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Dialogo immaginario tra una fanatica della Costituzione italiana e una elettrice che attende le riforme

2 agosto 2013

Ros La nostra Costituzione, giustamente definita “la più bella del mondo”, ha bisogno di qualche adeguamento, ma ho poche speranze che ci siano le condizioni per provvedervi senza correre il rischio di peggiorare la situazione.
Rosanna Io invece credo che questa sia un’occasione che non si presenterà di nuovo in un prossimo futuro, da utilizzare per aggiornare finalmente un testo datato, che nella seconda parte non risponde più alle esigenze di un contesto politico profondamente mutato rispetto a quello del dopoguerra .
Ros convengo che alcune soluzioni, come quelle del bicameralismo perfetto, furono dettate, direi quasi imposte, all’epoca, dalla prudenza dovuta ai grandi cambiamenti avvenuti, di cui i costituenti non potevano prevedere quali ulteriori novità avrebbero causato in Italia, anche a causa di un contesto internazionale anche esso non ancora definito.
Rosanna Quindi anche tu ti auguri che il Senato sia eliminato, o gli sia tolto il voto di fiducia al Governo?
Ros Si: questa e ‘ proprio la modifica che mi sembra urgente e necessaria.
Sparirebbe uno dei maggiori difetti del porcellum: il fenomeno di due maggioranze diverse nei due rami del Parlamento.
Ne deriverebbe anche una notevole riduzione del numero dei parlamentari e il Senato potrebbe rimanere ma composto di rappresentanti delle Regioni, senza diritto a ulteriori compensi. In questo caso bisognerebbe prevedere una composizione rispettosa delle pari opportunità di genere. Infatti, se ne facessero parte solo i presidenti delle Regioni, le donne non ci sarebbero, salvo qualche eccezione. Ora potrei aprire un discorso sulla Costituzione inattuata, ma te lo risparmio.
Rosanna Si rinviamolo e rimaniamo nel tema delle riforme costituzionali: quale altra riforma vorresti?
Non credi sia necessario rivedere l’intero sistema parlamentare, rafforzando i poteri del Presidente del Consiglio o passando al presidenzialismo?
Ros Ripeto che non credo questo possa essere il contesto giusto per riforme così importanti.
A parte le perplessità sulle procedure: il mancato rispetto dell’articolo 138 della Costituzione nella sua integrità si rifletterebbe sulla legittimità stessa delle modifiche. Mi preoccupa si metta mano all’equilibrio tra i poteri, soprattutto anche attraverso la riforma della magistratura. Vorrei si passasse invece a riforme che non modificano la Costituzione, ma la attuano. Urgente una nuova legge elettorale per il Parlamento, non un ritocco del porcellum per evitare il vaglio della Corte Costituzionale.
La decisione della Camera di ieri (31 luglio) di calendarizzare la riforma elettorale per il Parlamento emancipandola dalle riforme costituzionali suscita qualche speranza, ma non è possibile prevedere se il risultato sarà soddisfacente.
A parte l’eventuale ripristino del mattarellum, sembra comunque diffusa l’ipotesi del ritorno al maggioritario.
A modifiche costituzionali eventualmente approvate, volendo mantenere nell’unica Camera superstite pressoché il numero attuale dei deputati e contemporaneamente introdurre le pari opportunità, si potrebbero utilizzare i collegi del senato ma binominali, per l’elezione di un ticket uomo- donna individuato attraverso le primarie.
Si eviterebbe una defatigante trattativa per disegnare nuovi collegi, che credo prolungherebbe, se non addirittura renderebbe impossibile ogni riforma elettorale. L’ipotesi caldeggiata da Stefano Ceccanti di un maggioritario con lista breve, che io vedrei bloccata a cerniera, lascerebbe maggior margine ai partiti ma anche a elettrici ed elettori, che avrebbero la soddisfazione di scegliere a chi dare il voto.
Non può essere inoltre trascurata l’importanza delle cosiddette “leggi di contorno”, da introdurre, come quella sui partiti, in attuazione dell’articolo 49 C., o da modificare, come le norme sul finanziamento dei partiti. E non dimentichiamo le modifiche ai Regolamenti parlamentari. o semplicemente da far rispettare, come la par condicio di genere . E non sarebbe male una modifica alla legge elettorale per le europee e un atto di indirizzo o ricorsi alla Corte costituzionale che impongano alle Regioni leggi elettorali rispettose delle pari opportunità di genere, in aderenza all’articolo 51 della Costituzione.
Rosanna Per concludere, in attesa di un secondo confronto, anche se ognuno degli argomenti appena accennati meriterebbe un approfondimento, mi sembra che il tema della riforma elettorale, o meglio delle riforme elettorali, ci trovi concordi.
I agosto 2013

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