Archive for giugno 2012

contro la violenza 2 LUGLIO 2012 ORE 18.30 ROMA, PONTE MAZZINI (LATO REGINA COELI) L’unica rivoluzione possibile è paritaria

29 giugno 2012

Un Ponte contro la violenza, presente anche su facebook ed alla Casa Internazionale delle Donne, ha promosso ogni lunedì un flashmob sul Ponte Mazzini ed il prossimo lunedì, il 2 luglio alle ore 18.30 lancia una sfida agli uomini: venite e manifestate insieme a noi.

E’ un gesto importante: non potremo davvero combattere la violenza di genere se non riusciremo a coinvolgere gli uomini che ne sono purtroppo gli attori principali, a modificare le relazioni tra i sessi, ad accrescere il livello di consapevolezza, a spingere un numero sempre crescente di uomini a gridare insieme a noi “basta” (more…)

Per un servizio pubblico radiotelevisivo che faccia uscire le donne dall’invisibilità:RAI: Rete per la Parità chiede a Zavoli la pubblicazione dei cv e un nuovo CdA paritario

25 giugno 2012

 

Comunicato stampa

 

RAI: Rete per la Parità chiede a Zavoli la pubblicazione dei cv e un nuovo CdA paritario

 

Per un servizio pubblico radiotelevisivo che faccia uscire le donne dall’invisibilità

 

Rendere pubblici i curricula inviati per le selezioni al CdA della RAI o l’elenco delle persone che li hanno presentati per sapere quante sono le donne candidate. E’ la richiesta che La Rete per la Parità, associazione di promozione sociale per la parità uomo-donna secondo la Costituzione italiana, ha inviato al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Sen. Sergio Zavoli e alla Ministra del Lavoro, Welfare e Pari Opportunità, Elsa Fornero. (more…)

Mutilazioni dei genitali femminili/escissione – Il caso di Albenga

22 giugno 2012

COMUNICATO STAMPA

Rendere efficaci le misure di prevenzione contenute nella legge 7/2006

è la strada per prevenire la pratica senza ricorrere a misure estreme

che penalizzano ulteriormente le bambine

 

ROMA, 21 giugno 2012. Bene hanno fatto i giudici a intervenire di fronte al fondato sospetto che una bambina di origini egiziane, nata e residente in Italia, ad Albenga, con la sua famiglia, potesse essere sottoposta alla pratica delle mutilazioni dei genitali femminili/escissione (MGF/E) durante le vacanze nel paese d’origine, verso il quale la famiglia stava per partire. (more…)

Vittoria definitiva al Consiglio di Stato: la Giunta Formigoni viola il principio dell’equilibrio di genere

21 giugno 2012

(ne danno notizia l’Associazione Art. 51 e l’Associazione DonneInQuota, con i loro legali Prof. avv. Marilisa D’Amico, e gli avv. Cinzia Ammirati, Massimo Clara, Lorenzo Platania e Stefania Leone)

Oggi il Consiglio di Stato (sentenza n. 3670 del 2012) ha annullato la sentenza del Tar Lombardia che aveva inspiegabilmente salvato la Giunta Formigoni, allora composta da 15 Assessori uomini e da una sola donna. (more…)

Porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili La nuova Risoluzione del Parlamento Europeo

20 giugno 2012

 

 La nuova Risoluzione del Parlamento Europeo impegna Stati membri e istituzioni dell’Unione Europea ad affermare il diritto delle ragazze

a una vita nel rispetto dei diritti umani

La Campagna europea END FGM, coordinata da Amnesty International Irlanda e condotta in Italia da AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo e Amnesty International Sezione Italiana, accoglie con viva soddisfazione il forte richiamo del Parlamento Europeo a porre fine alla pratica delle mutilazioni dei genitali femminili/escissione (MGF/E) espresso nella Risoluzione congiunta votata a maggioranza assoluta giovedì 14 giugno (564 voti a favore, 2 astensioni).

