La par condicio di genere: chi l’ha vista?

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Siamo consapevoli dell’importanza che,  anche nell’era dei social, la televisione ha nel creare la notorietà di cui ha assoluto bisogno chiunque voglia suscitare consenso.

Impegnate come siamo per promuovere la presenza delle donne nelle assemblee elettive e in tutti i luoghi decisionali, stiamo da anni puntando sull’obiettivo della cosiddetta par condicio di genere.

Comparve la prima volta nel 2009 nella legge regionale della Campania.LEGGE REGIONALE CAMPANIA.

La Corte Costituzionale ritenne pienamente legittime sia questa disposizione sia le altre inserite nella stessa legge per aumentare la presenza delle donne nel Consiglio regionale.

Grazie alle continue pressioni sul Parlamento, la par condicio di genere ricomparve nella legge 215 del 2012,LEGGE 23 novembre 2012 ma, nonostantei tanti contati e  le formali diffide, di cui più volte abbiamo dato notizia su questo BLOG, la par condicio di genere non viene rispettata neanche nei periodi di campagna elettorale.

La norma che impone ai mezzi di informazione la promozione delle pari opportunità nella comunicazione politica, non solo non viene rispettata ma neanche viene citata nei siti e nei documenti ufficiali come quelli dell’AGCOM.

A nulla valgono, inoltre, le disposizioni sulla pubblicità dei dati di genere nelle campagne elettorali, inserite grazie alle pressioni delle Associazioni, nei relativi regolamenti per le campagne elettorali della Commissione parlamentare di vigilanza e l’AGCOM

Infatti, il monitoraggio di genere in periodo pre-elettorale non viene pubblicato (o non è accessibile facilmente) né da Rai Parlamento né dall’AGCOM. Né ci risulta che il monitoraggio venga eseguito per tutto l’anno, come la legge prescrive.

Donneinquota ha reperito la tabella della Presenza dei soggetti politici per genere” del periodo pre-elettorale 16 aprile-29 maggio 2015, che dimostra che nei mass media la disparità tra i due generi è veramente notevole: le donne sono solo il 22,3%.monitoraggio par condicio 16 apri 29 mag 2015 (2)

Né si ha notizia che l’AGCOM abbia provveduto alle sanzioni corrispondenti.

Insomma, dobbiamo rivolgerci a Chi l’ha visto?

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