Archive for dicembre 2011

Legge 194: ritorno al passato?

28 dicembre 2011

Aborto, in ospedale non si può
L’Espresso
spiega Silvana Agatone, presidente della Laiga, l’associazione che riunisce i ginecologi in difesa della 194, la legge a tutela sociale della maternità

 

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UN REGALO INTELLIGENTE, CHE VALE DOPPIO

20 dicembre 2011

Il libro di Giancarla Codrignani
“STIANO PURE SCOMODE, SIGNORE”
UN REGALO INTELLIGENTE, CHE VALE DOPPIO

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Riceviamo da Il corpo delle donne

20 dicembre 2011
Vogliamo condividere con voi le attivita’ e i risultati del 2011. Abbiamo fatta molta strada dal maggio del 2009 e di questo ringraziamo tutte le migliaia di persone che ci seguono con passione. Il lavoro sull’innalzamento del livello di consapevolezza portato avanti sul nostro blog, su Facebook, su Twitter ma ancor piu’ durante i numerosissimi incontri pubblici, nelle scuole e nelle universita’ si e’ dimostrato indispensabile per raggiungere risultati che appaiono ora evidenti.
NUOVI OCCHI PER LA TV
Da ottobre i nostri formatori stanno portando nelle classi delle Scuole Medie Superiori della Toscana “Nuovi Occhi per la TV”, il nostro progetto di educazione all’immagine. Gia’ oltre 300 classi hanno aderito, circa 6000 studenti, con ottimi risultati. Sponsor di questo progetto e’ Unicoop Firenze. Il progetto e’ ora in fase di valutazione in Umbria e in Trentino. Continuiamo gli incontri di sensibilizzazione con gli studenti in tutte le regioni italiane.
CITTADINANZA ATTIVA
Oltre a studenti e studentesse abbiamo incontrato migliaia di adulti negli incontri sul territorio, organizzati da comuni, province regioni e associazioni. Alla Commissione di Vigilanza Rai e al Parlamento Europeo abbiamo presentato la nostra richiesta per una televisione a zero stereotipi.
OLTRE L’ITALIA
Durante il corso dell’anno siamo stati invitati a presentare il nostro lavoro da diverse universita’ e istituzioni estere, a Londra, Bruxelles, Dublino, Linz, Vilnius, Washington. L’interesse dei media stranieri per il nostro progetto e’ molto alto, come dimostrano tra le altre le interviste a: ZDF (Germania), ORF (Austria), CNTV (Cina), BBC (Gran Bretagna), Arte (Francia), Handels Tagesblatt (Olanda), Telerama (Francia), Kurier (Austria), La Vanguardia e El Pais (Spagna). A settembre 2011 Lorella Zanardo e’ stata invitata agli incontri di Pontignano all’Ambasciata Britannica di Roma, presenti i direttori di Herald Tribune, Economist, il Rettore di Oxford, dove e’ intervenuta sul tema Democracy and New Media. (more…)

SENONORAQUANDO PIazza del Popolo 11 dicembre 2011

12 dicembre 2011

Rete per la Parità in piazza con il Comitato romano per “Mai più italiane portatrici d’acqua” .

Ecco quattro delle foto di Rosangela Petillo sulla manifestazione sul Gruppo FACEBOOK “Rete per la Parità”

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Parità di genere: intervista a Rosanna Oliva

12 dicembre 2011

Intervista di Sabrina Ferri su

Cosa significa essere donna, nel Terzo Millennio, in un paese come l’Italia? Significa, forse, dare uno sguardo al passato e tornare sui propri passi con fierezza, consapevoli di quanta strada sia già stata fatta. Significa non essere più mero strumento di procreazione e oggetto di sottomissione, ma essere soggetto pensante, capace di muoversi in una fitta rete di diritti e di lottare con forza, determinazione, coraggio.

