Archive for the ‘post pervenuti da altri Blog’ Category

15 marzo 2019

Ambasciatore   Hamid Bayat,        (email: iranemb.rom@mfa.gov.ir)

scrivo per la detenzione dell’avvocatessa Nasrin Sotoudeh, che si occupa da anni della tutela dei diritti umani dei dissidenti, tanto da ricevere il premio Sakharov nel 2012 per la libertà di pensiero del Parlamento Europeo. Nasrin Sotoudeh è reclusa nel carcere Evin di Teheran, per aver difeso giovani donne che hanno protestato contro l’imposizione del velo, senza usare violenza, né provocare danneggiamenti. Questo suo impegno è stato giudicato come un “atto criminale” con la condanna a 38 anni e all’umiliante tortura di 138 frustate.

Ambasciatore   Hamid Bayat,

a molte cittadine e cittadini italiani questa condanna appare profondamente ingiusta. Lo spessore civile che ha sempre animato l’azione di Nasrin Sotoudeh, mai offensiva né violenta contro alcuno, merita un supplemento di attenzione da parte delle Autorità Iraniane. Pertanto, chiediamo che sia riconsiderata la posizione di Nasrin Sotoudeh alla luce dell’attenzione che in tutti i paesi democratici ha suscitato il suo caso.

 

Con vigilanza democratica,

Massimo Marnetto – Roma

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Quando l’Intelligenza artificiale sbaglia e la responsabilità è umana (sembra non dei piloti).

13 marzo 2019

Il programma del computer di bordo ha prevalso sui piloti, facendo cadere l’aereo. E’ questa la prima, provvisoria causa che ha provocato il disastro aereo etiope. Così, oltre al dolore dei morti, tra cui molti volontari italiani, c’è anche l’inquietante scoperta dell’uso dell’ “ultima istanza informatica”, ovvero l’irrevocabilità della “certezza” del programma, anche in presenza di un errore.

 

Il dato è agghiacciante se si prova solo a traslare questo incidente aereo, già tragico, sui sistemi di lancio di testate nucleari. Algoritmi implacabili predisposti alla risposta in automatico in caso di arrivo di ordigni nucleari nemici. Una volta l’abbiamo scampata per un pelo. Il 26 Settembre 1983  i sistemi russi scambiarono dei raggi solari anomali per tracce di testate americane in viaggio verso Mosca. Il tenente colonnello Stanislav Petrov, di guardia quella notte, avrebbe dovuto attivare i lanci letali di risposta contro gli Usa, ma la sua esperienza non lo convinse che l’allert fosse reale e non spinse il bottone rosso. L’ultima istanza fu sua ed evitò la terza guerra mondiale.

L’umanità fu salvata da quel dubbio.

Una grandiosa facoltà umana di falsificazione critica collaterale, che non sarà mai digitale.

 

Massimo Marnetto

Il 27 gennaio è il giorno della Memoria

27 gennaio 2019
Da Carteinregola

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, mostrando  al mondo intero la tragedia della Shoah, la persecuzione ed il genocidio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale ad opera dei nazisti. Ma il ricordo riguarda anche le altre vittime: disabili, rom e omosessuali, oltre ai dissidenti politici.

Vogliamo inviare un pensiero alle  famiglie Di Consiglio e  Di Castro: le pietre d’inciampo in via Madonna dei Monti che erano state strappate dal marciapiede  da sconosciuti lo scorso 10 dicembre,  sono state messe di nuovo al loro posto,  per ricordare la loro deportazione e  morte nei campi di sterminio ad opera dei nazifascisti. (> vai alla loro storia, raccontata da Roma2pass)

 

ComunitAppia, Progetto Celio, Arca di Noesis, Celio Aperto e ANPI Provinciale, celebreranno il Giorno della Memoria di quest’anno con letture, canti e un breve docufilm in ricordo delle vittime dell’ Olocausto e di tutti coloro, uomini, donne, bambini e bambine di ieri e di oggi che hanno subito e continuano a subire violenze e sopraffazioni.

RICORDARE PERCHE’

Domenica 27 gennaio dalle ore 17 alle 20 nei locali della Galleria d’Arte “Arca di Noesis”, sita in Via Ostilia 3/B nel Rione Celio,

> da Mente Locale: Giorno della Memoria Roma 2019: oltre 170 eventi tra spettacoli, mostre e incontri

Granai vecchi e nuovi- di Massimo Marnetto

9 gennaio 2019

“Non sbarca nessuno. Altrimenti…” La minaccia di Salvini – diretta al premier Conte – è velata quanto netta. E tutti sentono aria di frattura elettorale per le europee. Ma la vera crepa che si sta allargando senza che nessuno la noti è nell’elettorato cattolico.

