Archive for the ‘Carta Europea dell’uguaglianza’ Category

Raggi X: In nome della partecipazione si vorrebbero eliminare dallo statuto le regole per la democrazia paritaria

8 luglio 2017

Il post sulle proposte di modifiche allo Statuto di Roma Capitale che fa parte del dossier in progress che sta elaborando Carteinregola:

Il nuovo statuto della capitale proposto dal M5S: in nome della partecipazione si eliminano le regole per la democrazia paritaria

(rischiando di riaprire la strada alle vecchie logiche spartitorie)

Da Rosanna Oliva de Conciliis*

La proposta di delibera per la Modifica dello Statuto di Roma Capitale, presentata da diciotto  consiglieri del M5S, ha lo scopo dichiarato, accentuato dal richiamo alla parte delle linee programmatiche a ciò dedicata, di assicurare all’interno dell’Open Government, la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali con strumenti di democrazia partecipativa e diretta.

Mi limito ad approfondire le parti della proposta di delibera che nulla hanno a che fare con tali strumenti e tendono a eliminare le norme di garanzia di genere. Sono le proposte di modifica allo Statuto che prevedono la soppressione delle Commissioni delle elette, nella Capitale e in ciascun Municipio, e l’istituzione delle Commissioni per le Pari Opportunità, nelle quali, se la modifica fosse approvata, sarebbe garantita la presenza di un solo appartenente al sesso sottorappresentato. Lo stesso tipo di composizione è previsto per la istituenda Commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione tecnologica.

Cosa ancora più strabiliante, e anche questa spuria rispetto al tema della partecipazione, la soppressione del criterio del 50 e 50 per la composizione delle Giunte della Capitale e dei Municipi.

Queste modifiche, che riguardano organi di governo, quindi i rappresentanti e non i rappresentati, e nulla hanno a che fare con la partecipazione, vengono motivate con il   richiamo alle Linee programmatiche della Sindaca Virginia Raggi. E invece le Linee programmatiche, in modo diametralmente opposto a quanto potrebbe far pensare il richiamo da parte dei diciotto consiglieri del  M5S, dopo aver definito il principio delle pari e eque opportunità “modalità trasversale dell’azione dell’amministrazione” contengono l’impegno a costruire “ una città per tutte e per tutti, senza alcuna discriminazione, nel pieno rispetto dell’articolo 3 della Costituzione e dello Statuto di Roma Capitale”.

Le parti della proposta di delibera che modificano le norme di garanzia di genere sono da cancellare non soltanto perché disattendono le Linee programmatiche, ma perché in contrasto con principi costituzionali e disposizioni europee e internazionali. Nel concreto, la mancanza delle norme di garanzia di genere potrebbe favorire  accordi su uomini scelti in base a vecchie logiche spartitorie partitocratiche e impedire l’arrivo di donne competenti.

Un inaccettabile ritorno all’indietro rispetto a una conquista che ha una storia collettiva che va rispettata. La quota del 50% fu introdotta nel 2013 (Giunta Alemanno) nello Statuto di Roma Capitale dall’emendamento firmato da Monica Cirinnà (PD) e Gemma Azuni (SEL) – “Fra i nominati è garantita la presenza, di norma in pari numero, di entrambi i sessi, motivando le scelte difformemente operate con specifico riferimento al principio di pari opportunità” .

Il M5S cerca giustificazioni postume sostenendo che nelle Giunte comunque deve essere rispettata la percentuale minima del 40% di rappresentanza di genere prescritto dall’articolo 1, comma 137 della legge 7 aprile 2014, n. 56, la cosiddetta legge Delrio.”.

Posizione da respingere, dato che si tratta di un aggiornamento che non è per niente “dovuto” perché la legge dispone che “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento”, e quindi nulla vieta ai Comuni di prevedere il criterio paritario, come quello ora vigente per Roma Capitale.

Un criterio che supera le quote di genere, perché prevedere la presenza paritaria di uomini e donne dove si decide, in particolare all’interno delle amministrazioni territoriali, assicura un apporto equilibrato di uomini e donne, in proporzione corrispondente alla composizione anagrafica.

Inoltre la norma invocata non si applica alla composizione delle Commissioni, in cui per le sedici Commissioni delle elette, dalla presenza di tutte le consigliere (che favorisce proposte che superino gli schieramenti politici) si passerebbe a Commissioni senza garanzia di una presenza almeno equilibrata di donne e uomini.

