Archive for febbraio 2014

I lavori della tavola rotonda svoltasi il 25 febbraio sembrano già lontani.

28 febbraio 2014

Oggi, 27 febbraio, il Presidente Gaetano Silvestri ha tenuto la sua relazione sulla giurisprudenza costituzionale del 2013 e si moltiplicano i commenti, soprattutto sulla parte che riguarda la sentenza sulla legge elettorale:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-27/legge-elettorale-presidente-consulta-silvestri-garantisca-governi-stabili-111625.shtml?uuid=ABw8wXz

http://www.corriere.it/politica/14_febbraio_27/riforme-silvestri-si-camera-autonomie-9f64ce62-9faa-11e3-b156-8d7b053a3bcc.shtml

http://www.huffingtonpost.it/2014/02/27/silvestri-consulta-legge-elettorale-governi-stabili_n_4864511.html?utm_hp_ref=italy

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2014/2/27/ITALICUM-Il-presidente-della-Consulta-Silvestri-la-legge-elettorale-garantisca-governi-stabili/473998/
http://qn.quotidiano.net/cronaca/2014/02/27/1031916-titolo-quinto-costituzione-silvestri.shtml

http://www.huffingtonpost.it/stefano-ceccanti/dalla-conferenza-del-presidente-della-corte-meno-sospetti-sullitalicum_b_4867647.html?utm_hp_ref=italy

Dalla relazione del Presidente Gaetano Silvestri sulla giurisprudenza costituzionale del 2013
Omissis
3.1. Con la sentenza n. 1 del 2013, resa nel conflitto di attribuzione sorto in seguito alle intercettazioni casuali delle comunicazioni telefoniche del Presidente della Repubblica, la Corte ha ricostruito – al di là del caso concreto deciso con quella pronuncia – il complesso delle attribuzioni del Presidente «collocato dalla Costituzione al di fuori dei tradizionali poteri dello Stato e, naturalmente, al di sopra di tutte le parti politiche. Egli dispone pertanto di competenze che incidono su ognuno dei citati poteri, allo scopo di salvaguardare, ad un tempo, sia la loro separazione che il loro equilibrio». In questa prospettiva, il Presidente della Repubblica «rappresenta l’unità nazionale (art. 87, primo comma, Cost.) non soltanto nel senso dell’unità territoriale dello Stato, ma anche, e soprattutto, nel senso della coesione e dell’armonico funzionamento dei poteri politici e di garanzia, che compongono l’assetto costituzionale della Repubblica. Si tratta di organo di moderazione e di stimolo nei confronti di altri poteri, in ipotesi tendenti ad esorbitanze o ad inerzia».
L’equilibrio costituzionale, che dovrebbe essere il risultato spontaneo del sistema di freni e contrappesi tracciato dalla legge fondamentale, può subire alterazioni e turbative, dalle quali sorge la necessità di interventi che non incidano nel merito delle decisioni politiche – riservate al circuito corpo elettorale, Parlamento, Governo – ma riavviino meccanismi costituzionali eventualmente bloccati o, al contrario, moderino l’asprezza di conflitti, che, dal naturale terreno del confronto politico, rischiano di trasmodare sul piano del corretto ordine di rapporti tra gli organi costituzionali della Repubblica.
L’esistenza di una suprema istanza di regolazione del funzionamento del sistema costituzionale non introduce elementi in contrasto con la forma di governo parlamentare, basata appunto sulla distinzione e sulla convergente efficacia delle decisioni politiche democraticamente legittimate e degli atti di controllo degli organi di garanzia, su cui grava il difficile compito di mantenere integro, nei limiti del possibile, l’equilibrio costituzionale nel cui ambito quelle decisioni sono destinate a prodursi e ad operare.
3.2. L’equilibrio costituzionale non è bene prezioso soltanto per i vertici delle istituzioni, nei rapporti tra poteri dello Stato e tra organi costituzionali, ma è parte essenziale della stessa ragion d’essere della democrazia pluralista, quale è configurata dalla Costituzione italiana.
L’esercizio concreto della sovranità popolare, «nelle forme e nei limiti della Costituzione» – secondo la felice formula dell’art. 1, secondo comma – avviene mediante la rappresentanza politica, istituto indispensabile (anche se integrato da importanti strumenti di democrazia diretta) per governare democraticamente un grande Paese,nel quale esiste ed opera una società civile di alta complessità economica, sociale e culturale, che si riflette inevitabilmente sul sistema politico.
In questo quadro, la legge elettorale deve prevedere un meccanismo di trasformazione dei voti in seggi, che, pur assicurando la necessaria rappresentanza alle diverse articolazioni della società civile, miri a rendere possibile la formazione di Governi stabili, fondati su maggioranze non fluttuanti. La Costituzione non prevede un particolare sistema elettorale, né la Corte costituzionale ha alcuna competenza a colmare questa lacuna, voluta, come risulta chiaramente dagli atti dell’Assemblea costituente.
Alla luce di quanto detto, si comprende facilmente che questa Corte, con la sentenza n. 1 del 2014, non ha esposto una propria formula elettorale (né avrebbe potuto farlo), ma si è limitata a dichiarare costituzionalmente illegittime alcune norme della legge elettorale oggetto di censura da parte della Corte di cassazione.
In particolare, la previsione di un cospicuo premio di maggioranza, senza la fissazione di una soglia minima per la sua applicazione, deve essere considerata come «una disciplina manifestamente irragionevole, che comprime la rappresentatività dell’assemblea parlamentare, attraverso la quale si esprime la sovranità popolare, in misura sproporzionata rispetto all’obiettivo perseguito (garantire la stabilità di governo e l’efficienza decisionale del sistema), incidendo anche sull’eguaglianza del voto, in violazione degli artt. 1, secondo comma, 3, 48, secondo comma, e 67 Cost.».
Il secondo punto critico, che ha determinato la sentenza di accoglimento della Corte, è quello delle liste c.d. “bloccate”, che contengono elenchi spesso assai lunghi di candidati, difficilmente conoscibili dai cittadini elettori, con il risultato che «manca il sostegno della indicazione personale dei cittadini, che ferisce la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione». (more…)

