Archive for the ‘Attualità’ Category

Parte il Bilancio Partecipativo 2019 di Roma Capitale

16 giugno 2019

Cittadini e Amministrazione sono chiamati a decidere insieme come utilizzare 20 milioni di euro per interventi di decoro urbano su tutto il territorio cittadino.

Dal 10 giugno è possibile presentare proposte e progetti attraverso la piattaforma telematica disponibile nell’area Partecipa del sito di Roma Capitale. Tutti i contributi sono visibili online e possono essere sostenuti cliccando sul tasto “Sostieni”.

I Municipi sono chiamati a partecipare presentando le loro idee e coinvolgendo i cittadini, anche attraverso momenti di incontro e confronto sul territorio.

A ottobre le proposte che avranno superato le diverse fasi di selezione saranno oggetto di una votazione finale online, al termine della quale verranno approvate le graduatorie degli interventi da realizzare, suddivise per ambiti municipali.

Chi può partecipare?

Possono partecipare le cittadine e i cittadini, residenti, domiciliati o che svolgano attività di lavoro o studio nel territorio capitolino, iscritti al portale di Roma Capitale o in possesso di SPID o Carta Nazionale dei Servizi.

Nei Punti Roma Facile si può richiedere un aiuto concreto per partecipare a tutte le fasi del processo, grazie al supporto dei facilitatori digitali.

Maggiori informazioni su:

https://www.comune.roma.it/web/it/processi-partecipativi.page o tramite contact center Chiama Roma 060606 o presso l’URP – Ufficio Relazioni con il Pubblico più vicino.

Sabato 15.6.2019 , ore 10 Retake, Temple University e RF0 – Restart from Zero a Ponte Duca d’Aosta

12 giugno 2019

Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina – fra i promotori di uno tre “Contratti di Fiume” allo stadio più avanzato di applicazione delle Linee Guida Nazionali co-elaborate e recepite dal Ministero dell’Ambiente, come da https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/CReIAMO_PA/L6WP2/slideshow_vs19_04_19.pdf – supportano l’evento di sabato 15.6.2019 (locandina allegata) realizzato da Retake, Temple University e RF0 – Restart from Zero; quest’ultima è membro del Consorzio e sottoscrittrice del Contratto di Fiume “Tevere a Roma”.

Appuntamento sotto Ponte Duca d’Aosta in sponda destra (lato Foro Italico) alle 10.00. Obiettivo specifico puntuale: riportare a zero rifiuti l’area monumentale sotto la testata orientale del Ponte.

Detto evento, sotto il Patrocinio della Presidenza del XV° Municipio di Roma Capitale,  rientra in un complesso programma di attività afferenti la progettazione del primo Parco del fiume Tevere della città di Roma, denominato “Rome Riverwalk”. L’inquadramento e il vaglio giuridico-amministrativo e autorizzativo, soprattutto per quel che riguarda la richiesta di nuove Concessioni, sono stati effettuati nella fase iniziale del Contratto di Fiume; sono poi iniziate le attività di progettazione partecipata e questo di sabato 15 è un primo approccio “sul campo” insieme alla cittadinanza organizzata, per avviare la ”quadrupla elica” (Università e centri di ricerca, Governo centrale e periferico, economia privata, partecipazione attiva di Associazioni e cittadini) suggerita dalla stessa Unione Europea già dal 2010 come unico veicolo di Sviluppo Sostenibile, peraltro insita nella composizione stessa del Consorzio Tiberina. La “vision” è di risollevare un Tevere lontano dai ritmi della città e un po’ abbandonato. Promuovere nuovi spazi dove la gente possa camminare di più (more people to walk more) e sostare più a lungo (more people to stay longer). Generare/Rigenerare un luogo aggregativo e d’incontro sociale. Ricostituire il rapporto tra elemento vegetale ed elemento architettonico. I principali elementi erano già inseriti nella presentazione al Museo MAXXI di Roma, lo scorso Dicembre, di cui a http://www.aspesi-associazione.it/public/files/Progetti%20sul%20Tevere%20-%20GMAmendola.pdf.

