Archive for the ‘algoritmi’ Category

Le nuove tecnologie di sviluppo,

7 aprile 2019

Nel seminario di aggiornamento sulle nuove tecnologie di sviluppo, si parte dall’ “impero dei dati” la materia prima che sta surclassando in valore oro e diamanti, con la differenza che per i cercatori non ci sono impervie miniere dove andarli a cercare, perché i dati noi li forniamo ogni volta che consultiamo il web o autorizziamo la visione delle nostre informazioni in cambio di una “app”. Che, per esempio, mi dice quanti chilometri faccio a piedi, ma per essere scaricata mi chiede il consenso per sapere “dove” vado. Uno scambio che sembra non avere valore per l’utente, mentre è prezioso per il gestore, che lo raffinerà in elaborazioni di flussi da vendere a peso d’oro.

 

Nel primario, si sta affermando l’ “agricoltura di precisione” (“Precision farming”), che permette l’uso di trattori, trebbiatrici e altri mezzi senza guida, grazie a gps, microcamere e programmi che ottimizzano le “passate” sul terreno e annullano la fatica umana esecutiva; sensori per irrigazione differenziata in base alla mappatura dell’insolazione, ecc.

 

Nel commercio, si stanno sviluppando le vetrine sensibili, con sensori digitali che “leggono” l’orientamento delle pupille di chi osserva, per capire quali prodotti esposti sono più visti, riproducendo immagini della disposizione degli oggetti con “macchie di attenzione” dove si sono concentrati gli sguardi;  non solo, ma con il collegamento alle celle di telefonia il sistema è in grado di stabilire anche la nazionalità dei passanti che si fermano, per consentire agli esercizi in ambiti turistici di orientare l’offerta.

 

Le tecnologie influenzeranno anche la residenzialità. L’utilizzo dei droni per il recapito (spesa, medicine, ecc.) potrà fermare lo spopolamento dei piccoli centri, consentendo anche a chi è lontano dalla valle, di poter essere rifornito facilmente di beni essenziali.

 

Il seminario ha anche smontato qualche luogo comune relativo agli utilizzatori di dispositivi. Per esempio, il “sempre connessi” (“always on”) non potenzia le prestazioni dell’utente, ma le rallenta per mole e frequenza di impulsi. Fare più cose insieme (guidare, chattare, ecc.) non è indice di superpoteri attentivi, ma spesso di regressione esecutiva compulsiva.

 

Esco con un senso d’inquietudine. Capisco i vantaggi che ci attendono per lo sviluppo di nuovi apparati. Ma sento il fastidio di una tecnologia sempre più invadente. Che ci usa, bombarda, ci profila, ci pedina. Ci sostituisce sempre di più. Sento che dovremo imparare a conquistarci una nuova libertà: quella che si apre con il tasto “off”.

 

Massimo Marnetto

 

Quando l’Intelligenza artificiale sbaglia e la responsabilità è umana (sembra non dei piloti).

13 marzo 2019

Il programma del computer di bordo ha prevalso sui piloti, facendo cadere l’aereo. E’ questa la prima, provvisoria causa che ha provocato il disastro aereo etiope. Così, oltre al dolore dei morti, tra cui molti volontari italiani, c’è anche l’inquietante scoperta dell’uso dell’ “ultima istanza informatica”, ovvero l’irrevocabilità della “certezza” del programma, anche in presenza di un errore.

 

Il dato è agghiacciante se si prova solo a traslare questo incidente aereo, già tragico, sui sistemi di lancio di testate nucleari. Algoritmi implacabili predisposti alla risposta in automatico in caso di arrivo di ordigni nucleari nemici. Una volta l’abbiamo scampata per un pelo. Il 26 Settembre 1983  i sistemi russi scambiarono dei raggi solari anomali per tracce di testate americane in viaggio verso Mosca. Il tenente colonnello Stanislav Petrov, di guardia quella notte, avrebbe dovuto attivare i lanci letali di risposta contro gli Usa, ma la sua esperienza non lo convinse che l’allert fosse reale e non spinse il bottone rosso. L’ultima istanza fu sua ed evitò la terza guerra mondiale.

L’umanità fu salvata da quel dubbio.

Una grandiosa facoltà umana di falsificazione critica collaterale, che non sarà mai digitale.

 

Massimo Marnetto