Archive for the ‘Attualità’ Category

Granai vecchi e nuovi- di Massimo Marnetto

9 gennaio 2019

“Non sbarca nessuno. Altrimenti…” La minaccia di Salvini – diretta al premier Conte – è velata quanto netta. E tutti sentono aria di frattura elettorale per le europee. Ma la vera crepa che si sta allargando senza che nessuno la noti è nell’elettorato cattolico.

Una volta granaio della DC, da sempre accreditato come “moderato”, è oggi spinto da Francesco a prendere posizioni nette di solidarietà con gli ultimi, uscendo dalla prudenza dorotea. Questa operosa componente della chiesa di base non ha una casa, né la vuole. E rivendica la libertà di votare chi – con scelte concrete – opterà per dare sostegno alle fasce di emarginati, senza distinzione del colore della pelle o nazionalità. Questa quota di elettorato non si convince con un vangelo brandito in comizio o un rosario alzato in piazza. E’ informata, non ha tempo da perdere perché impegnata nel volontariato, ma vuole coerenza. E non la prendi con un tweet.

Poi c’è invece la parte cattolica identitaria, che adora riti e orazioni, ma odia i feriti di altre nazioni. Quella che ci tiene alle radici cristiane, ma non ai rami dell’accoglienza; quella dei crocefissi “culturali” appesi dove non c’è culto, ma solo per marcare il territorio. Così, l’ipocrisia del sovranismo pseudo-devoto sta creando un cripto-scisma nell’elettorato cattolico. Una divisione, certo. Ma che almeno ha il merito di rendere esplicita l’incompatibilità tra essere chiusi ed essere cristiani.

 

Massimo Marnetto

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Manovra. Da Massimo Marnetto. Sintetico e più chiaro da solo di tanti editoriali e comparsate in TV .

19 dicembre 2018

“A casa facciamo i conti” era la frase con cui i miei genitori mi fulminavano, quando avevo trasgredito una regola, per evitare schiaffoni in pubblico, scena incompatibile con la compostezza borghese. Era questione di tempo, ma le sberle erano sicure. Lo pseudo-accordo che arriverà dall’Europa ha lo stesso tenore: rimandare tempo e modi delle sanzioni all’Italia dopo le elezioni europee, per non turbare platealmente un contesto già agitato. Ma a giugno le euro-sberle arriveranno, con la richiesta di una manovra correttiva per trovare i miliardi che ora ballano.

 

E’ questo l’unico compromesso che i Commissari Moscovici e Dombrovskis – custodi della stabilità finanziaria e portavoce del rigore chiesto dagli stati del Nord – sono disposti a trangugiare. Quindi l’ok alla manovra italiana sarà in realtà un rinvio, anche per non fornire argomenti alla destra sovranista – Salvini in primis –  per incendiare la campagna elettorale con invettive contro la “perfida Europa”. Complice anche le turbolenze francesi, che sconsigliano di aprire altri fronti di protesta. Anche se gli italiani, più che i gilet gialli di lotta, sono più inclini ad indossare mutande rosse a Capodanno, per scacciare l’euro-malocchio dal 2019.

 

Massimo Marnetto

Il freddo dell’indifferenza. Da Massimo Marnetto

16 dicembre 2018
Calano drasticamente le temperature, ma non vedo a Roma e in altre città – come negli anni passati – un “Piano Freddo” per ospitare i senza dimora in strutture dedicate.
 
Ora il problema è ancora più acuto, perché molti degli espulsi dalla protezione umanitaria per volontà di Salvini, si sono arrangiati in anfratti improvvisati e neanche possono più rifugiarsi nelle tende del Centro Baobab, spianate da ruspe sovraniste a favore di telecamere.
 
Spero solo che l’altro freddo – quello dell’indifferenza verso gli ultimi – non abbia gelato la nostra umanità, pur vivendo in case riscaldate.
Ma sono preoccupato, perché vedo troppi cuori assiderati dal cinismo.
 
Massimo Marnetto

La mostra su Mastroianni a Roma

28 ottobre 2018

La mostra su Mastroianni (Ara Pacis) è un po’ come il secondo tempo di quella sul boom economico dell’Italia (“Il Sorpasso – Quando l’Italia si mise a correre 1946-1961” – Palazzo Braschi ). Le atmosfere sono in entrambi i casi quelle di un Paese che vuole tornare a vivere, ma il Marcello nazionale è capace di comunicare una tenerezza, che altri attori del suo tempo non avevano. Nella prima sala ci sono i divi che lo hanno folgorato da bambino nell’atmosfera buia e fumosa del cinema. Poi si passa alle sue foto da adolescente, circondato dalla famiglia di composta piccola borghesia della Ciociaria, con il papà falegname e la madre che posa per la foto da ritratto con il vestito buono.

