Archive for the ‘Elezioni regionali’ Category

Al Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome

1 Maggio 2016

Al Signor Presidente

della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome

Onorevole Presidente,

ci rivolgiamo a Lei a nome e per conto dell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, che riunisce oltre cinquanta Associazioni femminili il cui scopo è la promozione della presenza delle donne nelle Istituzioni.

Come è noto, la legge n.20 del 2016 ha modificato l’art.4 della legge n.165 del 2004, dettando norme di carattere generale per il riequilibrio della rappresentanza in materia elettorale col disporre in particolare che qualora la legge elettorale regionale preveda l’espressione di preferenze, in ciascuna lista i candidati dovranno essere presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60% del totale e “sia consentita l’espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima”. Nel caso, invece, in alcune Regioni siano “previste liste senza espressione di preferenze”, la legge elettorale dispone l’alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60%del totale. Stessa cosa nei casi in cui sono previsti collegi uninominali, la legge elettorale dovrà disporre l’equilibrio tra uomini e donne in modo tale che i candidati di un sesso non superino il 60%.

Ciò non soltanto al fine di promuovere l’attuazione del dettato costituzionale dell’art. 51 Cost., che prevede condizioni di eguaglianza fra i generi nell’accesso alle cariche pubbliche, ma anche per la tutela dell’unità giuridica in materia di legislazione elettorale, che ora vede sostanziali differenze fra le varie normative regionali.

Se è vero, infatti, che le Regioni e le Province Autonome godono di ampia autonomia nella elaborazione delle leggi che regolano la elezione della Giunta e dei Consiglieri Regionali, è vero altresì che, ai sensi dell’art.122 Cost. 2° comma ,tale autonomia va contenuta nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle legge della Repubblica, fra cui rientra quale interesse essenziale del sistema costituzionale consacrato nell’art.51 Cost., anche la promozione, attraverso misure idonee, della parità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive, parità oggi largamente compromessa.

Le chiediamo pertanto un incontro a livello istituzionale, improntato all’ascolto da parte politica delle istanze della società civile, ci auguriamo che la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome possa dare adeguato impulso alle singole Assemblee regionali affinché anche le Regioni che non hanno ancora leggi elettorali rispettose dei principi costituzionali si adeguino al disposto della novella n.20/2016.

In attesa di riscontro, porgiamo distinti saluti.

Roma

28 aprile 2016

Per L’Accordo di azione comune

Marisa Rodano e Daniela Carlà

 

Pubblicata anche in

http://www.womenews.net/per-lattuazione-dellart-51-della-costituzione-lettera-aperta-al-signor-presidente-della-conferenza-dei-presidenti-delle-assemblee-legi

Per una presenza significativa delle donne e delle questioni di genere nel nuovo Senato

5 aprile 2016

La speranza di ottenere una presenza femminile significativa nel nuovo Senato è affidata all’azione di pressione nei confronti delle Regioni, per ottenere in tutte le leggi elettorali regionali norme di garanzia di genere, nel rispetto dei principi stabiliti dalla  Legge 15 febbraio 2016, n. 20 (legge Maturani).LEGGE 15 febbraio 2016

Non dovrà mancare l’impegno dell’associazionismo nell’esercitare pressioni sulle singole Regioni, e sulle Conferenze regionali.

La provenienza dai Consigli regionali della maggior parte dei componenti del nuovo Senato e senatrici  ha accresciuto l’importanza di norme di garanzia di genere per la loro elezione, visto che il risultato si riflette sulla composizione di uno dei rami del Parlamento.

Grazie all’azione di pressione dall’esterno, alla sensibilità della ministra per le riforme e di alcune senatrici, nella riforma costituzionale è stato aggiunto all’articolo 122 della Costituzione un comma che prevede: “La legge della Repubblica stabilisce altresì i princìpi fondamentali per promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”.

