Archive for the ‘Linguaggio sessista’ Category

Sabato 28 Novembre , ore 16.30- Incontro con la Rete per la Parità

21 novembre 2015

Alla Casa Internazionale delle donne di Roma.

Incontro con la Rete per la Parità.

Informazioni cliccando su Evento

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Dare voce alle donne: buone pratiche per comunicare in ottica di genere

30 dicembre 2014


Un articolo che riporta correttamente e in modo completo i tanti aspetti del tema della comunicazione “in ottica di genere”.
Da condividere, salvo una piccola imprecisione: la parità, a differenza dell’uguaglianza, evita le trappole tese alle donne da un modello che suggerisce alle donne di imitare i modelli maschili.

Dare voce alle donne: buone pratiche per comunicare in ottica di genere
di Saveria Capecchi *
29 dicembre 2014
Alla luce dell’analisi della letteratura nazionale e internazionale sul tema “genere e media” e delle ricerche qualitative personalmente condotte sulla rappresentazione femminile in diversi contenuti mediatici (programmi d’informazione, fiction, pubblicità), ho elaborato una lista di buone pratiche per comunicare in ottica di genere che valgono come suggerimenti per coloro che lavorano nel settore della comunicazione in senso lato, e in particolare nella comunicazione veicolata dai media, sia tradizionali che digitali. Ritengo che comunicare in ottica di genere sia fondamentale non solo per promuovere pari opportunità tra donne e uomini e sconfiggere gli stereotipi di genere più insidiosi, interiorizzati dalle donne stesse, ma anche per migliorare la qualità e l’efficacia della comunicazione.
Premetto che dai dibattiti in corso su “genere e media” lo sguardo femminista che tende a prevalere è quello connesso alle teorie della differenza (teorie del gender e pensiero della differenza sessuale, teorie post-gender e postcoloniali), secondo le quali la parità effettiva tra i sessi si ottiene solo se si rispettano e si valorizzano le differenze esistenti tra donne e uomini. In tale modo si fuoriesce dalle trappole tese alle donne dal “modello della parità” come quella dell’imitazione dei modelli maschili nel mondo del lavoro e quella della donna “vittima”, bisognosa di essere protetta e tutelata, derivata dal paradigma della debolezza femminile.
La questione più impellente che scaturisce dagli studi e dai dibattiti su “genere e media” è la seguente: come decostruire il pensiero unico, presentato come “neutro” e universale, che da secoli occulta e svilisce d’importanza il genere femminile offrendo narrazioni sulla realtà sociale da un’ottica prettamente maschile? Dando più voce alle donne e sensibilizzando le donne e gli uomini che producono comunicazione (mediatica, pubblica e sociale) a valorizzare il genere femminile. Introdurre nella comunicazione un’ottica di genere significa essenzialmente rispettare e valorizzare i punti di vista femminili sulla realtà sociale, dando ad essi lo stesso valore di quello solitamente attribuito ai punti di vista maschili. leggi tutto in
http://sociale.corriere.it/dare-voce-alle-donne-buone-pratiche-per-comunicare-in-ottica-di-genere/

Riforma Senato e Titolo V all’esame della Camera: ora la parola all’Aula

16 dicembre 2014

Dalle ore 16 di oggi 16 dicembre l’Assemblea della Camera inizia la discussione sulle linee generali del disegno di legge costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione, approvato, in prima deliberazione, dal Senato (S. 1429),  che  alla Camera è l’AC 2693

AC riforma Senato e titolo V.

Non possiamo fare a meno di sottolineare che nelle notizie ufficiali si continua a indicare i due relatori, uno del PD e l’altro di FI, come di maggioranza, cosa che provoca un sobbalzo.
Inoltre la prassi di indicare i parlamentari col solo cognome, salvo i casi di omonimia, nasconde, come si verifica anche in questo caso, che sono tutti uomini, come risulta soltanto grazie alle nostre integrazioni.

Dalle associazioni, attraverso la lettera inviata dall’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, si chiede che siano ripresentati in Assemblea gli emendamenti sulle norme di garanzia, ritirati in Commissione.

Lettera Senato e Titolo V

Ma la battaglia, l’unica che è riportata nei mass media, che trascurano le questioni di genere,  sarà soprattutto per le modifiche che la Prima Commissione, con il sostegno di otto voti PD, ha apportato contro il parere del Governo.