Con questa Risoluzione, il Parlamento Europeo chiede agli stati membri di rispettare gli obblighi internazionali per porre fine alle MGF/E attraverso misure di prevenzione, di protezione e di natura legislativa. Il Parlamento ha ricordato gli impegni assunti dalla Commissione europea per sviluppare una strategia per combattere la violenza sulle donne, incluse le MGF/E. Questi impegni sono contenuti nella Strategia per l’uguaglianza tra donne e uomini 2010 – 2015 e attendono di essere tradotti in pratica. (more…)

Il numero 3 del Notiziario della Rete per la Parità

19 giugno 2012
Notiziario Rete per la parità- numero 3
ll passaggio ad un diverso sistema di impaginazione ha creato ritardi, il numero 3 del Notiziario riguarda un intero quadrimestre ed arriva a ben 50 pagine, anche se non raccoglie tutte le notizie che abbiamo diramato in tempo reale sul nostro sito e su FACEBOOK.
Può dare un’idea dell’intensa attività non solo della nostra RxP , ma di tutto il Movimento delle donne in italia.

5 maglie nere, alle province con nessuna sindaca in nessun comune, e cioè Siracusa, Brindisi, Enna, Caltanissetta e Carbonia-Iglesias.

17 giugno 2012

dalla Rete per la Parità http://www.reteperlaparita.org/wp/?p=715


Daniela e dintorni

daniela and her surroundings

http://danielaedintorni.com/2012/06/17/maglia-nera-alle-province-con-meno-sindache/

Maglia nera alle province con meno sindache

17 giugno 2012

Analizzando i dati sui 903 comuni governati da sindache, un dato che comunque non tiene conto dei recenti risultati delle elezioni in Sardegna e che quindi andrà aggiornato dopo il prossimo ballottaggio, ho estrapolato i seguenti dati:

–      Agli ultimi venti posti di questa graduatoria ci sono solo province meridionali eccetto la Toscana con una provincia, Lucca, 1 sindaca su 35 comuni, l’1,86%, e il Lazio con 2 province, quella di Frosinone con 4 sindache su 41, il 4,40% e quella di Roma con 6 su 121, il 4,96%

–      Le altre regioni sono la Sicilia con 6 province, dalla migliore alla peggiore: Agrigento con 2 sindache su 43 comuni, il 4,65%; Trapani, 1 su 24, il 4,17%; Palermo con 2 su 82, il 2,44%; Siracusa con 0 sindache su 21 comuni, Enna con 0 su 20 e Caltanissetta con 0 su 22.

–      La Campania con 4 province, dalla migliore alla peggiore: Avellino con 5 sindache su 119, il 4,20%; Salerno con 6 su 158, il 3,80%; Napoli con 2 su 92, il 2,17% e Caserta con 2 su 104, l’1,92%.

–      La Puglia con 3 province, dalla migliore alla peggiore: Taranto con 1 su 29 sindache, il 3,45%; Bari con 1 su 41, il 2,44% e Brindisi con 0 su 20.

–      La Calabria con 2 province, Cosenza con 5 su 155, il 3,23% e Catanzaro con 3 sindache su 80 comuni, il 3,75%.

–      La Basilicata con una sola provincia, Matera, con 1 sindaca su 31, il 3,23%; Abruzzo con Teramo con 1 sindaca su 47 comuni, il 2,12% e la Sardegna (ma il dato sardo va comunque aggiornato dopo il ballottaggio) con la provincia di Carbonia-Iglesias con 0 sindache su 23 comuni. (more…)

Per un nuovo CDA RAI con tante donne per un servizio pubblico attento a fornire un’immagine delle donne corrispondente alla realtà e a liberare la maggior parte delle italiane dal Burka mediatico che le rende invisibili

15 giugno 2012

Ecco il post della Rete per la Parità in http://www.reteperlaparita.org/wp/?p=709


E’  importante far pervenire entro lunedì al CDA RAI molte candidature di donne, a stamattina (venerdì ) risultavano presentati su un totale di 33 i curricula solo di Lorella Zanardo e Tana De Zulueta, due nomi ottimi, e ci auguriamo che siano nominate dalla Commissione di vigilanza RAI. che è competente in materia, ma dobbiamo dimostrare che le donne che potrebbero coprire l’incarico sono moltissime.

