Archive for marzo 2016

Lettera aperta al candidato sindaco di Roma per il Partito Democratico

31 marzo 2016

Nel PD la democrazia paritaria interna è una caratteristica sempre meno presente, come dimostrato anche dalle ultime primarie a Roma che hanno visto candidati tutti uomini (se si esclude la candidatura presentata da un padre allo scopo di richiamare l’attenzione sulle persone affette da autismo).

Nonostante tutto cominciamo da Roberto Giachetti per chiedere impegni per la democrazia paritaria  ai candidati e alle candidate per il Comune di Roma.

Rappresentanza politica

La partecipazione delle donne al governo di Roma non può prescindere da una piena ed effettiva parità: 50 e 50 nella giunta e nei diversi organismi di competenza comunale valorizzando le tante competenze femminili al servizio dell’amministrazione della città.

 

Le liste che lo appoggeranno per il consiglio comunale e i consigli dei 15 Municipi  avranno solo donne capolista?

Nel caso di una sua vittoria, ci sarà una vicesindaca?

Nel suo progetto di governo di Roma pensa di realizzare una reale democrazia paritaria e come pensa di farlo?

 

  1. Ovviamente una piena partecipazione delle donne alla politica della città significa possibilità di contare e di decidere, ponendo istanze, punti di vista, soluzioni diverse da una politica prevalentemente maschile. Per far questo non sono sufficienti incarichi di facciata ma servono nomine ad assessorati “di peso.

 

Cosa ne pensa? Quali sono le sue proposte in tal senso? 

 

  1. Riteniamo utile un assessorato alle pari opportunità, anche per dare un segnale della centralità delle politiche di genere.

 

Lo ritiene fattibile?

 

  1. Le politiche economiche hanno un impatto diverso su uomini e donne: il bilancio è uno strumento potente per realizzare pari opportunità.

 

Pensa di potersi impegnare sull’introduzione del bilancio di genere al Comune di Roma?

 

  1. 50 e 50 non è solo quantità (numeri di donne presenti nei luoghi decisionali) ma anche qualità: per donne e uomini. E soprattutto trasparenza nelle nomine valorizzando le competenze.

 

Che ne pensa di effettuare le scelte sulla base di esperienze e competenze documentate, quindi del curriculum?

 

Rappresentazione delle donne nei media

 

  1. La pubblicità e, in particolare la cartellonistica stradale, è la forma più dannosa e invasiva di sessismo nella comunicazione. E’ necessario regolamentare le affissioni senza timore di perdere gli introiti della pubblicità.

 

Ha intenzione di impegnarsi in questo senso?

 

Il linguaggio sessuato 

 

  1. L’uso del linguaggio declinato al maschile è utilizzato sempre quale neutro, quindi usiamo il maschile per indicare uomini e donne. Ciò significa non riconoscere le differenze e le identità. Chiediamo l’attenzione al linguaggio sessuato, a partire da quello  istituzionale, utilizzando correttamente il maschile e il femminile per indicare le cariche e nei documenti ufficiali.

 

Ritiene di potersi impegnare in tal senso?

 

Comunità immigrate

 

  1. E’ importante includere le donne come interlocutori attivi, chiamate anche alle decisioni.

Gli interlocutori e/o i gestori degli spazi non possono essere solo i religiosi, che sono tutti uomini. Le donne devono essere rappresentate in modo paritario o almeno sensibile.

 

Si potrebbe ipotizzare una riedizione dei consiglieri aggiunti in Comune e nei Municipi?

La Città metropolitana

  1. Il sindaco di Roma è anche il presidente della Città metropolitana, un organismo non eletto direttamente, ma non per questo da trascurare, con competenze che influiscono in maniera importante sulla gestione della città.

Pensa di riportare anche in questo suo secondo e altrettanto importante ruolo, gli impegni quando compatibili, che assume come candidato sindaco per la democrazia paritaria?

Aspettare stanca e Donne in Quota

 

Roma, 31 marzo 2016

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PASQUA NEI MUSEI CIVICI: APERTURA STRAORDINARIA SERALE E A PASQUETTA

