Archive for novembre 2011

La Rete per la Parità chiede TRE LEGGI A COSTO ZERO

30 novembre 2011

 

 

La Rete per la Parità, che riunisce 16 associazioni e 7 Università che operano a livello nazionale per la parità uomo-donna, ha seguito con vivo interesse le vicende che hanno portato al nuovo Governo ed esprime grande soddisfazione per i segnali di effettiva attenzione alla condizione delle donne.

Rete per la Parità chiede 3 Leggi a costo zero con una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti, al Presidente del Senato Renato Schifani, al Presidente della Camera Gianfranco Fini, alle Ministre del Lavoro, Welfare e Pari Opportunità Elsa Fornero, dell’Interno Maria Cancellieri, della Giustizia Paola Severino ed al  Ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. .

 

Queste tre leggi – afferma Rosa Oliva, Presidente della Rete per la Parità – incidono positivamente sulla situazione delle donne e di conseguenza sullo sviluppo economico del nostro Paese. La nostra associazione dall’inizio si è concentrata su questi temi, peraltro già oggetto di proposte in Parlamento anche di iniziativa popolare. Azioni positive – sottolinea Rosa Oliva – che non pesano sul bilancio dello Stato, sono di veloce esecuzione e possono contribuire alla parità uomo-donna.”

 

Legge a costo zero Mai più donne invisibili (more…)

Mai più violenza sulle donne

25 novembre 2011

ROMA, 25 novembre 2011 – Oggi, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, l’Associazione Aspettare Stanca, aderisce e sostiene tutte le iniziative che portano alla ribalta ancora una volta questo triste fenomeno.

In Italia il taglio dei fondi ai centri di accoglienza, alle Forze dell’Ordine, al Welfare, la crisi economica dei Comuni, hanno aggravato la piaga che colpisce nell’ambito familiare e provoca centinaia di vittime ogni anno, il cosiddetto “femminicidio”.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2011/11/24/visualizza_new.html_14101197.html

L’Associazione ritiene che ancora poco si faccia anche contro l’altro fenomeno che vede vittime le donne oggetto di tratta e di riduzione in schiavitù, nonostante sia stato denunciato con forza il 13 febbraio di quest’anno alla prima manifestazione di Se non ora quando a Roma, in Piazza del Popolo, da Suor Eugenia Bonetti al grido “le donne non sono merci”.

Sosteniamo il rifinanziamento dei centri anti violenza e la valorizzazione dei consultori familiari pubblici, primo e indispensabile servizio per le donne che sono in difficoltà.

La presenza di tre donne ministro in settori chiave quali Interno, Giustizia, Lavoro, Welfare e Pari Opportunità,  ci fa ben sperare per un cambio deciso di direzione. (more…)

DEMOCRAZIA PARITARIA E PARTECIPATIVA

25 novembre 2011

 Se non le donne, chi? Mobilitazione 11 dicembre 2011. :per anni abbiamo votato una rappresentanza irregolare, composta da una maggioranza schiacciante di uomini. Abbiamo votato in cambio di niente, infatti questo paese non ci somiglia, non ci racconta. Ma adesso basta. Adesso attenti: una donna un voto. Quando chiederanno il nostro voto non lo daremo più né per simpatia né per ideologia ma solo su programmi concreti e sulla certezza dell’impegno di 50%  di donne al Governo. Il 50% non è quota rosa, non serve a tutelare le donne, serve a contenere la presenza degli uomini non è un fine ma solo un mezzo per rendere il paese più vivibile ed equilibrato, più onesto più vero.

Pubblichiamo le riflessioni di Antonella Anselmo, Comitato Promotore Seenonoraquando, dopo il 1° Forum delle Elette nelle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome             ( Roma,l 17 e 18 novembre 2011)  e il convegno  “Viaggio nella rappresentanza politica delle donne” organizzato da Snoq – Roma ( 23 novembre 2011, Palazzo Valentini. Provincia di Roma

Dal 13 febbraio 2011 ad oggi: il cammino delle donne verso nuovi processi di democratizzazione.