Comunque nell’intera proposta di delibera manca del tutto la visione di genere. Quella visione di genere raccomandata dalla Carta europea della parità e dell’uguaglianza di donne e uomini nella vita locale (2)

Visione di genere proclamata nelle Linee guida, ma che si tenta di cancellare, e rinnegata nelle azioni da un Movimento che, anziché porsi l’obiettivo della democrazia paritaria, considera evidentemente i cittadini come un agglomerato indistinto e non come un insieme di persone appartenenti all’uno o all’altro sesso.

E non convince il M5S quando porta, a conferma della non necessità di norme di garanzia di genere, gli esempi delle tante donne elette nel Movimento: primo perché le donne, in un Movimento che non ha un passato, non devono confrontarsi, almeno per i primi anni, con uomini che già presidiano i posti di comando, e anche perché, a ben vedere, anche nel M5S si trovano “due uomini al comando” ( Grillo e Casaleggio)  e il candidato leader in pectore ( Di Maioè un uomo.

La proposta di delibera dedicata alla partecipazione, è stata esaminata a livello comunale soltanto in alcune audizioni con gruppi di associazioni invitate, tra le quali non mi risulta siano state incluse associazioni che si occupano di questioni di genere.

Nei Municipi la proposta non è stata sottoposta ad alcuna forma di confronto con i cittadini. In molti Municipi non è neanche stata esaminata in Commissione. Il M5S dimostra cosi scarsa coerenza, proprio nella fase in cui si presenta come impegnato a favorire la partecipazione.

Anche dall’esame dell’iter che riguarda il parere obbligatorio e non vincolante dei Municipi, nulla di entusiasmante: su quindici Municipi, soltanto otto (tra i quali i due non a maggioranza M5S ), quindi meno del cinquanta per cento di quelli a guida M5S, hanno emesso il parere (3)

In particolare il Primo e il Secondo Municipio hanno espresso parere contrario con osservazioni, soltanto il VII e il XV hanno espresso, a maggioranza, parere favorevole senza osservazioni, gli altri (IV, XI, XIII e XIV ) parere favorevole ma con osservazioni.

I Municipi Primo e XIII hanno approfondito molto anche la parte riguardante gli strumenti di partecipazione.

Comunque la nuova composizione della Giunta di Roma Capitale e delle Giunte dei Municipi sono state oggetto, salvo in un caso, di tutte le osservazioni.

In conclusione, l’eventuale approvazione della proposta di modifiche dello Statuto nel testo in corso di esame comporterebbe un passo indietro grave e inaccettabile rispetto a conquiste democratiche della democrazia partecipativa e paritaria in cui finora Roma Capitale è stata capofila, a prescindere dalle maggioranze politiche.

Per fortuna siamo ancora a livello di tentativo e qualche speranza è legata alla recente attribuzione da parte della Sindaca della delega alle Pari Opportunità proprio alla stessa Assessora competente per la partecipazione.

Rosanna Oliva de Conciliis 

*Aspettare stanca, associazione di promozione sociale che aderisce a Carteinegola info@aspettarestanca.it  www.aspettarestanca.wordpress.com

(1) Scarica la bozza  dal sito di Roma Capitale Proposta di deliberazione di revisione dello Statuto di Roma Capitale testo con modifiche a cura di Carteinregola

(2) Carta europea della parità e dell’uguaglianza di donne e uomini nella vita locale https://aspettarestanca.wordpress.com/2013/02/04/per-saperne-di-piu-sulla-carta-europea-della-parita-e-delluguaglianza-delle-donne-e-degli-uomini-nella-vita-locale/

(3) dal sito di Roma Capitale abbiamo scaricato i pareri http://www.comune.roma.it/servizi/DeliberazioniAttiWeb/

nuovo statuto Delib. n.13 8 Giugno 2017 I Mun

nuovo statuto Delibera_23_2017 II Mun

nuovo statuto Del. IV M

nuovo statuto Del VII CM n. 17 del 2017-1

nuovo statuto delibera n. 15 anno 2017 XIII M

nuovo statuto delib_n_21_12_06_2017 XIV M

nuovo statuto delibera XV Mun

http://www.carteinregola.it/index.php/about/tutte-le-nostre-iniziative/raggi-x-il-nuovo-statuto-di-roma-capitale-e-rappresentanza-di-genere/

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Le Sindache elette e/o rielette tra l’11 e il 25 giugno 2017 da Daniela Domenici

28 giugno 2017

27 giugno 2017

Le Sindache italiane elette e/o rielette nelle due tornate delle amministrative di giugno 2017 sono 114: 102 al primo turno e 12 al ballottaggio, su un totale di 992, rappresentano quindi l’11,5%.