Oggi ogni donna dovrebbe essere una roccaforte di diritti inviolabili. Nessuna donna, invece, andrebbe lesa nella sua dignità. Eppure, in ogni angolo del mondo, chi è donna si ritrova il più delle volte ad annaspare in un mare di abusi, violenze e discriminazioni come se la sua condizione di donna fosse un errore. Ecco che allora parlare di pari opportunità e parità di genere diventa un’ovvietà, l’ultimo baluardo cui aggrapparsi per non lasciar sfumare quel principio secondo il quale tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge, senza distinzioni di sesso.

Rosanna Oliva, presidente dell’associazione “Rete per la Parità”, fu una delle tante donne “coraggio” che caparbiamente lottò per i diritti delle donne e che ancora oggi si batte per rendere concreto ed effettivo quanto sancito dall’art. 3 della Costituzione. Fu nel 1960 che riuscì a far rimuovere una legge risalente al 1919, che contrastava apertamente con gli articoli 3 e 51 della legge fondamentale dello Stato, e che le aveva impedito di accedere alla carriera prefettizia. La Corte Costituzionale emanò la celebre sentenza n. 33 con la quale sanciva l’illegittimità costituzionale di tutte le norme che avessero creato discriminazioni di genere nell’accesso alle carriere pubbliche.

Da allora sono trascorsi oltre cinquant’anni, tanti i passi in avanti che sono stati fatti, tanti ancora quelli da compiere. Rosanna Oliva ci racconta quello che è stato fatto e quello che c’è ancora da fare in un mondo dove la donna fatica ancora ad affermarsi e dove è spesso costretta a scegliere tra il ruolo di lavoratrice e quello di madre. In un mondo dove l’immagine di donna resa dai media è sempre più un’immagine storpiata, ancorata all’estetica e ad un corpo che vuole essere mostrato ad ogni costo.

Si è tenuta lo scorso 25 novembre la dodicesima edizione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Perché oggi la donna è ancora vittima di abusi e violenze sia in ambito domestico che lavorativo? 

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne di quest’anno, con un post pubblicato in prima battuta su www.aspettarestanca.wordpress.com, abbiamo denunciato che, in Italia, il taglio dei fondi ai centri di accoglienze, alle Forze dell’Ordine, al Welfare, la crisi economica dei Comuni, hanno aggravato il cosiddetto “femminicidio”, la piaga che provoca centinaia di vittime ogni anno nell’ambito famigliare.

E ancora poco si fa anche contro l’altro fenomeno che vede vittime le donne oggetto di tratta e di riduzione in schiavitù, nonostante sia stato denunciato con forza il 13 febbraio di quest’anno alla prima manifestazione di “Se non ora, quando?” a Roma, in Piazza del Popolo, da Suor Eugenia Bonetti al grido «le donne non sono merci».

Va sostenuto il rifinanziamento dei centri anti violenza e la valorizzazione dei consultori familiari pubblici, primo e indispensabile servizio per le donne che sono in difficoltà, così come occorre aumentare l’attenzione del Governo e del Parlamento sui temi della violenza alle donne: la legge sullo stalking, che costituisce già un primo risultato, deve essere seguita da una legge organica che consideri i tanti aspetti della violenza, come in altri paesi d’Europa.

La presenza di tre donne ministro in settori chiave quali Interno, Giustizia e Welfare  ci fa ben sperare per un cambio deciso di direzione.

A 51 anni dalla celebre sentenza n. 33, cos’è cambiato nel rapporto donne-lavoro? Quali sono state le principali conquiste? Quali gli ostacoli che ancora non si è riusciti ad abbattere?

L’appartenenza delle donne a ruoli tradizionalmente maschili è sicuramente un cambiamento epocale nella società italiana, ma permane il fenomeno che ho definito, parafrasando il titolo di un noto romanzo, “la solitudine dei numeri uno”. Poche donne ai vertici, spesso costrette ad omologarsi per non farsi espellere o isolare.

Insieme con giovani donne e giovani uomini va costruita una maggiore consapevolezza sulla situazione attuale delle donne italiane: ci impegneremo per ridurre in Italia il gap di genere occupazionale, contributivo e rappresentativo nelle carriere e nelle professioni.

Vanno inoltre proposte modifiche alle regole (dalle leggi elettorali alle norme sul cognome dei figli e sui titoli delle cariche pubbliche), ideare nuovi strumenti di diffusione della cultura di genere, organizzare laboratori di sostegno alle scelte professionali e alle carriere.