Migliorare l’ITALICUM si può: Sui lavori della Tavola rotonda svoltasi il 25 febbraio

28 febbraio 2014

Report Tavola Rotonda 25 f eb 2014
Migliorare l’Italicum. Si può!
Le richieste delle elettrici e degli elettori: rappresentanza paritaria e non solo

Sui lavori della Tavola rotonda svoltasi il 25 febbraio 2014
Report Tavola Rotonda 25 febbraio 2014 by aspettarestanca

Migliorare l’Italicum. Si può!
Le richieste delle elettrici e degli elettori: rappresentanza paritaria e non solo
Sulla legge elettorale “Italicum” che dovrebbe tornare presto alla discussione in Parlamento, si moltiplicano le prese di posizione dentro e fuori dai partiti e sulle testate nazionali, ma poco si discute in diretta e con esperti ed esperte in carne ed ossa. Esistono punti ancora da chiarire? Quali sono le perplessità? Le proposte di emendamenti sono sufficienti a illuminare i punti controversi? Per rispondere ai numerosi quesiti che da più parti si levano ASPETTARE STANCA, AFFI- Power&Gender e AzioneCivica hanno promosso, con il supporto della segreteria organizzativa della Rete per la Parità, una tavola rotonda di approfondimento, che si è tenuta martedì 25 febbraio, alla Casa Internazionale delle donne. A guidare gli interventi è stata la giornalista Alessandra Mancuso, fondatrice e attuale portavoce di Giulia http://www.giulia globalist. Prima di dare la parola alle/ai presenti, Alessandra Mancuso, ha comunicato che la poltrona in prima fila coperta da un drappo rosso “Posto occupato” ricorda la mobilitazione contro il femminicidio, a testimoniare che la violenza sulle donne e contro le donne è uno dei problemi fondamentali di questo mondo. http://postoccupato.org. In ogni incontro pubblico dovrebbe esserci sempre un POSTO OCCUPATO.
In assenza di Agnese Canevari, -trattenuta da impegni di lavoro, Rosanna Oliva ha fatto il punto sull’iter dell’ITALICUM alla Camera, ancora in attesa di una nuova calendarizzazione in Aula e con un testo di cui non si conoscono i più importanti emendamenti approvati dal Comitato dei Nove, (i membri della prima commissione che seguono i lavori d’Aula) annunciati , ma non ancora divulgati ufficialmente.
In un collegamento da Milano per capire cosa pensano della proposta i ventisette giuristi che hanno proposto il ricorso davanti alla Corte costituzionale, è stato lo stesso Aldo Bozzi , primo firmatario del ricorso, presente in studio anche Claudio Tani, ad intervenire , sottolineando alcuni punti essenziali. La legge attuale, scaturita dalle modifiche apportate dalla Corte, consente di andare alle elezioni con un sistema proporzionale; la nuova legge in discussione dovrà tener conto delle osservazioni essenziali in essa contenute a Costituzione Immutata. Se si vuole modificare la Costituzione e l’attuale impianto dei poteri bisogna dichiararlo apertamente: in Italia il premier non è eletto dal popolo e neppure il presidente della Repubblica. La governabilità è frutto della sapienza e capacità politica degli eletti piuttosto che un meccanismo indotto da alchimie elettorali. Governi eletti con il proporzionale puro e composti da più partiti, sono stati in grado di generare tutte le grandi riforme di questo paese, anche molto controverse all’interno delle direzioni dei partiti e tra l’elettorato.
Antonio Dainelli con supporti in video ha illustrato le differenze tra i vari sistemi e il contenuto dell’Italicum e ha presentato una proposta di sistema maggioritario paritario binominale (o plurinominale), che prevede per ogni collegio l’elezione di una coppia vincente (donna e uomo) e di un terzo rappresentante (donna o uomo) per il partito o movimento secondo classificato.
Antonella Anselmo ha sottolineato che non c’è rinnovamento, non c’è rispetto della Costituzione senza la parità, ma il contesto italiano è poco favorevole. La composizione paritaria del Governo Renzi ha avuto molti commenti negativi e le sentenze finora ottenute dai giudici amministrativi per la violazione dei principi costituzionali, comunitari e internazionali da parte dei sindaci che hanno nominato Giunte senza o con poche donne, potrebbero esser seguiti da decisioni meno in linea con tali principi.