La città italiana col maggior numero di abitanti governata da una Sindaca eletta e/o rieletta in questo mese è Piacenza con 102.191, la più piccola è Argentera (CN) con 93.

Le città che hanno eletto e/o rieletto una Sindaca domenica scorsa al ballottaggio sono 12, eccole:
Piacenza
Lodi (MB)
Lissone (MB)
Sciacca (AG)
Riccione (RN)
Arzano (NA)
Crema (CR)
Mirano (VE)
Magenta (MI)
Senago (MI)
Sabaudia (LT)
Erba (CO)

Le regioni italiane con il maggior numero di Sindache elette e/o rielette in queste due tornate elettorali sono:
Lombardia 24
Veneto 16
Piemonte 13
Sicilia e Sardegna 9

Le 114 Sindache italiane elette e/o rielette sono così suddivise politicamente:
9 sono del Centro Destra (Piacenza, Lodi, Riccione, Magenta, Senago, Erba, Lentate sul Seveso, Cuggiano, Brembate di Sopra)
7 del Centro Sinistra (Lissone, Sciacca, Crema, Erice, Mirano, Magnago, Casarsa della Delizia)
1 della Sinistra (Arzano)
Tutte le altre 97 sono state sostenute da liste civiche.

Quest’ultimo ci sembra un dato alquanto interessante; leggiamo cosa dice Wikipedia sulla lista civica:“è il nome dato comunemente a una lista di candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale che si presenta alla prova elettorale senza essere espressione diretta di un partito politico nazionale. Dalle liste civiche sono spesso nati movimenti politici locali, talvolta riuniti in occasionali o stabili federazioni nazionali…una lista civica è di fatto un nuovo partito politico che, a differenza di quelli tradizionali, assume più una caratteristica di movimento d’opinione temporaneo e a dimensione locale”. Quindi questa maggioranza di Sindache elette e/o rielette col sostegno di liste civiche evidenziano, in modo plateale, disaffezione, disorientamento e sfiducia nei partiti politici tradizionali e non da parte dell’elettorato. È un chiaro messaggio che i leaders dovrebbero ascoltare con attenzione.

http://www.dols.it/2017/06/27/piu-sindache-dalle-liste-civiche/

In “Daniela e dintorni – Daniela and surroundings”

 

Le città metropolitane un anno dopo, analisi e resoconto di Daniela Domenici (prossimamente il commento di Aspettare stanca) )

12 ottobre 2016

12 ottobre 2016

Mi è stato chiesto, e ho accolto la richiesta con piacere, di analizzare la composizione dei consigli delle città metropolitane un anno dopo con attenzione al gender gap. Ecco i dati che ho desunto.

Iniziamo dicendo che le città metropolitane sono 14, quali siano e le loro caratteristiche lo potete leggere al link seguente

http://www.comuniverso.it/index.cfm?Citta_metropolitane&menu=560

Inizierei dalla città metropolitana di Torino che ha eletto il proprio consiglio l’altro ieri e che è composto da 6 consigliere su 18.

Quella di Bologna lo ha eletto lo scorso 9 ottobre e anche qui troviamo 6 consigliere su 18.

Nella città metropolitana di Genova ci sono 4 consigliere su 18.

Reggio Calabria detiene, purtroppo, il record negativo tra le 14: i consiglieri sono stati eletti lo scorso 8 agosto e c’è 1 sola consigliera su 18, la vice sindaca di Caulonia Caterina Belcastro.

Nella città metropolitana di Bari ci sono solo 2 consigliere su 18.

Nella città metropolitana di Venezia ci sono 3 consigliere su 18.

Il consiglio della città metropolitana di Firenze ha 5 consigliere su 18.

