Archive for the ‘Iniziative con altre Associazioni’ Category

Il 27 gennaio è il giorno della Memoria

27 gennaio 2019
Da Carteinregola

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, mostrando  al mondo intero la tragedia della Shoah, la persecuzione ed il genocidio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale ad opera dei nazisti. Ma il ricordo riguarda anche le altre vittime: disabili, rom e omosessuali, oltre ai dissidenti politici.

Vogliamo inviare un pensiero alle  famiglie Di Consiglio e  Di Castro: le pietre d’inciampo in via Madonna dei Monti che erano state strappate dal marciapiede  da sconosciuti lo scorso 10 dicembre,  sono state messe di nuovo al loro posto,  per ricordare la loro deportazione e  morte nei campi di sterminio ad opera dei nazifascisti. (> vai alla loro storia, raccontata da Roma2pass)

 

ComunitAppia, Progetto Celio, Arca di Noesis, Celio Aperto e ANPI Provinciale, celebreranno il Giorno della Memoria di quest’anno con letture, canti e un breve docufilm in ricordo delle vittime dell’ Olocausto e di tutti coloro, uomini, donne, bambini e bambine di ieri e di oggi che hanno subito e continuano a subire violenze e sopraffazioni.

RICORDARE PERCHE’

Domenica 27 gennaio dalle ore 17 alle 20 nei locali della Galleria d’Arte “Arca di Noesis”, sita in Via Ostilia 3/B nel Rione Celio,

> da Mente Locale: Giorno della Memoria Roma 2019: oltre 170 eventi tra spettacoli, mostre e incontri

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“Se dovessi scegliere un impegno per il 2019 per migliorare le cose”, da Massimo Marnetto

26 dicembre 2018

Se dovessi scegliere un impegno per il 2019 per migliorare le cose, proporrei a ogni persona di iscriversi ad un’Associazione.

Di qualsiasi tipo, purché esponga a persone nuove, idee nuove, bisogni nuovi, tutti convergenti in obiettivi comuni, per contrastare l’abbrutimento di “farci i fatti nostri”. Una postura, questa, viziata dalla gibbosi dell’isolamento diffidente, che con la sua curvatura porta gli occhi sempre più vicini all’ombelico. Invece, avere obiettivi condivisi, discussioni per raggiungerli meglio, lavoro comune per realizzarli è una grande palestra di socialità. S’impara a pensare con il plurale del “noi”, ad ascoltare rispettando i turni di parola, a rimodulare i propri pensieri arricchendoli con quelli degli altri e viceversa, a festeggiare insieme i risultati acquisiti.

Questo significa abolire spazi personali? No, stare con se stessi è l’alambicco che distilla l’enorme quantità di stimoli, in pensiero nuovo da condividere con gli altri. E par far questo serve chiudere una porta, staccare lo smartphone, camminare in un parco: dare alla mente l’ossigeno del silenzio. Cioè quel particolare stato di grazia che ci consente di “considerare”, nella sua accezione etimologica: portare il pensiero all’altezza delle stelle.

Massimo Marnetto

PS di Aspettare stanca: siete d’accordo o proponete altro?

Filastrocca dei numeri scritta da Aspettare stanca il 23 settembre 2018

27 settembre 2018

 

3 anni dalla firma dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile

 

12 anni da ora al 2030

 

5 è l’obiettivo Parità di genere dell’Agenda ONU

 

82 la posizione dell’Italia nel 2017 su 144 totali in fatto di uguaglianza di genere

 

32 i posti che l’Italia ha perso dal 2016

 

41 posti che l’italia ha perso dal 2015

 

15 i giorni di congedo obbligatorio dei padri ritenuti necessari per creare un valido rapporto paterno fin dalla nascita

 

4 i giorni di congedo obbligatorio dei padri italiani  nel 2018

 

0 i giorni di congedo obbligatorio dei padri italiani  nel 2019 se nel DEF non ci fosse più lo stanziamento

 

 

Nei prossimi giorni lo sapremo

 

Terzo anno dalla firma dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo sostenibile

25 settembre 2018

Per celebrare il terzo anno dalla firma dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile domani, martedì 25 settembre 2018, l’Onu mobilita tutti gli attori che si sono impegnati lanciando una campagna social globale.

