Archive for aprile 2013

ELEZIONI A MAGGIO IN OLTRE 500 COMUNI: DOPPIA PREFERENZA E PAR CONDICIO DI GENERE NEI MEDIA

29 aprile 2013

Il 26 e 27 maggio si voterà per il rinnovo di oltre 500 consigli comunali, e dei collegati consigli municipali e circoscrizionali. Per la prima volta è prevista la doppia preferenza di genere, grazie alla legge 215 del 2012. Questa stessa legge introduce la par condicio di genere, garantendo la presenza dei candidati di entrambi i generi nei mass media. Nelle recenti elezioni regionali si è votato con una sola preferenza e abbiamo visto che non è facile per le candidate ottenere consenso (caso emblematico la Regione Lazio, dove su 50 consiglieri solo 10 donne sono state elette, e ben 5 provengono dal listino del presidente, per legge paritario). Ma perché gli scarsi successi femminili? Le cause sono molteplici e le nuove norme tendono a rimuoverne alcune. La legge 215 assicura nei comuni con popolazione superiore ai 5000 abitanti la presenza di almeno un terzo di candidati del sesso sottorappresentato e consente di esprimere due preferenze, purché la seconda sia per un candidato di sesso diverso dal primo. Nel caso entrambe le preferenze siano espresse per candidati dello stesso sesso, viene annullata la seconda.
Uno dei motivi dello scarso successo elettorale delle donne è che nei mass media le donne candidate sono ben poco visibili, com’è stato evidente nella recente campagna elettorale. Siamo costrette a basarci su dati frammentari, ma comunque rivelatori. Grazie alle lunghe e continue pressioni fatte dalle associazioni, il monitoraggio della par condicio tra donne e uomini rientra ora tra i compiti dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM), (more…)

Rapporto Bes 2013: il benessere equo e sostenibile in Italia

28 aprile 2013

Con il primo rapporto sul Benessere equo e sostenibile, il Cnel e l’Istat presentano i risultati di un’iniziativa che pone l’Italia all’avanguardia nel panorama internazionale in tema di sviluppo di indicatori sullo stato di salute di un Paese che vadano oltre il Pil.

Rapporto Bes 2013 (volume integrale, pdf 6 Mb)
Chi non ha potuto avere la copia del rapporto presentato il 15 aprile 2013 dalla Consulta femminile del Lazio, può scaricarlo qui:
http://www.istat.it/it/archivio/84348

Comunicato del Consiglio Nazionale Donne Italiane del 21 aprile: l’agire politico riacquisti la sua dimensione di servizio

25 aprile 2013

Il Consiglio Direttivo del CNDI, riunitosi a Milano il 21 aprile 2013
esprime il proprio rammarico e la preoccupazione per la situazione di impasse politico che, dopo l’esito sconcertante delle elezioni del 24-25 febbraio, ha bloccato dapprima la formazione di un nuovo governo e successivamente l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica nella contrapposizione di interessi corporativi e di veti incrociati
sottolinea la gravità del clima di pesante antagonismo tra i partiti che si è venuto a creare, lo scontro (spesso sguaiato) tra personalità politiche che suscita irritazione e inquietudine dei cittadini, il ricorso a un linguaggio scorretto e aggressivo che non favorisce il dialogo ma alimenta la contrapposizione
rileva la difficoltà di aprire spazi maggiori per le donne sia per quelle rappresentative del contesto sociale -a partire dall’esclusione dalla “commissione dei 10 saggi” a conferma di una loro invisibilità ormai consolidata- sia per le donne presenti nel contesto politico, con lo scarso appoggio ricevuto dalle possibili candidate alla Presidenza della Repubblica
osserva come, in tale situazione, sia sempre più necessario collegare l’incremento della presenza femminile a una riforma della politica che investa non solo i meccanismi che regolano la rappresentanza politica, in particolare la riforma della legge elettorale, ma incida sulla qualità, sulla correttezza e sulla trasparenza dell’agire politico che è all’origine della crisi del nostro Paese
indica una conferma di questo stato di cose nell’elezione di Laura Boldrini alla Presidenza della Camera dei Deputati: in questo caso, come per la presidenza del Senato, un approccio basato sulla qualità delle persone è prevalso su criteri strettamente politici e ha favorito una nomina equilibrata dal punto di vista dell’appartenenza di genere e tale da proporsi come punto di riferimento per le elettrici e per il complessivo movimento delle donne
E’ necessario che l’agire politico riacquisti la sua dimensione di servizio, rifletta il pluralismo degli orientamenti ideali e valoriali del nostro Paese e sappia mediarli in un progetto politico condiviso (more…)

Aspettare stanca chiede ad Enrico Letta un Governo paritario con una donna alle Riforme.