Il consiglio della città metropolitana di Milano detiene, invece, il record positivo: è stato rieletto lo scorso 9 ottobre e ci sono 8 consigliere su 24.

Nel consiglio della città metropolitana di Roma ci sono 6 consigliere su 24.

Nella città metropolitana di Napoli ci sono 4 consigliere su 24. (more…)

Sindache

7 luglio 2016

Nel giorno dell’insediamento della Giunta Raggi di Roma Capitale, rigorosamente al 50&50, vedi in

http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/07/07/news/roma_prima_giunta_raggi-143593353/

pubblichiamo i dati sulle sindache nelle varie Regioni raccolti da Daniela Domenici.

A tutte le sindache, e anche au sindaci; buon lavoro!

https://danielaedintorni.com/2016/07/07/le-12-sindache-attualmente-in-carica-in-valle-daosta-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 6 luglio 2016 19:06, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/07/06/le-31-sindache-attualmente-in-carica-in-trentino-alto-adige-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 6 luglio 2016 06:29, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/07/06/le-33-sindache-attualmente-in-carica-in-friuli-venezia-giulia-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 5 luglio 2016 15:56, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/07/05/le-114-sindache-attualmente-in-carica-in-veneto-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 4 luglio 2016 11:38, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/07/04/le-68-sindache-attualmente-in-carica-in-emilia-romagna-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 3 luglio 2016 19:57, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/07/03/le-28-sindache-attualmente-in-carica-in-liguria-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 1 luglio 2016 19:19, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/07/01/le-32-sindache-attualmente-in-carica-nelle-marche-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 1 luglio 2016 12:52, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/07/01/le-16-sindache-attualmente-in-carica-in-umbria-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 1 luglio 2016 08:43, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/07/01/le-33-sindache-attualmente-in-carica-nel-lazio-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 1 luglio 2016 06:04, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/07/01/le-28-sindache-attualmente-in-carica-in-campania-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 30 giugno 2016 15:17, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/30/le-35-sindache-attualmente-in-carica-in-abruzzo-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 30 giugno 2016 11:42, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/30/le-13-sindache-attualmente-in-carica-in-molise-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 30 giugno 2016 09:39, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/30/le-35-sindache-attualmente-in-carica-in-calabria-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 30 giugno 2016 07:03, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/30/le-11-sindache-attualmente-in-carica-in-basilicata-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 30 giugno 2016 05:50, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/30/le-16-sindache-attualmente-in-carica-in-puglia-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 29 giugno 2016 15:32, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/29/le-22-sindache-attualmente-in-carica-in-sicilia-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 29 giugno 2016 11:39, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/29/le-62-sindache-attualmente-in-carica-in-sardegna-resoconto-di-daniela-domenici/

Il giorno 29 giugno 2016 06:21, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/29/le-48-sindache-attualmente-in-carica-in-toscana-resoconto-di-daniela-domenici/

 

14 giugno a Milano

12 giugno 2016

Milano 14 giugno

#GenderQuestionTime

MILANO: CITTA’ DELLA PARITA’

Martedì 14 giugno ore 9.30 – 12.00

Sala Crociera Alta

Università degli Studi di Milano, Via Festa del Perdono 7

 

Interviste a:

Stefano Parisi e Beppe Sala

 

Conduce l’intervista:

Rita Querzè, Giornalista, Corriere della Sera – La27ora

 

Introduce:

Marilisa D’AMICO, Ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano

 

Intervengono:

Bianca BECCALLI, Ordinario di Sociologia, Università degli Studi di Milano

Donatella MARTINI, Presidente Associazione DonneInQuota

Angela RONCHINI, Presidente Associazione Articolo 51

Stefania LEONE, Ricercatrice in Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano

Benedetta VIMERCATI, Assegnista di ricerca in Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano

Giada RAGONE, Dottore di ricerca in Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano Cecilia SICCARDI, Dottoranda di ricerca in Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano

Conclude:

Lorenza VIOLINI, Ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano

 

allegata locandina

 

DonneInQuota
wwwdonneinquota.org
info@donneinquota.org
www.facebook.com/donne.inquota

 

Le sindache nuove e confermate in cinque Regioni

10 giugno 2016

https://danielaedintorni.com/2016/06/10/le-sindache-elette-o-rielette-al-primo-turno-lo-scorso-5-giugno-basilicata-resoconto-di-daniela-domenici/

