Archive for aprile 2014

Elezioni comunali: lettera aperta dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria per gli spazi autogestiti

23 aprile 2014

Lettera aperta ai partiti e movimenti che si presentano alle elezioni comunali
Oggetto: Par condicio: messaggi autogestiti per le elezioni amministrative del 25 maggio
Elezioni comunali 2014
Il 25 maggio in 4095 comuni, tra cui 27 capoluoghi, insieme con il voto per il Parlamento europeo si procederà alla elezione del sindaco e del consiglio comunale.
3908 comuni si trovano nelle regioni a statuto ordinario, 131 in Friuli Venezia Giulia, 37 in Sicilia e 19 in Sardegna.
I capoluoghi di provincia chiamati ad eleggere il sindaco e il consiglio comunale sono ventisette: Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Bergamo, Cremona, Pavia, Padova, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Livorno, Prato, Perugia, Terni, Ascoli Piceno, Pesaro e Urbino, Pescara, Teramo, Campobasso, Bari, Foggia, Potenza, Caltanissetta, Sassari, Tortolì.
Le liste devono essere presentate entro le ore 12 del 29º giorno antecedente la data della votazione [articoli 28, ottavo comma, e 32, ottavo comma, del d.P.R. n. 570 del 1960 e successive modificazioni], e cioè entro il 26 aprile.
L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria si augura che dai partiti e movimenti che si presentano, sia utilizzata la possibilità, prevista dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28, di trasmettere sulla RAI TV pubblica messaggi autogestiti, Nota ,in particolare per informare sulle norme introdotte dalla legge 23 novembre 2012, n. 215 sulla doppia preferenza di genere.. Nota

Preso atto di quanto previsto nell’art. 7 del regolamento approvato dalla Commissione di vigilanza, a tale scopo è necessario inviare formale richiesta alla RAI TV, sede di Roma, entro il 28 aprile prossimo. Nota Le Firmatarie dell’Accordo
Roma, 22 aprile 2014
Rif. Daniela Carlà – danielacarla2@gmail.com – Roberta Morroni – morronir@libero.
messaggi autogestitti comunali

News Letter di Rete Armida

23 aprile 2014

Vi invitiamo a leggere l’ultima News Letter di Rete Armida-

http://www.rete-armida.it/index.php?option=com_acymailing&view=archive&layout=view

SE A PARLARE DI FUTURO E DI ECONOMIA AI GIOVANI SONO SOLO UOMINI…

23 aprile 2014

L’Osservatorio Giovani – Editori organizza il convegno “YOUNG FACTOR” con un panel al maschile restituendo un’immagine anacronistica del ns. Paese.

Roma-Milano, 23 aprile 2014. Dopo lo sdegno di Lilli Gruber sul panel tutto al maschile (20 relatori su 20) di un convegno rivolto ai giovani liceali di 28 scuole italiane, organizzato dall’Osservatorio Giovani – Editori per il 23 Maggio, si è infiammata la comunità di Twitter e il mondo dell’associazionismo non solo femminile che chiedono un intervento della Ministra dell’Istruzione Giannini. Unanimi le voci a condanna di un comportamento lesivo, in particolare, dei diritti delle giovani studentesse ad avere dei modelli di riferimento adeguati, in nome di un’emancipazione femminile indispensabile per una società sana e moderna.

A chi obietta che i relatori sono tutti Presidenti e Amministratori di banche e giornali e sono tutti uomini, si può e si deve rispondere che non è richiesto da nessuno che a parlare siano solo i vertici, questo fa bene solo alle relazioni personali dell’organizzatore, non a chi ascolta. Vi sono eccellenti seconde e terze linee che si possono invitare al fine di ripristinare un equilibrio di genere fondamentale in assoluto e a maggior ragione di fronte ad una platea di giovani. Quale futuro vogliamo per loro? Un futuro in cui il monopolio del potere e della visibilità sarà ancora e sempre nelle mani degli appartenenti di un genere? Come possiamo transitare oltre la crisi se le categorie ed i paradigmi sono quelli che l’hanno generato? Per la società come per l’azienda la valorizzazione della diversità di genere e la presenza paritaria, come dimostrato da studi di istituti autorevoli e da una banca come il Credit Suisse, rappresentano una chance per migliorare i profitti e agevolare l’innovazione.