E’ stata persa però l’occasione per rendere cogente la norma dell’articolo 117 che, dopo la riforma del 2001, ha affidato alle leggi regionali il compito di rimuovere “ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica” e di promuovere “la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive”. Norma che solo in alcune Regioni è stata recepita all’interno delle leggi elettorali per i Consigli.

Inoltre, nonostante quanto richiesto dall’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria anche in occasione dell’incontro ufficiale con la ministra Boschi del 3 novembre 2014, non è stata inserita alcuna norma di garanzia di genere nella disposizione transitoria che prevede  la prima elezione del nuovo Senato su liste bloccate e con preferenza unica, in contrasto con quanto impone la riforma costituzionale (Articolo 1, secondo comma) per tutte le leggi elettorali, compresa, quindi,  la futura legge  elettorale per il nuovo Senato.

La prima elezione, che avverrà secondo la disposizione transitoria che prevede la preferenza unica e nessuna norma di garanzia di genere, porterà all’assoluta predominanza di appartenenti al sesso maschile, come nella maggior parte dei consigli regionali e tra i sindaci.ART 39 Rifoma costituzionale

La prova generale è stata già fatta con l’elezione di secondo livello da parte dei consiglieri comunali dei Consigli delle Province e delle Città metropolitane. Anche questa elezione è avvenuta senza norme di garanzia di genere, in quanto la legge Del Rio le prevede solo per le tornate successive. A Napoli è stata eletta nel Consiglio della Città metropolitana una sola donna su ventiquattro, battendo il dato negativo della seconda classificata, la Città metropolitana di Roma (tre donne su ventiquattro eletti).

La democrazia paritaria e le politiche di genere sono, quindi, ancora una volta, ostacolate e rinviate a tempi successivi.

 

 

Legge elettorale in Sardegna: i primi risultati della legge nazionale Maturani e delle pronunce del Consiglio di Stato

7 febbraio 2016

leggiamo e diffondiamo:

Legge elettorale in Sardegna, ecco la proposta del Pd
Doppia preferenza di genere e tre soglie di sbarramento
Autore: Redazione Casteddu Online il 05/02/2016 17:20
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Doppia preferenza di genere e composizioni paritaria delle liste elettorali, insieme con l’introduzione di una serie di norme che pongono fine ai dubbi interpretativi sugli sbarramenti e l’assegnazione dei seggi, anche alla luce dei recenti pronunciamenti del Consiglio di Stato. Sono i punti cardine della proposta di legge presentata dai consiglieri del gruppo Pd, Franco Sabatini, Daniela Forma e Rossella Pinna, per la modifica della legge elettorale statutaria della Sardegna.

I sette articoli di cui si compone il testo introducono la parità della rappresentanza di genere nelle liste e si chiarisce che, qualora il numero dei componenti la lista sia dispari un genere non può essere rappresentato in numero maggiore di una unità (esempio: una lista di cinque candidati potrà essere formata da tre di genere maschile o femminile e di genere femminile o maschile).

L’elettore potrà esprimere una o due preferenze e se opta per la seconda ipotesi deve votare un candidato di genere maschile e uno di genere femminile. Qualora dovesse esprimere due preferenze per candidati dello stesso genere, vale il voto alla lista e la preferenza al primo candidato mentre si deve considerare nulla la seconda preferenza.

Si introduce inoltre la soglia di sbarramento al 3% per le liste all’interno delle coalizioni, queste ultime che per partecipare all’attribuzione dei seggi devono superare la soglia del 10%: Resta fermo lo sbarramento al 5% per le liste non coalizzate ma la novità riguarda la possibilità di accedere alla ripartizione dei seggi per quelle liste che ottengono il 5% dei voti anche se all’interno di una coalizione che non supera il 10%.

Alla luce del recente pronunciamento del Consiglio di Stato nella proposta di legge si precisa che sono considerati resti i voti delle liste che non hanno conseguito seggi a quoziente pieno.