Deve arrivare un gran numero di curricula di donne alla mail vigilanzarai@senato.it , mandando possibilmente per conoscenza anche a  segreteria.reteperlaparita@gmail.com , per metterci in grado di diffondere anche i nuovi nomi e chiedere con forza un CDA al cinquanta e cinquanta

Qualcosa sta cambiando, anche a regole per le nomine RAI  ancora invariate: mai in precedenza se ne è discusso tanto, mai un partito ha dichiarato che non avrebbe portato i suoi nomi (lo stesso che successivamente ha chiesto a 4 associazioni di esprimere propri candidati dichiarandosi pronto a votarli).

Bisogna anche dare atto al presidente Monti di aver preso una importante iniziativa  con l’indicazione di Annamaria Tarantola per la presidenza.

La Rete per la Parità ha accolto con grande soddisfazione la notizia perchè è una persona che abbiamo  avuto modo di apprezzare in tante occasioni per le grandi capacità che l’hanno portata ad un alto incarico nella Banca d’Italia, ma anche una donna che ha avuto sempre presente la sua storia personale per riportare nell’impegno professionale la sensibilità di donna e l’attenzione per le altre donne.

La Rai ha bisogno di una presidente e di altre donne come lei nel CDA   per diventare un Ente che fornisca un servizio pubblico meno condizionato dai partiti e al passo con i tempi.

Una RAI  attenta a fornire un’immagine delle donne corrispondente alla realtà e a liberare la maggior parte delle italiane dal Burka mediatico che le rende invisibili.

Le autocandidature vanno indirizzate al presidente della Commissione Senatore prof. Sergio Zavoli Presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi , con un cv aggiornato. alla mail vigilanzarai@senato.it , mandando possibilmente per conoscenza anche segreteria.reteperlaparita@gmail.com.

Per saperne di più:

1. Ecco qualche notizia in più, già da aggiornare, ora i curricula dovrebbero essere 45 e 4 quelli di donne,  prese in rete http://www.blitzquotidiano.it/tv/rai-curriculum-consiglieri-cda-commissione-vigilanza-1267693/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blitzquotidiano+%28Blitzquotidiano%29:

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Santoro, Freccero, Liofredi..tutti i nomi degli aspiranti consiglieri al Cda Rai

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ROMA – Il 21 giugno la Commissione di Vigilanza parlamentare si riunirà per eleggere i 7 componenti del nuovo Cda Rai. I curricula degli aspiranti consiglieri sinora pervenuti in Commissione sono 33.

La Vigilanza è un seggio in cui, dopo aver ricevuto le indicazioni dai rispettivi partiti, ci si riunisce per votare: anche i nomi indicati dal premier Mario Monti per il Direttore Generale e il Presidente, finché non si vota, restano parole. Quindi i 7 consiglieri nuovi sono da nominare e martedì mattina il presidente Sergio Zavoli ha riunito l’Ufficio di Presidenza della Vigilanza per capire come procedere.

Ora con un’azienda bloccata e un consiglio scaduto, si è aperta la porta delle autocandidature, ma c’è ancora una settimana di tempo: (entro lunedì 19. NDR) la Vigilanza, che può ovviamente proporre anche altri candidati, si riunirà per votare il 21 giugno. Sarà interessante vedere quali di questi nomi approderà a Viale Mazzini.

