Archive for dicembre 2013

Auguri di Buon Natale e Buon 2014

25 dicembre 2013

Lavorare per un mondo migliore per tutte e tutti è la felicità più a portata di mano.

Noterete che come vignetta riprtiamo quella del 2012, ma noi non ci stanchiamo!

Felice Natale e Felice  Anno Nuovo di impegno

PS con l’occasione vi invitiamo ad andare sul sito della Rete per la Parità

http://www.reteperlaparita.it/

ed utilizzareNOTIZIE DAL SITO iscriviti qui

per ricevere sulla vostra posta elettronica gli aggiornamenti.

 

auguri Rosanna auguri Aspettare stanca 2012

Ciao Giuliana

21 dicembre 2013

Affi –

Un’amica ci ha lasciate: Giuliana Dal Pozzo. Ci sono donne che pensano e ci sono donne che pensano e che fanno. Tu sei stata una di loro; il TELEFONO ROSA è stata opera tua, il primo aiuto di donne alle donne che subiscono violenza. L’intuizione che una parola amica fosse l’inizio di un percorso di sostegno legislativo, materiale, sororale, difficile ma vincente. Continueremo a lottare anche per te.

La Presidenza dell’AFFI della Casa internazionale delle Donne

17 dicembre

 http://www.womenews.net/spip3/spip.php?breve3010

IL 19 DICEMBRE ALLE ORE 10:30 AVRA’ LUOGO L’INAUGURAZIONE DELLA STRADA DI FONDOVALLE NEL XV MUNICIPIO DI ROMA E L’INTITOLAZIONE A “GERMANA STEFANINI” ALLA PRESENZA DEL SINDACO, DI AUTORITA’ VARIE E DELLA BANDA DEI VIGILI.

18 dicembre 2013

GERMANA STEFANINI

Da WIKIPEDIA:

Agli inizi degli anni ottanta, la lotta delle Brigate rosse e delle altre organizzazioni fiancheggiatrici si allargò all’area delle carceri italiane, a causa della presenza in queste di numerosi terroristi detenuti.

A Roma le azioni iniziarono con il ferimento del medico del carcere di Rebibbia Giuseppina Galfo.

Il 28 dicembre 1982 una cellula romana delle Brigate rosse, inizialmente denominatasi Nuclei per il potere del proletario armato, rapì Germana Stefanini, di 57 anni, vigilatrice del reparto femminile, e la sottopose a un processo da parte del “tribunale rivoluzionario” nel suo appartamento al quartiere romano del Prenestino, per estorcerle informazioni sull’organizzazione carceraria. Il suo interrogatorio venne registrato su audiocassette, rinvenute successivamente durante le indagini della polizia.

Il processo si concluse con la condanna a morte della donna, motivata dalla sua «funzione repressiva … a spese dei prigionieri proletari comunisti», ed eseguita con un colpo di pistola alla nuca. Il suo corpo fu rinvenuto quella sera stessa nel bagagliaio di una Fiat 131 parcheggiata in una strada del Tiburtino.

Il suo omicidio fu ripudiato da 180 recluse del carcere, che firmarono un documento di condanna per denunciarne l’aberrazione. Fu inoltre oggetto di più interpellanze parlamentari sulle condizioni della gestione delle carceri e sulla sicurezza del corpo di vigilanza carceraria.[1][2][3]

Per l’omicidio, l’11 aprile 1987 la corte d’assise d’appello di Roma condannò all’ergastolo Francesco Donati, Carlo Garavaglia e Barbara Fabrizi[4]. Francesco Donati, facente parte della terza generazione delle Brigate Rosse, sarà coinvolto successivamente anche nelle indagini sull’omicidio D’Antona[5] avvenuto 16 anni dopo ad opera delle Nuove Brigate Rosse.

Il 7 novembre 2007, durante la festa della polizia penitenziaria le è stata attribuita la medaglia d’oro al valor civile[6] alla memoria.

In data 4 luglio 2012, con deliberazione di Giunta Comunale n. 189 Roma Capitale ha attribuito il nome della strada di Fondovalle, una importante e recente strada a Roma Nord che unisce Via Due Ponti a Via di Grottarossa, a Germana Stefanini, con la formula: ‘Via Germana Stefanini: Vigilatrice penitenziaria, Medaglia d’Oro al Valore Civile (1926-1983)’

Video della giornata del 9 dicembre Robin Hood, Retake, Comitato cittadino per il XV Municipio (già XX) al lavoro

12 dicembre 2013

 

PONTE MILVIO TIRATO A LUCIDO

Curato da Giorgio Odazio ecco il video del “Prima&Dopo!

http://youtu.be/F48NqyjU9Qk

Riceviamo da Francesco Gargaglia (Robin Hood)

L’evento del 7 dicembre lungo la sponda destra del Tevere nei pressi di Ponte Milvio ha riscosso un notevole successo; oltre ai Comitati, Associazioni e Istituti scolastici hanno partecipato anche numerosi cittadini (in alcuni casi con bambini piccoli al seguito). Con l’aiuto di AMA Decoro ed i PICS (Pronto Intervento Centro Storico) hanno ripulito il greto del Tevere nei pressi della Torretta Valadier.In molti hanno chiesto la ripetizione dell’evento; da qui la proposta di tornare sul Tevere alla fine di Gennaio 2014 (per esempio Sabato 25) questa volta nei pressi di Ponte Duca d’Aosta, altra area fortemente degradata.

