Archive for the ‘Elezioni Europee’ Category

Post n. 4 Le norme di garanzia di genere

19 febbraio 2018

 Premessa

Proseguiamo con questo post nel tradizionale impegno di Aspettare stanca di seguire le leggi elettorali dei vari livelli con particolare attenzione ai meccanismi che ostacolano o favoriscono la presenza delle donne nelle assemblee elettive, anche come cartina di tornasole per giudicare sulla democraticità del sistema elettorale.

Per il riepilogo di quanto, anche con l’aiuto di questo BLOG, l’associazione ha fatto, a partire dalla richiesta della pubblicazione delle liste di candidati e candidate sul sito del Ministero dell’interno, ora previsto per legge, leggi in presentazione-di-aspettare-stanca

Le varie nuove disposizioni per l’elezione della Camera e quella del Senato sono analoghe, con poche differenze collegate al fatto che per il Senato è stato necessario rispettare l’articolo 57 della Costituzione, che prevede che il Senato è eletto a base regionale, salvo i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.

Sono analoghe anche le norme di garanzia di genere o quote rosa, con l’eccezione dell’elezione nei collegi esteri, per i quali non sono previste, e di pochi altri particolari. (art. 18-bis, TU Camera; art. 9 TU Senato)

Le disposizioni si adeguano all’articolo 51 Cost. , che prevede l’accesso alle cariche elettive degli uomini e delle donne in condizioni di parità e la promozione con appositi provvedimenti delle pari opportunità tra donne e uomini.

Si tratta di articoli che discendono dal principio fondamentale dell’uguaglianza dei cittadini dell’uno e dell’altro sesso davanti alla legge – art. 3 Cost, primo comma-, che si riferisce anche all’uguaglianza sostanziale nell’assegnare alla Repubblica il compito  di rimuovere gli ostacoli  che di fatto impediscono tale uguaglianza – art. 3 Cost, secondo comma- .

Sono le norme costituzionali alle quali si devono anche le norme di garanzia di genere previste in numerose leggi regionali elettorali (per le quali va ricordato anche l’art. 117 Cost.), senza dimenticare  la tripla preferenza di genere prevista dalla legge elettorale per il Parlamento europeo, fino ad arrivare ad alcune norme di garanzia di genere che erano state inserite, sia pure a fatica, nell’ITALICUM.

In breve:

Camera

Per il proporzionale della Camera è previsto l’obbligo di liste alternate per genere a pena di inammissibilità.

Per le capolisture presentate a livello nazionale da una singola forza politica va rispettato il 60% massimo del sesso più rappresentato, con arrotondamento all’unità più prossima.

Per il maggioritario Camera nei collegi uninominali deve essere rispettato il 60% massimo con arrotondamento all’unità più prossima. nel complesso delle candidature uninominali a livello nazionale.

L’Ufficio centrale nazionale assicura il rispetto di tali prescrizioni. Non è chiarito però come l’Ufficio debba operare, in assenza della previsione di una misura sanzionatoria, nei casi del mancato rispetto del massimo delle capolisture e delle candidature uninominali.

 Senato

Per il proporzionale del Senato è previsto l’obbligo di liste alternate per genere a pena di inammissibilità a cura dell’Ufficio regionale.

Per le capolisture presentate a livello regionale da una singola forza politica va rispettato il 60% massimo del sesso più rappresentato con arrotondamento all’unità più prossima..

Per il maggioritario Senato nei collegi uninominali deve essere rispettato il 60% massimo con arrotondamento all’unità più prossima. nel complesso delle candidature uninominali a livello regionale..

Anche in questo caso non è chiarito come l’Ufficio regionale debba operare, in assenza della previsione di una misura sanzionatoria, nei casi del mancato rispetto del massimo delle capolisture e delle candidature uninominali.

E’ possibile votare donna?

Per rispondere bisogna prima rispondere alla domanda

A chi andrà il mio voto?

Le pluricandidature

Gli effetti distorsivi delle pluricandidature sono gravi perché impediscono di conoscere se il proprio voto concorrerà all’elezione del candidato o candidata prescelto nel maggioritario e dei candidati e delle candidate della lista votata nel proporzionale.

Né può essere ignorato che altri effetti distorsivi possono derivare dall’eventuale trasferimento dei voti ottenuti dalle liste che non raggiungono il minimo dei consensi.

