Archive for luglio 2011

Giunta Alemanno:si torna a 2 donne

19 luglio 2011

Errare è umano, perseverare è diabolico, ma il sindaco di Roma, condizionato dai partiti che lo sostengono  non è riuscito a fare di meglio. E per il senatore Cutrufo un incarico nazionale.

Monica Cirinnà ribadisce che sarà presentato un nuovo ricorso.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-19/alemanno-lancia-nuova-giunta-130738.shtml?uuid=AakRrMpD

Rapporto ombra CEDAW Italia

18 luglio 2011

Il Governo italiano sotto esame dal Comitato CEDAW delle Nazioni Unite

 

Siamo arrivate da pochi giorni a New York e già stiamo rifacendo le valigie per tornare in Italia, riabbracciare i nostri cari e rimetterci a lavorare. Non siamo state delle buone turiste per la grande mela, ma sicuramente la nostra presenza come piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW ” è un elemento di avanzamento per i diritti delle donne in Italia. Ma che cosa è la CEDAW? È un trattato, uno dei principali delle Nazioni unite, del 1979, sottoscritto da quasi tutti i Paesi del mondo, per assicurare l’applicazione e il pieno godimento dei diritti delle donne. L’Italia ha ratificato la Convenzione per l’Eliminazione di ogni discriminazione contro le donne nel 1985. Ogni 4 anni i vari governi devono presentare un rapporto ad un Comitato di 23 membri, esperti da tutto il mondo, per illustrare cosa hanno migliorato, come e quali risultati hanno ottenuto. Nel corso della 49a sessione alle Nazioni Unite, il 14 luglio a New York,  hanno risposto i rappresentanti del governo italiano. Il Comitato CEDAW, ha discusso e chiesto ulteriori informazioni alla delegazione governativa composta da 25 rappresentanti del governo venuti a New York e altrettanti presenti in video conferenza da Roma.  Come voce di controcampo, il comitato ha ricevuto altri 4 rapporti ombra, tra cui quello preparato dalla piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”, che mette in luce quanto ancora  c’è da fare in Italia per garantire un eguale e soprattutto reale accesso e partecipazione alla politica, al lavoro, alla salute, alla protezione dalla violenza, alla cultura etc.. a tutte le italiane, migranti, seconda generazione, disabili, rom e alle persone con diverso orientamento sessuale.

È la prima volta che la società civile italiana presenta un rapporto ombra e partecipa alla sessione di valutazione, siamo state presenti in tre, due rappresentanti di Fondazione Pangea e una di Giuristi Democratici. Per noi è stata un’emozione non da poco essere lì! La piattaforma ha fatto uno sforzo enorme, sia economico (dobbiamo ancora pagare i traduttori e non sappiamo come fare) che di impegno e di coordinamento! Abbiamo lavorato per giorni interi facendo nottate, abbiamo tolto tempo ai nostri cari, ai figli, al nostro sonno, pur di dire “noi ci siamo e non siamo contente di come state lavorando si deve fare di più per i diritti e la partecipazione delle donne e non solo”. Il rapporto, elaborato ha raccolto l’adesione di oltre 120 organizzazioni della società civile sia nazionali che locali e centinaia tra di singoli donne e uomini, creando un comune denominatore tra tante realtà molto diverse tra loro.

Il messaggio deve essere chiaro, non stiamo parlando male del ministero pari opportunità, anzi, stiamo parlando dei problemi strutturali nel riconoscere in ogni ministero e al governo, un approccio di genere che sia inserito nelle politiche e nella loro applicazione.

I rappresentanti del governo hanno risposto alle domande del Comitato CEDAW alle Nazioni Unite  per quel che hanno potuto ma non sono stati in grado di dare informazioni esaustive in diversi  punti critici. Molte domande sono rimaste inevase. Avanzare il pretesto dei problemi di budget per giustificare la non applicazione di politiche inclusive delle donne non può essere utilizzata perché molte azioni possono realizzarsi senza intaccare il bilancio, (more…)

Su Vigna Clara Blog

18 luglio 2011

Campidoglio, martedì 19 luglio la nuova Giunta. Aspettare Stanca propone tre donne espressione del territorio

18-Luglio-2011 | 0:12 | Invia questo articolo ad un amico  |   stampa questo articolo

L’ufficio stampa del Campidoglio ha annunciato che il sindaco Alemanno presenterà alla stampa la nuova Giunta martedì 19 luglio alle 12 nella Sala delle Bandiere del Campidoglio. Subito dopo, alle 15, si terrà la prima riunione della nuova compagine. Pare dunque essere ancora in alto mare la scelta fra quali uomini debbano uscire e quali donne possano entrare. E dall’associazione “Aspettare Stanca” spuntano tre nomi espressione del territorio e della società civile.