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha scritto a quattro associazioni (Se non ora quando, Libera, Libertà e Giustizia, Comitato per la libertà e il diritto all’informazione), sostenendo che se indicano ”due candidature per il Cda noi siamo pronti a sostenerle”. ”Qualora le vostre Associazioni – scrive Bersani – ritenessero di indicare due candidature per il CdA noi siamo pronti a sostenerle per garantire comunque, nella transizione ad una nuova governance dell’Azienda, la voce di liberi protagonisti della società civile. (…) La Rai vive il momento più drammatico della sua storia: umiliata da chi l’ha asservita ai capricci della destra, incapace di competere, priva di un chiaro indirizzo industriale. Nella prossima legislatura metteremo mano a una riforma che farà rinascere l’Azienda, aprendola anche al contributo di chi ha dimostrato di amarla molto più di parecchi di quelli che l’hanno amministrata in questi anni”.

Antonio Di Pietro appoggia la proposta di Bersani. ”Di fronte alla forca caudina e al ricatto di dover mantenere l’attuale Cda o peggio che questo venga nominato dai soliti noti, meglio scegliere il male minore rappresentato dalla proposta di Bersani: rimettere la scelta dei nomi ad associazioni culturali, movimenti di opinione, rappresentanti d’interessi diffusi”.

Questo l’elenco dei curricula aggiornato alle ore 13 del 12 giugno, riportato dal Corriere:

ROBERTO MENEGON è un comune cittadino, un artigiano edile che vive in provincia di Pordenone. La candidatura a membro del Cda Rai l’ha inviata a marzo 2009, ai Presidenti di Camera e Senato, “non soggetta a tempi di scadenza” perché vuole una tv pubblica con una più vasta impronta divulgativa didattica

GIANPIERO GAMALERI classe 1940, professore ordinario di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi all’Università di Roma Tre, membro del Cda del Centro Televisivo Vaticano. Ed è anche già stato nel Cda Rai, dal 1998 al 2002

SABINO ACQUAVIVA, 83 anni. Classe 1929, professore, sociologo, giornalista e scrittore. Ha collaborato con “La notte della Repubblica” di Sergio Zavoli; è stato Presidente della Nuova Eri, consociata Rai che gestiva 2 riviste aziendali poi svendute, Moda e King. Ha diretto per 2 anni la struttura tematica Programmi culturali della Rai

MICHELE SANTORO, conosciutissimo giornalista e conduttore televisivo di programmi con grandi ascolti: da Samarcanda ad Anno Zero

MASSIMO LIOFREDI, ex direttore di Rai Due (qualcuno lo ha definito l’affossatore della rete), attuale direttore di Rai Ragazzi. I suoi programmi più noti sono Thelethon e le Partite del Cuore

CARLO FRECCERO, attuale direttore di Rai 4, autore televisivo, esperto di comunicazione, ex direttore di Rai 2 dal 1996 al 2002. Memorabili le aperture alla prima serata del teatro civile di Marco Paolini

MASSIMO PINI, classe 1937, giornalista e dirigente industriale. Per due volte membro del Cda Rai. Ma anche di Finmeccanica e Capitalia. Attualmente è nei Cda di Milano Assicurazioni Spa, IEO, Finadin Spa, oltreché Vicepresidente di Fondiaria Sai Torino, Immobiliare Lombarda Spa e Aeroporti di Roma Spa. Nonché biografo di Craxi

FEDERICO GUIGLIA, giornalista, ha collaborato con il programma “Telecamere” e poi con Rai International. Da 5 anni conduce “Prossima Fermata” su La 7. Lui si candida alla direzione di Rai Italia, il canale per italiani e stranieri nel mondo

SALVATORE ACANFORA, ex capotreno della Ferrovia Roma Lido, da 14 anni nel libro “Il guiness dei Primati” per aver inoltrato oltre 4.000 petizioni al Parlamento. Medaglia d’argento della Marina per aver salvato 2 pescatori in mare

PAOLO SABBATUCCI, direttore della segreteria dell’attuale Cda Rai, ha ideato e cura una newsletter mensile interna – // Sestante – focalizzata sull’analisi industriale del settore televisivo

FRANCO SCAGLIA, attuale Presidente di Rai Cinema, è stato prima Vicepresidente di Rai Sat e Presidente della Newco Rai International