L’intervento di sabato 15 punta dunque a sperimentare concretamente e mettere in risalto l’azione partecipata per una riqualificazione ambientale dell’area limitrofa al Ponte del Foro Italico, attraverso il coinvolgimento della cittadinanza e delle forze di volontariato attive nel settore della rigenerazione urbana. In particolare il gruppo RF0 presenterà “Rome Riverwalk” e farà outreach con i presenti (nella stessa area dell’evento), con lo scopo di avvicinare/riavvicinare il pubblico al fiume, verso nuove relazioni spaziali, funzionali, ecologiche con la città, proponendo “spazi” fisici e culturali dove le persone possano incontrarsi ed intrattenersi.

Info mail: casella Temple University in locandina – caselle di Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina

RF0

L’idea nasce dall’iniziativa dell’ing Alfonso Ridolfi, che, dopo anni di esperienza lavorativa svolta all’estero (Medio Oriente, India, Stati Uniti, Caraibi, etc), ha deciso di proporre a Roma un progetto “disruptive” di riqualificazione delle sponde del Tevere con il primo parco del Tevere, Rome Riverwalk (benchè elementi sull’idea siano già inseriti nei vari strumenti di pianificazione). Nel 2017, anno di avvio di tale progetto, ha selezionato una serie di professionisti, costituendo un team multidisciplinare e multiculturale, inclusa una Università US e società di NY. Co-fondatori con lui sono l’arch. Marco Costantini, l’arch. Giuseppe Todisco, l’arch. Salvatore Marinaro, l’arch. Luca Binarelli e l’arch. Paolo Monesi. Insieme coordinano un team di oltre 15 professionisti guidati dalla vision e dallo spirito creativo del fondatore. Per oltre 20 anni, i professionisti afferenti a RF0 hanno ridisegnato lo spazio urbano in tutto il mondo progettando edifici, infrastrutture, paesaggi, sistemi di trasporto, etc. Le scale di progetto vanno da Master Plan e spazi urbani alle piccole aree urbane.

L’Associazione Retake

Retake Roma è un movimento (Onlus) di cittadini, no-profit e apartitico, impegnato nella lotta contro il degrado, nella valorizzazione dei beni pubblici e nella diffusione del senso civico sul territorio. Il Retaker è qualunque cittadino che ambisce a vivere in una citta in cui regnino legalità, rispetto delle regole, senso di comunità, e attivamente si dedica al recupero degli spazi e dei beni pubblici. Retake Roma promuove l’arte di strada, purché legale. Promuove accordi per la realizzazione di murales (o graffiti) sia su spazi privati sia su spazi pubblici, in quanto l’arte è la medicina per il degrado. I quattro pilastri di Retake sono:

  1. migliorare la qualità della vita tramite azioni volte alla riduzione del degrado, favorendo la crescita del senso civico dei cittadini e dei turisti, nel rispetto dell’ordinamento e delle norme di legge, in un percorso di collaborazione tra cittadini, Comune, Sovrintendenza, Forze dell’Ordine e Istituzioni varie;
  2. accrescere una cultura solidaristica e di cittadinanza attiva, secondo il concetto della sussidiarietà (art. 118 della Costituzione italiana);
  3. sostenere la legittima espressione artistica sotto forma di Street Art, incoraggiando creatori di talento a promuovere la propria arte in luoghi pubblici e privati, previa autorizzazione;
  4. favorire l’integrazione sociale in zone urbane periferiche, per la diffusione di maggiori orgoglio e senso civico.

Temple University di Roma

Dal 1966 è ospitata nella Villa Caproni, un edificio lungo le rive del fiume Tevere appena a nord di Piazza del Popolo. Come campus satellite della Temple University di Philadelphia, PA, la Temple University di Roma si è evoluta in uno dei più lunghi e prestigiosi programmi di studio americani all’estero in Italia. Un centro dinamico per l’arte, la storia, la politica e la cultura, è diventato un trampolino di lancio per creare connessioni globali per studenti, ex studenti e amici, nonché uno spazio di incontro per italiani, americani e visitatori di tutto il mondo.  Tempio Roma è in continua evoluzione: dalle sue radici come semplice programma di studio all’estero, continua a crescere in un campus globale più ampio, con strutture per ospitare docenti che svolgono ricerca, conferenze, eventi e molto altro ancora.

Il nuovo Europarlamento: le donne e gli uomini italiani

29 maggio 2019

Il nuovo Europarlamento: le donne e gli uomini  italiani

Dati raccolti da Daniela Domenici

Le elette e gli eletti.