Tre nomi dalla società civile

Rosa Oliva, la presidente dell’Associazione “Aspettare Stanca” che dal 2006 monitora da un punto di vista di genere i risultati delle elezioni, commenta a VignaClaraBlog.it la sentenza del TAR Lazio che ha azzerato la Giunta Alemanno, giudicandolo “il segnale di una svolta verso la democrazia paritaria e la fine della solitudine dei numeri uno”.

“Lo Statuto della città non è un pezzo di carta, risponde ai principi della nostra Costituzione e va rispettato.- sostiene Rosa Oliva – I principi costituzionali, il Testo Unico dell’ordinamento degli enti locali, molti statuti comunali, compreso quello del Comune di Roma, assicurano la presenza di donne e uomini nelle giunte, negli organi dirigenziali e con la recente legge approvata con voto bipartisan dal parlamento, anche nelle Società a controllo pubblico”

“Le difficoltà incontrate dal sindaco Alemanno nella composizione della sua prima e seconda giunta e ora nella necessità di assicurare nuove presenze di donne a seguito della sentenza del TAR, mostrano chiaramente che le logiche spartitorie impediscono condizioni di pari opportunità tra uomini e donne e sono contro la meritocrazia.
Dove le donne competono in base al merito non ci sono problemi e lo dimostrano – continua Rosa Oliva – le 101 dirigenti del Comune di Roma alle quali lo stesso Alemanno si è richiamato, anche se lui finora ha nominato e affidato ben remunerate consulenze solo a uomini”.

Secondo l’associazione, che fa parte anche della più vasta Associazione Rete per la Parità, la strategia delle approssimazioni successive condannerebbe la Giunta di Roma Capitale ad una situazione di instabilità, estremamente dannosa per la città.
Soltanto una presa di responsabilità del Sindaco che abbandoni l’ottica spartitoria e antimeritocratica imposta dai partiti e rispetti il criterio della rappresentanza di genere per un rinnovo radicale della Giunta potrebbe farlo uscire da queste sabbie mobili.

“Donne competenti non mancano – aggiunge Rosa Oliva – i nomi da indicare potrebbero essere centinaia, basti pensare che l’Associazione Bellisario ha raccolto ben mille curriculum per le nomine di donne nei CDA”

Aspettare Stanca ha dunque deciso di lanciare la candidatura di tre nomi.
Si tratta di Liana Attorre, manager nel settore finanziario, Silvana Campisi, biologa e Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Assocommercio Romanord.

“Sono tre donne di alta professionalità, impegnate anche nel sociale, i cui meriti e competenze potrebbero essere una preziosa nuova linfa per Roma” conclude Rosa Oliva. (more…)

CONTRO LO SCIPPO Aspettare stanca e Rete per la Parità partecipano

16 luglio 2011

GIOVEDI’ 14 LUGLIO, DAVANTI AL PARLAMENTO IN DIFESA DEL TESORETTO

(4 MILIARDI )

SE NON ORA QUANDO E PARI O DISPARE CONTRO LA MANOVRA FINANZIARIA. DA ROMA A NEW YORK, PROSEGUE LA CAMPAGNA: “NON FARTI SCIPPARE IL FUTURO”

 

voucher per frequentare un Master in Esperti e Formatori in Pari Opportunità

15 luglio 2011

Sei occupata/o ( o in CIG, mobilità, cocopro, con P:Iva) e sei
laureato disoccupato/ inoccupato? Abiti nel   Lazio? Dal 4/07 al 4/08
richiedi il voucher per frequentare un Master in Esperti e Formatori
in Pari Opportunità ,presente nel Catalogo Interregionale 2011 della
Regione Lazio  I voucher per alcune fasce di reddito coprono il 100%
dell’importo. E’ una buona occasione per fare tale Master attivato
dall’Università Roma Tre .
Sul link di riferimento http://www.altaformazioneinrete.it/
(cliccare su UTENTI) , riempire la schermata che si apre del catalogo
e  leggere il bando specifico

La fine della solitudine dei numeri uno? E non chiamiamole quote rosa: è solo un primo passo verso la democrazia paritaria nel Comune di Roma.