24 aprile 2013

Messaggio di Aspettare stanca ad Enrico Letta. Presidente del Consiglio incaricato:
Per riconquistare la credibilità perduta la migliore novità sarebbe formare finalmente un Governo paritario che, anziché frutto di vecchie logiche spartitorie, rispecchi la realtà demografica del paese e coinvolga le donne, perché costituiscono una forza essenziale di rinnovamento.
E, soprattutto: una donna alle Riforme.

Elezioni comunali e regionali della prossima primavera: l’AGCOM diffidata ad approvare specifiche delibere sulla par condicio di genere

21 aprile 2013

http://www.reteperlaparita.org/wp/?p=1004

Ecco il testo della diffida della Rete per la Parità notificata all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – – per la sollecita adozione di specifiche delibere sulla par condicio di genere, per ottenere il rispetto di questa importante novità che l’AGCOM continua ad ignorare.
Premesso che
La Rete per la Parità ha tra le proprie finalità statutarie di dare piena attuazione, con intenti di “utilità sociale”, al “principio fondamentale di parità uomo-donna sancito dalla Costituzione italiana e dalla normativa comunitaria ed internazionale, anche con momenti di puntuale verifica della situazione e con il lancio di campagne, iniziative e azioni di pressione”. A tal fine, essa – avvalendosi della collaborazione di un Comitato scientifico composto da personalità del mondo della cultura, della ricerca e delle scienze sociali ex art. 13 del proprio Statuto, ed in collegamento con altri enti, organismi, gruppi e associazioni, si adopera per: “la piena attuazione del principio fondamentale di uguaglianza uomo-donna stabilito dalla Costituzione italiana e la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”; “favorire lo sviluppo professionale delle donne a tutti i livelli, con una particolare attenzione all’accesso ai più elevati gradi delle carriere ed alla presenza paritaria nelle cariche societarie ed elettive; contattare e coinvolgere interlocutori istituzionali, politici, rappresentanze del mondo del lavoro e associazioni sindacali e professionali, nell’ambito associativo e culturale, affinché, anche nelle sedi istituzionali e in occasioni ufficiali, sia assicurata una specifica attenzione alle questioni legate al genere e al ruolo delle donne nei contesti sociali, politici, familiari e nel mondo delle professioni e del lavoro” (art. 4 Statuto);
nell’ambito dell’Accordo per la Democrazia Paritaria, sottoscritto da oltre 50 tra le più rappresentative e prestigiose Associazioni femminili, avente ad oggetto la piena attuazione nel nostro Paese della parità democratica e delle pari opportunità, è stato dato mandato alla Rete per la Parità di verificare la piena applicazione da parte degli organismi di competenza delle disposizioni in materia di “par condicio” di genere;
nel corso della recente campagna elettorale per le elezioni politiche l’Accordo per la Democrazia Paritaria richiedeva l’integrazione delle delibere 666/12 e 13/13 dell’Agcom perché carenti del riferimento alla legge n. 215/2012 di integrazione dell’art. 1, L. 28/2000 (in particolare, art. 1, co. 2 bis, introdotto dall’art. 4 L. 215/2012 cit.);
l’Autorità in indirizzo riteneva di emanare in argomento solo una mera circolare interpretativa;
diversamente, la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, per quanto di competenza, aveva espressamente previsto, agli artt. 4 e 8 del provvedimento attuativo della l. n. 28/00 – Regolamento entrato in vigore il 6 gennaio u.s., adottato in relazione alla recente elezione politiche – l’obbligo di assicurare, tra l’altro, un’equilibrata rappresentanza di genere tra le presenze;
nonostante il chiaro disposto della L. 28/2000, come integrata dalla L. 215/2012 cit., codesta Autorità, nelle tre delibere recentemente emesse al riguardo, disponibili sul sito istituzionale dall’ 11 e 15 aprile u.s. – e precisamente: i) delibera n. 258/13/CONS “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per l’elezione diretta dei Sindaci e dei Consigli Comunali nonché dei Consigli Circoscrizionali fissati nei mesi di maggio e giugno 2013; ii) delibera n. 259/13/CONS “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relativi alle campagne per le elezioni del presidente del consiglio della Regione Autonoma della Valle d’Aosta indette per il giorno 26 maggio 2013; iii) delibera n. 223/13/CONS “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni del Presidente e del Consiglio della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, per l’elezione del Presidente e del Consiglio della Provincia di Udine e per le elezioni comunali indette per i giorni 21 e 22 aprile 2013” – persiste nell’ignorare le modifiche di cui in premessa, a tal punto che le integrazioni alla L. 28/2000, apportate con L. 215/2012, non sono neanche menzionate né vi è alcun riferimento agli obblighi di legge in tema di parità di genere e pari opportunità;
Considerato che
l’art. 4 della citata Legge 215/2012 di integrazione della L. 28/2000 recita testualmente: “Ai fini dell’applicazione della presente legge, i mezzi di informazione, nell’ambito delle trasmissioni per la comunicazione politica, sono tenuti al rispetto dei principi di cui all’art. 51, primo comma, della Costituzione, per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne”;
obblighi internazionali ed eurounitari vietano comportamenti discriminatori nei confronti delle donne, sia diretti che indiretti, in ogni campo della vita pubblica e privata con speciale riferimento alle competizioni elettorali e all’accesso ai luoghi decisionali della politica;
gli artt. 3, 49 e 51 Cost., per costante giurisprudenza, sono norma precettive e direttamente vincolanti per i destinatari,
Ciò premesso e considerato
invita
l’Autorità in indirizzo, nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali ed in vista delle campagne elettorali ancora da espletare per le prossime elezioni regionali e comunali indette per il 21 e 22 maggio 2013:
alla sollecita adozione, in funzione integrativa, di ulteriori due specifiche delibere, da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, in materia di par condicio di genere che rendano chiara la precettività delle disposizioni di legge e alle forze politiche e alle emittenti radiofoniche e televisive nazionali private e quelle radiofoniche e televisive locali, con individuazione delle rispettive responsabilità, in caso di accertata violazione dell’art. 4 della predetta Legge 215/2012 di integrazione della L. 28/2000;
alla divulgazione, anche mediante la sola pubblicazione del sito istituzionale, in tempo utile per eventuali ricorsi a codesta Autorità in caso di inosservanza, degli esiti dei monitoraggi, sia per i profili di pubblico interesse, a garanzia di un’effettiva partecipazione democratica e libertà di voto, sia ai fini della verifica dell’esatta e puntuale applicazione delle misure sanzionatorie. (more…)

