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Dalla Giunta per le Immunità del Senato parere negativo per l’avvio d’indagine su Salvini, per il caso Open Arms. 

27 maggio 2020

Da Massimo Marnetto

Quello che colpisce in questa vicenda non è la tattica di Italia Viva o di altri, ma la natura di questo filtro politico. Che da tutela dei parlamentari contro l’indebita “persecuzione” giudiziaria è diventato un privilegio talmente arbitrario, da umiliare il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. La Giunta, infatti, quando si esprime non ha ancora a disposizioni le risultanze di un’inchiesta compiuta, perché questa non può avviarsi senza la sua autorizzazione. Ma questa penuria di elementi fornisce un alibi formidabile ai colleghi dell’accusato, per rifugiarsi nel garantismo consociativo “a buon rendere”. Ovvero: oggi io salvo te, domani mi ricambi il favore.

d è proprio dalla torsione di questa tutela in privilegio che nasce l’esigenza di modificarne la funzione. Magari spostando la richiesta di parere della Giunta a valle delle indagini compiute, in modo da fornire ai suoi membri gli stessi accertamenti, che di solito si sottopongono al giudice delle indagini preliminari, per capire se quanto raccolto meriti un processo o meno. Cioè, nel caso in questione, se c’è il “fumus persecutionis” o se invece l’onorevole abbia abusato del suo ruolo. Questa modifica non solo renderebbe più consapevole il giudizio della Giunta, ma lancerebbe un messaggio importante di rinnovamento sociale: se vogliamo sconfiggere i furbi, dobbiamo iniziare dall’alto.

 

 

 

Vita non contagiata (musica di Vasco Rossi con testo di Massimo Marnetto)

13 maggio 2020

Vita non contagiata

(musica di Vasco Rossi con testo apocrifo)

 

Voglio una vita non contagiata

con la mascherina sul viso sì,

Voglio una vita che se ne frega

della paura di quel virus lì

Voglio una vita che non è mai tardi

per imparare a lavarsi le mani

Voglio una vita che pensi ancora al domani.

 

E poi ci troveremo come star

a prendere il caffè ai plexi-bar

ognuno che bada ad essere protetto

mangiando con i guanti il suo cornetto

Ognuno distanziato sotto gli ombrelloni

sotto il ronzio di tutti quei droni.

ma perso dentro ai fatti suoi.

 

Voglio una vita esagerata

con analisi e prelievi a tappeto

Voglio una vita morigerata

senza smanie per l’ultimo divieto

Ognuno che conta i suoi anticorpi

e finalmente niente più morti

per questa peste qui.

 

E poi ci abbracceremo come star

di nuovo un gruppo senza i plexi-bar

felici di tornare insieme e  ancora vicini

grazie alla scoperta dei nuovi vaccini

Ognuno diverso e forse un po’ migliore

o forse come prima, ma con più stupore

per apprezzare la normalità.

 

Massimo Marnetto

 

 

Il Ministero degli Esteri avvii una profonda revisione delle missioni umanitarie

11 maggio 2020

Da Massimo Marnetto

Viva: questo è il significato del nome arabo Aisha, che Silvia ha scelto dopo la sua conversione all’Islam “senza costrizioni”. Una doccia fredda per chi fa del cristianesimo un culto identitario, quasi che della cooperante ci avessero restituito il corpo e si fossero tenuti l’anima. Così la festa del rientro per alcuni si è trasformata in una gioia mutilata.

Per me, la sua conversione sono affari suoi. Mentre è di interesse generale la professionalità delle Associazioni umanitarie. Che si misura dall’indice di sicurezza che predispongono per i loro cooperanti.

E quindi aspetto di sapere se e quali precauzioni aveva adottato la Onlus Africa Milele, quando ha inviato Silvia nel villaggio somalo; e se ci sono altri volontari esposti al sequestro nelle stesse zone o in altre aree ad alto rischio nel mondo. Adesso, infatti, i nostri operatori sono più in pericolo, perché “l’Italia paga”. Meglio che il Ministero degli Esteri avvii una profonda revisione delle missioni umanitarie, per verificare nei progetti in corso l’esistenza di misure adeguate per prevenire altri rapimenti e imporle, se insufficienti. Fino a interrompere quelle che non fosse possibile svolgere in sicurezza. Altrimenti, prepariamoci al prossimo caso.