Marisa Rodano, ha illustrato l’azione svolta dall’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria (del quale Aspettare stanca e Power and Gender sono attive componenti) per proporre emendamenti all’Italicum al fine di assicurare alle donne parità nelle candidature e nella possibilità di essere elette, emendamenti che sono stati fatti propri e presentati alla Camera da donne parlamentari di diversi gruppi politici. Successivamente, a titolo personale, ha sostenuto che, a suo avviso, l’Italicum è un tentativo surrettizio di modificare la Costituzione, la quale prevede una Repubblica parlamentare (e non presidenziale) nella quale il Presidente del Consiglio non è eletto dal popolo, ma costruisce la sua maggioranza nel parlamento. Non serve un sistema maggioritario per assicurare la governabilità. Ricorda che negli anni della Prima Repubblica, durante il periodo in cui il Parlamento era eletto con il sistema proporzionale, anche se i governi si avvicendavano di frequente, sono state attuate importanti riforme.
Rosanna Oliva è intervenuta sul tema delle Primarie regolamentate per legge per scegliere candidate e candidati nelle Liste del proporzionale o dei Candidati/e nei Collegi del maggioritario. Il ricorso alle primarie potrebbe essere la risposta alla contrapposizione tra chi è pro e chi è contro le preferenze. Con l’uso della tessera elettorale per il voto e una serie di altri accorgimenti, che sono stati approfonditi in una bozza di proposta già disponibile, si potrebbe assicurare trasparenza e democraticità nel voto. La scelta su liste diverse per gli uomini e per le donne garantirebbe anche la presenza paritaria di entrambi i generi nelle liste o nei collegi.
Irene Giacobbe sulle cosiddette leggi (o meglio norme della legge elettorale ) di contorno, come la regolamentazione delle campagne elettorali e il rispetto della par condicio di genere, il conflitto d’interessi, ha portato all’attenzione anche il tema controverso delle pluricandidature Quanto le pluricandidature cozzano anche con l’Art 3 della costituzione “tutti sono eguali di fronte alla legge?” e quello dell’Incandidabilità , Vanno riviste anche le norme sulla incandidabilità, ha ricordato che oltre 201 comuni sono sciolti per infiltrazioni e malaffare, 16 consigli regionali su 20 sono indagati dalla magistratura o dalla Corte dei conti , 30 deputati della passata legislatura sono stati condannati per reati gravi e oggi due segretari su tre dei maggiori partiti in parlamento sono stati condannati con sentenza definitiva di cui uno, Berlusconi, per un reato grave contro lo stato: Quanto questa situazione ci avvicina o ci allontana dal consesso delle democrazie?
Non è stato possibile per motivi tecnici effettuare il previsto collegamento a distanza con Tommaso Nannicini, che manderà un suo scritto sul tema del passaggio dai voti ai seggi, strettamente connesso a quello dell’ individuazione dei collegi e delle circoscrizioni.
Ha concluso la tavola rotonda Mario Segni che auspica il rispetto della volontà popolare espressa nei referendum del 1991 e 1993 in cui l’impegno di molte associazioni di donne (ANDE e FUCI in testa) è stato fondamentale per il risultato. Segni ha ricordato che il processo referendario era una esigenza insopprimibile per adeguare il sistema politico agli enormi cambiamenti della società italiana. L’obbiettivo era passare dalla repubblica dei partiti a quella dei cittadini ed ancora non è stato raggiunto. E non sarà mai raggiunto se non avremo il coraggio di arrivare a una modifica importante della Costituzione che permetta davvero al Presidente del Consiglio di diventare il “sindaco d’Italia”, cioè avere il potere di incidere in concreto nelle scelte di fondo.
Sono intervenute anche Simonetta Sotgiu, di NOIDONNE Sardegna, che ha portato l’esperienza negativa del recente rinnovo del Consiglio regionale sardo con una legge simile a quella del futuro ITALICUM, Annamaria Isastia, presidente del SOROPTMIST INTERNATIONAL ITALIA, associazione che segue con particolare attenzione anche le norme elettorali nelle singole regioni, e Vanna Palumbo, che condivide le richieste delle norme/leggi di contorno.
Su FB reteperlaparita vedi album foto

