Archive for marzo 2014

Le norme di garanzia di genere nelle elezioni europee approvate dal Senato

20 marzo 2014

Oggi, 20 marzo, alle 12 circa, l’Assemblea del Senato, presieduta da Valeria Fedeli, ha approvato con 155 sì, 58 no e 15 astenuti, il ddl sulle norme di garanzia di genere nelle elezioni europee, dal titolo «Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere e relative disposizioni transitorie inerenti alle elezioni da svolgersi nell’anno 2014» frutto delle seguenti proposte:
– FEDELI ed altri. – Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, per la promozione dell’equilibrio di genere nella rappresentanza politica alle elezioni per il Parlamento europeo (1224)
– ALBERTI CASELLATI ed altri. – Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di parità di condizioni per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo (1256)
– AMORUSO. – Modifica alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di preferenze (1304)
– CALDEROLI. – Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia (1305)
Il testo che ora passerà all’esame della Camera, prevede “la presenza paritaria nelle liste, l’alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con seconda e terza preferenza annullate se il principio non viene rispettato
A seguito dei tempi imposti prima in Commissione e poi in Aula , le nuove disposizioni saranno applicate solo nel 2019.
Una norma transitoria prevede la preferenza di genere già per le prossime elezioni di maggio: se si danno tre preferenze, la terza deve essere, pena l’annullamento della stessa, per un candidato o candidata di sesso diverso da quello delle prime due.
La senatrice Doris Lo Moro del Pd, relatrice in Commissione e Aula, su chi non è d’accordo ha detto:
“A chi non si trova d’accordo voglio dire che lo capisco, perché nemmeno io ero d’accordo, (more…)

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L’Italicum passa al Senato, e il voto segreto nasconde i maschilisti

16 marzo 2014

Il testo
Alleghiamo le slide ufficiali e riportiamo di seguito i link per accedere a quanto compare sul sito della Camera, ma riteniamo inaccettabile che sia omesso qualsiasi riferimento alle disposizioni che riguardano la formazione, la composizione e il raggruppamento delle liste sulle quali il voto viene espresso.
Non si trova in particolare nulla sulle norme relative:
– alla limitazione della riforma alle sole norme riguardanti la Camera
– alla presenza dei candidati dei due sessi (rimaste inalterate per la bocciatura di tutti gli emendamenti presentati)
– alle pluricandidature (vietate nel testo base e inserite nel numero massimo di 8 ).

“Il 12 marzo 2014 l’Assemblea della Camera ha approvato in prima lettura il testo della proposta di riforma del sistema di elezione della Camera dei deputati.
informazioni aggiornate a giovedì, 13 marzo 2014
• L’esame presso la Camera dei deputati
• La sentenza 1/2014 e la relazione della Corte costituzionale
• La discussione al Senato (more…)

Nomi e cognomi dei deputati (tutti uomini), che hanno chiesto il voto segreto sugli emendamenti di genere all’ITALICUM.

12 marzo 2014

Con tanta pazienza e parecchio tempo abbiamo dato un nome e cognome ai deputati (tutti uomini), che hanno chiesto il voto segreto sugli emendamenti di genere all’ITALICUM.
Sono in maggioranza di FI, ma non manca la Lega e perfino uno del PD!
Da notare la firma di Francesco Paolo Sisto, che avrebbe dovuto evitare in quanto presidente della Commissione , tanto è vero che l’ha ritirata quando ormai il numero necessario di firme era assicurato.
Va chiesta, visto che è in uno stadio avanzato la riforma del regolamento della Camera, la modifica delle disposizioni sulla redazione degli atti parlamentari, nei quali i deputati dovrebbero essere citati sempre e ( non solo nel caso di omonimie) col nome e cognome e sul voto segreto.