 

Mastroianni scrive cartoline da militare per tranquillizzare tutti che il rancio è abbondante, ma subito dopo riesce a strappare qualche comparsata a Cinecittà, grazie alla sua simpatia, che fa chiudere un occhio all’addetto agli ingressi. Piccole parti, lavoretti, fino agli incontri che lo portano nel giro dei registri emergenti. Ma sempre con quell’umiltà e ironia di cui non riesce a spogliarsi. “Mi chiama Fellini – racconta in un video – per darmi la parte di protagonista ne La dolce vita. Nessuno immaginava il successo che avrebbe avuto e per avere più possibilità di pubblico il produttore voleva Paul Newman. Lui mi disse che invece voleva me, perché il suo personaggio doveva avere una faccia insignificante. Io non mi offesi affatto e così accettai”

 

Tra i due nasce subito un affiatamento formidabile, che l’attore descrive con il caos creativo che c’era ogni volta che arrivava sul set. “Sì, c’era un copione, ma né io né Federico (Fellini) lo volevamo seguire fedelmente. Io gli chiedevo: ma allora che devo fare?.. che dico?.. e lui, quasi infastidito, mi rispondeva: Marcellino (sempre così mi chiamava) vai là, la incontri e dici insomma quelle cose là del copione…”

 

Le foto procedono di sala in sala – da un premio a una paparazzata a Via Veneto – e il volto di Mastroianni diventa sempre più segnato e infantile, nella sua meraviglia per la meraviglia che suscita nei suoi ammiratori. Bellissima la confessione nel documentario “Io ricordo…” girato poco tempo prima della sua morte. “Da giovane senti che puoi fare tutto, perché tutto durerà, poi da vecchio ti ritrovi con poche forze e molti ricordi. Senti che il viaggio è finito, ma va bene così…”

 

Nelle ultime foto, si vede Mastroianni nella sua ultima  interpretazione al teatro con Le ultime lune, la storia di un uomo anziano, che fa un bilancio della propria vita, mentre sente che gli sta sfuggendo di mano. “Quando recito questo lavoro – si lamenta – non riesco a farlo con la distanza dell’attore, ma il personaggio è così simile a me, che spesso mi commuovo in scena” Mastroianni recita l’ultima replica a Napoli. Quella sera ha una voce fiaccata dal male che lo colpito, il pubblico capisce che è un addio e alla fine lo inonda di applausi. Lui capisce che è un addio, s’inchina e se ne va.

 

Massimo Marnetto

Le manifestazioni di piazza con vecchi radical chic e pochi giovani

27 ottobre 2018

Finisce un incontro sui trasporti di Roma e uscendo vedo tre ragazze, le uniche giovani che avevo notato nella sala. Sono curioso di sapere il loro punto di vista. Scherzo rimproverandole di essere presenti ad un dibattito politico, ormai rigorosamente frequentati da noi vecchi radical-chic.

“Volevamo capire – dice la più espansiva mordendo le parole mentre si tiene con le labbra il filtro della sigaretta che sta costruendo con le dita – ma anche stavolta ce ne andiamo deluse. Si parla di referendum per il trasporto pubblico di Roma, ma non ho capito se con i privati aspetto alla fermata la solita mezz’ora di oggi o i cinque minuti di un’azienda dei trasporti europea”.

Sabato c’è una manifestazione di cittadini per chiedere più decoro e servizi decenti per Roma, verrete?

“Io no – fa un’altra – non vado a manifestazioni da quando facevo le superiori”

Perché?

“Perché non servono a niente, almeno non servono a noi giovani, compressi tra le aspettative delle nostre famiglie e i lavoretti dove ti spremono le energie e ti strappano i sogni”.

Ma se non protestiamo, le cose non cambiano…

“Ci provi a urlare, a protestare, io scrivevo cartelli quando occupavamo la scuola. Poi capisci che loro, quelli che decidono le cose, ti lasciano fare, neanche la polizia ci manganella più. Finito il casino, vai a casa stanco, ma poi cresci e vedi che il lavoro non c’è lo stesso. Allora sopravvivi cercando di prendere meno fregature possibili e facendoti bastare il minimo, senza cercare un senso a tutto questo, sennò sei fottuto”.