Su 73 parlamentari eletti (La Lega ne porterà 25, 18 il Pd, 15 il M5s. A Forza Italia e Fratelli d’Italia spetteranno invece rispettivamente 8 e 7 eurodeputati) le eurodeputate neoelette o rielette sono 30, quindi il 43,8%.

Le eurodeputate erano 30 su 73, il 41,1%.

La percentuale delle donne questa volta sarebbe aumentata del 2,7%.!

Ma attenzione,  i risultati non sono ancora definitivi: le pluricandidature e le candidature di leader di cui si sa che opteranno per incarichi nazionali incideranno sull’individuazione finale delle elette e degli eletti.

Delle 11 capolisture maschili più le 5 di Giorgia Meloni, tutte  vincenti,  alcune decadranno e al loro posto subentreranno i candidati o le candidate col maggior numero di preferenze dopo il/la capolista, non necessariamente la donna o l’uomo secondi in lista.

Perciò bisognerà attendere che i leader dei diversi partiti del centrodestra (Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni) sciolgano le loro riserve. I tre infatti erano capolista, e recordman di preferenze dei loro schieramenti, in tutti e cinque i collegi elettorali italiani (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole), con l’eccezione di Berlusconi che era capolista in 4 (ha evitato la sola circoscrizione Centro). Salvini e Meloni potrebbero rinunciare del tutto all’elezione, mentre Silvio Berlusconi dovrà optare per uno dei 4 collegi. Il Pd  ha tra i più votati il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, sia nel collegio Centro Italia che sulle Isole, ma per il resto il quadro è chiaro.

Ecco chi sono le 30 neoelette o rielette (inclusa Giorgia Meloni eletta nelle 5 Circoscrizioni):

Nord Ovest

  • Silvia Sardone
  • Isabella Tovaglieri
  • Gianna Gancia
  • Alessandra Cappellari
  • Stefania Zambelli
  • Irene Tinagli
  • Patrizia Toia
  • Eleonora Evi
  • Tiziana Beghin
  • Maria Angela Danzì
  • Lara Comi

Totale 11

Nord Est

  • Mara Bizzotto
  • Alessandra Basso
  • Elena Lizzi
  • Elisabetta Gualmini
  • Alessandra Moretti
  • Sabina Pignedoli
  • Irene Pivetti

Totale 11 più Giorgia Meloni

Centro

  • Susanna Ceccardi
  • Cinzia Bonfrisco
  • Luisa Regimenti
  • Simona Bonafè
  • Daniela Rondinelli

Totale 5

Sud

  • Maria Chiara Gemma
  • Laura Ferrara
  • Rosa D’Amato
  • Isabella Adinolfi
  • Lucia Vuolo

Totale 5

Isole

  • Annalisa Tardino
  • Francesca Donato
  • Caterina Chinnici

Totale 30

 Le candidature

Daniela Domenici ha voluto vedere quante liste hanno capolista donne e quante hanno candidati e candidate alternati per sesso. Per le europee in Italia ora le liste devono rispettare la parità di genere ma i candidati e le candidate devono essere alternati solo ai primi due posti. Ecco la norma in vigore per la prima volta per queste elezioni europee (art. 2 della legge n. 224 del 2014) «All’atto della presentazione, in ciascuna lista i candidati dello stesso sesso non possono eccedere la metà, con arrotondamento all’unità. Nell’ordine di lista, i primi due candidati devono essere di sesso diverso».

Tutte le 16 liste hanno, come imposto dalla legge,  i/le primi/e due candidati/e di sesso diverso e in ciascuna lista i candidati dello stesso sesso non eccedono la metà, con arrotondamento all’unità.

Le liste che hanno una capolista donna sono soltanto 5 su 16.

https://www.iltempo.it/speciale-elezioni-2019/2019/05/27/news/parlamento-europee-eletti-italia-nomi-eurodeputati-1162219/

https://danielaedintorni.com/2019/05/27/le-eurodeputate-italiane-elette-ieri-resoconto-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2019/05/27/europa-acrostico-tautogramma-di-daniela-domenici/

Per votare alle europee: una scheda diversa per ognuna delle 5 circoscrizioni elettorali

26 maggio 2019

 

Quando arrivermo al seggio, dopo aver consegnato un  documento d’identità valido e la tessera elettorale, ci consegneranno una scheda.

