Per superare la diatriba su preferenze sì preferenze no Aspettare stanca propone primarie regolamentate per legge

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L’avevamo preannunciato nel nostro post del 25 gennaio, ora siamo in grado di mettere a disposizione una bozza di proposta di legge che affronta e cerca di risolvere le criticità che finora hanno appannato le primarie sperimentate con la legge toscana per le elezioni del Consiglio regionale e quelle promosse dal Partito democratico.
Una bozza a cura di Rosanna Oliva e di Agnese Canevari, che contiene anche norme di garanzia di genere.
Una proposta da integrare o correggere, ma che ci sembra una valida base di partenza.
Proposta DI LEGGE
Introduzione di norme per la selezione delle candidate e dei candidati alle elezioni del Parlamento attraverso elezioni primarie
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Relazione

L’introduzione di un sistema di elezioni primarie in Italia é particolarmente importante per completare la riforma elettorale per l’elezione del Parlamento. L’obiettivo è superare il divario tra chi per evitare un Parlamento di nominati chiede il ritorno alle preferenze e chi ritiene possa essere sufficiente ridurre il numero delle candidature nelle liste bloccate, dimenticando che l’attribuzione del premio di maggioranza inciderebbe sull’individuazione degli eletti e delle elette con alti effetti distorcenti. Effetti che potrebbero portare a dubitare della costituzionalità di un sistema che non ne tenesse conto.
Le primarie regolamentate per legge potrebbero andare nel senso di quella volontà, vera o solo dichiarata che sia, della generalità degli esponenti politici, di ridare fiducia alla classe politica e alle istituzioni democratiche.
La stessa volontà che ha ispirato il DECRETO-LEGGE 28 dicembre 2013, n. 149, dal titolo “Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore”, entrato in vigore il 25 gennaio 2014.
Ci riferiamo in particolare alle disposizioni che il decreto detta per lo statuto dei partiti che “ nell’osservanza dei principi fondamentali di democrazia, di rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali nonché dello Stato di diritto, indica le modalità di selezione delle candidature per le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, del Parlamento nazionale, dei consigli delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e dei consigli comunali, nonché per le cariche di sindaco e di presidente di regione e di provincia autonoma”; Ugualmente in linea con il predetto decreto e nel rispetto dei principi costituzionali, la proposta contiene norme antidiscriminatorie: il voto è espresso su due liste separate per genere e ai rispettivi risultati si attinge per la predisposizione delle liste bloccate. Attraverso le primarie per legge si attribuisce alle elettrici e agli elettori, senza distinzioni di appartenenza, la possibilità di partecipare direttamente alla vita democratica del Paese, eleggendo le proprie/ i propri rappresentanti attraverso una scelta che parta dall’individuazione delle candidature, che è sottratta, almeno in parte, all’influenza delle oligarchie politiche.Il diritto alla partecipazione deriva dall’iscrizione nelle liste elettorali, quindi il corpo elettorale è lo stesso delle elezioni vere e proprie, senza allargamenti a persone di età inferiore o prive della cittadinanza.
Per evitare distorsioni del voto si prevede che la votazione avvenga in un unico giorno per tutti i collegi/circoscrizioni nei quali sono indette le elezioni, e che ciascun partecipante abbia diritto a votare per le candidature di un solo partito, movimento o gruppo politico organizzato.
La tessera elettorale da alcuni anni introdotta permette di evitare la necessità di una registrazione.
L’apposizione di un timbro che attesta genericamente il voto senza l’indicazione del movimento o partito impedisce il voto plurimo, ma nello stesso tempo garantisce il principio della segretezza del voto, che va rispettato sin dalle elezioni primarie.
Tale sistema non esclude del tutto la possibilità di utilizzare il proprio voto alle primarie per un effetto distorsivo, ad esempio influendo sulla scelta di una candidata o di un candidato che si ritiene più facilmente battibile da parte della candidata o candidato effettivamente preferito, ma la condiziona alla impossibilità di un contemporaneo uso per concorrere a determinare con la partecipazione alle primarie le candidature del partito / movimento al quale andrà successivamente il voto vero e proprio.
Per evitare oneri a carico dello Stato, la proposta subordina la possibilità di partecipare alle elezioni primarie al versamento di una somma destinata alla copertura della spesa, che può essere accompagnato anche dal contestuale versamento di un contributo volontario alle candidate e ai candidati.
Il meccanismo prospettato é “aperto”, ciascun elettore o elettrice può presentare la propria candidatura, anche in forma autonoma.
Il meccanismo è a disposizione di tutti i partiti movimenti o gruppi politici organizzati, che possono liberamente scegliere se avvalersene o no. Si presume che non mancheranno le adesioni, visto la richiesta di introdurre le preferenze e le levate di scudi contro le liste bloccate provenienti da più parti.
Se non tutti organizzeranno le primarie, le elettrici e gli elettori avranno un elemento in più per orientarsi nel voto.

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primarie per legge 3

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