Il nostro preciso impegno è fare in modo che la “Rete per la Parità” offra una possibilità in più per lavorare con maggiore incisività su questi ambiti a persone, associazioni ed enti che hanno aderito o aderiranno alla Rete per la Parità e per creare e sviluppare sinergie, senza antagonismi, anche con altre meritevoli associazioni e reti impegnate per la parità uomo-donna, in modo da dare maggiore forza ai gruppi di pressione impegnate sui vari obiettivi collegati alla parità.

Continueremo a lavorare per contribuire alla promozione del diritto di ogni persona, donna o uomo, a sviluppare al meglio, in ogni fase della sua vita, in ogni contesto privato o pubblico, le proprie potenzialità, anche a vantaggio della democrazia paritaria e della collettività.

Gender gap e parità di genere. Due termini inconciliabili?

Sono convinta che dal gender gap si possa e si debba passare alla parità di genere. So bene che i tempi sono lunghi: non sono bastati 63 anni dalla Costituzione, 51 dalla sentenza del 1960, e quelli trascorsi dopo le varie direttive europee, che in altri paesi hanno già prodotto effetti rilevanti. Lo abbiamo potuto approfondire a proposito di un tema che sembra limitato e che è stato oggetto del convegno a Cà Foscari il 19 settembre: quello del linguaggio, che in Italia non si è allineato alla realtà sociale politica, che vede le donne presenti da anni in settori e con incarichi in passato monopolio maschile e della mancata trasmissione del cognome ai figli in condizione di parità tra i coniugi.

Parliamo di politica. Severino, Cancellieri, Fornero. Tre donne ministro contro quindici uomini. Sarebbe stato meglio un “cinquanta e cinquanta”?

Sicuramente un Governo “50-50″ sarebbe stato un grande segnale di vero rinnovamento. Lo abbiamo scritto l’11 novembre in una lettera al Presidente della Repubblica, prima ancora che formalizzasse l’incarico a Monti come “donne gentili e rivoluzionarie” riunite all’Aquila.

Abbiamo detto che un Governo paritario sarebbe stato un segnale importante di discontinuità e premessa perché tutte e tutti, di persona o attraverso le rappresentanti e i rappresentanti eletti, si impegnino a superare la difficile fase che il Paese attraversa.

A quella prima richiesta hanno fatto seguito altre, da parte di “Se non ora, quando?”, della Casa Internazionale delle Donne di Roma, della Rete Armida, di “Pari o Dispare” e della stessa “Rete per la Parità”, che se non hanno visto il risultato pieno hanno sicuramente evitato un Governo tutto di uomini come si andava profilando. Comunque sia, l’alta professionalità delle tre ministre e l’importanza degli incarichi loro affidati, in parte rimediano allo scarso numero.

“Rete per la Parità”, associazione della quale Lei è presidente, ha chiesto al Governo Monti tre leggi a costo zero in grado di incidere positivamente sulla situazione delle donne e sullo sviluppo economico del Paese. Quali sono queste tre leggi e perché “a costo zero”?

Legge a costo zero: ”Mai più donne invisibili”.

Norme che eliminino l’anomalia mediatica che mina la nostra democrazia e diano visibilità alle donne vere, anche in occasione delle campagne elettorali (cosiddetta par condicio di genere) e impediscano immagini lesive della dignità delle donne. Obbligo per legge del doppio cognome alle figlie e ai figli (www.reteperlaparita.org/wp/?p=366).

Legge a costo zero: ”Mai più italiane portatrici d’acqua”.

Col termine “Portatrici d’acqua” si allude alle donne presenti nelle liste al solo fine di portare voti ai candidati uomini. Si chiedono norme di garanzia di genere previste e legittimate dagli artt.51 e 117 della Costituzione italiana e dall’art. 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, (Nizza – 2000). Misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato, applicate a qualsiasi sistema adottato nelle leggi elettorali nazionali, regionali, provinciali e comunali (si veda l’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria di “Noi Rete Donne” www.womenews.net/spip3/spip.php?article9356 ).