Potete vedere quella della vostra Circoscrixìzione  su questo link

https://www.today.it/politica/elezioni/europee-2019/fac-simile-scheda-elettorale.html

Votate! E votate  due donne utilizzando la tripla preferenza !  E’ l’unica possibilità che avete di incidere sul futuro dell’Europa (e vostro).

 

Europee 26 maggio 2019. Elezioni trasparenti perché invisibili?

8 maggio 2019

 

 Perché ancora non sono state pubblicate sul sito del Ministero dell’interno le liste delle candidate e dei candidati?

Una evidente e inaccettabile  violazione dei diritti delle elettrici e degli elettori. per i quali Aspettare stanca si è battuta sin dall 2006, anno della sua fondazione, quando chiese e ottenne, pur in assenza ancora di una legge,  la pubblicazione delle liste in occasione della prima applicazione del porecllum.

Ancora oggi, 7 maggio 2019, a 20 giorni dalla chiamata alle urne, non risultano  pubblicate le liste per le europee e neanche i facsimili delle schede.

https://dait.interno.gov.it/elezioni/speciale-europee

https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/europee2019

Eppure ora esistono vari e chiari obblighi di legge, disattesi in maniera inaccettabile dall’amministrazione competente (ministero dell’interno), grazie alla compiacente e corresponsabile inerzia dell’intero Governo e dello stesso  Parlamento.

Le conseguenze sono gravi: ci si chiede anche come le emittenti, la stessa AGCOM, il CNU e i CORECOM possano rispettare  e far rispettare quanto previsto nella Delibera n. 94/19 dell’ AGCOM sulla  disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione.

Per la RAI il problema si pone anche rispetto all’osservanza della delibera approvata dalla Commissione parlamentare di vigilanza nella seduta del 2 aprile scorso.

Forse la Direzione Centrale dei Servizi Elettorali, oltre a rispondere  alla domanda n. 23 (vedi sotto) avrebbe dovuto attivarsi per rispettare l’obbligo che compete per legge al Ministero dell’interno.

23. Quali disposizioni sono state introdotte dalla legge 3 novembre 2017, n.165 in materia di trasparenza?

Ai sensi dell’art.4 della legge 3 novembre 2017, n.165 e dell’art.11 della legge 24 gennaio 1979, n.18, in un’apposita sezione del sito internet del Ministero dell’interno (denominata “Elezioni trasparenti”) sono pubblicati – in maniera facilmente accessibile – per ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato che abbia presentato liste:

  • a) il contrassegno depositato, con l’indicazione del soggetto che ha conferito il mandato per il deposito;
  • b) lo statuto ovvero la dichiarazione di trasparenza.

Nella medesima sezione del sito sono pubblicate, per ciascun partito, movimento o gruppo politico organizzato, le liste di candidati presentate per ciascuna circoscrizione.

Eppure, con decreto del 20 marzo scorso, il ministro dell’interno, in adempimento delle relative norme di legge, ha disposto quanto segue:

Articolo 1

(Destinatari e procedimento di pubblicazione)

  1. In occasione delle elezioni del Parlamento nazionale e delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia sono pubblicati, per ciascun candidato ammesso, all’interno della sezione denominata «Elezioni trasparenti» del sito internet del Ministero dell’interno istituita dall’articolo 4 della legge 3 novembre 2017, n. 165, il curriculum vitae ed il certificato penale rilasciato dal casellario giudiziale, già pubblicati sul sito internet del partito, movimento politico o lista, ai sensi dell’articolo 1, comma 14, della legge 9 gennaio 2019, n. 3.

https://dait.interno.gov.it/elezioni/documentazione/acquisizione-curriculum-vitae-certificato-penale-candidati-europee-politiche

 

RIPARTIAMO DA ROMA Università Valdese, 8 maggio, ore 10-14

2 maggio 2019

RIPARTIAMO DA ROMA

MALI, BENI E POTENZIALITA’

DELLA CAPITALE

 Università Valdese, 8 maggio, ore 10-14

ingresso da Via Pietro Cossa, 42

Introduzione di Alberto Benzoni, saggista

“Roma Capitale, anzi no. Di quale Italia oggi?”