 

 

Parco di Veio, mostra virtuale delle foto di Paola Scarsi

19 marzo 2020

Ente Parco di Veio

EMOZIONI DAI PARCHI, mostra virtuale di Paola Scarsi

12 Mar, 2020 | Mostre

QUESTA MOSTRA AVREBBE DOVUTO INAUGURARE VENERDI 13 MARZO 2020 ALLE ORE 10.00 IN OCCASIONE DELL’ARRIVO DELLA TAPPA DELLA CORSA CICLISTICA TIRRENOADRIATICO.

Purtroppo, in ottemperanza alle disposizioni di legge al fine del contenimento della diffusione del virus Covid-19 ogni manifestazione che comportasse assembramento di persone è stata annullata.

Abbiamo così pensato di realizzare una mostra fotografica virtuale riproponendo sul web le fotografie esposte nella sede del Parco di Veio a Sacrofano.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA E LA LOCANDINA

 

EMOZIONI DAI PARCHI, mostra virtuale di Paola Scarsi

Mi son sentito…di Paolo Marnetto

14 marzo 2020

Mi son sentito…

In questo periodo di epidemia,

mi son sentito un nero in Alabama, quando nei bus  tutti si scansavano da me per paura del contagio.

Mi son sentito un ebreo nel fascismo, quando – da un giorno all’altro – mi è stato impedito di frequentare la scuola.

Mi son sentito un palestinese di Gaza, quando il mio borgo è stato chiuso in una “zona rossa” da cui non si poteva uscire.

Mi son sentito uno sfollato siriano, nelle lunghe file per prendere il cibo.

Quando tutto questo finirà, sarò diverso: più nero, ebreo, palestinese, sfollato.

Più uomo.

(Massimo Marnetto)

Consulta Regionale per la Salute Mentale del Lazio

27 febbraio 2020

Una buona notizia. Il 25 febbraio, dopo quasi 3 anni, è stata convocata la Consulta Regionale per la Salute Mentale del Lazio per l’elezione del Presidente. È stata eletta Presidente la dott.ssa Daniela Pezzi, unica candidata, con 12 voti su 14. Oltre ai 3 esperti nominati dalla Regione: Vincenzina Ancona, Tonino Cantelmi e Rosanna Di Giulio, compongono la nuova Consulta:Consulta

  • per le ASSOCIAZIONI DEI FAMILIARI:

o  Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti Psichici della Tuscia (A.f.e.SO.psi.t)

o  Associazione Regionale per la Salute Mentale – (A.RE.SA.M.)

o  Associazione Finalmente Libera

o  Associazione Spazio Disponibile

o  Associazione per la Riforma dell’Assistenza Psichiatrica (ARAP)

  • – per le ASSOCIAZIONI UTENTI:

o  Associazione INSIEME CON TE

o  Associazione Progetto Itaca Roma

  • – per gli ORGANISMI DI VOLONTARIATO E PER LA TUTELA DEI DIRITTI:

o  ACLI Frosinone

o  Comunità di Sant’Egidio ACAP

o  Fondazione Caritas Roma

  • – per le SOCIETÀ SCIENTIFICHE:

o  Associazione per la Ricerca e la Formazione nelle Scienze Neuro-Psico-Sociali (A.R.F.N.)

o  Società Italiana per la Formazione in Psichiatria (S.I.F.I.P.)

o  Società Italiana di Psichiatria SIP Lazio

Ricevuto da Spazio disponibile

Rappresentante delle Associazioni di Familiari nella Consulta Regionale per la Salute Mentale – Lazio

Referente Area Salute Mentale nel Tavolo Misto Permanente per la Partecipazione della ASL Roma 1

Aderente ad ARAS – “Associazioni in Rete per l’Amministrazione di Sostegno”
Socio dell’A.T.S. “OFFICINA VERDE SOLIDALE”

 

La Rete, i Girotondi, il Popolo Viola, i 5 Stelle” e ora Le Sardine

28 gennaio 2020

da Massimo Marnetto

Luigi Manconi nel suo articolo su la Repubblica, “Sardine, l’arte del congedo”, elogia il loro apporto definendolo  “…una politica come bene strettamente necessario, che, a differenza di molte altre esperienze del passato, non è destinata a produrre leader autoritari o soi disant carismatici, élite chiuse, apparati settari, discipline e scissioni. È stato questo il mesto destino di movimenti quali, tra gli altri, La Rete, i Girotondi, il Popolo Viola, i 5 Stelle”.

Non sono d’accordo con Manconi.

