Archive for the ‘Agenda ONU 2030’ Category

Fiaccolata in più di 80 città italiane per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani

10 dicembre 2018

Oggi  10 dicembre c’è la fiaccolata promossa da ActionAid, Amnesty International Italia, Caritas, EMERGENCY e Oxfam in più di 80 città italiane per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani,  alle 18.30  al Colosseo (lato via dei Fori Imperiali)  

Io vado perché per restare umani occorre uscire di casa, tenersi allenati all’incontro, ripetere gli sguardi verso gli altri, strappare il mastice della pigrizia: insomma, serve stare in movimento per vincere la stitichezza del cuore. Ci vediamo là,

Massimo Marnetto

Organizzazioni e associazioni che volessero aderire alla mobilitazione, possono farlo scrivendo sulla bacheca dell’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/216438749253515/

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Mareggiate, bombe d’acqua, alluvioni e anche il vento che tira giù alberi, siamo in pericolo.

30 ottobre 2018

Penso che l’affermazione dei Verdi in Germania – più che da cambiamenti politici – sia dovuta ai cambiamenti climatici finalmente “percepiti” da tutti. Cioè caldo anomalo, piogge torrenziali e concentrate, paura di contaminazione progressiva di terra, acqua e quindi del cibo. Parlare infatti di deterioramento del clima del globo nei convegni è importante, ma per l’uomo qualunque è brusio ambientalistico, perché per lui tutto va comunque come sempre e dei ghiacciai che si sciolgono gliene frega molto meno della Juve.

Poi arrivano mareggiate, bombe d’acqua, alluvioni e anche il vento che tira giù alberi e ammazza le persone. Solo di fronte a questi eventi estremi l’uomo qualunque esce dal suo bozzolo d’individualismo. E scopre all’improvviso che qualcosa di enorme sta succedendo davvero. E che anche lui deve iniziare a consumare meno energia, differenziare meglio i rifiuti, insomma accollarsi tutte le piccole scocciature che fanno bene al clima. Ecco, non credo che i Verdi nazionali faranno lo stesso salto di consenso di quelli tedeschi. Ma penso che almeno il plotone degli eco-negazionisti – dopo allerte meteo sempre più frequenti – possa finalmente capire che la terra è in pericolo reale. E che la sua minaccia maggiore sia l’indifferenza.

Massimo Marnetto

TAP si o TAP no?

29 ottobre 2018

Se la costruzione del gasdotto Tap non si può fermare, perché il suo sbarco non si può spostare a Brindisi, salvando così il paradiso della spiaggia di San Foca?

Parliamo di pochi chilometri di deviazione, con una soluzione di compromesso da tempo proposta dal governatore Emiliano e da chi vuole uscire da questo scontro con l’uso del buon senso.  Nonostante la ragionevolezza della proposta, non si sono viste obiezioni argomentate alla sua adozione, ma solo secchi e autoritari dinieghi.

 

In questa vicenda sembra che molti non capiscano che una spiaggia integra e con mare pulito – com’è quella di San Foca – è un bene sempre più raro. Abusivismo e incuria hanno distrutto gran parte della meravigliosa costa italiana. Quella che è rimasta ancora intatta è un patrimonio in via di estinzione che merita una tutela rafforzata.  Chi pensa che l’utilità ci imponga il sacrificio del bello, spesso è un pigro affetto da conformismo vetero-industriale.

 

Massimo Marnetto

Terzo anno dalla firma dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo sostenibile

25 settembre 2018

Per celebrare il terzo anno dalla firma dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile domani, martedì 25 settembre 2018, l’Onu mobilita tutti gli attori che si sono impegnati lanciando una campagna social globale.

L’ASviS partecipa a questa campagna attraverso la diffusione di due video:

  • Il video “ASviS #ACT4SDGs” verrà proiettato al Palazzo di Vetro a New York durante le celebrazioni ufficiali, nell’ambito della “Global Action Hour” (il 25/9 alle 19 ora italiana) che tutti possono seguire in diretta: http://act4sdgs.org

Lo trovi anche in: https://youtu.be/iasiCONXCX0 e https://youtu.be/RYEJBpAV2j8

 

 

Agricoltura sociale risorsa del Paese: organizzazioni settore scrivono al ministro Centinaio

25 giugno 2018

 COMUNICATO STAMPA

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Roma, 22 giugno 2018

Confagricoltura, Cia, Copagri, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Rete Fattorie Sociali, AGCI, CNCA, Capodarco e Legambiente sollecitano i decreti attuativi della legge 141/2015, il dialogo con l’Osservatorio e l’istituzione di un marchio nazionale

 Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Copagri, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Rete Fattorie Sociali, AGCI, CNCA, Capodarco e Legambiente hanno scritto una lettera al ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio per sollecitare la sua attenzione sull’Agricoltura Sociale, che rappresenta un’importante risorsa per l’Italia sia in termini occupazionali che di produzioni agricole di qualità e di welfare territoriale.

