Archive for the ‘Iniziative con altre Associazioni’ Category

Governo paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

14 maggio 2018

Comunicato

Governo  paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

 

Economia, Lavoro, Sud i temi all’attenzione del tavolo tecnico M5S – Lega, composto di diciannove uomini e una sola donna. Temi che non possono trovare spunti di valido ed efficace impegno politico continuando a non utilizzare la risorsa-donna, senza una visione di genere che parta dai dati statistici sul lavoro, che accomuna la preoccupante situazione dei giovani a quella delle donne. Sono necessarie misure di welfare e conciliazione inclusive che consentano alle donne di non rinunciare al lavoro ed ai percorsi di carriera per esigenze familiari.

Le trattative che dovrebbero portare al cosiddetto Contratto per un governo Di Maio – Salvini, se davvero, come dichiarato, mirano a individuare le soluzioni ai veri problemi, non possono trascurare le questioni di genere, come già sottolineato anche da Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

Il primo segnale dovrebbe essere la formazione di un Governo  con donne e uomini in egual numero tra i Ministri e i Sottosegretari. Un obbligo e un’opportunità, non solo per la presenza del 52% di donne nel nostro. Paese, ma anche perché il trend discendente nelle graduatorie europee e mondiali (l’Italia si trova all’82° posto e ha perso ben 32 punti rispetto all’anno scorso  secondo il World Economic Forum) è preoccupante per l’economia,  per l’accentuarsi della denatalità, soprattutto al Sud, e per l’aumento delle diseguaglianze, che vedono trasversalmente sempre rilevante il gap di genere.

Se non ci sarà, come probabile, una donna all’economia, ci deve essere almeno un impegno per una Sottosegretaria con delega al bilancio di genere. Un esame del bilancio che ha visto il primo avvio ufficiale nel corso di quest’anno e permette di valutare l’impatto delle scelte di finanza pubblica sull’equilibrio tra uomini e donne. La visione di genere non può mancare in tutti i ministeri, a partire da quelli dell’istruzione, lavoro e salute, con un ruolo di coordinamento affidato alla Ministra alle Pari Opportunità, per l’impegno ad una azione sinergica dell’intero Governo per il raggiungimento della parità sostanziale tra donne e uomini.

La parità di genere è trasversale a tutti i temi che riguardano le diseguaglianze, esplicitati nei 17 obiettivi e relativi target dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,  sottoscritta dall’Italia.

Un Governo che si fa carico di questi temi dovrebbe avere donne nei Ministeri e nelle funzioni di governo di maggiore impatto sul gender equality e sulla crescita inclusiva e una Ministra per le Pari Opportunità, o Per i diritti delle donne, come preferiremmo si chiamasse, che sia dedicata e abbia gli strumenti idonei per l’incarico, tra i quali:

un Dipartimento per le Pari Opportunità potenziato con la copertura di tutti i ruoli, con l’individuazione di personale qualificato e competente e alleggerito da compiti estranei, come quello delle aree urbane degradate

– la creazione di un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile, al quale affidare compiti e funzioni che vadano oltre a quelli dei tavoli tecnici, che finora hanno dimostrato di non essere in grado di incidere operativamente sulle questioni affrontate.

Il primo impegno per la Ministra alle P.O. è di rendere operativo il Piano anti violenza 2017-2020, nel rispetto della Convenzione di Istanbul. Un Piano che, a secondo anno inoltrato, corre il rischio di andare incontro agli stessi ostacoli del precedente piano ( che fu oggetto anche di una negativa relazione della Corte dei conti) se continuerà ad essere affidato ad un Dipartimento sguarnito e senza la Ministra competente.

 

Italia, 13.05.2018

Rete per la Parità

DonneinQuota

EWMD European Women’s Management Development

FILDIS Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori

Vox-diritti

Per informazioni: 3356161043 info@donneinquota.org  segreteria.reteperlaparita@gmail.com

Annunci

“Turistificazione”

7 maggio 2018

“Turistificazione”: lo chiama così il turismo infestante, la rete delle “Città per chi le abita” (Ciutat per a qui l’habita), nata a Barcellona, ma ben presto propagatasi in tutta la Spagna – a cui hanno già aderito alcuni comitati di Venezia – con l’obiettivo di coinvolgere tutte destinazioni dell’Europa del sud.