Le pluricandidature rispetto al porcellum sono state limitate a cinque ed è ora anche previsto un sistema automatico di individuazione in caso di più risultati positivi, ma rimangono criticabili perché permettono di trasferire  consensi per un/una candidato/a ad altre candidature.

Da notare che le conseguenze negative delle pluricandidature sono state messe in evidenza quasi esclusivamente  per attaccare alcune candidate criticando  la loro presenza in più liste, in contemporanea con la candidatura in un collegio uninominale, in quanto nel proporzionale trasferiscono a un uomo il voto espresso per una donna.

La risposta alle due domande è che si può votare donna individuando le donne candidate che stimiamo, dopo aver capito quali sono i quattro collegi che troveremo nelle nostre due schede,  ma non possiamo sapere se quel voto andrà effettivamente a lei.

Queste le norme:

Sia alla Camera, sia al Senato nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di 5 collegi plurinominali, a pena di nullità. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di 5 (art. 19 TU Camera richiamato dall’art. 9 TU Senato).

Non può essere, infine, candidato alla Camera o al Senato il candidato nella circoscrizione Estero (su cui l’art. 5 detta ulteriori disposizioni – v. infra).

Il deputato eletto in più collegi plurinominali è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio. Il deputato eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominale (art. 85 TU Camera, richiamato dall’art. 17-bis TU Senato).

http://www.camera.it/leg17/465?tema=riforma_elettorale

Nel caso di liste collegate in coalizione, queste presentano il medesimo candidato nei collegi uninominali, ad eccezione delle liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute che possono presentare separatamente il proprio candidato; in ogni caso, nella lista e nei manifesti, un riquadro più ampio ricomprende tutte le liste collegate (art. 18-bis TU Camera, art. 9 TU Senato).

Il Ministero dell’interno è tenuto a mettere a disposizione sul proprio sito internet il facsimile dei moduli per il deposito delle liste e degli altri documenti necessari.

Sia alla Camera, sia al Senato nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di 5 collegi plurinominali, a pena di nullità. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di 5 (art. 19 TU Camera richiamato dall’art. 9 TU Senato).

Non può essere, infine, candidato alla Camera o al Senato il candidato nella circoscrizione Estero (su cui l’art. 5 detta ulteriori disposizioni – v. infra).

Il deputato eletto in più collegi plurinominali è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio. Il deputato eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominale (art. 85 TU Camera, richiamato dall’art. 17-bis TU Senato).

Come funziona l’effetto flipper

http://www.youtrend.it/2018/01/27/rosatellum-effetto-flipper-come-funziona-assegnazione-seggi-proporzionale-camera-senato/

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Compleanno dell’Inviolatella nel Parco di Veio

9 ottobre 2016

 

Attività principali di “Aspettare stanca” associazione di promozione sociale

2006

In occasione dell’inizio della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento nazionale, si costituisce l’Associazione no profit Aspettare stanca. Alcune delle fondatrici, conosciutesi perché impegnate in un Comitato di cittadini e cittadine del Municipio Roma XX, avevano seguito con preoccupazione la riforma elettorale, all’interno della quale il Governo ed il Parlamento non avevano ritenuto di inserire norme di garanzie per assicurare una maggiore presenza di donne.

Da subito si attiva con successo per chiedere all’allora Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu la pubblicazione online sul sito istituzionale delle liste delle candidature e dei rispettivi programmi in occasione delle elezioni politiche del 30 marzo 2006 e di quelle successive.

In rete con altre Associazioni sviluppa azioni di pressione per promuovere la democrazia paritaria mediante una riforma elettorale condivisa, non solo dai partiti, ma anche dalle cittadine e dai cittadini.

Realizza attività di monitoraggio e rilevazione statistica dei dati elettorali rispetto al Genere a partire dalle elezioni politiche del 2006, sia per quanto riguarda le candidature, sia per i risultati (compresa la rilevazione delle elette e degli eletti derivanti dal c.d. “gioco dei subentri”) e per le elezioni amministrative nel Comune e nei Municipi di Roma, inclusi quelle dei Consiglieri aggiunti rappresentanti degli extra Comunitari.