GIUSEPPE SIGNORIELLO, giornalista e avvocato, è stato Amministratore Delegato della società Ischia Ambiente Spa, e componente del Collegio Revisori dei Teatri Stabili di Napoli e Roma

UMBERTO CROPPI, ex assessore alla Cultura del Comune di Roma, nella prima giunta Alemanno dal 2008 al 2011. Fedelissimo di Gianfranco Fini, fa parte della segreteria nazionale di Futuro e Libertà, ed è anche responsabile cultura del partito. Docente a contratto di Scienze della Comunicazione alla Sapienza

ALBERTO DI LUCA, ex parlamentare e tesoriere di Forza Italia dal 1994 al 2006. Dopodiché diventa Vicepresidente e Direttore Commerciale in Atm Servizi, dal 2010 è membro del Cda di Fondazione Valore Italia e di Clp, società del gruppo Poste Italiane

ALDO SARULLO, scrittore, sceneggiatore, regista, è stato consulente artistico del Comune di Palermo e di Leoluca Orlando quando era sindaco. Dal giugno 2008 è consigliere per gli affari culturali della Presidenza del Senato. E nel 2010 ha condotto una rubrica su Rai International

LORELLA ZANARDO, coautrice del documentario “Il Corpo delle Donne”. E’ stata consulente e docente nei paesi dell’Est per la Comunità Europea. Si è occupata di gestione dei cambiamenti organizzativi

ROBERTO MASTROIANNI, professore di scienze internazionali all’Università di Napoli. Allievo dell’ex presidente Rai Roberto Zaccaria

TANA DE ZULUETA, antropologa e archeologa, è stata senatrice per i Ds poi eletta alla Camera con i Verdi è stata vicepresidente della Commissione Affari esteri e Comunitari e membro della Commissione Difesa

ANTONIO FUGAZZOTTO, regista

LUIGI SCHIAVELLO, ex presidente della sezione controllo Enti della Corte dei Conti, e sindaco revisore per Eni

ALDO MANTINEO, giornalista della gazzetta del Sud, corrispondente Ansa da Siracusa. Esperienza televisiva: ha collaborato a “La vita in diretta”

FABRIZIO PERRETTI, docente associato alla Bocconi, dipartimento management e tecnologia

PIERANGELO PIEGARI giornalista economico e sportivo Rai

MARCO MARSILI direttore di Voceitalia.it e scrittore

PIERVIRGILIO DASTOLI, consigliere della Commissione Europea attualmente distaccato presso la Presidenza della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome

FRANCO ROSITI, professore ordinario studi politico sociali Università di Pavia. Ha fondato e diretto il famoso Osservatorio di Pavia. Non giovanissimo (74 anni)

ARMANDO LAMBERTI, professore ordinario Università di Salerno, cattedra di Diritto costituzionale

STEFANO ROLANDO, professore alla Università Iulm di Milano dove insegna Teoria e tecniche della comunicazione. Uomo decisamente poliedrico, è stato in Rai assistente di Zavoli. Direttore generale alla Presidenza del Consiglio e capo Dipartimento Editoria con i governi: Craxi, Fanfani, Goria, De Mita, Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi. Per un anno è stato anche direttore centrale del gruppo Olivetti, e dal ‘99 al 2008 consigliere dei Ministri: Berlinguer, Mazzella, Rutelli, Rosa Russo Jervolino, Frattini, Stanca

RUBENS ESPOSITO, ex capo dell’ufficio legale della Rai, pensionato lo scorso anno

LUIGI MARSULLO, economista, ha valutato per il Ministero del Tesoro, Bilancio, Industria, Trasporti, Infrastrutture, Ambiente, una lunga serie di progetti nel settore green energy

CARLO RIENZI, laureato in giurisprudenza, rifondatore e Presidente del Codacons

MARCO GAMBARO, professore associato alla Statale di Milano dove insegna Economia della Comunicazione. Interessi di ricerca su concorrenza, struttura dei mercati, antitrust nelle industrie dei media e telecomunicazioni.