Legge a costo zero: ”Mai più maternità e paternità penalizzate”.

Una legge che impedisca licenziamenti mascherati da dimissioni, come chiesto con le petizioni della “Rete per la Parità” presentate alla Camera il 30 giugno e al Senato il 6 luglio di quest’anno, che contengono anche le possibili soluzioni tecniche. Allo stato attuale, le lavoratrici e i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, e soprattutto le donne, vivono il ricatto dell’assunzione condizionata alla firma di una lettera di dimissioni con data in bianco. Questa delittuosa e diffusa pratica condanna al precariato anche chi ha un contratto a tempo indeterminato ed elimina ogni diritto della lavoratrice e del lavoratore, compresi quelli che tutelano la maternità e la paternità. (www.reteperlaparita.org/wp/?p=306)

Dalla “Rete per la Parità”, che riunisce 16 associazioni e 7 Università che operano a livello nazionale per la parità uomo-donna, è partita la richiesta di 3 Leggi a costo zero con una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti, al Presidente del Senato Renato Schifani, al Presidente della Camera Gianfranco Fini, alle Ministre del Lavoro, Welfare e Pari Opportunità Elsa Fornero, dell’Interno Anna Maria Cancellieri, della Giustizia Paola Severino ed al  Ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda.

Queste tre leggi incidono positivamente sulla situazione delle donne e di conseguenza sullo sviluppo economico del nostro Paese, senza richiedere stanziamenti, ecco perché le abbiamo definite a costo zero. La nostra associazione dall’inizio si è concentrata su questi temi. Azioni positive che non pesano sul bilancio dello Stato, sono di veloce esecuzione e possono contribuire alla parità uomo-donna

Da dove partire e quali obiettivi porsi per raggiungere una demos effettivamente paritaria?

In questi tempi di crisi economica, di tagli ai bilanci pubblici e di sacrifici imposti alle cittadine e ai cittadini, abbiamo lanciato la proposta delle 3 leggi a costo zero per richiamare l’attenzione su iniziative legislative che giacciono in Parlamento e rischiano di essere dimenticate perché non implicano né risparmi né spese, mentre sono importanti per ridurre sia il gap di genere che caratterizza il nostro Paese, sia, con gli effetti indotti, il gap economico nei confronti dell’Europa. (more…)

Sognando un’Italia meno ostile

10 dicembre 2011
 

 
Sognando un’Italia meno ostile: le donne di “Se non ora quando
Il Sole 24 Ore
Domenica 11 dicembre, infatti, le donne e gli uomini di “Se non ora quando” (Snoq) torneranno in piazza per sollecitare risposte concrete a problematiche che investono la vita di tutti i giorni. Non vogliono annunci-spot, insomma, ma impegni precisi su
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Il Sole 24 Ore

L’11 dicembre tornano in piazza le donne dei comitati “Se non ora
Aosta Oggi
Domenica 11 dicembre le donne di “Se non ora, quando?” tornano in piazza in tutta Italia per ripetere la grande manifestazione del 13 febbraio scorso. Anche in Valle d’Aosta il comitato regionale si è attivato e ha aderito alla nuova mobilitazione
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Aosta Oggi

IL MOVIMENTO “SE NON ORA QUANDO?” TORNA A MESSINA PER DIRE BASTA
Nebrodi e Dintorni (Blog)
Messina, 10 dicembre 2011 – Domani, domenica 11 dicembre, torna a in piazza, a Roma, il movimento “Se non ora quando?” e in contemporanea anche a Messina dove, a partire dalle ore 17.00 nei locali della Chiesa Valdese di via Laudamo 16,
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Nebrodi e Dintorni (Blog)