2007

Si impegna nel progetto sperimentale Partecipazione: sostantivo di genere femminile. La diversità è un valore aggiunto finanziata con i fondi comunitari (purtroppo ad oggi ancora non completamente ottenuti), per il sostegno delle politiche di genere con l’adesione degli Enti locali. La sperimentazione ha comportato quattro azioni principali collegate alle allora imminenti elezioni amministrative in tre Comuni della Provincia di Roma (Bracciano, Formello, Torrita Tiberina) e nel XX Municipio di Roma:

  • Sensibilizzazione dei partiti dei vari schieramenti per favorire una presenza di donne nelle liste e sostegno a donne candidate durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative 2007.
  • Sostegno alle donne, una volta elette o nominate nelle Giunte, attraverso progetti di partecipazione locale.
  • Costruzione e gestione di un sito web dedicato, di supporto alla sperimentazione.
  • Diffusione dei risultati.

Al sito originario http://www.aspettarestanca.it si aggiunge quello del progetto http://www.aspettarestanca.it/partecipazione/hp.htm.

2008

In occasione delle elezioni nazionali, provinciali e comunali, partecipa all’iniziativa mediante la distribuzione di materiale informativo Il nostro voto mutilato è ancora decisivo, lanciando lo slogan “Voto ma Protesto!” e “Sulle schede di preferenza (Comune e municipio) vota una donna”. Reitera l’invito alle candidate al Comune e nei Municipi di Roma a fare rete per politiche di genere e per i piani d’azione previsti dalla Carta europea per la Parità e l’uguaglianza delle donne degli uomini nella vita locale.

2009

Monitora la campagna elettorale per le elezioni europee e pubblica dati inerenti alle Statistiche elettorali di genere.

Il sito di Aspettare stanca si evolve con l’aiuto del Blog su WordPress, uno strumento agile, che consente commenti e contributi esterni e più facilmente aggiornabile.

Con una lettera, sottoscritta anche dal Laboratorio 50&50, Corrente rosa e Donne e scienza, è stata chiesta la “par condicio” di genere in Tv e la trasparenza sui finanziamenti elettorali alle candidate e ai candidati.

Nel corso dell’anno scolastico 2008/2009 partecipa, a titolo gratuito, al progetto Sui generis, nelle classi e con i docenti.

Insieme con l’Associazione Donne della Banca d’Italia, Corrente rosa, D52 e il Laboratorio 50&50 invia, in occasione dell’   otto marzo, una lettera al Presidente della Repubblica sul tema dell’occupazione delle donne; le cinque presidenti partecipano alle celebrazioni della Giornata al Quirinale.

Monitora i lavori al Senato sul DDL Marino sul testamento biologico e le cure palliative.

2010

In occasione delle elezioni regionali monitora le candidature del Lazio sollecita la presenza delle donne nelle liste e nelle future giunte.

Dopo le elezioni partecipa alle iniziative di pressione per ottenere in tutte le regioni, principalmente nella Regione Lazio, leggi elettorali con la doppia preferenza di genere, come previsto dalla nuova legge della Regione Campania, passata al vaglio della Corte Costituzionale.

Oltre a contatti online, crea un proprio Gruppo attivo su Facebook, intendendo proseguire nell’uso dei mezzi più attuali ed efficaci per connettere le donne tra loro e per attivare una sempre più incisiva “politica di genere”.

Partecipa attivamente al Comitato nazionale per le celebrazioni del Cinquantenario della sentenza della Corte Costituzionale n. 33 del 13 maggio 1960, che eliminò le discriminazioni per l’accesso alle carriere pubbliche ed è tra le promotrici dell’associazione di promozione sociale Rete per la Parità.

E’ tra le prime firmatarie ed è tuttora  parte attiva in molte delle iniziative dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, che al 2016 raggiunge circa sessanta tra associazioni e gruppi di donne

 2011

 Nel mese di giugno si costituisce in Associazione di promozione sociale.

Aderisce alla manifestazione nazionale di Se Non Ora Quando il 13 febbraio e a quella dell’otto marzo a Roma, entrando a far parte del Comitato romano e partecipa all’incontro nazionale a Siena del 9-10 luglio.