 

Il giorno 10 giugno 2016 05:51, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/10/le-sindache-elette-o-rielette-al-primo-turno-lo-scorso-5-giugno-puglia-resoconto-di-daniela-domenici/

 

Il giorno 10 giugno 2016 05:44, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/10/le-sindache-elette-o-rielette-al-primo-turno-lo-scorso-5-giugno-sicilia-resoconto-di-daniela-domenici/

 

Il giorno 9 giugno 2016 21:10, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/09/le-sindache-elette-o-rielette-al-primo-turno-lo-scorso-5-giugno-sardegna-resoconto-di-daniela-domenici/

 

Il giorno 9 giugno 2016 20:47, Daniela Domenici <danieladomenici57@gmail.com> ha scritto:

https://danielaedintorni.com/2016/06/09/le-sindache-elette-o-rielette-al-primo-turno-lo-scorso-5-giugno-toscana-resoconto-di-daniela-domenici/

AMMINISTRATIVE di GIUGNO 2016 Vota donna!

2 giugno 2016

 

 Se conosci e stimi una candidata sindaca o consigliera comunale votala e falla votare!

La doppia preferenza ti permette di aggiungere, se ritieni, anche la preferenza per un candidato a consigliere suggerito dalla tua candidata o da te conosciuto.

Se hai deciso di votare un candidato uomo, aggiungi la preferenza per una donna suggerita da lui o individuata da te .

 E’ importante che le nostre città siano amministrate da donne e uomini, possibilmente in proporzione alla popolazione, dove le donne sono oltre la metà

 Tieni presente che tra i sindaci e i consiglieri uscenti la gran maggioranza è di uomini e che le nuove candidature di donne partono svantaggiate per una serie di motivi, non ultimo il mancato rispetto sulle norme per la par condicio di genere, studiate per evitare la presenza massiccia di uomini nei mass media in tutto l’arco dell’anno e in campagna elettorale, che svantaggia le donne, meno conosciute dai possibili sostenitori e sostenitrici.

In  giugno si voterà per eleggere  sindaci e sindache e nuovi Consigli comunali  in 1.371 comuni,  il 17,1 per cento dei circa 8mila comuni italiani.

I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23.

Ricordare di portare un documento d’identità valido e la tessera elettorale

Il primo turno si svolgerà domenica  prossima 5 giugno, un solo giorno, dalle 7 alle 23, gli eventuali ballottaggi domenica  19 giugno:

  • Nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti si può esprimere una sola  preferenza.
  • Nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti

è possibile esprimere due preferenze per i candidati a consigliere comunale, scrivendone il cognome nelle apposite righe tratteggiate poste al di sotto del contrassegno di lista.

In caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare una candidata di genere femminile ed un candidato di genere maschile (o viceversa), pena l’annullamento della seconda preferenza.

Nei comuni con più di 15 mila abitanti: se nessun candidato ottiene il 50 per cento più uno dei voti si procederà con un ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Si vota con una sola scheda, sulla quale ci saranno i nominativi dei candidati alla carica di sindaco e, a fianco di ciascuno, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano.

Si può votare in tre modi diversi: il primo, tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da quest’ultima appoggiato. Il secondo: tracciando un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la preferenza per uno dei candidati alla carica di consigliere comunale appartenente alla stessa lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata (si tratta del cosiddetto “voto disgiunto”). Il terzo: tracciando un segno solo sul nome del sindaco, votando così solo per il candidato sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate.

Come si vota nei comuni con meno di 15 mila abitanti
Si vota con una sola scheda dove saranno presenti i nomi dei candidati alla carica di sindaco e delle liste che li appoggiano. Votando il sindaco si vota automaticamente la lista che lo appoggia. Se nessuno dei candidati ottiene il 50 per cento dei voti si procederà al ballottaggio. Una volta eletto il sindaco, alla lista che lo appoggia andranno i due terzi dei seggi disponibili, mentre i seggi restanti saranno divisi proporzionalmente tra le altre liste.

Per saperne di più:

Si voterà in cinque capoluoghi di regione:Roma, Milano, Bologna, Cagliari, Napoli, Torino e Trieste:  e in 25 comuni capoluoghi di provincia.

