Archive for the ‘post pervenuti da altri Blog’ Category

Granai vecchi e nuovi- di Massimo Marnetto

9 gennaio 2019

“Non sbarca nessuno. Altrimenti…” La minaccia di Salvini – diretta al premier Conte – è velata quanto netta. E tutti sentono aria di frattura elettorale per le europee. Ma la vera crepa che si sta allargando senza che nessuno la noti è nell’elettorato cattolico.

Una volta granaio della DC, da sempre accreditato come “moderato”, è oggi spinto da Francesco a prendere posizioni nette di solidarietà con gli ultimi, uscendo dalla prudenza dorotea. Questa operosa componente della chiesa di base non ha una casa, né la vuole. E rivendica la libertà di votare chi – con scelte concrete – opterà per dare sostegno alle fasce di emarginati, senza distinzione del colore della pelle o nazionalità. Questa quota di elettorato non si convince con un vangelo brandito in comizio o un rosario alzato in piazza. E’ informata, non ha tempo da perdere perché impegnata nel volontariato, ma vuole coerenza. E non la prendi con un tweet.

Poi c’è invece la parte cattolica identitaria, che adora riti e orazioni, ma odia i feriti di altre nazioni. Quella che ci tiene alle radici cristiane, ma non ai rami dell’accoglienza; quella dei crocefissi “culturali” appesi dove non c’è culto, ma solo per marcare il territorio. Così, l’ipocrisia del sovranismo pseudo-devoto sta creando un cripto-scisma nell’elettorato cattolico. Una divisione, certo. Ma che almeno ha il merito di rendere esplicita l’incompatibilità tra essere chiusi ed essere cristiani.

 

Massimo Marnetto

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Partigiane del 3° millenio.

5 gennaio 2019

Inviata da Lucia Cordero  una breve poesia del poeta curdo Goran che lei dedica alle donne curde, alle coraggiose ragazze di Kobane, le partigiane del 3° millenio.

“Io vado, madre.

Se non torno,

sarò fiore di queste montagne,

frammento di terra per un mondo

più grande di questo.

Io vado, madre.

Se non torno,

il corpo esploderà là dove si tortura

e lo spirito flagellerà

come l’uragano, tutte le porte.

Io vado, madre.

Se non torno,

la mia anima sarà parola

per tutti i poeti “                             ( GORAN  poeta curdo)

Fiaccolata in più di 80 città italiane per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani

10 dicembre 2018

Oggi  10 dicembre c’è la fiaccolata promossa da ActionAid, Amnesty International Italia, Caritas, EMERGENCY e Oxfam in più di 80 città italiane per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani,  alle 18.30  al Colosseo (lato via dei Fori Imperiali)  

Io vado perché per restare umani occorre uscire di casa, tenersi allenati all’incontro, ripetere gli sguardi verso gli altri, strappare il mastice della pigrizia: insomma, serve stare in movimento per vincere la stitichezza del cuore. Ci vediamo là,

Massimo Marnetto

Organizzazioni e associazioni che volessero aderire alla mobilitazione, possono farlo scrivendo sulla bacheca dell’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/216438749253515/

Bicentenario della nascita di Marx dal 13 al 16 dicembre al Macro Asilo un via Nizza – Roma.

8 dicembre 2018

Il programma del convegno che molte Fondazioni dedicano al bicentenario della nascita di Marx dal 13 al 16 dicembre al Macro Asilo di via Nizza di Roma.MARX MACRO

REMIO DI SCRITTURA FEMMINILE IL PAESE DELLE DONNE (XIX) & DONNA E POESIA (XXVI)

27 novembre 2018

PREMIO DI SCRITTURA FEMMINILE
IL PAESE DELLE DONNE (XIX) & DONNA E POESIA (XXVI)
dedicato a Maria Teresa Guerrero (Maité)
PREMIAZIONE: 1 DICEMBRE, ORE 16,30 – 19,30
CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
VIA DELLA LUNGARA 19 ROMA, SALA SIMONETTA TOSI
Info: paesedelledonne@libero.it
PAESEDELLEDONNE-ON LINE-RIVISTA
COMUNICATO STAMPA 2018 (2)