In occasione delle elezioni amministrative 2011 entra a far parte del gruppo di associazioni che, con la Rete per la Parità, ha realizzato la campagna indirizzata ai partiti Mai più donne italiane portatrici d’acqua, per intensificare la presenza delle donne nelle liste e nelle future giunte. Partecipa al monitoraggio degli esiti delle candidature delle donne, della composizione delle Giunte e delle nomine di secondo livello.

per proseguire leggi il PDF

presentazione-di-aspettare-stanca

 

Abuso d’ufficio in Parlamento e nei Consigli regionali? Invitiamo parlamentari e consiglieri regionali a riflettere.

23 dicembre 2014

Art. 323 Codice Penale:“… il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.”
Qualche dubbio è stato sollevato circa la possibilità di estendere ai parlamentari lo statuto penale della pubblica amministrazione, ma autorevoli giuristi la sostengono.  Leggi la voce dell’Enciclopedia Treccani in I pubblici ufficiali
L’ipotesi che alcuni comportamenti possano configurare il reato di abuso d’ufficio (che ha sostituito il vecchio interesse privato in atti d’ufficio), forse potrebbe essere la scossa utile per provocare un cambio di passo, per indurre parlamentari e consiglieri regionali, magari non tutti, ma tante e tanti,  ad evitare in futuro     ( l’Anno Nuovo è un’ottima occasione per buoni propositi) comportamenti penalmente rilevanti e in contrasto con la Costituzione, quella Costituzione che sono tenuti a rispettare, come tutti i cittadini, in base all’art. 54 della Costituzione.
Sono molte le leggi ad personam approvate nelle ultime Legislature dal Parlamento nazionale e da quelli regionali e non soltanto quelle dell’era Berlusconiana, rimaste comunque pressoché intatte.
Così come molti sono i casi di voti ad personam che hanno caratterizzato la mancata approvazione di norme che intaccherebbero  il potere dei loro componenti da parte del parlamento nazionale e dei parlamentini regionali, .
Decisioni di una maggioranza trasversale, molte volte nascosta sotto il voto segreto, assunte da parlamentari e consiglieri regionali attaccati alle loro poltrone (altamente remunerative in vari sensi), per ottenere o mantenere privilegi e non avere preoccupazioni per il loro futuro,.
Una maggioranza trasversale consapevole che il Paese non ha anticorpi, reagisce fiaccamente, al massimo non vota, lasciando decidere ai peggiori: è ormai definitivamente tramontata “la virtù dell’indignazione”, di cui parlava negli ultimi anni dell’Ottocento, in un’Italia unita da poco, Francesco De Sanctis nel libretto Un viaggio elettorale, dedicato da un letterato prestato alla politica all’esperienza in quello che sarebbe diventato il feudo del democristiano Ciriaco de Mita.

http://www.ibs.it/code/9788836812714/de-sanctis-francesco/viaggio-elettorale.html?gclid=CMzv5v-S1cICFefMtAodbx4A7Q http://www.interruzioni.com/viaggioelettorale.htm

Per approfondire:
Leggi ad personam o voti  ad personam

In Parlamento

Un piccolo, recente esempio, ancora non concluso, che non è arrivato a colpire l’opinione pubblica come meriterebbe, è quello che riguarda il divieto dei doppi incarichi, al quale gli Ordini professionali tentano di opporsi.
CORPORAZIONI SENZA TRASPARENZA: ONOREVOLE, AGLI ORDINI (Emiliano Fittipaldi) 20 dicembre 2014
Avvocati, medici e infermieri contro Cantone. Che vuole eliminare i doppi incarichi. Ma senatori Pd, Ncd e Fi si alleano per fermarlo.

CORPORAZIONI SENZA TRASPARENZA (more…)

Esame della Riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione in un’ottica di genere