Gli italiani residenti all’estero possono votare alle elezioni amministrative venendo in Italia a votare presso il comune di iscrizione nelle liste elettorali. Per le elezioni amministrative non è, infatti, previsto il voto per corrispondenza all’estero.

Votano anche i cittadini dell’Unione europea residenti in Italia, purché abbiano presentato apposita domanda entro il quarantesimo giorno dalla votazione.

Le persone che si recheranno a votare nel proprio comune di iscrizione elettorale potranno usufruire delle agevolazioni di viaggio che verranno applicate da enti o società che gestiscono i relativi servizi di trasporto.

Con particolari modalità possono votare le persone  degenti in un ospedale o casa di cura.

Vedi anche in http://elezioni.interno.it/faq.html

elenco_sindaci_e_liste_al_26-05-2016 Elenco_enti_part_elez_primavera_2016_agg_23_05_2016

Al Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome

1 maggio 2016

Al Signor Presidente

della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome

Onorevole Presidente,

ci rivolgiamo a Lei a nome e per conto dell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, che riunisce oltre cinquanta Associazioni femminili il cui scopo è la promozione della presenza delle donne nelle Istituzioni.

Come è noto, la legge n.20 del 2016 ha modificato l’art.4 della legge n.165 del 2004, dettando norme di carattere generale per il riequilibrio della rappresentanza in materia elettorale col disporre in particolare che qualora la legge elettorale regionale preveda l’espressione di preferenze, in ciascuna lista i candidati dovranno essere presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60% del totale e “sia consentita l’espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima”. Nel caso, invece, in alcune Regioni siano “previste liste senza espressione di preferenze”, la legge elettorale dispone l’alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60%del totale. Stessa cosa nei casi in cui sono previsti collegi uninominali, la legge elettorale dovrà disporre l’equilibrio tra uomini e donne in modo tale che i candidati di un sesso non superino il 60%.

Ciò non soltanto al fine di promuovere l’attuazione del dettato costituzionale dell’art. 51 Cost., che prevede condizioni di eguaglianza fra i generi nell’accesso alle cariche pubbliche, ma anche per la tutela dell’unità giuridica in materia di legislazione elettorale, che ora vede sostanziali differenze fra le varie normative regionali.

Se è vero, infatti, che le Regioni e le Province Autonome godono di ampia autonomia nella elaborazione delle leggi che regolano la elezione della Giunta e dei Consiglieri Regionali, è vero altresì che, ai sensi dell’art.122 Cost. 2° comma ,tale autonomia va contenuta nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle legge della Repubblica, fra cui rientra quale interesse essenziale del sistema costituzionale consacrato nell’art.51 Cost., anche la promozione, attraverso misure idonee, della parità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive, parità oggi largamente compromessa.

Le chiediamo pertanto un incontro a livello istituzionale, improntato all’ascolto da parte politica delle istanze della società civile, ci auguriamo che la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome possa dare adeguato impulso alle singole Assemblee regionali affinché anche le Regioni che non hanno ancora leggi elettorali rispettose dei principi costituzionali si adeguino al disposto della novella n.20/2016.

In attesa di riscontro, porgiamo distinti saluti.

Roma

28 aprile 2016

Per L’Accordo di azione comune

Marisa Rodano e Daniela Carlà

 

Pubblicata anche in

http://www.womenews.net/per-lattuazione-dellart-51-della-costituzione-lettera-aperta-al-signor-presidente-della-conferenza-dei-presidenti-delle-assemblee-legi

La par condicio di genere: chi l’ha vista?

1 agosto 2015

Siamo consapevoli dell’importanza che,  anche nell’era dei social, la televisione ha nel creare la notorietà di cui ha assoluto bisogno chiunque voglia suscitare consenso.

Impegnate come siamo per promuovere la presenza delle donne nelle assemblee elettive e in tutti i luoghi decisionali, stiamo da anni puntando sull’obiettivo della cosiddetta par condicio di genere.

Comparve la prima volta nel 2009 nella legge regionale della Campania.LEGGE REGIONALE CAMPANIA.

La Corte Costituzionale ritenne pienamente legittime sia questa disposizione sia le altre inserite nella stessa legge per aumentare la presenza delle donne nel Consiglio regionale.