Una volta granaio della DC, da sempre accreditato come “moderato”, è oggi spinto da Francesco a prendere posizioni nette di solidarietà con gli ultimi, uscendo dalla prudenza dorotea. Questa operosa componente della chiesa di base non ha una casa, né la vuole. E rivendica la libertà di votare chi – con scelte concrete – opterà per dare sostegno alle fasce di emarginati, senza distinzione del colore della pelle o nazionalità. Questa quota di elettorato non si convince con un vangelo brandito in comizio o un rosario alzato in piazza. E’ informata, non ha tempo da perdere perché impegnata nel volontariato, ma vuole coerenza. E non la prendi con un tweet.

Poi c’è invece la parte cattolica identitaria, che adora riti e orazioni, ma odia i feriti di altre nazioni. Quella che ci tiene alle radici cristiane, ma non ai rami dell’accoglienza; quella dei crocefissi “culturali” appesi dove non c’è culto, ma solo per marcare il territorio. Così, l’ipocrisia del sovranismo pseudo-devoto sta creando un cripto-scisma nell’elettorato cattolico. Una divisione, certo. Ma che almeno ha il merito di rendere esplicita l’incompatibilità tra essere chiusi ed essere cristiani.

 

Massimo Marnetto

Partigiane del 3° millenio.

5 gennaio 2019

Inviata da Lucia Cordero  una breve poesia del poeta curdo Goran che lei dedica alle donne curde, alle coraggiose ragazze di Kobane, le partigiane del 3° millenio.

“Io vado, madre.

Se non torno,

sarò fiore di queste montagne,

frammento di terra per un mondo

più grande di questo.

Io vado, madre.

Se non torno,

il corpo esploderà là dove si tortura

e lo spirito flagellerà

come l’uragano, tutte le porte.

Io vado, madre.

Se non torno,

la mia anima sarà parola

per tutti i poeti “                             ( GORAN  poeta curdo)

Fiaccolata in più di 80 città italiane per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani

10 dicembre 2018

Oggi  10 dicembre c’è la fiaccolata promossa da ActionAid, Amnesty International Italia, Caritas, EMERGENCY e Oxfam in più di 80 città italiane per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani,  alle 18.30  al Colosseo (lato via dei Fori Imperiali)  

Io vado perché per restare umani occorre uscire di casa, tenersi allenati all’incontro, ripetere gli sguardi verso gli altri, strappare il mastice della pigrizia: insomma, serve stare in movimento per vincere la stitichezza del cuore. Ci vediamo là,

Massimo Marnetto

Organizzazioni e associazioni che volessero aderire alla mobilitazione, possono farlo scrivendo sulla bacheca dell’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/216438749253515/

Bicentenario della nascita di Marx dal 13 al 16 dicembre al Macro Asilo un via Nizza – Roma.

8 dicembre 2018

Il programma del convegno che molte Fondazioni dedicano al bicentenario della nascita di Marx dal 13 al 16 dicembre al Macro Asilo di via Nizza di Roma.MARX MACRO

REMIO DI SCRITTURA FEMMINILE IL PAESE DELLE DONNE (XIX) & DONNA E POESIA (XXVI)

27 novembre 2018

PREMIO DI SCRITTURA FEMMINILE
IL PAESE DELLE DONNE (XIX) & DONNA E POESIA (XXVI)
dedicato a Maria Teresa Guerrero (Maité)
PREMIAZIONE: 1 DICEMBRE, ORE 16,30 – 19,30
CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
VIA DELLA LUNGARA 19 ROMA, SALA SIMONETTA TOSI
Info: paesedelledonne@libero.it
PAESEDELLEDONNE-ON LINE-RIVISTA
COMUNICATO STAMPA 2018 (2)

La mostra su Mastroianni a Roma

28 ottobre 2018

La mostra su Mastroianni (Ara Pacis) è un po’ come il secondo tempo di quella sul boom economico dell’Italia (“Il Sorpasso – Quando l’Italia si mise a correre 1946-1961” – Palazzo Braschi ). Le atmosfere sono in entrambi i casi quelle di un Paese che vuole tornare a vivere, ma il Marcello nazionale è capace di comunicare una tenerezza, che altri attori del suo tempo non avevano. Nella prima sala ci sono i divi che lo hanno folgorato da bambino nell’atmosfera buia e fumosa del cinema. Poi si passa alle sue foto da adolescente, circondato dalla famiglia di composta piccola borghesia della Ciociaria, con il papà falegname e la madre che posa per la foto da ritratto con il vestito buono.