Ho dato il mio contributo ai Girotondi e non ho visto “élite chiuse o apparati settari”, ma partecipazione diffusa e spontanea da proto-Sardine. Non c’era nemmeno “un leader autoritario né sedicente carismatico”, visto che Nanni Moretti – l’esponente più conosciuto di quella stagione – ha sempre rifiutato quel ruolo ed è tornato al suo lavoro dopo essersi esposto unicamente per dovere civile, in un periodo di montante berlusconismo verso il quale il più grande partito di sinistra non riusciva a dire “cose di sinistra”. Mi dispiace che Manconi, di solito accurato nelle analisi, abbia addensato in una “marmellata di movimenti”, realtà invece molto diverse per cause, fasi ed evoluzioni.

Mio commento: Sono scesa in piazza con tutti, salvo l’ultimo, che ho però seguito dai primi contatti in rete. Sono stati e sono il tentativo di offrire ruolo e spazio a chi per scelta o perchè respinto, non trova spazio e ruolo nei partiti, questi sì monopolizzati da èlite e apparati settari. Anche io dissento dall’articolo di Luigi Manconi e offro la mia testimonianza a supporto di quanto scrive Massimo. Ricordo ancora con emozione quando abbiamo fatto un gioioso girotondo intorno al MIUR e l’altro intorno alla RAI. E anche quando ho incontrato Franca Rame al Teatro Vittoria. Eletta senatrice si dimise.

 

IL PINO DOMESTICO. MARTEDI 28 GENNAIO 2020 , ORE 16.00 Via Salandra, 44 Roma

26 gennaio 2020

CS EVENTO 28 GENNAIO

MARTEDI 28 GENNAIO 2020 PRESSO LA SALA SERVIANA ALLE ORE 16.00

Via Salandra, 44 Roma

IL PINO DOMESTICO

Presentazione del libro scritto dalla prof.ssa Giulia Caneva

ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON ITALIA NOSTRA – ROMA

 

Relatori: Giulia Caneva, ordinaria di Botanica ambientale all’Università ROMA TRE ed autrice;

Carlo Blasi, componente del COMITATO DEL VERDE PUBBLICO

 

Martedi 28 gennaio 2020, alle ore 16.00 nella Sala Serviana del CUFA, si terrà l’incontro “IL PINO DOMESTICO”, per la presentazione dell’omonimo del libro scritto dalla prof.ssa di Botanica Ambientale Giulia Caneva, edizioni La Terza. Oltre all’autrice sarà presente il prof. Carlo Blasi, componente del “Comitato per il verde pubblico”, istituito presso il Ministero dell’Ambiente.

Cosa lega il pino domestico al verde pubblico? Per rintracciare la genesi comune bisogna risalire a Roma imperiale antica, ed al suo “boschetto di pini, sacro alla dea Cibele”.

Infatti, Roma antica era ricca di pini perché ritenuti adatti alle caratteristiche dei terreni e all’interpretazione simbolica del suo significato, che rimanda da sempre alla resistenza ed alla pienezza della vita. Durante il ventennio, adottandolo quale simbolo di romanità, se ne diffuse l’uso come messaggio visivo di classicità che unisse l’impero di Roma antica a quello della Roma moderna. Notissima è la composizione “I Pini di Roma” di Ottorino Respighi, che ne trasse ispirazione per un suo poema sinfonico.

Ai giorni nostri, invece, se ne discute per questioni legate alla pericolosità dei pini di Roma.

Tuttavia, oltre al mito c’è la storia e quella odierna racconta le altissime soglie di attenzione per la cura ambientale. L’incontro di oggi è anche l’occasione per fare il punto su una situazione monitorata da molti: istituzioni pubbliche, Associazioni e cittadini. Lo scorso anno, in collaborazione con il CUFA, l’associazione ITALIA NOSTRA Roma ha organizzato un convegno per presentare il “Manifesto degli verde”, teso a tutelare, valorizzare e sviluppare il verde pubblico della Capitale. Dopo la presentazione del Professor Blasi del libro il “Pino Domestico” scritto dalla Professoressa Caneva si aprirà un dibattito sugli Stati Generali del Verde a Roma, argomento di grande attualità e interesse pubblico.

Festival di Sanremo 2020- Inaccettabili le anticipazioni e le dichiarazioni di Amadeus

18 gennaio 2020

Festival di Sanremo – lettera alla Rai 2020 (1)

 

 

Al Presidente Rai, Marcello Foa

All’Amministratore Delegato RAI, Fabrizio Salini

e p.c.