RENATO PARASCANDOLO, giornalista, presidente di Rai Trade e già direttore di Rai Educational

13 giugno 2012 11:09 | tv

Ultim’ora. Altra importante autocandidatura :

RAI: BRANCATI, MI CANDIDO A CDA PER SERVIZIO PUBBLICO A PATTO CHE… =
BANDISCA BANALITA’, SPERIMENTI NUOVI LINGUAGGI, SI APRA A
GIOVANI ED ESPRIMA CULTURA DELLE DONNE

Roma, 15 giu. -(Adnkronos) – “Io non ho mai pensato che una
persona e’ buona per tutte le stagioni e quindi non posso immaginare
di autocandidarmi al Cda della Rai a prescindere, pur di andare.
Ritengo, in sostanza, che uno si debba autocandidare perche’ in testa
ha un’idea precisa”. E Daniela Brancati, a leggere il documento
inviato alla Commissione di Vigilanza Rai, oltre a vantare un
ventaglio davvero ampissimo di esperienze dentro e fuori la Rai, nei
media tradizionali, come nei nuovi, le idee chiare ce le ha. Idee che,
come spiega all’Adnkronos, si possono sintetizzare in tre priorita’:
cambiare la filosofia aziendale e quindi l’offerta nel suo complesso
perche’ 15 canali cosi’ come sono ora non hanno senso; rendere la Rai
paritaria, in grado cioe’ di esprimere la cultura del genere femminile
cosi’ come di quello maschile, oltre che aperta ai giovani; mantenere
quote di mercato alzando il livello qualitativo e non ricorrendo a
imitazioni della tv commerciale e a volgarita’.
“C’e’ a parer mio un motivo per cui si legittima ancora oggi
l’esistenza di un servizio pubblico – scrive, ripercorrendo un
passaggio del suo libro ‘Occhi di maschio. Donne e televisione una
storia dal 1954 a oggi’ alla seconda edizione – Perche’ ci sia un
luogo che bandisca la banalita’, madre di ogni volgarita’. Perche’ ci
sia un luogo della massima modernita’ e sperimentazione di nuovi
linguaggi. Un luogo della massima liberta’ di sperimentare nuovi
conduttori, giovani se possibile, donne se possibile, anche sbagliando
e possibilmente non sbagliando. Il che non puo’ accadere se ogni volta
che si cambia il palinsesto si grida alla lesa maesta’ nei confronti
di qualcuno.… Si puo’ obiettare: i privati non possono farlo? Certo,
ma farlo al riparo della tirannia del mercato sarebbe piu’ semplice”.
“Naturalmente la Rai e’ una grande azienda che deve mantenere
quote di mercato – aggiunge Brancati – ma credo che la scommessa sia
proprio questa: ottenere il risultato senza ricorrere alla volgarita’,
intesa come banalita’, assenza di curiosita’ intellettuale, ricorso a
luoghi comuni e stereotipi, cattive imitazioni di prodotti commerciali
ed esasperato uso dei format d’acquisto. E dando alla pubblicita’ il
giusto peso, ma non il predominio. L’esperienza di Sky ha insegnato
che il pubblico paga per un servizio che vuole. Anche il canone della
Rai puo’ essere vissuto come un corrispettivo per un servizio
desiderato e non come una sgradevole ‘necessita”, ma per farlo
bisogna lavorare sulla programmazione, riconquistando anche un primato
morale che corrisponda al marchio, che ancora oggi ha un grande valore
per il pubblico nazionale e internazionale. E facendo recuperare a
dipendenti e collaboratori il senso di appartenenza e unitarieta’
aziendale. Se queste mie convinzioni corrispondono alle vostre idee di
mandato al prossimo Consiglio di Amministrazione della Rai – conclude
– mi candido”.