Voglio una donna al Quirinale

15 aprile 2013

Il video dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, pubblicato su molti siti, tra cui anche quello della Rete per la Parità.

http://www.reteperlaparita.org/wp/?p=998

Marcia per la Terra, in occasione della Giornata mondiale della Terra promossa dall’Onu il 21 aprile

7 aprile 2013

Da Aspettare stanca XV Municipio Roma (ex XX)
Il Forum “Salviamo il Paesaggio” propone una Marcia per la Terra, in occasione della Giornata mondiale della Terra promossa dall’Onu il 21 aprile. Sarà una manifestazione pubblica per promuovere la tutela e la salvaguardia dei suoli fertili e per dire Stop al consumo del suolo. L’iniziativa, su scala nazionale, diventa per noi una doppia opportunità per celebrare, nel giorno del suo compleanno, la ri-nascita di Roma.
La Marcia per la Terra, nel Lazio, vuole essere un percorso costruito insieme ai Comitati e alle Associazioni che da anni si battono per fermare il consumo di suolo. Al percorso principale, lungo la Via Appia Antica, vorremmo che si aggiungessero i vostri percorsi auto-organizzati sul territorio in modo da attraversare quelle aree verdi intatte dei vostri quartieri che sono a rischio cementificazione.
Il percorso principale si snoderà lungo 26 chilometri circa, dal Monte Cavo al Colosseo (https://maps.google.it/maps/ms?vps=2&ie=UTF8&hl=it&oe=UTF8&msa=0&msid=212778142954358315206.0004d8e29e3dc0405b2ee) e prevede tre tappe che accoglieranno i percorsi secondari e i singoli cittadini:
– Monte Cavo-Ciampino: pernottamento sul Monte, partenza all’alba (ore 6,00) e discesa verso Ciampino con ritrovo alla Stazione alle ore 9,00 – Referente: Lorenzo Romito 348-7039211
– Ciampino-Tomba di Cecilia Metella nel Parco dell’Appia Antica: partenza dalla Stazione alle ore 9,00, passaggio al Mercato della Terra Slow food di Ciampino (ore 9,30), quindi alla Villa di Messalla (ore 10,30); prosecuzione fino alla Villa dei Quintili nel Parco dell’Appia (entrando da via Fioranello), Villa Capo di Bove e Tomba di Cecilia Metella (ore 13,00) – Referente: Luciano Meloni 340-3723975
– Tomba di Cecilia Metella-Colosseo: ritrovo di tutti i comitati romani e le associazioni, di tutti i cittadini nell’area di fronte alla Tomba di Cecilia Metella (dalle ore 12), ristoro e colazione sull’erba con i produttori e i contadini Slow food che presidiano l’Agro romano; visita all’Archivio Cederna a Capo di Bove che sarà aperto eccezionalmente per noi. Alle 13 i volontari del Touring Club si ritroveranno davanti alla Villa di Massenzio per unirsi agli altri (Referenti: Chiara Belfiore 328-0043606 e Francesco Di Maggio 348-0145203). Alle 14 la grande Marcia per la Terra partirà per il Colosseo dove arriverà alle 16,30-17. Festa e abbraccio del Colosseo. Referente: Paolo Piacentini 340-0607621 (more…)

