Archive for maggio 2014

Riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione: non dimenticare le norme di garanzia di genere

31 maggio 2014

Questo post, come il precedente, si limita ad una lettura finalizzata al rispetto dei principi costituzionali sulle pari opportunità anche in materia elettorale: si spera che già nei prossimi emendamenti si evitino scelte, tipo quella di confermare la preferenza unica, che abbiamo già segnalato nel precedente post come da rifiutare, o anche si ripieghi su un rinvio ad altre disposizioni senza richiamare la necessitò di norme di garanzia di genere, qualunque sia il sistema elettorale adottato da adottare.
Per saperne di più:
Notizie giornalistiche, e non solo, ipotizzano un accordo del PD sul sistema francese, che si può immaginare riguardi solo il sistema elettorale del Senato.
Infatti, il Parlamento francese è un sistema bicamerale in cui entrambe le Camere hanno il pieno potere legislativo, salvo un correttivo nel caso di rinvii da una Camera all’altra.
Per quanto riguarda l’elezione del Senato, in Francia è di secondo livello, per il 48 per cento eletto con sistema maggioritario e per il 52 per cento col proporzionale. Tra le modifiche allo studio si stanno ipotizzando anche norme di garanzia di genere.
Per approfondire vedi il Dossier del servizio studi del SenatoDossier Senato su Francia
E il post:
Il Senàt, composto di 348 senatori, è eletto a suffragio universale indiretto e si rinnova per metà ogni tre anni: i membri sono scelti da un collegio di 150mila grandi elettori (il 95% dei quali sono delegati dei consigli municipali). 326 senatori vengono eletti nei dipartimenti metropolitani e d’oltremare, 2 nella Polinesia francese; 1 nelle isole Wallis e Futuna; 1 a Saint-Barthélemy; 2 in Nuova Caledonia; 2 a Mayotte; 1 a Saint-Pierre e Miquelon; 12 rappresentanti dei francesi all’estero. I 150mila grandi elettori sono così suddivisi: 577 deputati del dipartimento metropolitano, 1.870 consiglieri regionali, 4.000 consiglieri generali e 142.000 consiglieri/delegati dei consigli municipali.
Read more: http://it.ibtimes.com/articles/66748/20140530/riforma-senato-governo-renzi-bicameralismo-francese.htm#ixzz33GhghntP
VEDI ANCHE: [INFOGRAFICA] Il Senato delle Autonomie di Renzi a confronto con il Sénat francese

Esame della Riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione in un’ottica di genere

24 maggio 2014

La coincidenza quasi totale con le elezioni europee ha oscurato il lavoro che in Prima Commissione Senato prosegue su un argomento al quale Il presidente del Consiglio lega addirittura la sopravvivenza del Governo.
In Commissione sull’esame dei DDL riguardanti la riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione, nonché l’abolizione del CNEL, sono proseguite stancamente audizioni di esperti e si avvicina il termine per la presentazione degli emendamenti, fissato (ma forse destinato a slittare), per mercoledì 28 maggio, alle ore 18.
Evidentemente, anche se nulla affiora, proseguono anche le trattative, che si erano avviate non senza tensioni, per rendere compatibile la proposta governativa, il DDL costituzionale 1429, con i l testo alternativo, primo firmatario Vannino Chiti. Trattative evidentemente destinate a una stretta finale soltanto dopo che sarà conosciuto l’esito delle elezioni per il Parlamento europeo.
Spetta a noi guardare alla Riforma del Senato e del Titolo V in un’ottica di genere, criterio sembra funzionare, anche in questo caso, come una lente d’ingrandimento per valutare la validità delle regole democratiche proposte.
In tale ottica sono ancora più inaccettabili, a nostro parere, sia la prima ipotesi di elementi non eletti, che, a parte altri problemi di scarsa rappresentanza, avrebbe portato in Senato solo uomini, sia quella, che sembra anch’essa superata, di evitare il nodo dell’elezione dei senatori rimbalzando alle singole regioni.
Visti i precedenti non sembra si potesse nutrire fiducia nella bontà delle scelte delle singole regioni, immaginando che possano basarsi su criteri obiettivi.
Si tratta di consigli eletti con preferenza unica (salvo la Campania), composti in gran maggioranza, o solo, da uomini, che, pur di non creare problemi alla loro ferma volontà di rimanere attaccati alle loro poltrone, quando sono stati costretti a mettere mano alle leggi per l’elezione dei presidenti e dei Consigli, hanno dato buona mostra di sé in termini di spregiudicatezza, violazione dei principi costituzionali e ricorso al voto segreto.
Sempre rimanendo in un’ottica di genere, ecco le proposte che avanziamo per l’elezione dei componenti del nuovo Senato, da formulare come emendamenti agli articoli 2 e 33 del DDL 1429.