(Rig/Zn/Adnkronos)
15-GIU-12 13:32
L’iniziativa del PD: Il Segretario Pd scrive a Se non ora quando, Libera, Libertà e Giustizia, Comitato per la libertà e il diritto all’informazione

“Qualora le Vostre Associazioni ritenessero di indicare due candidature per il CdA noi siamo pronti a sostenerle per garantire comunque, nella transizione ad una nuova governance dell’Azienda, la voce di liberi protagonisti della società civile”. Con queste parole il Segretario nazionale del Partito democratico, Pier Luigi Bersani si rivolge in una lettera inviata questo pomeriggio a quattro associazioni: Se non ora quando, Libertà e Giustizia, Libera e Comitato per la libertà e il diritto all’informazione che comprende diverse organizzazioni del settore.

“La Rai – continua Bersani nella lettera – vive il momento più drammatico della sua storia: umiliata da chi l’ha asservita ai capricci della destra, incapace di competere, priva di un chiaro indirizzo industriale. Non è solo un problema di autonomia dell’informazione o di scarso pluralismo, oggi il male è ben più profondo.

Le decisioni che dovrebbero essere guidate da valutazioni esclusivamente aziendali vengono prese sempre più fuori dall’Azienda. Anni di lottizzazione hanno cambiato la RAI, finendo per inaridire la capacità innovativa della più grande industria culturale del Paese. Il tutto mentre migliaia di lavoratori e lavoratrici ogni giorno con professionalità e passione si impegnano per un’azienda che amano, come la amano gli italiani. Gli ascolti calano, la raccolta pubblicitaria fatica, l’innovazione tecnologica è bloccata, le prospettive industriali sono nel buio: questa oggi è la RAI. Davvero dobbiamo rassegnarci a un triste declino? Io credo di no; d’altra parte, se qualcosa di buono è venuto da questi mesi terribili, è la conferma che sono in tantissimi a non volerlo fare.

Le manifestazioni che hanno denunciato e contrastato i momenti più drammatici dell’occupazione politica, l’impegno di intellettuali e uomini di cultura, la voglia di non arrendersi di chi dall’Azienda è stato emarginato o peggio allontanato sono la dimostrazione che si può invertire la rotta. E che si può immaginare una RAI diversa, che torni a essere un asset per il Paese. Per questo abbiamo voluto esprimere una posizione forte, rompendo unilateralmente il rito della lottizzazione.

Altro che Aventino! A isolarsi – sottolinea il leader del Pd – sono quelli che ancora oggi pensano di continuare come se niente fosse a distruggere il servizio pubblico. Abbiamo proposto una riforma minima, in attesa di affrontarne una più complessiva nella prossima legislatura. Abbiamo chiesto di ritoccare la legge Gasparri modificando la governance dell’Azienda, dandole un amministratore delegato con i poteri di dirigerla veramente, di cambiarla, di impostare una strategia industriale degna di questo nome.

Con tutte le sue peculiarità, la Rai è un’azienda e come un’azienda può e deve funzionare. La destra con i suoi irresponsabili veti ha impedito ogni intervento, per questo abbiamo deciso di non nominare alcun nostro rappresentante nel CdA. Il meccanismo con cui funziona l’Azienda impedirebbe anche ai più liberi e qualificati di amministrarla sul serio. Se vi scrivo è perché questa battaglia l’abbiamo fatta anche per dare una risposta concreta alla richiesta che in tante occasioni ci avete ripetuto: “i partiti fuori dalla Rai”. Noi oggi lo facciamo davvero. Nella prossima legislatura metteremo mano a una riforma che farà rinascere l’Azienda, aprendola anche al contributo di chi, come Voi, ha dimostrato di amarla molto più di parecchi di quelli che l’hanno amministrata in questi anni. Lunedì scade il tempo per la presentazione delle candidature per il CdA. Noi non ne presenteremo. A fronte di questa nostra posizione – più volte ribadita – la destra rifiuta ogni discussione, ogni riflessione e intende procedere. Qualora le Vostre Associazioni ritenessero di indicare due candidature per il CdA noi siamo pronti a sostenerle per garantire comunque, nella transizione ad una nuova governance dell’Azienda, la voce di liberi protagonisti della società civile.”