E’ stato alzato il quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica e aumentati i poteri del futuro Senato: sulle modifiche ai testi votati dalla Camera, il Senato potrà chiedere alla Camera di modificare i ddl approvati con maggioranza dei 2/3. La Camera però potrà comunque respingere tale richiesta con maggioranza semplice per le leggi ordinarie e con quella assoluta per tutte le altre tipologie.
Il Governo è invece riuscito a conservare i senatori di nomina presidenziale.

NB Stranamente il testo varato dalla Prima Commissione (AC. 2613-A), alle ore 14.30 di oggi non è ancora reperibile nella scheda del sito della Camera, ma era già disponibile da ieri, tanto è vero che lo diramiamo anche noi con questo post, sia pure in forma di bozza non corretta.

Riforma costituzionale – bozza I commissione camera

Per saperne di più: (more…)

Nomi e cognomi dei deputati (tutti uomini), che hanno chiesto il voto segreto sugli emendamenti di genere all’ITALICUM.

12 marzo 2014

Con tanta pazienza e parecchio tempo abbiamo dato un nome e cognome ai deputati (tutti uomini), che hanno chiesto il voto segreto sugli emendamenti di genere all’ITALICUM.
Sono in maggioranza di FI, ma non manca la Lega e perfino uno del PD!
Da notare la firma di Francesco Paolo Sisto, che avrebbe dovuto evitare in quanto presidente della Commissione , tanto è vero che l’ha ritirata quando ormai il numero necessario di firme era assicurato.
Va chiesta, visto che è in uno stadio avanzato la riforma del regolamento della Camera, la modifica delle disposizioni sulla redazione degli atti parlamentari, nei quali i deputati dovrebbero essere citati sempre e ( non solo nel caso di omonimie) col nome e cognome e sul voto segreto.

Atti Parlamentari — 49 — Camera dei Deputati
XVII LEGISLATURA — DISCUSSIONI — SEDUTA DEL 10 MARZO 2014 — N. 186

NB nel resoconto i firmatari sono indicati solo col cognome mentre in questo testo sono stati aggiunti i nomi propri (necessari per capire il sesso) e i Gruppi

Presidente- Prima di procedere, avverto che, ai sensi dell’articolo 51, comma 2, del Regolamento,
i deputati sotto indicati hanno chiesto il voto segreto sugli emendamenti Roberta Agostini 1.88, Locatelli 1.87, Andrea Romano 1.91, Migliore 1.90, Roberta Agostini 1.93 e 1.92 (versione corretta) e
anche su ulteriori proposte emendative che sarà mia cura indicare di volta in volta.
Ricordo che, ai sensi dell’articolo 52, comma 3, del Regolamento, chi ha sottoscritto una richiesta di votazione a scrutinio segreto deve essere presente al momento del voto, altrimenti la sua firma si
intende ritirata. Come avvenuto in precedenti analoghe circostanze, di cui abbiamo i precedenti,
darò lettura dell’elenco dei deputati che hanno sottoscritto la richiesta, al fine di verificarne la presenza in Aula: Gianluca Buonanno LNA ,Maurizio Bianconi FI , Antonio Marotta FI , Pietro Laffranco FI ,Gianfranco Chiarelli FI , Carlo Sarro FI , Fabrizio Di Stefano FI, Riccardo Gallo Afflitto FI
Achille Totaro FI , Francesco Catanoso FI, Massimo FdI, Corsaro, Fabio Rampelli FI , Bernardo… non è presente, quindi lo cancelliamo.
Giuseppe Galati FI , Cosimo Latronico FI , Luca D’Alessandro FI , Luigi Cesaro FI , Elio Massimo Palmizio FI , Maino Marchi PD (Inserito per errore nel resoconto, come chiarito successivamente ) Rocco Crimi FI … non è presente, Benedetto Francesco Fucci FI , Ignazio Abrignani FI , Daniele Capezzone FI , Giorgio Lainati FI , Giovanni Carlo Mottola FI , Antonio Palmieri FI , Luca Squeri FI , Piero Longo FI, Sandro Biasotti, FI FRANCESCO PAOLO SISTO firma ritirata , Marcolin… non è presente, Attaguile… non è presente, Cera… non è presente, GIUSEPPE DE MITA. SCpI firma ritirata, Valentino Valentini FI , Paolo Vella FI , Gaetano Piepoli I, Gaetano Nastri FDI Pasquale Maietta FDI ,Paolo Russo FI , Roberto Marti FI , Gianluca Pini LEGA NORD E AUTONOMIE, Guido Guidesi LNA, Nicola Molteni LNP, Cesaro Antimo SCPI . (more…)