BIO Partecipanti Tavola rotonda del 25 febbraio 2014
ANTONELLA ANSELMO – Avvocata amministrativista del Foro di Roma e condirettore di una rivista scientifica. Si occupa di ambiente, beni culturali, politiche sociali e sanitarie. Si avvicina alle politiche di genere con l’associazione Di Nuovo. Nel febbraio 2011 risulta cofondatrice del movimento Se Non Ora quando? Partecipa attivamente alle iniziative contro la violenza nei confronti delle donne e a sostegno della democrazia paritaria nei luoghi decisionali politici ed economici. Avvocata di importanti associazioni femminili. antonella.anselmo@sudiolemme.it http://www.studiolemme.it
ALDO BOZZI – Avvocato milanese, omonimo e nipote del politico Aldo Bozzi che nel 1985 guidò la prima commissione parlamentare incaricata di elaborare un progetto di revisione della parte seconda della Costituzione italiana. Nel novembre del 2009, in qualità di privato cittadino, ha citato in giudizio la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno davanti al tribunale di Milano, sostenendo che nelle elezioni politiche che si sono tenute dopo l’entrata in vigore della legge 270/2005, il cosiddetto Porcellum, e nello specifico nelle elezioni del 2006 e del 2008, il suo diritto di voto era stato leso, perché non si era svolto secondo le modalità fissate dalla Costituzione: non era stato garantito un voto “personale ed eguale, libero e segreto” (art. 48) e “a suffragio universale e diretto”. La Corte di Cassazione ha ritenuto non manifestamente infondata l’eccezione di incostituzionalità e inviato gli atti alla Corte Costituzionale, che ha emesso la nota sentenza n. 1 del 2014. bozzialdo6@gmail.com
AGNESE CANEVARI.- Laureata in Scienze Politiche, master in Istituzioni Parlamentari europee e storia costituzionale e in Gender equality e Diversity management. Da anni si occupa di uguaglianza di genere, di diritti delle donne, di democrazia paritaria. Ha collaborato con l’Ufficio legislativo del Dipartimento per le Pari Opportunità. Attualmente lavora all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e si occupa di diritti e parità di trattamento per i diversi fattori di discriminazione. Collabora con l’Università di Pavia come docente al master in Genere, immigrazione, modelli familiari e strategie sociali. All’esperienza professionale ha affiancato anche un intenso impegno sociale. E’ socia fondatrice di Pari o Dispare e coordinatrice del Gruppo “Donne, lavoro e welfare”; socia fondatrice e componente del direttivo di Aspettare stanca; componente del Comitato scientifico della Rete per la Parità. Ha coordinato il gruppo di lavoro che ha elaborato il documento “Per un sistema di regole elettorali women friendly”. É autrice di saggi e articoli sul tema della democrazia paritaria.
agnese.cnvr@gmail.com – www. aspettarestanca.wordpress.com
ANTONIO DAINELLI – Laureato in Fisica presso l’Università di Pisa. Esperienze professionali in ambito nazionale e internazionale, dipendente dal 1988 dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con attività di ricerca in fisica fondamentale e sviluppo tecnologico. Attivista di Alleanza Democratica (poi Unione dei Democratici), confluita ne I Democratici per l’Ulivo. Tra i fondatori nel 2005 di Unione Civica Padovana e tra i promotori del processo di costituzione dell’Associazione per il Partito Democratico. Coordinatore provinciale dei Referendum istituzionali di Segni e sulla Legge Elettorale (Segni-Guzzetta). Tra i fondatori, nel 2010, della Lega Per l’Uninominale. Promotore nel 2013 di una Legge Elettorale di impianto Binominale-Maggioritario, per una corretta Rappresentanza di Genere (Democrazia Paritaria), nel rispetto dei Referendum popolari del 1991, 1993 e 1999. Promotore su Twitter e FaceBook di Uninominale e AzioneCivica.
@Uninominale @AzioneCivica_www.azionecivica.wordpress.com
IRENE GIACOBBE.- Femminista, pubblicista, ricercatrice, interprete. Lavora con le Associazioni della Casa Internazionale delle Donne di Roma. E’tra le fondatrici di Differenza Donna, Assolei, Pari o dispare, Power and gender. E stata una delle presidenti dell’AFFI (associazione firmataria dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria) e curatrice del “Laboratorio 50 & 50”per la riforma elettorale paritaria. Componente dei Comitati Scientifici di Solidea e della Rete per la Parità. Collabora al master sulle Pari opportunità dell’Università RomaTre. i.giacobbe@yahoo.ithttp://www.power-gender.org