Le Organizzazioni ricordano i dati di una recente indagine conoscitiva del CREA, realizzata in collaborazione con la Rete Rurale sull’agricoltura sociale, che confermano come negli ultimi 5 anni si è assistito a una forte crescita del settore, con investimenti per oltre 21 milioni di euro e attività di inserimento socio-lavorativo finalizzato nel 71% dei casi alle fasce più deboli della popolazione, dai disabili ai disoccupati con disagio, dai detenuti agli immigrati.

Con la legge 141/2015 si è dato vita a un Osservatorio Nazionale sull’Agricoltura Sociale che ha svolto con dedizione un lavoro finalizzato a sviluppare reti di rapporti solidi, responsabili e duraturi, finalizzati a creare un processo costruttivo e di crescita, grazie anche al valore delle esperienze del territorio. Purtroppo i tempi lunghi della politica non hanno consentito, nella fase finale della scorsa legislatura, di procedere all’emanazione dei decreti attuativi della legge. Sarebbe dunque importante, a parere delle Organizzazioni, che i decreti attuativi venissero firmati il prima possibile.

Confagricoltura, Cia, Copagri, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Rete Fattorie Sociali, AGCI, CNCA, Capodarco e Legambiente chiedono inoltre al ministro Centinaio di riprendere il dialogo con l’Osservatorio e di tenere alta l’attenzione sul settore, in modo da permettere la stesura delle linee guida e valutare l’opportunità dell’istituzione di un marchio nazionale, per far conoscere e valorizzare le produzioni delle imprese agricole che lavorano in questo ambito, in rete con gli altri attori territoriali, sviluppando la coscienza sociale e la crescita sostenibile e inclusiva dell’agricoltura.

Il livello d’innovazione raggiunto nello sviluppo dell’Agricoltura Sociale – concludono le Organizzazioni – non consente una battuta di arresto, che andrebbe a discapito dei reali beneficiari: imprese agricole, mondo della cooperazione e del terzo settore e, soprattutto, dei soggetti fragili.

Attiva il tuo Plastic Radar!- L’iniziativa per segnalare i rifiuti di plastica in mare.

20 giugno 2018

Da Greenpeace Italy

News – 1 giugno, 2018

L’iniziativa per segnalare i rifiuti di plastica in mare

Quante volte avrai visto rifiuti di plastica in giro, magari nei posti cui sei più affezionato o nei luoghi di vacanza? Noi vogliamo sapere non solo qual è la tipologia di rifiuto di plastica che più comunemente rovina l’ambiente (e le nostre vacanze), ma anche a quali marchi appartengono questi rifiuti. Per questo oggi lanciamo il nostro “Plastic Radar”, il servizio per segnalare la presenza di rifiuti in plastica sulle spiagge, sui fondali o che galleggiano sulla superficie dei mari italiani. È possibile partecipare inviando le segnalazioni su Whatsapp, al numero +39 342 3711267.

Attraverso il sito plasticradar.greenpeace.it sarà infatti possibile consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali mari italiani arriva il maggior numero di segnalazioni.

Insomma, se le spiagge e i fondali marini sono soffocati dalla plastica, questo non vuol dire che dobbiamo rassegnarci a convivere con la presenza di rifiuti in plastica ma ad accendere i riflettori su questo grave inquinamento che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi.

Per effettuare una segnalazione sarà necessario scattare una foto del rifiuto e, se possibile, fare in modo che sia riconoscibile il marchio e il tipo di plastica di cui è costituito. Successivamente va inviata, insieme alle coordinate geografiche del luogo dove è stato individuato il rifiuto. Noi elaboreremo le vostre segnalazioni e i dati relativi a tipo di rifiuto e posizione saranno disponibili in forma aggregata – nell’arco di 24-48 ore – sul sito Plastic Radar!

