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Nel nuovo Governo non manchi la Ministra per le Pari opportunità

15 febbraio 2014

L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, in vista della costituzione di un nuovo Governo, ritiene essenziale che sia nominata una Ministra per le Pari opportunità.
Ecco il comunicato:
Comunicato per ministra Pari opportunità (2)
L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, in vista della costituzione di un nuovo Governo, ritiene essenziale che sia nominata una Ministra per le Pari opportunità che sia in grado nel Consiglio dei Ministri di far sentire la voce delle donne e i problemi del nostro paese in un rapporto di interlocuzione anche con l’insieme dell’associazionismo femminile. Un punto di riferimento per le politiche di genere in questa fase in cui la crisi economica colpisce le donne doppiamente nella loro vita pubblica e privata.

Non possono continuare a essere trascurati o ad avere politiche deboli o di pura facciata problemi quali la disoccupazione femminile, il precariato, in particolare delle giovani, la violenza contro le donne e il femminicidio che continua a colpire in forme gravi il nostro paese, la necessità di rappresentare le donne contro le distorsioni operate sui media, la carenza di servizi sociali dovuta alle ridotte risorse degli enti locali, l’esigenza di promuovere la parità della presenza delle donne nelle istituzioni e nei luoghi decisionali. Politiche che ci aspettiamo siano contemplate nel suo programma di governo e che dovranno impegnare tutti i ministri ma per le quali è importante avere una figura di stimolo e di coordinamento in una logica di mainstreaming.

Sono molte le dimostrazioni di questa necessità che abbiamo avuto nel tempo, anche sulle politiche “ generali” ma l’ennesima dimostrazione della necessità di una Ministra per le Pari Opportunità si è avuta di recente con le vicende derivanti dalla condanna di Strasburgo per la violazione del principio di parità nell’attribuzione del cognome alle figlie ed ai figli, cui ha fatto seguito un DDL approvato dal Consiglio dei ministri, lodevole per la tempestività, ma criticabile nei contenuti, del quale, peraltro, non si è avuto più notizia. Se non si provvederà al riguardo, la condanna avrà i suoi effetti e incombe anche un giudizio davanti alla Corte Costituzionale.

Roma, 15 febbraio 2014
Le Firmatarie dell’Accordo

Rif. Daniela Carlà – danielacarla2@gmail.com – Roberta Morroni – morronir@libero.it

Ancora a proposito dello stretto intreccio tra riforma elettorale e mosse di Renzi

15 febbraio 2014

15 febbraio

Aggiorniamo velocemente il post del 13 febbraio alla luce degli ultimi eventi.

Si sta forse verificando quanto era facilmente prevedibile: guai a far accordi col Cavaliere, si diventa una pedina nelle sue mani.

E per capire la differenza tra gli annunci e la realtà dei fatti, invitiamo chi sta seguendo il faticoso iter della riforma elettorale alla Camera e i possibili svuiluppi delle altre rifoeme. a rileggere quanto pubblicato a proposito dell’Italicum il 27 gennaio e che ancora compare sul sito di Matteo Renzi.
http://www.matteorenzi.it/infografica-italicum/

Lo stop ai lavori della Camera sulla riforma della legge elettorale per il Parlamento (ancora non si conoscono i tre emendamenti Sisto che sarebbero stati approvati nella riunione del Comitato dei 9 del 10 febbraio) potrebbe essere stata soltanto la prima mossa di Forza Italia.

Dopo la decisione della Direzione nazionale del PD e le dimissioni di Letta, in queste ore si è diffusa la notizia che potrebbe arrivare in soccorso del futuro Governo Renzi un certo numero di senatori provenienti proprio da FI.

Vedi IL FATTO, prima pagina del 15 febbraio, ma se ne parla anche in TV.
FABRIZIO D’ESPOSITO. Il Caimano lo abbraccia, il Vaticano lo fustiga. Berlusconi in soccorso del candidato premier: pronta alla fiducia una squadretta di 11 senatori arruolati da Verdini per neutralizzare Alfano. Il Cav. dispensa elogi: “Matteo e’intelligente e non e’comunista”. Ma l’Osservatore Romano parla di peccato originale del nuovo governo: nasce con metodi stantii.

Una bella mossa per rendere ininfluente il NCD, o almeno per mitigarne le pretese.
Ma una mossa che riporta in pieno il Caimano sulla scena politica, non a caso oggi guiderà lui, salvo sorprese dell’ultimo minuto, la delegazione di FI al Quirinale.