Il “Manifesto” – a parte alcuni accenti radicali – coglie bene la sofferenza che il business del turismo consumistico infligge alle città più visitate, fino a stravolgerne l’identità delle parti più pregiate, espellendo i residenti per sostituirli con strutture recettive e rimpiazzando negozi di prossimità con quelli che offrono paccottiglia da souvenir. Il processo è irrefrenabile per la disparità di forze dei contendenti. Da una parte gli abitanti, che vedono gli alloggi centrali schizzati a quotazioni irraggiungibili se non per pochi; dall’altra, un turismo “urbanofogo” che divora tutto, buttando sul tavolo capitali notevoli. In Italia il problema riguarda già Venezia, Firenze e Roma, ma anche altre città d’arte iniziano a patire l’assalto di un turismo intensivo e frettoloso, che crea problemi per le comunità e enormi guadagni per pochi speculatori.

Penalizziamo allora una delle fonti di maggior ricchezza per l’Italia?

Ovviamente no, ma occorre pensare ad un nuovo modello turistico per le nostre fragili città d’arte, che non sia orientato solo alla quantità degli arrivi giornalieri, ma alla qualità di un soggiorno prolungato. Sì, ma come? Certo, non con i varchi montati a Venezia, perché quando il gruppo arriva in città è tardi per fermarlo con una barriera. Anzi, la frustrazione poi diventa passaparola negativo. Meglio programmare e studiare modalità di impatto più leggere sulla città. A Roma, per esempio, la rete Motus di comitati di abitanti del centro, si sta battendo per evitare che i bus turistici entrino nell’Anello ferroviario. Si può fare, perché è stato fatto nel Giubileo 2000. E già evitando che ogni giorno 700 giganti da oltre 10 metri entrino e parcheggino in centro sarebbe una decongestione importante per chi vi abita e lavora. Insomma, è importante mandare un nuovo messaggio ai turisti: la bellezza richiede il suo tempo. Con un selfie il ricordo rimane digitale; con la calma, l”emozione diventa spirituale.

Massimo Marnetto

Campagna civica per l’eliminazione dei bus turistici nel centro di Roma

10 aprile 2018

COMUNICATO STAMPA

Campagna civica per l’eliminazione dei bus turistici nel centro di Roma

CONFERENZA STAMPA – Mercoledì 11 Aprile – Sala del Carroccio al Campidoglio – ore 12,00

la Rete Motus tra varie Associazioni di Residenti nel Centro Storico di Roma presenta alla stampa l’Appello della campagna civica “BUS STOP” per chiedere il divieto di circolazione dei bus turistici nelle aree di pregio della Città, definite dall’Anello Ferroviario, come avvenne nel Giubileo 2000.

 

Questo Appello (distribuito in italiano e inglese) sostiene la stessa richiesta già avanzata dal Municipio I con delibera approvata da tutte le forze politiche. E mira ad estendere la mobilitazione civica – anche presso gli stranieri presenti in Città e “Romani nel cuore”-  per chiedere un incontro urgente con Roma Capitale in vista dell’adozione del “Regolamento dei bus turistici” affinché le nuove regole siano un’efficace tutela del fragile patrimonio Unesco del centro di Roma e – nel frattempo – affinché l’Amministrazione capitolina operi per il rigoroso rispetto delle norme vigenti.