Atti Parlamentari — 49 — Camera dei Deputati
XVII LEGISLATURA — DISCUSSIONI — SEDUTA DEL 10 MARZO 2014 — N. 186

NB nel resoconto i firmatari sono indicati solo col cognome mentre in questo testo sono stati aggiunti i nomi propri (necessari per capire il sesso) e i Gruppi

Presidente- Prima di procedere, avverto che, ai sensi dell’articolo 51, comma 2, del Regolamento,
i deputati sotto indicati hanno chiesto il voto segreto sugli emendamenti Roberta Agostini 1.88, Locatelli 1.87, Andrea Romano 1.91, Migliore 1.90, Roberta Agostini 1.93 e 1.92 (versione corretta) e
anche su ulteriori proposte emendative che sarà mia cura indicare di volta in volta.
Ricordo che, ai sensi dell’articolo 52, comma 3, del Regolamento, chi ha sottoscritto una richiesta di votazione a scrutinio segreto deve essere presente al momento del voto, altrimenti la sua firma si
intende ritirata. Come avvenuto in precedenti analoghe circostanze, di cui abbiamo i precedenti,
darò lettura dell’elenco dei deputati che hanno sottoscritto la richiesta, al fine di verificarne la presenza in Aula: Gianluca Buonanno LNA ,Maurizio Bianconi FI , Antonio Marotta FI , Pietro Laffranco FI ,Gianfranco Chiarelli FI , Carlo Sarro FI , Fabrizio Di Stefano FI, Riccardo Gallo Afflitto FI
Achille Totaro FI , Francesco Catanoso FI, Massimo FdI, Corsaro, Fabio Rampelli FI , Bernardo… non è presente, quindi lo cancelliamo.
Giuseppe Galati FI , Cosimo Latronico FI , Luca D’Alessandro FI , Luigi Cesaro FI , Elio Massimo Palmizio FI , Maino Marchi PD (Inserito per errore nel resoconto, come chiarito successivamente ) Rocco Crimi FI … non è presente, Benedetto Francesco Fucci FI , Ignazio Abrignani FI , Daniele Capezzone FI , Giorgio Lainati FI , Giovanni Carlo Mottola FI , Antonio Palmieri FI , Luca Squeri FI , Piero Longo FI, Sandro Biasotti, FI FRANCESCO PAOLO SISTO firma ritirata , Marcolin… non è presente, Attaguile… non è presente, Cera… non è presente, GIUSEPPE DE MITA. SCpI firma ritirata, Valentino Valentini FI , Paolo Vella FI , Gaetano Piepoli I, Gaetano Nastri FDI Pasquale Maietta FDI ,Paolo Russo FI , Roberto Marti FI , Gianluca Pini LEGA NORD E AUTONOMIE, Guido Guidesi LNA, Nicola Molteni LNP, Cesaro Antimo SCPI . (more…)

Mai più italiane portatrici d’acqua: il bilancio di due anni

10 marzo 2014

L’opera donata al Quirinale l’otto marzo del 2012 ha costituito il simbolo della campagna “Mai più italiane portatrici d’acqua”, lanciata dalla Rete per la Parità per ottenere nuove leggi elettorali per il Parlamento, le Regioni, le Province e i Comuni, che permettano una presenza più incisiva delle donne nelle assemblee elettive e nelle Giunte.
La maggiore presenza delle donne nei luoghi decisionali è il presupposto di un maggiore benessere sociale e un migliore impiego delle energie e delle potenzialità del Paese.
Un primo risultato era stato già raggiunto per le nomine con la legge Golfo Mosca, la n. 120 del 2011 che prevede un minimo di presenza delle donne nei Consigli di amministrazione
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/avvocatoAffari/mercatiImpresa/2012/03/la-legge-1202011-golfo-mosca-sulle-quote-rosa-effetti-e-conseguenze.php
Oggi, a distanza di due anni, l’ambizioso progetto di riequilibrare la presenza di donne e uomini nelle assemblee elettive e nelle Giunte ha segnato una vittoria con la Legge 215 del 2012 sulla presenza delle donne nei consigli e nelle giunte dei comuni e delle province.
Invece, nonostante l’impegno delle donne, nessuna Regione ha seguito l’esempio positivo della legge n. 4 del 2009 della Regione Campania
http://www.sito.regione.campania.it/leggi_regionali2009/lr04_2009.htm
che ha anche superato il vaglio della Corte Costituzionale.
http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=4
Per quanto riguarda il Parlamento, in questi giorni un fronte comune di parlamentari di quasi tutti i gruppi (compreso FI) e delle associazioni delle donne, che da anni si riconoscono nell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, chiede con forza di sostituire con disposizioni in linea con la Costituzione quelle contenute nel testo base dell’ITALICUM, che costituiscono una garanzia a favore dell’elezione degli uomini.
Nell’articolo comparso oggi 9 marzo su Il Sole 24 ore, Alternanza dei sessi in lista il politologo Roberto D’Alimonte, che recentemente si è definito “zio dell’ITALICUM”, dopo aver ammesso con un’elegante litote che “le attuali norme dell’ITALICUM non favoriscono la rappresentanza femminile” ritiene possa essere un compromesso accettabile prevedere l’alternanza dei sessi nelle liste.
Per quanto riguarda l’ultima osservazione dell’articolo circa il fatto che nella maggior parte dei paesi europei la rappresentanza femminile è favorita non grazie a leggi, ma in base agli statuti dei partiti, vale la pena ricordare che la sentenza della Corte costituzionale n. 422 del 1995 che abolì le quote, non mancò di affermare che “ A risultati validi si può quindi pervenire con un’intensa azione di crescita culturale che porti partiti e forze politiche a riconoscere la necessità improcrastinabile di perseguire l’effettiva presenza paritaria delle donne nella vita pubblica, e nelle cariche rappresentative in particolare.”
Ad oggi solo il Partito democratico ha approvato e applicato norme a garanzia della democrazia paritaria; quell’improcrastinabile suggerisce, visti i circa venti anni passati, che sia proprio la legge elettorale a imporre norme non finalizzate a mantenere posizioni di potere, ma a garanzia della democrazia paritaria.
Forse già domani 10 marzo sapremo se gli uomini avranno scelto di proseguire in un braccio di ferro che potrebbe costituire la goccia che fa traboccare il vaso e mettere in forse lo stesso destino dell’ITALICUM, o, almeno, il veloce iter che era stato preannunciato.