Il diritto di denunciare: regole certe. Aspettare stanca aderisce all’iniziativa di UDI Napoli

13 giugno 2012
Prima del coraggio

Il diritto di denunciare

Piazza B. Cairoli – ROMA

giovedì 14 Giugno 2012, ore 11

Migliaia di donne hanno firmato un appello alla ministra Severino, mandato per conoscenza alla Ministra Cancellieri:

chiarire e modificare l’articolo 1 del testo unico di pubblica sicurezza.

Gli appelli al coraggio, le rassicurazioni verbali (poche), gli avvertimenti sul prezzo del silenzio, si fermano sulla soglia di un commissariato o di una caserma dei carabinieri.

Denunciare è difficile, per la negazione delle risorse alle reti antiviolenza, per la mancanza di alternative di lavoro e perché spesso il violento è il detentore dei mezzi di sussistenza.

Denunciare in Italia è ancora più difficile, e lo è fin dal primo passo ovvero la consegna della querela ai competenti : Polizia e Carabinieri.

Questa prima difficoltà di denunciare, non è poi così strano, è prevista e suggerita dalla legge che regola tutta la materia della Pubblica Sicurezza: il Testo Unico del 1931.

Al primo articolo è previsto che l’addetto sia tenuto a tentare

“la bonaria composizione del conflitto”

Questo “insignificante” particolare controlla il numero delle denunce e insitamente permette al governo di non investire sull’eliminazione del femminicidio.

Col pretesto che sono le donne a non volerla.

Noi che vogliamo l’eliminazione del femminicidio

(Comitato Ricominciare e Udi di Napoli, DonneSudonne, Arcidonna, Arcilesbica,comitato 194, Le Kassandre, Cooperativa EVA, Dream-Team, Rete Campana delle donne di SEL)

vi invitiamo a esserci, in tante … insieme possiamo.
Prima di chiedere il “coraggio”, alle donne bisogna garantire il “diritto” di denunciare.
L’appuntamento nasce dal comitato Ricominciare e da UDI Napoli e ci riguarda tutte, tutte noi che lavoriamo ogni giorno per denunciare e contrastare la violenza sulle donne.
Segue il comunicato del Comitato e vi alleghiamo la lettera (che molte tra voi hanno firmato) e che una delegazione di donne la settimana prossima, il 14 giugno alle 11, consegnerà alla Ministra Guardasigilli.
Tutte noi vi aspettiamo
Carla Cantatore

UDI Monteverde a Roma
Via E.Guastalla 4 – 00152
tel 06 5814072

Leggi la lettera: (more…)

Liste civiche e voglia di novità. due argomenti di cui si discute

8 giugno 2012

Liste civiche e nuove ricette:lo spunto per due commenti di Aspettare stanca su  Innovatori europei

In risposta al post di Pierluigi Sorti Le Liste civiche: dilemmi e opportunità

http://www.innovatorieuropei.com/redazione/editoriali/le-liste-civiche-dilemmi-e-opportunita

Si a liste civiche (come alcune di quelle che si presentano nei comuni), con persone unite dal programma, no a liste civiche come quelle (e ne abbiamo viste tante), in appoggio a partiti. finalizzate a captare candidature e voti e dirottarli a favore dell’uovo del cuculo  che vi si annida.

nuove ricette

In risposta al post di Giuseppina Bonaviri su Innovatori europei

http://www.innovatorieuropei.com/redazione/editoriali/dalloblio-al-risveglio

NUOVE RICETTE: le prepareranno i grandi chef della politica (tutti uomini), infiocchettando piatti ormai andati a male, o movimenti che porterebbero il Paese in rovina, o possiamo sperare in nuove ricette preparate insieme da donne e uomini per il bene di tutte e tutti?