«Ci proponiamo – hanno dichiarato i primi firmatari Sabatini e Forma – di garantire la rappresentanza paritaria delle donne nella competizione elettorale e favorirne la rappresentanza nel Consiglio regionale con l’introduzione della doppia preferenza che ha registrato positivi risultati negli Enti locali; vogliamo inoltre scongiurare i dubbi interpretativi alla legge elettorale regionale, che sono tali da provocare ricorsi e pronunciamenti dei giudici, a distanza di due anni dalle ultime elezioni».
– See more at: http://www.castedduonline.it/sardegna/campidano/32177/legge-elettorale-ecco-la-proposta-del-pd.html#sthash.C647O5Pq.dpuf (more…)

Il settembre caldo delle riforme – I lavori in Senato

28 agosto 2015

Il settembre caldo delle riforme-I lavori in Senato
L’Assemblea di Palazzo Madama torna a riunirsi martedì 8 settembre, alle ore 17. All’ordine del giorno la discussione del ddl n. 1556, recante disposizioni volte a garantire la parità della rappresentanza di genere nei consigli regionali.
Le Commissioni torneranno a riunirsi a partire da martedì 1 settembre.
Il disegno di legge 1429-B (revisione della Parte II della Costituzione) è all’esame della Commissione Affari Costituzionali: sono stati presentati 513.450 emendamenti.
Il disegno di legge 14 e connessi (Disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili) – relatrice Cirinnà è all’esame della Commissione Giustizia, convocata per il 2 settembre.

Approfondimenti:

Riforma costituzionale in terza lettura al Senato

Aspettando l’otto settembre, data d’inizio dei lavori in Aula al Senato, in questi giorni la riforma costituzionale è agli onori della cronaca, con conseguente massicia presenza in TV di premier, ministra per le riforme, ecc.
Grande incertezza sulle strategie del Governo per evitare un Flop e raccogliere i necessari voti favorevoli dopo aver neutralizzato la valanga degli emendamenti presentati in Prima Commissione. L’alternativa all’’ipotesi di portare il DDL costituzionale direttamente in Aula per avvalersi del cosiddetto “ Canguro”, in modo da neutralizzare l’ostruzionismo è stata avanzata dal presidente del Senato alla Festa dell’Unità di Milano.
Necessaria, a suo parere, una soluzione politica, in particolare sulla formulazione dell’articolo 2 delle riforma, riguardante la non eleggibilità del nuovo organismo. Pietro Grasso, a proposito dei contenuti tecnici delle modifiche ha sottolineato che «non sarà più il Presidente del Senato a fare le veci del Capo dello Stato, ma quello della Camera»
http://www.corriere.it/politica/15_agosto_25/grasso-festa-pd-trovare-soluzione-politica-le-riforme-b823dbd8-4b56-11e5-9f12-8a25e5d314d3.shtml?refresh_ce-cp

Per ulteriori approfondimenti vi invitiamo a leggere il resoconto dell’ultima seduta in Prima Commissione del 5 Agosto
https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=937936
e
http://www.polisblog.it/post/214803/abolizione-senato-riforma-come-funziona-cosa-cambia

Norme di garanzia di genere nelle leggi regionali elettorali

A conferma del costante oscuramento che caratterizza le questioni della parità donna uomo, in sordina, invece, l’arrivo in Aula al Senato, previsto per il primo giorno dei lavori (la presentazione degli emendamenti possibile fino alle 13 del 7 settembre), del Disegno di legge di Pina Maturani ~PD-.
• Ddl n. 1556 – Equilibrio nella rappresentanza nei Consigli regionali (Voto finale con la presenza del numero legale)
• Nota breve del Servizio Studi: “Consigli regionali: equilibrio della rappresentanza maschile e femminile”

Nota breve
Un provvedimento che finalmente dovrebbe porre fine a comportamenti incostituzionali di buona parte dei Consigli regionali, probabilmente sdoganato proprio perché, in vista della probabile composizione del nuovo Senato, non era più possibile ignorare quanto la mancanza di democrazia paritaria nelle regioni si sarebbe ripercossa sull’assemblea nazionale.
Una situazione più volte denunciata dalle donne, che già durante l’iter della Legge 125 del 2012 aveva individuato come soluzione ottimale una legge nazionale e ribadito nelle tante occasioni che le Associazioni hanno creato per rafforzare le iniziative delle donne parlamentari per modificare almeno alcuni dei meccanismi che causano la scarsa presenza delle donne nelle assemblee elettive.
A questo proposito riportiamo il resoconto dell’incontro di luglio dell’Accordo di Azione comune per la Democrazia Paritaria.