L’ASviS partecipa a questa campagna attraverso la diffusione di due video:

  • Il video “ASviS #ACT4SDGs” verrà proiettato al Palazzo di Vetro a New York durante le celebrazioni ufficiali, nell’ambito della “Global Action Hour” (il 25/9 alle 19 ora italiana) che tutti possono seguire in diretta: http://act4sdgs.org

Lo trovi anche in: https://youtu.be/iasiCONXCX0 e https://youtu.be/RYEJBpAV2j8

 

 

1938-2018 Anniversario delle leggi razziste e contro le donne

2 agosto 2018

DQ e RxP – comunicato stampa 2 ag 2018

1938-2018 Anniversario delle leggi razziste e contro le donne – elezioni

e nomine di soli uomini da parte del Parlamento e del Governo.

Soltanto una coincidenza?

Nell’anno del Manifesto della razza e delle leggi contro gli ebrei, il fascismo ridusse la presenza delle donne nella Pubblica Amministrazione  per relegarle sempre più nel ruolo di fattrici.

Ottanta anni dopo in Italia le coincidenze si ripetono. L’ondata di razzismo, criticata da molte persone ma anche negata da molti, coincide con rigurgiti di sessismo, ignorati dai più.

Recentemente la Camera e il Senato hanno eletto i componenti dei Consigli di Presidenza della Giustizia amministrativa, della Corte dei conti e della Giustizia tributaria, nonché, in seduta comune, gli 8 componenti laici del Consiglio Superiore della Magistratura.

Diversamente dalle passata legislatura, in cui  il Parlamento aveva eletto donne in tutti e quattro gli organi di autogoverno della Magistratura, stavolta non è stata eletta nessuna donna e, a quanto ci risulta, le candidature erano tutte maschili.

Per il CSM  questa elezione è frutto di un accordo maggioranza/opposizione, che ha permesso di procedere al primo scrutinio con la maggioranza richiesta dei due terzi dei componenti dell’assemblea.

Ciò è ulteriore prova anche della involuzione del PD, fondato come partito paritario, che invece disattende ancora una volta il proprio statuto. Un Pd che affida la difesa dei diritti civili a un uomo, proprio mentre i diritti delle donne sono sotto attacco dal governo, che per la prima volta ha delegato un uomo alle Pari Opportunità.

Contro le nomine di soli uomini ci sono state numerose e forti reazioni da parte delle donne: le lettere di Lella Golfo – Fondazione Bellisario, dell’ADMI- Associazione Donne Magistrato Italiane, delle Costituzionaliste, e gli articoli di Linda Laura Sabbadini su La Stampa e di Marilisa D’Amico/ Giovanna Fantini su La 27esima Ora.  Infine,  dalla politica la mozione della Senatrice Valeria Fedeli del Pd, sottoscritta anche da appartenenti ad altri gruppi.

Siamo seriamente preoccupate – dichiarano Rosanna Oliva de Conciliis, presidente della Rete per la Parità e Donatella Martini, presidente di DonneinQuota – anche per le altre nomine, di competenza del Governo (costituito a suo tempo con solo 11 donne su 64), di soli uomini nel CdA Rai in cui la quota obbligatoria prevista dalla legge Golfo/Mosca è assicurata con le due consigliere indicate dal Parlamento, ma presidente e Direttore Generale  saranno uomini.

Dal nostro osservatorio di attiviste per i diritti delle donne, vediamo episodi preoccupanti che configurano uno scenario drammatico: gli attacchi alla legge Merlin già in campagna elettorale, accompagnati dalla richiesta dei difensori di Tarantini di dichiarare illegittima una parte della stessa legge; la legge 194 messa a rischio dal dilagare dell’obiezione di coscienza, senza dimenticare i cartelloni pro-life e il tentativo di far approvare a Verona due mozioni della Lega per finanziare e favorire le associazioni cattoliche contro la 194 e istituire luoghi dedicati alla sepoltura dei bambini mai nati anche senza il consenso della donna; la pretesa esistenza della Sindrome di Alienazione Parentale ( PAS); la soppressione delle Commissioni delle Elette a Roma e in molte altre città, la nomina per la prima volta di un uomo alle Pari Opportunità (e per di più un sottosegretario e non un ministro), un Dipartimento Pari Opportunità sempre più depotenziato; i luoghi delle donne sotto sfratto (Casa Internazionale delle Donne di Roma e numerosi Centri anti-violenza in tutta Italia).