15 luglio 2011

Un ottimo presupposto anche per una decisione favorevole del Consiglio di Stato che potrebbe annullare la sentenza del TAR sulla Giunta della Regione Lombardia.

 

ANNULLAMENTO GIUNTA ALEMANNO CON PRONUNCIA TAR

La II sezione del Tar del Lazio ha annullato per carenza di rappresentanza di genere la seconda giunta Alemanno.

Le ricorrenti hanno dichiarato che se il sindaco ritiene di ottemperare all’articolo 5 dello Statuto del Comune di Roma (che lo obbliga nelle nomine della giunta a rappresentare equamente uomini e donne), introducendo una sola donna in giunta, faranno  nuovamente ricorso al Tar.

La strategia delle approssimazioni successive condannerebbe la Giunta di Roma Capitale ad una situazione di instabilità, dopo il terzo rimpasto, dannosa per la città.

Soltanto una presa di responsabilità del Sindaco che abbandoni l’ottica spartitoria e antimeritocratica imposta dai partiti e rispetti il criterio della rappresentanza di genere per un rinnovo radicale della Giunta potrebbe farlo uscire da queste sabbie mobili.

Donne competenti non mancano, i nomi da indicare potrebbero essere centinaia, basti pensare che l’Associazione Bellisario ha raccolto ben mille curriculum per le nomine di donne nei CDA.

Da parte nostra lanciamo intanto tre nomi:

Liana Attorre, manager nel settore finanziario, Silvana Campisi, biologa e Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Assocommercio Romanord

Si tratta di donne competenti, impegnate anche nel sociale, i cui meriti e competenze potrebbero essere una preziosa nuova linfa per Roma.

Lo Statuto della città non è un pezzo di carta, risponde ai principi della nostra  Costituzione e va rispettato.

Invitiamo il Sindaco e i gruppi politici che lo sostengono a rileggere gli articoli 4 e 5 che trascriviamo:

(more…)

DONNE, LUOGHI DECISIONALI, MERITOCRAZIA. QUALCHE PARADOSSO.

13 luglio 2011


di Serena Dinelli, CD Rete per la parità, area lavoro e professioni; Vicepres. Aspettare stanca.

In questi giorni sui giornali e sul web abbondano commenti sulle implicazioni della legge sulle donne nei Consigli di Amministrazione delle società quotate, approvata dopo lunghe battaglie. Commenti analoghi accompagnano la formazione delle giunte locali e/o i rimpasti, come sta avvenendo per es. a Roma.

C’è un punto chiave nei commenti negativi, a volte fatti anche da donne: fissare una quota di donne nega la meritocrazia, a rischio di togliere uomini validissimi per inserire donne incapaci e/o favorite per motivi più o meno “ignobili”. Questo argomento è paradossale  per due motivi. 1. Una delle ragioni per cui si è voluta la legge è che risulta che le donne sono mediamente più preparate degli uomini, ma statisticamente non ottengono riconoscimento del loro valore. Quindi, la norma ha alla base esattamente un principio meritocratico. (more…)