21 luglio 2015 Incontro con la ministra Boschi
Unioni civili
All’attenzione mediatica, invece, grazie anche agli interventi a gamba tesa della Conferenza Episcopale Italiana,  il testo unificato Cirinnà, che dovrebbe introdurre in Italia le Unioni civili, all’esame della Commissione Giustizia convocata per mercoledì 2 settembre
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=00937863&part=doc_dc&parse=no&stampa=si&toc=no

Ecco le ultime novità su Huffington Post, dove, come spesso avviene sulla stampa, il titolo non rispecchia il testo dell’articolo.

http://www.huffingtonpost.it/2015/08/28/unioni-civili-passo-indietro_n_8054816.html

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La par condicio di genere: chi l’ha vista?

1 agosto 2015

Siamo consapevoli dell’importanza che,  anche nell’era dei social, la televisione ha nel creare la notorietà di cui ha assoluto bisogno chiunque voglia suscitare consenso.

Impegnate come siamo per promuovere la presenza delle donne nelle assemblee elettive e in tutti i luoghi decisionali, stiamo da anni puntando sull’obiettivo della cosiddetta par condicio di genere.

Comparve la prima volta nel 2009 nella legge regionale della Campania.LEGGE REGIONALE CAMPANIA.

La Corte Costituzionale ritenne pienamente legittime sia questa disposizione sia le altre inserite nella stessa legge per aumentare la presenza delle donne nel Consiglio regionale.

Grazie alle continue pressioni sul Parlamento, la par condicio di genere ricomparve nella legge 215 del 2012,LEGGE 23 novembre 2012 ma, nonostantei tanti contati e  le formali diffide, di cui più volte abbiamo dato notizia su questo BLOG, la par condicio di genere non viene rispettata neanche nei periodi di campagna elettorale.

La norma che impone ai mezzi di informazione la promozione delle pari opportunità nella comunicazione politica, non solo non viene rispettata ma neanche viene citata nei siti e nei documenti ufficiali come quelli dell’AGCOM.

A nulla valgono, inoltre, le disposizioni sulla pubblicità dei dati di genere nelle campagne elettorali, inserite grazie alle pressioni delle Associazioni, nei relativi regolamenti per le campagne elettorali della Commissione parlamentare di vigilanza e l’AGCOM

Infatti, il monitoraggio di genere in periodo pre-elettorale non viene pubblicato (o non è accessibile facilmente) né da Rai Parlamento né dall’AGCOM. Né ci risulta che il monitoraggio venga eseguito per tutto l’anno, come la legge prescrive.

Donneinquota ha reperito la tabella della Presenza dei soggetti politici per genere” del periodo pre-elettorale 16 aprile-29 maggio 2015, che dimostra che nei mass media la disparità tra i due generi è veramente notevole: le donne sono solo il 22,3%.monitoraggio par condicio 16 apri 29 mag 2015 (2)

Né si ha notizia che l’AGCOM abbia provveduto alle sanzioni corrispondenti.

Insomma, dobbiamo rivolgerci a Chi l’ha visto?

Per il coordinamento delle leggi elettorali regionali

27 luglio 2015

Per il coordinamento dei sistemi elettorali regionali

Simonetta Sotgiu ha scritto il doc allegato in pdf, che riportiamo anche in calce.

Sarà pubblicato su “ Nuova Sardegna” con alcune integrazioni relative a questa Regione.