24 maggio 2014

La coincidenza quasi totale con le elezioni europee ha oscurato il lavoro che in Prima Commissione Senato prosegue su un argomento al quale Il presidente del Consiglio lega addirittura la sopravvivenza del Governo.
In Commissione sull’esame dei DDL riguardanti la riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione, nonché l’abolizione del CNEL, sono proseguite stancamente audizioni di esperti e si avvicina il termine per la presentazione degli emendamenti, fissato (ma forse destinato a slittare), per mercoledì 28 maggio, alle ore 18.
Evidentemente, anche se nulla affiora, proseguono anche le trattative, che si erano avviate non senza tensioni, per rendere compatibile la proposta governativa, il DDL costituzionale 1429, con i l testo alternativo, primo firmatario Vannino Chiti. Trattative evidentemente destinate a una stretta finale soltanto dopo che sarà conosciuto l’esito delle elezioni per il Parlamento europeo.
Spetta a noi guardare alla Riforma del Senato e del Titolo V in un’ottica di genere, criterio sembra funzionare, anche in questo caso, come una lente d’ingrandimento per valutare la validità delle regole democratiche proposte.
In tale ottica sono ancora più inaccettabili, a nostro parere, sia la prima ipotesi di elementi non eletti, che, a parte altri problemi di scarsa rappresentanza, avrebbe portato in Senato solo uomini, sia quella, che sembra anch’essa superata, di evitare il nodo dell’elezione dei senatori rimbalzando alle singole regioni.
Visti i precedenti non sembra si potesse nutrire fiducia nella bontà delle scelte delle singole regioni, immaginando che possano basarsi su criteri obiettivi.
Si tratta di consigli eletti con preferenza unica (salvo la Campania), composti in gran maggioranza, o solo, da uomini, che, pur di non creare problemi alla loro ferma volontà di rimanere attaccati alle loro poltrone, quando sono stati costretti a mettere mano alle leggi per l’elezione dei presidenti e dei Consigli, hanno dato buona mostra di sé in termini di spregiudicatezza, violazione dei principi costituzionali e ricorso al voto segreto.
Sempre rimanendo in un’ottica di genere, ecco le proposte che avanziamo per l’elezione dei componenti del nuovo Senato, da formulare come emendamenti agli articoli 2 e 33 del DDL 1429.

1.Il primo obiettivo è evitare la costituzionalizzazione della preferenza unica. Si tratterebbe, oltre che un danno alla rappresentatività dei nuovi senatori, anche di un pericoloso precedente, in contrasto anche con i principi che sono stati alla base della Sentenza della Corte costituzionale che riconobbe la piena aderenza alla Costituzione della doppia preferenza di genere introdotta dalla Regione Campania.
In allegato il testo degli emendamenti.
Emendamenti Riforma senato e Titolo V
2. Con l’occasione non sarebbe male integrare anche il terzultimo comma dell’art. 117 della Costituzione, che attualmente recita:
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
Tale norma costituzionale, come gli altri principi sulla parità costituzionali, europei e internazionali, è ignorata dalle Regioni (buona ultima l’estate dell’anno scorso la Sardegna) che nelle leggi elettorali si son ben guardate dall’ottemperarvi.
Una nuova versione del suddetto comma potrebbe essere (in grassetto le parole da aggiungere):

Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la , nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dagli articoli 3 e 51 della Costituzione, garantiscono con le proprie leggi la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

3. Andrebbe integrato anche l’art. 122 C. (in grassetto le parole da aggiungere):
Art. 122 Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti agli articoli 3 e 51 della Costituzione e con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

4 Ne consegue l’aggiornamento della legge 2 luglio 2004 n.165, per introdurre “nel rispetto della parità di genere ”, la doppia preferenza di genere in maniera omogenea anche nelle varie leggi elettorali regionali. Ecco un’ipotesi di modifica:
All’articolo 4 è aggiunto, alla fine, il seguente comma:

d) nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dagli articoli 3 e 51 della Costituzione, per assicurare la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive, introducono norme di garanzia di genere, ivi compresa la doppia preferenza di genere nel caso di sistemi che prevedano l’espressione di preferenze.

ELEZIONI EUROPEE : vota due donne

19 maggio 2014

Nella delegazione italiana presente nel Parlamento europeo le deputate sono appena il 21 per cento, un dato che contribuisce a far scendere al 31 per cento la presenza totale delle donne.
Percentuali che dimostrano quanto sia urgente un riequilibrio di genere anche del Parlamento Europeo: in un momento così difficile non si possono decidere le politiche sociali ed economiche che coinvolgono milioni di persone senza le competenze delle donne.
Le nuove norme applicabili per questa tornata elettorale prevedono che su tre preferenze una deve essere per un candidato o candidata di genere diverso da quello delle prime due .
Aspettare stanca invita a votare due donne, tra le quali la capolista se è donna.
Deprecabile la scarsa visibilità delle candidate nei mass media e nelle manifestazioni dei partiti e movimenti.
Le liste delle candidate e dei candidati sono pubblicate in http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/comunicati/comunicati_2014/2014_05_17_comesivota.html2014_05_19_candidati_PE_2014_x_circoscrizione_-3
Leggi anche l’articolo di Valeria Fedeli pubblicato su l’Unità del 18 maggio
http://www.valeriafedeli.it/la-grande-opportunita-delle-europee-votare-per-cambiare-scegliere-le-donne/

