Elezioni comunali e regionali della prossima primavera: l’AGCOM diffidata ad approvare specifiche delibere sulla par condicio di genere

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Ecco il testo della diffida della Rete per la Parità notificata all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – – per la sollecita adozione di specifiche delibere sulla par condicio di genere, per ottenere il rispetto di questa importante novità che l’AGCOM continua ad ignorare.
Premesso che
La Rete per la Parità ha tra le proprie finalità statutarie di dare piena attuazione, con intenti di “utilità sociale”, al “principio fondamentale di parità uomo-donna sancito dalla Costituzione italiana e dalla normativa comunitaria ed internazionale, anche con momenti di puntuale verifica della situazione e con il lancio di campagne, iniziative e azioni di pressione”. A tal fine, essa – avvalendosi della collaborazione di un Comitato scientifico composto da personalità del mondo della cultura, della ricerca e delle scienze sociali ex art. 13 del proprio Statuto, ed in collegamento con altri enti, organismi, gruppi e associazioni, si adopera per: “la piena attuazione del principio fondamentale di uguaglianza uomo-donna stabilito dalla Costituzione italiana e la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”; “favorire lo sviluppo professionale delle donne a tutti i livelli, con una particolare attenzione all’accesso ai più elevati gradi delle carriere ed alla presenza paritaria nelle cariche societarie ed elettive; contattare e coinvolgere interlocutori istituzionali, politici, rappresentanze del mondo del lavoro e associazioni sindacali e professionali, nell’ambito associativo e culturale, affinché, anche nelle sedi istituzionali e in occasioni ufficiali, sia assicurata una specifica attenzione alle questioni legate al genere e al ruolo delle donne nei contesti sociali, politici, familiari e nel mondo delle professioni e del lavoro” (art. 4 Statuto);
nell’ambito dell’Accordo per la Democrazia Paritaria, sottoscritto da oltre 50 tra le più rappresentative e prestigiose Associazioni femminili, avente ad oggetto la piena attuazione nel nostro Paese della parità democratica e delle pari opportunità, è stato dato mandato alla Rete per la Parità di verificare la piena applicazione da parte degli organismi di competenza delle disposizioni in materia di “par condicio” di genere;
nel corso della recente campagna elettorale per le elezioni politiche l’Accordo per la Democrazia Paritaria richiedeva l’integrazione delle delibere 666/12 e 13/13 dell’Agcom perché carenti del riferimento alla legge n. 215/2012 di integrazione dell’art. 1, L. 28/2000 (in particolare, art. 1, co. 2 bis, introdotto dall’art. 4 L. 215/2012 cit.);
l’Autorità in indirizzo riteneva di emanare in argomento solo una mera circolare interpretativa;
diversamente, la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, per quanto di competenza, aveva espressamente previsto, agli artt. 4 e 8 del provvedimento attuativo della l. n. 28/00 – Regolamento entrato in vigore il 6 gennaio u.s., adottato in relazione alla recente elezione politiche – l’obbligo di assicurare, tra l’altro, un’equilibrata rappresentanza di genere tra le presenze;
nonostante il chiaro disposto della L. 28/2000, come integrata dalla L. 215/2012 cit., codesta Autorità, nelle tre delibere recentemente emesse al riguardo, disponibili sul sito istituzionale dall’ 11 e 15 aprile u.s. – e precisamente: i) delibera n. 258/13/CONS “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per l’elezione diretta dei Sindaci e dei Consigli Comunali nonché dei Consigli Circoscrizionali fissati nei mesi di maggio e giugno 2013; ii) delibera n. 259/13/CONS “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relativi alle campagne per le elezioni del presidente del consiglio della Regione Autonoma della Valle d’Aosta indette per il giorno 26 maggio 2013; iii) delibera n. 223/13/CONS “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni del Presidente e del Consiglio della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, per l’elezione del Presidente e del Consiglio della Provincia di Udine e per le elezioni comunali indette per i giorni 21 e 22 aprile 2013” – persiste nell’ignorare le modifiche di cui in premessa, a tal punto che le integrazioni alla L. 28/2000, apportate con L. 215/2012, non sono neanche menzionate né vi è alcun riferimento agli obblighi di legge in tema di parità di genere e pari opportunità;
Considerato che
l’art. 4 della citata Legge 215/2012 di integrazione della L. 28/2000 recita testualmente: “Ai fini dell’applicazione della presente legge, i mezzi di informazione, nell’ambito delle trasmissioni per la comunicazione politica, sono tenuti al rispetto dei principi di cui all’art. 51, primo comma, della Costituzione, per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne”;
obblighi internazionali ed eurounitari vietano comportamenti discriminatori nei confronti delle donne, sia diretti che indiretti, in ogni campo della vita pubblica e privata con speciale riferimento alle competizioni elettorali e all’accesso ai luoghi decisionali della politica;
gli artt. 3, 49 e 51 Cost., per costante giurisprudenza, sono norma precettive e direttamente vincolanti per i destinatari,
Ciò premesso e considerato
invita
l’Autorità in indirizzo, nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali ed in vista delle campagne elettorali ancora da espletare per le prossime elezioni regionali e comunali indette per il 21 e 22 maggio 2013:
alla sollecita adozione, in funzione integrativa, di ulteriori due specifiche delibere, da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, in materia di par condicio di genere che rendano chiara la precettività delle disposizioni di legge e alle forze politiche e alle emittenti radiofoniche e televisive nazionali private e quelle radiofoniche e televisive locali, con individuazione delle rispettive responsabilità, in caso di accertata violazione dell’art. 4 della predetta Legge 215/2012 di integrazione della L. 28/2000;
alla divulgazione, anche mediante la sola pubblicazione del sito istituzionale, in tempo utile per eventuali ricorsi a codesta Autorità in caso di inosservanza, degli esiti dei monitoraggi, sia per i profili di pubblico interesse, a garanzia di un’effettiva partecipazione democratica e libertà di voto, sia ai fini della verifica dell’esatta e puntuale applicazione delle misure sanzionatorie.
Con riserva, in caso di silenzio-inadempimento, entro il termine di 15 giorni dal ricevimento della presente, di adire le opportune azioni per la tutela giudiziaria innanzi alle competenti sedi.
Roma, 19 aprile 2013 Avv. Antonella Anselmo

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