Archive for the ‘Attualità’ Category

Via dalle strade di Roma i manifesti anonimi e abusivi con l’immagine della Ministra del MIUR

1 febbraio 2017

Alla Sindaca di Roma Capitale

VIRGINIA RAGGI

(virginia.raggi@comune.roma.it)

 

e   p. c.       All’ Assessora Roma Semplice

FLAVIA MARZANO

(assessoratoromasemplice@comune.roma.it)

Alla Dirigente Unità organizzativa Affissioni e Pubblicità

MONICA GIAMPAOLI

(protocollo.attivitaproduttive@pec.comune.roma.it)

Alla Responsabile Ufficio Affissioni

CINZIA PETRINI

(affissione.manifesti@comune.roma.it)

Alla Responsabile Ufficio Controlli sul Territorio e Sanzioni

ROSALBA PIRASTRU

(rosalba.pirastru@comune.roma.it)

 

 

OGGETTO: MANIFESTI ABUSIVI RAFFIGURANTI LA MINISTRA VALERIA FEDELI

 

Dal 10 gennaio 2017 lettera-a-sindaca-raggi-1feb2017,

dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli sono affissi sui muri delle strade della Capitale.

In quanto anonimi e abusivi, compito di Roma Capitale è rimuoverli o ricoprirli tempestivamente, individuare e multare i colpevoli di affissione abusiva. Anche la tipografia responsabile della stampa clandestina è suscettibile di sanzione.

Come scritto sul Corriere della Sera e ripreso dal sito dell’Assessora Marzano “… Sono anonimi  infatti i manifesti apparsi martedì mattina su molte strade del centro di Roma con la fotografia della ministra dellIstruzione Valeria Fedeli, e una didascalia poco lusinghiera...».

Ma, nonostante le immediate dichiarazioni dell’Assessora Marzano “…di provvedere urgentemente alla copertura dei manifesti abusivi…” a distanza di ben tre settimane, varie zone di Roma sono ancora tappezzate dagli stessi manifesti.

I manifesti in questione sono offensivi nei confronti di una ministra in carica, una donna che ha rivestito in precedenza con grande capacità e senso di responsabilità il ruolo prestigioso di Vicepresidente del Senato, dopo essere stata  per molti anni e con risultati apprezzati  Dirigente sindacale nazionale,  Presidente del Sindacato Europeo delle Tessili e Vice presidente del sindacato europeo dell’Industria.

Il coraggio di accettare per spirito di servizio un ministero difficile, al centro di una lunga e necessaria riforma, non è mancato alla Senatrice Valeria Fedeli, e forse proprio questo, come scrive il “Corriere della sera ”… le ha attirato addosso critiche, polemiche, e financo manifesti pubblici.

Noi Le chiediamo come Sindaca di Roma Capitale che i tutti questi manifesti offensivi, anonimi e abusivi siano rimossi dalle strade di Roma a cura degli uffici competenti.

Confidiamo in un suo sollecito e decisivo intervento e rimaniamo in attesa di una cortese risposta.

 

Roma, 1 febbraio 2017

 

 

Per l’Accordo

Daniela Carlà e Marisa Rodano

 

 

 

Il reato di immigrazione clandestina: come depotenziare il contrasto al soggiorno illegale nel nostro territorio.