Necessità di un coordinamento delle leggi elettorali regionali
Mentre si avvia verso la conclusione la stagione delle modifiche al sistema elettorale nazionale con la modifica anche della norma costituzionale relativa alla elezione del Senato, è opportuno rilevare, anche e proprio in relazione a tale sostanziale intervento sulla Costituzione, il concreto pericolo della lesione del riequilibrio della rappresentanza, sancito dall’art.117 Cost. terzultimo comma.
In forza, infatti, del cit. art.117 Cost. il Parlamento italiano , con la legge n.215 del 2012, ha dettato, in via esclusiva, precise norme per le elezioni di Province, Comuni e Città metropolitane, rispettose del principio della parità di accesso di entrambi i sessi alle cariche elettive, ma non ha seguito lo stesso criterio per le elezioni dei Consigli Regionali, limitandosi a richiamare, nei confronti delle Regioni, il principio del rispetto del riequilibrio prima citato.
Tale generica disposizione non è stata sufficiente a porre rimedio al guazzabuglio di leggi elettorali regionali, differenti per lo più l’una dall’altra, causa di diversificazioni nell’elettorato dell’una o dell’altra regione in materia di rappresentanza e, soprattutto, ostili quasi tutte al rispetto del principio paritario in questione, che, ancorché non menzionato fra le materie di competenza concorrente o residuale fra Stato e Regioni , rientra fra i principi costituzionali fondamentali, in ordine al quale lo Stato conserva le prerogative legislative di indirizzo e coordinamento.
Se è, infatti, indubbio che con la disposizione dell’art.117 terzultimo comma Cost. l’indirizzo per l’adeguamento delle leggi elettorali regionali ai principi paritari sia stato dato, non altrettanto è avvenuto per il coordinamento di tali leggi, mediante l’inserimento nella citata legge 215 del 2010 di norme elettorali analoghe a quelle previste per gli Enti Locali. Tale omissione è stata a suo tempo giustificata col fatto che la competenza esclusiva o concorrente dello Stato in tale materia non è prevista nel cit. art.117. La Corte Costituzionale ha però affermato (sentenza n.44 del 2014 in materia di elezioni nelle Unioni dei Comuni) che la mancata menzione della competenza esclusiva dello Stato su una data materia non comporta l’automatica attribuzione di tale competenza alla competenza legislativa regionale, permanendo tale competenza nello Stato nel quadro dei principi fondamentali che, per quanto riguarda la parità di rappresentanza politica dei sessi, deve tenere conto dell’art.51 1° comma Cost.
Le leggi elettorali, statali o regionali i, possono perciò stabilire modi e criteri della partecipazione popolare alla vita democratica, ma sempre nel rispetto della Costituzione, e ciò comporta l’applicazione da parte delle singole Regioni non solo, senza eccezioni, della norma di indirizzo di cui all’art.117 terzultimo comma Cost.,ma anche dell’art.51 Cost nel quadro del rapporto di coessenzialità e necessaria integrazione (sent. C. Cost.430/2007;237/2009) delle relative competenze legislative statali e regionali e di leale collaborazione fra Stato e Regioni (art.120 Cost.), in caso di mancata esplicitazione da parte dalla Costituzione (sent.C.Cost.50/2008).
Può senza dubbio affermarsi che il coordinamento di tali due norme fondamentali è contenuto, al momento, sia nella legge 215/2010 per quanto attiene agli Enti locali sia nella legge elettorale (c.d. Italicum), relativa all’elezione della Camera dei Deputali, ma la stessa cosa non può dirsi per la maggior parte delle leggi elettorali regionali (con qualche lodevole eccezione) e ciò va necessariamente a incidere su quella che sarà la composizione del Senato affidata a eletti di secondo livello da parte di Consigli Regionali, composti a loro volta in violazione del combinato disposto delle norme citate, norme di cui l’art.122 Cost. pretende l’applicazione da parte delle Regioni “ nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica”.
Principi quadro, per quanto attiene il criterio della parità di accesso alle cariche elettive, trascurati dal Parlamento con la legge 215 del 2010, che non ha adeguato a esso tutte le leggi elettorali regionali.
Ferma restando la competenza elettorale regionale ai sensi dell’art.122 Cost, si impone quindi, la modifica della legge 2 luglio 2004, n. 165, che introduca disposizioni sulle modalità da seguire per l’elezione dei singoli Consigli regionali e coordini e unifichi i parametri fondamentali di razionalizzazione e coordinamento dei sistemi elettorali degli organi elettivi ai vari livelli
Tale iniziativa non solo garantirebbe la rispondenza di tutte le leggi regionali elettorali ai principi costituzionali, ma comporterebbe la semplificazione e la facilitazione dell’espressione del voto nelle elezioni delle assemblee nazionali e regionali.
27 luglio 2015 Simonetta SOTGIU

