio annuale, che va migliorato in collaborazione con il Dipartimento Pari Opportunità, e soprattutto sulle conseguenti azioni correttive sui palinsesti, mai esercitate.
Le associazioni chiedono anche maggiore attenzione allo sport femminile e al ruolo delle donne nella storia, con libero accesso alle Teche Rai, un bilancio non solo sociale ma anche di genere, il contrasto agli stereotipi di genere, una quota del finanziamenti riservata ad opere preposte ed, infine, la par condicio di genere tutto l’anno, in tutti i programmi.
Milano e Roma, 25 novembre 2017
Per contatti: info@donneinquota.org – segreteria.reteperlaparita@gmail.com 3356161043 – 33886705939

 

Le elette all’Assemblea regionale siciliana

14 novembre 2017

Quante e chi sono le deputate elette all’Assemblea regionale siciliana lo scorso 5 novembre, resoconto di Daniela Domenici

 

I/le 70 deputati/e eletti/e all’Assemblea regionale siciliana sono così suddivisi/e: 16 in provincia di Palermo, 13 a Catania, 8 a Messina, 6 ad Agrigento, 5 a Siracusa e Trapani, 4 a Ragusa, 3 a Caltanissetta, 2 a Enna. Dei restanti otto seggi uno spetta al/la presidente eletto/a, sei alla lista regionale del/la candidato/a presidente (il cosiddetto listino) e il seggio restante è del/la candidato/a governatore/rice arrivato/a secondo/a nelle preferenze.

Le deputate elette sono state 15 sul totale di 70, rappresentano quindi il 21,4%.

7 appartengono al M5S, 3 a FI, 2 all’UDC, 1 al PD, 1 a Popolari e Autonomisti – Idea Sicilia e 1 a Fratelli d’Italia – Noi con Salvini.

Eccole:

  • Marianna Caronia – FI – prov. di Palermo
  • Roberta Schillaci – M5S – prov di Palermo
  • Margherita La Rocca Ruvolo – UDC – prov di Agrigento
  • Stefania Campo – M5S – prov di Ragusa
  • Angela Foti – M5S – prov di Catania
  • Gianina Ciancio – M5S – prov di Catania
  • Elena Pagana – M5S – prov di Enna
  • Luisa Lantieri – PD – prov di Enna
  • Valentina Zafarana – M5S – prov di Messina
  • Rossana Cannata – FI – prov di Siracusa
  • Eleonora Lo Curto – UDC – prov di Trapani
  • Valentina Palmeri – M5S – prov di Trapani
  • Bernadette Grasso – FI – listino
  • Giusy Savarino – Popolari e autonomisti idea Sicilia – listino
  • Elvira Amata – Fratelli d’Italia noi con Salvini – listino
 https://danielaedintorni.com/2017/11/12/quante-e-chi-sono-le-deputate-elette-allassemblea-regionale-siciliana-lo-scorso-5-novembre-resoconto-di-daniela-domenici/

Rai Cultura ricorda – “Lina Merlin. La Senatrice”, in onda domenica 15 ottobre alle 16.20 su Rai Storia.

13 ottobre 2017

Rai Cultura ricorda – nel giorno del cento trentesimo anniversario della nascita – con il documentario “Lina Merlin. La Senatrice”, in onda domenica 15 ottobre alle 16.20 su Rai Storia.

Comunicato RAI (2)

e a Milano nel quadro delle iniziative promosse in occasione del 130° anniversario della nascita di Lina Merlin
LA MILANO DI LINA MERLIN
Venerdì 20 0ttobre 2017
Ore 12.00 – Deposizione di fiori al Famedio – Cimitero Monumentale di Milano
Ore 15.00 – Tavola Rotonda – Seminario di formazione presso la Sala Conferenze dell’ Archivio di Stato di Milano,Via Senato 10
L’iniziativa dispone dell’autorizzazione a partecipare in orario di servizio per il personale delle scuole di ogni grado e ordine
Su richiesta, sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

locandina iniziativa Mi (2)

Sicilia. Si vota senza doppia preferenza. Ma c’è il listino.

12 ottobre 2017

Riceviamo da Daniela Domenici i dati di genere delle imminenti elezioni regionali siciliane, utili per elettori e elettrici.

https://danielaedintorni.com/2017/10/12/chi-sono-le-donne-nei-listini-deilla-candidatia-per-le-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/07/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-province-di-caltanissetta-catania-ed-enna-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/09/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-province-di-ragusa-siracusa-e-trapani-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/08/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-provincia-di-palermo-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/07/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-provincia-di-agrigento-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2017/10/07/chi-sono-le-candidate-alle-elezioni-regionali-siciliane-del-5-novembre-2017-provincia-di-messina-resoconto-di-daniela-domenici/