A questo si aggiunge la mancata presa in carico da parte del Governo della piaga della violenza maschile contro le donne: il Piano strategico nazionale, emanato dal passato governo lo scorso novembre, non è ancora partito e intanto le donne continuano ad essere  uccise.

Alle pressioni per sollecitare nuove leggi o regolamenti vogliamo aggiungere alcune nostre domande:

  • E’ legittimo che il Parlamento proceda senza nessuna candidatura femminile, applicando una legge del 1958 che non impedisce un CSM con poche donne o addirittura nessuna, nell’organo di autogoverno della magistratura dove ora le  donne sono  il 53%)?

 

  • Può il Parlamento disattendere il principio costituzionale dell’uguaglianza tra i sessi per l’accesso delle donne alle carriere pubbliche ed elettive, e può dimenticare l’obbligo della Repubblica (in questo caso proprio dello stesso Parlamento) di provvedere con appositi provvedimenti a garantire tale uguaglianza, sancito dal secondo comma dell’articolo 3 e dal comma aggiunto nel 2003 all’articolo 51?

 

  • A chi compete il compito di impedire questi gravi comportamenti omissivi  e di evitare che l’Italia continui a scendere nelle graduatorie europee e mondiali che monitorano la condizione delle donne?”

 

 

 Contatti: info@donneinquota.org, segreteria.reteperlaparita@gmail.com             

                                                          Cell.3356161043                          3386705939

 

Gli algoritmi: questi sconosciuti che a nostra insaputa condizionano le nostre vite

7 luglio 2018

Gli algoritmi e l’intelligenza artificiale, a nostra insaputa, stanno sempre più prendendo piede. Gran parte della nostra vita, ormai, è condizionata dall’uso di internet e dai maggiori social esistenti, che in base ad algoritmi complicati scelgono, tra l’altro,  le persone in evidenza sui nostri profili e ci inviano pubblicità ed altre segnalazioni.

Durante la “UWE CONFERENCE – Women in STEM ProfessionConvegno europeo – Roma 22 giugno 2018,organizzato a Roma dalla F.I.L.D.I.S. Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti  Superiori Rosanna Oliva de Conciliis, intervenuta come presidente della Rete per la Parità, ha parlato de

LA MATEMATICA CHE C’È ANCHE QUANDO NON SI VEDE. Lo sguardo di genere per il superamento della  cultura maschiocentrica.

Una relazione che riguarda anche l’uso degli algoritmi. Vedi il Power Point allegato.SLIDE Oliva

Su questo Blog leggi anche su i BIG DATA post scritto da Francesco Carolei  https://aspettarestanca.wordpress.com/2018/03/25/big-data-la-rivoluzione-e-gia-avvenuta-a-nostra-insaputa/

XVI Giornata della Primavera all’Inviolatella nel Parco di Veio

28 maggio 2018

Domenica 10 giugno, dalle ore 16.30 alle 19. organizzata dalla Sezione di Roma di Italia Nostra e da Aspettare Stanca,  si terrà la XVI Giornata della Primavera all’interno dell’Inviolatella Borghese, nel Prco di Veio.

Ingresso libero,  passeggiata naturalistica, aggiornamenti, a partire dalla buona notizia  del passaggio all’Ente Parco di Veio del casaletto, picnic (sono graditi contributi mangerecci), premi e animazione per i più piccoli. XVI GIORNATA DELLA PRIMAVERA 10 giugno

 Per il sedicesimo anno consecutivo si svolgerà  la Giornata della Primavera all’Inviolatella.

 Ci sono novità positive, cose problematiche e altre negative.

 Come sempre successi e insuccessi, ma il nostro ruolo di sentinelle è importante. Come il vostro nel partecipare e farlo conoscere.

