Un commento sulla vertenza tra la Sindaca di Amsterdam e il padrone delle vetrine. 

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Femke Anselma, Sindaca di Amsterdam vuole intervenire nel “chilometro quadrato della miseria” (è cosi chiamato il lungocanale a luci rosse). Ha infatti rilevato che la stessa legge che regolamenta la prostituzione viene sistematicamente violata dal maggiore imprenditore del “settore” Masten Stavast (l’azienda si chiama Agapi). La sua attività e le sue vetrine vengono reclamizzate, in ambito turistico, come inviti a “dare una pacca sulla spalla” alle ragazze esposte nelle vetrine stesse. Questo perché i papponi in Olanda non devono apparire come tali. La Sindaca, che si pone problemi amministrativi e non morali, inoltre osserva che la prostituzione irregolare è esponenzialmente aumentata proprio grazie al quartiere, dove Stavast non accetta interferenze. Sempre Anselma denuncia che, nelle vetrine, le ragazze sono esposte ad ogni tipo di aggressione verbale e insulto. Anche questo pur blando tentativo di difesa delle donne non viene ritenuto accettabile dallo sfruttatore legale Stavast, che ha armato un’alleanza con un’associazione di “sex workers” la cui presidente non è per altro identificabile. La presidente (?) infatti mantiene l’anonimato a riprova non solo dell’inconsistenza rappresentativa della così detta associazione, ma anche del fatto che lo stigma che colpisce le prostitute è indipendente dalla loro posizione legale. Altrimenti perché adottare uno pseudonimo, come invece fa “Felicia Anna”? 
La sindaca, come sua competenza, può solo spostare altrove le attività del quartiere, per facilitare i controlli sull’età e il trattamento delle donne: ma lo sfruttatore legale batte i pugni sul tavolo per dimostrare chi effettivamente stabilisce le regole.

L’Olanda è parte dell’Unione Europea, ma i suoi governi continuano a rimanere indifferenti alle risoluzioni che riconoscono la prostituzione è violenza maschile contro le donne.

Stefania Cantatore UDI Napoli

 

Napoli 31 Luglio 2019

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