Rompiamo le code! Un video di Pari o Dispare

7 marzo 2014

ROMPIAMOLECODE_8marzo2014-def

#ROMPIAMOLECODE
PARI O DISPARE INVITA LE DONNE A ROMPERE LE CODE. NON SOLO PER L’8 MARZO
L’associazione presenta il nuovo spot che racconta quante risorse economiche potrebbero
liberarsi con la valorizzazione dei talenti femminili nei diversi ambiti della società

Roma, 7 marzo 2014 – In occasione dell’8 marzo l’Associazione Pari o Dispare (www.pariodispare.org) presenta un nuovo spot in collaborazione con la casa di produzione Non Chiederci la Parola che ripercorre alcune evidenze della disparità uomo-donna nel nostro Paese, con ironia e impegno attivo.

Nello spot le attrici Alessandra Faiella, Claudia Penoni, Margherita Antonelli, Rita Pelusio (protagoniste anche dello spettacolo teatrale “Stasera non Escort”), sono impegnate in un’interminabile coda che lascia loro il tempo per alcune riflessioni, qualche dato e per una domanda: per le donne è sempre tutto più complicato?

L’associazione Pari o Dispare (PoD per Amiche e Amici) vuole ricordare ancora una volta al nostro Paese e al nuovo Governo Renzi, come in Italia le donne nascano pari e crescano dispare. I numeri elaborati dall’Istat, da Banca d’Italia e da altri prestigiosi Istituti concordano e non lasciano alternative: per uscire dalla crisi non possiamo proprio permetterci di rinunciare al talento femminile e alla forza delle donne che vivono in Italia.

In base all’ultimo rilievo ISTAT ogni 100 cittadini italiani, 52 sono donne. Solo il 47% delle donne ha un’occupazione contro il 67% dei colleghi uomini. Le donne continuano a essere pagate meno rispetto agli uomini e, come recentemente ricordato dalle pagine di un prestigioso quotidiano italiano, nell’arco di una vita per creare il reddito di un uomo ci vogliono due donne.

Tanti ancora sono i passi da fare per una vera meritocrazia in Italia, nel vasto mercato del lavoro come ai vertici di ogni settore: se davvero seguissimo una rigorosa applicazione del principio del merito, le donne sarebbero sicuramente protagoniste, viste le migliori performance scolastiche e accademiche. (more…)

Nel prossimo nuovo Governo Italiano è essenziale la Ministra per le Pari Opportunità

17 febbraio 2014

La lettera dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria inviata oggi a Matteo Renzi, Presidente del Consiglio incaricato.
Lettera al presidente del Consiglio incaricato

A Matteo Renzi
Presidente del Consiglio incaricato
Roma
Oggetto- CI SIAMO! E vogliamo esserci.
Nel prossimo nuovo Governo Italiano è essenziale la Ministra per le Pari Opportunità.
Perché?
perché la voce delle Donne Italiane e i loro problemi di Cittadine, devono trovare non solo ascolto, ma avere valore di priorità del Paese e, come tali, seguiti da indispensabili e adeguate soluzioni, nel rispetto dei principi costituzionali e delle direttive europee;
perché questa lunga ed intensa crisi non solo economica – ma anche sociale, culturale, etica, sta colpendo in modo significativo soprattutto le Donne, nella vita pubblica e privata:precariato e disoccupazione femminile, disparità di carriera e di retribuzione sul lavoro, atti di violenza contro le Donne e femminicidio, distorta rappresentazione sui media delle Donne e delle loro vicende, smantellamento o riduzione dei servizi sociali, esigua presenza delle Donne nelle Istituzioni e nei luoghi decisionali…sono solo alcuni esempi;
perché le politiche di genere non diventino solo un bel vessillo di proclamata “modernità”, contemplandole nei punti programmatici al momento della costituzione del Governo e poi trascurate, ma siano un concreto impegno di tutti i Ministri;
perché è importante avere una figura di riferimento, di stimolo e di coordinamento, per politiche delle Pari Opportunità e delle azioni positive in tutte le attività e gli atti di Governo – in una logica di gender mainstreaming, con la valutazione delle diverse implicazioni per uomini e donne di ogni azione politica, compresa la legislazione e i programmi, in tutti i settori e livelli;
perché le politiche generali, per essere davvero tali e portare benefici collettivi, devono tener presenti tutte le prospettive, basilare quella di genere. (more…)