Da un otto marzo all’altro

10 marzo 2014

L’otto marzo del 2012, in occasione della Giornata internazionale della donna, la presidente e le componenti del Direttivo dell’associazione di promozione sociale Rete per la Parità, portarono in omaggio al Presidente della Repubblica un’opera della scultrice Sandra Fiorentini Lorenco, socia di Aspettare stanca, una delle associazioni fondatrici della Rete per la Parità.
http://www.sandrafiorentini.com/eventi.htm

Riportiamo l’intervento della Dott.ssa Serenella Martini del Dipartimento Pari Opportunità-Presidenza del Consiglio dei Ministri,svolto in occasione della Mostra personale-Workshop di Materia e Superfici ceramiche del 6 marzo 2014 “Arte e Femminino” della stessa artista, che si apre con le parole di Sandra:

“Cosa c’è di più inerente al mondo femminile del fare del creare, del dare vita?
La creatività è alla base dell’arte, la creatività è alla base di ogni impresa umana ed io come artista, mi sento sorella di ogni donna imprenditrice e di ogni uomo imprenditore. Ho spesso riflettuto sull’affinità sottostante l’arte e la Creazione, così come descritta nella Genesi: Dalla polvere della terra Dio creò Adamo (da adamà –terra in ebraico) ed io oso dire: dalle mani dell’artista l’opera prende forma. L’argilla è la materia che più amo, perché rappresenta il cammino dell’uomo nel tempo e nello spazio ed è fonte di archetipi profondi. La Bellezza della donna, il Bello che c’è in lei sono i miei temi ricorrenti: Le Portatrici D’acqua, Maternità Bambina, Adolescenza, Donna D’Africa. Donna dai Vasi Rotti, Stanchezza, sono questi alcuni titoli delle mie opere. So bene come nel tempo passato e presente, così come nello spazio vicino o lontano che sia, il Bello ed in particolare la Bellezza della donna sia stata violata, offesa, denigrata e sfruttata. L’umanità sa costruire e sa distruggere (more…)

Tensione sulla parità di genere

7 marzo 2014

1 Rimane alta la tensione sulla parità di genere. Le quote rosa dividono, un asse trasversale di deputate preme per rafforzare le norme dell’Italicum sulla rappresentanza femminile in lista. L’iniziativa mette alla prova l’accordo tra Renzi e Berlusconi. La presidente della Camera Laura Boldrini lancia un appello ai partiti a non fare passi indietro e a riconoscere alle donne la possibilità di essere candidate in posizione eleggibile. L’appello bipartisan delle 90 deputate Novanta deputate dei partiti che sostengono la riforma elettorale – da Pd a Fi, da Ncd a Sc, Udc e Pi – hanno infatti sottoscritto un «appello aperto» ai leader dei loro partiti affinché sostengano gli emendamenti bipartisan per la parità di genere. Mentre i democratici aprono, Forza Italia non molla: il testo della legge elettorale non si tocca più, è il mantra tra gli Azzurri. Ma il Pd non dispera che il weekend di riflessione porti consiglio e alla fine il pressing vada Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/oV9R2