 

Per sostenere questo impegno delle Associazioni di Residenti e del Municipio I Centro Storico, si sono uniti con la loro sottoscrizione donne e uomini della cultura, come Paolo Berdini, Valerio Carocci (Ragazzi Piccolo Cinema America), Vittorio Emiliani, Antonio Del Guercio, Vezio De Lucia, Dacia Maraini, Tomaso Montanari, Salvatore Settis, Paolo e Vittorio Taviani, Mario Tozzi

Promotori: Associazione Abitanti Giolitti Esquilino – Associazione Monti – Civico 17 Prati, Mazzini, Delle Vittorie – Comitato Ottaviano Giulio Cesare – Comitato Piazza Vittorio Partecipata – Domus Ciancaleoni – Trionfalmente – Ragazzi Piccolo Cinema America – Vivere Trastevere

 

Roma, 10 Aprile 2018

Elezioni regionali: tiriamo le somme sulla trasparenza

2 marzo 2018

Da Carteinregola

Proponiamo il nostro  bilancio della trasparenza sulla base  dei nostri 5 punti ,  gli stessi che Riparte il futuro ha sottoposto ai candidati al Parlamento  e  anche alla luce delle domande del nostro “Per chi votare – vademecum dell’elettore” ). E mettiamo a disposizione per i necessari approfondimenti la nostra sezione “Elezioni regionali 2018 – liste programmi candidatidove si trovano tutte le informazioni che siamo riusciti a raccogliere sui candidati Presidente, le loro liste, i loro programmi”. Ecco il nostro monitoraggio, che ha preso  in considerazione i candidati Presidente Zingaretti, Parisi, Lombardi, Pirozzi, Canitano e liste a sostegno. Per un voto consapevole (LEGGI TUTTO) http://www.carteinregola.it/index.php/elezioni-regionali-tiriamo-le-somme-sulla-trasparenza/

Candidati trasparenti alle Elezioni Regionali Lazio 2018 

Questi i candidati che hanno aderito alle nostre 5 proposte (in calce) (in ordine di adesione)

Openpolis: A Schede scoperte – chi sono i candidati che troveremo sulla nostra scheda (parlamento)

L’Associazione openpolis  ha realizzato e messo on line “A schede scoperte”, una piattaforma che permette all’elettore, inserendo il proprio indirizzo, di visualizzare tutti i candidati divisi per lista – alla Camera e al Senato – che saranno presenti sulla sua scheda elettorale al momento del voto. E anche di consultare per ogni candidato una scheda con i dati anagrafici, gli eventuali “incarichi politici” ricoperti in precedenza, e gli eventuali interessi  che riguardano “proprietà in aziende” e “incarichi aziendali”. (LEGGI TUTTO)

Elezioni nazionali 2018

Proponiamo alcuni strumenti per orientarsi rispetto al voto del 4 marzo 2014:  informazioni pratiche, programmi, iniziative per la trasparenza .(LEGGI TUTTO)

> Vai a “Per chi votare – vademecum dell’elettore 2018″ di Carteinregola (scarica il Pdf PER CHI VOTARE 2018
> vai a chi sono i canddati trasparenti che hanno aderito alla proposta di riparte il futuro

iL 4 MARZO PIU’ DONNE NEI CONSIGLI DELLA REGIONE lOMBARDIA E DELLA REGIONE LAZIO

1 marzo 2018

UTILIZZA  LE RECENTI LEGGI REGIONALI SULLA DOPPIA PREFERENZA

DOPPIA PREFERENZA

 

 

 

 

A San Valentino un dono degli uomini e delle donne: anche il cognome della madre accanto a quello del padre

14 febbraio 2018

In attesa che il prossimo Parlamento, in attuazione dei principi costituzionali, ribaditi  dalla sentenza n. 286/2016 della Corte costituzionale, approvi finalmente una legge che faciliti anche l’aggiunta all’Anagrafe del cognome materno, Aspettare stanca, una delle associazioni della Rete per la Parità, che dal 2010 è impegnata per ottenere il doppio cognome per legge, suggerisce:

  • A uomini e donne, come gesto d’amore verso le madri, di aggiungere nei social e in tutte le occasioni informali il cognome materno al solo cognome paterno ancora imposto dalla legge, seguendo l’esempio di chi lo ha già fatto l’anno scorso dopo la sentenza della Corte costituzionale,

Agli uomini, come gesto d’amore verso le loro compagne, di impegnarsi ad attribuire  i cognomi della mamma e del papà alle figlie e ai figli  che nasceranno, (come possibile per le nuove nascite a seguito della sentenza).