Segreteria paritaria del PD con 7 donne

10 dicembre 2013

 

 Con una velocità che anticipa i tempi formali dell’insediamento come segretario, che partirà dopo la delibera dell’assemblea,

 http://www.partitodemocratico.it/utenti/assemblea.htm

Renzi ha già annunciato la propria segreteria, che da ieri  compare sul sito ufficiale del partito, in sostituzione di quella uscente.

 http://www.partitodemocratico.it/segreteria

 Lasciamo ai commenti dei  mass media i criteri sulla scelta delle persone, tutte giovani, competenti e animate da voglia di fare come il neosegretario.

In particolare segnaliamo l’interessante articolo de La Stampa .

Fa piacere che sempre sia stata messa in risalto la presenza di ben sette donne su cinque uomini: una novità rispetto alle precedenti segreterie, dove trovavamo sei donne e sei uomini.

A noi spettano alcune considerazioni sulla composizione da un punto di vista di genere.

Forse non è di pubblico dominio che a norma dello Statuto

http://www.partitodemocratico.it/doc/100454/statuto-del-partito-democratico.htm

comma 3 dell’articolo 1

3. Il Partito Democratico si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle donne. Assicura, a tutti i livelli, la presenza paritaria di donne e di uomini nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi, pena la loro invalidazione da parte degli organismi di garanzia. Favorisce la parità fra i generi nelle candidature per le assemblee elettive e persegue l’obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche monocratiche istituzionali e interne. Il Partito Democratico assicura le risorse finanziarie al fine di promuovere la partecipazione attiva delle donne alla politica.

Quindi una presenza non paritaria di donne e uomini comporterebbe la invalidazione dell’organismo.

La domanda è: col 7 a 5 è stato rispettato il criterio, o c’è stata da parte di Renzi una lesione del principio di parità di genere a danno degli uomini?

In soccorso di Renzi  la circostanza che il PD, nato come partito del 50e50, ha inserito nello statuto  l’” obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche monocratiche istituzionali e interne. ”

 Evidentemente il neo segretario ha giustamente computato tra i componenti della segreteria anche se stesso e ciò gli ha consentito una composizione della segreteria solo apparentemente non rispettosa della parità tra uomini e donne e  a vantaggio di queste.

Il criterio adottato del sette a sei  (e non 7 a 5), quindi,  va intepretrato come impegno per il futuro da parte della nuova dirigenza di affrontare con l’incisività e il rigore che merita il tema delle regole per le cariche monocratiche, nella speranza anche di non veder più proporre alle primarie candidati di solo sesso maschile.

Incostituzionalità della Legge elettorale per il Parlamento.

6 dicembre 2013

Stiamo preparando un nostro commento, intanto, per saperne di più:

Vai su Radio Radicale all’audio (ca 45 min.) dell’udienza pubblica della Corte Costituzionale: sulla Legge elettorale (Porcellum)

 

Il comunicato della Corte Costituzionale:

Accolta dalla Consulta l’eccezione d’incostituzionalità presentata  contro la Legge elettorale n. 270/2005 .

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione.

    La Corte ha altresì dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali “bloccate”, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza.

    Le motivazioni saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici.

    Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali.

Roma, dal Palazzo della Consulta, 4 dicembre 2013

 

Il giorno dell’udienza- 3 dicembre 2013

 davanti alla Corte Costituzionale

 

Gli avvocati Felice Besostri, Aldo Bozzi, Claudio Tani, Giuseppe Bozzi  e collaboratori davanti al Palazzo della Corte Costituzionale.

(foto tratta da L’AVVENIRE DEI lavoratori)

Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria domani, martedì 3 dicembre (Roma, Parlamento europeo), per fare il punto sulle riforme elettorali