La mobilitazione delle donne italiane scese in tutte le piazze d’Italia il 13 febbraio 2011 per affermare e difendere la dignità delle donne e del Paese, ha segnato la presa di coscienza di una forza unitaria collettiva, nella dichiarata volontà di rinnovamento della politica italiana. La nuova presenza della componente sociale femminile – coincidente con oltre metà della popolazione nazionale – ha dunque risvegliato l’impegno civico e determinato l’assunzione di rinnovate responsabilità nella sfera pubblica per il superamento di quella che fino ad oggi è stata definita una democrazia “incompiuta”, manifestatasi nel momento più grave della crisi economica e politica europea.

L’affermazione dei diritti civili delle donne – dignità e libertà, in tutti gli ambiti della vita sociale e familiare –  ha inevitabilmente posto la questione dell’effettivo e pieno esercizio dei loro diritti politici. L’assenza delle donne nei centri decisionali produce infatti politiche del tutto inadeguate rispetto alle loro esigenze  primarie.

Ma non solo.

La garanzia di pienezza dei diritti politici delle donne impone dei correttivi alle disfunzioni della democrazia rappresentativa, come si presenta nelle forme tradizionali.

Ancora oggi le criticità di maggiore evidenza sono quelle della sottorappresentanza.

Si intende per sottorappresentanza, o democrazia incompiuta, la scarsa percentuale di donne presenti in posizioni apicali in campo politico, economico e sociale.

I primi effetti della nuova “coscienza” delle donne sono stati gli esiti delle elezioni amministrative – in primis si ricordi l’esperienza esemplare a Milano, che ha consentito la formazione di  una giunta 50/50 – e dei referendum sui beni comuni, nonché l’elaborazione di un “Accordo di azione comune per la democrazia paritaria”. In tale documento i movimenti e le associazioni di donne chiedono un cambiamento da parte delle forze politiche per garantire, in tema di rappresentanza, l’adeguamento ai principi di parità dei sessi, meritocrazia, trasparenza nelle candidature, coinvolgimento della società civile.

Inoltre l’organizzazione dei movimenti delle donne ha anche contagiato la politica, influenzando i rapporti di forza interni tra le elette e le dirigenze dei partiti politici di appartenenza.

Un primo effetto è stata l’istituzione permanente del Forum delle Elette nelle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. (more…)

Dalla Rete per la Parità il primo notiziario

17 novembre 2011

Diramiano volentieri il primo notiziario della Rete per la Parità, l’associazione di promozione sociale della quale Aspettare stanca è stata promotrice insieme con altre associazioni Rete x la Parità_Nov_2011 copia

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“Viaggio nella rappresentanza politica delle donne”

17 novembre 2011

Comitato romano  Se non ora quando  e come?


Roma, 23 novembre 2011

Palazzo Valentini, via Quattro Novembre 119/a

ore 17, Sala del Consiglio

Saluti

Pina Maturani, Presidente del Consiglio provinciale di Roma

Introduzione

Angela Ronga, Comitato romano Senonoraquando

Dal territorio

Valeria Valente, Componente gruppo promotore della nuova legge elettorale della Regione Campania

Giulia Rodano, Consigliera Regione Lazio

Cecilia D’Elia, Assessora provinciale di Roma – Comitato nazionale Senonoraquando

Monica Cirinnà, Presidente Commissione delle elette del Comune di Roma

Gemma Azuni, Consigliera Comune di Roma

Adriana Nannicini, Comitato milanese Senonoraquando

Dalle associazioni

Marisa Rodano, Noi rete donne

Carla Cantatore, Udi Monteverde

Rosanna Oliva, Aspettare stanca

Donatina Persichetti, Presidente Consulta femminile Regione Lazio

Marian Mohamed Hassan, Presidente AISCIA (Associazione italo-somala comunità internazionale e africana

Dibattito

Conclusioni

Maria Grazia Passuello, Comitato romano Senonoraquando

Per informazioni: snoq.roma@gmail.com

 

Aspettando il Governo Monti

16 novembre 2011

Sul sito della Rete per la Parità www.reteperlaparita.org, vi invitiamo a leggere alcune delle lettere (compresa quella della RxP) che sono state inviate da associazioni di donne al presidente incaricato.