1.Il primo obiettivo è evitare la costituzionalizzazione della preferenza unica. Si tratterebbe, oltre che un danno alla rappresentatività dei nuovi senatori, anche di un pericoloso precedente, in contrasto anche con i principi che sono stati alla base della Sentenza della Corte costituzionale che riconobbe la piena aderenza alla Costituzione della doppia preferenza di genere introdotta dalla Regione Campania.
In allegato il testo degli emendamenti.
Emendamenti Riforma senato e Titolo V
2. Con l’occasione non sarebbe male integrare anche il terzultimo comma dell’art. 117 della Costituzione, che attualmente recita:
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
Tale norma costituzionale, come gli altri principi sulla parità costituzionali, europei e internazionali, è ignorata dalle Regioni (buona ultima l’estate dell’anno scorso la Sardegna) che nelle leggi elettorali si son ben guardate dall’ottemperarvi.
Una nuova versione del suddetto comma potrebbe essere (in grassetto le parole da aggiungere):

Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la , nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dagli articoli 3 e 51 della Costituzione, garantiscono con le proprie leggi la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

3. Andrebbe integrato anche l’art. 122 C. (in grassetto le parole da aggiungere):
Art. 122 Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti agli articoli 3 e 51 della Costituzione e con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

4 Ne consegue l’aggiornamento della legge 2 luglio 2004 n.165, per introdurre “nel rispetto della parità di genere ”, la doppia preferenza di genere in maniera omogenea anche nelle varie leggi elettorali regionali. Ecco un’ipotesi di modifica:
All’articolo 4 è aggiunto, alla fine, il seguente comma:

d) nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dagli articoli 3 e 51 della Costituzione, per assicurare la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive, introducono norme di garanzia di genere, ivi compresa la doppia preferenza di genere nel caso di sistemi che prevedano l’espressione di preferenze.

ELEZIONI EUROPEE : vota due donne

19 maggio 2014

Nella delegazione italiana presente nel Parlamento europeo le deputate sono appena il 21 per cento, un dato che contribuisce a far scendere al 31 per cento la presenza totale delle donne.
Percentuali che dimostrano quanto sia urgente un riequilibrio di genere anche del Parlamento Europeo: in un momento così difficile non si possono decidere le politiche sociali ed economiche che coinvolgono milioni di persone senza le competenze delle donne.
Le nuove norme applicabili per questa tornata elettorale prevedono che su tre preferenze una deve essere per un candidato o candidata di genere diverso da quello delle prime due .
Aspettare stanca invita a votare due donne, tra le quali la capolista se è donna.
Deprecabile la scarsa visibilità delle candidate nei mass media e nelle manifestazioni dei partiti e movimenti.
Le liste delle candidate e dei candidati sono pubblicate in http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/comunicati/comunicati_2014/2014_05_17_comesivota.html2014_05_19_candidati_PE_2014_x_circoscrizione_-3
Leggi anche l’articolo di Valeria Fedeli pubblicato su l’Unità del 18 maggio
http://www.valeriafedeli.it/la-grande-opportunita-delle-europee-votare-per-cambiare-scegliere-le-donne/

Per saperne di più sulle nuove norme di garanzia:
Leggi il post di aspettarestanca in (more…)

Roma, 20 Maggio 2014. Dibattito con candidati alle europee: Verso la Smart Nation, la Regione Lazio nella nuova competizione europea

19 maggio 2014

Da Innovatori Europei

L’evento si svolge domani martedì 20 maggio alle ore 17 presso il Caffè letterario- Via Ostiense 95, Roma

Il progetto di Innovatori Europei dal titolo “Verso la Smart Nation” ambisce a disegnare una nuova governance dello sviluppo delle città e delle regioni, inquadrata in un contesto Paese rinnovato, attraverso la costituzione e valorizzazione di reti territoriali che siano volani per nuovi percorsi di produzione e internazionalizzazione.

Esso si compone di un inquadramento generale sulla Smart Nation e di un livello progettuale già avviato nelle Smart Regions and Cities, in cui disegnare un futuro intelligente.

Nel convegno “Verso la Smart Nation: la Regione Lazio nella competizione europea” ne discuteremo con innovatori – candidati della Circoscrizione Centro Italia nei vari schieramenti politici alle prossime elezioni europee .

AGENDA

ore 17 Apertura dei lavori : Massimo Preziuso (Coordinatore IE), Giuseppina Bonaviri, (IE Lazio)

ore 17.15 Presentazione dello studio “Verso la Smart Nation”: Cesare Pozzi (Luiss Guido Carli)

ore 17.30 Gli Innovatori Europei (*) dibattono con i candidati della Circoscrizione Centro Italia:
Ines Caloisi (Scelta Europea), Valentina Mantua (Partito Democratico), Flavia Marzano (GIVE – Green Italia Verdi Europei), Adriano Redler (Forza Italia), Domenico Rossi (Popolari per l’Italia) , Bianca Maria Zama (Movimento 5 Stelle) (more…)

CHI FA (LA) NOTIZIA IN EUROPA?

16 maggio 2014

CHI FA (LA) NOTIZIA IN EUROPA?
Risultati dell’Osservatorio Europeo sulle Rappresentazioni di Genere (OERG)
Anno 2013 OERG_2013_Comunicato Stampa