Archive for giugno 2014

Corte Costituzionale senza Presidente

29 giugno 2014

Il presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri ha terminato ieri il suo mandato
La Corte rimasta senza presidente – ne’ vicepresidente poiche’ è scaduto scade anche il mandato di Luigi Mazzella – attendera’ la nomina dei due nuovi giudici sui quali ancora il Parlamento non ha raggiunto un accordo.
La prossima seduta delle Camere per eleggere i giudici costituzionali e’ fossata per il 3 luglio prossimo, dopo le tre fumate nere delle scorse settimane.
Nella stessa seduta è prevista anche l’elezione degli otto componenti laici del Consiglio Superiore della Magistratura.
In ogni caso, proseguono i lavori, nonostante il plenum ‘incompleto’, e gia’ sono fissate a ruolo le cause per le udienze dei prossimi 8 e 9 luglio.
E’ chiaro che nel frattempo non si potrà procedere all’elezione del nuovo presidente della Corte Costituzionale e che qualche intralcio nei lavori c’è stato e ci sarà ancora per qualche tempo.
Ci auguriamo che la difficile ricerca di accordi non trascuri la questione di genere, anzi possa essere un elemento per fare un salto di qualità nell’individuazioe dei criteri a favore di merito e competenza.

Terza fumata nera per l’elezione dei due giudici della Corte Costituzionale

26 giugno 2014

Oggi il parlamento in seduta comune non ha raggiunto neanche tra i presenti i due terzi dei componenti ancora necessari per l’elezione dei due giudici della Corte Costituzionale.
Ecco l’esito:
Presenti e votanti 572
Besostri 70
D’Andrea 53
Modugno 52
Niccolai 40
Brunelli 29

Lo potete anche vedere in http://webtv.camera.it/home
La prossima votazione il 3 luglio, insieme con quella degli otto componenti del Consiglio Superiore della Magistratura.
Sottoliniamo che, come abbiamo già pubblicato su questo BLOG, per entrambe le elezioni sono state inviate lettere che chiedono l’elezione di donne.

Riforma del Senato e del titolo V: slitta il termine per la presentazione dei subemendamenti

25 giugno 2014

Riforma del Senato e del titolo V: slitta alle 18 di oggi mercoledì 25 giugno il termine per la presentazione dei subemendamenti

E non è escluso che possano essere decise ulteriori proroghe dall’Ufficio di Presidenza della Commissione, convocato per le ore 14 di oggi.

A che punto siamo con la riforma del Senato e del Titolo V

23 giugno 2014

DDL cost. 1429 e connessi (revisione della Parte II della Costituzione)

Fissato a mercoledì 25 giugno, ore 12 il termine per presentare i subemendamenti agli emendamenti dei relatori.
Nello stesso giorno dovrebbe esserci l’incontro dei parlamentari del M5S con una delegazione PD sulla cui composizione non si hanno ancora notizie certe.
Il 3 luglio il provvedimento dovrebbe passare all’esame dell’Aula.
Non è facile prevedere che fine faranno le proposte di modifica contenute in quella parte dei 5200 emendamenti inizialmente presentati, destinata a non essere ritirata nè in Commissione nè in Aula. Crediamo che in pochi li abbiano letti, ma ci ripromettiamo di tornare quanto prima sull’argomento.
Nel frattempo pubblichiamo il testo a fronte degli emendamenti presentati a firma dei due relatori nella Prima Commissione Senato Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli (che sarebbero anche concordati con NCD e FI, anche se quest’ultima ha espresso critiche per bocca di Romani).
testi-a-front-riforma-costituzionale-def
Vi aggiungiamo quattro nostre ipotesi di subemendamenti, anche se in queste ore la polemica è tutta concentrata su un solo emendamento, il n. 6.1000, che, nel sopprimere l’articolo 6 del DDL governativo, ripristina a favore dei senatori l’insindacabilità e l’autorizzazione ai procedimenti dell’Autorità Giudiziaria, dalla quale la proposta governativa li escludeva.
Ci sembra errato che nelle polemiche non si distingua tra insindacabilità, dalla quale dovrebbero essere coperti sia deputati che senatori, e la cosiddetta “ immunità “
Per ricordare come si è arrivati ala norma costituzionale vigente ed alla sua legge attuativa, leggi in
http://www.camera.it/cartellecomuni/leg14/RapportoAttivitaCommissioni/testi/01/01_cap06_sch01.htm
La soluzione del problema dovrebbe dipendere da due elementi: i compiti affidati al nuovo Senato, ampliati dagli emendamenti Finocchiaro- Calderoli, e le modalità attraverso le quali i Senatori saranno eletti.
E’ proprio l’elezione di secondo livello, confermata anche dagli ultimi emendamenti, che porta con sé una serie di problemi, compresa la difficile soluzione della “immunità”.
Comunque la questione è ancora aperta, e la presidente Finocchiaro ha preannunciato un proprio subemendamento per far passare l’idea del rinvio alla Corte costituzionale e si è dichiarata favorevole anche a uno scudo valido solo per le espressioni e i voti dati in aula.