Il Telefono Rosa chiede il ritorno ad un clima civile in Parlamento e la nomina della Ministra per le Pari Opportunità

5 febbraio 2014

Dei tanti commenti e delle tante reazioni a quanto accaduto nei giorni scorsi in Parlamento, scegliamo di diramare il comunicato di Telefono Rosa, non solo perché ne condividiamo a pieno il contenuto, ma anche per l’autorevolezza che gli deriva di essere scritto da chi la violenza contro le donne la conosce e la combatte.

Il Telefono Rosa chiede il ritorno ad un clima civile in Parlamento e la nomina della Ministra per le Pari Opportunità

Oggetto: Comunicato Stampa solidarietà
Il Telefono Rosa manifesta la propria indignazione per quanto accaduto in questi giorni alle donne delle Istituzioni ed alle parlamentari di diversi schieramenti politici che rappresentano tutta popolazione italiana composta, lo ricordiamo, da uomini e donne.
“In particolare – dice la Presidente di Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli – esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, alla quale siamo vicine e comunichiamo che aveva assolutamente ragione quando ieri ha asserito che i commenti violenti a suo danno fossero da parte di “potenziali stupratori”. La violenza fisica che ci raccontano moltissime donne in Associazione nasce il più delle volte da questa modalità di linguaggio, di relazione misogina, da questa cieca aggressività priva di qualunque freno e civiltà. Ancora più grave è stato che un esperto del mezzo multimediale, come il signor Grillo, non abbia compreso quale nefasta conseguenza potesse avere una frase contenente doppi sensi come quella che ha scritto riferendosi alla Presidente della Camera. Riteniamo il suo atteggiamento e quello di chi ha commentato il suo post un’imperdonabile offesa a tutte le donne”.
“Vogliamo però dare il nostro sostegno anche alle deputate del PD, tra cui Alessandra Moretti e Roberta Agostini, insultate in maniera vergognosa e ancora più grave, perché sessista, in un luogo dove le rappresentanti del popolo dovrebbero essere difese dalla bassezza degli istinti peggiori. Stessa solidarietà per la deputata Loredana Lupo che, nonostante stesse occupando impropriamente i banchi del Governo, cosa che riteniamo inaccettabile, non doveva essere fronteggiata fisicamente come abbiamo visto fare”. (more…)

IL 19 DICEMBRE ALLE ORE 10:30 AVRA’ LUOGO L’INAUGURAZIONE DELLA STRADA DI FONDOVALLE NEL XV MUNICIPIO DI ROMA E L’INTITOLAZIONE A “GERMANA STEFANINI” ALLA PRESENZA DEL SINDACO, DI AUTORITA’ VARIE E DELLA BANDA DEI VIGILI.

18 dicembre 2013

GERMANA STEFANINI

Da WIKIPEDIA:

Agli inizi degli anni ottanta, la lotta delle Brigate rosse e delle altre organizzazioni fiancheggiatrici si allargò all’area delle carceri italiane, a causa della presenza in queste di numerosi terroristi detenuti.

A Roma le azioni iniziarono con il ferimento del medico del carcere di Rebibbia Giuseppina Galfo.

Il 28 dicembre 1982 una cellula romana delle Brigate rosse, inizialmente denominatasi Nuclei per il potere del proletario armato, rapì Germana Stefanini, di 57 anni, vigilatrice del reparto femminile, e la sottopose a un processo da parte del “tribunale rivoluzionario” nel suo appartamento al quartiere romano del Prenestino, per estorcerle informazioni sull’organizzazione carceraria. Il suo interrogatorio venne registrato su audiocassette, rinvenute successivamente durante le indagini della polizia.

Il processo si concluse con la condanna a morte della donna, motivata dalla sua «funzione repressiva … a spese dei prigionieri proletari comunisti», ed eseguita con un colpo di pistola alla nuca. Il suo corpo fu rinvenuto quella sera stessa nel bagagliaio di una Fiat 131 parcheggiata in una strada del Tiburtino.

