Archive for gennaio 2015

La riforma elettorale al Senato: norme di garanzia di genere nel nuovo ITALICUM

23 gennaio 2015

L’Assemblea del Senato prosegue oggi, venerdì 23 gennaio l’esame del ddl n. 1385 e connesso, recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati.
Come stabilito dalla Capigruppo, la discussione proseguirà poi lunedì 26 alle 15 e martedì 27 alle 9,30, con sedute senza orari di chiusura.

Prosegue l’esame degli emendamenti non preclusi dall’approvazione dell’emendamento Esposito avvenuta nella seduta di mercoledì scorso, 21 gennaio.
Vedi Emendamento Esposito Emendamento Esposito

Tralasciamo, almeno per ora, le polemiche e le obiettive difficoltà riguardanti un testo di riforma elettorale che ora contiene una premessa riepilogativa (quella appunto contenuta nell’emendamento Esposito), alla quale l’intero testo dovrà essere conforme.
Così come rinunciamo, sempre momentaneamente, a esprimerci sull’impianto, drasticamente modificato, dell’intera riforma, anche se alcune cose segnano negativamente la futura legge, come la possibilità di pluricandidature in ben dieci collegi,
Buone notizie per le norme di garanzia di genere nell’emendamento Esposito:innanzitutto la doppia preferenza di genere, ma anche la percentuale minima del quaranta per cento del sesso meno rappresentato nelle capolisture in ciascuna delle venti circoscrizioni (che raggruppano i cento collegi).
Criteri che saranno ulteriormente rafforzati con l’approvazione, che dovrebbe avvenire il prossimo lunedì, dell’emendamento 1.7001/166 a firma delle senatrici di tutti i gruppi (testo originario prima firma Fedeli, Cirinnà…) proposto dalla presidente Finocchiaro alla legge elettorale sulla rappresentanza di genere.
Come scrive la senatrice Monica Cirinnà, è un grande passo avanti per il quale, in tante e in modo trasversale, ci siamo impegnate da tempo.Comunicato Monica Cirinnà
A pena di inammissibilità della lista, infatti, nel numero complessivo dei capolista nei collegi di ciascuna circoscrizione non possono esservi più del 60 per cento di candidati dello stesso sesso. Inoltre è introdotta la possibilità di esprimere la doppia preferenza di genere sulla scheda.
RISULTATI FRUTTO DI LUNGHE BATTAGLIE DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE PARLAMENTARI.

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Aggiornamenti al 14 gennaio dal Quirinale e dal Parlamento

15 gennaio 2015

Oggi Napolitano ha lasciato il Quirinale ed è tornato in compagnia della moglie Clio nella sua abitazione privata di via dei Serpenti.
Si moltiplicano i commenti sui suoi quasi nove anni da Presidente della Repubblica. Non stupisce che tra le critiche molte si riferiscano ai tre incarichi da lui conferiti a presidenti del Consiglio per nominare Governi con maggioranze parlamentari anomale.
E’ però inaccettabile che tali critiche partano anche dai principali responsabili della sciagurata legge elettorale che ha minato le basi della nostra democrazia parlamentare ed è la principale causa di tali anomalie.
Non dimentichiamo, inoltre, che, da allora, i Parlamenti eletti con tale legge, a suo tempo presentata come finalizzata ad assicurare la governabilità, non sono stati in grado di eliminarla, magari con un semplice ritorno al precedente Mattarellum, e solo l’intervento della Corte Costituzionale ha portato a un avvio di riforma della quale però, non si può prevedere l’esito.
Dal momento delle dimissioni del presidente della Repubblica presentate oggi, è iniziato un percorso che riguarda la Camera dei Deputati (la presidente ha convocato per il 29 gennaio le Camere riunite per l’elezione del nuovo Presidente) e il Senato, il cui presidente ha assunto e funzioni di presidente della Repubblica ed è stato sostituito nel ruolo di presidente del Senato dalla vicepresidente vicaria Valeria Fedeli. La circostanza di due donne a presiedere le Camere è stata salutata dalle associazioni che da tempo si impegnano per la parità di genere come un buon auspicio per l’elezione di una presidente anche al Quirinale.
Chi sono i grandi elettori:
http://www.polisblog.it/post/73159/presidente-della-repubblica-chi-sono-i-grandi-elettori
Restano soltanto due settimane per l’attività legislativa del Parlamento: il presidente del Consiglio ne è consapevole e da tempo ha messo in atto un’accelerazione notevole per arrivare prima della pausa obbligatoria e della nuova fase derivante dalla presenza di un nuovo presidente della Repubblica, all’approvazione di un testo, sia della riforma costituzionale sia della nuova legge elettorale per la Camera dei deputati, che nelle successive letture possa rimanere invariato.
La situazione, a oggi, tutt’altro che rosea, è la seguente:
Legge elettorale al Senato: impossibile prevedere la data conclusiva-
Si procede con un’accelerazione sui tempi, in contrasto con la decisone del Governo di prevedere l’efficacia del provvedimento solo a partire dal 2016, che porta a grandi anomalie, come la discussione in Aula iniziata prima che la Commissione abbia completato l’esame e la conseguenza mancanza di un relatore.
Sulla mancata condivisione dei contenuti basti sapere che in Commissione su questa legge elettorale sono stati presentati 17.000 emendamenti, e in Aula 44.000, senza considerare i subemendamenti.
Sulle critiche all’intero impianto segnaliamo l’intervento del Senatore Walter Tocci, che nel sostenere i pregi di un sistema basato sui collegi, ha anche fatto riferimento al collegio binominale, “in modo da eleggere un Parlamento in piena parità di genere”.
Tocci su legge elettorale
Riforma costituzionale alla Camera: si conclude il 23 gennaio?
Dovrebbe concludersi il 23 gennaio, salvo imprevisti, l’esame nell’aula della Camera del disegno di legge di riforma costituzionale del Senato e del Titolo V. Dopo la seduta del 12 gennaio, sono previste due sedute giornaliere interrotte solo per la pausa pranzo fino a giovedì 15. Mentre venerdì 16 è prevista la discussione di mozioni presentate dalle opposizioni. Stesso schema nella settimana fra il 19 e venerdì 23 gennaio: mezza giornata lunedì e venerdì, due sedute nei giorni centrali della settimana. Il voto finale si dovrebbe concludere entro le 15 del 23 gennaio. “Ove necessario”, tuttavia, hanno spiegato fonti di Montecitorio, resta aperta la possibilità di valutare “eventuali sedute aggiuntive” anche dopo.
L’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi supera il primo ostacolo del primo voto segreto.
Durante l’esame degli emendamenti all’articolo 1 è stato respinto con 359 voti (favorevoli in 159) un emendamento di Sel,che prevedeva il rispetto della rappresentanza delle minoranze linguistiche nella legge elettorale.
Il percorso è appena cominciato. L’assemblea di Montecitorio dovrà esprimersi (more…)