Per saperne di più sulle nuove norme di garanzia:
Leggi il post di aspettarestanca in (more…)

Roma, 20 Maggio 2014. Dibattito con candidati alle europee: Verso la Smart Nation, la Regione Lazio nella nuova competizione europea

19 maggio 2014

Da Innovatori Europei

L’evento si svolge domani martedì 20 maggio alle ore 17 presso il Caffè letterario- Via Ostiense 95, Roma

Il progetto di Innovatori Europei dal titolo “Verso la Smart Nation” ambisce a disegnare una nuova governance dello sviluppo delle città e delle regioni, inquadrata in un contesto Paese rinnovato, attraverso la costituzione e valorizzazione di reti territoriali che siano volani per nuovi percorsi di produzione e internazionalizzazione.

Esso si compone di un inquadramento generale sulla Smart Nation e di un livello progettuale già avviato nelle Smart Regions and Cities, in cui disegnare un futuro intelligente.

Nel convegno “Verso la Smart Nation: la Regione Lazio nella competizione europea” ne discuteremo con innovatori – candidati della Circoscrizione Centro Italia nei vari schieramenti politici alle prossime elezioni europee .

AGENDA

ore 17 Apertura dei lavori : Massimo Preziuso (Coordinatore IE), Giuseppina Bonaviri, (IE Lazio)

ore 17.15 Presentazione dello studio “Verso la Smart Nation”: Cesare Pozzi (Luiss Guido Carli)

ore 17.30 Gli Innovatori Europei (*) dibattono con i candidati della Circoscrizione Centro Italia:
Ines Caloisi (Scelta Europea), Valentina Mantua (Partito Democratico), Flavia Marzano (GIVE – Green Italia Verdi Europei), Adriano Redler (Forza Italia), Domenico Rossi (Popolari per l’Italia) , Bianca Maria Zama (Movimento 5 Stelle) (more…)

ELEZIONI EUROPEE : si alle norme di garanzia

9 aprile 2014

Stamattina (9 aprile)la Camera ha approvato le norme di garanzia per la rappresentanza di genere per le elezioni europee, applicabili nel 2019, e la norma transitoria che riguarda già quelle del prossimo 25 maggio, secondo la quale, nel caso in cui le preferenze espresse siano tre, esse dovranno riguardare candidati di genere diverso, pena l’annullamento della terza preferenza.
votazione finale (a scrutinio segreto)
Presenti  471   
   Votanti  442   
   Astenuti   29   
   Maggioranza  222   
   Hanno votato sì  338    
   Hanno votato no  104. 

Le parlamentari di quasi tutti i Gruppi, nel corso dell’approvazione della modifica delle legge elettorale, prima al Senato e poi alla Camera, hanno dimostrato l’importanza della battaglia trasversale per una maggiore parità nella rappresentanza politica. Un grazie particolare alla vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, prima firmataria del DDL, e alla senatrice Doris Lo Moro, relatrice del provvedimento in Commissione Affari costituzionali, che non si sono arrese alle resistenze maschili e hanno raggiunto un risultato, non pienamente soddisfacente, ma l’unico non ipotetico.