Paolo Berdini, urbanista

“Le regole per costruire una città solidale, guasti da riparare, energie da sprigionare”

Manlio Lilli, archeologo

“Beni culturali e archeologia, leva potente di tutta Roma, dal centro all’Agro”

Walter Tocci, ricercatore

“Il problema del traffico non esiste. Se c’è volontà politica”

Carmela Lalli, archeologa, assessore Cultura IX Municipio

“L’esperienza delle biblioteche comunali, come centri culturali”

Interventi di Giovanni Caudo presidente III Municipio

e di Luigi Manconi presidente di “A buon diritto”

Conclude Vittorio Emiliani, giornalista scrittore

“Roma Capitale in stato di inferiorità rispetto a Berlino, Londra, Madrid e Parigi”

* I lavori verranno coordinati da Andrea Costa, presidente del Comitato per i 150 anni di Roma Capitale, e Vittorio Emiliani.

 

“Mondo perduto” al MAXXI di Roma – 17 Aprile 2019 – 30 Giugno 2019

26 aprile 2019

La figlia di Paolo Di Paolo sapeva che il padre aveva fatto il fotografo da giovane, ma quando è andata nella sua cantina per riordinarla ha trovato una miniera di negativi. Foto pubblicate su Il Mondo di Pannunzio, con cui lavorò fino alla chiusura del giornale, ma anche inedite. Una loro parte è esposta al MAXXI di Roma, nella mostra “Mondo perduto”.

 

 

Paolo Di Paolo. Mondo perduto

Ci sono immagini di dive, attori, politici, ma anche tanta “vita” di un’Itala che nel ’54 cominciava a superare l’emergenza del dopoguerra. Di Paolo quando scatto ha una tale  rapidità di riflessi che mi viene da definirlo il paparazzo degli anonimi. La prima foto è di bambini che giocano su Monte Mario ancora non edificato, in mezzo a un pratone che è la loro giungla, con  in lontananza il cupolone che sembra un sole di pietra al tramonto tra i palazzi dei nuovi quartieri.

Nel ’59, segue Pasolini per un servizio sulle vacanze estive degli italiani per il settimanale Tempo. Nasce il reportage “La lunga strada della sabbia”. La foto del Lido di Venezia mostra tutta la sensibilità del fotografo: mentre un’aspirante attrice prende il sole in bikini ad occhi chiusi, di fronte a lei si è disposta a semicerchio una folla silenziosa che le indirizza i suoi sguardi, uno diverso dall’altro. Le donne l’ammirano, gli uomini la desiderano, i bambini con la testa inclinata cercano di capire quale strano tipo di sirena sia. Notevole anche la leggerezza della foto con lo scugnizzo che osserva una giovanissima Sofia Loren mentre si trucca, che rimane imperturbabile nonostante l’insistente attenzione.

Nel mezzo degli anni ’60, la chiusura de Il Mondo è talmente un trauma per  Di Paolo, che decide di smettere di fotografare. Si ritira e riprende i suoi studi in filosofia e storia. Oggi, ancora vivente con i suoi 93 anni, parla di quegli anni in una sua bella video-confessione da un monitor, le uniche immagini a colori della mostra. Nelle sue parole c’è affetto, lampi di entusiasmo, mai malinconia. Forse l’unica vena di rimpianto che tradisce è per non aver fatto meglio e di più il suo lavoro. Mi sembra un sentimento eccessivo per Di Paolo, ma quando esco, vedo scritta su una parete delle scale una frase del critico Emilio Cecchi, che mi fa capire: “Il roseo compiacimento del proprio lavoro è esclusivo retaggio dei dilettanti”.

Massimo Marnetto

Radio radicale: AGCOM scrive al Governo

24 aprile 2019

L’Autorità ha auspicato, nelle more di una complessiva e non più rinviabile riforma della materia, che al fine di assicurare la continuità di un servizio di interesse generale, il Governo possa prorogare l’attuale convenzione, quanto meno fino al completamento della definizione dei criteri e delle procedure di assegnazione. Comunicato stampa 23-04-2019 Segnalazione al Governo 23-04-2019

Il rumore di spade si placa nell’accordo sul Def, L’editoriale di ieri sul Manifesto

21 aprile 2019

Alfonso Gianni (il manifesto del 20 aprile 2019)

 