Sintesi rapporto CEDAW presentato il 12 luglio dalle italiane

13 luglio 2011

1
Dichiarazione orale della Piattaforma italiana “30 anni CEDAW – Lavori in corsa”
Al Comitato per l’Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione nei confronti delle Donne riguardo il VI Rapporto periodico del Governo italiano di Barbara Spinelli (Giuristi Democratici), Simona Lanzoni e Claudia Signoretti (Fondazione Pangea onlus)
11 Luglio 2011, 49° sessione CEDAW
Gentile Presidente,
Sono Simona Lanzoni e parlo a nome della Piattaforma italiana “30 anni CEDAW – Lavori in corsa”. Accanto a me ci sono le colleghe Claudia Signoretti e Barbara Spinelli.
Il Rapporto Ombra è stato redatto in collaborazione con 8 organizzazioni e abbiamo raccolto l’adesione di oltre 100 diverse realtà della società civile nonché molte adesioni individuali.
Vorremmo portare alla vostra attenzione questi temi critici:
 l’implementazione della CEDAW e la promozione dei diritti delle donne;
 lavoro e welfare,
 partecipazione politica delle donne,
 diritti sessuali e riproduttivi,
 protezione delle donne dalla violenza maschile,
 tratta e prostituzione.
L’implementazione della CEDAW e la promozione dei diritti delle donne
Il Governo italiano non ha rispettato gli obblighi previsti dalla Convenzione: nessuna strategia è stata adottata per diffondere la Convenzione, il Protocollo Opzionale e le Osservazioni Conclusive. Il processo di consultazione con la società civile è stato poco chiaro in termini di finalità, tempistica e soggetti coinvolti.
Non vi è stata alcuna discussione sulle Osservazioni Conclusive né in Parlamento né nelle Assemblee Legislative regionali e nelle amministrazioni locali. Non è stato fatto alcun progresso per l’istituzione di un organismo indipendente per la tutela e la promozione dei diritti delle donne. Il disegno di legge per l’istituzione di un organismo indipendente per i diritti umani risulta inadeguato rispetto ai criteri previsti dai Principi di Parigi e determina un notevole regresso rispetto al precedente disegno di legge, sul quale aveva già espresso parere tecnico l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
L’approccio del Governo basato sull’uguaglianza formale tra uomini e donne rende impossibile l’adozione di una strategia onnicomprensiva e di lungo termine di contrasto alle discriminazioni strutturali basate sul genere e l’orientamento sessuale.
Gli atteggiamenti maschilisti sono ampiamente tollerati. I mass media e il dibattito politico li hanno rinforzati, date le frequenti allusioni sessuali, le espressioni stereotipate e la rappresentazione degradante
del corpo e del ruolo delle donne nella società.
Tale approccio si riflette nell’adozione di leggi e politiche che legittimano questi pregiudizi. Sebbene i discorsi e gli atti di violenza commessi per motivi razziali, etnici o religiosi costituiscano reato, il Parlamento nega il riconoscimento della discriminazione di genere, bocciando ogni disegno di legge mirante ad eliminare la discriminazione basata sul genere e sull’orientamento sessuale.
2
Lavoro e welfare
Il sistema di welfare sta peggiorando. Il federalismo e il taglio dei fondi discriminano le donne, soprattutto in tema di conciliazione tra lavoro e famiglia e occupazione femminile (per esempio carenza di asili nidi pubblici e servizi di assistenza, scuole a tempo pieno ecc.).
Le donne hanno una maggior incidenza di lavoro sottopagato e non qualificato, di contratti part-time e precari e ricevono salari più bassi degli uomini, nonostante siano più istruite. Manca una protezione sociale per le lavoratrici precarie e questo ha un impatto significativo sul calcolo delle pensioni.
Le donne sono scoraggiate nella ricerca e nel mantenimento del lavoro a causa del crescente sovraccarico del lavoro di cura in casa. Ciò implica una femminilizzazione della povertà.
Inoltre, a livello municipale, i sindaci hanno spesso utilizzato il potere di ordinanza per escludere le famiglie migranti dai benefici assistenziali e dall’accesso ai servizi.
Partecipazione politica delle donne
Nonostante la riforma dell’art.51 della Costituzione, non è stata adottata alcuna misura per incrementare il numero delle donne in politica, ai sensi della raccomandazione del Comitato CEDAW. A causa della diversità tra le leggi regionali, non è garantito ovunque alle donne un pari accesso alle cariche politiche. In
Parlamento c’è una tacita coalizione tra maschi di maggioranza e di opposizione che ostacola
l’approvazione di leggi per l’introduzione di misure temporanee speciali.
Violazione dei diritti sessuali e riproduttivi
A livello nazionale e regionale sono state adottate politiche conservatrici, che mirano a promuovere i valori tradizionali e la protezione della vita dall’embrione.
Il diritto all’autodeterminazione della donna nella sfera sessuale e riproduttiva è sistematicamente violato.
 La promozione di politiche pro-vita ha ridotto o reso impossibile l’accesso alla salute sessuale e
riproduttiva sebbene previsto dalla legge.
 Circa il 60% dei ginecologi negli ospedali pubblici è obiettore di coscienza, in Basilicata il 92,6% dei dottori si rifiuta di praticare aborti. Il Governo non ha preso alcuna misura per garantire l’accesso all’aborto ad ogni donna, nonostante sia garantito dalla legge.
 Le linee-guida del Ministero della Salute restringono l’accesso alla contraccezione di emergenza e all’aborto medico.
 Infine, la legge sulla procreazione assistita vieta esplicitamente la diagnosi pre-impianto e il
congelamento degli embrioni e consente solo l’impianto simultaneo di tre embrioni. La Corte
Costituzionale ha dichiarato illegittima questa previsione, poiché comporta un’eccessiva tutela per l’embrione a scapito del diritto alla salute della donna.
Esprimiamo inoltre la nostra preoccupazione poiché il federalismo nel sistema sanitario ha comportato differenze nei livelli di accesso ai servizi da regione a regione.
Protezione delle donne dalla violenza maschile (more…)