TOMMASO NANNICINI – Professore associato di economia politica all’Università Bocconi di Milano, dove insegna econometria e political economics. Ha pubblicato su numerose riviste scientifiche, tra cui l’American Economic Review e l’American Political Science Review. Ha insegnato all’Universita’ Carlos III di Madrid e svolto periodi di ricerca a Harvard University, MIT, Fondo Monetario Internazionale, EIEF e CREI. È affiliato anche ai centri di ricerca IGIER-Bocconi e IZA.
http://www.tommasonannicini.eu/Twitter: @TNannicini.
ROSANNA OLIVA- Già funzionaria dello Stato, come esperta giuridica ha ricoperto incarichi regionali, in Parlamento e di Governo. Nel 2006 ha fondato Aspettare stanca, per promuovere la presenza paritaria delle donne in politica e tuttora ne segue il blog. Appena laureata con un suo ricorso alla Corte Costituzionale ha provocato la sentenza 33/60, che eliminò le principali discriminazioni per l’accesso alla P.A. Nel 2010, in seguito alle celebrazioni dei 50 anni della sentenza, ha fondato la Rete per la Parità per valorizzare i principi fondamentali della Costituzione, a partire dall’uguaglianza formale e sostanziale tra donne e uomini. Grande Ufficiale della Repubblica, le è stato assegnato il premio Minerva 2010 per l’uguaglianza di genere.
Twitter: @Rosanna.Oliva -presidenza.reteperlaparita@gmail.com – www. aspettarestanca.wordpress.com e http://www.reteoerlaparita.it. Anche su FB
MARIA LISA (DETTA MARISA) CINCIARI RODANO – Arrestata nel maggio 1943 per attività contro il fascismo, ha partecipato alla Resistenza a Roma nelle file del Movimento dei Cattolici Comunisti e dei Gruppi di difesa della donna (GDD). Tra le fondatrici dell’UDI (UNIONE DONNE ITALIANE) di cui è stata Presidente nazionale tra il ’56 e il ’60. Consigliera comunale di Roma dal ’46 al ’56. Deputata dal ’48 al ’68, senatrice fino al ’72, Consigliera provinciale di Roma dal ’72 al ’79. Prima donna eletta alla carica di VICE PRESIDENTE della Camera, (dal ’63 al ’68). Parlamentare europea dal 1979 al 1989. Componente della Commissione sulla condizione della donna del Parlamento Europeo (1979-1981), Presidente e Relatrice Generale della Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sulla “Situazione della donna in Europa” (1981-1984), vice-presidente della Commissione dei diritti delle donne del Parlamento Europeo (1984-1989).Componente della Commissione di parità presso la Presidenza del Consiglio, ha fatto parte della delegazione italiana alla Conferenza mondiale della donna dell’ONU a Pechino (1995) e alla Commissione per lo Status della donna dell’ONU a New York nel 1996, 1997, 1998, 1999, 2000. Ha partecipato nel 1999 per il governo italiano al Seminario sui problemi di genere dell’OSCE a Vienna. Fa parte del gruppo “Noi Rete Donne”, che ha promosso con oltre cinquanta associazioni e gruppi femminili l’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria. Pubblicazioni:. “ Del mutare dei tempi” 2 volumi, ed. Memori, Roma 2008 “ Memorie di una che c’era: una storia dell’UDI”, Saggiatore, 2010.
mrodano4@gmail.com /www.facebook.com/noiretedonne.doppiapreferenza‎
MARIO SEGNI – Politico e docente universitario. E’ stato consigliere regionale, parlamentare nazionale (la prima volta nel 1976) ed europeo. Ha ricoperto l’incarico di Sottosegretario all’Agricoltura nel secondo governo Craxi e nel sesto governo Fanfani. Ha militato nella Democrazia Cristiana, ha fondato Alleanza Democratica, il Patto Segni e l’Elefantino. La sua iniziativa referendaria ha portato al cambiamento della legge elettorale, all’inizio degli anni novanta.
Segreteria organizzativa: Rete per la Parità info.reteperlaparita@gmail.comhttp://www.reteperlaparita.it Ufficio stampa: Rosangela Petillo 338.7002506
https://aspettarestanca.wordpress.com/2014/02/28/sui-lavori-della-tavola-rotonda-svoltasi-il-25-febbraio/