Se non ora quando” torna in piazza: 11 dicembre “Se non le donne
Blogosfere (Blog)
Dopo i fili di lana lanciati il 13 febbraio scorso, che hanno raggomitolato insieme migliaia di donne e uomini in corteo (nelle piazze d’Italia e anche all’estero), il Comitato “Se non ora quando” ha organizzato una nuova manifestazione, domenica 11
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Gazebo in piazza del Comitato Forlivese di “Se non ora quando?”
ForlìToday
Il Comitato Forlivese di “Se non ora quando?”, in concomitanza dell’Assemblea Nazionale prevista per Domenica 11 dicembre a Roma, propone alla cittadinanza del territorio forlivese un momento di aggregazione Comunicato Stampa inviato da Comitato
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Thomas Casadei (PD): “Insieme, donne e uomini, per salvare l’Italia”
Modena 2000
L’11 dicembre i Comitati “Se non ora quando” tornano in piazza. Lo fanno con una manifestazione nazionale a Roma, ma anche con iniziative e presidi locali, come accadrà a Forlì e in tante altre città, domenica pomeriggio. E’ indubbio che l’ondata di
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Diritti delle donne a Torino
Il Nord
Oltre alla manifestazione di Se non ora quando che si svolgerà anche a Torino l’11 dicembre dalle 14 in poi in piazza Castello, ci sono altri eventi per i diritti delle donne ei diritti umani in generale. Il Comitato di difesa, sostegno e promozione
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Il Nord

Se non le donne, chi?
DiariodelWeb.it
ROMA – L’11 dicembre da Torino a Roma «Se non ora quando» promuove una manifestazione pubblica per dire che contro le donne e senza le donne l’Italia non può cambiare pagina. Una manifestazione pubblica che è stata pensata prima della caduta di
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DiariodelWeb.it

DONNE IN PIAZZA, ”SE NON ORA QUANDO” / Domenica manifestazione
UnoNotizie.it
Se non ora quando”, donne in piazza l’11 dicembre in Italia, ultime notizie Roma – Unonotizie.it – Tornano in piazza le donne del movimento “Se non ora quando“. Dopo la manifestazione dello scorso febbraio, il movimento che rivendica il ruolo delle
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SNOQ Comitato romano – Piazza del Popolo,11 dicembre 2011

9 dicembre 2011

Solo la presenza paritaria delle donne in tutti i luoghi di decisione farà ripartire l’Italia

Più potere alle donne per modificare le logiche del potere

Ci vediamo a partire dalle 12 presso il Gazebo

Più potere alle donne per uscire dalla gravissima crisi che ci attanaglia, andando oltre le terribili manovre restrittive adottate in tutti i Paesi europei, con una proposta di nuovo umanesimo che superi la frattura tra sfera economica e sfera sociale. Noi donne, con i nostri saperi e le nostre competenze, le nostre capacità di iniziativa e di cura, siamo decisive per un’azione diretta a salvare l’Italia dalla deflagrazione del vecchio e ingiusto modello di sviluppo e avviare un cambiamento radicale per il benessere di tutte e tutti.

Potere è assunzione di responsabilità

Vogliamo essere protagoniste della politica, contribuire direttamente a costruire le nuove forme di una società più equa e solidale, superando il monopolio maschile che ci colloca in base al “Global Gender Gap Report 2011” al 74° posto nella classifica del Word Economic Forum, alle spalle di Bangladesh, Ghana e Perù. Dentro questo quadro va collocato il problema della rappresentanza, di come rompere il circolo che marginalizza le donne nelle istituzioni democratiche.

Azioni per la dimensione paritaria, che rende la democrazia anche più ricca e più giusta

Sono al centro delle iniziative del comitato romano di SNOQ, che ha promosso un primo incontro sul tema: Se non ora quando? E come? Viaggio nella rappresentanza politica delle donne (Palazzo Valentini, 23 novembre 2011). Sono il nostro riferimento la proposta di legge d’iniziativa popolare del 50e50, lanciata dall’UDI, già nel 2006, e ripresa da numerosissime associazioni di genere ed il documento predisposto da NOI RETE DONNE per “regole elettorali women friendly”e le tante esperienze che già le donne hanno praticato nei vari ambiti politici, sociali e istituzionali e culturali. Ci incoraggia la positiva esperienza della giunta paritaria nel Comune di Milano. Sosteniamo la coraggiosa battaglia legale delle consigliere comunali di Roma Monica Cirinnà e Gemma Azuni contro la giunta Alemanno, tristemente svuotata dalla presenza femminile, in contrasto con le norme dello Statuto.