Dati elettorali di genere. Risultati delle elezioni del 31 maggio 2015 dei presidenti e dei consigli in 7 Regioni

11 giugno 2015

Dati elettorali di genere, Risultati delle elezioni del 31 maggio 2015 dei presidenti e dei consigli in 7 Regioni
Consigliere regionali:il 26,6 % in Campania, il 25% in Toscana, il 20,8% in Liguria, il 20% nelle Marche e in Veneto, il 15% in Umbria, il 10% in Puglia – il peggior risultato in assoluto, come evidenziato da Daniela Dominici, alla quale dobbiamo la raccolta dei dati.
La doppia preferenza ha funzionato, ma non in Umbria, e in Puglia effetti disastrosi della mancata approvazione delle doppia preferenza-
Regioni dove si è votato con la doppia preferenza:

CAMPANIA (La prima Regione ad aver introdotto la doppia preferenza di genere)
http://danielaedintorni.com/2015/06/03/31-maggio-2015-le-donne-del-nuovo-consiglio-regionale-campano-resoconto-di-daniela-domenici/
Il primo dato che salta all’occhio è l’elevato numero di liste presentate, ben 14.
Sono 50 i seggi totali e le donne elette sono state 13, quindi il 26,6%, ecco chi sono nel dettaglio:
Per il PD 5 donne elette su 15, il 33%
• Enza Amato
• Loredana Raia
• Bruna Fiola
• Antonietta Ciaramella
• Rosetta D’Amelio
Per il Movimento 5 Stelle 3 donne elette su 7, il 42,8%
• Valeria Ciarambino
• Maria Muscarà
• Luigia Embrice
Per Forza Italia 3 donne elette su 8, il 37,5%
• Maria Grazia Di Scala
• Flora Beneduce
• Monica Paolino Aliberti

Per il Centro Democratico 1 donna su 2, il 50%
• Filomena Letizia

Per l’UDC 1 donna su 2, il 50%
• Maria Ricchiuti

Nessuna donna eletta nelle altre 9 liste.

TOSCANA Per la prima volta si è votato con la doppia preferenza di genere http://danielaedintorni.com/2015/06/03/31-maggio-2015-le-donne-del-nuovo-consiglio-regionale-toscano-resoconto-di-daniela-domenici/
Sono 40 i seggi totali e le donne elette 10, il 25%, ecco chi sono nel dettaglio:
Per il PD otto consigliere su 24, il 33%
• Stefania Saccardi, Fiammetta Capirossi, Serena Spinelli e Monia Monni di Firenze
• Ilaria Giovannetti di Lucca
• Alessandra Nardini d Pisa
• Federica Fratoni di Pistoia
• Ilaria Bugetti di Prato
Per Lega Nord una consigliera su 6, il 16,6%
• Elisa Montemagni di Lucca
Per Movimento 5 Stelle 1 consigliera su 5, il 20%
• Irene Galletti di Pisa
Nessuna consigliera per gli altri gruppi: Sì Toscana a Sinistra, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