23 marzo 2016
  Roma: Pasqua e Pasquetta in città
Iniziative di musica, arte, eventi, attività didattiche con la collaborazione della Casa del Jazz, del Conservatorio di Santa Cecilia, dell’Azienda Romana Mercati – Camera di Commercio di Roma, delle Ambasciate Argentina, d’Israele, del Brasile e Spagnola in Italia: questa l’offerta dei musei civici per il periodo delle feste pasquali dal 24 al 28 marzo. Per cinque giorni i musei sono aperti anche la sera in occasione di alcune iniziative speciali come concerti e visite al patrimonio artistico, proposte al prezzo altrettanto speciale di 1 euro. I Musei Civici, quindi, sono aperti e visitabili non solo il giorno di Pasqua, ma anche lunedi 28 marzo. L’accesso è gratuito, come di consueto, ai piccoli musei: Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo delle Mura, Museo Carlo Bilotti, Museo Pietro Canonica, Museo Napoleonico, Museo della Repu bblica Romana e della Memoria Garibaldina, Villa di Massenzio, e, previa prenotazione allo 060608, presso il Museo di Casal De’ Pazzi. Ingresso gratuito anche all’evento di cultura gastronomica “Il Pane dell’Accoglienza di Roma incontra gli Orii del Lazio”, che si tiene venerdì 25 marzo alle 18 nel foyer del Museo dell’Ara Pacis. L’appuntamento con degustazione è dedicato agli oli premiati nella XXIII edizione del Concorso Regionale Orii del Lazio.Sempre al Museo dell’Ara Pacis, la mostra Toulouse-Lautrec è straordinariamente aperta in orario serale da venerdì 25 a lunedì 28 marzo, dalle 19.30 alle 23 con biglietto ordinario.

Ingresso fino ad esaurimento posti disponibili

“Sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce,
saltatori di ostacoli, corrieri a ogni costo, 
atleti della parola pace (Erri De Luca)”

Resistenze all’uso generalizzato di un linguaggio non sessista

6 marzo 2016

 

Aumenta l’uso di termini al femminile e l’abbandono del neutro maschile (che in italiano non esiste).
Eppure ci sono ancora tante resistenze all’uso generalizzato di un linguaggio non sessista.
Non ce lo spieghiamo, anche perché non si tratta di grandi cambiamenti, né di appesantire troppo i testi.

Da Alma Mater Studiorum-Università di Bologna Dipartimento di Filosofia e Comunicazione Corso di Laurea in Filosofia Anno Accademico 2014/15, pagina 36
LABORATORIO DI FILOSOFIA NORME DI REDAZIONE DEL SAGGIO FINALEAlma MaterNORME DI REDAZIONE

“7.2 Uso del linguaggio di genere
Per ‘linguaggio di genere’ si intende l’uso «del genere naturale [ingl. gender] di alcuni nomi, cioè del genere che distingue effettivamente gli appartenenti ai due sessi (e non il genere grammaticale, che convenzionalmente possiedono tutti i nomi, anche quelli che designano oggetti inanimati» (BELTRAMO/NESCI 2011, p. 981). A questo proposito, è raccomandabile un uso del linguaggio di genere (e in particolare di elementi morfologici come le desinenze maschili e femminili) che non discrimini le persone di sesso femminile privilegiando il genere maschile e tramandando tutta una serie di pregiudizi negativi nei confronti delle donne. Lo scopo è quello di evitare il «sessismo linguistico» e di fare un uso della lingua rispettoso di entrambi i generi.
Semplificando una materia certamente complessa, si possono dare almeno le seguenti indicazioni:
(a) Non usate ‘l’uomo’ se volete riferirvi a uomini e donne. Tra l’altro, in filosofia, si tratta spesso di una cattiva traduzione del greco ánthropos, del latino homo o del tedesco Mensch, che invece sono termini inclusivi (e distinti quindi da anér, vir e Mann). In alternativa, ‘l’essere umano’ o ‘l’individuo’, ‘la persona’, ‘le persone’ o appunto ‘gli uomini e le donne’ o ‘le donne e gli uomini’ vanno bene in quasi ogni contesto.
(b) Non usate l’articolo per i nomi propri femminili: non ‘la Arendt’, ma ‘Hannah Arendt’ o ‘Arendt’.

N.B. Quest’uso dell’articolo determinativo davanti ai nomi propri femminili è un errore non solo per quanto riguarda il linguaggio di genere naturale, ma anche per quello di genere grammaticale: infatti la grammatica della lingua italiana vieta come localismo linguistico, cioè come pratica comune locale della lingua parlata, l’uso dell’articolo determinativo davanti ai nomi propri di persona in generale, sia maschili sia femminili;
(c) Usate per quanto possibile il femminile per nomi di professioni e ruoli, laddove previsto dalla lingua: per es. ‘la professoressa’, ‘la scienziata’, ‘la dottoressa’, ecc.”
Commento di Aspettare stanca :
A volte basta usare entrambi gli articoli separati da / e sostituire la finale del sostantivo con un asterisco o la chiocciola. Esempio le/i bambin* . (solo due caratteri in più)
Oltre alle disposizioni dell’Unione Europea, gli esempi virtuosi come quello dell’italiano nei mass media svizzeri, gli approfondimenti delle linguiste che seguono il tema anche su FACEBOOK e le precisazioni dell’Accademia della Crusca, ricordiamo che la Carta europea della parità e dell’uguaglianza delle donne e degli uomini nella vita locale si occupa anche del linguaggio.
Vedi
https://aspettarestanca.wordpress.com/2013/02/04/per-saperne-di-piu-sulla-carta-europea-della-parita-e-delluguaglianza-delle-donne-e-degli-uomini-nella-vita-locale/