12 gennaio 2016

Da Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma

Ringraziamo l’Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione (ASGI) di Torino per il prezioso appunto dell’Avv. Guido Savio.
Buona lettura (3 minuti).
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Si discute molto, in questi giorni, dell’opportunità di abrogare il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari, ma le ragioni dei favorevoli e dei contrari sono spesso obnubilate da una diffusa disinformazione circa la reale natura di questo illecito, dei motivi per cui fu introdotto, e delle ragioni per cui il Parlamento deliberò di depenalizzarlo.
Queste poche righe vogliono fornire un contributo in termini di chiarezza e comprensione, nella consapevolezza che solo se si conoscono le questioni ci si può formare un convincimento motivato e non falsato da ideologie e opportunismi.
La natura del reato di clandestinità
La legge n. 94 del 2009 introdusse, nel Testo Unico delle norme sugli stranieri extracomunitari, l’art. 10 bis che sanziona la condotta dello straniero che fa ingresso o si trattiene nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni che disciplinano, appunto, l’ingresso ed il soggiorno in Italia dei cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea (con esclusione, quindi, dei cittadini comunitari, nei cui confronti questo reato non si applica).
La sanzione è l’ammenda da 5.000 a 10.000 €: trattasi di un reato contravvenzionale, punito con la sola pena pecuniaria, per il quale non è possibile l’adozione di forme limitative della libertà personale, quali l’arresto o il fermo di polizia, perché il nostro sistema processuale penale non consente di mettere in carcere una persona per un reato che non è punito con la pena detentiva. Questa considerazione è molto importante, al fine di capire i meccanismi attuativi di questo reato: lo straniero che entra o soggiorna illegalmente in Italia non può essere arrestato, quindi viene denunciato a “piede libero”, e, nelle more del processo, è libero di andare dove vuole: quando dovesse essere condannato a pagare l’ammenda chi lo recupererà mai?
Una prima considerazione saltò subito agli occhi di tutti: che senso ha punire con una pena pecuniaria uno straniero irregolare che – proprio perché privo di permesso di soggiorno – non può accendere un conto corrente, non può essere assunto regolarmente, non può intestarsi beni immobili o mobili registrati?
Cioè, in che modo lo Stato ha la garanzia di recuperare le pene pecuniarie irrogate? Assolutamente nessuna, perché lo straniero irregolare condannato per questo reato non può possedere beni aggredibili alla luce del sole.
Fu subito evidente che mai la Pubblica Amministrazione avrebbe intascato nemmeno un centesimo delle pene pecuniarie irrogate, anzi, ci avrebbe rimesso perché non avrebbe nemmeno recuperato le spese di giustizia che lo Stato anticipa per la celebrazione di un processo e che, dopo, cerca di recuperare dal condannato.
Senza contare l’incidenza della rilevanza numerica di questa fattispecie negli uffici giudiziari, già oberati di cause pendenti. (more…)

Notizie 18 novembre 2015

19 novembre 2015

Eventi
Giovedì 19 novembre – ore 18.00 @Casa Internazionale delle donne di Roma. Via della Lungara 19 Presentazione Agenda 2016 Noidonnecult http://www.noidonne.org
Noidonne, storica testata del movimento femminile italiano, presenta la sua prima agenda Noidonnecult, dedicata simbolicamente al voto alle donne che nel 2016 compie70 anni..
Ne parleranno Simona Ammerata, attivista del collettivo Casa delle donne Lucha y Siesta, Barbara Bonomi Romagnoli giornalista e autrice di “Irriverenti e libere. Femminismi del terzo millennio”, Kwanza Musi Dos Santos attivista dell’associazione QuestaèRoma, Cristina Petrucci attivista e parte della Delegazione di Osservatori Internazionali alle scorse elezioni in Turchia e Silvia Vaccaro giornalista e curatrice dell’agenda.
Ad aprire e chiudere la tavola rotonda ci saranno Anna Maria Loliva, Tiziana Avarista e Federica Marchettini, ideatrici e protagoniste, insieme a Carmen Giardina, dello spettacolo “Signorinette” dedicato al voto alle donne, che andrà in scena a marzo al Teatro Tor di Nona di Roma. Durante l’evento sarà possibile acquistare l’agenda al prezzo complice di 10 euro.

Per chi non potesse esserci di persona ecco le informazioni su come acquistare l’Agenda lettera di promozione Agenda Noi Donne 2016
Venerdì 20 novembre, ore 16 Sede nazionale dell’UDI via della Penitenza 37 o dalla Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19, Roma.Presentazione del libro Stupri di guerra e violenza di genere a cura di Simona La Rocca ( e nei giorni successivi: 21 Novembre Seminario “Raccontare non basta” 23 Novembre Proiezione del filmato UDI-UISP “Le Ragazze del ’43 e la bicicletta”