Il primo Governo italiano al 50e50

23 febbraio 2014

Grande soddisfazione per vedere realizzato per la prima volta un Governo paritario, come da anni stavamo chiedendo.
Una soddisfazione accompagnata dall’amarezza per un’esclcusione inaspettata: quella di Emma Bonino, che ci auguriamo trovi presto un importante ruolo, perchè di lei il nostro Paese deve continuare ad avvalersi. Lo spessore della sua personalità è stato mostrato per l’ennesima volta nel breve discorso pronunciato ieri
http://www.radioradicale.it/scheda/404290/comizio-di-marco-pannella-ed-emma-bonino
E vi invitiamo anche a leggere quanto pubblicato su pariodispare.org

GRAZIE EMMA! 22 / 2 / 2014

Grazie Emma!
Abbiamo sostenuto con convinzione la conferma di Emma Bonino alla guida del Ministero degli Affari Esteri, ma purtroppo ciò non è avvenuto. (more…)

Migliorare l’Italicum si può! Martedì 25 febbraio ore 15,30 -19, Casa Internazionale delle Donne, Roma

21 febbraio 2014

Com stampa Tavola rotonda def.doc

Tavola rotonda presentazione 2 (2)

Sulla LEGGE ELETTORALE attualmente in discussione in Parlamento è in atto un ampio dibattito fuori e dentro le istituzioni.
Sul tema delle riforme elettorali legato alla rappresentanza a tutti i livelli, dalle elezioni comunali alle elezioni europee, molte associazioni e persone hanno dato un apporto rilevante in questi anni, e il contributo delle donne è sempre servito a perfezionare ciò che era in discussione, affinandone i contenuti.
Al lavoro di informazione, le associazioni ASPETTARE STANCA, AFFI- Power&Gender e AzioneCivica aggiungono una tavola rotonda dal titolo” Migliorare l’ Italicum. Si può! Le richieste delle elettrici e degli elettori: rappresentanza paritaria e non solo”, su temi non tutti affrontati e risolti con chiarezza nel testo attualmente in discussione in Parlamento.
Saranno proposti i contributi che scaturiscono dall’esperienza civica di associazioni di uomini e donne e di studiosi, che si confrontano e avanzano proposte concrete, per migliorare l’Italicum, tra cui Se non ora quando Libere e Rete per la Parità. (more…)

“Non dire quattro se non l’hai nel sacco”.

17 febbraio 2014

Sempre stretto l’intreccio tra crisi di governo e riforma elettorale.
Giachetti sdrammatizza, ma intanto la calendarizzazione prevista slitta a causa della caduta del Governo Letta e Alfano riapre i giochi.
Tra FI e NCD si vedrà tra breve chi sarà a vincere. E che ruoloavrà FI.
Facile pronosticare che a perdere sarà sicuramente la speranza, ove mai ci fosse stata, di un ITALICUM in tempi brevi e migliorato dal Parlamento.

http://giacomosalerno.com/2014/02/16/le-condizione-di-alfano-cambiamo-litalicum-francesco-bei/

Nel prossimo nuovo Governo Italiano è essenziale la Ministra per le Pari Opportunità

17 febbraio 2014

La lettera dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria inviata oggi a Matteo Renzi, Presidente del Consiglio incaricato.
Lettera al presidente del Consiglio incaricato

A Matteo Renzi
Presidente del Consiglio incaricato
Roma
Oggetto- CI SIAMO! E vogliamo esserci.
Nel prossimo nuovo Governo Italiano è essenziale la Ministra per le Pari Opportunità.
Perché?
perché la voce delle Donne Italiane e i loro problemi di Cittadine, devono trovare non solo ascolto, ma avere valore di priorità del Paese e, come tali, seguiti da indispensabili e adeguate soluzioni, nel rispetto dei principi costituzionali e delle direttive europee;
perché questa lunga ed intensa crisi non solo economica – ma anche sociale, culturale, etica, sta colpendo in modo significativo soprattutto le Donne, nella vita pubblica e privata:precariato e disoccupazione femminile, disparità di carriera e di retribuzione sul lavoro, atti di violenza contro le Donne e femminicidio, distorta rappresentazione sui media delle Donne e delle loro vicende, smantellamento o riduzione dei servizi sociali, esigua presenza delle Donne nelle Istituzioni e nei luoghi decisionali…sono solo alcuni esempi;
perché le politiche di genere non diventino solo un bel vessillo di proclamata “modernità”, contemplandole nei punti programmatici al momento della costituzione del Governo e poi trascurate, ma siano un concreto impegno di tutti i Ministri;
perché è importante avere una figura di riferimento, di stimolo e di coordinamento, per politiche delle Pari Opportunità e delle azioni positive in tutte le attività e gli atti di Governo – in una logica di gender mainstreaming, con la valutazione delle diverse implicazioni per uomini e donne di ogni azione politica, compresa la legislazione e i programmi, in tutti i settori e livelli;
perché le politiche generali, per essere davvero tali e portare benefici collettivi, devono tener presenti tutte le prospettive, basilare quella di genere. (more…)