 

Appena finisce di parlare, c’è un silenzio di qualche secondo nel quale ci guardiamo. Nessuno ha voglia di aggiungere altro.

Le ringrazio per la chiacchierata, le saluto, me ne vado. Con un gran peso dentro. Senza la speranza dei giovani, mi manca l’aria.

 

Massimo Marnetto

Un commento alla tragedia di San lorenzo

26 ottobre 2018

La sedicenne Desirée Mariottini è morta anche di proibizionismo.

Quando l’eroina devi comprarla – perché nessuna struttura pubblica la fornisce ai tossicodipendenti – aggiungi alla disperazione anche i reati e – se sei una giovane donna – la prostituzione estrema. La limitazione del danno non è una scelta morale, perché ammette l’errore con realismo e si concentra nel ridurne le conseguenze. Eppure, con tutti i suoi limiti “di principio”, salva vite. E alle volte – dopo averle salvate – le recupera.

 

Desirée poteva essere viva se fosse stata seguita da una struttura pubblica di somministrazione di stupefacenti? Forse sì. Perché nei paesi dove queste strutture esistono, sono il mezzo per contattare, conoscere e seguire i consumatori terminali di droghe pesanti, con il doppio vantaggio di essere sempre pronti ad un loro desiderio di ravvedimento e salvaguardarli dai reati e malattie collaterali. Ma le “camere delle siringhe” presenti nel nord Europa, dove persone di ogni età si iniettano la droga,  sconvolgono i nostri benpensanti. Gli stessi che poi non hanno remore sapendo che questi malati vagano nei nostri parchi e negli anfratti delle città, esposti a tutti i rischi.

 

Anche il perbenismo è una tossicodipendenza.

E dovremmo in molti disintossicarci dall’ipocrisia.

 

Massimo Marnetto

Solidarietà al Presidente Claudio Fava

9 ottobre 2018

Presidente Claudio Fava,         (mail:  cfava@ars.sicilia.it)

le scrivo dopo aver saputo che ha ricevuto una busta con un proiettile, per manifestarle la mia piena solidarietà.

 

Insieme a quella dei molti cittadini, da anni impegnati contro le mafie. Che tentano con l’acido della violenza di sciogliere la sovranità del popolo, per ridurlo nella sudditanza e nel silenzio.  Nel ruolo di Presidente della Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia, lei ha da tempo ingaggiato una lotta non solo contro le cosche, ma anche contro chi si è ammantato di anti-mafia in pubblico, aderendo in privato agli stessi perversi comportamenti.  La falsa anti-mafia è più pericolosa della mafia, perché scoraggia e disorienta le persone oneste. Per questo il suo impegno per smascherare i doppiogiochisti della legalità ha un valore enorme per il riscatto della Sicilia e del Paese.

 

Presidente Claudio Fava,

siamo in tanti a sostenerla, sicuri che questa intimidazione, invece di ridurre il suo lavoro quotidiano di affermazione dei valori della Democrazia contro l’eversione criminale, lo aumenterà. Le mafie – grazie a persone come lei, che non piegano la testa nemmeno dopo una tragica perdita familiare – devono capire che la Costituzione dei diritti è più forte dell’oppressione dei delitti. E questa nuova cultura della Legge amica dei miti la realizzeremo insieme, ognuno facendo il proprio dovere civile. Ogni giorno.

 

Con vigilanza democratica,

Massimo Marnetto

“Sistema Giubileo 2000” nel nuovo Regolamento sui Bus Turistici

7 ottobre 2018

COMUNICATO  STAMPA

 

Motus – Mobilità e Turismo Sostenibile – la rete di Associazioni di quartiere del Centro Storico di Roma (*) – nell’esprimere il proprio cordoglio ai familiari di Giorgio De Francesco, vittima dell’investimento da parte di un bus turistico in una centrale via di Roma – rinnova il proprio appello per istituire un divieto di accesso peri bus turistici, all’interno dell’Anello Ferroviario.

 

Motus ha presentato specifiche proposte al Comune di Roma, per il tramite della Commissione della Mobilità Sostenibile, nel corso di incontri richiesti ed ottenuti, in riferimento all’imminente entrata in vigore dal 2019 del nuovo Regolamento sui Bus Turistici. In particolare, Motus chiede il ripristino del”Sistema Giubileo 2000″, che l’Amministrazione Capitolina in tale evento ha sperimentato con successo, quando dispose il parcheggio dei bus turistici in aree non congestionate ed il collegamento al centro con navette dedicate a basso impatto.