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-07/legge-elettorale-camera-no-introduzione-preferenze-alta-tensione-parita-genere-080928.shtml?uuid=ABX1CP1

2 A Sisto che ha dichiarato al TG1 delle 13,30 del 7 marzo, che non può essere garantita l’elezione delle donne, chiediamo perchè l’attuale testo dell’ITALICUM garantisce l’elezione degli uomini.
Leggi l’intervista a Rosy Bindi
Nella seduta notturna della Camera dei deputati Rosy Bindi è intervenuta due volte sulla legge elettorale, affrontando i temi caldi in discussione: liste bloccate e parità di genere. GUARDA I VIDEO

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3 Legge elettorale, Bindi: «La parità di genere è nella Costituzione e nel Dna del PD»
intervista di Francesca Schianchi, La Stampa, 7 marzo 2014

Io non sono mai stata una femminista, quindi sono veramente al di sopra di ogni sospetto, ma la parità di genere sta nella Costituzione e nel Dna del Pd, non ci si può rinunciare». Rosy Bindi esce dall’Aula della Camera solo pochi minuti, tra un voto e l’altro. Abbastanza però per manifestare la sua preoccupazione riguardo alla legge elettorale, in particolare sul tema della rappresentanza femminile: se non ci sarà, la combattiva deputata Pd, ex presidente del partito, oggi presidente della Commissione antimafia, potrebbe anche non votare la legge, (more…)

Rompiamo le code! Un video di Pari o Dispare

7 marzo 2014

ROMPIAMOLECODE_8marzo2014-def

#ROMPIAMOLECODE
PARI O DISPARE INVITA LE DONNE A ROMPERE LE CODE. NON SOLO PER L’8 MARZO
L’associazione presenta il nuovo spot che racconta quante risorse economiche potrebbero
liberarsi con la valorizzazione dei talenti femminili nei diversi ambiti della società

Roma, 7 marzo 2014 – In occasione dell’8 marzo l’Associazione Pari o Dispare (www.pariodispare.org) presenta un nuovo spot in collaborazione con la casa di produzione Non Chiederci la Parola che ripercorre alcune evidenze della disparità uomo-donna nel nostro Paese, con ironia e impegno attivo.

Nello spot le attrici Alessandra Faiella, Claudia Penoni, Margherita Antonelli, Rita Pelusio (protagoniste anche dello spettacolo teatrale “Stasera non Escort”), sono impegnate in un’interminabile coda che lascia loro il tempo per alcune riflessioni, qualche dato e per una domanda: per le donne è sempre tutto più complicato?

L’associazione Pari o Dispare (PoD per Amiche e Amici) vuole ricordare ancora una volta al nostro Paese e al nuovo Governo Renzi, come in Italia le donne nascano pari e crescano dispare. I numeri elaborati dall’Istat, da Banca d’Italia e da altri prestigiosi Istituti concordano e non lasciano alternative: per uscire dalla crisi non possiamo proprio permetterci di rinunciare al talento femminile e alla forza delle donne che vivono in Italia.

In base all’ultimo rilievo ISTAT ogni 100 cittadini italiani, 52 sono donne. Solo il 47% delle donne ha un’occupazione contro il 67% dei colleghi uomini. Le donne continuano a essere pagate meno rispetto agli uomini e, come recentemente ricordato dalle pagine di un prestigioso quotidiano italiano, nell’arco di una vita per creare il reddito di un uomo ci vogliono due donne.

Tanti ancora sono i passi da fare per una vera meritocrazia in Italia, nel vasto mercato del lavoro come ai vertici di ogni settore: se davvero seguissimo una rigorosa applicazione del principio del merito, le donne sarebbero sicuramente protagoniste, viste le migliori performance scolastiche e accademiche. (more…)