Archive for marzo 2017

Apertura straordinaria domenicale dell’Area Archeologica di Portonacccio a Veio

29 marzo 2017

Domenica 2 aprile ci sarà l’apertura straordinaria domenicale dell’Area Archeologica di Portonaccio a Veio (ore 08.00-14.00) a cura dell’Ente Regionale Parco di Veio e una visita guidata alla Tomba dei Leoni Ruggenti.
L’Associazione “Valorizziamo Veio” si occuperà di accompagnare gli escursionisti alla Tomba dei Leoni Ruggenti e sarà guidata dall’archeologo Fabrizio Vistoli. La Tomba, che dista dall’Area Archeologica di Portonaccio di circa 25 minuti, è stata scoperta nel 2006 ed è la più antica tomba dipinta rinvenuta in Etruria (700 – 690 a. C.).

L’ingresso all’Area Archeologica di Portonaccio è gratuito, mentre per la visita alla Tomba dei Leoni Ruggenti è previsto un contributo di 5 €.

Programma:
• Ore 10.00: ritrovo presso l’area del Santuario di Portonaccio per espletare pratiche burocratiche (biglietto e iscrizione) con breve introduzione;
• Ore 10.30: partenza e sosta sul pianoro veiente con spiegazione storica ed ambientale dei luoghi
• Ore 11.15: visita guidata alla Tomba dei Leoni Ruggenti
• Ore 12.30: rientro e possibilità di visitare l’area archeologica del Santuario di Portonaccio
Cosa portare: scarpe da trekking, giacca a vento, ombrello tascabile, abbigliamento da escursionismo, zaino comodo e borraccia.

Per motivi organizzati è gradita la prenotazione. scrivere una mail a: valorizziamoveio@gmail.com

I partecipanti garantiscono la loro idoneità a partecipare alla passeggiata ed esonera da responsabilità l’associazione e/o l’accompagnatore e/o il capogita in caso di incidenti.

In allegato la locandina dell’evento e per altre informazioni o approfndimenti http://www.valorizziamoveio.eu.

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Doppio cognome: un Tavolo tecnico per gli effetti immediati e l’attuazione della sentenza della Consulta n. 286/2016

7 marzo 2017

COMUNICATO STAMPA della Rete per la Parità
Associazione di promozione sociale per la Parità uomo-donna secondo la Costituzione Italiana comunicato 7 marzo 1

La Rete per la Parità continua, anche attraverso le associazioni aderenti, nel suo impegno per far conoscere e rispettare gli effetti immediati e quelli rinviati a una futura legge della sentenza della Corte costituzionale 286/2016.
Ieri (6 marzo) l’associazione, con una lettera al Presidente del Consiglio, alla Ministra per i Rapporti con il Parlamento e alla Sottosegretaria con delega alle Pari Opportunità, ha chiesto un tavolo tecnico con la partecipazione, anche attraverso propri delegati, dei Ministri dell’interno, della Giustizia, per gli Affari esteri, del MIUR, per gli Affari regionali con delega in materia di politiche per la famiglia, per i Rapporti con il Parlamento, nonché della Sottosegretaria di recente delegata alle Pari Opportunità e della Garante per l’infanzia e l’adolescenza, che assicuri la corretta e tempestiva applicazione della sentenza in merito al diritto ora riconosciuto ai genitori che di comune accordo chiedono per il nuovo nato il doppio cognome e sulle questioni che la Corte ha rinviato al legislatore predisponga un testo normativo (preferibilmente un decreto legge) senza rinvii a successivi provvedimenti, in considerazione della “indifferibilità” dell’intervento legislativo.
“A oltre due mesi dalla data di pubblicazione della sentenza,- dichiara la presidente della Rete per la Parità Rosanna Oliva de Conciliis (il secondo cognome è quello della madre, da lei aggiunto sui social dall’otto novembre, data della decisione della Corte)- continuano a comparire informazioni inesatte e soltanto pochi Comuni hanno aggiornato le procedure delle dichiarazioni di nascita per far conoscere e rendere effettivo il diritto ora riconosciuto ai genitori che di comune accordo intendono attribuire al nuovo nato entrambi i loro cognomi. Nulla risulta sul doppio cognome nel caso di genitori adottivi. Inoltre sugli aspetti che richiedono un intervento normativo è evidentemente superato il testo approvato alla Camera nel 2014, all’esame della Commissione Giustizia del Senato, che perpetua discriminazioni e stereotipi che formalmente dichiara di voler abbattere, non tutela prioritariamente il diritto del figlio all’identità, non scioglie le questioni tecniche e rinvia l’effettiva applicazione ad un successivo regolamento, da emanare entro un anno.”
“ Non è questo il modo-conclude Rosanna Oliva de Conciliis, di assicurare ai genitori i diritti direttamente riconosciuti dalla sentenza e di dare seguito al monito della Corte, che dichiara indifferibile l’intervento del legislatore. L’Associazione ritiene che la parità tra i genitori e il rispetto all’identità attraverso il nome, costituzionalmente tutelati, debbano trovare immediata, puntuale e completa applicazione, non solo per rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono l’uguaglianza donna-uomo, compito attribuito alla Repubblica dal secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione, ma anche perché questi ostacoli costituiscono l’humus culturale per dolorosi fenomeni come quello della violenza contro le donne, che vanno estirpati anche mediante azioni della scuola.”
Roma, 7 marzo 2017

Femminicidio in Sardegna, caso sconvolgente, interventi ancora insufficienti

3 marzo 2017

Sentenza corte Strasburgo indica strada all’Italia

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