Il suo omicidio fu ripudiato da 180 recluse del carcere, che firmarono un documento di condanna per denunciarne l’aberrazione. Fu inoltre oggetto di più interpellanze parlamentari sulle condizioni della gestione delle carceri e sulla sicurezza del corpo di vigilanza carceraria.[1][2][3]

Per l’omicidio, l’11 aprile 1987 la corte d’assise d’appello di Roma condannò all’ergastolo Francesco Donati, Carlo Garavaglia e Barbara Fabrizi[4]. Francesco Donati, facente parte della terza generazione delle Brigate Rosse, sarà coinvolto successivamente anche nelle indagini sull’omicidio D’Antona[5] avvenuto 16 anni dopo ad opera delle Nuove Brigate Rosse.

Il 7 novembre 2007, durante la festa della polizia penitenziaria le è stata attribuita la medaglia d’oro al valor civile[6] alla memoria.

In data 4 luglio 2012, con deliberazione di Giunta Comunale n. 189 Roma Capitale ha attribuito il nome della strada di Fondovalle, una importante e recente strada a Roma Nord che unisce Via Due Ponti a Via di Grottarossa, a Germana Stefanini, con la formula: ‘Via Germana Stefanini: Vigilatrice penitenziaria, Medaglia d’Oro al Valore Civile (1926-1983)’

Ancora sulla Convenzione del PD -Analisi veloce del linguaggio

24 novembre 2013

Analisi veloce del linguaggio (sessista?) dei discorsi alla Convenzione del PD
Enrico Letta considera gli iscritti e gli elettori
http://www.partitodemocratico.it/doc/262720/il-pd-il-senso-di-una-vita-politica.htm
Zoggia
http://www.partitodemocratico.it/doc/262717/i-dati-ufficiali-del-voto-degli-iscritti.htm
e Epifani
http://www.partitodemocratico.it/doc/262722/epifani-viviamo-un-processo-democratico-unico-in-italia.htm
si rivolgono alle care delegate e ai cari delegati, ma mentre il primo torna subito al maschile, Epifani non sgarra mai.
Si notano, anche nei contenuti, i risultati della lunga scuola che il segretario uscente ha dovuto subire dalle donne della CGIL. Peccato non poter votare per lui alle primarie.
Renzi
http://www.youdem.tv/doc/262733/convenzione-pd-renzi-in-italia-rimasto-solo-pd-a-restituire-dignit-alla-parola-democrazia.htm
:”Grazie di cuore a tutti”, poi aggiunge :”Grazie a tutte e a tutti”, per poi tornare a usare il vecchio maschile onnicomprensivo.
Cuperlo
http://www.youdem.tv/doc/262732/convenzione-pd-cuperlo-nellitalia-rimasto-solo-il-pd-a-restituire-dignit-alla-parola-democrazia.htm

evita il femminile, ma è l’unico tra i candidati a dedicare una parte del suo discorso alle donne.

Civati http://www.youdem.tv/doc/262731/convenzione-pd-civati-a-chi-chiede-cosa-ci-fate-nel-pd-dico-cosa-ci-fate-fuori.htm
ringrazia i ragazzi e i ventenni.
Nota della redazione. anche chi fa un gran parlare di rinnovo della classe politica si limita al rinnovo generazionale e dimentica che occorre quello di genere.
Non c’è da stupirsi, perchè sono tutti uomini, eppure hanno bisogno del voto delle donne.

Policy (o politica) di genere in RAI

29 ottobre 2013

Policy aziendale in materia di genere

La presidente della RAI Anna Maria Tarantola ha inviato alla Rete per la Parità la notizia di una iniziativa che la Rai ha adottato per la valorizzazione della donna e l’affermazione della sua dignità.

 (vedi testo di Policy aziendale in materia di genere)

 Ecco una parte della comunicazione:                                                                              

“Si tratta di una policy di genere che la Rai ha ritenuto di adottare autonomamente; Rai è così il primo Servizio Pubblico europeo che recepisce formalmente le raccomandazioni formulate dal Consiglio d’Europa ai media con riferimento alla corretta rappresentazione della figura femminile, all’equilibrio di genere nonché alla prevenzione e alla lotta contro la violenza nei confronti delle donne.

Ritengo che anche questo sia un modo per perseguire con responsabilità la missione di Servizio Pubblico.

 

Cordialmente,

Anna Maria Tarantola”

 Commento della redazione : “se son rose fioriranno”