Leggi il resoconto stenografico della seduta del 9 aprile:
Seguito della discussione della proposta di legge: S. 1224-1256-1304-1305 – D’iniziativa dei senatori: Fedeli ed altri; Alberti Casellati ed altri; Amoruso; Calderoli: Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere, e relative disposizioni transitorie inerenti alle elezioni da svolgere nell’anno 2014 (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (A.C. 2213); e delle abbinate proposte di legge: Cicu; Mosca ed altri; Capelli ed altri; Marguerettaz ed altri; Vargiu; Bruno Bossio ed altri; Francesco Sanna ed altri; Balduzzi ed altri; Pisicchio; Migliore ed altri; Giorgia Meloni ed altri (A.C. 144-792-958-1216-1357-1473-1545-1878-1916-1933-1970)
http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0208&tipo=stenografico#sed0208.stenografico.tit00030.sub00040.int00010

Nella delegazione italiana presente nel Parlamento europeo le deputate sono appena il 21 per cento, un dato che contribuisce a far scendere al 31 per cento la presenza totale delle donne.
Percentuali che dimostrano quanto sia urgente un riequilibrio di genere anche del Parlamento Europeo: in un momento così difficile non si possono decidere le politiche sociali ed economiche che coinvolgono milioni di persone senza le competenze delle donne. (more…)

“ Bene i nuovi regolamenti della Commissione di vigilanza Rai per contrastare la sotto rappresentazione delle donne in politica”

3 aprile 2014

comunicato su regolamenti Commissione vigilanza
COMUNICATO STAMPA

Soddisfazione dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria
“ Bene i nuovi regolamenti della Commissione di vigilanza Rai
per contrastare la sotto rappresentazione delle donne in politica”
“Finalmente non saranno solo gli uomini gli unici protagonisti delle trasmissioni e servizi che la Rai manderà in onda per la prossima tornata elettorale”. L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria esprime la sua soddisfazione per i regolamenti appena licenziati dalla Commissione di Vigilanza Rai per le prossime scadenze elettorali che riguarderanno le Europee, le Regioni Piemonte e Abruzzo, e numerose amministrazioni comunali. “Per la prima volta infatti, richiamandosi all’articolo 51 della Costituzione e alla legge 215 del 2012, la Commissione di vigilanza intende contrastare efficacemente la sotto rappresentazione delle donne in politica, e prescrive la più ampia ed equilibrata presenza di entrambi i sessi nelle trasmissioni radio televisive del servizio pubblico. Non più solo parità di accesso a tutte le forze politiche ma – sottolinea l’Accordo- anche alle donne e agli uomini coinvolti nella consultazione elettorale. Un risultato ottenuto grazie al lavoro di squadra tra l’Accordo, la senatrice Laura Puppato e la deputata Paola De Micheli che, con il loro lavoro, sono riuscite a coinvolgere su questa battaglia di pari opportunità l’intera Commissione di vigilanza Rai , che, lo ricordiamo, conta solo 7 donne su 40 componenti e nessuna donna nel comitato di presidenza.
“L’Accordo è fiducioso che l’Autorità di garanzia per le telecomunicazioni si adeguerà agli stessi principi nelle delibere che riguardano le sue funzioni generali di controllo e le competenze sulle altre trasmissioni radiotelevisive”.

Le Firmatarie dell’Accordo
Roma, 4 aprile 2014
Rif. Daniela Carlà – danielacarla2@gmail.com – Roberta Morroni – morronir@libero.it

Parità di genere, iniziamo a cambiare dal voto europeo 

2 aprile 2014

Diramiamo l’articolo di Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, ma non possiamo fare a meno di introdurlo con un amaro commento: i tacchini rimandano ad un Natale nel quale non saranno più a rischio, accontentiamoci.