I lavori in Parlamento

2 aprile 2013

Ci sembra utile non concentrare l’attenzione solo sui “saggi”, ma seguire anche quanto succede in Parlamento, con le Assemblee convocate oggi 2 aprile sia al Senato che alla Camera.
Com’è noto, nell’impossibilità di insediare le Commissioni permanenti, il lavoro per le assemblee con i suoi uffici di Presidenza è preparato dalle due Commissioni speciali per l’esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge e di altri provvedimenti urgenti presentati dal Governo.

Per fortuna le donne ci sono, e numerose.

Forniamo i link per conoscerne la composizione
Camera
Commissione speciale

http://www.camera.it/leg17/783?shadow_organo_parlamentare=2168&tipoVis=1&elenco

Ufficio di Presidenza

http://www.camera.it/leg17/40
Senato
Commissione speciale

http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede_v3/Commissioni/0-00074.htm
Ufficio di presidenza
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede_v3/Organismi/ConsPres.html

Articolo di Antonella Anselmo su l’Unità del 31 marzo, lo spunto le nomine nel cda ENI

1 aprile 2013

Donne e manager. La leva dell’economia

Può “misurarsi” lo stato di salute di una democrazia? Con le donne è possibile. Una maggiore presenza di donne nei luoghi decisionali della politica e dell’economia rende più vicino l’obiettivo della parità democratica, intesa come eguale distribuzione dei poteri tra donne e uomini. La conferma è data dall’attuale configurazione del Parlamento e delle Giunte Regionali della Lombardia e del Lazio nonché dal processo di rinnovo dei Consigli di amministrazione delle società quotate e di quelle in mano pubblica. E che su questo tema anche i numeri contino lo scriveva nel 1988 Drude Dahlerup fondando la teoria della massa critica: occorre una data soglia numerica entro gli organismi politici ed economici affinchè la componente femminile possa incidere sui processi decisionali e contribuire ad una rappresentanza, come donne e per le donne, in senso sostanziale. Ovviamente la Dahlerup pensava a donne consapevoli, competenti e soprattutto indipendenti: in altre parole pensava all’empowerment. Alla Conferenza Mondiale ONU tenutasi a Pechino nel 1995 la massa critica e le azioni positive, intese come misure specifiche di promozione e sostegno, vengono individuate come strategie verso la parità democratica e l’eguaglianza di genere, modello di riforme in tutto il mondo. La consapevolezza, a quel punto, è che bisogna superare le barriere costituite da reti informali e da strutture plurimillenarie di dominio maschile che impediscono alle donne di partecipare alla pari alla vita economica, politica e sociale. La prospettiva allora non può che essere trasversale e di sistema. L’Europa, che soffre di un certo complesso di democraticità nella propria governance, sancisce tali principi inserendoli nella Carta dei Diritti Fondamentali e attraverso la giurisprudenza della Corte di Giustizia individua nella presenza di un genere al di sotto del 50% un problema di sottorappresentanza. All’interno delle Istituzioni Europee si avvia negli ultimi anni un convinto processo di riequilibrio anche nelle posizioni strategiche.
In Italia, nel 2003 le riforme degli artt. 51 e 117 della Costituzione rendono legittime le azioni positive, accelerando il processo di democratizzazione nei settori pubblici e privati. Varie sono le strategie per il riequilibrio, a seconda degli ambiti di intervento. Tra queste, il meccanismo elettorale della doppia preferenza di genere, che nasce dall’ esperienza della legislazione regionale campana, con il via libera della Consulta, fino a confluire nella recente legge 215/2012 sull’elezione dei consigli comunali. Le prossime elezioni amministrative saranno il primo banco di prova della riforma: (more…)