Quattro proposte di subemendamenti, alcuni dei quali ispirati dagli approfondimenti dell’ACCORDO DI AZIONE COMUNE PER LA DEMOCRAZIA PARITARIA:
Competenze
Em. 1.1000 Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali. Concorre, nei casi e secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa ed esercita la funzione di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi dell’Unione europea. Valuta l’attività delle pubbliche amministrazioni, verifica l’attuazione delle leggi dello Stato, controlla e valuta le politiche pubbliche. Concorre a esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo.

Subemendamento.
Aggiungere alla fine: “Valuta l’impatto di genere della legislazione dello Stato e delle Regioni.”

Motivazione: tra i nuovi compiti previsti non può essere tralasciata la valutazione dell’impatto di genere, per le sue ricadute non solo sull’applicazione del principio costituzionale della parità uomo-donna, ma anche intermini sociali ed economici.
Modalità di elezione
Em. 2.1000
2.1000
Art. 2.
Sostituire l’articolo con il seguente:
«1.L’articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.
Settantaquattro senatori sono eletti dai Consigli regionali e dai Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano fra i loro membri, in proporzione alla loro composizione.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a tre; il Molise, la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e le Province Autonome di Trento e di Bolzano ne hanno uno.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
Ventuno senatori sono eletti dai Consigli regionali e dai Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano fra i Sindaci dei comuni della Regione, nella misura di uno per ciascuna.
La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nelle quali sono stati eletti.
Con legge approvata da entrambe le Camere sono disciplinate le modalità di elezione dei membri del Senato tra i consiglieri regionali e i sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione, entro sessanta giorni, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale”.».
Subemendamento n. 1
Aggiungere “in modo che sia assicurato l’equilibrio di genere” alla parte finale”
Motivazione: Si tratta della stessa specifica prevista dall’emendamento 17.1000 per l’elezione da parte delle Regioni dei delegati alla elezione del Presidente della Repubblica.
Subemendamento n. 2
Sostituire la frase: ”Ventuno senatori sono eletti dai Consigli regionali e dai Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano fra i Sindaci dei comuni della Regione, nella misura di uno per ciascuna.” Con la seguente: ”Ventuno senatori sono eletti dai Consigli regionali e dai Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano fra i sindaci e i consiglieri dei comuni della Regione, nella misura di uno per ciascuna, in modo che sia assicurato l’equilibrio di genere” alla parte finale: Con legge approvata da entrambe le Camere sono disciplinate le modalità di elezione dei membri del Senato tra i consiglieri regionali e i sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione, entro sessanta giorni, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale”.”

Proposte di legge d’iniziativa popolare
Em. 9.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
«1-bis. All’articolo 71, terzo comma, della Costituzione, la parola “cinquantamila” è sostituita dalla seguente “trecentomila” ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La discussione e la votazione finale delle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari”.».
Subemendamento: “Sostituire trecentomila con centomila”

Motivazione: subordinare l’impegno all’esame da parte del Parlamento (demandato comunque ad una successiva legge) ada una eccessiva elevazione del numero di firme attualmente necessarie per presentare una proposta di legge d’iniziativa popolare, significherebbe vanificare un importante strumento di democrazia diretta.