2 dicembre 2013

pubblicato su NOI DONNE

Roma / Se non è paritaria non è democrazia

‘Se non è paritaria non è democrazia. Le riforme delle leggi elettorali: europea, nazionale e regionali’ è il tema che sarà affrontato martedì 3 dicembre (Roma, sede Parlamento Europeo – Via IV novembre, 149 – Sala delle Bandiere dalle 15.00 alle 18.00) per iniziativa dell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, accordo sottoscritto da 55 associazioni di donne e che da circa tre anni si occupa delle riforme elettorali allo scopo di incrementare la presenza delle donne nelle assemblee elettive. L’impegno di Rosanna Oliva – Presidente di Aspettare Stanca e tra le fondatrici di Rete per la Parità – per consentire l’accesso delle donne alla vita pubblica viene da lontano, considerato che il Suo ricorso alla Corte Costituzionale a seguito del diniego all’ammissione a un concorso pubblico per diventare prefetto aprì nel 1960 alle donne l’accesso alle alte cariche nel campo amministrativo e giuridico. A Oliva, tra le più assidue animatrici dell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, abbiamo chiesto di illustrare le ragioni dell’incontro del 3 dicembre e di fare il punto sulle condizioni politiche in relazione ad una possibile riforma elettorale a livello nazionale, ma anche in vista delle prossime elezioni europee.
“Sulla riforma della legge elettorale per il Parlamento nazionale l’aspettativa è iniziata non appena la disastrosa riforma del 2006 fu approvata e portò, ad esempio, proprio alla fondazione dell’Associazione di donne Aspettare stanca. Avevamo seguito i lavori parlamentari anche per la richiesta di norme di garanzia e approfondito i nuovi meccanismi finalizzati ad accrescere il potere dei partiti rispetto alla scelta dei candidati ed a trasformare i rappresentanti in “nominati”.
L’aspettativa, vista l’incapacità in più legislature di arrivare ad una riforma, è sempre la stessa, e cioè che il Parlamento rispetti quanto tutte le forze politiche ora dichiarano, comprese quelle che vollero la riforma: “Mai più alle urne con il porcellum”. I tempi continuano a essere lunghi: l’ultima decisione della Prima Commissione Senato è stata il rinvio degli esami degli ordini del giorno alla seduta di oggi 2 dicembre – ore 20. A distanza di sette anni qualche passo avanti è stato fatto, tra le persone, anche quelle meno addentro alle vicende politiche, è cresciuta la consapevolezza dei danni che possono essere creati dagli strumenti elettorali, determinanti per la vita democratica e per le condizioni reali del Paese. Inoltre un gruppo di cittadini, capitanato dal nipote e omonimo dell’Onorevole Aldo Bozzi, è riuscito, dopo vari insuccessi (e non dimentichiamo anche il fallito referendum abrogativo), a portare l’attuale legge all’esame della Corte Costituzionale, che si riunirà proprio il 3 dicembre. I tempi per la decisione non possono essere brevi e in questo lasso di tempo potrebbe arrivare l’auspicata riforma, anche per le ulteriori pressioni del Presidente della Repubblica e per il ruolo che dovrebbe finalmente assumere al riguardo il Governo Letta”.

Quali sono, dunque, le vostre aspettative?
“Le aspettative dell’Accordo, all’interno della più vasta questione di cui sopra, sono che nel caso di un secco ritorno alla legge elettorale previgente, il cosiddetto ‘mattarellum’, il Parlamento approvi nello stesso tempo norme di garanzia di genere, che non cito qui, ma possono essere reperite nel documento sottoscritto dall’Accordo. Nel caso di una nuova legge, come risulta anche dai testi presentati dal PD e da altri, sembra abbastanza condiviso che si prevedano norme di garanzia di genere e che per le preferenze si applichi il criterio della doppia preferenza di genere inserita nella legge regionale della Regione Campania e ripresa nella legge 215 del 2012 per l’elezione dei consigli nei comuni con più di 5000 abitanti.

Invece sulla riforma della legge elettorale per il Parlamento europeo?
È ancora più difficile immaginare che si arrivi a modificare l’attuale regolamentazione. Non c’è alcuna pressione dell’opinione pubblica. I mass media non se ne occupano, esistono delle proposte parlamentari, ma riguardano l’istituzione di nuove circoscrizioni elettorali per evitare l’eccessiva grandezza delle attuali, che comporta la possibilità per alcune regioni di non avere rappresentanti. Per quanto riguarda le norme di garanzia di genere sono venute meno quelle scadute, peraltro poco efficaci. Le donne italiane elette al Parlamento europeo sono diciotto su settantatre deputati, pari al 25%, una percentuale molto più bassa rispetto alla media di elette complessivamente in tutti i ventotto Paesi. L’Italia si colloca al 22esimo posto della classifica, seguita soltanto da Polonia, Repubblica Ceca e Malta, mentre Svezia e Finlandia hanno eletto più donne che uomini. Sette paesi europei usano le quote legali, mentre in altri la regolamentazione avviene all’interno degli stessi partiti. Solo recentemente (lo stampato è del 28 novembre), è stato presentato alla Camera l’ A.C. 1473 , sottoscritto da oltre 70 deputate e deputati, che , grazie all’impegno delle deputate Pia Locatelli del PSI, Marisa Nicchi di SEL e Enza Bruno Bossio del PD, propone che nella composizione delle liste nessuno dei due generi possa essere rappresentato per più dei due terzi, la riduzione a due preferenze e la doppia preferenza di genere. Nei comunicati diramati è stato anche precisato che di questa proposta si dovrà tener conto anche nella modifica della legge elettorale volta ad abolire il porcellum e ripristinare le preferenze.

Da ultimo le leggi elettorali per le elezioni dei Consigli regionali… (more…)