Archive for giugno 2020

**ESORDIO PER LA NUOVA IMU, IL 16 GIUGNO ALLA CASSA. Da IDEANDO.

7 giugno 2020

 

Da IDEANDO

**ESORDIO PER LA NUOVA IMU, IL 16 GIUGNO ALLA CASSA. I COMUNI POSSONO MANTENERE LE MAGGIORAZIONI**

(La Repubblica)

Esordio il 16 giugno per la “nuova Imu”, dopo l’abolizione della Tasi. Non c’è però alcuno sconto perché l’aliquota di base è stata aumentata di un punto proprio per assorbire l’imposta cancellata, e in più per quest’anno i Comuni potranno mantenere tutte le maggiorazioni del passato, e la rata di acconto deve risultare esattamente pari alla metà di quanto pagato, nel 2019, sommando Imu e Tasi.

A causa della crisi del turismo dovuta al lockdown, in compenso, non dovranno versare l’acconto i proprietari di appartamenti destinati ad affitti brevi e stagionali.

**Prima casa sempre esente**

Per l’applicazione dell’imposta sono comunque confermate tutte le regole del passato: sempre esente la prima casa, vale a dire l’immobile nel quale il proprietario abita ed è anagraficamente residente. Non conta il numero delle case possedute ma solo il rispetto dell’uso diretto. Quindi chi ha comprato una casa con le agevolazioni prima casa deve comunque pagare l’imposta fintanto che non ci va ad abitare.

**Altre case che non pagano**

Sono assimilate a prima casa, e quindi esenti, anche le abitazioni del personale delle Forze armate anche se non residenti, gli appartamenti degli anziani trasferiti in casa di cura, purché non dati in locazione. Sono poi equiparate a prima casa le case assegnate dal giudice all’ex coniuge o al genitore affidatario, per cui il proprietario, anche se non ci abita, non deve versare l’imposta.

**Sconti per comodato e locazioni agevolate**

In vigore anche la riduzione del 50% per le case in comodato a genitori e figli, e quella del 25% per le case date in locazione a canone concordato. In tutti i casi chi è tenuto a pagare per fare il calcolo deve considerare solo la quota di Tasi versata come proprietario e non l’importo eventualmente dovuto dall’inquilino.

**Via l’acconto per le case vacanze**

Grazie al Decreto Rilancio, invece, non dovranno versare la rata di acconto i proprietari di case vacanze, b&b, appartamenti destinati alle locazioni stagionali o agli affitti brevi. Insieme allo stop alla rata per le strutture turistiche, infatti, il governo ha deciso di venire incontro anche ai privati che gestiscono queste strutture. Unico vincolo che sia il proprietario ad occuparsi direttamente dell’appartamento. Stessa esenzione anche per chi gestisce campeggi.

**Rinvio per chi ha comprato quest’anno**

Anche la nuova Imu è dovuta per anni solari in ragione dei mesi di possesso, considerando per intero il mese nel quale il possesso si è protratto per almeno 15 giorni. Però, come si legge in una nota del Ministero dell’economia, chi ha comprato casa nel 2020 può evitare la prima rata e versare direttamente tutto a saldo.

**Case ereditate**

Lo stesso principio si applica a chi in questi mesi è diventato proprietario di una casa per eredità. Nulla è dovuto in quanto l’anno scorso la casa non si possedeva. A proposito di case ereditate, comunque, val la pena di ricordare che quando si tratta della ex casa di famiglia abitata dal coniuge superstite l’Imu non è mai dovuta.

In questo caso, infatti, è previsto il diritto di abitazione sull’immobile, a prescindere dal fatto che ci siano anche altri eredi. Quindi l’ex coniuge non paga in quanto proprietario residente, e gli altri eredi sono equiparati ai nudi proprietari per cui non debbono versare nulla.

Roma, 7 giugno 2020

Recovery Fund da Massimo Marnetto

7 giugno 2020

Volete i soldi dall’Europa? Ve li diamo, ma programmate riforme per spenderli bene e non chiederli di nuovo.

In sintesi, è questa la formula con cui si è trovato un compromesso sul Recovery Fund, per far arrivare molti euro-miliardi all’Italia. Ma non saranno soldi “facili”, visto che verranno concessi a fronte di un serio piano di riforme strutturali, che la UE vuole  verificare man mano che si realizzeranno, pronta a bloccare l’erogazione delle rate successive, se ravvisa ritardi nelle scadenze precedenti.

 

Per me, queste “condizionalità” valgono più dei soldi.

 

Perché solo sotto una forte motivazione economica esogena, la nostra politica domestica potrà uscire dalla mentalità dell’emergenza con cui ha operato per decenni e approdare a disegni più lungimiranti di trasformazione sociale. Detto meglio, più forte delle lobby nazionali avvinghiate alle rendite da immobilismo, c’è solo l’enorme pressione straordinaria dell’Europa. Che pretende maggiore efficienza delle istituzioni (giustizia veloce, lotta all’evasione, riduzione dell’uso di combustibili fossili, ecc.). Così, anche i politici più riluttanti per l’impopolarità dei cambiamenti senza effetti immediati, potranno schermarsi dietro alla “severità” europea e non pagare il calo di consenso. Che ha sempre punito chi si allontanava dalla perversa aspettativa del poco-maledetto-e-subito (taglio tasse, condoni, rottamazioni, ecc.).