Continueremo ad impegnarci

  • per promuovere leggi elettorali, in coerenza con gli articoli 3 e 51 della Costituzione, nonché dei Trattati dell’Unione Europea, che  garantiscano una rappresentanza  di genere paritaria e sanzioni in caso di  mancato rispetto.
  • per estendere la doppia preferenza di genere, contemplata per la prima volta dalla nuova legge elettorale della Campania (4/2009), che è passata al vaglio della Corte Costituzionale.
  • per una legge che regoli la democrazia interna  dei partiti secondo l’articolo 49 della Costituzione e preveda norme per la parità di genere negli organi politici e criteri trasparenti per l’individuazione delle candidate e dei candidati.

In attesa delle leggi (more…)

Frequenze TV

9 dicembre 2011

Mentre noi dovremo salvare l’Italia con una manovra lacrime e sangue, Berlusconi e altri operatori si arricchiranno appropriandosi delle frequenze della tv digitale gratis! Sta a noi fermare questo scandalo e costringere il Ministro Passera ad agire ora.

Prima di lasciare il potere Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale a Mediaset e alla Rai rubando miliardi di euro dalle casse dello stato! La protesta sta montando e in molti chiedono al Ministro Passera di cancellare questa misura oltraggiosa e di avviare subito un’asta pubblica.
Il nuovo Ministro è sensibile all’opinione pubblica – in molti dicono che ha mire da futuro Premier – e noi possiamo fare la differenza: convinciamolo a intervenire ora per difendere il pluralismo dei media e restituire così miliardi di euro alle casse dello stato. Clicca sotto per mandare il tuo messaggio e fai il passaparola:
http://www.avaaz.org/it/no_tv_gratis/?vl
Silvio Berlusconi ci ha lasciato con una delle misure più pericolose: ha garantito a Mediaset, la tv di sua proprietà, il quasi monopolio della tv commerciale, con conseguenze nefaste per il pluralismo dell’informazione per molti anni a venire. Invece di organizzare un’asta competitiva come ci ha chiesto l’Europa, il governo di Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale attraverso un sistema a punti, chiamato beauty contest, che premia le aziende con più risorse… E Mediaset ha vinto!
Sky ha denunciato questo sistema e se ne è chiamata fuori, chiedendo al nuovo governo d’intervenire. Le tv locali stanno procedendo per vie legali e molti giornali e partiti politici stanno chiedendo al Ministro Passera, responsabile per le comunicazioni, di cancellare questa misura vergognosa e di organizzare un’asta pubblica che garantisca il pluralismo e la competizione includendo così tutte le tv. Le casse dello stato ci guadagnerebbero tantissimo: per la Gran Bretagna si stima un incasso di 24 miliardi di sterline l’anno, e noi potremmo arrivare fino a 16 miliardi di euro!
Il governo sta chiedendo agli italiani enormi sacrifici per superare questa crisi, e un’asta pubblica delle frequenze tv potrebbe risparmiare quelli più in difficoltà: dimostriamo al Ministro Passera che l’opinione pubblica esige equità e pluralismo. Manda ora il tuo messaggio e dillo a tutti!
http://www.avaaz.org/it/no_tv_gratis/?vl (more…)

Adesione alla manifestazione di Se non ora quando? a Roma l’undici dicembre 2011

7 dicembre 2011

Aspettare stanca, promotrice con altre associazioni della Rete per la Parità, partecipa alla manifestazione dll’undici dicembre in Piazza del popolo a Roma .

vedi in http://www.reteperlaparita.org

Entro il 12 dicembre le domande per il Corso di perfezionamento in pari opportunità e discriminazioni di genere

6 dicembre 2011

 Corso attivato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dagli Studi di Milano.

Il Corso è finalizzato a fornire una specifica formazione postlaurea in tema di pari opportunità.

tutte le informazioni e per iscrizioni online www.corsopariopportunita.unimi.it

informazioni:.

Dott. Stefano Catalano (more…)