Aspettiamo di vedere se alla grande novità delle consultazioni anche con le rappresentanze istituzionali delle donne e dei giovani ( poco ripresa nelle cronache televisive), farà seguito la costituzione di un Governo paritario che segni l’inizio di una svolta verso un paese che utilizzi a pieno le energie e le competenze delle donne e nel quale la meritocrazia dia spazio alle giovani donne e ai giovani uomini.

L’AQUILA, CITTA’ DELLE DONNE Conclusa nel capoluogo l’assemblea nazionale della Rete delle donne per la rivoluzione gentile.

16 novembre 2011

La Rete delle donne per la rivoluzione gentile, riunita in assemblea propositiva a l’Aquila dall’11 al 13 novembre, sostiene la richiesta delle Donne di l’Aquila di una Casa delle Donne nel centro della città e si impegna a far conoscere le condizioni tuttora drammatiche della città.

Sono state elaborate proposte concrete da presentare agli interlocutori politici (primarie per ogni consultazione elettorale; statuto delle lavoratrici; un vero piano nazionale contro la violenza sulle donne…).

La consegna avverrà ufficialmente nelle mani dei segretari dei nostri partiti e del nuovo capo del Governo.

La Rete delle donne per la rivoluzione gentile, come già rappresentato al Presidente Napolitano, ribadisce l’auspicio di un Governo che, attraverso una composizione mista al 50% fra ciascun sesso, rappresenti equamente la struttura  della nostra società.

L’assemblea ha proposto che, a partire dal 2012, l’Aquila diventi per tutta l’Italia la Città delle Donne e ospiti le manifestazioni ufficiali che celebrano la Giornata internazionale della Donna.

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Un Governo tecnico con donne e uomini

14 novembre 2011

11 novembre 2011

Da L’Aquila donne gentili e rivoluzionarie scrivono al Presidente Napolitano per chiedere un Governo di pari opportunità: 50% donne e 50% uomini.

Le donne riunite a L’Aquila per la prima Assemblea Nazionale della Rete delle donne per la rivoluzione gentile si sono rivolte al Presidente della Repubblica perché rappresenti al Presidente del Consiglio incaricato, la richiesta di un Governo che veda donne e uomini presenti in misura paritaria.

“Riteniamo si tratti” prosegue la lettera “di un segnale importante di discontinuità che il Paese attende, ed è la premessa necessaria  perché tutte e tutti, di persona o attraverso le rappresentanti e i rappresentanti eletti si impegnino per superare la difficile fase che il Paese attraversa.”

http://www.rivoluzionegentile.it

http://www.noidonne.org/blog.php?ID=02318

 

Appello della Rete Armida (alte professionalità femminili della pubblica amministrazione)

per la presenza paritaria di uomini e donne al Governo

e un Ministro per la pubblica amministrazione donna.

 

La Rete Armida, della quale fanno parte magistrate, diplomatiche, funzionarie delle Camere e di Authority, docenti universitarie, donne dirigente delle amministrazioni pubbliche centrali e segretario comunale, sostiene da tempo, sulla base di importanti studi economici, che una significativa presenza femminile di qualità ai vertici della pubblica amministrazione e delle istituzioni politiche italiane rappresenti una leva di crescita alla quale il Paese non può rinunciare.

In occasione della formazione del nuovo Governo la Rete Armida formula pertanto un appello al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio incaricato affinché il nuovo Esecutivo sia composto da un numero pari di  donne e uomini di qualità.

 La Rete sostiene che i tempi siano comunque maturi per nominare per la prima volta un Ministro della pubblica amministrazione donna che possa, con la sua professionalità, condurre in porto un equilibrato ma anche radicale  cambiamento dell’amministrazione italiana.