Dopo Siena

12 luglio 2011

Sul sito di Senonoraquando una vasta rassegna della stampa in cartaceo, ma vogliamo segnalarvi quanto pubblica NOI DONNE online: da non perdere il servizio corredato da foto  della direttrice  Tiziana Bartolini, l’intervento integrale di Linda Laura Sabbadini, direttrice dell’ISTAT e le considerazioni di Rosangela Pesenti.

http://www.noidonne.org/blog.php?ID=02006

Da parte nostra, lanciamo un’idea: parallelamente alla rete dei comitati di SNOQ, che di fatto è già nata, si dovrebbero creare collegamenti tra donne e associazioni che hanno richiamato l’attenzione anche su altre questioni, oltre a quelle del lavoro-maternità- immagine.

Creiamo dei tavoli tematici virtuali, ad esempio sulla questione della rappresentanza, richiamata in vari interventi e di grande attualità sia per le riforme delle leggi elettorali regionali, provinciali e comunali, sia per il lancio del referendum per l’eliminazione del Porcellum.

Per quanto riguarda le Università, a proposito dell’idea della docente di Verona che ha evidenziato l’importanza di mettere in collegamento le Università che si occupano di studi di genere, Aspettare stanca fa parte dell’Associazione Rete per la Parità- www.reteperlaparita.org,  Nel  Comitato scientifico sono presenti varie Università ed altre stanno per aggiungersi. Pienamente disponibili, immagino, a creare nuove sinergie.

Non farti scippare il futuro!

11 luglio 2011
Riceviamo da Pari o Dispare
 
dopo il riscontro positivo di presenze, sostegno e stampa, ottenuto grazie alflashmob di mercoledì scorso, la campagna NON FARTI SCIPPARE IL FUTURO continua.
 
Intanto a questo LINK è possibile avere maggiori notizie dell’eco della nostra manifestazione, articoli, video e foto. Il flashmob  ha visto la partecipazione di molte di voi, delle associazioni coinvolte e che hanno sottoscritto l’appello (qui le adesioni) e di numerose parlamentari, nonché la presenza di Susanna Camusso.
 
Alla sottoscrizione dell’appello che si oppone allo scippo in atto dei 4 miliardi (ormai certificato dalla manovra finanziaria in votazione nei prossimi giorni) dovrà seguire quindi un mese di tam tam mediatico e di mobilitazione.
E’ per questo che abbiamo deciso di realizzare intanto uno spot, per informare di quanto sta accadendo nel parlamento italiano, video che è stato presentato per la prima volta sabato pomeriggio a Siena, all’appuntamento di Se Non Ora Quando.
Vi preghiamo di visionarlo al link indicato (è caricato intanto su youtube) e di inoltrarlo a chiunque riterrete opportuno.
In allegato vi è anche il logo della campagna, la “borsetta” con lo slogan “Non farti scippare il futuro” che potrete pubblicare, stampare, inviare ai vostri contatti.
Stiamo valutando in queste ore se  organizzare una ulteriore manifestazione, vicina al voto della finanziaria.
 
Vi preghiamo di rendere tutto questo pubblico nei vostri siti e farlo circolare il più possibile. E anche di farci avere la vostra disponibilità per aiutarci a immaginare un altro appuntamento pubblico e molto “rumoroso”.

www.pariodispare.org