Nel nuovo Governo non manchi la Ministra per le Pari opportunità

15 febbraio 2014

L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, in vista della costituzione di un nuovo Governo, ritiene essenziale che sia nominata una Ministra per le Pari opportunità.
Ecco il comunicato:
Comunicato per ministra Pari opportunità (2)
L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, in vista della costituzione di un nuovo Governo, ritiene essenziale che sia nominata una Ministra per le Pari opportunità che sia in grado nel Consiglio dei Ministri di far sentire la voce delle donne e i problemi del nostro paese in un rapporto di interlocuzione anche con l’insieme dell’associazionismo femminile. Un punto di riferimento per le politiche di genere in questa fase in cui la crisi economica colpisce le donne doppiamente nella loro vita pubblica e privata.

Non possono continuare a essere trascurati o ad avere politiche deboli o di pura facciata problemi quali la disoccupazione femminile, il precariato, in particolare delle giovani, la violenza contro le donne e il femminicidio che continua a colpire in forme gravi il nostro paese, la necessità di rappresentare le donne contro le distorsioni operate sui media, la carenza di servizi sociali dovuta alle ridotte risorse degli enti locali, l’esigenza di promuovere la parità della presenza delle donne nelle istituzioni e nei luoghi decisionali. Politiche che ci aspettiamo siano contemplate nel suo programma di governo e che dovranno impegnare tutti i ministri ma per le quali è importante avere una figura di stimolo e di coordinamento in una logica di mainstreaming.

Sono molte le dimostrazioni di questa necessità che abbiamo avuto nel tempo, anche sulle politiche “ generali” ma l’ennesima dimostrazione della necessità di una Ministra per le Pari Opportunità si è avuta di recente con le vicende derivanti dalla condanna di Strasburgo per la violazione del principio di parità nell’attribuzione del cognome alle figlie ed ai figli, cui ha fatto seguito un DDL approvato dal Consiglio dei ministri, lodevole per la tempestività, ma criticabile nei contenuti, del quale, peraltro, non si è avuto più notizia. Se non si provvederà al riguardo, la condanna avrà i suoi effetti e incombe anche un giudizio davanti alla Corte Costituzionale.

Roma, 15 febbraio 2014
Le Firmatarie dell’Accordo

Rif. Daniela Carlà – danielacarla2@gmail.com – Roberta Morroni – morronir@libero.it

Ancora a proposito dello stretto intreccio tra riforma elettorale e mosse di Renzi

15 febbraio 2014

15 febbraio

Aggiorniamo velocemente il post del 13 febbraio alla luce degli ultimi eventi.

Si sta forse verificando quanto era facilmente prevedibile: guai a far accordi col Cavaliere, si diventa una pedina nelle sue mani.

E per capire la differenza tra gli annunci e la realtà dei fatti, invitiamo chi sta seguendo il faticoso iter della riforma elettorale alla Camera e i possibili svuiluppi delle altre rifoeme. a rileggere quanto pubblicato a proposito dell’Italicum il 27 gennaio e che ancora compare sul sito di Matteo Renzi.
http://www.matteorenzi.it/infografica-italicum/

Lo stop ai lavori della Camera sulla riforma della legge elettorale per il Parlamento (ancora non si conoscono i tre emendamenti Sisto che sarebbero stati approvati nella riunione del Comitato dei 9 del 10 febbraio) potrebbe essere stata soltanto la prima mossa di Forza Italia.

Dopo la decisione della Direzione nazionale del PD e le dimissioni di Letta, in queste ore si è diffusa la notizia che potrebbe arrivare in soccorso del futuro Governo Renzi un certo numero di senatori provenienti proprio da FI.

Vedi IL FATTO, prima pagina del 15 febbraio, ma se ne parla anche in TV.
FABRIZIO D’ESPOSITO. Il Caimano lo abbraccia, il Vaticano lo fustiga. Berlusconi in soccorso del candidato premier: pronta alla fiducia una squadretta di 11 senatori arruolati da Verdini per neutralizzare Alfano. Il Cav. dispensa elogi: “Matteo e’intelligente e non e’comunista”. Ma l’Osservatore Romano parla di peccato originale del nuovo governo: nasce con metodi stantii.