In pochi minuti ieri sera in rete è stata fatta una lista di figure di rilievo che si possono invitare, fra le tante. Eccola qui: Alessandra Perrazzelli – Country Manager Barclays, Lucrezia Reichlin – London Business School e Consigliera Unicredit, Anna Fasano – Vice Presidente Banca Etica, Maria Pierdicchi – DG Standard & Poor’s, Claudia Parzani – Avvocata esperta di diritto bancario e societario e di recente nominata Consigliera Allianz Presidente Valore D, Paola Corna Pellegrini – CEO Allianz Global Assistance, Donatella Visconti – Presidente Banca Impresa Lazio, Magda Bianco – Banca D’Italia – Titolare del Servizio Tutela dei clienti e anti-riciclaggio, Mariella Taliercio – Banca d’Italia, Flaminia Festuccia – Autrice del volume “L’altra meta del CDA. Sfide, avventure e successi delle donne manager in Italia”, Paola Profeta – Professoressa Associata di Scienze delle Finanze all’Università Bocconi, Marina Brogi – Professoressa all’Università La Sapienza ed esperta di governance in istituti bancari e assicurativi, Marina Famiglietti – Consigliera Borsa Italiana, Norma Rangeri – Direttora de Il Manifesto, Lucia Annunziata – Direttora Huffington Post Italia, Bianca Berlinguer – Direttora TG3, Daniela Hamaui – Direttora editoriale dei periodici del Gruppo L’espresso, Monica Mondardini – A.D. del Gruppo L’Espresso, Eleanor Mills – Editorial Director de The Sunday Times.

Si deve iniziare a cambiare l’Italia, utilizzando tutte le opportunità e le occasioni, anche dal basso, dai palchi dei convegni, (more…)

ELEZIONI EUROPEE : si alle norme di garanzia

9 aprile 2014

Stamattina (9 aprile)la Camera ha approvato le norme di garanzia per la rappresentanza di genere per le elezioni europee, applicabili nel 2019, e la norma transitoria che riguarda già quelle del prossimo 25 maggio, secondo la quale, nel caso in cui le preferenze espresse siano tre, esse dovranno riguardare candidati di genere diverso, pena l’annullamento della terza preferenza.
votazione finale (a scrutinio segreto)
Presenti  471   
   Votanti  442   
   Astenuti   29   
   Maggioranza  222   
   Hanno votato sì  338    
   Hanno votato no  104. 

Le parlamentari di quasi tutti i Gruppi, nel corso dell’approvazione della modifica delle legge elettorale, prima al Senato e poi alla Camera, hanno dimostrato l’importanza della battaglia trasversale per una maggiore parità nella rappresentanza politica. Un grazie particolare alla vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, prima firmataria del DDL, e alla senatrice Doris Lo Moro, relatrice del provvedimento in Commissione Affari costituzionali, che non si sono arrese alle resistenze maschili e hanno raggiunto un risultato, non pienamente soddisfacente, ma l’unico non ipotetico.

Leggi il resoconto stenografico della seduta del 9 aprile:
Seguito della discussione della proposta di legge: S. 1224-1256-1304-1305 – D’iniziativa dei senatori: Fedeli ed altri; Alberti Casellati ed altri; Amoruso; Calderoli: Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere, e relative disposizioni transitorie inerenti alle elezioni da svolgere nell’anno 2014 (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (A.C. 2213); e delle abbinate proposte di legge: Cicu; Mosca ed altri; Capelli ed altri; Marguerettaz ed altri; Vargiu; Bruno Bossio ed altri; Francesco Sanna ed altri; Balduzzi ed altri; Pisicchio; Migliore ed altri; Giorgia Meloni ed altri (A.C. 144-792-958-1216-1357-1473-1545-1878-1916-1933-1970)
http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0208&tipo=stenografico#sed0208.stenografico.tit00030.sub00040.int00010

Nella delegazione italiana presente nel Parlamento europeo le deputate sono appena il 21 per cento, un dato che contribuisce a far scendere al 31 per cento la presenza totale delle donne.
Percentuali che dimostrano quanto sia urgente un riequilibrio di genere anche del Parlamento Europeo: in un momento così difficile non si possono decidere le politiche sociali ed economiche che coinvolgono milioni di persone senza le competenze delle donne. (more…)

“ Bene i nuovi regolamenti della Commissione di vigilanza Rai per contrastare la sotto rappresentazione delle donne in politica”

3 aprile 2014

comunicato su regolamenti Commissione vigilanza
COMUNICATO STAMPA

Soddisfazione dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria
“ Bene i nuovi regolamenti della Commissione di vigilanza Rai
per contrastare la sotto rappresentazione delle donne in politica”
“Finalmente non saranno solo gli uomini gli unici protagonisti delle trasmissioni e servizi che la Rai manderà in onda per la prossima tornata elettorale”. L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria esprime la sua soddisfazione per i regolamenti appena licenziati dalla Commissione di Vigilanza Rai per le prossime scadenze elettorali che riguarderanno le Europee, le Regioni Piemonte e Abruzzo, e numerose amministrazioni comunali. “Per la prima volta infatti, richiamandosi all’articolo 51 della Costituzione e alla legge 215 del 2012, la Commissione di vigilanza intende contrastare efficacemente la sotto rappresentazione delle donne in politica, e prescrive la più ampia ed equilibrata presenza di entrambi i sessi nelle trasmissioni radio televisive del servizio pubblico. Non più solo parità di accesso a tutte le forze politiche ma – sottolinea l’Accordo- anche alle donne e agli uomini coinvolti nella consultazione elettorale. Un risultato ottenuto grazie al lavoro di squadra tra l’Accordo, la senatrice Laura Puppato e la deputata Paola De Micheli che, con il loro lavoro, sono riuscite a coinvolgere su questa battaglia di pari opportunità l’intera Commissione di vigilanza Rai , che, lo ricordiamo, conta solo 7 donne su 40 componenti e nessuna donna nel comitato di presidenza.
“L’Accordo è fiducioso che l’Autorità di garanzia per le telecomunicazioni si adeguerà agli stessi principi nelle delibere che riguardano le sue funzioni generali di controllo e le competenze sulle altre trasmissioni radiotelevisive”.