 

Motus chiede anche una conferenza di servizi Città Metropolitana – Trenitalia per concordare prezzi più bassi per il treno di collegamento diretto Fiumicino Aeroporto – Stazione Termini, in modo da renderlo competitivo con quello delle navette su gomma che offrono lo stesso percorso, al fine di ridurne sensibilmente il numero e il pesante impatto soprattutto nell’area dell’Esquilino. Inoltre, chiede  lo spostamento dei capolinea di queste navette presso stazioni metro o di treni urbani esterne all’Anello Ferroviario, affinché sia facilitata l’intermodalità di accesso dei turisti nel Centro Storico.

 

Motus chiede che sia studiato un sistema orario di validità dei biglietti per i mezzi pubblici, per proteggere la prima fascia mattutina degli spostamenti dei residenti per lavoro e studio – per esempio fino alle ore 9,00 – dalla sovrapposizione con i flussi turistici, come avviene già in altre capitali europee.

 

La Rete Motus continuerà ad impegnarsi per l’allontanamento dei bus turistici dal Centro Storico – e in generale contro la “turistificazione” del Centro Storico di Roma – che sta trasformando questa aerea dichiarata “patrimonio dell’Umanità”, in un enorme villaggio turistico artificiale, sempre più a misura di un turismo intensivo “selfie-e fuggi” e sempre meno adatto a residenti ed artigiani.

 

Rete Motus

(*) Associazione Abitanti Giolitti Esquilino – Associazione Civico 17 Prati, Mazzini, Delle Vittorie – Comitato Ottaviano Giulio Cesare – Comitato Piazza Vittorio Partecipata – Piccolo Cinema America – Rione Monti Coordinamento Comitati – Trionfalmente 17 – Vivere Trastevere

L’assemblea del PD di luglio

8 luglio 2018

Da Massimo Marnetto

L’assemblea del PD non ha impresso una svolta, ma ha mostrato una discordia promettente.

Le prudenze sono saltate (persino Cuperlo ha detto una parolaccia), ma chi si aspettava un Renzi pentito di aver cercato i voti a destra e averli persi a sinistra ha sbagliato tutto. Il giovane emerito ha ribadito che il torto è degli altri e se n’è andato gesticolando contro gli oppositori, senza ascoltarli. Come ha notato Zingaretti (chi non sa ascoltare, non è un buon leader), che sapendo di dover concedere l’amnistia ai renziani quando sarà segretario, è rimasto in disparte per non esacerbare gli animi.

Di idee forti per recuperare l’elettorato storico, neanche mezza.

E invece sarebbe stato il caso di riposizionare il partito almeno su alcuni punti di forza: come per esempio una gestione dei flussi migratori più avanzata, la tassazione delle rendite e lo sgravio del lavoro, la lotta alla corruzione troppo blanda in passato, investimenti per ammodernamenti strutturali e manutenzioni dei beni pubblici. Magari con un forte richiamo ad una nuova stagione dei doveri – per tutti – per rendere esigibili i diritti – per tutti.  Purtroppo invece non si è volato alto. Più organigramma che programma. L’assemblea ha promosso Martina a segretario, ma tutto il resto è rimandato al congresso e ai risultati delle europee, per capire se sciogliere il partito o riportarlo a sinistra. Con il PD che diventa la più grande sala d’attesa d’Italia.

 

 

Una Fondazione di Partecipazione che si occupi del Tevere a Roma

6 giugno 2018

RAI Buongiorno Regione Lazio dell’1 giugno 2018 con un’ampia pagina sul Tevere a Roma, suddivisa in tre parti dal primo servizio della puntata (e poi dopo 10’30” e dopo 16’45” dall’inizio): http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-af3a2a52-1798-4721-a95d-746d7a341ba8.html.

 

Nelle registrazioni effettuate in più giornate, il Presidente di Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina, Giuseppe Maria Amendola, che fa anche riferimento all’importante azione avviata con il Contratto di Fiume di cui a https://www.comune.roma.it/web/it/municipio-i-progetti.page?contentId=PRG134159. Invitati ad aderire al Contratto, nell’ottica federativa di cui al reportage, anche altri Municipi di Roma Capitale.

 

Il “punto” su tutte le nuove azioni previste, pubbliche e private, ivi compresa la costituzione di una Fondazione di Partecipazione che si occupi del Tevere a Roma, giovedì 14 giugno 2018 alle ore 10.00 alla Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro presso il Senato della Repubblica in Piazza Capranica n°72 a Roma (accrediti a questa mail iniziative@unpontesultevere.com).