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IL PINO DOMESTICO. MARTEDI 28 GENNAIO 2020 , ORE 16.00 Via Salandra, 44 Roma

26 gennaio 2020

CS EVENTO 28 GENNAIO

MARTEDI 28 GENNAIO 2020 PRESSO LA SALA SERVIANA ALLE ORE 16.00

Via Salandra, 44 Roma

IL PINO DOMESTICO

Presentazione del libro scritto dalla prof.ssa Giulia Caneva

ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON ITALIA NOSTRA – ROMA

 

Relatori: Giulia Caneva, ordinaria di Botanica ambientale all’Università ROMA TRE ed autrice;

Carlo Blasi, componente del COMITATO DEL VERDE PUBBLICO

 

Martedi 28 gennaio 2020, alle ore 16.00 nella Sala Serviana del CUFA, si terrà l’incontro “IL PINO DOMESTICO”, per la presentazione dell’omonimo del libro scritto dalla prof.ssa di Botanica Ambientale Giulia Caneva, edizioni La Terza. Oltre all’autrice sarà presente il prof. Carlo Blasi, componente del “Comitato per il verde pubblico”, istituito presso il Ministero dell’Ambiente.

Cosa lega il pino domestico al verde pubblico? Per rintracciare la genesi comune bisogna risalire a Roma imperiale antica, ed al suo “boschetto di pini, sacro alla dea Cibele”.

Infatti, Roma antica era ricca di pini perché ritenuti adatti alle caratteristiche dei terreni e all’interpretazione simbolica del suo significato, che rimanda da sempre alla resistenza ed alla pienezza della vita. Durante il ventennio, adottandolo quale simbolo di romanità, se ne diffuse l’uso come messaggio visivo di classicità che unisse l’impero di Roma antica a quello della Roma moderna. Notissima è la composizione “I Pini di Roma” di Ottorino Respighi, che ne trasse ispirazione per un suo poema sinfonico.

Ai giorni nostri, invece, se ne discute per questioni legate alla pericolosità dei pini di Roma.

Tuttavia, oltre al mito c’è la storia e quella odierna racconta le altissime soglie di attenzione per la cura ambientale. L’incontro di oggi è anche l’occasione per fare il punto su una situazione monitorata da molti: istituzioni pubbliche, Associazioni e cittadini. Lo scorso anno, in collaborazione con il CUFA, l’associazione ITALIA NOSTRA Roma ha organizzato un convegno per presentare il “Manifesto degli verde”, teso a tutelare, valorizzare e sviluppare il verde pubblico della Capitale. Dopo la presentazione del Professor Blasi del libro il “Pino Domestico” scritto dalla Professoressa Caneva si aprirà un dibattito sugli Stati Generali del Verde a Roma, argomento di grande attualità e interesse pubblico.

Alle 3 R virtuose: Ridurre, Riusare, Riciclare, aggiungiamo la quarta Riparare

25 marzo 2019

Riparare ha un’etimologia latina bellissima: procurarsi in altro modo. Senza sostituire, ma aggiustando. Senza smania per il nuovo da ostentare, ma attenzione per l’usato che ci serve. Se si approfondisse questo concetto di legame affettivo con le cose utili, quasi di riconoscenza per il loro durevole servizio, si potrebbe entrare in profondità nel significato di ecologia, inteso come uso parsimonioso delle risorse del pianeta.

 

Invece in molte persone trovo una distanza tra i proclami per l’ambiente e la frenesia dei consumi. Per riparare le cose serve autostima, tipica di chi non ha bisogno di essere quotato dagli altri per gli oggetti nuovi che sfoggia, ma si sente in equilibrio con quello che ha, in base ai propri bisogni. E’ piacevole invecchiare con il proprio orologio della maturità, portare per anni scarpe ben fatte e ben risuolate, ritrovare sempre là il divano che ci accoglie da anni.

 

La sobrietà è un punto d’arrivo; è armonia interna della persona.

Lo stato d’animo necessario per riconoscersi con l’armonia esterna della natura.

 

Massimo Marnetto

Mareggiate, bombe d’acqua, alluvioni e anche il vento che tira giù alberi, siamo in pericolo.

30 ottobre 2018

Penso che l’affermazione dei Verdi in Germania – più che da cambiamenti politici – sia dovuta ai cambiamenti climatici finalmente “percepiti” da tutti. Cioè caldo anomalo, piogge torrenziali e concentrate, paura di contaminazione progressiva di terra, acqua e quindi del cibo. Parlare infatti di deterioramento del clima del globo nei convegni è importante, ma per l’uomo qualunque è brusio ambientalistico, perché per lui tutto va comunque come sempre e dei ghiacciai che si sciolgono gliene frega molto meno della Juve.

Poi arrivano mareggiate, bombe d’acqua, alluvioni e anche il vento che tira giù alberi e ammazza le persone. Solo di fronte a questi eventi estremi l’uomo qualunque esce dal suo bozzolo d’individualismo. E scopre all’improvviso che qualcosa di enorme sta succedendo davvero. E che anche lui deve iniziare a consumare meno energia, differenziare meglio i rifiuti, insomma accollarsi tutte le piccole scocciature che fanno bene al clima. Ecco, non credo che i Verdi nazionali faranno lo stesso salto di consenso di quelli tedeschi. Ma penso che almeno il plotone degli eco-negazionisti – dopo allerte meteo sempre più frequenti – possa finalmente capire che la terra è in pericolo reale. E che la sua minaccia maggiore sia l’indifferenza.

Massimo Marnetto