Grazie alle continue pressioni sul Parlamento, la par condicio di genere ricomparve nella legge 215 del 2012,LEGGE 23 novembre 2012 ma, nonostantei tanti contati e  le formali diffide, di cui più volte abbiamo dato notizia su questo BLOG, la par condicio di genere non viene rispettata neanche nei periodi di campagna elettorale.

La norma che impone ai mezzi di informazione la promozione delle pari opportunità nella comunicazione politica, non solo non viene rispettata ma neanche viene citata nei siti e nei documenti ufficiali come quelli dell’AGCOM.

A nulla valgono, inoltre, le disposizioni sulla pubblicità dei dati di genere nelle campagne elettorali, inserite grazie alle pressioni delle Associazioni, nei relativi regolamenti per le campagne elettorali della Commissione parlamentare di vigilanza e l’AGCOM

Infatti, il monitoraggio di genere in periodo pre-elettorale non viene pubblicato (o non è accessibile facilmente) né da Rai Parlamento né dall’AGCOM. Né ci risulta che il monitoraggio venga eseguito per tutto l’anno, come la legge prescrive.

Donneinquota ha reperito la tabella della Presenza dei soggetti politici per genere” del periodo pre-elettorale 16 aprile-29 maggio 2015, che dimostra che nei mass media la disparità tra i due generi è veramente notevole: le donne sono solo il 22,3%.monitoraggio par condicio 16 apri 29 mag 2015 (2)

Né si ha notizia che l’AGCOM abbia provveduto alle sanzioni corrispondenti.

Insomma, dobbiamo rivolgerci a Chi l’ha visto?

Dare voce alle donne: buone pratiche per comunicare in ottica di genere

30 dicembre 2014


Un articolo che riporta correttamente e in modo completo i tanti aspetti del tema della comunicazione “in ottica di genere”.
Da condividere, salvo una piccola imprecisione: la parità, a differenza dell’uguaglianza, evita le trappole tese alle donne da un modello che suggerisce alle donne di imitare i modelli maschili.

Dare voce alle donne: buone pratiche per comunicare in ottica di genere
di Saveria Capecchi *
29 dicembre 2014
Alla luce dell’analisi della letteratura nazionale e internazionale sul tema “genere e media” e delle ricerche qualitative personalmente condotte sulla rappresentazione femminile in diversi contenuti mediatici (programmi d’informazione, fiction, pubblicità), ho elaborato una lista di buone pratiche per comunicare in ottica di genere che valgono come suggerimenti per coloro che lavorano nel settore della comunicazione in senso lato, e in particolare nella comunicazione veicolata dai media, sia tradizionali che digitali. Ritengo che comunicare in ottica di genere sia fondamentale non solo per promuovere pari opportunità tra donne e uomini e sconfiggere gli stereotipi di genere più insidiosi, interiorizzati dalle donne stesse, ma anche per migliorare la qualità e l’efficacia della comunicazione.
Premetto che dai dibattiti in corso su “genere e media” lo sguardo femminista che tende a prevalere è quello connesso alle teorie della differenza (teorie del gender e pensiero della differenza sessuale, teorie post-gender e postcoloniali), secondo le quali la parità effettiva tra i sessi si ottiene solo se si rispettano e si valorizzano le differenze esistenti tra donne e uomini. In tale modo si fuoriesce dalle trappole tese alle donne dal “modello della parità” come quella dell’imitazione dei modelli maschili nel mondo del lavoro e quella della donna “vittima”, bisognosa di essere protetta e tutelata, derivata dal paradigma della debolezza femminile.
La questione più impellente che scaturisce dagli studi e dai dibattiti su “genere e media” è la seguente: come decostruire il pensiero unico, presentato come “neutro” e universale, che da secoli occulta e svilisce d’importanza il genere femminile offrendo narrazioni sulla realtà sociale da un’ottica prettamente maschile? Dando più voce alle donne e sensibilizzando le donne e gli uomini che producono comunicazione (mediatica, pubblica e sociale) a valorizzare il genere femminile. Introdurre nella comunicazione un’ottica di genere significa essenzialmente rispettare e valorizzare i punti di vista femminili sulla realtà sociale, dando ad essi lo stesso valore di quello solitamente attribuito ai punti di vista maschili. leggi tutto in
http://sociale.corriere.it/dare-voce-alle-donne-buone-pratiche-per-comunicare-in-ottica-di-genere/