 

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Governo paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

14 maggio 2018

Comunicato

Governo  paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

 

Economia, Lavoro, Sud i temi all’attenzione del tavolo tecnico M5S – Lega, composto di diciannove uomini e una sola donna. Temi che non possono trovare spunti di valido ed efficace impegno politico continuando a non utilizzare la risorsa-donna, senza una visione di genere che parta dai dati statistici sul lavoro, che accomuna la preoccupante situazione dei giovani a quella delle donne. Sono necessarie misure di welfare e conciliazione inclusive che consentano alle donne di non rinunciare al lavoro ed ai percorsi di carriera per esigenze familiari.

Le trattative che dovrebbero portare al cosiddetto Contratto per un governo Di Maio – Salvini, se davvero, come dichiarato, mirano a individuare le soluzioni ai veri problemi, non possono trascurare le questioni di genere, come già sottolineato anche da Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

Il primo segnale dovrebbe essere la formazione di un Governo  con donne e uomini in egual numero tra i Ministri e i Sottosegretari. Un obbligo e un’opportunità, non solo per la presenza del 52% di donne nel nostro. Paese, ma anche perché il trend discendente nelle graduatorie europee e mondiali (l’Italia si trova all’82° posto e ha perso ben 32 punti rispetto all’anno scorso  secondo il World Economic Forum) è preoccupante per l’economia,  per l’accentuarsi della denatalità, soprattutto al Sud, e per l’aumento delle diseguaglianze, che vedono trasversalmente sempre rilevante il gap di genere.

Se non ci sarà, come probabile, una donna all’economia, ci deve essere almeno un impegno per una Sottosegretaria con delega al bilancio di genere. Un esame del bilancio che ha visto il primo avvio ufficiale nel corso di quest’anno e permette di valutare l’impatto delle scelte di finanza pubblica sull’equilibrio tra uomini e donne. La visione di genere non può mancare in tutti i ministeri, a partire da quelli dell’istruzione, lavoro e salute, con un ruolo di coordinamento affidato alla Ministra alle Pari Opportunità, per l’impegno ad una azione sinergica dell’intero Governo per il raggiungimento della parità sostanziale tra donne e uomini.

La parità di genere è trasversale a tutti i temi che riguardano le diseguaglianze, esplicitati nei 17 obiettivi e relativi target dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,  sottoscritta dall’Italia.

Un Governo che si fa carico di questi temi dovrebbe avere donne nei Ministeri e nelle funzioni di governo di maggiore impatto sul gender equality e sulla crescita inclusiva e una Ministra per le Pari Opportunità, o Per i diritti delle donne, come preferiremmo si chiamasse, che sia dedicata e abbia gli strumenti idonei per l’incarico, tra i quali:

un Dipartimento per le Pari Opportunità potenziato con la copertura di tutti i ruoli, con l’individuazione di personale qualificato e competente e alleggerito da compiti estranei, come quello delle aree urbane degradate

– la creazione di un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile, al quale affidare compiti e funzioni che vadano oltre a quelli dei tavoli tecnici, che finora hanno dimostrato di non essere in grado di incidere operativamente sulle questioni affrontate.

Il primo impegno per la Ministra alle P.O. è di rendere operativo il Piano anti violenza 2017-2020, nel rispetto della Convenzione di Istanbul. Un Piano che, a secondo anno inoltrato, corre il rischio di andare incontro agli stessi ostacoli del precedente piano ( che fu oggetto anche di una negativa relazione della Corte dei conti) se continuerà ad essere affidato ad un Dipartimento sguarnito e senza la Ministra competente.

 

Italia, 13.05.2018

Rete per la Parità

DonneinQuota

EWMD European Women’s Management Development

FILDIS Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori

Vox-diritti

Per informazioni: 3356161043 info@donneinquota.org  segreteria.reteperlaparita@gmail.com

“Turistificazione”

7 maggio 2018

“Turistificazione”: lo chiama così il turismo infestante, la rete delle “Città per chi le abita” (Ciutat per a qui l’habita), nata a Barcellona, ma ben presto propagatasi in tutta la Spagna – a cui hanno già aderito alcuni comitati di Venezia – con l’obiettivo di coinvolgere tutte destinazioni dell’Europa del sud.