UMBRIA Per la prima volta si è votato con la doppia preferenza di genere
http://danielaedintorni.com/2015/06/04/31-maggio-2015-le-donne-del-nuovo-consiglio-regionale-umbro-resoconto-di-daniela-domenici/
In Umbria il peggior risultato tra le Regioni dove si è votato con la doppia preferenza, ma è l’unica Regione ad avere eletto una presidente: Catiuscia Marini
Sono 20 i seggi totali e le donne elette sono state 3, quindi il 15%, ecco chi sono nel dettaglio:
Per il PD 3 donne elette su 10, il 33%
• Donatella Porzi
• Lucia Barberini
• Fernanda Cecchini
Nessuna donna eletta nelle altre 7 liste.
Regioni dove si è votato con la preferenza unica
LIGURIA http://danielaedintorni.com/2015/06/04/31-maggio-2015-le-donne-del-nuovo-consiglio-regionale-ligure-resoconto-di-daniela-domenici/

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Questa povera par condicio

31 Maggio 2015

La par condicio è morta, tra comunicazione sul WEB ( ancora non regolamentata) e mancato rispetto delle norme sulla par condicio vigenti (letteralmente sotto gli occhi di tutti e tutte in questi giorni la violazione della legge da parte dei maggiori leader nella televisione pubblica e non) e nessuna reazione dall’AGCOM Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (se ci sei batti un colpo).
Evidentemente fa comodo a molti ignorare norme che dovrebbero migliorare la consapevolezza di chi è chiamato a scegliere i componenti delle assemblee elettive, i presidenti delle Regioni, sindaci e sindache.

La par condicio è scomoda, Quasi impossibile reperire sul WEB il testo aggiornato della Legge 22 febbraio 2000, n. 28 Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica. L_2000_28(2).Per trovare il testo aggiornato è stato necessario approdare sul sito della Regione Friuli – Venezia Giulia, che lo pubblica, sia pure con l’obiettivo limitato di informare sulla sola parte relativa alla comunicazione istituzionale.
http://autonomielocali.regione.fvg.it/aall/opencms/AALL/Elezioni/GuidaElezAmm/e/e1/?&__element=head&
Questo è avvenuto dopo aver constatato con meraviglia che il sito dell’AGCOM http://www.agcom.it/normativa rinvia al testo su Normattiva http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-02-22;28!vig= privo delle modifiche introdotte con la legge 215 del 2011 Si è aggiunto sconcerto nel constatare che anche sul sito del Ministero dell’Interno c’è ancora anche il testo originario e che al Ministero dell’Interno, come al Governo interessa solo la parte relativa al divieto di diffondere sondaggi.http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-02-22;28!vig=

La par condicio di genere ha gravi problemi di salute
. Qualche risultato non da poco è stato raggiunto (la presenza di donne nelle trasmissioni televisive politiche è aumentata, ma, come Aspettare stanca e altre Associazioni hanno più volte sottolineato tempestivamente,la resistenza ad applicare la nuova normativa è notevole. (more…)

Oggi, domenica 31 maggio 2015 alle urne per rinnovare i consigli regionali di 7 Regioni (Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia)