Sono gesti d’amore  anche verso figlie e figli, ai quali, attraverso il doppio cognome sarà riconosciuto il diritto alla completa identità,  rompendo con retaggi culturali ormai superati.

– –  – – –

Nell’udienza dell’otto novembre 2016 la Corte costituzionale, nel rispetto dei principi fondamentali costituzionali della parità tra uomini e donne e della tutela dell’identità, con la propria decisione ha eliminato l’automatica attribuzione del solo cognome paterno se i genitori chiedono di aggiungere anche il cognome della madre. Un risultato immediato e importante, ma ancora parziale, anche perché non tutti i neogenitori sono informati. Siamo tutt’ora in attesa di una legge, definita dalla Corte costituzionale, indifferibile.

Per saperne di più: http://www.reteperlaparita.it/cognome-della-madre/

Roma, 14 febbraio 2018

Per contatti: 3386705939 info@aspettarestanca.it

https://aspettarestanca.wordpress.com

L’Italia è contro la violenza maschile sulle donne? O ne è complice? Lo chiedono Rete per la Parità e DonneinQuota

25 novembre 2017

 

Comunicato stampa Audizione Commne Vig – 2017 def con loghi (2)

Mentre la Commissione parlamentare di Vigilanza Rai esamina lo schema di Contratto per il Servizio televisivo pubblico, a Firenze due studentesse americane sono sottoposte a lunghi interrogatori e, secondo gli avvocati difensori dei due carabinieri autori dei presunti stupri, dovrebbero anche rispondere a domande che il giudice ha ritenuto inaccettabili.
Perché l’Ordine degli avvocati non interviene?
Nulla è cambiato dai tempi di Processo per stupro, eppure proprio in questi giorni la Sottosegretaria Maria Elena Boschi con delega alle Pari Opportunità ha presentato il Piano nazionale straordinario contro la violenza 2017-2020, che contiene anche indicazioni sui processi per stupro e la responsabilità dei media, in ottemperanza alla Convenzione di Istanbul.
Aumenteranno le denunce e le telefonate al 1522 da parte di donne che vedono gli spot trasmessi in questi giorni, o le donne continueranno a tacere per il timore di essere sottoposte a martellanti e mortificanti interrogatori?
Giornaliste e giornalisti, a partire da quelli che lavorano in RAI, si adegueranno al manuale «Stop violenza: le parole per dirlo», di GiULiA Giornaliste Unite Libere Autonome e al “Manifesto per il rispetto e la parità di genere nell’informazione. Contro ogni forma di violenza e discriminazione. Attraverso parole e immagini», che sarà presentato oggi da Cpo Fnsi, Cpo Usigrai e associazione GiULiA a Venezia, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne?
E quali dovrebbero essere i compiti dei mass media in generale e del servizio pubblico radiotelevisivo e digitale nei confronti delle donne?
Se lo chiedono Donatella Martini Ciampella – DonneinQuota e Rosanna Oliva de Concilis – Rete per la Parità, che In sede di audizione presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, quattro giorni fa, il 21 novembre, hanno avanzato una serie di proposte migliorative dello schema di Contratto di Servizio Rai in discussione in questo periodo, per garantire un servizio pubblico che rispetti la dignità delle donne e promuova il loro empowerment.
Oltre all’uso di un linguaggio che non nasconda le donne, all’attenzione all’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile e alla composizione paritaria nelle varie commissioni, comitati, osservatori e strutture previsti dal Contratto, le due associazioni si sono concentrate sulla qualità del monitoraggio annuale, che va migliorato in collaborazione con il Dipartimento Pari Opportunità, e soprattutto sulle conseguenti azioni correttive sui palinsesti, mai esercitate.
Le associazioni chiedono anche maggiore attenzione allo sport femminile e al ruolo delle donne nella storia, con libero accesso alle Teche Rai, un bilancio non solo sociale ma anche di genere, il contrasto agli stereotipi di genere, una quota del finanziamenti riservata ad opere preposte ed, infine, la par condicio di genere tutto l’anno, in tutti i programmi.
Milano e Roma, 25 novembre 2017
Per contatti: info@donneinquota.org – segreteria.reteperlaparita@gmail.com 3356161043 – 33886705939

