Parità di genere nel linguaggio. E’ ancora possibile iscriversi.

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Un breve corso online, gratuito e aperto a tutti, di Università Cà Foscari per imparare perché e come dire ministra

Più che un buon proposito, un’azione concreta con cui dare avvio al nuovo anno. Con poche ore di lezione svolte a casa l’università Ca’ Foscari insegna gratuitamente perché e come usare il linguaggio di genere, svolgendo un importante ruolo di formazione continua finalizzata al progresso sociale. L’università (docente è la linguista Giuliana Giusti), spiega il rapporto tra identità di genere e lingua italiana e come passare dalla teoria alla pratica per ‘dire donna senza danno’. Non sono più dunque solo le femministe ad invocare la parità di linguaggio spiegando il nesso indissolubile tra violenza verbale, che nega il femminile nei ruoli di potere, e la violenza psicologica e fisica nei confronti delle donne. E non bastano più nemmeno le inequivocabili indicazioni date dall’Accademia della Crusca, depositaria della lingua italiana, la parità nel linguaggio amministrativo introdotta a macchia di leopardo da qualche ente illuminato o i corsi promossi dall’Ordine nazionale dei Giornalisti per insegnare ai propri iscritti a scrivere ministra o sindaca: ora c’è un ente di formazione permanente qualificato che svolge un importante ruolo sociale e diffonde queste conoscenze basilari sulla parità del linguaggio tra la popolazione. Il primo corso, che si è tenuto in autunno, ha raggiunto quota 1137 partecipanti (in maggior numero donne, ma non solo). Un successo tale da spingere Ca’ Foscari a far partire subito una nuova sessione, che ha già raggiunto circa 600 partecipanti ma è ancora aperta, per far fronte a tutte le richieste. Può accedervi chiunque: nella prima edizione c’erano moltissime docenti di ogni grado, funzionarie di enti, operatrici di associazioni di volontariato e di centri antiviolenza, coloro che si occupano di comunicazione ma anche persone a titolo personale, tutte interessate a capire quale meccanismo si sia inceppato nella lingua italiana, perché si possa dire operaia e non avvocata, nonostante siano trascorsi quasi trent’anni dalle ‘Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana’ scritte per il Governo dalla linguista Alma Sabatini, ancora oggi presenti sul sito del Ministero delle Pari Opportunità senza però aver mai trovato applicazione. Mancando un’azione legislativa, il lavoro di rimettere in pari i binari del maschile e del femminile per evitare i continui deragliamenti di matrice patriarcale della lingua italiana deve necessariamente partire da tutti noi, sotto la guida dell’ Accademia della Crusca, col supporto degli ordini professionali e con l’accessibilità formativa garantita a tutti dall’Università Ca’ Foscari. Il corso, gratuito, è articolato in cinque unità didattiche con video lezioni online e test conclusivo di 10 domande a risposta multipla. Basta registrarsi sulla piattaforma dedicata all’e-learning http://ok.unive.it/ per mettersi alla prova (nei giorni e orari più comodi) e confrontarsi con gli altri iscritti nel forum; il corso analizza questioni pratiche di grammatica di genere ma tratta anche degli aspetti sociali del linguaggio e di toponomastica femminile, rilasciando un attestato finale.
presentazione del corso.https://www.youtube.com/watch?v=Y5uK4jCZkiU&feature=youtu.be

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