Presidio presso il Tribunale di Napoli al Centro Direzionale 18 Luglio 2012 ore 9.30

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GIUSTIZIA PER FIORINDA

 

Il 18 luglio prossimo sarà giudicato in appello l’assassino di Fiorinda Di Marino. Dobbiamo essere tutte davanti al Tribunale per testimoniare ancora una volta “per ogni donna ammazzata e offesa siamo tutte parte lesa”.

Il 23 luglio del 2009, Fiorinda Di Marino venne uccisa a colpi d’ascia da un uomo col quale aveva avuto una relazione. Un uomo che era uscito dal carcere  dopo aver scontato una breve  condanna  perché  sette anni prima  si era  reso responsabile di un tentato omicidio ai danni della ex moglie, sopravvissuta alla violenza solo perchè fortunosamente nessuna coltellata aveva colpito punti vitali.

Fiorinda aveva 35 anni, insegnava in una scuola materna dei Camaldoli ed era madre di un bambino di nove anni avuto dal marito dal quale era separata. Una donna, a detta di tutti coloro che la conoscevano, dolce, generosa, sempre pronta al sorriso e disposta al perdono. È stata proprio questa sua attitudine a concedere una seconda opportunità a chiunque avesse sbagliato e la sua tenace convinzione, comune a tante donne, che l’amore può riuscire a cambiare qualunque uomo a farle sottovalutare il rischio a cui si esponeva nell’intraprendere una relazione con un uomo con trascorsi così allarmanti.

Aveva, però. presto capito il suo errore e dopo una violenta aggressione aveva denunciato il suo convivente per lesioni gravissime. Ma come purtroppo sempre più spesso accade, la denuncia non era servita a far accettare all’uomo che la storia era finita e che lei voleva riprendersi la sua vita e voltare pagina. Non glielo ha consentito. La vita di Fiorinda è stata spezzata e insieme alla sua sono state irrimediabilmente lacerate  le esistenze di coloro che l’amavano.

 

Renato Valboa, il suo assassino, è stato condannato in prima istanza a sedici anni, una pena irrisoria per un delitto così efferato e commesso recidivamente.

Oltretutto, se si considera  che questo tipo di criminali tiene di solito una condotta ineccepibile in carcere, è presumibile che Valboa fra pochi anni sarà di nuovo in libertà grazie ai benefici di un cospicuo sconto della pena.

 

Ebbene è ora di dire basta a tutti coloro che nei tribunali, nei commissariati, negli ospedali, nelle case, nella società sono disposti a comprendere e giustificare i delitti commessi dagli uomini verso le donne.

Dobbiamo gridare con forza la nostra rabbia e il nostro diritto ad avere una giustizia degna di questo nome che salvaguardi le donne e che affermi il principio che nulla mai può giustificare il fatto che un uomo si arroghi il diritto di decidere della vita di una donna, ritenendola una cosa di sua proprietà.

Vogliamo giustizia per Fiorinda Di Marino e per tutte le donne che quotidianamente vengono maltrattate stuprate o uccise da uomini violenti, immaturi, codardi, che fanno scontare alle donne la loro incapacità di stare al mondo.

 

Arcidonna Napoli Onlus

Aderiscono :  UDI di Napoli, Cooperativa Dedalus, Cooperativa EVA, Self, Onda Rosa, Associazione  Salute Donna, il Centro Amtiviolenza Aurora, Le Cassandre, Cora Onlus, Associazione Maddalena, Associazione  “Dream Team”,  Spazio Aspasia, Casa di Accoglienza per donne maltrattate” Fiorinda”, Arcilesbica, Sportello LIlith, Ass. “ Eleonora PImentel”, Linea Rosa, Spazio Donna di Caserta, Federazione Nazionale dei Centri Antiviolenza “D.i.Re. Donne in Rete contro la violenza”, Le Onde di Palermo, Differenza Donna di Roma, Lia Cacciottoli,  Laura Capobianco,Raffaella Capuozzolo, Elena Coccia, Maria De Marco, Maria Rosaria Ferre, Luisa Festa, , Floriana Formicola, Maria Giustino Irace, Simona Marino, Luisa Menniti,,  Simona Molisso, Nelide Milano, Teresa Potenza.

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