Venerdì 20 novembre – ore 9.30 – 13.00 Sala Monumentale, Palazzo Chigi- Roma– Donne che contano ActionAid Italia, D.i.RE e Fondazione Pangea, unite intorno ad un’iniziativa lanciata da ActionAid lo scorso anno: #donnechecontano.
una piattaforma che vuole raccogliere e mappare tutti gli open data relativi alle iniziative, misure messe in campo da istituzioni ed enti preposti per contrastare e prevenire la violenza di genere.
La trasparenza e l’accessibilità dei dati aperti costituiscono gli aspetti fondamentali per una P.A. più corretta ed efficiente. Quando parliamo di open data e violenza scopriamo che possono essere utili per mappare i fondi resi disponibili, per evitare duplicati di iniziative nei diversi territori ottimizzando così le buone pratiche e la loro condivisione.
Qui il link per l’eventuale iscrizione (gratuita ma obbligatoria per questione di sicurezza e protocollo di accesso alla sede):
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-donnechecontano-19356007339?aff=es2

Lunedì 30 Novembre, ore 10.30, Milano Il Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell’Università Bocconi e Il Centro Dondena per le Dinamiche Sociali e le Politiche Pubbliche in collaborazione con UniCredit&Universities Foundation organizzano il quinto workshop annuale sul tema di “Gender Equality”
Giovedì 3 dicembre, ore 11.00, presso la Sala Stampa Estera di Roma, via dell’Umiltà 83/C AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo e UNFPA, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione presenteranno, in contemporanea mondiale, il Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2015 sul ruolo di donne, ragazze e bambine nelle emergenze umanitarie.
Dal Parlamento
Nasce alla Camera l’Intergruppo su questioni di genere
Il 28 ottobre per la prima volta è stato istituito alla Camera , su iniziativa della Presidente Boldrini e delle deputate dell’Ufficio di Presidenza. L’obiettivo è porre le questioni di genere al centro del dibattito politico-legislativo, sulla scia delle diverse esperienze internazionali già esistenti in Europa e negli Stati Uniti.
Composto da 80 deputate, espressione di tutti i gruppi che siedono a Montecitorio, l’Intergruppo si è dato oggi anche un Comitato direttivo con funzioni di coordinamento e impulso dei lavori, del quale fanno parte una deputata per ciascun gruppo, oltre alle deputate dell’Ufficio di Presidenza. L’Intergruppo, che è presieduto dalla Presidente della Camera, si prefigge di diventare una sede di confronto bipartisan su iniziative legislative già all’esame del Parlamento e di proporne di nuove, ma anche di promuovere i temi che riguardano la vita delle donne attraverso incontri, dibattiti ed eventi culturali.
http://presidente.camera.it/20?shadow_comunicatostampa=9537

Comitato diritti umani della Camera
Pia Locatelli, capogruppo socialista e presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne, è la nuova presidente. La nomina rappresenta un riconoscimento personale per il lavoro sui diritti, svolto in questi primi due anni di legislatura sia in termini di iniziative parlamentari, sia per il ruolo svolto a sostegno di campagne nazionali e internazionali.- http://www.partitosocialista.it/index.php/component/k2/camera-pia-locatelli-nominata-presidente-del-comitato-diritti-umani#sthash.GWM2GlXX.dpuf
Dal territorio
Ruben. Il sindaco di Napoli contro la decisione del prefetto:
avrà due cognomi e due mamme?
News, Primo piano, Società e politica
Per Ruben Conte Loi, figlio di due donne italiane, Daniela Conte e Marta Loi, regolarmente sposate in Spagna La coppia aveva ottenuto di far trascrivere entrambi i cognomi sull’atto di nascita al comune di Napoli. Poi era arrivata la sentenza del Consiglio di Stato (che di fatto blocca le trascrizioni dei matrimoni gay celebrati all’estero) e la diffida da parte del Prefetto di Napoli nei confronti del sindaco:. una “correzione formale” (e per cui non esistono proroghe) dell’estratto di nascita in cui il bambino viene sì riconosciuto come cittadino italiano, ma risulta unicamente figlio della mamma biologica. Sindaco che, però, non avrebbe intenzione di cancellare il cognome Loi (ovvero quello della madre non biologica) dall’atto di nascita di Ruben. Pare che Luigi de Magistris avrebbe già pronto il ricorso al Tar della Campania.
BANDI
“Vivere la democrazia, costruire la sfera pubblica”
Una scuola per la buona politica
Bando di iscrizione 2016
Politica oggi
(cosa resta dei classici del pensiero moderno?)
La Fondazione Basso da anni organizza una Scuola per la buona politica ispirata all’esigenza di favorire la partecipazione democratica di cittadini consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri: una cultura politica tanto più necessaria quanto più complesso è divenuto il nostro sistema politico e istituzionale, inserito in una dimensione sopranazionale e in un quadro internazionale in continuo cambiamento.
I docenti fanno parte delle risorse intellettuali interne ed esterne della Fondazione Basso. La sede in cui si svolgeranno gli incontri sarà, salvo modifiche che saranno tempestivamente comunicate, quella della Fondazione Basso (Via Dogana Vecchia, 5- Roma).
Iscrizioni e bando sul sito della Fondazione  Lelio e Lisli Basso – ISSOCO
via della Dogana Vecchia 5
00186 Roma