La mostra su Mastroianni a Roma

28 ottobre 2018

La mostra su Mastroianni (Ara Pacis) è un po’ come il secondo tempo di quella sul boom economico dell’Italia (“Il Sorpasso – Quando l’Italia si mise a correre 1946-1961” – Palazzo Braschi ). Le atmosfere sono in entrambi i casi quelle di un Paese che vuole tornare a vivere, ma il Marcello nazionale è capace di comunicare una tenerezza, che altri attori del suo tempo non avevano. Nella prima sala ci sono i divi che lo hanno folgorato da bambino nell’atmosfera buia e fumosa del cinema. Poi si passa alle sue foto da adolescente, circondato dalla famiglia di composta piccola borghesia della Ciociaria, con il papà falegname e la madre che posa per la foto da ritratto con il vestito buono.

 

Mastroianni scrive cartoline da militare per tranquillizzare tutti che il rancio è abbondante, ma subito dopo riesce a strappare qualche comparsata a Cinecittà, grazie alla sua simpatia, che fa chiudere un occhio all’addetto agli ingressi. Piccole parti, lavoretti, fino agli incontri che lo portano nel giro dei registri emergenti. Ma sempre con quell’umiltà e ironia di cui non riesce a spogliarsi. “Mi chiama Fellini – racconta in un video – per darmi la parte di protagonista ne La dolce vita. Nessuno immaginava il successo che avrebbe avuto e per avere più possibilità di pubblico il produttore voleva Paul Newman. Lui mi disse che invece voleva me, perché il suo personaggio doveva avere una faccia insignificante. Io non mi offesi affatto e così accettai”

 

Tra i due nasce subito un affiatamento formidabile, che l’attore descrive con il caos creativo che c’era ogni volta che arrivava sul set. “Sì, c’era un copione, ma né io né Federico (Fellini) lo volevamo seguire fedelmente. Io gli chiedevo: ma allora che devo fare?.. che dico?.. e lui, quasi infastidito, mi rispondeva: Marcellino (sempre così mi chiamava) vai là, la incontri e dici insomma quelle cose là del copione…”

 

Le foto procedono di sala in sala – da un premio a una paparazzata a Via Veneto – e il volto di Mastroianni diventa sempre più segnato e infantile, nella sua meraviglia per la meraviglia che suscita nei suoi ammiratori. Bellissima la confessione nel documentario “Io ricordo…” girato poco tempo prima della sua morte. “Da giovane senti che puoi fare tutto, perché tutto durerà, poi da vecchio ti ritrovi con poche forze e molti ricordi. Senti che il viaggio è finito, ma va bene così…”

 

Nelle ultime foto, si vede Mastroianni nella sua ultima  interpretazione al teatro con Le ultime lune, la storia di un uomo anziano, che fa un bilancio della propria vita, mentre sente che gli sta sfuggendo di mano. “Quando recito questo lavoro – si lamenta – non riesco a farlo con la distanza dell’attore, ma il personaggio è così simile a me, che spesso mi commuovo in scena” Mastroianni recita l’ultima replica a Napoli. Quella sera ha una voce fiaccata dal male che lo colpito, il pubblico capisce che è un addio e alla fine lo inonda di applausi. Lui capisce che è un addio, s’inchina e se ne va.

 

Massimo Marnetto

Un commento alla tragedia di San lorenzo

26 ottobre 2018

La sedicenne Desirée Mariottini è morta anche di proibizionismo.

Quando l’eroina devi comprarla – perché nessuna struttura pubblica la fornisce ai tossicodipendenti – aggiungi alla disperazione anche i reati e – se sei una giovane donna – la prostituzione estrema. La limitazione del danno non è una scelta morale, perché ammette l’errore con realismo e si concentra nel ridurne le conseguenze. Eppure, con tutti i suoi limiti “di principio”, salva vite. E alle volte – dopo averle salvate – le recupera.

