Elezioni giudici della Corte Costituzionale: lo stato dell’arte (per così dire).

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A settembre erano scaduti due giudici della Corte Costituzionale di designazione parlamentare e, a novembre, due di nomina presidenziale. I secondi sono stati prontamente rinnovati da Napolitano, invece per i due di competenza del Parlamento, dopo oltre venti votazioni andate a vuoto, è stata eletta Silvana Sciarra, grazie ai voti del M5s,con 630 voti, sessanta  in più dei 570 richiesti. Contestualmente è stata sbloccata l’elezione del membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura, nella persona di Alessio Zaccaria. Il candidato indicato dal M5S ha ottenutoe 537 voti, 88 in più dei 449 richiesti.
Per l’elezione del secondo giudice costituzionale da parte del parlamento, dopo la rinuncia di Maria Alessandra Sandulli, ordinario di diritto amministrativo all’Università Sapienza: http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/corte-costituzionale-sandulli-rinuncia-gia-in-crisi-il-ticket-rosa-2010923/
Stefania Bariatti non ha raggiunto il quorum per l’elezione.

La candidata di FI si è fermata a 493 voti, contro i 570 richiesti per far scattare l’elezione.
Si sarebbe dovuto procedere subito dopo all’elezione dell’ultimo giudice per completare la Corte. E, invece, non se ne parla più; la questione sembra uscita dall’agenda parlamentare.
Non circolano neppure nomi di possibili candidati di Forza Italia, cui spetterebbe – per gli accordi con il Pd – il seggio in questione.
Se ne parlerà non prima di aver sciolto il groviglio fra riforme ed elezione del nuovo Presidente.
Rimandata la possibilità di avere quattro donne nella Corte Costituzionale, a oggi ancora alla Corte manca un giudice. Vero è che la Corte può funzionare anche se manca qualche membro, l’importante è che ce ne siano almeno 8 su 15. infatti, dopo pochi giorni, la Corte ha eletto nuovo Presidente Alessandro Criscuolo , che questa volta, rompendo un’altra annosa tradizione, resterà in carica ben tre anni.   Il neo presidente ha indicato come vice presidenti i giudici Marta Cartabia e Giorgio Lattanzi.

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/corte_costituzionale_presidente_consulta_alessandro_criscuolo/notizie/1007648.shtml
Le donne rimangono per ora tre: due nominate dal Presidente Napolitano e la terza eletta dal Parlamento. Redazione ANSA ROMA

Un risultato in passato inimmaginabile, che fa sperare in uno sguardo ancora più attento al rispetto dei principi costituzionali della parità uomo –  donna.
Un risultato dovuto, come altri analoghi, non solo alla maggiore facilità di trovare donne esperte e competenti in grado di non incontrare veti incrociati, ma anche, ricordiamolo, alla continua pressione per ottenere nomine paritarie da parte dei vertici politici e dal Parlamento, esercitata anche attraverso la critica a nomine esclusivamente maschili.
A partire –ottobre 2006- dal Comitato dei saggi del nascente Partito democratico (vedi Comitato sagge e saggi promosso da Aspettare stanca Lettera aperta al Presidente Prodi per firme-1), per passare a quelli nominati dal Presidente Napolitano (vedi Marzo 2013 lettera al Presidente dell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria Comunicatosagge 30 marzo).

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