 

Dopo 14 anni di battaglie anche la Sardegna ha norme di garanzia di genere nella legge elettorale

23 novembre 2017

Sardegna. Il Consiglio regionale ha votato per l’inserimento  della doppia preferenza di genere nella legge elettorale statutaria. Voti favorevoli 49, contrari: 2. Alle prossime elezioni regionali, dunque, i sardi avranno la possibilità di esprimere due preferenze (la seconda di genere diverso).

L’Aula ha superato lo scoglio del voto segreto che è stato chiesto per ben quattro volte, la prima sul passaggio degli articoli, la seconda e la terza su due emendamenti e la quarta sul testo dell’articolo sulla doppia preferenza. La legge approvata introduce anche il principio che prevede la parità al 50% nella compilazione delle liste e un numero di candidati pari (maggiorato di un’unità) anche nelle circoscrizioni con seggi dispari. La doppia preferenza ottiene il via libera quattro anni dopo il 2013, quando venne affossata dall’Assemblea che anche in quell’occasione fece ricorso al voto segreto. Legge elettorale

Prevenire la violenza: Donne forza 8 presso lo Spazio attivo di BIC Lazio

15 novembre 2017

Lunedì 20 novembre, ore 15,30, presso lo Spazio attivo Roma di BIC Lazio, in via Casilina 3/T (ex Pantanella)  partecipate al tavolo di lavoro per analizzare, discutere e sviluppare proposte a 360 gradi per il contrasto alla violenza di genere attraverso lo sviluppo di progetti di empowerment.

20 novembre al BIC Lazio

Le elette all’Assemblea regionale siciliana

14 novembre 2017

Quante e chi sono le deputate elette all’Assemblea regionale siciliana lo scorso 5 novembre, resoconto di Daniela Domenici

 

I/le 70 deputati/e eletti/e all’Assemblea regionale siciliana sono così suddivisi/e: 16 in provincia di Palermo, 13 a Catania, 8 a Messina, 6 ad Agrigento, 5 a Siracusa e Trapani, 4 a Ragusa, 3 a Caltanissetta, 2 a Enna. Dei restanti otto seggi uno spetta al/la presidente eletto/a, sei alla lista regionale del/la candidato/a presidente (il cosiddetto listino) e il seggio restante è del/la candidato/a governatore/rice arrivato/a secondo/a nelle preferenze.

Le deputate elette sono state 15 sul totale di 70, rappresentano quindi il 21,4%.

7 appartengono al M5S, 3 a FI, 2 all’UDC, 1 al PD, 1 a Popolari e Autonomisti – Idea Sicilia e 1 a Fratelli d’Italia – Noi con Salvini.

Eccole:

  • Marianna Caronia – FI – prov. di Palermo
  • Roberta Schillaci – M5S – prov di Palermo
  • Margherita La Rocca Ruvolo – UDC – prov di Agrigento
  • Stefania Campo – M5S – prov di Ragusa
  • Angela Foti – M5S – prov di Catania
  • Gianina Ciancio – M5S – prov di Catania
  • Elena Pagana – M5S – prov di Enna
  • Luisa Lantieri – PD – prov di Enna
  • Valentina Zafarana – M5S – prov di Messina
  • Rossana Cannata – FI – prov di Siracusa
  • Eleonora Lo Curto – UDC – prov di Trapani
  • Valentina Palmeri – M5S – prov di Trapani
  • Bernadette Grasso – FI – listino
  • Giusy Savarino – Popolari e autonomisti idea Sicilia – listino
  • Elvira Amata – Fratelli d’Italia noi con Salvini – listino
 https://danielaedintorni.com/2017/11/12/quante-e-chi-sono-le-deputate-elette-allassemblea-regionale-siciliana-lo-scorso-5-novembre-resoconto-di-daniela-domenici/