La logorroica risoluzione con cui la maggioranza ha dato il via libera al Def faticosamente confezionato dal Ministro Tria, sembra rispondere in primo luogo all’esigenza di stemperare in un riassunto del contratto  di governo, le tensioni che si accumulano nella maggioranza. Il grande clangore di spade sulle richieste incrociate di dimissioni per la Raggi e per Siri si attutisce nel mare di parole che cercano di nascondere l’impietoso quadro dell’economia italiana fatto da Tria. Il ministro, contestatissimo da entrambi i dioscuri governativi, ne esce per il momento vincitore. Ha alle spalle il sostegno dell’arcigna Ue e sa che non può andare allo scontro con essa partendo da cifre taroccate. Ha ragione quindi Landini nel dire che Tria “ha detto quello che gli altri nascondono”. In effetti prudenza pare la parola chiave di questo Def. Solo nel gennaio di quest’anno i documenti ufficiali prevedevano una crescita nel 2019 dell’1% del Pil. Ora il Def dice che quel livello non verrà raggiunto neppure nel 2020, quando si prevede un modesto +0,8%, che resterà tale fino al 2022. Mentre per l’anno in corso ci si dovrà accontentare dello 0,2%. La differenza tra quadro tendenziale e programmatico diventa un misero 0,1%. Tale è il valore, quindi, che il Def attribuisce alle misure introdotte dal governo, dal decreto “crescita” dai contorni ancora imprecisi, a quello “sblocca cantieri”, o “porcate” come lo ha ridefinito la Cgil, che provocherà un ulteriore aumento di incidenti e morti sul lavoro, passando per il decreto sul reddito di “sudditanza” a quello di “quota cento”. Altro che politica espansiva e anticiclica, come insiste la risoluzione votata giovedì. Tanto è vero che si prevede un aumento del tasso di disoccupazione dal 10,6% all’11% del 2019. Nello stesso anno il deficit nominale ritorna quindi al famoso – 2,4%, mentre quello strutturale oscilla tra un -1,4 e un -1,5%. Una variazione minimale, quest’ultima, ma indicativa della scarsa fiducia sull’incremento del Pil potenziale da cui dipende, e conseguentemente sulla possibilità di poterla usare per ammorbidire i giudizi della Commissione europea. Il punto chiave per i pentaleghisti resta evitare l’incremento dell’Iva e contemporaneamente introdurre la Flat tax. La risoluzione di maggioranza reclama l’attuazione di entrambe le cose. Ma come? Visto che una patrimoniale è esplicitamente esclusa nella risoluzione, come nelle dichiarazioni di Tria e dello stesso Zingaretti. Tutti uniti per rassicurare i pochi ma potenti possessori di quella ricchezza che vanta in Europa il più alto tasso di patrimonializzazione. Per questo la misura sta nel programma della lista “la Sinistra” per il 26 maggio. Qui tutto diventa incerto e oscuro. Sul versante dell’Iva viene avanti l’ipotesi, nella difficoltà di reperire i 23 e rotti miliardi necessari per la sua sterilizzazione,  di un incremento selettivo. In fondo Tria aveva già detto di non essere contrario ad un aumento dell’Iva. In questo modo gli sherpa governativi, giocando sulla distribuzione delle aliquote, tentano di limitare i danni per l’elettorato di riferimento. Ma il sentiero è davvero stretto. Da un lato ci sono dei rigidi e vincolanti paletti europei, dall’altro la scarsità dei tempi per adottare le singole e mirate misure. Pensare di recuperare risorse da una lotta senza quartiere alla endemica evasione fiscale è pretesa risibile da un governo che in un anno di vita ha già fatto 12 condoni. D’altro canto la flat tax già introdotta nell’ultima manovra (al 15% per chi ha ricavi fino a 65mila euro nel 2019 e fino a 100mila nel 2020) esonera dal pagamento dell’imposta – pur essendo l’Iva quella più evasa – oltre due milioni di partite Iva, discriminando tra dipendenti e autonomi. Non c’è da stupirsi se il tentativo di bloccare l’aumento dell’Iva va a sbattere con il disegno di introdurre la Flat tax.  Ma il disegno del governo è  ancora peggiore. Non potendo introdurre una tassa piatta universale che costerebbe non meno di 60 miliardi, ha deciso di dare vita a tante piccole “flat tax”, scegliendo di premiare alcune categorie di contribuenti. Non è una novità dell’ultima ora. Già da diversi anni e governi la progressività del sistema fiscale viene erosa con l’introduzione di imposte sostitutive. Per esempio la cedolare secca sulle case in affitto o il primo assaggio di flat tax sopra ricordata sono alcuni esempi.  Tassare gli affitti, i redditi finanziari, quelli degli autonomi con aliquote fisse e di comodo invece che con l’Irpef porta alla liquidazione di quest’ultima e a un danno per l’erario che si aggira, secondo alcuni studi, attorno ai 14 miliardi. Ma con un risparmio fiscale spalmato in modo regressivo. Ovvero al 20% più povero non andrebbe nulla; il 60% con redditi medi ne godrebbe per il 30%, mentre il 20% più ricco infilerebbe nel portafoglio il restante 70%. Una vera e propria controriforma fiscale, fatta per creare un blocco sociale conservatore, tramite quello che era lo strumento principe per riequilibrare le ingiustizie nella distribuzione del reddito generate dai rapporti di produzione.