CORTE COSTITUZIONALE: SECONDA FUMATA NERA, IL PARLAMENTO VOTA DI NUOVO IL 26 GIUGNO

20 giugno 2014

Ecco il resoconto della seduta, pubblicato sul sito parlamento.it:
leg.17.sedutaComune.sed0004.data20140618

Il Parlamento – riunito in seduta comune per l’elezione di due giudici della Corte Costituzionale, è convocato di nuovo giovedì 26 giugno alle 13.
Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo, ricordando che si tratterebbe dell’ultima votazione in cui è necessario il quorum dei due terzi.

Nel frattempo anche l’Accordo di Azione comune per la democrazia paritaria ha scritto al Parlamento per chiedere che siano elette due donne.
Lettera 19 giugno Due Donne alla Corte.
la notizia è stata diramata da varie agenzie di stampa.
Elezione due componenti Corte Costituzionale
E la pressione prosegue……

“Verso degli Stati generali della green economy”. Due eventi a Roma”

14 giugno 2014

Due eventi a Roma, Sala Pietro da Cortona in Campidoglio – Musei Capitolini, ai quali parteciperà Aspettare stanca XV Municipio
“Verso degli Stati generali della green economy”.
24 giugno, dalle 15,30 alle ore 19,30 “Donne e green economy: la social innovation per cambiare la città” Incontro organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile insieme all’Assessorato ad Ambiente, Agroalimentare e Rifiuti e all’Assessorato a Roma Produttiva di Roma Capitale. E’ confermata la presenza – fra gli altri – delle due Assessore Roma Capitale, rispettivamente Estella Marino e Marta Leonori, di Edo Ronchi (Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile) e di Sabina De Luca, Capo Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Governo Italiano.

25 giugno ore 15,30 “Fondi Europei 2014-2020. Sperimentare il metodo Community-Led nei territori di Roma” Convegno organizzato da Rete Fattorie Sociali, Forum Terzo Settore Lazio e IfoRD con il Patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente, Rifiuti e Agroalimentare di Roma Capitale.

Il 3 luglio il Parlamento in seduta comune voti donne nel CSM: comunicato della Rete per la Parità

14 giugno 2014

Lettera a Parlamento Rete per la Parità 14 giugno 2014
Rete per la Parità

Con una lettera ai Presidenti Camera e Senato, inviata anche ai Capigruppo, al Presidente del Consiglio e al Ministro della Giustizia, la Rete per la Parità ha chiesto che il 3 luglio il Parlamento, nell’eleggere gli otto componenti laici nel Consiglio Superiore della Magistratura garantisca almeno una “quota minima di genere”, in attesa della modifica legislativa oggetto della Delibera del 2 aprile scorso dallo stesso CSM.
È utile ricordare – prosegue la richiesta della Rete per la Parità- che da quando è stata eliminata ogni discriminazione nell’accesso alla Magistratura, il numero delle donne magistrato è in costante crescita. Tuttavia, nonostante oggi esse rappresentino la metà dell’organico, continuano a essere sotto-rappresentante nelle posizioni di vertice, e, vistosamente, proprio nell’organo che si occupa dello status e delle carriere di giudici e pubblici ministeri.

Ormai da diversi anni le Istituzioni dell’Unione europea hanno concentrato il loro impegno nel richiedere la promozione della parità di genere nelle posizioni di vertice, in politica, nel lavoro, nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni, sottolineando la scarsissima presenza di donne nelle posizioni di maggiore responsabilità della magistratura.

Il nostro Legislatore si sta recentemente muovendo proprio nella direzione auspicata dall’Unione europea. Si pensi alla legge volta a incrementare la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società (l. n. 120 del 2011), o negli organi rappresentativi dell’Avvocatura (l. n. 247 del 2012) e per l’elezione nei comuni e nelle regioni e le nomine nelle giunte (l. n.215 del 2012 e l. n. 56 del 2014).