Il “Manifesto” – a parte alcuni accenti radicali – coglie bene la sofferenza che il business del turismo consumistico infligge alle città più visitate, fino a stravolgerne l’identità delle parti più pregiate, espellendo i residenti per sostituirli con strutture recettive e rimpiazzando negozi di prossimità con quelli che offrono paccottiglia da souvenir. Il processo è irrefrenabile per la disparità di forze dei contendenti. Da una parte gli abitanti, che vedono gli alloggi centrali schizzati a quotazioni irraggiungibili se non per pochi; dall’altra, un turismo “urbanofogo” che divora tutto, buttando sul tavolo capitali notevoli. In Italia il problema riguarda già Venezia, Firenze e Roma, ma anche altre città d’arte iniziano a patire l’assalto di un turismo intensivo e frettoloso, che crea problemi per le comunità e enormi guadagni per pochi speculatori.

Penalizziamo allora una delle fonti di maggior ricchezza per l’Italia?

Ovviamente no, ma occorre pensare ad un nuovo modello turistico per le nostre fragili città d’arte, che non sia orientato solo alla quantità degli arrivi giornalieri, ma alla qualità di un soggiorno prolungato. Sì, ma come? Certo, non con i varchi montati a Venezia, perché quando il gruppo arriva in città è tardi per fermarlo con una barriera. Anzi, la frustrazione poi diventa passaparola negativo. Meglio programmare e studiare modalità di impatto più leggere sulla città. A Roma, per esempio, la rete Motus di comitati di abitanti del centro, si sta battendo per evitare che i bus turistici entrino nell’Anello ferroviario. Si può fare, perché è stato fatto nel Giubileo 2000. E già evitando che ogni giorno 700 giganti da oltre 10 metri entrino e parcheggino in centro sarebbe una decongestione importante per chi vi abita e lavora. Insomma, è importante mandare un nuovo messaggio ai turisti: la bellezza richiede il suo tempo. Con un selfie il ricordo rimane digitale; con la calma, l”emozione diventa spirituale.

Massimo Marnetto

Campagna civica per l’eliminazione dei bus turistici nel centro di Roma

10 aprile 2018

COMUNICATO STAMPA

Campagna civica per l’eliminazione dei bus turistici nel centro di Roma

CONFERENZA STAMPA – Mercoledì 11 Aprile – Sala del Carroccio al Campidoglio – ore 12,00

la Rete Motus tra varie Associazioni di Residenti nel Centro Storico di Roma presenta alla stampa l’Appello della campagna civica “BUS STOP” per chiedere il divieto di circolazione dei bus turistici nelle aree di pregio della Città, definite dall’Anello Ferroviario, come avvenne nel Giubileo 2000.

 

Questo Appello (distribuito in italiano e inglese) sostiene la stessa richiesta già avanzata dal Municipio I con delibera approvata da tutte le forze politiche. E mira ad estendere la mobilitazione civica – anche presso gli stranieri presenti in Città e “Romani nel cuore”-  per chiedere un incontro urgente con Roma Capitale in vista dell’adozione del “Regolamento dei bus turistici” affinché le nuove regole siano un’efficace tutela del fragile patrimonio Unesco del centro di Roma e – nel frattempo – affinché l’Amministrazione capitolina operi per il rigoroso rispetto delle norme vigenti.

 

Per sostenere questo impegno delle Associazioni di Residenti e del Municipio I Centro Storico, si sono uniti con la loro sottoscrizione donne e uomini della cultura, come Paolo Berdini, Valerio Carocci (Ragazzi Piccolo Cinema America), Vittorio Emiliani, Antonio Del Guercio, Vezio De Lucia, Dacia Maraini, Tomaso Montanari, Salvatore Settis, Paolo e Vittorio Taviani, Mario Tozzi

Promotori: Associazione Abitanti Giolitti Esquilino – Associazione Monti – Civico 17 Prati, Mazzini, Delle Vittorie – Comitato Ottaviano Giulio Cesare – Comitato Piazza Vittorio Partecipata – Domus Ciancaleoni – Trionfalmente – Ragazzi Piccolo Cinema America – Vivere Trastevere

 

Roma, 10 Aprile 2018