 

Desirée poteva essere viva se fosse stata seguita da una struttura pubblica di somministrazione di stupefacenti? Forse sì. Perché nei paesi dove queste strutture esistono, sono il mezzo per contattare, conoscere e seguire i consumatori terminali di droghe pesanti, con il doppio vantaggio di essere sempre pronti ad un loro desiderio di ravvedimento e salvaguardarli dai reati e malattie collaterali. Ma le “camere delle siringhe” presenti nel nord Europa, dove persone di ogni età si iniettano la droga,  sconvolgono i nostri benpensanti. Gli stessi che poi non hanno remore sapendo che questi malati vagano nei nostri parchi e negli anfratti delle città, esposti a tutti i rischi.

 

Anche il perbenismo è una tossicodipendenza.

E dovremmo in molti disintossicarci dall’ipocrisia.

 

Massimo Marnetto

Domenica 30 settembre “Camminando sul percorso storico della Variante dei Laghi della Via Francigena”

28 settembre 2018

Monterosi_30settembre Il Cammino della Terra Comune presenta:

PROGRAMMA Camminata delle Terre Comuni da Monterosi al Lago di Bracciano.
– Ritrovo ore 9:00, borgo di Monterosi (https://goo.gl/Jc45BS)
– Arrivo parcheggio est Trevignano Romano, zona San Bernardino (https://goo.gl/ac7ij1)
– Al termine della Camminata, pranzo organizzato a Riva di Polline, location che sarà raggiunta con mezzi propri.
Servizio navetta per i soli autisti dal parcheggio di Trevignano (dove lasceranno le macchine) alla partenza di Monterosi. Per chi fosse interessato ad usufruire della navetta gratuita, al fine di garantire il rispetto degli orari di partenza e arrivo, si raccomanda di presentarsi per le 8:30 al parcheggio. Si lascia, ovviamente, libertà di organizzazione autonoma con mezzi propri.
I Camminatori in attesa della partenza, avranno l’opportunità di effettuare una visita guidata del borgo di Monterosi.
La Camminata è gratuita. Per questioni organizzative è richiesta conferma di partecipazione tramite messaggio privato alla nostra Pagina.
DESCRIZIONE PERCORSO
Si parte dal borgo di Monterosi attraverso via Filippo Gabrielli e via Santa Maria.
Da qui inizia un lungo tratto su via dello Sboccatore che in pochi km ci farà entrare all’interno del Parco Regionale di Bracciano e Martignano. Sempre il leggero declivio.
Passando per via della Tagliata, prima, e via Agapito Ercoli, poi, imboccheremo il sentiero 101, che ci accompagnerà di fatto fino al nostro arrivo, scendendo definitivamente verso Trevignano da San Bernardino del Malpasso.
Lunghezza percorso: 9 km
Durata Camminata: 4 ore circa
Mappa: https://goo.gl/AAdakf
Guide: Guardiaparco Parco Bracciano-Martignano
Abbigliamento consigliato: scarpe da trekking o da ginnastica; k-way al seguito; zaino con effetti personali indispensabili.
Dotazione: una borraccia d’acqua.
Adatto ai bambini: Sì.
Animali al seguito: Al guinzaglio
Parcheggio: gratuito.
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
– Metti “mi piace” alla Pagina Il Cammino delle Terre Comuni;
– Clicca “partecipa” a questo evento.
– Confermaci la presenza per Camminata e pranzo con messaggio privato.
L’Organizzazione declina ogni responsabilità civile e penale conseguenti alla partecipazione all’attività che in qualsiasi modo dovessero insorgere. Inoltre non si ritiene responsabile di eventuali danni arrecati a terzi o ricevuti durante lo svolgimento dell’attività.
L’Organizzazione si riserva la possibilità di apportare eventuali modifiche al presente programma al fine di garantire il regolare e sicuro svolgimento delle attività.
La Camminata è da intendersi come visita guidata di gruppo e, pertanto, a nessun partecipante è consentito avventurarsi in maniera spontanea in zone fuori dalla traccia.
INFO E CONTATTI
Email: camminoterracomune@gmail.com
http://www.terracomune.it
Facebook: Il Cammino delle Terre Comuni

L’assemblea del PD di luglio

8 luglio 2018

Da Massimo Marnetto

L’assemblea del PD non ha impresso una svolta, ma ha mostrato una discordia promettente.