Parità di genere, iniziamo a cambiare dal voto europeo
Valeria Fedeli, Vicepresidente del Senato
● CARISSIME DEPUTATE, MI APPELLO A VOI, CHE CON CORAGGIO ED IN PIENA AUTONOMIA AVETE COMBATTUTO la battaglia per sostenere la modifica in senso paritario dell’Italicum, perché possiate sostenere con forza il ddl sulle elezioni europee in arrivo in questi giorni alla Ca mera e la sua veloce approvazione. Lo scrivo a voi, per dirlo in realtà a tutte le deputate e i deputati, perché so che il vostro lavoro in questa direzione è già partito. L’alleanza trasversale che avete saputo costruire e sostenere per modificare l’Italicum è stata guardata da me, e da tante che come me fanno politica con e per le donne, con ammirazione, accompagnando il vostro la- voro con azioni esplicite di sostegno: la dimostrazione che una stagione diversa delle relazioni tra donne è pienamente matura. Per questo non abbiamo mancato, noi che siamo al Senato, di sostenere con forza il vostro impegno, la vostra iniziativa, e come noi le tante associa- zioni di donne che da anni lavorano per la piena affermazione della democrazia paritaria.
Purtroppo il voto segreto ha bocciato le vostre, le nostre, qualificate proposte, ma quello che siete state capa- ci di fare non può smarrirsi dopo questa prima sconfitta.
La legge che abbiamo votato in Senato sulle elezioni europee prevede una norma «transitoria» per le prossi- me elezioni di maggio per il 2014, secondo la quale nel caso di tre preferenze espresse queste devono riguarda- re candidati di sesso diverso pena l’annullamento della terza. A partire dal 2019, poi, l’adozione della presenza paritaria nelle liste, l’alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con seconda e terza preferenza annullate se il principio non viene rispettato.
Il ddl presentato originariamente, di cui ero prima firmataria, prevedeva parità di genere al 50 per cento e la doppia preferenza di genere sin dalle prossime elezio- ni. Questa proposta di legge era stata poi firmata da tutte e tutti i senatori Pd, da Scelta Civica, dal Nuovo Centro Destra, da esponenti di Forza Italia, dalla Lega, da senatrici dei 5 Stelle (che solo il giorno del voto, han- no ritirato la firma).
Malauguratamente non si sono realizzate le condizio- ni per avere la maggioranza dei voti a favore della pro- posta della relatrice Lo Moro in Aula. Si è dunque rag- giunta una mediazione che rappresenta comunque un risultato, sancendo per legge un diritto che, nelle nor- me per le elezioni europee, non era finora riconosciuto.
Nel Parlamento europeo le deputate sono il 31% e solo il 21% in seno alla delegazione italiana (il quinto peggior dato tra tutti i Paesi membri). Vi appare dun- que evidente come una norma che contribuisca ad un riequilibrio di genere nella rappresentanza al Parlamen- to europeo sia urgente e necessaria. È lì, in quel Parla- mento, che si formano gli atti di indirizzo delle politiche comunitarie, politiche che senza lo sguardo delle donne sarebbero monche.
Non possiamo più accettare che la composizione del- le delegazioni nel Parlamento europeo sia discriminato- ria verso le donne. L’Europa è l’orizzonte istituzionale, politico ed economico nel quale costruire ogni nostra prospettiva, se vogliamo cogliere con serietà e credibili- tà le opportunità di ripresa e di rilancio.
Se vogliamo un’Europa che innovi il modo di considerare la propria funzione, che assuma la prospettiva del- la crescita, che scelga lo sviluppo etico e sostenibile per creare lavoro e benessere. Se vogliamo, di conseguenza, lavorare per la crescita e l’uguaglianza anche in Italia, non possiamo rinunciare al pieno contributo di donne e uomini, (more…)

Le norme di garanzia di genere nelle elezioni europee approvate dal Senato

20 marzo 2014

Oggi, 20 marzo, alle 12 circa, l’Assemblea del Senato, presieduta da Valeria Fedeli, ha approvato con 155 sì, 58 no e 15 astenuti, il ddl sulle norme di garanzia di genere nelle elezioni europee, dal titolo «Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere e relative disposizioni transitorie inerenti alle elezioni da svolgersi nell’anno 2014» frutto delle seguenti proposte:
– FEDELI ed altri. – Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, per la promozione dell’equilibrio di genere nella rappresentanza politica alle elezioni per il Parlamento europeo (1224)
– ALBERTI CASELLATI ed altri. – Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di parità di condizioni per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo (1256)
– AMORUSO. – Modifica alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di preferenze (1304)
– CALDEROLI. – Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia (1305)
Il testo che ora passerà all’esame della Camera, prevede “la presenza paritaria nelle liste, l’alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con seconda e terza preferenza annullate se il principio non viene rispettato
A seguito dei tempi imposti prima in Commissione e poi in Aula , le nuove disposizioni saranno applicate solo nel 2019.
Una norma transitoria prevede la preferenza di genere già per le prossime elezioni di maggio: se si danno tre preferenze, la terza deve essere, pena l’annullamento della stessa, per un candidato o candidata di sesso diverso da quello delle prime due.
La senatrice Doris Lo Moro del Pd, relatrice in Commissione e Aula, su chi non è d’accordo ha detto:
“A chi non si trova d’accordo voglio dire che lo capisco, perché nemmeno io ero d’accordo, (more…)