CORSI
presso l’Università degli Studi di Roma Tre per l’A.A. 2015/2016 sono aperte le preiscrizioni al “Master in Linguaggio del Turismo e Comunicazione Interculturale” con le seguenti Borse di Studio, per figli inoccupati di dipendenti statali:
– Borse di Studio Inps
– Borse Erasmus Plus
Borse Dipartimentali.

Per ulteriori informazioni si rinvia al seguente sito:
http://www.masterturismo.uniroma3.it

E, per finire:
pensiamo al gender pay gapL’Unione europea ha istituito per il 2 novembre l’Equal Pay Day, un’iniziativa per sensibilizzare l’opinione pubblica, le aziende, i manager e tutta la business community sul gender pay gap.
Studiando gli stipendi orari medi nei paesi dell’Unione è emerso che le donne guadagnano 84 centesimi ogni euro incassato dagli uomini. La differenza tra le retribuzioni di donne e uomini è del 16,3% pari a 59 giorni lavorativi: da oggi fino alla fine dell’anno è come se le donne lavorassero gratuitamente.
Il gap cresce con l’età: ad esempio, in Finlandia, si passa dal 6,3% per le under 25 a oltre il 25% per le over 64.
http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Gender_pay_gap_statistics

Segreteria paritaria del PD con 7 donne

10 dicembre 2013

 

 Con una velocità che anticipa i tempi formali dell’insediamento come segretario, che partirà dopo la delibera dell’assemblea,

 http://www.partitodemocratico.it/utenti/assemblea.htm

Renzi ha già annunciato la propria segreteria, che da ieri  compare sul sito ufficiale del partito, in sostituzione di quella uscente.

 http://www.partitodemocratico.it/segreteria

 Lasciamo ai commenti dei  mass media i criteri sulla scelta delle persone, tutte giovani, competenti e animate da voglia di fare come il neosegretario.

In particolare segnaliamo l’interessante articolo de La Stampa .

Fa piacere che sempre sia stata messa in risalto la presenza di ben sette donne su cinque uomini: una novità rispetto alle precedenti segreterie, dove trovavamo sei donne e sei uomini.

A noi spettano alcune considerazioni sulla composizione da un punto di vista di genere.

Forse non è di pubblico dominio che a norma dello Statuto

http://www.partitodemocratico.it/doc/100454/statuto-del-partito-democratico.htm

comma 3 dell’articolo 1

3. Il Partito Democratico si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle donne. Assicura, a tutti i livelli, la presenza paritaria di donne e di uomini nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi, pena la loro invalidazione da parte degli organismi di garanzia. Favorisce la parità fra i generi nelle candidature per le assemblee elettive e persegue l’obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche monocratiche istituzionali e interne. Il Partito Democratico assicura le risorse finanziarie al fine di promuovere la partecipazione attiva delle donne alla politica.

Quindi una presenza non paritaria di donne e uomini comporterebbe la invalidazione dell’organismo.

La domanda è: col 7 a 5 è stato rispettato il criterio, o c’è stata da parte di Renzi una lesione del principio di parità di genere a danno degli uomini?

