Sabbadini (Istat): con le donne al lavoro bisogna ridisegnare il welfare

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di Caterina Ruggi d’Aragona 29 ottobre 2011 Il Sole 24 Ore

Contraddizioni dell’innovazione sociale, con insidie nascoste che possono allargare la forbice delle disuguaglianze. Le ha messe in luce Linda Laura Sabbadini, neo-nominata direttore del dipartimento Statiche ambientali dell’Istat. Lo sviluppo dell’innovazione sociale deve risolvere un problema cronico del Paese: il sistema di welfare che non regge più, per i tagli alla spesa sociale (un miliardo e mezzo di euro in meno nel 2011) , e per il crollo del pilastro principale di questo sistema: il lavoro di cura dei familiari svolto dalle donne. «Finora il Paese si è appoggiato sulla rete di cura informale basata sulle donne, e anche per questo i servizi non si sono sviluppati a dovere. Ora le ragazze hanno scavalcato gli uomini nelle università e danno per scontato che entreranno nel mercato del lavoro ed emergeranno. Bisogna ridisegnare il sistema facendo in modo che le strozzature che finora hanno pagato le donne si sciolgano», suggerisce Sabbadini.

Il problema dello schiacciamento dei lavori di cura porterà conseguenze non solo sulle donne. Lo mette in chiaro. «I nonni non ce la fanno più perché oltre ai nipoti devono assistere i genitori ultraottantenni. Quello che le donne riuscivano a fare prima non riescono più a fare perché non hanno più tempo. La conseguenza sarà che gli anziani non saranno più accuditi in maniera adeguata. Nel frattempo, la crisi agisce su difficoltà di spendere. Chi ne pagherà il prezzo saranno le donne e tutti coloro che le donne curavano», dice. È la contraddizione principe che va risolta. L’innovazione sociale dovrebbe essere strumento per aggredirla.

Contraddizioni come quelle evidenziate nella proposta di Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia aziendale in SDA Bocconi, che sta proponendo conuslenze alle imprese che prevedono accorpamenti di funzioni e ruoli multitasking per i lavoratori (come suggerito in Mediaset, con l’idea che un unico giornalista scriva il pezzo, scelga le immagini, lo monti e lo trasmetta da solo, facendo a meno di altri professionisti come i montatori, i tecnici audio e di regia).

«Mi sono ispirato alla capacità multitasking delle donne», riferisce Maffè.

Puntuale, coinvolgente, la risposta di Sabbadini. «È vero che riusciamo a fare tante cose contemporaneamente. Ma a quale prezzo? L’innovazione sociale richiama flessibilità, creatività, idee, networking, capacità di lavorare in rete: caratteristiche che le donne sperimentano nel loro quotidiano. Ma non sono convinta che questa sia il vero jolly che le donne possono pescare per progredire». Sabbadini denuncia il sovraccarico di lavoro di cura diventato «insostenibile per le donne, per tutte, dall’operaia che ha il lavoro più rigido in assoluto alla donna che sta in carriera e la carriera non riesce a farla».

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-10-29/sabbadini-istat-donne-lavoro-161127.shtml?uuid=AaYNa6GE

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