Al Consiglio di Amministrazione RAI,:

Rita Borioni, Beatrice Coletti, Riccardo Laganà, Igor De Biasio, Giampaolo Rossi

Al Presidente e ai componenti della Commissione parlamentare di vigilanza RAI

Al Vicedirettore Marketing RAI  Giovanni Scatassa

Alla Ministra alle Pari Opportunità e Famiglia  Elena Bonetti

Italia, 17 gennaio 2020

OGGETTO: FESTIVAL DI SANREMO 2020 – DICHIARAZIONI INACCETTABILI DI AMADEUS

Egregio Presidente Foa ed egregio Dr. Salini,

come associazioni che si occupano da anni del contrasto al sessismo nei media e in particolare nella televisione pubblica – grazie ai nostri contributi il Contratto di Servizio Pubblico Rai-Mise 2018-2022 è il più avanzato della storia della RAI, – esprimiamo un profondo disappunto in merito alle dichiarazioni sessiste del direttore artistico e conduttore Amadeus nella Conferenza stampa di presentazione del Festival e la nostra preoccupazione per le presenze e i ruoli annunciati.

A questo proposito, in piena sintonia con le tante proteste avanzate in questi giorni, chiediamo con fermezza, oltre a una dichiarazione ufficiale a smentita e rettifica, che i ruoli di primo piano NON siano affidati a soli uomini (Amadeus affiancato da Tiziano Ferro e Fiorello) e le donne NON siano semplicemente elementi di contorno e che le presenze di artisti siano valutate attentamente.

Quanto dichiarato e preannunciato da Amadeus, per la prima volta non affiancato dal Direttore di Rete, non è in linea con il Contratto di Servizio Pubblico 2018-2022 per i seguenti motivi:

non è rispettata la dignità della persona (Principi generali, art.2 punto e);

– non vengono superati gli stereotipi di genere al fine di promuovere la parità e di rispettare l’immagine e la dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione (art. 2 punto g)

– non vengono promossi modelli di riferimento per i minori, femminili e maschili, paritari e non stereotipati (art. 8 punto c)

È completamente disatteso l’articolo 9, che riportiamo integralmente:

Art. 9 Parità di genere

  1. La Rai assicura nell’ambito dell’offerta complessiva, diffusa su qualsiasi piattaforma e con qualunque sistema di trasmissione, la più completa e plurale rappresentazione dei ruoli che le donne svolgono nella società, nonché la realizzazione di contenuti volti alla prevenzione e al contrasto della violenza in qualsiasi forma nei confronti delle donne.
  2. Ai fini del conseguimento degli obiettivi di cui al comma 1, la Rai si impegna a:
    a) promuovere la formazione tra i propri dipendenti, operatori e collaboratori esterni, affinché in tutte le trasmissioni siano utilizzati un linguaggio e delle immagini rispettosi, non discriminatori e non stereotipati nei confronti delle donne;
    b) non trasmettere messaggi pubblicitari discriminatori o che alimentino stereotipi di genere;
    c) realizzare il monitoraggio e il relativo resoconto annuale, che consenta di verificare il rispetto della parità di genere nella programmazione complessiva. Il resoconto annuale e’ pubblicato nel sito internet dell’azienda ed e’ trasmesso al Ministero, all’Autorità’, alla Commissione, entro quattro mesi dalla conclusione dell’esercizio precedente.

Attendiamo una risposta urgente, in mancanza della quale preannunciamo altre azioni a contrasto delle pratiche discriminatorie di genere segnalate e per il rispetto del Contratto di Servizio.

 

      Donatella Martini                                                                      Rosanna Oliva

Presidente DonneinQuota                                                Presidente Rete per la Parità

d.martini@donneinquota.org                                     presidenza.reteperlaparita@gmail.com

                                                            

ufficio stampa : cell. 3356161043 – info@donneinquota.org

 

Aiutare chi aggiusta le cose

17 gennaio 2020

Da  Massimo Marnetto

Porto un vecchio sgabello in legno a cui si è staccata una gamba dal mio falegname “trotskista”, con cui ogni volta mi fermo a parlare. Di politica, ovviamente. “Noi “riparatori” – mi dice – dovremmo essere aiutati negli affitti. Falegnami, ciabattini, sarti… Insomma, chi riduce il consumismo aggiustando le cose svolge una funzione sociale preziosa”. Vorrei dirgli che sono d’accordo, ma riprende subito a parlarmi, perché mi considera una che fa politica. “Tu che scrivi ai giornali, devi difendere anche quei poveri cristi che cercano cose da riutilizzare nei cassonetti, perché poi le riciclano. Ed è tutta spazzatura in meno, capisci?” Chiede una settimana per aggiustarlo. Non faccio a tempo a dire che mi va bene, che incalza: “Non dobbiamo metterci fretta a vicenda, perché con le consegne in giornata stiamo creando nuovi schiavi del capitalismo”. Quando gli lascio qualcosa, vado via sempre con la voglia di fare la rivoluzione.