In soccorso di Renzi  la circostanza che il PD, nato come partito del 50e50, ha inserito nello statuto  l’” obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche monocratiche istituzionali e interne. ”

 Evidentemente il neo segretario ha giustamente computato tra i componenti della segreteria anche se stesso e ciò gli ha consentito una composizione della segreteria solo apparentemente non rispettosa della parità tra uomini e donne e  a vantaggio di queste.

Il criterio adottato del sette a sei  (e non 7 a 5), quindi,  va intepretrato come impegno per il futuro da parte della nuova dirigenza di affrontare con l’incisività e il rigore che merita il tema delle regole per le cariche monocratiche, nella speranza anche di non veder più proporre alle primarie candidati di solo sesso maschile.

Mercoledì 16 ottobre 2013, alle ore 19.00 Partecipiamo tutti alla marcia silenziosa in memoria delle deportazioni

16 ottobre 2013

Il 16 ottobre 1943 è una data importante per la comunità ebraica di Roma, ma anche per la città intera. Per gli ebrei romani è l’ultima tappa di un triste itinerario iniziato nel settembre del 1938 con la promulgazione delle leggi razziali.
Quella mattina i carnefici si svegliarono presto: alle 5,15 il ghetto di Roma fu circondato dai soldati tedeschi, in gran parte semplici cittadini tedeschi riservisti. Sotto il comando delle SS di Kappler, con in mano gli elenchi presi dalla questura di Roma, cominciarono a rastrellare gli ebrei ed a concentrarli nel colleggio militare in via della Lungara.
Ma la caccia si svolse contemporaneamente in tutta Roma, dal flaminio a sangiovanni perché moltissimi dei 13000 ebrei romani vivevano in altri quartieri, lontani dalla Roma giudia, e rappresenteranno oltre il 50% di coloro che furono deportati. Tra questi si trovarono, accanto ad appartenenti alle classi medio basse, anche tanti impiegati, commercianti, insegnanti, ingegneri, industriali, giornalisti, avvocati, archeologi, perfino un ufficiale di Marina. Eppure, nonostante avessero pianificato tutto da molti giorni, l’operazione per i nazisti fu un mezzo fallimento: in troppi riuscirono a sfuggire. Degli oltre 13 mila ebrei allora a Roma, i nazisti volevano prenderne molti di più. Alla fine della razzia, dopo aver sostato due giorni alla Lungara , partirono dalla stazione Tiburtina, stipati come animali in 28 vagoni piombati, 1023 ebrei con destinazione Birkenau-Auschwitz: tra di loro c’erano 188 anziani (la più anziana aveva 90 anni), 244 bambini (tra cui 107 con meno di 5 anni ed uno nato il giorno prima). Tornarono solo 16 uomini ed una donna, ma nessuno dei piccoli. (more…)

Aggiornamenti

4 ottobre 2013

Lo speciale sulle riforme:

http://www.confronticostituzionali.eu/

Il gap retributivo si riflette anche sulle pensioni:
http://www.ingenere.it/articoli/pensioni-doro-e-di-cenere-il-gap-che-non-fa-scandalo

I media hanno bisogno di più donne
http://www.rete-armida.it/index.php?option=com_content&view=article&id=268:i-media-hanno-bisogno-di-piu-donne-ai-livelli-decisionali&catid=12&Itemid=34

Anno Domini 2013: una donna cardinale?

8 marzo 2013

il video, in Francese e Inglese

il link su repubblica e la stampa:

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/una-donna-papa-o-capo-dello-stato-lo-spot-di-pari-o-dispare/121632/120119?ref=&ref=HREC1-1

http://live.lastampa.it/Event/8_MARZO/66224097?ss=1

Se siete disponibili a farvi fotografare con la mitria, in previsione di una mostra fotografica, ma anche semplicemente per la foto di profilo su facebook, che sta coinvolgendo e piacendo a tante donne piccole e grandi inviate una mail a depietro.sarah@gmail.com.