Se vogliamo fermare l’inquinamento da plastica nei nostri mari, è necessario che le grandi aziende affrontino concretamente le loro responsabilità, in particolare riguardo la plastica monouso, avviando immediatamente programmi che riducano drasticamente il ricorso all’utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica usa e getta.

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/Attiva-il-tuo-Plastic-Radar/

Una Fondazione di Partecipazione che si occupi del Tevere a Roma

6 giugno 2018

RAI Buongiorno Regione Lazio dell’1 giugno 2018 con un’ampia pagina sul Tevere a Roma, suddivisa in tre parti dal primo servizio della puntata (e poi dopo 10’30” e dopo 16’45” dall’inizio): http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-af3a2a52-1798-4721-a95d-746d7a341ba8.html.

 

Nelle registrazioni effettuate in più giornate, il Presidente di Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina, Giuseppe Maria Amendola, che fa anche riferimento all’importante azione avviata con il Contratto di Fiume di cui a https://www.comune.roma.it/web/it/municipio-i-progetti.page?contentId=PRG134159. Invitati ad aderire al Contratto, nell’ottica federativa di cui al reportage, anche altri Municipi di Roma Capitale.

 

Il “punto” su tutte le nuove azioni previste, pubbliche e private, ivi compresa la costituzione di una Fondazione di Partecipazione che si occupi del Tevere a Roma, giovedì 14 giugno 2018 alle ore 10.00 alla Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro presso il Senato della Repubblica in Piazza Capranica n°72 a Roma (accrediti a questa mail iniziative@unpontesultevere.com).

Governo paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

14 maggio 2018

Comunicato

Governo  paritario, una Ministra per le Pari Opportunità e un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile. La risorsa-donna per efficaci politiche economiche. Le proposte delle associazioni.

 

Economia, Lavoro, Sud i temi all’attenzione del tavolo tecnico M5S – Lega, composto di diciannove uomini e una sola donna. Temi che non possono trovare spunti di valido ed efficace impegno politico continuando a non utilizzare la risorsa-donna, senza una visione di genere che parta dai dati statistici sul lavoro, che accomuna la preoccupante situazione dei giovani a quella delle donne. Sono necessarie misure di welfare e conciliazione inclusive che consentano alle donne di non rinunciare al lavoro ed ai percorsi di carriera per esigenze familiari.

Le trattative che dovrebbero portare al cosiddetto Contratto per un governo Di Maio – Salvini, se davvero, come dichiarato, mirano a individuare le soluzioni ai veri problemi, non possono trascurare le questioni di genere, come già sottolineato anche da Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

Il primo segnale dovrebbe essere la formazione di un Governo  con donne e uomini in egual numero tra i Ministri e i Sottosegretari. Un obbligo e un’opportunità, non solo per la presenza del 52% di donne nel nostro. Paese, ma anche perché il trend discendente nelle graduatorie europee e mondiali (l’Italia si trova all’82° posto e ha perso ben 32 punti rispetto all’anno scorso  secondo il World Economic Forum) è preoccupante per l’economia,  per l’accentuarsi della denatalità, soprattutto al Sud, e per l’aumento delle diseguaglianze, che vedono trasversalmente sempre rilevante il gap di genere.

Se non ci sarà, come probabile, una donna all’economia, ci deve essere almeno un impegno per una Sottosegretaria con delega al bilancio di genere. Un esame del bilancio che ha visto il primo avvio ufficiale nel corso di quest’anno e permette di valutare l’impatto delle scelte di finanza pubblica sull’equilibrio tra uomini e donne. La visione di genere non può mancare in tutti i ministeri, a partire da quelli dell’istruzione, lavoro e salute, con un ruolo di coordinamento affidato alla Ministra alle Pari Opportunità, per l’impegno ad una azione sinergica dell’intero Governo per il raggiungimento della parità sostanziale tra donne e uomini.

La parità di genere è trasversale a tutti i temi che riguardano le diseguaglianze, esplicitati nei 17 obiettivi e relativi target dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,  sottoscritta dall’Italia.

