L’iniziativa della RxP Mai più lavoratrici e lavoratori dimissionati si avvia a conclusione

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– DDL 3249- in Commissione Lavoro al Senato

Mercoledì 2 maggio  e giovedì 3 maggio prosegue in Commissione  Lavoro l’esame della riforma del lavoro, si prevede di portare il provvedimento in Aula per la settimana dall’otto maggio.

Oltre 1000 gli emendamenti presentati, dei quali  28 riguardano  l’articolo 55 “Tutela della maternità e paternità e contrasto del fenomeno delle dimissioni in bianco”.DDL 3249 art. 55

Il contenuto  della petizione della Rete per la Parità, presentato sin dall’estate 2011Rete per la Parità petizione data certa, è ripreso testualmente negli emendamenti 55.2 del PD (senatrice Rita Ghedini), 55.4 IDV (senatrice Giuliana Carlino)e in buona parte anche nell’emendamento 55.7 della senatrice Ada Spadoni Urbani del PDL;  inoltre anche l’altra proposta della Rete per la Parità riguardante una soluzione semplice e di possibile applicazione in tempi brevi, basata sulla domanda presentata personalmente dalla persona interessata, note su Art 55 1è stata ripresa negli emendamenti 55.8 , presentato dalla senatrice Ada Spadoni Urbani del PDL e  55.9, prima firmataria la senatrice Rita Ghedini del PD.

Altri emendamenti, come quelli che prevedono il ripensamento dalla persona interessata, vanno nel senso di profonde modifiche migliorative al testo del Governo.

Leggi tutti gli emendamenti: emendamenti art 55

Ci sono ottime speranze, visto il coinvolgimento di parlamentari di più gruppi,  di arrivare a cancellare del tutto in tempi brevi, con una norma di legge contenuta nel DDL “Riforma del lavoro”, la delittuosa prassi della richiesta di rilascio all’atto dell’assunzione o dell’incarico di lettere di dimissione con data in bianco e della possibilità di farne fraudolento uso da parte di datori di lavoro e committenti disonesti.

La Rete per la Parità, consapevole della gravità e della vastità del fenomeno, che incide negativamente anche nei casi in cui le dimissioni in bianco non siano utilizzate, in quanto costituisce una spada di Damocle che penalizza in particolare le giovani donne che rischiano di pagare la maternità con la perdita del lavoro, si è impegnata sull’iniziativa “Mai più lavoratrici e lavoratori dimissionati” fin dall’inizio della propria attività. Ha formato un piccolo gruppo di lavoro che si è avvalso della preziosa collaborazione di  due esperte, impegnate una nel settore pubblico e l’altra nel privato. Ha inoltre adottato uno strumento di democrazia diretta previsto dalla Costituzione, ma desueto e svalorizzato dal Parlamento, come la petizione, e ha utilizzato ogni occasione utile per spingere Parlamento e Governo ad approvare una nuova norma  e per  creare sinergie con tutte le persone ed associazioni impegnate per lo stesso obiettivo.

E’ grata alle senatrici e ai senatori della Commissione lavoro che hanno preso in considerazione il lavoro messo a disposizione e si augura, anche a difesa degli imprenditori corretti, che  il Governo dimostri la stessa disponibilità nel raggiungere un obiettivo di legalità e semplificazione.

Roma, 29 aprile 2012

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