Allegata ache la foto per il profilo facebook.
Una donna cardinale

Fornero scatena le polemiche

6 maggio 2012
su  http://d.repubblica.it/argomenti/2012/05/06/news/fornero_donne-1005839/
diramato anche tramite http://www.reteperlaparit.org

Le Associazioni femminili sono in rivolta contro le dichiarazioni di Elsa Fornero sulle dimissioni in bianco. Ne parliamo con Rosanna Oliva e Titti Di Salvo di Camilla Gaiaschi

lavoro diritti donne polemiche

In una lettera inviata al Corriere della Sera, la ministra del Welfare è tornata a difendere l’articolo 55 contenuto nella riforma del lavoro, attualmente all’esame in Commissione Senato, sul contrasto al fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco: “il governo” scrive la Fornero, “ha tenuto conto prioritariamente della tutela dei lavoratori, senza però dimenticare le esigenze dei datori di lavoro”, prevedendo cioè “una soluzione per dare corso a dimissioni volontarie annunciate dal lavoratore, ma dallo stesso successivamente confermate”. Sofismi che non piacciono a quelle donne che da settimane denunciano l’inefficacia della proposta Fornero nel contrastare quella pratica illegale, il più delle volte utilizzata per licenziare le neomamme, che consiste nel costringere il lavoratore o la lavoratrice a firmare una lettera di dimissioni senza data al momento dell’assunzione. “Sono dispiaciuta per questa vicenda” spiega Rosanna Oliva, presidente della Rete per la Parità e promotrice di una petizione che ha ispirato molti degli emendamenti presentati in Commissione, “dal governo Monti mi aspettavo qualcosa di più”. Sulla stessa linea Titti Di Salvo, relatrice nella passata legislatura della legge 188/2007 contro le dimissioni in bianco, successivamente abrogata dal governo Berlusconi, e da cui prende il nome il Comitato 188 di cui è portavoce: “Sulle dimissioni in bianco si può fare di più” spiega di Salvo, “la ministra dice che bisogna trovare una mediazione tra interessi, ma una norma di civiltà come quella per impedire le dimissioni in bianco non può essere sottoposta a mediazioni”.Ma cosa rimproverano le militanti alla proposta Fornero? La mancanza, innanzitutto, di uno strumento preciso volto a prevenire “a monte” l’abuso della firma in bianco, agendo cioè sulle modalità di compilazione delle dimissioni: la legge 188, per esempio, obbligando a numerare il modulo, impediva di “truccarne” la data. La proposta Fornero invece prevede solo la convalida “a valle” della firma da parte del lavoratore e della lavoratrice: spetta a questi ultimi, come spiega Di Salvo “dover dimostrare che pur essendo autografa la firma della lettera di dimissioni è stata richiesta al momento dell’assunzione”. Una volta che il datore di lavoro ha inviato l’invito a convalidare la firma con una raccomandata, il lavoratore ha tempo sette giorni per rispondere. Se non lo fa, recita il testo, “il rapporto di lavoro si intende risolto”. “E se il lavoratore è in ferie o in ospedale”? Si chiede Rosanna Oliva. “La norma, in sostanza, lascia aperto lo spiraglio ai datori disonesti perché, a differenza di quanto dichiara la ministra Fornero, prevede un complesso iter che può sfociare nella risoluzione del rapporto di lavoro anche in assenza di convalida”. Il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli. (more…)

25 aprile in ricordo delle donne partigiane

25 aprile 2012

25 aprile in ricordo delle partigiane

 

 

link dell’iniziativa “Partigiane in città”
pubblicata oggi sul sito di toponomastica femminile per ricordare le
donne resistenti: guardalo e, se vuoi, diffondilo.
Resterà aperta per un intero anno, con l’invito a segnalarci le
partigiane ricordate dalle strade e piazze di tutti i Comuni italiani
inviando una mail a: partigianeincitta@gmail.com (more…)

In Calabria, in un paese della Locride, una donna “scomoda”

31 marzo 2012
Nella notte tra il 28 e il 29 marzo tre colpi di pistola calibro 7.65 sono stati sparati a scopo intimidatorio, da persone non identificate, contro l’auto della Sindaca di Monasterace – La solidarietà di SNOQ RC |
Dopo il primo attentato Aspettare stanca aveva partecipato all’incontro organizzato da SNOQ per portare solidarietà alla sindaca di Monasterace, una donna eccezionale. Le considerazioni di SNOQ sono da condividere, (more…)