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Assemblea fondativa della Rete per la Parità

20 novembre 2010

Perché una Rete per la Parità

Sviluppare consapevolezza, costruire insieme i prossimi 50 anni Ancora oggi poche sono le donne in Parlamento e in tutte le assemblee elettive, Giunte regionali e comunali composte di soli uomini o con un’unica donna sopravvivono, a volte anche nonostante ricorsi al TAR, sulla base di una pretesa programmaticità del dettato costituzionale, invocata anche nei primi anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione; ancora gli incarichi in aziende pubbliche e private sono quasi un monopolio maschile, e nel lavoro i dati statistici dimostrano che le donne italiane sono sotto occupate, sotto pagate e solo poche raggiungono gli apici delle carriere pubbliche e private. Fenomeni inaccettabili in un paese civile e preoccupanti per i loro riflessi per l’economia nazionale e per la denatalità, ormai fenomeno costante da vari anni in Italia. I risultati finora ottenuti, importanti, ma non ancora sufficienti, frutto di anni di impegno delle donne italiane e del mondo in questi ultimi 50 anni, devono costituire un trampolino di lancio per le giovani generazioni. A quasi tutte le ragazze e i ragazzi manca la consapevolezza dei lunghi tempi e dei tanti sforzi individuali e collettivi che sono stati necessari per ottenere la situazione di oggi, così che non sanno neanche di dover temere che quanto a loro sembra scontato possa essere perduto. La Rete per la Parità, in collaborazione con le tante associazioni di donne e le studiose e gli studiosi che nel corso di questi 50 anni hanno portato ad un ricco patrimonio di conoscenza e riflessione, approfondito grazie anche al Comitato 503360 costituitosi per le celebrazioni di una lontana sentenza del 1960, vuole trasferire alle giovani donne e ai giovani uomini la consapevolezza indispensabile per superare indifferenza, critiche superficiali e condizionamenti ed impegnarsi insieme, donne e uomini, giovani e meno giovani, per un obiettivo comune: la democrazia paritaria. Non un’oligarchia femminile da sostituire all’attuale oligarchia maschile, ma il “cinquanta e cinquanta”, garanzia per le donne e per gli uomini:una battaglia di democrazia, nel nome dell’eliminazione delle “pareti di cristallo”, che ostacolano chi più merita e chi è portatore di valori a tutela degli interessi collettivi, le donne, ma anche i giovani di entrambi i sessi, con le giovani donne doppiamente penalizzate

Rosa Oliva http://www.comitato503360.org e su FB “Gruppo Comitato 503360”