Le prudenze sono saltate (persino Cuperlo ha detto una parolaccia), ma chi si aspettava un Renzi pentito di aver cercato i voti a destra e averli persi a sinistra ha sbagliato tutto. Il giovane emerito ha ribadito che il torto è degli altri e se n’è andato gesticolando contro gli oppositori, senza ascoltarli. Come ha notato Zingaretti (chi non sa ascoltare, non è un buon leader), che sapendo di dover concedere l’amnistia ai renziani quando sarà segretario, è rimasto in disparte per non esacerbare gli animi.

Di idee forti per recuperare l’elettorato storico, neanche mezza.

E invece sarebbe stato il caso di riposizionare il partito almeno su alcuni punti di forza: come per esempio una gestione dei flussi migratori più avanzata, la tassazione delle rendite e lo sgravio del lavoro, la lotta alla corruzione troppo blanda in passato, investimenti per ammodernamenti strutturali e manutenzioni dei beni pubblici. Magari con un forte richiamo ad una nuova stagione dei doveri – per tutti – per rendere esigibili i diritti – per tutti.  Purtroppo invece non si è volato alto. Più organigramma che programma. L’assemblea ha promosso Martina a segretario, ma tutto il resto è rimandato al congresso e ai risultati delle europee, per capire se sciogliere il partito o riportarlo a sinistra. Con il PD che diventa la più grande sala d’attesa d’Italia.

 

 

“Turistificazione”

7 maggio 2018

“Turistificazione”: lo chiama così il turismo infestante, la rete delle “Città per chi le abita” (Ciutat per a qui l’habita), nata a Barcellona, ma ben presto propagatasi in tutta la Spagna – a cui hanno già aderito alcuni comitati di Venezia – con l’obiettivo di coinvolgere tutte destinazioni dell’Europa del sud.

Il “Manifesto” – a parte alcuni accenti radicali – coglie bene la sofferenza che il business del turismo consumistico infligge alle città più visitate, fino a stravolgerne l’identità delle parti più pregiate, espellendo i residenti per sostituirli con strutture recettive e rimpiazzando negozi di prossimità con quelli che offrono paccottiglia da souvenir. Il processo è irrefrenabile per la disparità di forze dei contendenti. Da una parte gli abitanti, che vedono gli alloggi centrali schizzati a quotazioni irraggiungibili se non per pochi; dall’altra, un turismo “urbanofogo” che divora tutto, buttando sul tavolo capitali notevoli. In Italia il problema riguarda già Venezia, Firenze e Roma, ma anche altre città d’arte iniziano a patire l’assalto di un turismo intensivo e frettoloso, che crea problemi per le comunità e enormi guadagni per pochi speculatori.

Penalizziamo allora una delle fonti di maggior ricchezza per l’Italia?

Ovviamente no, ma occorre pensare ad un nuovo modello turistico per le nostre fragili città d’arte, che non sia orientato solo alla quantità degli arrivi giornalieri, ma alla qualità di un soggiorno prolungato. Sì, ma come? Certo, non con i varchi montati a Venezia, perché quando il gruppo arriva in città è tardi per fermarlo con una barriera. Anzi, la frustrazione poi diventa passaparola negativo. Meglio programmare e studiare modalità di impatto più leggere sulla città. A Roma, per esempio, la rete Motus di comitati di abitanti del centro, si sta battendo per evitare che i bus turistici entrino nell’Anello ferroviario. Si può fare, perché è stato fatto nel Giubileo 2000. E già evitando che ogni giorno 700 giganti da oltre 10 metri entrino e parcheggino in centro sarebbe una decongestione importante per chi vi abita e lavora. Insomma, è importante mandare un nuovo messaggio ai turisti: la bellezza richiede il suo tempo. Con un selfie il ricordo rimane digitale; con la calma, l”emozione diventa spirituale.

Massimo Marnetto