 

Mastroianni scrive cartoline da militare per tranquillizzare tutti che il rancio è abbondante, ma subito dopo riesce a strappare qualche comparsata a Cinecittà, grazie alla sua simpatia, che fa chiudere un occhio all’addetto agli ingressi. Piccole parti, lavoretti, fino agli incontri che lo portano nel giro dei registri emergenti. Ma sempre con quell’umiltà e ironia di cui non riesce a spogliarsi. “Mi chiama Fellini – racconta in un video – per darmi la parte di protagonista ne La dolce vita. Nessuno immaginava il successo che avrebbe avuto e per avere più possibilità di pubblico il produttore voleva Paul Newman. Lui mi disse che invece voleva me, perché il suo personaggio doveva avere una faccia insignificante. Io non mi offesi affatto e così accettai”

 

Tra i due nasce subito un affiatamento formidabile, che l’attore descrive con il caos creativo che c’era ogni volta che arrivava sul set. “Sì, c’era un copione, ma né io né Federico (Fellini) lo volevamo seguire fedelmente. Io gli chiedevo: ma allora che devo fare?.. che dico?.. e lui, quasi infastidito, mi rispondeva: Marcellino (sempre così mi chiamava) vai là, la incontri e dici insomma quelle cose là del copione…”

 

Le foto procedono di sala in sala – da un premio a una paparazzata a Via Veneto – e il volto di Mastroianni diventa sempre più segnato e infantile, nella sua meraviglia per la meraviglia che suscita nei suoi ammiratori. Bellissima la confessione nel documentario “Io ricordo…” girato poco tempo prima della sua morte. “Da giovane senti che puoi fare tutto, perché tutto durerà, poi da vecchio ti ritrovi con poche forze e molti ricordi. Senti che il viaggio è finito, ma va bene così…”

 

Nelle ultime foto, si vede Mastroianni nella sua ultima  interpretazione al teatro con Le ultime lune, la storia di un uomo anziano, che fa un bilancio della propria vita, mentre sente che gli sta sfuggendo di mano. “Quando recito questo lavoro – si lamenta – non riesco a farlo con la distanza dell’attore, ma il personaggio è così simile a me, che spesso mi commuovo in scena” Mastroianni recita l’ultima replica a Napoli. Quella sera ha una voce fiaccata dal male che lo colpito, il pubblico capisce che è un addio e alla fine lo inonda di applausi. Lui capisce che è un addio, s’inchina e se ne va.

 

Massimo Marnetto

Un commento alla tragedia di San lorenzo

26 ottobre 2018

La sedicenne Desirée Mariottini è morta anche di proibizionismo.

Quando l’eroina devi comprarla – perché nessuna struttura pubblica la fornisce ai tossicodipendenti – aggiungi alla disperazione anche i reati e – se sei una giovane donna – la prostituzione estrema. La limitazione del danno non è una scelta morale, perché ammette l’errore con realismo e si concentra nel ridurne le conseguenze. Eppure, con tutti i suoi limiti “di principio”, salva vite. E alle volte – dopo averle salvate – le recupera.

 

Desirée poteva essere viva se fosse stata seguita da una struttura pubblica di somministrazione di stupefacenti? Forse sì. Perché nei paesi dove queste strutture esistono, sono il mezzo per contattare, conoscere e seguire i consumatori terminali di droghe pesanti, con il doppio vantaggio di essere sempre pronti ad un loro desiderio di ravvedimento e salvaguardarli dai reati e malattie collaterali. Ma le “camere delle siringhe” presenti nel nord Europa, dove persone di ogni età si iniettano la droga,  sconvolgono i nostri benpensanti. Gli stessi che poi non hanno remore sapendo che questi malati vagano nei nostri parchi e negli anfratti delle città, esposti a tutti i rischi.

 

Anche il perbenismo è una tossicodipendenza.

E dovremmo in molti disintossicarci dall’ipocrisia.

 

Massimo Marnetto