E’ necessario, dunque, un tempestivo intervento attivo del Parlamento, per evitare lo squilibrio di genere nella composizione del nuovo CSM, reso più che mai doveroso a seguito della riforma dell’art. 51 Cost., che impone di rimuovere gli ostacoli che continuano a tenere le donne fuori dagli organi decisionali.

Roma, 14 giugno 2014
Rete per la Parità
Associazione di promozione sociale per la Parità uomo-donna secondo la Costituzione Italiana
segreteria.reteperlaparita@gmail.com
http://www.reteperlaparita.it

Fumata nera per l’elezione dei giudici della Corte Costituzionale

13 giugno 2014

Niente da fare, in Parlamento è stata fumata nera alla prima votazione per eleggere due nuovi giudici della Corte costituzionale, che dovranno sostituire l’attuale presidente Gaetano Silvestri e il suo vice Luigi Mazzella, il cui incarico scade il 28 giugno.

Nessun candidato ha ottenuto la maggioranza richiesta, ovvero i due terzi dell’Assemblea, quindi 633 parlamentari su 950. Sarà quindi necessario convocare di nuovo Senato e Camera in seduta comune per il secondo scutinio.

I più votati oggi sono stati i candidati proposti dal M5s: Antonio D’Andrea dell’Università di Brescia (69 voti), Franco Modugno della Sapienza di Roma (67 voti), Silvia Niccolai dell’Università di Cagliari (55 voti) e l’avvocato Felice Besostri, noto per il suo impegno vincente contro il Porcellum di fronte alla Corte costituzionale (56 voti).

I voti dispersi sono stati 41, le schede bianche 405, quelle nulle 58.

Questa è una notizia dell’agenzia TMNews.

L’elezione dei giudici della Corte Costituzionale. Le norme, i nomi che circolano:

12 giugno 2014

Art. 135. Costituzione
La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.
I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d’esercizio.
I giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati.
Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dall’esercizio delle funzioni.
La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall’ufficio di giudice.
L’ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica, intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.

Come si procede:
Il Parlamento e’ convocato il 12 giugno, alle ore 12, in seduta comune, per procedere alla votazione per l’elezione di due giudici della Corte Costituzionale. I giudici nominati dal Parlamento in seduta comune sono eletti a scrutinio segreto e con la maggioranza di due terzi dei componenti nei primi tre scrutini. Per gli scrutini successivi e’ sufficiente la maggioranza di tre quinti dei componenti.

Le voci che corrono sulle trattative, condotte solo da uomini e i papabili, a parte la costituzionalista Silvia Niccolai, sono sempre uomini:

Menti Informatiche: News dal Mondo del Web!
Larghe intese, Violante corre per la Consulta
Inserito giugno 12, 2014 Da Fonte: il fatto quotidiano • Commenti
di Antonella Mascali Oggi il Parlamento comincia i lavori per eleggere due giudici della Corte costituzionale. Le trattative per individuare i nomi da votare in aula sono in corso da tempo, ma nelle ultime ore sembrano segnate dal clima sempre più da larghe intese sulla giustizia. Nella partita per i giudici costituzionali poi, il Quirinale non sta a guardare. Per ora, uno dei nomi che circola con più frequenza è quello di Luciano Violante. “Sponsorizzato da quelli del sistema, quelli che ci hanno fatto perdere a Livorno”, sussurra al Fatto uno dei Dem della nuova generazione. Più volte indicato, in passato, come candidato giudice costituzionale, ma mai eletto, Violante questa volta potrebbe farcela, visto anche la stima di cui gode al Quirinale. Altri nomi che circolano per l’area di centrosinistra sono quelli del costituzionalista Michele Ainis, anch’egli di fede quirinalizia, così come quello dell’attuale vicepresidente del Csm Michele Vietti, che ha visto sfumare la sua nomina a ministro della Giustizia del governo Renzi. Al suo ritorno a Roma dal viaggio in Oriente, il presidente del Consiglio sarà informato sulla partita Consulta da Lorenzo Guerini e Roberto Speranza che stanno parlando con Renato Brunetta, per Forza Italia, con Angelino Alfano, per Ncd, e con Andrea Romano, per Scelta Civica. Il Movimento 5 Stelle ha reso noto che i suoi candidati sono tre professori di diritto costituzionale indipendenti: Antonio D’Andrea (Università di Brescia), Franco Modugno (de “La Sapienza” di Roma), Silvia Niccolai (Università di Cagliari) e un avvocato, Felice Besostri. Per quanto riguarda il centrodestra, circola il nome di Nicolò Zanon, attuale membro laico del Csm, eletto quattro anni fa in quota Pdl. I due nuovi giudici sostituiranno Gaetano Silvestri e Luigi Mazzella, entrambi in scadenza a fine giugno, dopo i nove anni di mandato. Silvestri, di area Pd, è stato nominato presidente della Consulta il 19 settembre 2013. Mazzella, area Forza Italia, è stato nominato vicepresidente. Nella villa romana di Mazzella si svolse, nel maggio 2009, una cena riservata a cui parteciparono un altro giudice della Consulta, ancora in carica, Paolo Maria Napolitano, l’allora presidente del Consiglio Berlusconi, il Guardasigilli Alfano e il sottosegretario Gianni Letta, in vista della decisione della Corte sul Lodo Alfano, “salva Silvio”. I cinque giudici della Consulta di nomina parlamentare, in questo momento sono in maggioranza di area centrodestra: oltre a Mazzella e a Napolitano c’è Giuseppe Frigo, eletto nell’ottobre 2008. Di area Pd, oltre a Silvestri, c’è Sergio Mattarella, nominato a ottobre 2011. Se si ripeterà il solito schema politico anche con la prossima sostituzione di Silvestri e Mazzella, il rapporto resterà di tre a due per il centro-destra. Ma quale centrodestra? Quello di opposizione, quello di governo, o tutti e due? È questo il punto che sarà sciolto dalle prossime votazioni. I cinque giudici della Corte costituzionale scelti dal Parlamento sono eletti a scrutinio segreto e con la maggioranza dei due terzi durante i primi tre scrutini; dal quarto la maggioranza diventa dei tre quinti. In autunno, poi, toccherà al capo dello Stato nominare altri due giudici della Consulta: ai primi di novembre, infatti, scadono sia Sabino Cassese che Giuseppe Tesauro, scelti dall’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. (more…)

Aspettare stanca: due donne per la Corte Costituzionale

12 giugno 2014

Ai Capigruppo Camera e Senato

Gentili Presidenti,

il 12 giugno le Camere riunite sono convocate per eleggere due nuovi Giudici della Corte Costituzionale.

Come è noto attualmente la Corte Costituzionale vede la presenza di una sola donna.

Non mancano certo donne con le competenze adeguate, ma tra le candidature che circolano ce ne sono poche.

Aspettare stanca è stata fondata nel 2006 per sostenere la presenza paritaria di donne e uomini nelle assemblee elettive e nei luoghi decisionali a tutti i livelli.

Negli ultimi anni si è manifestato un trend positivo, ma ancora esistono importanti istituzioni in cui le donne si trovano ad affrontare quella che abbiamo più volte definito “la solitudine dei numeri uno”.

Sottoponiamo alla vostra attenzione, in assenza di norme di garanzie di genere per un’elezione che nel passato è sempre avvenuta in base ad accordi conclusi tra uomini, l’opportunità di nominare due donne per la carica di giudice costituzionale.

Non possiamo arrenderci ai vecchi meccanismi che impediscono o rinviano a tempi successivi sia l’innovazione del nostro ordinamento stabilito dalla Costituzione, sia quella derivante dalla sempre maggiore presenza delle donne nella società, nella politica e in tutti i luoghi decisionali. (more…)