Archive for ottobre 2019

“Il Cile s’è svegliato!”

26 ottobre 2019

“Il Cile s’è svegliato!”: a Piazza del Popolo è questo il grido dei cileni e degli italiani solidali, per manifestare contro la sanguinosa repressione del Governo Pinera. Ci sono bandiere cilene insieme a quella dell’antico popolo dei Mapuche. “Che vuol dire – mi spiega una ragazza che la indossa sulle spalle – “Popolo della Terra”. Sulla scalinata dell’obelisco c’è un gruppo che suona musica andina di lotta popolare, con chitarre e flauto di pan. Il sole è quasi estivo e scintilla nelle bolle di sapone che un giocoliere lancia in aria. “Stringo forte la mano – canta il cileno con codino che guida il gruppo, mentre una signora mi traduce  – e affonda l’aratro nella terra. Sono anni che la lavoro e mi sento sfinito” C’è il lenzuolo con scritto “El pueblo unido!”. Parla un studente per portare i saluti dei suoi compagni e lancia il presidio per giovedì davanti all’ambasciata cilena “Noi siamo vicini agli studenti cileni – scandisce nel microfono scadente – che vengono selvaggiamente bastonati e anche ammazzati. Sì, perché in Cile si è tornati a morire di polizia!” Tutti alzano pentole e cucchiai e battono all’impazzata mentre parte corale la canzone del “Comandante Che Guevara!”,  Parla anche il vignettista Vauro, un sindacalista, un anziano esule: “Noi che siamo partiti ai tempi di Pinochet – dice mentre la piazza si ferma – non pensavamo che dopo tanti anni si potesse tornare a quel terrore”. Arriva un messaggio in italiano da Sepulveda. “Hanno privatizzato l’acqua – si sente a stento dallo smartphone attaccato al microfono – la sanità, le scuole… lottiamo per stipendi umani, per la nostra dignità…grazie italiani, perché non ci avete mai abbandonato”. Riparte il pentolame di gioia. Riprende la musica con “El pueblo unido” Le donne si legano i capelli dal caldo. Intanto vedo che c’è molta più gente di quando sono arrivato. Mentre me ne vado, leggo un cartello alzato da una ragazza dai bei tratti andini “Ci avete tolto tutto… Anche la paura!”

Massimo Marnetto

22 ottobre- Anniversario della morte di Salvatore Morelli

23 ottobre 2019

Ieri 22 ottobre anniversario della morte nel 1888 a 56 anni di Savatore Morelli un patriota repubblicano fautore dei diritti delle donne.Salvatore Morelli, il patriota difensore delle donne

Roma- mostra “Impressionisti segreti” nel seicentesco Palazzo Bonaparte

13 ottobre 2019

Da Massimo Marnetto

Sono andato a vedere la mostra “Impressionisti segreti” nel seicentesco Palazzo Bonaparte, da poco aperto al pubblico, come nuovo spazio culturale romano, dopo essere stato nell’ 800 la dimora della madre di Napoleone. Vedere i quadri della prima insubordinazione artistica alle rigide regole dell’accademia è sempre un piacere. Soprattutto quando si tratta per la maggior parte di opere di privati, che non vengono esposte con frequenza. Ma ad incuriosirmi era soprattutto la visita della dimora – sempre chiusa – dove alloggiava Maria Letizia Ramolino, quando il figlio cadde in disgrazia e le venne impedito di seguirlo nell’esilio.

Donna Letizia – ottenuta la protezione del pontefice – visse in modo molto ritirato. Usciva poco e ancora meno si mostrava al mordace popolino romano (il Belli ne fa un ritratto impietosamente caustico). Emblematico in questo senso il suo balconcino posto all’angolo  di Via del Corso, con Piazza Venezia, che la nobildonna fece schermare da tetto e persiane, per poter vedere senza essere vista. Entrare in quel piccolo bunker domestico – detto il “bussolotto” dal popolo – mi ha fatto impressione.

Non solo per l’emozione di una delle vedute più belle dell’Altare della Patria e della piazza sottostante, ma per il pensiero che mi è venuto di questa donna, madre per anni dell’uomo più potente d’Europa, che alla fine si infligge una semiclausura, pur di sfuggire alla compassione per la caduta così disastrosa della sua famiglia. Una traiettoria discendente resa bene dalla gigantesca copia in gesso della statua di Napoleone nella posa di Marte pacificatore scolpita dal Canova che domina l’ingresso e da quel “bussolotto” posto a poche sale di distanza, dove immagino una donna sola con i suoi pensieri custoditi nel suo orgoglioso pudore.