31 Maggio 2015


Come si vota alle Elezioni Regionali del 31 maggio 2015

18 milioni di elettori oggi, domenica 31 maggio, dalle 7 alle 23, alle urne per rinnovare i consigli regionali di 7 Regioni (Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia). Numero dei componenti del Consiglio ridotto, sette sistemi elettorali diversi, doppia preferenza di genere in tre regioni, Campania (la prima ad averla approvata), Toscana, Umbria e i principali candidati presidenti
• Veneto. Presidente eletta/o col sistema maggioritario (chi prende più voti), i 40 consigliere e consiglieri sono eletti con un sistema maggioritario con premio di maggioranza. Soglia di sbarramento del 5% per le liste coalizzate e del 3% per le singole liste. C’è un’unica scheda elettorale per Presidente e Consiglio, sulla quale è ammesso il ‘voto disgiunto’ (si può votare per un candidato Presidente e per una lista che non lo sostiene). E’ possibile esprimere una preferenza.
• Liguria. Presidente eletta/o col col sistema maggioritario, i 30 consigliere e consiglieri sono eletti con un sistema proporzionale misto. Soglia di sbarramento al 3%. E’ ammesso il ‘voto disgiunto’. E’ possibile esprimere una preferenza.
• Toscana. Presidente eletta/o col col sistema maggioritario, con doppio turno che il vincitore non raggiunge il 40%. I 40 consigliere e consiglieri sono eletti con un sistema proporzionale misto. Soglia di sbarramento al 5%, che scende al 3% se la coalizione che appoggia arriva al 10%. E’ ammesso il ‘voto disgiunto’. E’ possibile esprimere fino a due preferenze, purchè di genere diverso (un uomo e una donna).
• Umbria. Presidente eletta/o col col sistema maggioritario, i 20 consigliere e consiglieri sono eletti con un sistema proporzionale misto. Soglia di sbarramento al 2,5%. Non è ammesso il ‘voto disgiunto’. E’ possibile esprimere due preferenze di genere diverso.
• Marche. Presidente eletta/o col con un sistema maggioritario, i 30 consigliere e consiglieri sono eletti con un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Soglia di sbarramento per le coalizioni al 5%. Non è ammesso il ‘voto disgiunto’. E’ possibile esprimere una preferenza.
• Campania. Presidente eletta/o col col sistema maggioritario, i 50 consigliere e consiglieri sono eletti con un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Soglia di sbarramento al 3%. E’ ammesso il ‘voto disgiunto’. E’ possibile esprimere due preferenze di genere diverso.
• Puglia. Presidente eletta/o col col sistema maggioritario, i 50 consigliere e consiglieri sono eletti con un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Soglia di sbarramento dell’8% per le liste e del 4% per le coalizioni. E’ ammesso il ‘voto disgiunto’. E’ possibile esprimere una preferenza. (more…)

L’ITALICUM a rischio

16 aprile 2015

Non è necessario rivolgersi al Presidente della Repubblica per evitare che l’ITALICUM sia votato definitivamente alla Camera con il voto di fiducia. Lo impediscono gli articoli 46 e 116 del regolamento, come chiarisce Massimo Villone nell’articolo pubblicato oggi su Il Manifesto.
Lo aveva già precisato ieri la senatrice Lorenza Ricchiuti della minoranza PD, nell’intervista su Ilsussidiario.net
http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2015/4/15/ITALICUM-Ricchiuti-Pd-il-voto-segreto-puo-riservare-a-Matteo-qualche-sorpresa-/2/599984/

E’ ancora aperta l’ipotesi del cosiddetto Lodo Boccia, che dovrebbe assicurare che la nuova legge elettorale viaggi in contemporanea con la legge costituzionale che prevede la riforma del Senato. Si tratta, della stessa richiesta, sia pure, più limitata, avanzata da Bersani, che chiede uno spiraglio almeno per le nuove norme sul Senato.

La ferma volontà di evitare pericolosi ulteriori passaggi al Senato dimostrata da Renzi capo del Governo, sostenuta dal voto dei parlamentari PD di ieri ottenuto da Renzi Segretario del PD, che ha visto però assente la minoranza, fa ipotizzare che le trattative in corso per evitare uno scontro frontale, dopo le clamorose dimissioni di Speranza da capogruppo del PD alla Camera, si potrebbero concludere proprio con aperture sulla riforma costituzionale.
E ci chiediamo perché non impegnarsi ad approvare separatamente, magari partendo da un Disegno di legge d’iniziativa governativa, la regolamentazione per legge delle primarie per l’individuazione dei candidati e delle candidate.
Aspettare stanca sostenne questa tesi a gennaio 2014 nel Post in
https://aspettarestanca.wordpress.com/2014/01/26/per-superare-la-diatriba-su-primarie-si-primarie-no-aspettare-stanca-propone-primarie-regolamentate-per-legge/

Un provvedimento che rimedierebbe anche alla sempre più accentuata e dannosa involuzione che si sta verificando sulle primarie del PD, anche a livello regionale.
Ma questa è un’altra storia….