“Sarebbe un segnale forte di modernizzazione del Paese” – dichiara Monica Parrella, Segretario Generale dell’associazione dirigenti pubblici e coordinatrice della Rete Armida – se ci fosse  un numero di donne significativo nel nuovo Esecutivo e il nuovo Governo assumesse anche l’impegno nelle dichiarazioni programmatiche alle Camere ad approvare al più presto il regolamento previsto dalla legge Golfo-Mosca per introdurre le quote rosa nelle oltre quattromila società partecipate dallo Stato, dalle  regioni e dagli enti locali. Il termine per l’emanazione del regolamento è infatti scaduto il 13 ottobre scorso ma non è stato ancora licenziato alcun testo”.

Monica Parrella

Segretario generale Associazione dirigenti pubblici , Coordinatrice Rete Armida

www.agdp.it e www.rete-armida.it

Ministri donna (Sì, competenti) E un uomo all’istruzione

di Maria Laura Rodotà

http://27esimaora.corriere.it/tag/politica/

Articolo di Luisa Pronzato 12 novembre 2011 su Corriere.it in merito alle Lettere a Monti di Pari o Dispare e di Senonoraquando

http://www.corriere.it/politica/11_novembre_12/pronzato-pari-o-dispare_e93c6e46-0d5d-11e1-a42a-1562b6741916.shtml

Ed ecco la lettera di Pari o Dispare (more…)

Sabbadini (Istat): con le donne al lavoro bisogna ridisegnare il welfare

5 novembre 2011

di Caterina Ruggi d’Aragona 29 ottobre 2011 Il Sole 24 Ore

Contraddizioni dell’innovazione sociale, con insidie nascoste che possono allargare la forbice delle disuguaglianze. Le ha messe in luce Linda Laura Sabbadini, neo-nominata direttore del dipartimento Statiche ambientali dell’Istat. Lo sviluppo dell’innovazione sociale deve risolvere un problema cronico del Paese: il sistema di welfare che non regge più, per i tagli alla spesa sociale (un miliardo e mezzo di euro in meno nel 2011) , e per il crollo del pilastro principale di questo sistema: il lavoro di cura dei familiari svolto dalle donne. (more…)

ACCORDO di AZIONE COMUNE per la DEMOCRAZIA PARITARIA

4 novembre 2011

Noi promotrici del presente Accordo siamo consapevoli della estrema gravità  della crisi economica, sociale e culturale e politica in cui versa l’Italia,  dei pericoli per lo stesso sistema democratico, della complessità dei problemi da affrontare.

Vediamo che le donne sono quotidianamente colpite nei loro diritti e nelle libertà, che su di esse viene scaricato il costo maggiore della crisi e che si continua ad estrometterle dai luoghi delle decisioni.

Nella storia della Repubblica le donne si sono rivelate meno coinvolte nelle pratiche di scambio e di corruzione sempre più diffuse e, nell’ultima fase, sono state vittime di pratiche offensive della dignità femminile.

Affermiamo che le donne italiane non sono più disposte a subire passivamente questo attacco alle loro condizioni di vita e di lavoro e ad accettare ulteriormente la loro marginalità nella vita della nazione: lo dimostra la ricchezza delle iniziative proposte e realizzate dalle donne per il lavoro, per il miglioramento delle condizioni di vita, per la difesa della loro immagine, per il contrasto della violenza, così come lo dimostra l’adesione di milioni di donne all’appello di SE NON ORA QUANDO e la partecipazione senza precedenti alla manifestazione del 13 febbraio.

Le donne, con la loro capacità di iniziativa e di cura, competenza e intelligenza, attenzione e cultura sono un soggetto decisivo per un’azione diretta a salvare l’Italia dal degrado e ad avviarne una rinascita.

Oggi, più che mai, è urgente e necessario realizzare la  partecipazione paritaria delle donne alla gestione della Cosa Pubblica nei luoghi decisionali, nelle istituzioni pubbliche e nelle assemblee elettive di tutti i livelli.

            Siamo convinte che, per raggiungere tale scopo occorre un’azione comune e congiunta  di

tutte le forze femminili organizzate della società civile. (more…)