 

Massimo Marnetto

5 giugno 2020 Associazioni e Comitati chiedono la definizione condivisa delle prescrizioni di tutela del vincolo del centro storico di Roma

6 giugno 2020

COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA SUL VINCOLO DEL CENTRO STORICO DI ROMA
5 giugno 2020
Associazioni e Comitati chiedono con forza a Franceschini e Zingaretti la definizione condivisa delle prescrizioni di tutela del vincolo del centro storico di Roma
Da 12 anni il centro storico di Roma, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO fin dal 1980, è stato sottoposto a vincolo paesaggistico senza però che, tanto il MIBACT quanto la Regione, d’intesa con il Comune di Roma, abbiano voluto dettare in tutto questo arco di tempo delle specifiche prescrizioni di tutela.
Il MIBACT in particolare ha rimandato per ben tre volte la tutela del vincolo del centro storico di Roma: lo ha fatto nel 2007 all’atto della adozione del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), lo ha ribadito nel 2015 in sede di controdeduzioni alle osservazioni presentate al PTPR.
Lo ha ora riconfermato a febbraio di quest’anno quando ha preteso che la Regione sostituisse le norme approvate dal Consiglio Regionale con deliberazione n. 5 del 2 agosto 2019 con quelle condivise con gli uffici in un documento sottoscritto il 19 dicembre 2019: la Giunta Regionale ne ha dovuto fare oggetto della proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 17 febbraio 2020, che deve ancora essere messa all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Regionale.
Per il vincolo del centro storico di Roma secondo il MIBACT «l’applicazione di specifiche prescrizioni di tutela da definirsi, in relazione alla particolarità del sito, congiuntamente da Regione e Ministero, decorre dalla loro individuazione con le relative forme di pubblicità.»
Il MIBACT rimanda a chissà quando la definizione di specifiche prescrizioni di tutela del vincolo del Centro storico di Roma, in contrasto con quanto ha sancito al riguardo la sentenza del TAR del Lazio n. 57957 del 29 maggio 2020, secondo cui «Risulta pertanto inammissibile che la Regione, che dovrebbe con il proprio PTPR prevedere un elevato grado di tutela di tali beni, ritenuti di interesse “assolutamente eccezionale” dal Ministero che ne ha promosso l’inserimento nella lista UNESCO (e riconosciuti come tali dal Comitato Intergovernativo con la dichiarazione di “patrimonio dell’Umanità”), possa con una previsione come quella dell’art. 43 co. 15 lasciarli del tutto privi di protezione – in contrasto con gli impegni assunti dallo Stato Italiano in base alla
Convenzione Unesco – procrastinandone e condizionandone la tutela al momento dell’adozione di un “piano di gestione” che ha oggetto e finalità diverse rispetto al piano paesistico nell’ordinamento interno».
In sede di approvazione della suddetta proposta della Giunta Regionale, che sarebbe inemendabile in considerazione anche del ricorso presentato dal Governo alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione, può però essere presentato a nome della Giunta un emendamento che vada a sostituire il testo dell’ennesimo rimando con la definizione, condivisa a monte con il MIBACT, delle definitive prescrizioni di tutela del vincolo del centro storico di Roma.
Le associazioni e comitati in calce chiedono quindi con forza a MIBACT e Regione Lazio di non lasciare ancora senza prescrizioni di tutela il vincolo del centro storico di Roma: lo fanno con una lettera aperta trasmessa al ministro Dario Franceschini ed al governatore Nicola Zingaretti, che si allega, con cui chiedono di estendere la tutela anche alla città storica di Roma, così come individuata dal vigente Piano Regolatore Generale, dai tessuti di origine medievale (T1) ai tessuti di espansione novecentesca (T8).
ADESIONI – Associazione “Amici dell’Inviolata” onlus, Associazione “Aspettare stanca”, Associazione Diritti dei pedoni di Roma e del Lazio, associazione “Gruppo dì’Intervento Giuridico”, associazione “La Vigna”, Associazione Residenti Campo Marzio, associazione “Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio”, associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS), Associazione “Viviamo Vitinia” Onlus, Centro d’Iniziativa per la Legalità Democratica (CILD), Cittadinanzattiva Lazio, Comitato “Abitanti Rione Monti”, Comitato di Quartiere “Osteria del Curato, Comitato Mura Latine APS, Comitato per il Progetto Urbano San Lorenzo e la Salvaguardia del Territorio, Comitato Piazza Caprera, Comitato Salvaguardia Grottaperfetta, Comitato “Salviamo i Pini di Corso Trieste”, Comitato Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt, Comitato Verde Ferratella ODV, Consulta Ambiente e Territorio Sardegna.
Per informazioni: Dott. Arch. Rodolfo Bosi (3339797338)