Legge di stabilità, percorsi nei Pronto soccorso delle vittime di violenza: dalle proteste alla proposta.

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Sento la necessità di far conoscere la mia opinione e di aggiungere una proposta a proposito della polemica aperta dai centri Antiviolenza della rete “Di.Re” e da altre associazioni – che sottoscrivono a nome di tutte le aderenti anche se molte di loro sono di diverso avviso – contro l’emendamento Giuliani presentato per estendere a tutte le strutture di Pronto soccorso la procedura del cosiddetto “Codice Rosa”, già attuata con successo in molte località.

Seguo da tempo l’iniziativa del Codice rosa bianca, detto Codice Rosa (non allude al colore), in Toscana.
Ho conosciuto la dr.ssa Vittoria Doretti, socia SOROPTIMIST e ho potuto personalmente apprezzarne le doti professionali e umane.
Dopo la sperimentazione nella ASL di Grosseto, dove la dottoressa Doretti lavora, il Codice Rosa si è diffuso, grazie al SOROPTIMIST, in molte Regioni. I Centri antiviolenza e le case rifugio sono coinvolti.
Non sono stati necessari, né si prevedono nell’emendamento, appositi stanziamenti, ma nuove modalità operative e di presa in carico.
La forte opposizione all’inserimento nella legge di stabilità di un emendamento al riguardo è frutto di cattiva informazione, causata anche dal mancato coinvolgimento, prima della presentazione dell’emendamento, delle associazioni da anni impegnate in prima linea contro la violenza sulle donne.

Avrei firmato anch’io l’appello diffuso sul WEB se quanto riferiva fosse stato vero.

Sarebbe però bastato cercare su INTERNET per rendersi conto di quanti Pronto Soccorso già adottino nel pieno rispetto dei diritti delle donne, il Codice Rosa.

Le reazioni contro l’emendamento hanno portato ad una nuova formulazione e c’è da sperare che, nonostante i tempi accelerati con cui procede l’esame dell’intera legge di stabilità, rientrino anche le ferme opposizioni di alcune parlamentari. Alleghiamo entrambe le versioni.testi emendamenti Giuliani del 06 nov e del

E passo alla proposta, per invitare le tante associazioni e sigle sindacali che in questi giorni hanno manifestato il loro dissenso contro l’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, a lavorare insieme con tutte e tutti, persone, organismi, associazioni, contro la vera emergenza: in Italia viene ucciso il 40% delle donne che chiede aiuto.

Lo denuncia la dottoressa Vittoria Doretti, ideatrice del progetto pilota Codice Rosa nell’articolo pubblicato dalla 27ma ora “Ma resta ancora tanto da fare. Dico spesso che non ci sono eccellenze finché verrà ucciso il 40% delle donne che chiede aiuto. Più vado avanti e più vedo criticità e più sono convinta che solo lavorando tutti insieme riusciremo a superarle».

Rosanna Oliva,  Roma. 19 dicembre 2015

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Una Risposta to “Legge di stabilità, percorsi nei Pronto soccorso delle vittime di violenza: dalle proteste alla proposta.”

  1. aspettarestanca Says:

    Nel post della 27ma ora la frase “finché verrà ucciso il 40% delle donne che chiede aiuto” va interpretrata riferendosi alle donne uccise, il 40% delle quali aveva subito in precedenza ciolenze conosciute anche da terzi, o sporto denuncia.

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