Una bella mossa per rendere ininfluente il NCD, o almeno per mitigarne le pretese.
Ma una mossa che riporta in pieno il Caimano sulla scena politica, non a caso oggi guiderà lui, salvo sorprese dell’ultimo minuto, la delegazione di FI al Quirinale.

14 febbraio 2014. Anche quest’anno nelle piazze in tutto il mondo per ballare contro la violenza sulle donne e sulle bambine

14 febbraio 2014

ONE BILLION RAISING 14 Febbraio 2014

Il 14 febbraio del 2013 un miliardo di persone ha ballato in tutto il mondo, per dire basta alla violenza contro le donne e le bambine

Appuntamenti del 2014 in Italia

appuntamenti a Roma:
ROMA 1: Scalinata Piazza di Spagna ore 13.30 Referente Karla Kerns (portate l’Hula Hoop!!)
ROMA 2: Scalinata Piazza di Spagna ore 14.00 Referente Linda Foster e Ass. HOW
ROMA 3: Pzza Cavour ore 17.30 davanti al palazzo di Giustizia https://www.facebook.com/events/666670020057702
ROMA 4: Pzza dell’Immacolata – San Lorenzo – ore 17.00 http://www.onebillionrising.org/events/one-billion-rising-2014-roma-san-lorenzo/
ROMA 5: Città dell’Altra Economia ore 17.00 https://www.facebook.com/events/218675508319610
ROMA 6: Casa Internazionale delle donne ore 19.00

Renzi da riformatore a aspirante Presidente del Consiglio. Post hoc propter hoc ?

13 febbraio 2014

Da oggi al 25 febbraio, giorno in cui abbiamo programmato una Tavola rotonda sulla riforma elettorale del Parlamento, di avvenimenti nella politica italiana ne saranno intervenuti molti e non abbiamo la sfera di cristallo per enumerarli tutti.
Dovrebbe chiarirsi l’iter dell’Italicum alla Camera: è calendarizzato per il prossimo martedì 18 il ritorno in Aula, ma un ulteriore slittamento potrebbe essere giustificato con le vicende del Governo.
Le Camere dovrebbero, infatti, proprio in quella settimana essere impegnate nella fiducia al Governo, Letta bis o Renzi 1 che sia.
L’intreccio tra vicende del Governo e (stentato) cammino dell’Italicum non si ferma qui.
La coincidenza dei giorni, anzi delle ore, che si riscontra in quel fatidico lunedì 10 febbraio, che ha visto cambiare la posizione di Renzi dal “Chi me lo fa fare” alla cena al Quirinale quasi da investitura, lascia aperta l’ipotesi che di fronte al possibile fallimento del ruolo di Renzi padre delle riforme, lui abbia scelto di saltare un passaggio e piombare a piè pari nel territorio di Letta.
Che l’Italicum abbia deragliato, o meglio sia stato immobilizzato da una frana come il treno sulla costa ligure, è stato chiaro proprio quel lunedì 10, che fino alle 23,20 ha visto le riunioni del Comitato dei 9 della Prima Commissione alle prese con l’algoritmo Sisto, tempestivamente annunciato come contenuto di uno dei tre emendamenti, ma rimasto nel limbo.
Ancora oggi, come avevamo scritto ieri su questo Blog, non è ancora ufficiale il risultato della riunione del comitato di 9 di lunedì. I giorni che passano sembrano confermare sempre più l’ipotesi che non sia ancora risolto il nodo dell’attribuzione dei seggi e che non sia solo una questione tecnica. Renzi e i suoi potrebbero essersi scontrati con la difficoltà di non far saltare l’accordo con Berlusconi e di portare in Aula una proposta che funzioni.
Ciò che non quadra è come Renzi si possa presentare oggi alla Direzione del PD e si sia presentato lunedì al Quirinale, nelle vesti di un presidente del Consiglio che assicuri il varo delle riforme, a partire dalla legge elettorale per il Parlamento, da completare con la riforma costituzionale del Senato e quella del Titolo V.
Se non c’è riuscito Letta con Il Governo delle larghe intese, se non c’è riuscito Renzi Segretario del PD con l’accordo con Berlusconi, come potrebbe riuscirci il presidente del Consiglio Renzi, con una maggioranza ancora da definire, ma sicuramente meno ampia di quella che aveva sostenuto l’investitura di Letta?

PS per saperne di più sul lavoro della Commissione per le riforme costituzionali insediata da Letta, vedi il volume “Per una democrazia migliore” allegato, reperibile online in
http://riformecostituzionali.gov.it/primo-piano/283-disponibile-il-volume-per-una-democrazia-migliore-relazione-finale-e-documentazione-in-formato-digitale.html