Al Teatro dei Dioscuri di Roma la mostra “Troisi Massimo, poeta”

19 aprile 2019

“Alla fine lo chiamavo poco, perché sentivo dalla sua voce che era stanco e faceva fatica anche a parlare”. E’ Carlo Verdone che da un monitor appeso al muro parla di Massimo Troisi, a cui il Teatro dei Dioscuri ha dedicato la mostra “Troisi Massimo, poeta”. Ci sono foto, poesie autografe, video della Smorfia, testimonianze  e al centro della sala, la bicicletta nera e un po’ arrugginita de Il Postino, con la gigantografia di Troisi, di spalle rivolto verso il tramonto nel mare di Procida.

 

“Quando iniziò a leggere Il postino di Neruda, del cileno Antonio Skarmeta – dice la sceneggiatrice Anna Pavignano – non arrivò neanche alla fine. Mi chiamò agitato dicendomi che dovevamo subito comprare i diritti e farlo, perché quella storia la sentiva sua. Non è stato facile riadattarlo all’Italia, ma Massimo lo voleva fare ad ogni costo”

“Sul set dava tutto, ma all’una era esausto – racconta Renato Scarpa – Anche io stavo girando là vicino. Allora facevamo ritorno in barca per evitare le scale. E ricordo ancora la calma del mare, la brezza leggera di primavera che si fondeva con il nostro silenzio di armonia, che nessuno infrangeva, se non con sorrisi di compiacimento”.

In un lato, c’è lo spazio dedicato alla sua storia. “Eravamo 16 persone a casa – racconta nel video con Pippo Baldo – i miei genitori, noi sei figli, zii e nonni. E a quella convivenza che mi sono ispirato, perché succedevano sempre cose strampalate. Non eravamo una famiglia, ma una compagnia stabile. Mia nonna una volta doveva fare le iniezioni a mio nonno per le vitamine. Nella scatola sopra c’erano le fiale di acqua distillata e sotto la polverina da sciogliere. Lei fece solo quelle d’acqua distillata. E il bello è che mio nonno si sentì molto meglio”.

“Ero timido, scrivevo poesie, poi pensieri, poi iniziai a fare teatro con gli amici del paese per scherzo. A un certo punto, venimmo a sapere che alle serate improvvisate, venivano a vederci anche da Napoli, che per noi era un luogo all’estero. Poi andammo noi a Napoli, e in altri posti fino a Roma, quando ci venne a vedere Proietti, che ci segnalò a Voglino. Iniziammo la tv e a diventare famosi così velocemente, che non reggemmo e la Smorfia si sciolse.”

“Gli ultimi giorni di riprese del Postino – ricorda ancora Pavignano – gli dicevamo che potevamo anche fermarci per una settimana, per fargli riprendere le forze. Ma lui insistette per arrivare alla conclusione senza pause. Ci fu una controfigura che lo sostituì nelle scene dove c’era da pedalare in bicicletta. Stringendo i denti, arrivammo all’ultimo ciack. E fu una gioia per tutti. Massimo andò a dormire, soddisfatto di aver fatto un film sulla poesia, la sua prima passione”.

Mori quella notte, nel sonno, per il suo cuore matto. Quello di un poeta.

 

Massimo Marnetto