Un Governo che si fa carico di questi temi dovrebbe avere donne nei Ministeri e nelle funzioni di governo di maggiore impatto sul gender equality e sulla crescita inclusiva e una Ministra per le Pari Opportunità, o Per i diritti delle donne, come preferiremmo si chiamasse, che sia dedicata e abbia gli strumenti idonei per l’incarico, tra i quali:

un Dipartimento per le Pari Opportunità potenziato con la copertura di tutti i ruoli, con l’individuazione di personale qualificato e competente e alleggerito da compiti estranei, come quello delle aree urbane degradate

– la creazione di un organismo di partecipazione dell’associazionismo femminile, al quale affidare compiti e funzioni che vadano oltre a quelli dei tavoli tecnici, che finora hanno dimostrato di non essere in grado di incidere operativamente sulle questioni affrontate.

Il primo impegno per la Ministra alle P.O. è di rendere operativo il Piano anti violenza 2017-2020, nel rispetto della Convenzione di Istanbul. Un Piano che, a secondo anno inoltrato, corre il rischio di andare incontro agli stessi ostacoli del precedente piano ( che fu oggetto anche di una negativa relazione della Corte dei conti) se continuerà ad essere affidato ad un Dipartimento sguarnito e senza la Ministra competente.

 

Italia, 13.05.2018

Rete per la Parità

DonneinQuota

EWMD European Women’s Management Development

FILDIS Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori

Vox-diritti

Per informazioni: 3356161043 info@donneinquota.org  segreteria.reteperlaparita@gmail.com

TRAINO VERDE Una giornata fra cielo, terra e il mondo vegetale Roma, 14 Ottobre 2017 Ore 10.00 – 18.00 Ex-Cartiere Latine Via Appia Antica 42

7 ottobre 2017

 

 Partecipate! Ingresso libero

Tanti anni fa il WWF internazionale fece una campagna informativa che mirava a sensibilizzare il mondo sulla scomparsa delle foreste tropicali. I manifesti recitavano “Quest’anno ci siamo giocati …” e seguiva il nome di una nazione, intendendo che sulla Terra quell’anno era scomparsa per cause umane un’estensione di verde grande come quella nazione. Campagna giustissima e purtroppo attuale ancora oggi.

Ma dovremmo accorgerci anche molto facilmente e banalmente, della scomparsa, qui in Italia, del suolo fertile, come predicava già a suo tempo Antonio Cederna.

Secondo l’ISPRA, nel già Bel Paese si è passati dal 2,7% di suolo fertile complessivamente consumato negli anni ’50 a livello nazionale, al 7,0% nel 2015.

In altre parole, sono stati consumati, in media, più di 7 mq al secondo per oltre 50 anni.

In termini assoluti, in Italia sono oggi irreversibilmente persi circa 21.100 kmq, più o meno l’estensione della Toscana. Potremmo mutuare lo slogan di cui sopra “Dagli anni cinquanta a oggi ci siamo giocati la Toscana.”

La giornata del 14 ottobre ha appunto lo scopo di sensibilizzare sotto vari aspetti questa problematica, che è senz’altro più sentita di qualche anno fa, ma non ancora a sufficienza. E soprattutto, non viene considerata tale dai vari esecutivi, regionali e nazionale.

Il Forum Salviamo il Paesaggio presenta in questa occasione la sua proposta di legge di iniziativa popolare dedicata allo stop al consumo di suolo, e Respiro Verde Legalberi i risultati del lavoro svolto con le amministrazioni di diverse giunte romane insieme a associazioni, ordini professionali e comitati perché sia approvato un Regolamento del Verde e del Paesaggio urbano (Roma è l’unica capitale europea a esserne sprovvista).

La giornata vuole anche essere l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica non solo sull’importanza del suolo, ma anche di quella vita che vi prolifera sopra, di animali, soprattutto di piante.

Non solo le piante che ci forniscono il cibo, ma anche quelle che molto semplicemente ci consentono di respirare e che proteggono e nutrono il suolo stesso. Senza il mondo vegetale, non ci sarebbero né aria, né terra. Non solo quindi, tutela per gli alberi, grandi e piccoli, ma anche per quelle che sprezzantemente chiamiamo “erbacce”.

Tutto questo e anche altro concentrato in una giornata che ci auguriamo rafforzi l’impegno di tutti a preservare l’ambiente e la biodiversità del nostro pianeta.

 

Come procede il cammino delle donne in politica? Bene. Ma non benissimo

21 luglio 2017

9 lug

da ORIGAMI 9 LUGLIO 2017