Rimpasto di Governo da completare: per ora le donne diminuiscono e niente delega per le P. O.

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Lettera aperta
Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi,
e p.c.
alle Ministre,
alle Parlamentari e ai Parlamentari
Rimpasto di Governo da completare: per ora le donne diminuiscono e niente delega per le P. O.

L’attenzione dedicata, nel discorso di Capodanno, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla situazione delle donne in Italia e alla stretta connessione tra le problematiche che a oggi investono la realtà femminile e i ben noti problemi sociali ed economici del Paese, induceva a non perdere ogni speranza di avere una Ministra per le Pari Opportunità.
Invece, anche dopo il recente rimpasto, non solo manca la Ministra alle Pari Opportunità, ma neppure è stata conferita a una delle Ministre la delega anche alle P.O
L’intervento risulta doveroso anche per la mancata sostituzione della Consigliera alle P.O. del Presidente del Consiglio, dimessasi, e per la mancata sostituzione del Capo Dipartimento alle P.O..
Non sono più tollerabili ritardi, dopo che, come annunciato dal NCD, sarà conferita al neo Ministro agli Affari Regionali la delega alla Famiglia.
Inoltre, se guardiamo ai numeri, è ormai definitivo l’addio al Governo 50&50, avviato con le dimissioni un anno fa della Ministra agli Affari regionali e, successivamente l’importante Dicastero degli Affari Esteri assegnato ad un uomo.
Ora i ministri sono di nuovo 16, ma solo 6 le donne.
Per non parlare delle viceministre e delle sottosegretarie, alle quali già nella prima composizione non era stato riconosciuto il 50&50,
Chiediamo che la delega alle P.O. sia assegnata a una delle Ministre.
In caso contrario si dovrà prendere atto di uno spostamento dell’attenzione, in via pressoché esclusiva, sul tema della famiglia, il quale storicamente travalica e oscura la questione della parità di genere. Anni fa fu avviata un’indagine sull’assetto governativo e il lessico dei politici in vari Stati e ne emergeva con grande evidenza che nei Paesi dove l’interesse si rivolge essenzialmente alla difesa del nucleo familiare, i diritti delle donne sono trascurati e le donne sono oppresse.
La sottorappresentanza e il “silenzio-assenza” – non penalizzano soltanto le donne, perché il conseguimento della parità effettiva, dell’uguaglianza nei blocchi di partenza e la messa a frutto delle potenzialità delle donne è a vantaggio del Paese.
Non considerare nei fatti i diritti di alcune/i non significa soltanto negare un’istanza di giustizia che trova riscontro sul fronte legislativo e esterno già a partire dai principi fissati dal legislatore costituente, fino ad arrivare agli obbiettivi di quello europeo, ma ricusa un’opportunità di miglioramento economico e un’esperienza di crescita professionale, collettiva e personale, che investe gli interessi di tutti. Di donne e uomini, di cittadine e cittadini: in sostanza del Paese.
Il Presidente del Consiglio tenga anche a mente gli obiettivi di crescita che ci sono imposti dall’Agenda della Commissione europea per il 2020 e che considerano la parità un traino per l’incremento dell’occupazione fino a una soglia minima del 75% e per la ripartenza economica entro il perimetro europeo.
Roma, 3 febbraio 2016

Aspettare stanca
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NB Le altre firme saranno inserite in ordine alfabetico

Riferimenti:
info@aspettarestanca.it
d.martini@donneinquota.org

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