Le Firmatarie dell’Accordo
Roma, 4 aprile 2014
Rif. Daniela Carlà – danielacarla2@gmail.com – Roberta Morroni – morronir@libero.it

Parità di genere, iniziamo a cambiare dal voto europeo 

2 aprile 2014

Diramiamo l’articolo di Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, ma non possiamo fare a meno di introdurlo con un amaro commento: i tacchini rimandano ad un Natale nel quale non saranno più a rischio, accontentiamoci.

Parità di genere, iniziamo a cambiare dal voto europeo
Valeria Fedeli, Vicepresidente del Senato
● CARISSIME DEPUTATE, MI APPELLO A VOI, CHE CON CORAGGIO ED IN PIENA AUTONOMIA AVETE COMBATTUTO la battaglia per sostenere la modifica in senso paritario dell’Italicum, perché possiate sostenere con forza il ddl sulle elezioni europee in arrivo in questi giorni alla Ca mera e la sua veloce approvazione. Lo scrivo a voi, per dirlo in realtà a tutte le deputate e i deputati, perché so che il vostro lavoro in questa direzione è già partito. L’alleanza trasversale che avete saputo costruire e sostenere per modificare l’Italicum è stata guardata da me, e da tante che come me fanno politica con e per le donne, con ammirazione, accompagnando il vostro la- voro con azioni esplicite di sostegno: la dimostrazione che una stagione diversa delle relazioni tra donne è pienamente matura. Per questo non abbiamo mancato, noi che siamo al Senato, di sostenere con forza il vostro impegno, la vostra iniziativa, e come noi le tante associa- zioni di donne che da anni lavorano per la piena affermazione della democrazia paritaria.
Purtroppo il voto segreto ha bocciato le vostre, le nostre, qualificate proposte, ma quello che siete state capa- ci di fare non può smarrirsi dopo questa prima sconfitta.
La legge che abbiamo votato in Senato sulle elezioni europee prevede una norma «transitoria» per le prossi- me elezioni di maggio per il 2014, secondo la quale nel caso di tre preferenze espresse queste devono riguarda- re candidati di sesso diverso pena l’annullamento della terza. A partire dal 2019, poi, l’adozione della presenza paritaria nelle liste, l’alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con seconda e terza preferenza annullate se il principio non viene rispettato.
Il ddl presentato originariamente, di cui ero prima firmataria, prevedeva parità di genere al 50 per cento e la doppia preferenza di genere sin dalle prossime elezio- ni. Questa proposta di legge era stata poi firmata da tutte e tutti i senatori Pd, da Scelta Civica, dal Nuovo Centro Destra, da esponenti di Forza Italia, dalla Lega, da senatrici dei 5 Stelle (che solo il giorno del voto, han- no ritirato la firma).
Malauguratamente non si sono realizzate le condizio- ni per avere la maggioranza dei voti a favore della pro- posta della relatrice Lo Moro in Aula. Si è dunque rag- giunta una mediazione che rappresenta comunque un risultato, sancendo per legge un diritto che, nelle nor- me per le elezioni europee, non era finora riconosciuto.
Nel Parlamento europeo le deputate sono il 31% e solo il 21% in seno alla delegazione italiana (il quinto peggior dato tra tutti i Paesi membri). Vi appare dun- que evidente come una norma che contribuisca ad un riequilibrio di genere nella rappresentanza al Parlamen- to europeo sia urgente e necessaria. È lì, in quel Parla- mento, che si formano gli atti di indirizzo delle politiche comunitarie, politiche che senza lo sguardo delle donne sarebbero monche.
Non possiamo più accettare che la composizione del- le delegazioni nel Parlamento europeo sia discriminato- ria verso le donne. L’Europa è l’orizzonte istituzionale, politico ed economico nel quale costruire ogni nostra prospettiva, se vogliamo cogliere con serietà e credibili- tà le opportunità di ripresa e di rilancio.
Se vogliamo un’Europa che innovi il modo di considerare la propria funzione, che assuma la prospettiva del- la crescita, che scelga lo sviluppo etico e sostenibile per creare lavoro e benessere. Se vogliamo, di conseguenza, lavorare per la crescita e l’uguaglianza anche in Italia, non possiamo rinunciare al pieno contributo di donne e uomini, (more…)